"La luce rende possibile la vita, la conoscenza, l'accesso alla realtà,
alla verità". Per questo "Il buio su Dio e il buio sui valori sono la
vera minaccia per la nostra esistenza e per il mondo in generale". Lo ha
detto il Papa sabato notte, nella celebrazione della Veglio Pasquale
della Notte Santa, aperta nell'atrio della Basilica di San Pietro con il
rito del "Lucernario", nel corso del quale ha acceso il cero pasquale.
Cero che rappresenta "In modo meraviglioso il mistero pasquale di Cristo
che dona se stesso e così dona la grande luce", una luce che vive in
virtù del sacrificio, ha spiegato Benedetto XVI nel corso dell'omelia.
Dopo il canto del "Lumen Christi" e l'accensione delle luci, la Litur
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Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
domenica 8 aprile 2012
Chiacchiere inutili dello scriba criticone
Veglia Pasquale:
Forse il coro ha bisogno di nuova linfa, di nuove persone per cantare Pasqua, forse erano in poche in quanto persone impegnate, ma la Veglia Pasquale è il centro dell'anno liturgico!
Molti non partecipano perchè si va alla messa domenicale....Ma dopo una quaresima così ben preparata alle 11 con i catechisti impegnati nelle letture e nei segni, un ottavario nel quale tutti hanno dato tutto(i fiori di ieri sera erano quelli che i fedeli hanno donato alla Maddonna), non si può impoverire il sabato Santo!
E' andato tutto bene!Alleluia!
Però Pasqua è battesimo, Pasqua è cero, Pasqua è partecipazione al segno del cero...Ma insomma il prossimo anno non pioverà è torneremo fuori dalla chiesa a scambiarci la luce del cero non alla luce artificiale del Duomo!
e non si danno in mano accendini ai chierichetti. è più pericoloso di una candela accesa dal cero!
A proposito, midicono dalla regia che il rosa (dei fiori) non è il colore adatto alla Pasqua!
Basta adesso vado a confessarmi di nuovo!
Buona Pasqua Cristo risusciti in ogni cuore!
- serata piovosa
- fedeli che riempiono banchi e sedie
- celebrazione foraniale, lo sicapisce dalla presenza dei ceri dei Zellina, Porto Nogaro, Villanova e San Giorgio
- l'omelia del parroco che parla di risurrezione
Forse il coro ha bisogno di nuova linfa, di nuove persone per cantare Pasqua, forse erano in poche in quanto persone impegnate, ma la Veglia Pasquale è il centro dell'anno liturgico!
Molti non partecipano perchè si va alla messa domenicale....Ma dopo una quaresima così ben preparata alle 11 con i catechisti impegnati nelle letture e nei segni, un ottavario nel quale tutti hanno dato tutto(i fiori di ieri sera erano quelli che i fedeli hanno donato alla Maddonna), non si può impoverire il sabato Santo!
E' andato tutto bene!Alleluia!
Però Pasqua è battesimo, Pasqua è cero, Pasqua è partecipazione al segno del cero...Ma insomma il prossimo anno non pioverà è torneremo fuori dalla chiesa a scambiarci la luce del cero non alla luce artificiale del Duomo!
e non si danno in mano accendini ai chierichetti. è più pericoloso di una candela accesa dal cero!
A proposito, midicono dalla regia che il rosa (dei fiori) non è il colore adatto alla Pasqua!
Basta adesso vado a confessarmi di nuovo!
Buona Pasqua Cristo risusciti in ogni cuore!
sabato 7 aprile 2012
"L'esperienza della sofferenza segna l'umanità, segna anche la
famiglia". Lo ha sottolienato Benedetto XVI, al termine della Via Crucis
al Colosseo, trasmessa in mondovisione. Lasciandosi ispirare dalle
meditazioni preparate quest'anno dai coniugi Danilo e Anna Maria
Zanzucchi, del Movimento dei Focolari e iniziatori del Movimento
"Famiglie Nuove", il Papa si è soffermato sulle tante difficoltà che
oggi rendono faticoso il cammino delle famiglie: la "precarietà del
lavoro" e le altre "conseguenze negative provocate dalla crisi
economica", "incomprensioni, divisioni, preoccupazione per il futuro dei
figli, malattie, disagi di vario genere". A tutti il Pontefice ha
offerto la speranza del Figlio di Dio: ...
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venerdì 6 aprile 2012
Pasqua di risurrezione Domenica 8 aprile 2012
DOMENICA DI PASQUA - RISURREZIONE DEL SIGNORE (ANNO B)
PRIMA LETTURA (At 10,34a.37-43)
Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 117)
Rit: Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
SECONDA LETTURA (Col 3,1-4)
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési
Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.
