lunedì 21 gennaio 2013

Sherry Rehman oggi ambasciatore pakistano negli Stati Uniti

ASIA/PAKISTAN - Difese Asia Bibi: l'Ambasciatore Sherry Rehman sotto processo per blasfemia

Lahore (Agenzia Fides) - Sherry Rehman, parlamentare musulmana del Pakistan People's Party e oggi ambasciatore pakistano negli Stati Uniti, sarà processata per blasfemia: lo ha deciso la Corte Suprema, con un clamoroso pronunciamento che riapre il dibattito sulla legge sulla blasfemia in Pakistan. La donna fu denunciata nel febbraio 2011 da Faheem Akhtar Gull, commerciante di Multan, che la accusava di aver commesso blasfemia durante un talk-show su Dunya TV. Nel dibattito televisivo, la Rehman aveva difeso Asia Bibi e aveva spiegato la sua proposta, presentata al Parlamento pakistano, di revisione della legge sulla blasfemia, al fine di prevenirne gli abusi. Ma, dopo le polemiche seguite agli omicidi di Salman Taseer e di Shahbaz Bhatti, la Rehman, in pericolo di vita, aveva ritirato la mozione. La polizia di Multan l'aveva scagionata, un tribunale di Lahore aveva respinto la denuncia di Akhtar Gull e la vicenda sembrava conclusa. Ora invece, nel ricorso presentato alla Corte Suprema, i giudici hanno dichiarato l'ammissibilità delle accuse. Il collegio dei giudici Anwar Zaheer Jamali e Ejaz Afzal Khan ha accolto il ricorso, imponendo al Capo della Polizia di Multan, Amir Zulifqar, di registrare ufficialmente il caso di blasfemia (con un First Information Report) un caso sulla base dell'articolo 295c del Codice penale, che punisce con la pena capitale o il carcere a vita il vilipendio al Profeta Maometto. La donna sarà dunque processata.
Fonti di Fides notano che gli estremisti intendono far passare l'idea di definire "blasfemo", e dunque di poter incriminare, chiunque si opponga o metta in discussione la legge sulla blasfemia. Sherry Rehman, prima dell'incarico diplomatico, era Presidente del "Jinnah Institute" di Karachi, istituto di ricerca formato da intellettuali musulmani liberali, promotore dei diritti umani e della legalità, intitolato al fondatore del Pakistan, Ali Jinnah. In un Rapporto inviato a Fides, e pubblicato un anno fa, l'Istituto notava che Asia Bibi era stata giudicata da un tribunale "sotto evidenti pressioni di islamici estremisti", e "per una vendetta personale". Inoltre metteva in luce una palese irregolarità procedurale: nelle indagini e negli interrogatori preliminari, condotti dalla polizia dopo la denuncia, Asia Bibi non ha avuto un avvocato, per questo tutto il processo potrebbe essere invalidato. Il Jinnah Institute riferisce che, sin dal principio, la vicenda giudiziaria di Asia Bibi è stata viziata da irregolarità e strumentalizzazioni (vedi Fides 15/9/2011). Un altro rapporto dell'istituto, intitolato "A Question of Faith" (vedi Fides 6/6/2011), nota l'aumento costante della violenza contro le minoranze religiose in Pakistan, affermando che i cristiani "sono le prime vittime delle persecuzioni". Una questione, si afferma, che il governo deve affrontare per garantire la libertà, la democrazia e lo stato di diritto nel paese. (PA) (Agenzia Fides 19/01/2013)

domenica 20 gennaio 2013

Campionati italiani U17 e U20

PalaIndoor da finali



Scherma - Cambiano sede i Campionati italiani U17 e U20 che, da Belluno, si spostano a Udine. In pedana i migliori talenti italiani. 10 gli atleti del Fvg

Benedetto XVI: Chiesa ha sempre bisogno di purificazione.





