lunedì 9 maggio 2011

AFRICA/EGITTO - Attaccata anche una chiesa cattolica, ucciso il padre di un postulante; "i musulmani devono respingere le violenze fondate sulla religione" dice un missionario dal Cairo

 

Il Cairo (Agenzia Fides) - Dodici morti e un centinaio di feriti sono il bilancio dell'assalto condotto da gruppi di salafiti contro alcune chiese nel quartiere di Imbaba, nella parte nord-ovest del Cairo, capitale dell'Egitto. "È stata attaccata anche una chiesa cattolica, oltre ad alcune copte
ortodosse" dice all'Agenzia Fides p. Luciano Verdoscia, missionario comboniano che opera al Cairo da diversi anni. "Un gruppo di salafiti è entrato sparando nella chiesa ed ha ucciso il padre di un nostro postulante, che si trova in Uganda. L'uomo è stato raggiunto da alcuni colpi al petto" racconta a Fides p. Luciano.
"Il pretesto utilizzato dai salafiti per commettere questi crimini è la vicenda di Kamilia, la moglie di un prete ortodosso che voleva il divorzio dal marito. Essendo la Chiesa ortodossa molto rigida al riguardo, la donna si sarebbe convertita all'islam per sfuggire al marito. I salafiti affermano che la donna è tenuta prigioniera ed è stata ricondotta alla fede copta contro la sua volontà" spiega il missionario. L'assalto alla chiesa di Imbaba, dove sarebbe tenuta la donna, ha dato origine alle violenze di sabato 7 maggio.
"Al di là della vicenda di questa donna, occorre fare alcune considerazioni per comprendere quello che sta succedendo in Egitto" evidenzia p. Luciano. "Il quartiere di Imbaba è un'area povera e il fanatismo prospera dove regnano l'ignoranza e la povertà. I salafiti sono un gruppo che non è maggioritario, ma che si fa sentire, anche con azioni violente. Secondo alcuni commentatori questi gruppi sarebbero manovrati dal vecchio regime, che intende far credere: 'ecco, guardate cosa succede senza di noi. Occorre un governo forte che mantenga gli equilibri con il pugno di ferro'.
A mio avviso - continua il missionario - è l'Islam che deve evolversi. Spero che i musulmani moderati possano distanziarsi da determinate letture dell'Islam. Questi omicidi avvengono perché nell'Islam quando una categoria di persone sono dichiarate "kuffar" (infedeli), queste possono essere uccise e private di tutte le loro proprietà. Le interpretazioni di questo tipo devono essere riviste dagli stessi islamici" conclude p. Luciano. (L.M.) (Agenzia Fides 9/5/2011)

Il Papa ad Aquileia e a Venezia: 2 articoli di Fides News

VATICANO - Benedetto XVI ad Aquileia: di fronte alle nuove sfide occorre "promuovere il senso cristiano della vita, mediante l'annuncio esplicito del Vangelo"   
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - La visita del Santo Padre Benedetto XVI ad Aquileia e a Venezia è iniziata nel pomeriggio di sabato 7 maggio. Nella Basilica di Aquileia il Papa ha incontrato i rappresentanti delle diocesi del Triveneto che si stanno preparando al secondo Convegno ecclesiale del 2012. Dalla Chiesa madre di Aquileia, ha ricordato il Pontefice, sono germinate le Chiese del Nord-est dell'Italia, ma anche le Chiese della Slovenia e dell'Austria e alcune Chiese della Croazia e della Baviera e persino dell'Ungheria. "Riunirsi ad Aquileia costituisce perciò un significativo ritorno alle 'radici' per riscoprirsi 'pietre' vive dell'edificio spirituale che ha le sue fondamenta in Cristo" ha sottolineato il Papa, che ha proseguito: "Ritornare ad Aquileia significa soprattutto imparare dalla gloriosa Chiesa che vi ha generato come impegnarsi oggi, in un mondo radicalmente cambiato, per una nuova evangelizzazione del vostro territorio e per consegnare alle generazioni future l'eredità preziosa della fede cristiana". Nel suo discorso il Papa ha esortato a "testimoniare l'amore di Dio per l'uomo prima di tutto con le opere dell'amore e le scelte di vita in favore delle persone concrete, a partire da quelle più deboli, fragili, indifese, non autosufficienti". Di fronte alle nuove sfide che oggi la fede cristiana deve affrontare, occorre "promuovere il senso cristiano della vita, mediante l'annuncio esplicito del Vangelo, portato con delicata fierezza e con profonda gioia nei vari ambiti dell'esistenza quotidiana".
Benedetto XVI ha rilevato come di fronte al massiccio fenomeno del turismo e dell'immigrazione, alla mobilità territoriale, al processo di omologazione provocato dall'azione pervasiva dei mass-media, all'accentuazione del pluralismo culturale e religioso, "è necessario che i cristiani, sostenuti da una 'speranza affidabile', propongano la bellezza dell'avvenimento di Gesù Cristo, Via, Verità e Vita, ad ogni uomo e ad ogni donna, in un rapporto franco e sincero con i non praticanti, con i non credenti e con i credenti di altre religioni... Continuate con energia a testimoniare l'amore di Dio anche con la promozione del 'bene comune': il bene di tutti e di ciascuno". (SL) (Agenzia Fides 09/05/2011)