Parola di Dio
SEQUENZA
Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.
Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.
«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».
Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.
Canto al Vangelo (1Cor 5,7-8)
Alleluia, alleluia.
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:
facciamo festa nel Signore.
Alleluia.
VANGELO (Gv 20,1-9)
Egli doveva risuscitare dai morti.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
C - Siamo certi che Cristo è veramente risorto dai morti: questo è il grido di vittoria che oggi unisce tutti noi. Sorretti da questa speranza e in compagnia di Maria, Madre dei credenti, andiamo incontro al Risorto affinché egli presenti al Padre le nostre suppliche e le nostre preghiere.
L - Preghiamo insieme dicendo:
Venga il tuo Regno, Signore!
1. Per
il Papa, i Vescovi e per tutti i ministri del Vangelo. Custodisci loro con la
luce della tua grazia. Confermali nella fede, nella speranza e nella carità,
affinché possano indicarci la via da percorrere in questa difficile ed
avvincente ora della storia. Preghiamo.
2. Per
il mondo intero. Esso anela alla pace, ma spesso non sa dove incontrarla. La
luce della tua Risurrezione rischiari le tenebre dei cuori di tutti e, in particolare,
di chi è chiamato a decidere le sorti dei singoli e di intere nazioni. Possa
sempre prevalere nel loro cuore l’amore per la verità e il desiderio di operare
per il bene comune. Preghiamo.
3. Per
tutti i battezzati. Nell’aspersione del sangue e dell’acqua che scaturiscono
dal tuo costato squarciato, rinnovino la grazia della loro rinascita nello
Spirito. Preghiamo.
4. Per
coloro che soffrono, nel corpo o nello spirito.
Concedi loro di scoprire la fecondità del dolore vissuto ed offerto con
amore. L’immagine della tua Croce gloriosa faccia loro scoprire l’intima gioia
di poter unire le loro sofferenze alle tue, divenendo, sin d’ora, testimoni
della tua Risurrezione. Preghiamo.
5. Per
i giovani. Non ripongano la loro fiducia nei surrogati offerti in abbondanza
dal mondo e dalle sue mode, ma trovino il senso autentico della loro vita in
te, morto e risorto. Preghiamo.
6. Per
tutti noi. La fede sostenga l’ardore della tua Pasqua, che pervade il nostro
cuore, e ravvivi la gioia di amarti e annunciarti ad ogni creatura. Preghiamo.
7. Per
i nostri fratelli defunti. In questo giorno, in cui si celebra la tua
Risurrezione, ti chiediamo di accoglierli nella tua infinita misericordia e di
ammetterli nella Gerusalemme del cielo, dove possano lodare senza fine il tuo
nome in gioiosa esultanza. Preghiamo.
C – Dio onnipotente ed eterno, la Chiesa guarda il tuo Figlio risorto, Alfa ed Omega, centro e fine della storia. In questa Pasqua concedi a noi di portare nel cuore la fede in Gesù Cristo, di confessarla e di testimoniarla con le parole e con la vita, rendendo presente il mistero della croce e della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. T - Amen.
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Tempo Pasquale
La celebrazione dell'Ora Santa al Getsemani in diretta televisiva. La
processione alla chiesa del Gallicantu per ricordare l'arresto di Gesu'.
Il Giovedi' Santo e' scandito dalle celebrazioni francescane che si
prolungano fino a tarda sera.
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"Quando l'uomo si mette contro Dio, si mette contro la propria verità e
pertanto non diventa libero, ma alienato da se stesso". E' la
riflessione che Benedetto XVI ha offerto nella Basilica di San Giovanni
in Laterano, celebrando la messa "nella Cena del Signore", inizio del
Triduo Pasquale. Nel corso dell'omelia, il Papa ha chiarito che
perseguire esclusivamente la propria volontà non apre le porte alla
libertà, che tale forma di ribellione pervade la storia ed è una
"menzogna di fondo che snatura la nostra vita". Nello scenario del
Giovedì Santo, richiamando l'istituzione della Santissima Eucaristia, il
Pontefice ha ricordato come "l'elemento più caratteristico della figura
di Gesù", "il nucleo dell ...
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Al Cenacolo il Custode lava i piedi ad alcuni bambini della parrocchia
di San Salvatore. Per rivevere gli ultimi momenti di Gesu' nel luogo
dove tutto e' avvenuto.