Benedetto XVI: Chiesa ha sempre bisogno di purificazione



Con le nozze di Cana, raccontate dal Vangelo di questa domenica, Gesù si rivela lo sposo messianico, venuto a stabilire una nuova allenza con il suo popolo. E la Chiesa è destinata a questo compito. Lo ha spiegato Benedetto XVI parlando ai fedeli prima della recita dell'Angelus. La Chiesa, tuttavia, ha aggiunto il Papa, è formata da esseri umani, dunque sempre bisognosa di purificazione. E una delle colpe è quella relative alle divisioni storiche tra i cristiani. Riferendosi a questo tema Benedetto XVI ha osservato che siamo nel pieno dell'annuale Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani ed è nostro compito superare come fratelli in Cristo ogni tipo di ingiusta discriminazione. Il Papa ha infi ...

sabato 19 gennaio 2013

Documentari a Torviscosa

Torviscosa: doppio appuntamento coi documentari friulani Eventi a Udine
Doppio appuntamento a Torviscosa con la produzione documentaristica friulana
Udinetoday ci descrive i documentari locali su Torviscosa con orari e calendario

Potrebbe interessarti: http://www.udinetoday.it/eventi/cinema/documentari-friulani-torviscosa-21-25-gennaio-2013.html
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Grazie Don Arrigo!

«Chiediamo scusa a mons. Battisti»   versione testuale
Il ricordo del suo segretario, don Zucchiati in occasione della Messa di suffragio

UDINE (18 gennaio, ore 9) - “Chiedo perdono a mons. Alfredo, a nome di tutto il clero friulano, per tutte le volte che noi preti lo abbiamo trattato male”. Si è chiusa con queste parole di don Arrigo Zucchiatti, segretario di mons. Battisti nei primi 9 anni del suo episcopato nella Chiesa Udinese, la S. Messa di suffragio celebrata ieri sera nel Duomo di Tricesimo nel 1° anniversario della  morte della morte dell’Arcivescovo del terremoto, avvenuta il 1° gennaio 2012. “Le poche volte che perdeva le staffe – ha ricordato don Zucchiati -, mons. Battisti chiedeva sempre quasi subito perdono alla persona interessata, ed era particolarmente addolorato quando questo succedeva con i sacerdoti. Tanto che, molte volte lo ho “sgridato”: “Non può chiedere scusa sempre”. Invece, negli anni che sono stato accanto a lui, ho visto diversi sacerdoti trattarlo male, ma non ho mai sentito nessuno pubblicamente chiedergli scusa. Per questo – ha concluso don Zucchiatti – lo faccio io ora a nome di tutto il clero friulano”.
Nell’omelia – concelebrata da una ventina di sacerdoti -, il successore di don Zucchiatti, lo “storico”segretario don Luciano Liusso, ha tratteggiato le caratteristiche dell’essere sacerdote e vescovo incarnate da mons. Battisti, citando diversi brani del libro “Confessioni di un Vescovo”, che contiene le sue memorie dalla nascita fino al 1988 scritte da lui stesso. Il volume è in distribuzione al puro prezzo di costo.
 

venerdì 18 gennaio 2013

Notizie dalla guerra del Mali

AFRICA/MALI - L'esercito annuncia la riconquista di Konna; in arrivo i primi soldati africani

Bamako (Agenzia Fides) - L'esercito maliano ha annunciato oggi, 18 gennaio, di aver preso il controllo totale di Konna, la città nel centro del Mali, la cui conquista da parte dei ribelli jihadisti ha provocato l'intervento militare francese la scorsa settimana. Come spiega all'Agenzia Fides don Edmond Dembele, Segretario Generale della Conferenza Episcopale del Mali, "le truppe francesi e maliane erano entrate ieri a Konna, ma l'esercito non è stato ancora in grado di annunciare fino ad oggi di aver preso il controllo completo della città, perché si temeva la presenza di sacche di resistenza e di mine. Sono state quindi prese delle misure di sicurezza per evitare brutte sorprese, ed oggi sembra che la città sia nel pieno controllo delle forze militari regolari".
Nell'ovest del Paese, continuano le operazioni dell'esercito francese per riconquistare Diabali, caduta sotto il controllo degli jihadisti. In queste ore sono giunti inoltre i primi militari della Missione di Sostegno al Mali (MISMA), la forza inviata dalla Comunità degli Stati dell'Africa Occidentale (CEDEAO). Si tratta di circa 250 militari nigeriani e togolesi. La MISMA dovrebbe arrivare a comprendere 3.000 soldati che avranno il compito di appoggiare le forze maliane per riconquistare il nord.
"Nonostante i combattimenti, nella capitale, Bamako, la popolazione vive nella calma, anche se tutti continuano a seguire le notizie che provengono dai campi di battaglia. Il traffico è ordinario e i servizi pubblici funzionano regolarmente, polizia e gendarmeria hanno però intensificato i controlli e le misure di sicurezza" conclude don Dembele. (L.M.) (Agenzia Fides 18/1/2013)