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VATICANO - Il Papa a Venezia: "Il Vangelo è la più grande forza di trasformazione del mondo, non è un'utopia, né un'ideologia"

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Con l'invito ai rappresentanti del mondo della cultura, dell'arte e dell'economia a non avere paura del Vangelo, contenuto emblematicamente nello stemma di San Marco, patrono di Venezia, perché "il Vangelo è la più grande forza di trasformazione del mondo, ma non è un'utopia, né un'ideologia" e "le prime generazioni cristiane lo chiamavano piuttosto la 'via', cioè il modo di vivere che Cristo ha praticato per primo e che ci invita a seguire" si è conclusa la visita di Benedetto XVI ad Aquileia e a Venezia.
Durante la Messa presieduta domenica 8 maggio al Parco San Giuliano di Mestre, il Pontefice ha ricordato: "Sono venuto per condividere con i Vescovi e i Presbiteri l'ansia dell'annuncio missionario, che tutti ci deve coinvolgere in un serio e ben coordinato servizio alla causa del Regno di Dio... anche oggi occorre promuovere e difendere con coraggio la verità e l'unità della fede. Occorre rendere conto della speranza cristiana all'uomo moderno, sopraffatto non di rado da vaste ed inquietanti problematiche che pongono in crisi i fondamenti stessi del suo essere e del suo agire".
Riferendosi ai viandanti di Emmaus, che dopo aver riconosciuto Gesù sentirono il bisogno di ritornare a Gerusalemme e di raccontare la straordinaria esperienza vissuta, il Papa ha detto: "C'è un grande sforzo da compiere perché ogni cristiano, qui nel Nord-est come in ogni altra parte del mondo, si trasformi in testimone, pronto ad annunciare con vigore e con gioia l'evento della morte e della risurrezione di Cristo... Attorno ad Aquileia si ritrovarono uniti popoli di lingue e culture diverse, fatti convergere non solo da esigenze politiche ma, soprattutto, dalla fede in Cristo e dalla civiltà ispirata dall'insegnamento evangelico, la Civiltà dell'Amore. Le Chiese generate da Aquileia sono chiamate oggi a rinsaldare quell'antica unità spirituale, in particolare alla luce del fenomeno dell'immigrazione e delle nuove circostanze geopolitiche in atto. La fede cristiana può sicuramente contribuire alla concretezza di un tale programma, che interessa l'armonico ed integrale sviluppo dell'uomo e della società in cui egli vive."
All'Assemblea riunita nella Basilica di San Marco, nel pomeriggio di domenica 8, per la chiusura della visita pastorale diocesana, Benedetto XVI ha raccomandato: "Amata Chiesa che sei in Venezia! Supera e aiuta l'uomo di oggi a superare gli ostacoli dell'individualismo, del relativismo; non lasciarti mai trarre verso il basso dalle mancanze che possono segnare le comunità cristiane... Come successore dell'Apostolo Pietro, visitando in questi giorni la vostra terra, ripeto a ciascuno di voi: non abbiate paura di andare controcorrente per incontrare Gesù, di puntare verso l'alto per incrociare il suo sguardo... Avanzate fiduciosi nel sentiero della nuova evangelizzazione, nel servizio amorevole dei poveri e nella testimonianza coraggiosa all'interno delle varie realtà sociali. Siate consapevoli d'essere portatori di un messaggio che è per ogni uomo e per tutto l'uomo; un messaggio di fede, di speranza e di carità." (SL) (Agenzia Fides 09/05/2011)

sabato 7 maggio 2011

BENEDETTO XVI IN FRIULI

 



Ha salutato i fedeli in friulano, tedesco, sloveno e croato, augurandosi che la «Chiesa di Aquileia sorregga l'unità di questi popoli». Si è rivolto con queste parole (intervento integrale) il Pontefice ai presenti che lo attendevano in piazza Capitolo. Il Papa era atterrato a Ronchi alle 16.35 e da lì in auto ha raggiunto Aquileia. «Richiamo morale ai nostri valori», ha detto il sindaco di Aquileia. Poi il Pontefice ha incontrato i delegati delle Chiese del Nordest, dentro la Basilica (intervento integrale). Mons. De Antoni: "Il Papa qui a casa sua" PROGRAMMA LE FOTO  MESSAGGIO DEI QUATTRO VESCOVI

Foglio Parrocchiale domenica 8 Maggio 2011


Papa/ Benedetto XVI ad Aquileia, al via due giorni nel nordest


Stasera a Venezia, domani tappa anche a Mestre

Papa/ Benedetto XVI ad  Aquileia, al via due giorni nel nordest

Venezia, 7 mag. (TMNews) - Benedetto XVI è arrivato ad Aquileia: inizia la ventiduesima visita del Papa i Italia nei suoi sei anni di Pontificato. Ratzinger fa tappa anche a Venezia e Mestre per ravvivare la fede nel nord-est dello Stivale. All'aeroporto 'Friuli-Venezia Giulia' di Ronchi dei Legionari di Gorizia, il Papa è stato accolto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, dal cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia, dall'arcivescovo di Gorizia, monsignor Dino De Antoni e dall'arcivescovo di Udine, monsignor Andrea Bruno Mazzocato. Tra le autorità politiche, presenti anche Renzo Tondo, presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia.