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giovedì 5 aprile 2012
"L'apparizione del Risorto alla Maddalena ci ricorda che anche noi, come
lei, siamo inviati ad annunciare la realta' di questo evento". Insieme
al presidente del Santo Sepolcro, meditiamo sui luoghi della
Resurrezione di Gesu' e delle sue prime apparizioni
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L'Arcivescovo ha presieduto in Cattedrale la celebrazione della Messa del Crisma
UDINE (5
aprile, ore 11.30) - «Per assicurare ai suoi discepoli e alla sua
Chiesa il nutrimento vitale del suo Corpo e Sangue, Gesù, nell'Ultima
cena, ha fatto un altro dono di cui oggi, Giovedì Santo, rendiamo
grazie: il sacerdozio ministeriale». Così l'Arcivescovo di Udine
nell'OMELIA della Santa Messa Crismale, in Cattedrale, durante la quale
si sono ricordati 20 giubilei sacerdotali.
«Solo
dopo essersi nutriti alla mensa del Corpo e Sangue del Signore – ha
ricordato l'Arcivescovo – dei deboli uomini possono trovare nel loro
cuore quello Spirito dell’Amore che fa riconoscere nel proprio simile
non un rivale con cui confrontarsi o un debole su cui passare sopra ma
un fratello di cui farsi servi fino a lavargli i piedi come ha fatto il
Maestro e il Signore». Ecco, dunque, che «il sacerdozio è un dono che
possiamo ancora chiamare anche miracolo divino», ha aggiunto mons.
Mazzocato. «Se l’umiltà non ci abbandona o l’abitudinarietà non ha il
sopravvento, in ogni celebrazione eucaristica noi, vescovi e presbiteri,
non possiamo non rivivere un sentimento di meraviglia e riconoscenza
per ciò che Gesù ha voluto fare della nostra piccola e indegna persona».
Durante
la celebrazione l'Arcivescovo ha anche ricordato i giubilei sacerdotali
che si celebrano quest'anno e speso alcune parole per far memoria dei
confratelli defunti. Ai moltissimi sacerdoti presenti mons. Mazzocato ha
rivolto l'invito ad impegnarsi per «vivere della stessa carità di
Cristo dentro il nostro sacerdozio» e li ha incoraggiati, nel rinnovare
le promesse sacerdotali, a chiedere «la grazia di essere noi pastori,
per primi, maestri e testimoni della fede in Gesù».
mercoledì 4 aprile 2012
Giovedì Santo festa per 20 giubilei sacerdotali
UDINE (4
aprile ore 12) - La Chiesa udinese si appresta a vivere intensamente il
Triduo Pasquale della Passione e Resurrezione del Signore, culmine
spirituale di tutto l’anno liturgico. In tutte le parrocchie
dell’Arcidiocesi sono previste solenni celebrazioni. Particolari
appuntamenti saranno vissuti dall’Arcivescovo, mons. Andrea Bruno
Mazzocato, nella chiesa Cattedrale a Udine.
Domani
Giovedì Santo, 5 aprile, alle ore 9.30, l’importante appuntamento
diocesano in Cattedrale è con la Messa del Crisma, che chiude la
Quaresima. Tutti i sacerdoti e i diaconi del clero diocesano si radunano
attorno all’Arcivescovo per questa liturgia, Durante la celebrazione
verranno benedetti l’Olio dei catecumeni e degli infermi e il Crisma:
l’olio dei catecumeni viene utilizzato per accompagnare la preghiera che
sostiene i catecumeni nel loro cammino di conversione; l’olio degli
infermi viene usato nell’unzione dei malati quale forza dall’alto
nell’ora della prova e della sofferenza; il crisma è l’olio con il quale
vengono segnati i battezzati a significare la potenza dello Spirito che
permea il credente. Questo riferimento allo Spirito fa sì che con il
crisma vengano unti anche i vescovi e i presbiteri nella loro
ordinazione e le pareti della chiese e gli altari nella
dedicazione. Durante questa S. Messa saranno ricordati 20 giubilei
sacerdotali. Precisamente:
» 75° di sacerdozio di mons. Redento Bello
» 70° di sacerdozio di don Gino Del Fabbro, don Angelo Zilli
»
65° di sacerdozio di don Riccardo Floreani, don Arturo Del Bianco,
mons. Luigi Peressutti, don Remigio Tosoratti, don Giacinto Marchiol.
» 60° di sacerdozio di mons. Pietro Degani, don Silvio Prestento, mons. Luciano Quarino.
»
50° di sacerdozio di don Plinio Galasso, don Agostino Ferlizza, mons.
Giuseppe Faidutti, don Giuseppe Dush, don Giovanni Battista Del Negro,
mons. Mario Qualizza, don Leonardo Pezzetta, don Elio Nicli.
» 25° sacerdozio di don Paolo Scapin.
Mons. Mazzocato celebrerà poi alle ore 19, sempre in Cattedrale, la Messa «in Cena Domini», aprendo il «triduo pasquale».
