Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
domenica 20 maggio 2012
sabato 19 maggio 2012
Per la festa dell'Ascensione
DA QUI ASCESE AL CIELO
E' una notte in preghiera quella che precede la festa dell'Ascensione a Gerusalemme. La comunita' francescana ha posto delle tende e, in un susseguirsi di celebrazioni, ha vegliato per tutta la notte nel luogo che indica tradizionalmente il punto da cui Gesu' ascese al cielo.
ROMA A GERUSALEMME
Alla scoperta di Aelia Capitolina ... con l'archeologo Dan Bahat abbiamo visitato i resti della Gerusalemme di epoca romana
LA STAFFETTA DELLA PACE
E' giunta alla terza edizione Run4Unity, la staffetta della pace che si e' svolta contemporaneamente in 300 citta' di tutto il mondo e che quest'anno in Terra Santa ha avuto come splendido scenario la spiaggia di Cesarea. Un'iniziativa del Movimento dei Focolari che punta a trasmettere, attraverso il gioco, i valori della pace e della tolleranza.
A CANCUN IL SETTIMO CONVEGNO MONDIALE SUL TURISMO RELIGIOSO
Si e' svolto a Cancun, in Messico, il settimo congresso mondiale sul Turismo. Tra i tanti interventi, un'attenzi... More
E' una notte in preghiera quella che precede la festa dell'Ascensione a Gerusalemme. La comunita' francescana ha posto delle tende e, in un susseguirsi di celebrazioni, ha vegliato per tutta la notte nel luogo che indica tradizionalmente il punto da cui Gesu' ascese al cielo.
ROMA A GERUSALEMME
Alla scoperta di Aelia Capitolina ... con l'archeologo Dan Bahat abbiamo visitato i resti della Gerusalemme di epoca romana
LA STAFFETTA DELLA PACE
E' giunta alla terza edizione Run4Unity, la staffetta della pace che si e' svolta contemporaneamente in 300 citta' di tutto il mondo e che quest'anno in Terra Santa ha avuto come splendido scenario la spiaggia di Cesarea. Un'iniziativa del Movimento dei Focolari che punta a trasmettere, attraverso il gioco, i valori della pace e della tolleranza.
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venerdì 18 maggio 2012
Quindici milioni per le scuole materne
Il Messaggero Veneto - 7 ore fa
La giunta finanzia cantieri e manutenzioni in numerosi istituti
privati. Altri 2 milioni e 700 mila euro per la carta famiglia UDINE.
Pioggia di finanziamenti alle scuole materne pubbliche e soprattutto
private della regione.
mercoledì 16 maggio 2012
Un mondo libero di credere...quando? Notizie dal Laos
ASIA/LAOS - Vietato pregare in casa ed esporre croci sui muri della case
Savannakhet (Agenzia Fides) - E' vietato pregare in casa; si devono abbattere o rimuovere le croci che sono appese alle pareti esterne delle case dei cristiani: è quanto ordinato dalle autorità distrettuali di Phin, nella provincia di Savannakhet, ai fedeli locali. Come appresso dall'Agenzia Fides, la repressione e l'abuso sulla libertà religiosa verso le comunità cristiane locali si sta intensificando nella provincia. L'11 maggio scorso le autorità distrettuali (il capo civile del distretto, il capo della polizia locale, il capo dell'Ufficio affari religiosi) hanno convocato in questura due leader della Chiesa cristiana locale, il Pastore Bounlerd e il Pastore Adang, trattenendoli per ore in un interrogatorio tutto incentrato sui divieti imposti ai cristiani locali. Come nota a Fides l'Ong "Human Rights Watch for Lao Religious Freedom" (HRWLRF), tale approccio conferma il "giro di vite e le restrizioni sulla libertà religiosa verso le comunità cristiane nella provincia di Savannakhet". La repressione era iniziata 8 mesi fa nel distretto di Saybuli, nella medesima provincia, con la chiusura di alcune storiche chiese (vedi Fides 14/1 e 25/2/2012).