Fonte

Il Papa ad Aquileia, ne parla Toscanaoggi.it

06/05/2011 - 18:12 - PAPA NEL NORDEST: IL MESSAGGIO DEI VESCOVI DEL FRIULI VENEZIA GIULIA


“Abbiamo la grazia di vivere in un tempo della Chiesa nel quale appare in modo luminoso la verità delle parole che Gesù rivolse a Pietro. Ce ne sono testimoni i due ultimi Successori di Pietro: Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Uniti tra loro da una grande fede e da stima e amicizia reciproca, si sono trasmessi l’uno all’altro il ministero – ricevuto dai predecessori – di confermare nella fede i loro fratelli”. È un passaggio del messaggio scritto dai vescovi del Friuli Venezia Giulia - mons. Dino De Antoni (Gorizia), mons. Andrea Bruno Mazzocato (Udine), mons. Giampaolo Crepaldi (Trieste), mons. Giuseppe Pellegrini (Concordia-Pordenone) – in occasione della visita di Benedetto XVI a Nordest (7-8 maggio). Citando l’episodio dell’ultima cena e le parole di Gesù a Pietro – “Io ho pregato per te che non venga meno la tua fede e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli” (Lc 22,32) -, i vescovi ricordano che “la fede di Pietro e dei suoi Successori è custodita da una particolare preghiera di Gesù perché quella loro fede sia il riferimento sicuro per tutti i credenti che formano la Chiesa” e “questo ministero o servizio, proprio di Pietro e dei Vescovi di Roma suoi successori, assicura l’unità della Chiesa, messa spesso alla prova dalle vicende della storia umana”.
Per i vescovi, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI “hanno svolto e stanno svolgendo questo servizio alla Chiesa con una santità, una fedeltà e un coraggio che, in questi giorni, è sotto gli occhi di tutti”. Ancora “conserviamo viva nella memoria l’esortazione, quasi gridata, di Giovanni Paolo II nella sua prima omelia: ‘Non abbiate paura. Spalancate le porte a Cristo’. Ad essa fece seguire il gesto di alzare il crocifisso del bastone pastorale per indicare che suo unico ministero sarebbe stato quello di attirare sguardi e cuori solo verso Gesù crocifisso e risorto, unica Speranza degli uomini”. “Con carità eroica portò avanti con le parole e la vita questo compito: il compito del Successore di Pietro. Mentre la Chiesa riconosce la santità di questo suo Pastore – prosegue il messaggio -, accogliamo nelle nostre terre Benedetto XVI che la Provvidenza ha chiamato a raccogliere il testimone di Giovanni Paolo II. Egli quotidianamente conferma nella fede noi, suoi fratelli, con tale forza e coerenza evangelica che gli possono venire solo dalla preghiera di Gesù la quale continua a custodire il suo Vicario nella Chiesa”. Con umiltà, concludono i vescovi, “dobbiamo confessare che anche nella Regione del Friuli Venezia Giulia i cristiani hanno bisogno di essere confermati nella fedeltà a Gesù, al suo Vangelo e alla grande Tradizione cristiana che ha generato la nostra civiltà”. (Sir)
 

San Floriano ci protegga!

Celebrazione di San Floriano, patrono della Protezione Civile, a San Giorgio di Nogaro (UD)

San Giorgio di Nogaro, 8 maggio 2011

L'Amministrazione comunale di San Giorgio di Nogaro, nella ricorrenza in cui si celebra San Floriano, patrono della Protezione Civile regionale, organizza un incontro che si terrà domenica 8 maggio 2011 nella frazione di Villanova con il seguente programma:
  • ore 10.30 ritrovo dei volontari (in divisa) presso il sagrato della chiesa parrocchiale della frazione di Villanova (Via Giulia) a San Giorgio di Nogaro;
  • ore 11.00 celebrazione della Santa Messa;
  • ore 12.00 premiazione dei volontari della squadra di protezione civile di San Giorgio  di Nogaro per l'attività decennale svolta all'interno del gruppo.

AFRICA/LIBIA - "La Chiesa è diventata il punto di riferimento per le comunità straniere prive di ambasciata" dice Mons. Martinelli da Tripoli

 

Tripoli (Agenzia Fides) - "Abbiamo trascorso una notte molto calma e silenziosa. Può darsi che vi sia stato un momento di riflessione da parte di coloro che bombardano" dice all'Agenzia Fides Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli. "Ho apprezzato la presa di posizione di tutti coloro che si sono espressi per la fine dei bombardamenti e per una soluzione pacifica alla crisi" ribadisce il Presule. Il Vicario Apostolico di Tripoli racconta inoltre che la vita della comunità cattolica della capitale libica continua, pur nelle difficoltà. "Ieri abbiamo celebrato due Messe e la chiesa era piena, tra filippini e africani. Questo ci fa sentire che non è inutile la nostra presenza a Tripoli, perché offriamo un incoraggiamento a diverse comunità che non hanno più un'ambasciata alla quale rivolgersi. La Chiesa è quindi diventata luogo di riferimento sia della comunità cristiana come dei diversi gruppi nazionali" conclude Mons. Martinelli. (L.M.) (Agenzia Fides 7/5/2011