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AFRICA/MALI - "Aprire subito corridoi umanitari per soccorrere i civili": appello dell'Arcivescovo di Bamako

Bamako (Agenzia Fides) - Occorre aprire subito dei corridoi umanitari per permettere di inviare aiuti alle popolazione prive di cibo e di medicinali. È l'appello lanciato da Sua Ecc. Mons. Jean Zerbo, Arcivescovo di Bamako e Presidente di Caritas Mali, tramite la Caritas Internationalis. In una nota inviata all'Agenzia Fides, Mons. Zerbo afferma: "è iniziato un nuovo periodo di sofferenza per la popolazione del Mali. Accogliamo con gioia qualsiasi aiuto per aiutare il crescente numero di sfollati e rifugiati. Queste persone hanno bisogno di cibo, acqua potabile, kit per l'igiene personale, medicinali antimalarici ed altri materia per far fronte alle necessità di base mentre la situazione sta peggiorando. Siamo nella stagione fredda, ed è anche umido. Questo rende la situazione umanitaria ancora più complicata".
Nella nota di Caritas Internazionalis si stima che siano circa 400.000 le persone fuggite dal nord del Mali e dalle zone dei combattimenti, per rifugiarsi nel sud o nei Paesi vicini. "Le cifre precise degli sfollati e dei rifugiati sono difficili da accertare perché la gente continua a muoversi" dice a Fides don Edmond Dembele, Segretario Generale della Conferenza Episcopale del Mali. "Caritas Mali è mobilitata da tempo ma ha mezzi limitati. Già a partite da aprile 2012 aveva donato alcune tonnellate di cereali e di medicinali alle popolazione del nord occupato dagli islamisti, oltre ad essersi attivata per aiutare gli sfollati che si trovano a Bamako e in altre città del sud" afferma don Dembele. "Effettivamente, come afferma Mons. Zerbo, la situazione umanitaria già drammatica si è aggravata nell'ultima settimana con l'avvio dei combattimenti. Occorrono con urgenza aiuti internazionali" conclude il sacerdote. (L.M.) (Agenzia Fides 18/1/2013)

giovedì 17 gennaio 2013

A UN ANNO DALLA SCOMPARSA, S. MESSA A TARCENTO
In un libro le memorie di mons. Battisti   versione testuale
Il segretario, don Liusso, ha raccolto i diari del Vescovo in un volume

TARCENTO (17 gennaio, ore 18) - Sembra ieri, eppure dall’improvvisa scomparsa di mons. Alfredo Battisti è ormai trascorso un anno. Una Santa Messa in suo ricordo sarà celebrata oggi alle ore 20, nel duomo di Tricesimo, proprio nel giorno in cui avrebbe compiuto 88 anni. E in questa ricorrenza – in cui si rinnova  la nostalgia per l’uomo che accompagnò il Friuli nella sua prova più tremenda, quella del sisma del 1976, – arriva, prezioso, il libro che raccoglie i suoi diari e che nelle prossime settimane sarà distribuito in tutte le foranie. A curare l’edizione di «Le confessione di un Vescovo», questo il titolo del volume, non poteva che essere don Luciano Liusso, che nel 1982 entrò a far parte di quella che mons. Battisti amava chiamare «la mia famiglia», diventando suo segretario personale.
 
Nel numero di «la Vita Cattolica» in uscita oggi, alcuni passi del volume e un'intervista con don Liusso che descrive il libro, «in cui prendono forma tutti i valori in cui mons. Battisti credeva e che, con questo scritto, ha voluto trasmetterci».