Nel corso dell'interrogatorio, le autorità hanno contestato ai due Pastori l'uso di alcune abitazioni come "chiese domestiche"; cioè come luoghi di culto dove i fedeli si riuniscono, leggono la Bibbia, pregano. Secondo le autorità, tali attività non sono autorizzate. I due Pastori hanno risposto che i fedeli si ritrovano in casa poiché non ci sono chiese nelle vicinanze. Altro ordine perentorio: rimuovere le croci presenti sui muri delle case dei cristiani. I due hanno detto che, come gli altri credenti espongono i loro simboli, così fanno i cristiani. Ultima consegna: fermare la diffusione del messaggio cristiano in Laos perché un numero elevato di persone è arrivato a credere in Cristo. I due leader hanno spiegato che sono i laotiani a chiedere, liberamente, di conoscere Cristo.
I due Pastori sono stati poi rilasciati. Si spera che le autorità locali riconoscano il diritto fondamentale alla libertà di religione e culto, sancito nella stessa Costituzione laotiana. (PA) (Agenzia Fides 16/5/2012)
Tutti ne parlano: commenti alle notizie dalla canoa: apri i link!
| Buona prestazione per i canoisti della Lega Navale di Sanremo a ... Riviera24.it Sanremo - Lorenzo Vicentini ha conquistato un argento ed un bronzo, mentre Lorenzo Iannuzzi si è aggiudicato il quarto ed il nono posto, e F. De Lauretis un settimo posto in entrambe le specialità Sul campo di gara di San Giorgio di Nogaro (Udine) i ... Guarda tutti gli articoli su questo argomento » | Riviera24.it |
| Partenza sprint RovigoOggi.it La squadra del Gruppo Canoe Polesine con un totale complessivo di 120 punti si è piazzata all'ottavo posto nazionale a ridosso delle migliori società italiane nelle gare dello scorso weekend a San Giorgio di Nogaro in provincia di Udine. Guarda tutti gli articoli su questo argomento » | RovigoOggi.it |
| Canottaggio, medagliere da grande squadra Estense.com San Giorgio di Nogaro (Ud) regala ancora medaglie al Cus Ferrara. Alla seconda uscita in trasferta in Friuli Venezia Giulia la compagine estense si è distinta ai Campionati Regionali con 13 podi e un medagliere da grande squadra. Le due medaglie d'oro, ... Guarda tutti gli articoli su questo argomento » | Estense.com |
martedì 15 maggio 2012
Sangalli: clikka il link de La Tribuna Di Treviso
Sangalli, re Giorgio lascia Il potere in mano ai figli
Ricambio generazionale nel gruppo del vetro: il
timone a Giacomo e Francesco Il senior, toccato dallo «scandalo Pessina», rimane come presidente onorario http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2012/05/13/news/sangalli-re-giorgio-lascia-il-potere-in-mano-ai-figli-1.4505673
lunedì 14 maggio 2012
OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - Giovani e fede: la Chiesa pensa a nuove strategie
Port Moresby (Agenzia Fides) - C'è un problema di fede e di spiritualità fra nuove generazioni in Papua Nuova Guinea: fra i giovani mancano la preghiera, la fede, cala l'interesse verso le attività della Chiesa e vi è una "comprensione distorta della libertà personale". E' quanto segnala un documento recentemente elaborato da p. Shanthi Chako PIME, Segretario della Commissione per la Gioventù e i Laici in seno alla Conferenza Episcopale della Papua Nuova Guinea e Isole Salomone. Come riferito all'Agenzia Fides, il testo è stato inviato a Vescovi,sacerdoti, religiosi, operatori pastorali e lancia un allarme per le statistiche sulla Chiesa Cattolica in Papua Nuova Guinea e Isole Salomone, soprattutto sul calo di giovani e di laici. D'altro canto, afferma, si nota una crescita delle le sette religiose o di una "indifferenza religiosa".
Questione centrale, dice il testo, è la trasmissione della fede alle nuove generazioni in Papua Nuova Guinea e Isole Salomone, che incontra diversi ostacoli. Un focus va rivolto, soprattutto, alla debole trasmissione della fede nelle famiglie: come nota Mons Bernard Unabali, Vescovo di Bouganville, in passato la famiglia garantiva "una formazione adeguata in preghiera, spiritualità e fede", mentre ora questo processo si è indebolito o fermato.