venerdì 6 maggio 2011

Grande attesa ad Aquileia, Venezia e Mestre per l'arrivo del Papa



Ultime ore di preparazione e di attesa nel Nord est d’Italia per l’arrivo del Papa in visita pastorale per due giorni. Benedetto XVI nel pomeriggio di domani sarà ad Aquileia, in provincia di Udine, dove nell’aprile del 2012 si terrà il Convegno delle diocesi del Triveneto, quindi si trasferirà a Venezia per incontrare la cittadinanza in Piazza San Marco, mentre domenica celebrerà al mattino la Santa Messa nel Parco di San Giuliano a Mestre. Denso il programma di questo viaggio apostolico, il 22.mo in Italia di Benedetto XVI, in 6 anni di Pontificato. Il servizio del nostro inviato Luca Collodi: RealAudioMP3

Sul significato della visita di Benedetto nel Nordest XVI Luca Collodi ha intervistato il cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia. RealAudioMP3


Tra i vescovi del Nordest che accoglieranno domani il Papa, c’è anche mons. Andrea Bruno Mazzocato, titolare di Udine, diocesi che ha raccolto – in un certo senso – la grande tradizione cristiana del Patriarcato di Aquileia, soppresso nel 1751. Ascoltiamo dunque mons. Mazzocato al microfono di Isabella Piro: RealAudioMP3

Domenica 8 Maggio 2011

    III DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)


PRIMA LETTURA (At 2,14.22-33)
Non era possibile che la morte lo tenesse in suo potere.

Dagli Atti degli Apostoli

[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così:

«Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene –, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso.

Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo riguardo: “Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza”.

Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: “questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione”.

Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 15)
Rit: Mostraci, Signore, il sentiero della vita.

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita. Rit.

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare. Rit.

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa. Rit.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra. Rit.

SECONDA LETTURA (1Pt 1,17-21)
Foste liberati con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri.

Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia.

Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 24,32)
Alleluia, alleluia.

Signore Gesù, facci comprendere le Scritture;
arde il nostro cuore mentre ci parli.

Alleluia.


VANGELO (Lc 24,13-35)
Lo riconobbero nello spezzare il pane.

+ Dal Vangelo secondo Luca

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
C – Fratelli e sorelle, fondati sulla fecondità della Parola di Dio e uniti al Signore risorto, invochiamo il Padre nella grazia dello Spirito perché si renda attento alle necessità del mondo intero.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Per Cristo risorto, ascoltaci, Signore!

1.      Per la Chiesa di Cristo: la risurrezione del Signore, che è fondamento della fede, sia da tutti professata con coerenza di scelte, secondo lo spirito del Vangelo, in una testimonianza di Fede costante; preghiamo.

2.      Per coloro che governano le nazioni: siano sensibili al richiamo dei poveri, aboliscano le armi, le torture, la pena di morte, lottino contro la povertà e contro l’egoismo di chi affama i poveri, preghiamo.

3.      Per tutti i cristiani: riconoscano, come ha ricordato l’apostolo Pietro, di essere stati redenti a caro prezzo dal sangue di Cristo e si impegnino a glorificare il Signore risorto con le opere quotidiane della vita; preghiamo.

4.      Per quanti nelle varie Comunità cristiane celebrano in questo tempo pasquale i Sacramenti del Battesimo, della Confermazione, dell’Eucaristia e della Riconciliazione: siano aiutati dalle comunità di fede a trovare nel Signore risorto il fondamento della loro vita; preghiamo.

5.      Per quanti vivono nella tiepidezza o disertano la convocazione settimanale del Banchetto eucaristico: sappiano riconoscere il Signore allo spezzare il pane ed il loro cuore arda di amore per Lui e per l’umanità da Lui redenta, preghiamo.

6.      Per questa nostra comunità: seguendo le orme dei discepoli di Emmaus, riscopra l’importanza della Parola del Signore e del Pane spezzato per la nostra vita; preghiamo.

C – Signore, Dio nostro, nonostante le nostre debolezze, tu ci scegli per testimoniare al mondo le meraviglie della salvezza operata davanti a tutti gli uomini. Donaci di poter contare sulla tua bontà, sulla presenza di Cristo, che cammina accanto a noi, e sulla guida dello Spirito Santo, oggi e fino alla conclusione dei tempi. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.




A fine maggio concerto del C.E.Di.M.

Domenica 29 maggio 2011 ore 18.00 c/o Palamostre di Udine concerto conclusivo dell’associazione CEDIM 2010/2011 si esibiranno sette corali tra le quali il coro di Voci Bianche Sidorela, il coro Giovanile,il Sine Tempore, i cori Parrocchiali di Fauglis e Castello di Porpetto e l’Orchestra del C.E.Di.M. con un programma estratto dalle Nozze di Figaro di W.A.Mozart, Progetto “Ragazzi…all’Opera” in collaborazione con l’Accademia Lirica di S.Croce di Trieste

Il tempio sacro del cuore

ASIA/CINA - Consacrazione di nuove chiese: “i fedeli non devono solo dedicare la casa di mattoni a Dio Padre ma anche e soprattutto ”