Hassakè, capoluogo della Mesopotamia (Siria Orientale)

ASIA/SIRIA - Appello dalla popolazione della Mesopotamia, abbandonata a se stessa

Hassakè (Agenzia Fides) - Hassakè, capoluogo della Mesopotamia (Siria Orientale), è una città fantasma, isolata dal resto del mondo. La popolazione soffre il freddo, non ha carburante, l'acqua scarseggia, c'è solo un'ora di elettricità al giorno. Oltre 25mila cristiani (siro-ortodossi, siro-cattolici, caldei, armeni) assiepati nella città, molti dei quali rifugiati dalle aree circostanti, lanciano un allarme per la sopravvivenza tramite alcuni messaggi pervenuti all'Agenzia Fides.
Dopo l'appello diffuso due mesi fa dai tre Vescovi della regione, che "lanciavano un SOS per evitare la catastrofe" (vedi Fides 23/11/2012), "nulla è stato fatto: nessuno si cura della popolazione stremata di Hassake, che ha urgente bisogno di aiuti umanitari", ribadiscono i Presuli. I Vescovi, come il siro-cattolico Mons. Jacques Behnan Hindo e il siro-ortodosso Mons. Matta Roham, stanno intensificando i contatti con gli altri leader cristiani siriani e con le organizzazioni umanitarie, ma la riposta che ricevono non lascia spiragli: "E' impossibile portare aiuti ad Hassakè perchè è troppo pericoloso e mancano le minime condizioni di sicurezza".
Dopo la città di Tall Tamr, la regione è infestata da gruppi islamisti e terroristi che impongono numerosi posti di blocco sulle strade. Si tratta dei militanti di "Jubhat el Nosra", fazione salafita che anche gli Stati Uniti hanno di recente inserito nela lista nera dei "gruppi terroristi". A loro si aggiungono banditi comuni che compiono rapine, razzie, sequestri, saccheggi, anche in città. La popolazione "sta morendo lentamente, abbandonata a se stessa", nota a Fides p. Ibrahim, prete cristiano residente ad Hassakè.
"La popolazione soffre la fame e vive nel terrore" racconta. "Ogni giorno, alle 3 del pomeriggio, scatta una sorta di coprifuoco, perchè per le strade scorrazzano gruppi armati. Si susseguono i sequestri, a volte con richiesta di riscatto, a volte no. Nei giorni scorsi due fratelli della famiglia Bashr e due giovani della famiglia Fram sono stati uccisi a bruciapelo per strada. I giovani cristiani sono minacciati e terrorizzati, al 90% sono fuggiti dalla città. Se i giovani se ne vanno, a cosa serviranno le nostre chiese?", dice sconsolato.
Secondo quanto racconta all'Agenzia Fides Georgius, studente universitario cristiano che ha la famiglia ad Hassakè e che da pochi giorni si è rifugiato in Libano, "i miliziani con le bandiere nere del gruppo Jubhat el Nosra hanno preso di mira tutti i giovani nati fa il 1990 e il 1992. Li cercano, li accusano di essere militari in servizio di leva, li uccidono a sangue freddo. Vogliono terrorizzare i giovani per impedire di arruolarsi". La popolazione di Hassakè, allo stremo delle forze, riferisce Georgius, "teme l'assalto finale alla città che potrebbe causare l' esodo definitivo dei cristiani da Hassakè". (PA) (Agenzia Fides 17/1/2013)
LUNGO IL FIUME GIORDANO SUI PASSI DI GESU'.




LUNGO IL FIUME GIORDANO SUI PASSI DI GESU'

Messaggero su Torviscosa...novità

Nuova industria della chimica a Torviscosa


mercoledì 16 gennaio 2013

Benedetto XVI: Cristo mediatore e pienezza della Rivelazione.
Benedetto XVI: Cristo mediatore e pienezza della Rivelazione
"Se vogliamo vedere il volto di Dio, quel volto che dà senso, forza e serenità al nostro cammino, dobbiamo seguire Cristo". Ai fedeli radunati in aula Paolo VI per la tradizionale udienza generale del mercoledì, il Papa ha sottolineato che l'intera esistenza "deve essere orientata all'incontro" con Cristo, "e, in essa, un posto centrale lo deve avere anche l'amore al prossimo, quell'amore che, alla luce del Crocifisso, ci fa riconoscere il volto di Gesù nel povero, nel debole, nel sofferente". "Gesù -- ha chiarito Benedetto XVI -- ci mostra il volto di Dio e ci fa conoscere il nome di Dio". Il Signore, infatti, attraverso la storia della salvezza, si rivela progressivamente all'uomo e lo fa da principio ...