Per questo, considerando che "i giovani sono il futuro della Chiesa", la Commissione episcopale per la Gioventù e Laici intende provocare riflessioni e proposte per elaborare nuove strategie pastorali e di evangelizzazione, particolarmente rivolte alle giovani generazioni e alle famiglie. (PA) (Agenzia 14/5/2012)
Visita del Papa a San Sepolcro
"Oggi vi è particolare bisogno che il servizio della Chiesa al mondo si
esprima con fedeli laici illuminati, capaci di operare dentro la città
dell'uomo, con la volontà di servire al di là dell'interesse privato, al
di là delle visioni di parte". E' il cuore del discorso di Benedetto
XVI ai cittadini di Sansepolcro, incontrati domenica sera al temine
della sua prima visita in Toscana. Nella città che celebra il millenario
di fondazione, il Papa è prima entrato nella con cattedrale e si è
raccolto in preghiera ai piedi del Volto Santo, imponente scultura
lignea di epoca carolingia. Poi in Piazza Torre di Berta, ha ricordato
ai cittadini di questo borgo nato come nuova Gerusalemme, città della
giustizia ...
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domenica 13 maggio 2012
sabato 12 maggio 2012
ASIA/SIRIA - Attentato contro un parroco cattolico in provincia di Damasco
Damasco (Agenzia Fides) - Grave attentato contro padre George Louis, parroco della chiesa greco cattolica di San Michele, nel centro storico di Qara, in provincia di Damasco. Come riferiscono fonti di Fides nella Chiesa greco cattolica siriana, ieri, 11 maggio, all'alba, due uomini armati mascherati sono entrati nella sua residenza, lo hanno minacciato con le pistole, chiedendogli le chiavi per ispezionare i locali. Lo hanno legato e gli hanno intimato di consegnare le chiavi. Data la sua esitazione, uno di loro lo ha colpito alla testa con una bottiglia di vetro, procurandogli una profonda ferita che sanguinava copiosamente, poi lo hanno colpito al volto, rompendogli un dente. Dopo aver rubato alcuni arredi sacri e il computer portatile, i malviventi lo hanno rinchiuso nel bagno e gli hanno chiuso la bocca con un adesivo. Hanno poi cercato di strangolarlo con un tubo, ma, dopo un segnale, si sono ritirati, lasciandolo tramortito ma vivo. Dopo circa due ore padre George, con le mani ancora legate, è riuscito a chiamare uno dei suoi parrocchiani per chiedere aiuto. Lo hanno medicato con cinque punti di sutura alla testa. In città leader religiosi e civili, cristiani e musulmani, hanno condannato l'attacco. I leader dell'opposizione sono attesi domani, 13 maggio, per un incontro con l'abate greco cattolico della città. Il fine è evitare la polarizzazione confessionale, anche se a Qara la situazione dei 500 cristiani, che hanno sempre vissuto in armonia con circa 25mila cittadini sunniti, resta difficile.
Con i forti scontri bellici e la violenza a Baba Amr e nella provincia di Homs, intere famiglie si sono rifugiate a Qara e sono state accolte in edifici pubblici, palestre, moschee o centri culturali o luoghi privati. Fra loro molti combattenti dell'Esercito Siriano di Liberazione. La presenza di tali elementi - notano a Fides fonti locali - ha ben presto trasformato Qara in un luogo insicuro e violento, con furti, rapimenti, e un clima di banditismo e illegalità, come mostra l'attentato a p. George Louis.
Sua Beatitudine Gregorio III Laham, Patriarca greco-melkita di Antiochia e di tutto l'Oriente, commentando l'accaduto ha rilanciato l'allarme per "il banditismo e la totale mancanza di sicurezza, oltre che per la violenza indiscriminata". Fattori che "costituiscono un pericolo per tutti, ma soprattutto per i cristiani e altre minoranze" e generano "terrore psicologico molto grave nella nostra popolazione". (PA) (Agenzia Fides 12/5/2012)
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giovedì 10 maggio 2012
EUROPA/ITALIA - Gesuiti: in Asia meridionale si conferma la presenza più numerosa
Roma (Agenzia Fides) - Secondo i dati inviati all'Agenzia Fides dalla Curia Generalizia della Compagnia di Gesù, al 1° gennaio 2012 il numero totale dei gesuiti era di 17.637 unità, con una diminuzione globale di 296 membri rispetto all'anno precedente, confermando la diminuzione costante che si registra negli ultimi anni, anche se l'ultima è meno marcata.