Il
momento liturgico centrale del Venerdì Santo (6 aprile) sarà celebrato
dall’Arcivescovo alle ore 15 in Cattedrale, con la solenne adorazione
della croce. Già alle ore 9, però, mons. Mazzocato celebrerà in
Cattedrale l’Ufficio delle letture e le Lodi assieme ai canonici della
Cattedrale, alle religiose consacrate e ai fedeli laici (preghiera che
farà anche sabato). Alle 21 presiederà poi anche la «Via Crucis»
devozionale cittadina, con partenza dalla Cattedrale.
Sabato
santo (7 aprile) l'Arcivescovo presiede la solenne Veglia pasquale in
Cattedrale alle ore 21. Anche quest’anno durante la veglia saranno
celebrati in forma unitaria i sacramenti pasquali (battesimo, cresima ed
eucaristia) per 9 “catecumeni adulti”.
Domenica 8 aprile,
giorno di Pasqua, mons. Mazzocato, prima di presiedere in Cattedrale,
la Santa messa solenne alle ore 10.30 si recherà nella Casa
circondariale di Udine dove alle ore 9 celebrerà l’Eucarestia con i
carcerati. Alle 17 presiederà la celebrazione dei Vespri solenni
assieme a quanti, sacerdoti, religiosi e laici desiderano partecipare.
Ricordiamo
inoltre che lunedì 9 aprile l’Arcivescovo, come l’anno scorso, si
recherà presso il carcere di Tolmezzo dove alle 9 celebrerà la Santa
Messa con i detenuti.
Omelia (20-03-2008)
mons. Antonio Riboldi
Giovedì santo: l'inno all'amore
"Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani, e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e preso un asciugamano se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano con cui si era cinto" (Gv 13, 1-15).
Signore Gesù, oggi c'è un'aria di amore che aleggia in tutto: non sembra proprio la giornata di inizio della Tua passione.
Oggi tutto il presbiterio, attorno al Vescovo, in Cattedrale, in mattinata, celebra la S. Messa "In crisma". È una celebrazione solenne che, ancora una volta, come nel Cenacolo, ci fa vivere la stupenda comunione della Chiesa, di noi tutti e di ciascuno, vescovi, sacerdoti e fedeli, 'in Te e per Te'.
A sera, Signore, - come hai fatto con i primi discepoli, nel Cenacolo - tutti 'i tuoi', coloro che ti appartengono per il Battesimo e la fede, li inviti 'a sedersi a tavola con Te'. E lì Tu. Gesù, Ti fai e doni come 'Pane di vita' per tutti e per sempre, come da allora si ripete in ogni luogo della terra nell'Eucarestia.
Un Dono che ha dell'incredibile e che solo l'Amore poteva 'inventare': dare Te stesso per fare della Tua e della nostra vita, di tutti noi, 'una cosa sola'.
Tu, Gesù, Ti fai boccone di pane per 'darci la Vita' e da Te impariamo cosa voglia dire 'donarsi' ai fratelli: è 'essere servi' del fratello, chinandosi con gioia per 'lavargli i piedi' non è dare cose, ma 'donare noi stessi' la nostra attenzione, il nostro ascolto, il nostro tempo, la nostra accoglienza...
Non basta, Gesù, il magnificat, per dirti Grazie. Troppo grande il Tuo Dono!
Durante la S. Messa della sera, al Gloria, saranno 'incatenate' le campane di tutte le chiese, dando inizio al solenne silenzio che avvolgerà la Tua tremenda passione.
È un invito ad unirci a Te, lasciando alle spalle il chiasso del mondo.
Signore Gesù, dona a me, ai miei amici, la forza e la fede di partecipare fino in fondo a 'questo Tuo Amore', che ancora oggi celebriamo, per essere degni, domenica, di esultare di gioia nell'Alleluja pasquale.
O Dio, che ci hai riuniti per celebrare la Santa Cena, nella quale il Tuo unico Figlio, prima di consegnarsi alla morte, affidò alla Chiesa il nuovo ed eterno Sacrificio, convito nuziale del Suo Amore, fa' che, dalla partecipazione a così grande Mistero, attingiamo pienezza di carità e di vita. Amen.
"Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani, e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e preso un asciugamano se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano con cui si era cinto" (Gv 13, 1-15).
Signore Gesù, oggi c'è un'aria di amore che aleggia in tutto: non sembra proprio la giornata di inizio della Tua passione.
Oggi tutto il presbiterio, attorno al Vescovo, in Cattedrale, in mattinata, celebra la S. Messa "In crisma". È una celebrazione solenne che, ancora una volta, come nel Cenacolo, ci fa vivere la stupenda comunione della Chiesa, di noi tutti e di ciascuno, vescovi, sacerdoti e fedeli, 'in Te e per Te'.