Il Natale Ortodosso

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domenica 13 gennaio 2013

Foglio Parrocchiale della domenica 13 Gennaio 2013

ANGELUS 2013-01-13.




ANGELUS 2013-01-13
by vatican
Benedetto XVI: oggi essere cristiani è "fuori moda".
Benedetto XVI: oggi essere cristiani è "fuori moda"
Questa mattina, nella splendida cornice della Cappella Sistina, nella festa del Battesimo di Gesù, il Papa ha conferito il primo sacramento della vita cristiana a 20 bambini, figli di dipendenti vaticani. Nell'omelia, rivolgendosi ai padrini e alle madrine, ha sottolineato che, oggi "non è facile manifestare apertamente e senza compromessi ciò in cui si crede", di fronte ad una società "che considera spesso fuori moda e fuori tempo coloro che vivono della fede in Gesù".
Sull'onda di questa mentalità, ha aggiunto Benedetto XVI, anche tra i cristiani può esserci il rischio di intendere il rapporto con Gesù "come qualcosa che mortifica la propria realizzazione personale", come un limite alla nostra li ...

Beato Odorico da Pordenone

Carmine in festa per il Beato Odorico   versione testuale
Lunedì 14 gennaio la comunità udinese celebra con l'Arcivescovo
la festa liturgica del grande missionario che fu «ponte» con l'Oriente


UDINE (11 gennaio, ore 14.40) - Ponte tra oriente e occidente, testimonianza viva di apertura alla diversità culturale e al dialogo. È attraverso questi tratti che hanno caratterizzato la sua vita che per la parrocchia udinese del Carmine il Beato Odorico del Friuli – il francescano evangelizzatore della Cina – continua ad essere un riferimento profondo. Così anche quest’anno la comunità parrocchiale celebrerà la festa liturgica di questo grande missionario – le cui spoglie si conservano nella chiesa di via Aquileia in un’artistica urna trecentesca (nella foto) – con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, che si terrà lunedì 14 gennaio alle ore 18.30 e che vedrà la presenza di una rappresentanza pastorale della Diocesi di Pordenone, dei Frati Conventuali di Padova, delle autorità civili della città, dei parroci urbani e di tanti devoti del Beato, parrocchiani e non. Significativa inoltre la presenza delle comunità indiana, filippina e cinese, tre paesi importanti nella missione del Beato Odorico: nel paese di Tana, vicino a Bombay fra Odorico prese con sé i resti di 4 frati francescani massacrati, che portò sempre con sé nella sua missione; a Bolinao fece tappa in seguito ad un naufragio e celebrò la prima Messa della storia delle Filippine; a Pechino rimase per 3 anni operando nell’annuncio evangelico.

Festa non solo al Carmine, domenica 13 gennaio alle ore 18 nel duomo di Pordenone sarà infatti celebrata una S. Messa da mons. Guido Genero, vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine e presidente della Commissione per la canonizzazione e il culto del Beato Odorico, di cui fanno parte rappresentanti di Udine, Pordenone e dei Frati conventuali postulatori della causa di canonizzazione. La Commissione ha lavorato alacremente per le iniziative del 13 e 14 gennaio per suscitare tra le due comunità un forte senso di comunione. Infine, la ricorrenza festosa del Beato continuerà domenica 20 gennaio alle ore 17 nella chiesa del Carmine con presentazione del restauro del dipinto raffigurante «Il beato Odorico benedice la folla» di Francesco Grillo.

venerdì 11 gennaio 2013

Una piccola comunità cinese

ASIA/CINA - Una piccola comunità della diocesi di Feng Xiang diventa riferimento per l'evangelizzazione