I Gesuiti comprendono oggi 12.526 sacerdoti, 1.470 fratelli, 2.896 scolastici e 745 novizi. A crescere nell'ultimo anno sono solo gli scolastici (+ 34), mentre diminuiscono sacerdoti (- 203), fratelli (- 63) e novizi (- 64).
Raggruppati in 84 Province, 5 Regioni indipendenti e 10 Regioni dipendenti, i Gesuiti sono presenti in misura maggiore nell'Asia Meridionale, con 4.036 membri, segue la provincia statunitense (2.547), l'Europa meridionale (2.119), l'Europa centrale e orientale (1.681), l'Asia-Pacifico (1.649), l'Europa occidentale (1.603), l'Africa (1.491), l'America Latina meridionale (1.265) e settentrionale (1.246). (SL) (Agenzia Fides 10/05/2012)
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Fabrizio Gatti da Malisana ha scritto un articolo su Torviscosa. Fonte Espresso
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/nel-paese-dei-senza-lavoro/2180302/10
Clicca, se vuoi saperne di più sull'autore cercalo su cristiansdisanzorz.
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mercoledì 9 maggio 2012
AFRICA/LIBIA - "Le milizie si contendono i fondi lasciati da Gheddafi" affermano fonti locali
Tripoli (Agenzia Fides) - "Non sono stati i miliziani di Yafran ad assalire la sede del governo, ma quelli di Zeltan" affermano all'Agenzia Fides fonti qualificate da Tripoli, in Libia, dove ieri, 8 maggio, un gruppo di miliziani ha assalito la sede del governo libico chiedendo il pagamento dei compensi a loro dovuti per aver combattuto per otto mesi contro Muammar Gheddafi e il suo regime. I circa 200 miliziani erano giunti a bordo di circa 50 veicoli equipaggiati con armi di diverso calibro, tra cui alcuni cannoni antiaerei: hanno circondato la sede del governo, bloccato tutte la strade circostanti e, dopo aver sparato le prime raffiche di intimidazione e cercato di avviare inutilmente una trattativa, hanno dato l'assalto all'edificio. La reazione delle forze di sicurezza ha permesso di liberare la sede del governo e di ristabilire l'ordine. Nella sparatoria almeno una persona è rimasta uccisa e diverse altre sono rimaste ferite
Le fonti di Fides, che per motivi di sicurezza desiderano l'anonimato, sottolineano che questo episodio va inquadrato nella lotta per mettere le mani sulla "quantità incredibile di denaro lasciato da Gheddafi. Ognuno vuole avere la sua parte. Il problema della stabilizzazione della Libia nasce da qui". "Nelle banche libiche vi sono ancora numerosi conti intestati a Gheddafi" continuano le fonti di Fides, e "i direttori di banca sono sollecitati a trasferire questi fondi verso altri lidi". "C'è poi un flusso incredibile di denaro contante e di oro, anche perché ci sono 'tesori' del vecchio regime che sono sepolti nel deserto, e tutti cercano di metterci le mani sopra, in un modo o nell'altro" concludono le nostre fonti. (L.M.) (Agenzia Fides 9/5/2012)
Domenica 13 maggio 2012
| Chiara Luce Badano |
PRIMA LETTURA (At 10,25-27.34-35.44-48)
Anche sui pagani si è effuso il dono dello Spirito Santo.
Dagli Atti degli Apostoli
Avvenne che, mentre Pietro stava per entrare [nella casa di Cornelio], questi gli andò incontro e si gettò ai suoi piedi per rendergli omaggio. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Àlzati: anche io sono un uomo!».
Poi prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga».
Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano
Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell’acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo. Quindi lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 97)
Rit: Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!