Pechino (Agenzia Fides) – “I fedeli non devono dedicare solo la casa di mattoni a Dio Padre ma anche e soprattutto il tempio sacro del cuore”: sono le parole pronunciate da Sua Ecc. Mons. Zhang Xian Wang, Vescovo della diocesi di Ji Nan nella provincia di Shan Dong, durante la solenne celebrazione che ha presieduto per la consacrazione della chiesa di Ning Jia Gou, dedicata a Nostra Signora, il 30 aprile, alla vigilia dell’apertura del Mese mariano. Fin dal 1662, anno di fondazione del villaggio, il Vangelo è arrivato in questi luoghi quasi contemporaneamente. Quindi il Vescovo ha invitato a portare avanti questa gloriosa storia cristiana con un segno visibile come la chiesa.
Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, in occasione della solennità di Pasqua e del Mese Mariano, diverse comunità cattoliche continentali hanno consacrato la loro nuova chiesa appena costruita, altre hanno completato i lavori di restauro per rispondere meglio alle esigenze pastorali e missionarie, per “un segno di comunione visibile” che “testimonia la vitalità della fede”.
Oltre 800 fedeli hanno partecipato alla consacrazione della chiesa dedicata a Gesù Buon Pastore di Fu Tian, nel territorio della parrocchia di Bo Xing della diocesi di Zhou Zhi, provincia di Shan Dong, il 28 aprile. Secondo il parroco “questa consacrazione è simbolo di comunione ed unità dei cattolici. In un villaggio con poco più di un centinaio di cattolici, la comunità ha potuto costruire una chiesa così bella, che indubbiamente è frutto dell’evangelizzazione e anche motore della futura evangelizzazione”.
Con la consegna simbolica delle chiavi da parte di Sua Ecc. Mons. Meng Ning You, Vescovo coadiutore della diocesi di Tai Yuan al parroco, è stata inaugurata e aperta al culto la nuova chiesa dedicata a Cristo Re. Il rito si è svolto il 3 maggio ed ha visto la numerosa partecipazione dei fedeli, con 36 sacerdoti concelebranti, una ventina di religiose e una decina di seminaristi maggiori.
All’apertura del Mese Mariano, il 2 maggio, Sua Ecc. Mons. Li Jing, Vescovo della diocesi di Ning Xia, ha consacrato la nuova chiesa di Zhong Wei, che venne fondata da un missionario belga nel 1924. Durante l’omelia il Vescovo ha esortato gli oltre 700 fedeli, i sacerdoti e le religiose con queste parole: “il tempio di Dio è stato costruito, ma i cattolici si devono impegnarsi ancora di più per costruire il tempio di Dio nel loro cuore, perché il Signore sia sempre con noi. Dobbiamo venire spesso qui per pregare ardentemente”. Per festeggiare la completa ricostruzione della chiesa e la sua apertura al culto, e l’inizio del Mese Mariano, nello stesso giorno ha avuto inizio il primo Corso di catechismo e il Corso di formazione dei laici. (NZ) (Agenzia Fides 06/05/2011)

“La guerra ha lasciato i poveri più poveri”

AFRICA/COSTA D’AVORIO -dice Suor Rosaria da Abobo, dopo un mese di combattimenti

Abidjan (Agenzia Fides) - “La situazione è tornata calma dopo 4 settimane di intensi combattimenti. Vi sono ancora delle sporadiche scaramucce, anche perché situazioni come questa non possono cambiare dalla mattina alla sera” dice all’Agenzia Fides, Suor Rosaria, delle Suore della Santa Famiglia, che opera nel quartiere di Abobo di Abidjan, la capitale economica e amministrativa della Costa d’Avorio. Ad Abobo operava il cosiddetto “commando invisibile”, guidato da Ibrahim Coulibaly (detto IB), schierato contro l’ex Presidente Gbagbo, ma in rotta di collisione con il Primo Ministro del nuovo Presidente, Alassane Ouattara, Guillaume Soro. Coulibaly è stato ucciso a fine aprile.
Suor Rosaria racconta: “nelle 4 settimane di combattimenti, da fine marzo alla morte di Coulibaly, sono rimasto sola al dispensario. Ho curato i feriti dei combattimenti, quante pallottole ho estratto e quanti punti ho messo!”
“Ma non aveva paura dei guerriglieri ? chiediamo a Suor Rosaria. “Non avevo paura di loro perché non mi potevano fare niente – risponde la religiosa -. Dicevo loro: se mi uccidete, io ci guadagno, perché vado in Paradiso. Quindi è bene che mi rispettiate”.
La religiosa è comunque abituata a situazioni di crisi: “Sono 40 anni che lavoro in ospedale, di cui 35 in missione. Sono stata in Guatemala nel 1973 al tempo della guerriglia e poi sono stata in Libia, a Bengasi e Tobruk, dove ho collaborato con l’attuale Vicario Apostolico di Tripoli, Mons. Giovanni Martinelli. In particolare Mons. Martinelli mi ha sostenuto nella mia battaglia per far riconoscere dallo Stato libico il diploma di infermiera delle religiose”.
Suor Rosaria descrive così la situazione sanitaria di Abobo: “Ogni giorno abbiamo più di 100 malati. Facciamo orario unico, dalla mattina alla sera. La situazione sanitaria è grave perché le persone non hanno denaro per comprare le medicine e pagare le analisi cliniche. Sono soprattutto le donne incinte le persone più a rischio, oltre ai bambini. Si vedono morire i bambini per un po’ di malaria, una situazione che prima della guerra era più rara, soprattutto ad Abidjan. È vero che la crisi ivoriana dura dal 2000 e da quell’epoca vi sono zone della Costa d’Avorio che sono in forte sofferenza. Prima di operare ad Abobo, stavo in una località del nord, al confine con Mali e Burkina Faso, e lì non avevano nemmeno da mangiare”.
“La crisi sembra finita ma i poveri sono rimasti più poveri – conclude Suor Rosaria -. Nell’ospedale dove lavoro continuano ad andare avanti con la scorta di medicine che avevo fatto mettere da parte. Lo Stato ha promesso l’invio di altre medicine che forse arriveranno lunedì prossimo. Nel frattempo dobbiamo andare avanti con la nostra piccola scorta di medicinali. La maggior parte dei ricoverati soffre di malaria e della conseguente anemia, oltre che di malnutrizione”. (L.M.) (Agenzia Fides 6/5/2011)