Feng Xiang (Agenzia Fides) - La parrocchia di Nan Guan del decanato di Bao Ji, nella diocesi di Feng Xiang della provincia dello Shaan Xi, è una piccola comunità composta da circa 200 fedeli, ma dimostra capacità notevoli per l'evangelizzazione, dal momento che ha visto 45 battezzati nell'anno appena concluso. Sua Ecc. Mons. Lucas Li Jing Feng, Vescovo novantenne della diocesi di Feng Xiang, visita spesso la parrocchia per incoraggiare i fedeli alla missione dell'evangelizzazione. Secondo quanto riferito all'Agenzia Fides da Faith dell'He Bei, a Natale Mons. Li ha amministrato il Battesimo a 10 catecumeni della parrocchia, davanti a migliaia di fedeli venuti da tutta la diocesi, durante la Messa solenne della notte di Natale, che è stata seguita da oltre un'ora di processione della luce. Nella solennità dell'Assunzione di Maria, Mons. Li ha conferito il sacramento della Cresima a 8 fedeli e il Battesimo a 4 catecumeni. A Pasqua ha battezzato 9 persone. Secondo il Vescovo, la parrocchia è piccola, "ma ormai è un punto di riferimento dell'evangelizzazione per la diocesi", ed ha promesso: "verrò più spesso da voi per incoraggiare la vostra missione ed anche per dare un esempio alle altre comunità ecclesiali di base, soprattutto nell'Anno della Fede". I gruppi della missione giovanile, della caritas e dei catechisti sono particolarmente attivi. (NZ) (Agenzia Fides 2013/01/11)

giovedì 10 gennaio 2013

Intrappolati in Siria

ASIA/SIRIA - Una comunità cristiana intrappolata e ridotta allo stremo a Nord di Aleppo

Aleppo (Agenzia Fides) - Circa mille fedeli cristiani, fra greco-ortodossi e cattolici latini, sono intrappolati nel piccolo villaggio di Yaakoubieh, tutto cristiano, a Nord di Aleppo. Ridotti allo stremo, senza cibo, senza elettricità, in mancanza dei beni di prima necessità, si trovano nel bel mezzo di pesanti combattimenti fra forze lealiste e gruppi di opposizione. Sono impossibilitati a lasciare il villaggio e "sono in condizioni disastrose, dove rischiano l'estinzione". E' l'allarme lanciato, tramite l'Agenzia Fides, dal frate francescano p. François Kouseiffi OFM cap, parroco della chiesa di San Francesco ad Hamra (Beirut), che si occupa della cura e dell'assistenza di circa 500 rifugiati siriani. I profughi hanno riferito a p. Kouseiffi la tragica situazione del villaggio di Yaakoubieh, da cui molti provengono, e dove restano molti dei loro parenti. Prima della guerra nel villaggio vivevano circa 3.000 cristiani fra armeni, ortodossi e cattolici, ora sono quasi tutti fuggiti. Nel villaggio ci sono tuttora delle suore francescane che, riferisce il frate, condividono la sorte dei civili. "La situazione è molto grave. I fedeli sono intrappolati. Stiamo cercando in tutti i modi di aiutarli a venire in Libano. Nei giorni scorsi alcuni nostri emissari sono partiti per recarsi là, ma il tragitto è pericolosissimo e, dopo oltre una giornata di viaggio via terra, sono giunti ad Aleppo. I contatti i con i cristiani rimasti sono sporadici. Hanno lanciato l'allarme per la loro sopravvivenza. Rischiano di morire nel silenzio generale".
I cristiani siriani pagano il prezzo della destabilizzazione del paese e soffrono come gli altri cittadini siriani ma, come le altre minoranze, sono i gruppi più vulnerabili. Sui circa quattro milioni di rifugiati siriani, i cristiani siriani sono circa 500mila, dei quali 25mila si trovano in Libano. Nei giorni scorsi, ricorda p. Kouseiffi, "l'ondata di gelo ha reso le loro condizioni molto più difficili: siamo in piena emergenza umanitaria. Raccontano il loro dramma, le loro speranze, e sognano un futuro migliore per il loro paese". (PA) (Agenzia Fides 10/1/2013)