SECONDA LETTURA (1Gv 4,7-10)
Dio è amore.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.
In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 14,23)
Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.
VANGELO (Gv 15,9-17)
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e sorelle carissimi, l’amore verso i fratelli è il segno visibile del passaggio pasquale dalla morte alla vita. Imploriamo da Dio nostro Padre, Fonte dell’Amore, questo inestimabile dono.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Nel nome del tuo Figlio, ascoltaci, Padre dell’Amore!
1. Per
la Chiesa
diffusa nel mondo: perché rimanga sempre fedele al suo Signore, testimoniando
l’Amore di Dio a uomini e donne di ogni razza e cultura. Si impegni a far
crollare i privilegi e le disuguaglianze e a fondare la convivenza sul rispetto
reciproco, sulla giustizia e sull’equità. Preghiamo.
2. Per
coloro che ricoprono responsabilità civili e sociali: perché superino interessi
di parte e inutili egoismi, governino con saggezza e si adoperino per il bene
di tutti. Esercitino il loro ruolo nel rispetto delle leggi, con competenza e
spirito di servizio. Preghiamo.
3. Per
i tanti profeti del nostro tempo, perseguitati a causa della giustizia, per coloro
che patiscono soprusi e angherie per la fede: perché la Parola che abbiamo
accolto scuota le nostre coscienze, ci liberi dal torpore e dall’acquiescenza,
perché prendiamo a cuore la sorte di chi è oppresso. Preghiamo.
4. Per
tutti i battezzati nella Pasqua di Cristo: siano capaci di allontanare ogni
rancore e dissapore con i vicini ed i lontani, all’interno della famiglia e con
i propri amici, dando autentica testimonianza della loro fede cristiana.
Preghiamo.
5. Per
tutte le mamme: per intercessione della Madre del tuo Figlio e nostro
Salvatore, rallegra i loro giorni di consolazioni e colmale di affetto e di
gratitudine. Possano vedere i loro figli aprirsi alla vita con fiducia e
speranza, con coraggio ed entusiasmo. Preghiamo.
6. Per
questa nostra Comunità parrocchiale, chiamata ad essere “casa e scuola di
Comunione”: perché si dimostri sempre più esperta di ascolto e di accoglienza,
cresca nell’amore reciproco e nella solidarietà per testimoniare nella verità e
con gioia il Vangelo della speranza. Preghiamo.
7. Per
noi, qui radunati a celebrare il rendimento di grazie al Dio della vita: perché
impariamo davvero ad amarci gli uni gli altri come il Signore Gesù ci ha amati
e a fare della nostra vita un dono totale e gratuito ai fratelli. Preghiamo.
C – O Padre, il tuo Figlio ci ha detto che qualunque cosa ti chiederemo nel Suo nome, tu ce la concederai. Ascolta ed esaudisci le nostre intenzioni di preghiera, anche quelle più nascoste nel nostro intimo e, con la luce e la forza dell’amore che la Pasqua ha immesso nei nostri cuori, guida la tua Chiesa e ogni uomo, perché siano al mondo l’inizio dell’umanità risorta con Cristo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. T - Amen.
domenica 6 maggio 2012
Foglietto della domenica 6 maggio 2012
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venerdì 4 maggio 2012
Ricordo di una strage....ma quante acora?
AMERICA/COLOMBIA - Dieci anni fa a Bojayá le FARC uccisero 78 fedeli, di cui 48 bambini, rifugiatisi in chiesa
Bojayá (Agenzia Fides) - Dieci anni fa le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) assassinarono 78 fedeli della parrocchia di Bojayá, di cui 48 bambini, che si erano rifugiati nella chiesa di San Paolo Apostolo di Bojayá, circa 380 km al nordovest di Bogotà.
La testimonianza inviata all'Agenzia Fides da una radio locale colombiana, ricorda il triste anniversario: il 2 maggio di dieci anni fa le FARC e un gruppo di paramilitari si scontrarono nelle strade di Bojayá. Circa 400 civili andarono a cercare protezione in chiesa. Il parroco, padre Antún Ramos, cercò con tutti i mezzi di mantenere la calma: chiese a tutti di pregare e di tenersi per mano, mentre fuori si sentiva forte il rumore degli spari.