A sera, Signore, - come hai fatto con i primi discepoli, nel Cenacolo - tutti 'i tuoi', coloro che ti appartengono per il Battesimo e la fede, li inviti 'a sedersi a tavola con Te'. E lì Tu. Gesù, Ti fai e doni come 'Pane di vita' per tutti e per sempre, come da allora si ripete in ogni luogo della terra nell'Eucarestia.
Un Dono che ha dell'incredibile e che solo l'Amore poteva 'inventare': dare Te stesso per fare della Tua e della nostra vita, di tutti noi, 'una cosa sola'.
Tu, Gesù, Ti fai boccone di pane per 'darci la Vita' e da Te impariamo cosa voglia dire 'donarsi' ai fratelli: è 'essere servi' del fratello, chinandosi con gioia per 'lavargli i piedi' non è dare cose, ma 'donare noi stessi' la nostra attenzione, il nostro ascolto, il nostro tempo, la nostra accoglienza...
Non basta, Gesù, il magnificat, per dirti Grazie. Troppo grande il Tuo Dono!
Durante la S. Messa della sera, al Gloria, saranno 'incatenate' le campane di tutte le chiese, dando inizio al solenne silenzio che avvolgerà la Tua tremenda passione.
È un invito ad unirci a Te, lasciando alle spalle il chiasso del mondo.
Signore Gesù, dona a me, ai miei amici, la forza e la fede di partecipare fino in fondo a 'questo Tuo Amore', che ancora oggi celebriamo, per essere degni, domenica, di esultare di gioia nell'Alleluja pasquale.
O Dio, che ci hai riuniti per celebrare la Santa Cena, nella quale il Tuo unico Figlio, prima di consegnarsi alla morte, affidò alla Chiesa il nuovo ed eterno Sacrificio, convito nuziale del Suo Amore, fa' che, dalla partecipazione a così grande Mistero, attingiamo pienezza di carità e di vita. Amen.
Giovedì Santo: 5 aprile 2012
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GIOVEDI SANTO (MESSA IN CENA DOMINI)
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Colore liturgico: Bianco
Antifona d'ingresso
Di null’altro mai ci glorieremo
se non della croce di Gesù Cristo, nostro Signore:
egli è la nostra salvezza, vita e risurrezione;
per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati. (cf. Gal 6,14)
Si dice il Gloria. Durante il canto dell’inno, si suonano le campane. Terminato il canto, non si suoneranno più fino alla Veglia pasquale.
Colletta
O Dio, che ci hai riuniti per celebrare la santa Cena
nella quale il tuo unico Figlio,
prima di consegnarsi alla morte,
affidò alla Chiesa il nuovo ed eterno sacrificio,
convito nuziale del suo amore,
fa’ che dalla partecipazione a così grande mistero
attingiamo pienezza di carità e di vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
PRIMA LETTURA (Es 12,1-8.11-14)
Prescrizioni per la cena pasquale.
Dal libro dell’Èsodo
In quei giorni, il Signore disse a Mosè e ad Aronne in terra d’Egitto:
«Questo mese sarà per voi l’inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell’anno. Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite: “Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l’agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne.
Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po’ del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull’architrave delle case nelle quali lo mangeranno. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con azzimi e con erbe amare. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È
In quella notte io passerò per la terra d’Egitto e colpirò ogni primogenito nella terra d’Egitto, uomo o animale; così farò giustizia di tutti gli dèi dell’Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre; non vi sarà tra voi flagello di sterminio quando io colpirò la terra d’Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne”».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 115)
Rit: Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza.
Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.
Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo.
SECONDA LETTURA (1Cor 11,23-26)
Ogni volta che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me».
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è
Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 13,34)
Gloria e lode e onore a te, Cristo Signore!
Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Gloria e lode e onore a te, Cristo Signore!
VANGELO (Gv 13,1-15)
Li amò sino alla fine.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine.
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».
Parola del Signore
Lavanda dei piedi
Dove motivi pastorali lo consigliano, dopo l’omelia ha luogo la lavanda dei piedi. I prescelti per il rito - uomini o ragazzi - vengono accompagnati dai ministri agli scanni preparati per loro in un luogo adatto.
Il sacerdote (deposta, se è necessario, la casula) si porta davanti a ciascuno di essi e, con l’aiuto dei ministri, versa dell’acqua sui piedi e li asciuga.
Durante il rito, si cantano alcune antifone, scelte tra quelle proposte, o altri canti adatti alla circostanza.
ANTIFONA PRIMA (cf. Gv 13,4.5.15)
Il Signore si alzò da tavola versò dell’acqua in un catino,
e cominciò a lavare i piedi ai discepoli:
ad essi volle lasciare questo esempio.