La guerra è immorale

AFRICA/LIBIA - “Ho il dovere di affermare che i bombardamenti sono atti immorali” dice il Vicario Apostolico di Tripoli

Tripoli (Agenzia Fides) - “Mi sorprende che siano state fatte delle dichiarazioni sul fatto che io dovrei occuparmi solo di questioni spirituali e che i bombardamenti sono stati autorizzati dall’ONU. Ma questo non significa che l’ONU, la NATO o l’Unione Europea abbiano l’autorità morale per decidere di bombardare” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli. “Io non voglio certo interferire con l’attività politica di nessuno, ma ho il dovere di dichiarare che i bombardamenti sono immorali” ribadisce Mons. Martinelli.
“Vorrei sottolineare - continua il Vicario Apostolico di Tripoli - che bombardare non è un atto dettato dalla coscienza civile e morale dell’occidente o più in generale dell’umanità. Bombardare è sempre un atto immorale. Rispetto le Nazioni Unite, rispetto la NATO, ma devo pure dichiarare che la guerra è immorale. Se vi sono violazioni dei diritti umani di una parte, non posso usare lo stesso metodo per fermarle. Come cristiano devo usare metodi pacifici, in primo luogo il dialogo”.
“Ricordo che Papa Giovanni Paolo II stabilì le relazioni diplomatiche con la Libia mentre questa era sottoposta ad embargo. Questo per dimostrare che il metodo per risolvere i problemi non sono le guerre e nemmeno gli embarghi, ma il dialogo diplomatico” conclude Mons. Martinelli, che esprime piena adesione al comunicato della Commissione Episcopale Mista Mediterraneo-Maghreb-Europa, sulla guerra in Libia e sulla questione dei migranti (vedi Fides 5/5/2011). (L.M.) (Agenzia Fides 6/5/2011)

giovedì 5 maggio 2011

ASIA/INDIA - Il 6 maggio sciopero della fame contro le persecuzioni anticristiane in Orissa

Bubaneshwar (Agenzia Fides) – Protestare in modo non violento per le discriminazioni e le persecuzioni dei cristiani in Orissa; chiedere una indagine approfondita sul coinvolgimento dei vertici militari nei massacri anticristiani a Kandhamal, il distretto dell’Orissa teatro delle violenze del 2008; processare i colpevoli; denunciare il boicottaggio sociale, economico e religioso che oggi si registra in Orissa, imposto ai cristiani dai militanti di movimenti estremisti indù come il "Rashtriya Swayamsevak Sangh" (RSS); chiedere la revoca della discussa “Legge anti conversioni”, in nome della quale si compiono arresti e violenze sui cristiani: con queste motivazioni il movimento ecumenico indiano “Global Council of Indian Christians” (GCICC) ha annunciato per domani, 6 maggio, una Giornata di sciopero della fame che si terrà a Bubaneshwar, capoluogo dell’Orissa.
Il Consiglio, come spiega a Fides il suo Presidente nazionale, Sajan K.George, intende attirare l’attenzione delle istituzioni sull’attuale situazione dell’Orissa, dove il fenomeno delle violenze, manifeste o latenti, sui cittadini di fede cristiana “continua in modo strisciante, pronto a riesplodere, con la copertura delle autorità civili”.
Sajan K.George guiderà a Bubaneshwar la Giornata pubblica di protesta e di digiuno, a cui tutti i fedeli e tutti gli uomini di buona volontà potranno unirsi, in ogni parte dell’India. Si prevede una grande affluenza di fedeli, mentre anche in altre città come Delhi e Bangalore si terranno, in contemporanea, simili iniziative. I fedeli dell’Orissa, nota a Fides il GCICC, “sono emarginati e privati dei loro diritti fondamentali a causa della loro fede. Si fa di tutto perfino per impedire loro di professare semplicemente il culto cristiano. La situazione è molto grave e richiede una piena presa di coscienza del governo federale”.
Nel 2008 la violenza contro i cristiani in Orissa colpì 13 distretti e fece oltre 100 morti; nel solo distretto di Kandhamal 6.600 case furono distrutte e 56.000 furono gli sfollati interni. (PA) (Agenzia Fides 5/5/2011)