Le FARC volevano eliminare ad ogni costo i paramilitari e cominciarono quindi a lanciare delle granate, secondo la testimonianza di Padre Ramos. Due granate vennero lanciate sopra una casa e dietro la scuola, la terza contro la chiesa: l'esplosione costò la vita a 78 persone, per la maggior parte bambini. Dopo l'esplosione Padre Ramos improvvisò una bandiera bianca e portò il gruppo fuori della chiesa, gridando che erano civili e che si doveva rispettare la vita di tutti. Ma le FARC volevano prendere il paese e quindi non avevano riguardi per niente e per nessuno. Lo stesso giorno fu presa di mira anche la casa delle suore Missionarie di Sant'Agostino, dove ci furono molti feriti fra i 130 civili che vi si erano nascosti a causa della quarta granata lanciata dalle FARC.
"Quel giorno - ha ricordato padre Ramos parlando ad una radio locale - furono assassinate 119 persone in tutto il paesino. Oggi, malgrado la presenza delle forze dell'ordine, ci sono ancora bande criminali presenti nel nostro piccolo centro e quindi il rischio di scontri perdura". (CE) (Agenzia Fides, 04/05/2012)
giovedì 3 maggio 2012
Instabilità, libertà religiosa a rischio, estremismo indù: Nepal
ASIA/NEPAL - Nessun accordo sulla Costituzione: lo spettro è l'instabilità
Kathmandu (Agenzia Fides) - L'Assemblea costituente del Nepal, a quattro anni dalla sua creazione, non ha ancora raggiunto un accordo sulla redazione della nuova Carta, mentre si avvicina la data di scadenza per la conclusione dei lavori, il 27 maggio prossimo. Come stabilito dalla Corte Suprema del Nepal, la data di scadenza non è più procrastinabile, come già accaduto numerose volte. Sono molte le questioni ancora aperte: la forma di governo, la struttura dello stato federale, il numero dei distretti, e altre ancora. Mentre trionfano interessi particolari, i partiti politici, notano fonti di Fides, non riescono a trovare un accordo per il bene del paese. La società civile e le comunità religiose sono fortemente preoccupate in quanto, se non venisse trovato un accordo nei prossimi venti giorni, il paese potrebbe ricadere nell'instabilità e in un futuro cupo. La posta in gioco, molto alta, è la definitiva transizione del Nepal da regno indù a una democrazia laica.
L'opinione pubblica è piuttosto sfiduciata anche se, secondo gli osservatori, è possibile che un progetto scheletrico di Costituzione possa essere prodotto in extremis, entro il 27 maggio: a tal fine ieri il Premier Baburam Bhattarai, leader del Partito Comunista del Nepal, ha annunciato la formazione di un nuovo esecutivo di ampia coalizione, che includerà i due principali partiti di opposizione, il "Congresso Nepalese" e il "Partito Comunista Marxista Leninista" del Nepal.
In tale fase di incertezza, la comunità internazionale dovrebbe fare pressioni e sostenere gli sforzi dell'Assemblea Costituente, nota in un comunicato inviato a Fides l'Ong "Christian Solidarity Worldwide" (CSW), insistendo sul fatto che si presti debita attenzione alla tutela dei diritti umani fondamentali dei cittadini nepalesi, incluso il diritto alla libertà di religione, e che si mantenga ben presente "una sana cultura del pluralismo religioso". (PA) (Agenzia Fides 3/5/2012)
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ASIA/NEPAL - Il Vicario apostolico: "Libertà religiosa a rischio, cresce l'estremismo indù"
Kathmandu (Agenzia Fides) - "Speriamo vivamente che i lavori per la nuova Costituzione vengano ultimati. Ci appelliamo alla responsabilità e alla buona volontà di tutte le forze politiche. Chiediamo, per il futuro, il pieno rispetto della libertà religiosa in Nepal": è l'appello lanciato tramite l'Agenzia Fides dal Vicario Apostolico del Nepal, Sua Ecc. Mons. Anthony Sharma, SJ, mentre, con l'approssimarsi della scadenza del 27 maggio, l'impasse per la redazione della nuova carta non è ancora superato.