ANTIFONA SECONDA (Gv 13,6.7.8)
“Signore, tu lavi i piedi a me?”.
Gesù gli rispose dicendo:
“Se non ti laverò, non avrai parte con me”.
V. Venne dunque a Simon Pietro, e disse a lui Pietro:
- Signore, tu lavi...
V. “Quello che io faccio, ora non lo comprendi,
ma lo comprenderai un giorno”.
- Signore, tu lavi...
ANTIFONA TERZA (cf. Gv 13,14)
“Se vi ho lavato i piedi,
io, Signore e Maestro,
quanto più voi avete il dovere
di lavarvi i piedi l’un l’altro”.
ANTIFONA QUARTA (Gv 13,35)
“Da questo tutti sapranno
che siete miei discepoli,
se vi amerete gli uni gli altri”.
V. Gesù disse ai suoi discepoli:
- Da questo tutti sapranno...
ANTIFONA QUINTA (Gv 13,34)
“Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate gli uni gli altri
come io ho amato voi”, dice il Signore.
ANTIFONA SESTA (cf. 1Cor 13,13)
Fede, speranza e carità,
tutte e tre rimangano tra voi:
ma più grande di tutte è la carità.
V. Fede, speranza e carità,
tutte e tre le abbiamo qui al presente:
ma più grande di tutte è la carità.
- Fede...
Subito dopo la lavanda dei piedi - quando questa ha luogo - oppure dopo l’omelia, si dice la preghiera universale.
In questa Messa si omette il Credo.
Preghiera sulle offerte
Concedi a noi tuoi fedeli, Signore,
di partecipare degnamente ai santi misteri,
perché ogni volta che celebriamo
questo memoriale del sacrificio del Signore,
si compie l’opera della nostra redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
PREFAZIO DELLA SS. EUCARISTIA I
L’Eucaristia memoriale del sacrificio di Cristo
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente e misericordioso,
per Cristo nostro Signore.
Sacerdote vero ed eterno,
egli istituì il rito del sacrificio perenne;
a te per primo si offrì vittima di salvezza,
e comandò a noi di perpetuare l’offerta in sua memoria.
Il suo corpo per noi immolato è nostro cibo e ci dà forza,
il suo sangue per noi versato
è la bevanda che ci redime da ogni colpa.
Per questo mistero del tuo amore,
uniti agli angeli e ai santi,
cantiamo con gioia l’inno della tua lode: Santo...
Antifona di comunione
“Questo è il mio corpo, che è per voi;
questo calice è la nuova alleanza
nel mio sangue”, dice il Signore.
“Fate questo ogni volta che ne prendete,
in memoria di me”. (1Cor 11,24.25)
Terminata la distribuzione della comunione, si lascia sull'altare la pisside con le particole per la comunione del giorno seguente;
Preghiera dopo la comunione
Padre onnipotente,
che nella vita terrena ci nutri alla Cena del tuo Figlio,
accoglici come tuoi commensali
al banchetto glorioso del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
Reposizione del SS. Sacramento
Dopo l'orazione, il sacerdote, in piedi, dinanzi all'altare, pone l'incenso nel turibolo, si inginocchia e incensa per tre volte il Santissimo Sacramento; quindi, indossato il velo omerale, prende la pisside e la ricopre con il velo.
Si forma la processione che, attraverso la chiesa, accompagna il Santissimo Sacramento al luogo della reposizione, preparato in una cappella convenientemente ornata. Apre la processione il crocifero; si portano le candele accese e l'incenso. Intanto si canta l'inno Pange lingua (eccetto le due ultime strofe) o un altro canto eucaristico.
Giunta la processione al luogo della reposizione, il sacerdote depone la pisside; quindi pone l'incenso nel turibolo e, in ginocchio, incensa il Santissimo Sacramento, mentre si canta il Tantum ergo sacramentum ; chiude poi il tabernacolo o la custodia della reposizione.
Dopo alcuni istanti di adorazione in silenzio, il sacerdote e i ministri si alzano, genuflettono e ritornano in sacrestia.
Segue la spogliazione dell'altare; se è possibile, si rimuovono le croci dalla chiesa; quelle che rimangono in chiesa, è bene velarle.
Si esortino i fedeli, tenute presenti le circostanze e le diverse situazioni locali, a dedicare un po' di tempo nella notte all'adorazione davanti al Santissimo Sacramento nel tabernacolo. Se l'adorazione si protrae oltre la mezzanotte, si faccia senza alcuna solennità.