La questione dei migranti è stata al centro della riflessione dei Vescovi

AFRICA/TUNISIA - I Vescovi del Mediterraneo: “no alla guerra in Libia, sì all’accoglienza dei migranti e allo sviluppo dei loro Paesi”

Tunisi (Agenzia Fides) - “Riguardo alla questione dei migranti, l’Europa cerca soprattutto di mettere in opera una protezione drastica che non va sempre nel senso della giustizia e diventa spesso fonte di esclusione e di discriminazione”. È la valutazione contenuta nella dichiarazione rilasciata al termine di un incontro dei Vescovi del Maghreb con una delegazione episcopale di Francia e Spagna. L’incontro della “Commissione Mista Mediterraneo-Maghreb-Europa” si è tenuto dal 2 al 4 maggio a Tunisi. Nella nota conclusiva, inviata all’Agenzia Fides, i Vescovi riuniti a Tunisi esprimono, “per quanto riguarda la Libia, appoggio agli interventi di Papa Benedetto XVI e di Mons. Giovanni Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli, sulla priorità del dialogo politico: nessuno può controllare le conseguenze degli interventi armati che colpiscono anche vittime innocenti”.
La questione dei migranti è stata al centro della riflessione dei Vescovi. “Su questa delicata questione - afferma la nota - vi sono due atteggiamenti in contrasto: quello di diversi politici che intendono garantire quasi esclusivamente la sicurezza e la protezione dei propri cittadini, purtroppo spesso per ragioni elettorali, e quello dei discepoli del Vangelo che, a rischio di essere accusati di ingenuità, vogliono, contro tutto e tutti, servire in primo luogo le persone e difenderle nella loro dignità, anche se sono clandestini e senza documenti”.
“Questi due punti di vista – prosegue il testo - potrebbero trovare un punto di incontro se il denaro che serve a proteggere le frontiere venisse impiegato per sviluppare almeno l’indipendenza alimentare dei Paesi di provenienza dei migranti e se venissero assicurate le risorse per permettere una vita dignitosa a tutti i cittadini. Questi ultimi non sarebbero costretti a partire a rischio della vita. Da decenni i Papi ribadiscono questi concetti, come si può non riaffermarli ora?” sottolineano i Vescovi. Sul dialogo tra cristiani e musulmani, infine, si rimarca che “la priorità va data all’incontro tra persone di differenti orizzonti che permette spesso uno scambio più vero e più spirituale”. (L.M.) (Agenzia Fides 5/5/2011)

AFRICA/COSTA D’AVORIO - “Gli sfollati stanno rientrando a casa, ma la loro situazione rimane a rischio” dice a Fides un esponente della Caritas di Abidjan

 

Abidjan (Agenzia Fides) – “Gli sfollati stanno progressivamente ritornando nelle loro case. Diversi centri di accoglienza si stanno infatti sfoltendo” dice all’Agenzia Fides Jean Djoman, Direttore dello sviluppo e della promozione umana di Caritas Costa d’Avorio, da Abidjan, dove le Forze Repubblicane (fedeli al nuovo Presidente Alassane Ouattara) hanno preso il controllo del quartiere di Yopougon, l’ultimo bastione ancora in mano agli uomini di Laurent Gbagbo, il deposto Capo di Stato, arrestato l’11 aprile.
“Da ieri a Yopougon la situazione si sta stabilizzando. Secondo fonti militari, Yopougon è ormai sotto il controllo delle Forze Repubblicane che sono riuscite a prevalere sui combattenti che resistevano” dice Djoman. Secondo fonti militari, i miliziani pro Gbagbo avrebbero ricevuto appoggi da parte di mercenari liberiani e di altre nazionalità. “Non abbiamo prove per confermare o smentire queste informazioni” dice il responsabile della Caritas. “Daltronde è pur vero che nell’ovest della Costa d’Avorio, al confine con la Liberia, esiste un’area infestata da mercenari provenienti dalla Liberia e da altri Paesi. Queste persone provengono dai movimenti armati che si sono combattuti nella guerra in Liberia (terminata nel 2003) e che ora controllano questa zona di frontiera tra i due Paesi, che sfugge al controllo delle forze regolari, sia liberiane sia ivoriane. È una ‘no man land’ che è una riserva di mercenari a disposizione del migliore offerente. Si tratta di una minaccia considerevole per la stabilità dell’Africa occidentale. Occorre trovare una soluzione a questa situazione”.
Un altro quartiere di Abidjan a rischio è Abobo, che era invece il bastione di Ibrahim Coulibaly (detto IB), il capo del cosiddetto “commando invisibile,” schierato contro Gbagbo, ma che era in rotta di collisione con il Primo Ministro di Ouattara, Soro. “Dopo l’uccisione di Coulibaly (vedi Fides 28/4/2011), buona parte dei partigiani di IB si è schierata con le Forze Repubblicane, mentre continuano le operazioni di disarmo di questi uomini. La pacificazione di questo quartiere durerà comunque alcune settimane, così come in altri quartieri di Abidjan dove si è combattuto, perché il processo di raccolta delle armi è ancora lungo” afferma Djoman.
Secondo l’esponente della Caritas “ad Abidjan vi sono ancora delle parrocchie dove sono accolti degli sfollati, anche se la maggior parte di loro era stata ospitata da amici e familiari. Anche in questo caso le strutture della Chiesa (parrocchie e comunità religiose) hanno offerto assistenza. Anche se gli sfollati stanno rientrando nelle proprie abitazioni, occorre tuttavia sottolineare che la situazione di queste persone resta preoccupante, perché molte di loro hanno perduto il lavoro o hanno avuto la casa devastata e non hanno le risorse per far fronte ai loro bisogni vitali (alimentazione, cure mediche, ecc…)”.
Prosegue Djoman: “Come Caritas ci siamo dati il compito di continuare ad assistere gli sfollati anche dopo il loro ritorno nei luoghi di origine, perché queste persone continuano a rivolgersi alle strutture della Chiesa per un’assistenza materiale ma anche psicologia e spirituale; molte di loro sono traumatizzate e cercano il conforto dei sacerdoti. Vi sono inoltre donne incinte che hanno bisogno di un’assistenza particolare. La Caritas ha avviato un programma di interventi sia nell’ovest del Paese sia ad Abidjan, che prevede assistenza alimentare, sanitaria, educativa e la protezione di donne e bambini” conclude l’esponente della Caritas. (L.M.) (Agenzia Fides 5/5/2011)