"La Chiesa - ribadisce il Vicario apostolico - chiede che la nuova Costituzione sancisca la piena libertà religiosa. Vogliamo uno stato laico, che tuteli le libertà e i diritti individuali e riconosca tutte le comunità religiose. Auspichiamo una Carta che dia uguali diritti alle donne, pari opportunità, superando definitivamente il sistema delle caste". Se il testo non verrà ultimato, nota mons. Sharma, tali principi fondamentali possono essere in pericolo: "Il Nepal era un regno indù. Oggi esistono ancora partiti e gruppi che vorrebbero fare del Nepal una nazione indù. Questo retaggio ha dato vita al Nepal Defense Army (NDA), gruppo radicale indù che in passato ha colpito persone e obiettivi cristiani. Sospettiamo sia finanziato dai gruppi estremisti indù che operano in India, come il RSS (Rashtriya Swayamsevak Sangh)".
In Nepal, le circa 2.500 comunità cristiane e i 2 milioni di fedeli cristiani intendono contribuire allo sviluppo del paese, operando nel rispetto della dignità di ogni uomo. La Chiesa cattolica (oltre 7.000 anime) si impegna soprattutto con il servizio dell'istruzione, per tutti i cittadini. Le 32 scuole cattoliche insegnano i valori fondamentali a circa 21mila alunni, fra cui 11mila ragazze. "La Chiesa - conclude il Vicario - ha sempre offerto la testimonianza dell'amore di Cristo tramite opere sociali. Così molti ci chiedono di diventare cristiani e abbiamo da 300 a 500 nuovi battezzati l'anno". (PA) (Agenzia Fides 3/5/2012)
mercoledì 2 maggio 2012
Alla Festa diocesana presentato anche il nuovo "giornalino" dei ministranti
UDINE (1
maggio, ore 12.30) - Nasce la prima associazione dedicata ai 1100
ragazzi che svolgono abitualmente il servizio liturgico di
“chierichetto” nelle parrocchie dell’Arcidiocesi di Udine. L’importante
novità è stata resa nota ufficialmente oggi al Seminario di Udine (in
viale Ungheria) durante l’annuale Festa diocesana dei ministranti (FOTO).
All’appuntamento erano presenti circa 800 ragazzi (con i loro genitori
si arriva a 1200 persone), cui è stata riservata anche un’altra
sorpresa: è in arrivo un “giornalino” fatto apposta per loro, un foglio
di collegamento che sarà occasione di formazione, di collegamento e di
nuove amicizie.
La Festa diocesana
si è aperta alle ore 8, all'insegna del tema «L’abbiamo
riconosciuto...», attraverso la narrazione di una storia ambientata nei
giorni nostri. Dopo le catechesi su questa tematica, dal Seminario di
viale Ungheria è partita la processione, accompagnata da una banda, fino
alla Cattedrale, dove l'Arcivescovo ha presieduto la Santa Messa,
culmine della giornata.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo al sacco, via libera al «grande gioco» a squadre prima del gran finale della festa, con la preghiera, le premiazioni e l’arrivederci al prossimo anno.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo al sacco, via libera al «grande gioco» a squadre prima del gran finale della festa, con la preghiera, le premiazioni e l’arrivederci al prossimo anno.
La
Festa diocesana dei ministranti non vuole solo promuovere l’importante
servizio di ministrante alla mensa eucaristica, ma anche la sua
rilevanza per l’educazione in campo vocazionale. Per questo l’iniziativa
della nuova associazione e del giornalino di collegamento viene
unitamente dall’Arcivescovo, dal Seminario e dall’Ufficio diocesano di
pastorale giovanile. «Molti di noi seminaristi hanno iniziato così,
facendo il ministrante nella propria parrocchia fedelmente nel tempo –
spiega Alberto Zanier, uno degli organizzatori -. In effetti girando per
le comunità cristiane si vede una maggiore disponibilità dei
chierichetti ad accogliere certe proposte e a porsi delle domande più
approfondite sul senso della loro vita, anche perché i ministranti sono
molto vicini ai parroci e particolarmente nella celebrazione
eucaristica».
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