Commento
Gesù trascorre le ultime ore della sua vita terrena in compagnia dei suoi discepoli. Il Maestro manifesta un amore straordinario per gli apostoli, impartendo loro insegnamenti e raccomandazioni. Durante l’ultima Cena, Gesù ha mostrato - con le sue parole - l’amore infinito che aveva per i suoi discepoli e gli ha dato validità eterna istituendo l’Eucaristia, facendo dono di sé: egli ha offerto il suo Corpo e il suo Sangue sotto forma di pane e di vino perché diventassero cibo spirituale per noi e santificassero il nostro corpo e la nostra anima. Egli ha espresso il suo amore nel dolore che provava quando ha annunciato a Giuda Iscariota il suo tradimento ormai prossimo e agli apostoli la loro debolezza. Egli ha fatto percepire il suo amore lavando i piedi agli apostoli e permettendo al suo discepolo prediletto, Giovanni, di appoggiarsi al suo petto. Nella sua vita pubblica, Gesù ha raccomandato più di una volta ai suoi discepoli di non cercare di occupare il primo posto, ma di aspirare piuttosto all’umiltà del cuore. Ha detto e ripetuto che il suo regno, cioèla Chiesa , non deve essere ad
immagine dei regni terreni o delle comunità umane in cui ci sono dei primi e
degli ultimi, dei governanti e dei governati, dei potenti e degli oppressi. Al
contrario, nella sua Chiesa, quelli che sono chiamati a reggere dovranno in
realtà essere al servizio degli altri; perché il dovere di ogni credente è di
non cercare l’apparenza, ma i valori interiori, di non preoccuparsi del
giudizio degli uomini, ma di quello di Dio.
Nonostante l’insegnamento così chiaro di Gesù, gli apostoli continuarono a disputarsi i primi posti nel Regno del Messia.
Durante l’ultima Cena, Gesù non si è accontentato di parole, ma ha dato l’esempio mettendosi a lavare loro i piedi. E, dopo aver finito, ha detto: “Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri” (Gv 13,13-14).
La Cena si
ripete nei secoli. Infatti Gesù ha investito gli apostoli e i loro successori
del potere e del dovere di ripetere la
Cena eucaristica nella santa Messa.
Cristo si sacrifica durantela
Messa. Ma , per riprendere le parole di san Paolo, egli resta
lo stesso “ieri, oggi e sempre” (Eb 13,8).
I credenti che partecipano al Sacrificio eucaristico cambiano, ma il loro comportamento nei confronti di Cristo è più o meno lo stesso di quello degli apostoli nel momento della Cena. Ci sono stati e ci sono tuttora dei santi e dei peccatori, dei fedeli e dei traditori, dei martiri e dei rinnegatori.
Volgiamo lo sguardo a noi stessi. Chi siamo? Qual è il nostro comportamento nei confronti di Cristo? Dio ci scampi dall’avere qualcosa in comune con Giuda, il traditore. Che Dio ci permetta di seguire san Pietro sulla via del pentimento. Il nostro desiderio più profondo deve però essere quello di avere la sorte di san Giovanni, di poter amare Gesù in modo tale che egli ci permetta di appoggiarci al suo petto e di sentire i battiti del suo cuore pieno d’amore; di giungere al punto che il nostro amore si unisca al suo in modo che possiamo dire con san Paolo: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20).
Gesù trascorre le ultime ore della sua vita terrena in compagnia dei suoi discepoli. Il Maestro manifesta un amore straordinario per gli apostoli, impartendo loro insegnamenti e raccomandazioni. Durante l’ultima Cena, Gesù ha mostrato - con le sue parole - l’amore infinito che aveva per i suoi discepoli e gli ha dato validità eterna istituendo l’Eucaristia, facendo dono di sé: egli ha offerto il suo Corpo e il suo Sangue sotto forma di pane e di vino perché diventassero cibo spirituale per noi e santificassero il nostro corpo e la nostra anima. Egli ha espresso il suo amore nel dolore che provava quando ha annunciato a Giuda Iscariota il suo tradimento ormai prossimo e agli apostoli la loro debolezza. Egli ha fatto percepire il suo amore lavando i piedi agli apostoli e permettendo al suo discepolo prediletto, Giovanni, di appoggiarsi al suo petto. Nella sua vita pubblica, Gesù ha raccomandato più di una volta ai suoi discepoli di non cercare di occupare il primo posto, ma di aspirare piuttosto all’umiltà del cuore. Ha detto e ripetuto che il suo regno, cioè
Nonostante l’insegnamento così chiaro di Gesù, gli apostoli continuarono a disputarsi i primi posti nel Regno del Messia.
Durante l’ultima Cena, Gesù non si è accontentato di parole, ma ha dato l’esempio mettendosi a lavare loro i piedi. E, dopo aver finito, ha detto: “Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri” (Gv 13,13-14).