Benedetto XVI ad Aquileia in papamobile per 18 km

versione testuale
Attese migliaia di persone lungo il tragitto. In 10 mila lo aspetteranno attorno alla Basilica

AQUILEIA (4 maggio, ore 16) - Uno dei più lunghi percorsi in papamobile Benedetto XVI lo compirà sabato 7 maggio fra l'aeroporto di Ronchi dei Legionari ed Aquileia, nell'ambito della sua visita in Friuli.
 
Il tracciato misura 18 chilometri e l'arcivescovo di Gorizia, mons. Dino De Antoni, assicura che lungo la strada Benedetto XV sarà accolto da migliaia di persone. Almeno 10 mila sono attese soltanto ad Aquileia, intorno all'antica basilica, dove il Papa aprirà l'anno di preparazione al convegno ecclesiale di Aquileia del 2012. Nella basilica dei mosaici saranno presenti, fra gli altri, 40 vescovi, provenienti anche da Croazia, Slovenia, Ungheria ed Austria.
In aeroporto il pontefice sarà accolto per il governo dal ministro Giulio Tremonti e per la Regione Fvg dal presidente Renzo Tondo. «'Ma i vip – ha specificato l'Arcivescovo mons. De Antoni – saranno soprattutto i bambini di diversi istituti di accoglienza delle diocesi di Gorizia ed Aquileia».
 
A proposito di papamobile, Benedetto XVI ne avrà a disposizione una del tutto particolare per attraversare piazza San Marco nel tardo pomeriggio di sabato e nel pomeriggio di domenica 8; sarà un'auto elettrica, tanto leggera da non dover arrecare danni alla pavimentazione di piazza San Marco.
 


53....venti a Resiutta

Profughi somali in Friuli. 53 persone divise in vari gruppi   versione testuale
Esemplare l'accoglienza della piccola comunità di Resiutta

UDINE (5 maggio ore 18) - Cinquantatré richiedenti asilo di nazionalità somala provenienti da Crotone sono arrivati stamani a Cervignano del Friuli, nell'ambito delle operazioni di ridistribuzione sul territorio nazionale degli immigrati giunti nelle scorse settimane dal Nordafrica. I rifugiati, tra cui anche donne e bambini, sono stati suddivisi in piccoli gruppi e smistati in diverse strutture di accoglienza della provincia di Udine, a Lignano, Resiutta e la stessa Cervignano. Alcuni somali sono stati invece trasferiti al Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Gradisca d'Isonzo. Un gruppo di 20 persone è arrivato questo pomeriggio in un albergo di Resiutta dove il proprietario ha dato disponibilità per l’alloggio.
"Sono tutti giovani e sono arrivati molto stanchi, qualcuno conosce l'italiano, altri l'inglese, mi sembrano tutte brave persone" afferma il sindaco di Resiutta Emilio Beltrame, un piccolo comune di circa 400 abitanti dove è subito scattata un’azione di solidarietà nei confronti dei profughi. Questa sera ci sarà un incontro a cui parteciperà anche l’Arcivescovo di Udine mons. Mazzocato di passaggio nella zona. Anche la parrocchia infatti è stata allertata per l’accoglienza dei somali. "Abbiamo chiamato il parroco don Rafael e ci ha dato la massima disponibilità. Cerchiamo prima di tutto di capire di cosa hanno bisogno i profughi e poi faremo quanto nelle nostre possibilità" conclude il sindaco Beltrame

Sete di Parola, gruppo yahoo, ci invita a riflettere

“l'uomo e la donna, creati come "unità dei due" nella comune umanità, sono chiamati a vivere una comunione d'amore e in tal modo a rispecchiare nel mondo la comunione d'amore che è in Dio, per la quale le tre Persone si amano nell'intimo mistero dell'unica vita divina"

(Giovanni Paolo II, Mulieris dignitatem)

Un caro saluto a tutti
Paola Be