Cristo si sacrifica durante
I credenti che partecipano al Sacrificio eucaristico cambiano, ma il loro comportamento nei confronti di Cristo è più o meno lo stesso di quello degli apostoli nel momento della Cena. Ci sono stati e ci sono tuttora dei santi e dei peccatori, dei fedeli e dei traditori, dei martiri e dei rinnegatori.
Volgiamo lo sguardo a noi stessi. Chi siamo? Qual è il nostro comportamento nei confronti di Cristo? Dio ci scampi dall’avere qualcosa in comune con Giuda, il traditore. Che Dio ci permetta di seguire san Pietro sulla via del pentimento. Il nostro desiderio più profondo deve però essere quello di avere la sorte di san Giovanni, di poter amare Gesù in modo tale che egli ci permetta di appoggiarci al suo petto e di sentire i battiti del suo cuore pieno d’amore; di giungere al punto che il nostro amore si unisca al suo in modo che possiamo dire con san Paolo: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20).
Sono le pietre vive della Terra Santa, i cristiani di Gerusalemme...
Presenza quotidiana sui luoghi della Pasqua, ci hanno raccontato il
cammino verso questa festa
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martedì 3 aprile 2012
Da Avvenire la Via Crucis
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lunedì 2 aprile 2012
ASIA/SIRIA - Minoranze e civili vittime di bande armate salafite: No alla "guerra confessionale"
Kusayr (Agenzia Fides) - A Kusayr, grande villaggio nei pressi di Homs, al confine con il Libano le minoranze etniche e religiose come alawiti, cristiani, sciiti sono state oggetto di violenze e atrocità perpetrate da gruppi armati sunniti che hanno compiuto la loro vendetta. E' quanto riferiscono fonti dell'Agenzia Fides nella diocesi di Homs. La famiglia cristiana Kasouha ha perso molti dei suoi membri, uccisi a sangue freddo. Uccisioni e rapimenti sono compiuti per rivalsa da militanti islamisti sunniti, che avevano antichi contenziosi e che oggi si presentano come "fazioni della resistenza". Queste bande "cercano di resuscitare i vecchi attriti intracomunitari o di portare una guerra settaria, contro le minoranze che non si uniscono all'opposizione", spiega una fonte di Fides.
La popolazione cristiana di Kusayr, dopo alcuni massacri e attacchi, è fuggita. Edifici di cristiani sono stati distrutti o bruciati dopo essere stati saccheggiati. La casa del parroco locale, Padre George Louis,colpita da quattro colpi di mortaio, è stata completamente distrutta. Secondo i cristiani locali, i beni mobili e immobili di cristiani sono già stati redistribuiti a famiglie musulmane sunnite.
In numerose località, la popolazione civile - spiega la fonte di Fides - è presa nel fuoco incrociato. I civili hanno subito pressioni e violenze Gli attori della vita civile sono stati un bersaglio privilegiato della resistenza armata: tassisti, venditori ambulanti, i funzionari dell'amministrazione civile hanno subito violenze gratuite per costringerli a ritirarsi dalla vita civica e paralizzare le istituzioni statali. Aggressioni ripetute hanno costretto le scuole alla chiusura. Le minoranze sono vittime di costanti abusi: auto mobili e case sequestrate, uomini, donne e bambini sono presi in ostaggio e rilasciati solo con un riscatto.
Il rischio concreto - nota la fonte di Fides - è che i nobili obiettivi proclamati dall'opposizione siriana siano fagocitati dall'islamismo, a causa della presenza di gruppi armati che hanno l'unico scopo di creare una guerra settaria simile a quella del Libano. Molte aree cristiane - spiegano le fonti di Fides - anche nella città di Homs, "sono divenute un bersaglio per vendicare il fatto che i cristiani o altre minoranze non si erano uniti all'opposizione".
Nell'opposizione armata, "ci sono diverse fazioni, indipendenti l'una dall'altra, con motivazioni e scopi diversi. Non è più un segreto che i salafiti sono attivi in molti luoghi e in particolare a Homs. I cristiani non sono vittime di una persecuzione sistematica, perché le fazioni non sono tutte salafite. E va detto che la maggioranza dei musulmani in Siria denunciano i salafiti e prendono le distanze dal wahhabismo".
"Lo scopo di questi gruppi armati è quello di incoraggiare le minoranze ad armarsi per lo scoppio della guerra confessionale. Ma questa reazione non è avvenuta: le minoranze non si sono armate e non hanno ceduto alla logica della violenza", conclude la fonte. (PA) (Agenzia Fides 2/4/2012)
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domenica 1 aprile 2012
Si cammina insieme verso le porte della Città Santa, si prega, si canta e
si balla lungo le strade del Monte degli Ulivi. È la Domenica delle
Palme di Gerusalemme:
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