mercoledì 13 giugno 2012

Ancora Valle Grotari: il Ministero chiede chiarimenti

Valle Grotari, il Ministero chiede chiarimenti   versione testuale
Wwf: preoccupano il progetto della darsena a Marano
e i danni provocati dall'apertura della chiavica
Nella foto: veduta aerea di Valle Grotari.
Nella foto: veduta aerea di Valle Grotari.
MARANO LAGUNARE (13 giugno, ore 14.20) - “Pur considerando che Valle Grotari risulta esterna ai siti della rete Natura 2000, si invita codesta Autorità a voler aggiornare questo Ufficio in merito alle eventuali azioni di tutela posta in essere sia per le specie ornitiche inserite negli allegati della Direttiva “Uccelli” che per le specie, gli habitat e gli habitat di specie elencati nella Direttiva 92/43/CEE”. È quanto si legge nella nota che il Ministero dell’Ambiente ha inviato il 28 maggio scorso al Servizio caccia, risorse ittiche e biodiversità della Regione Friuli-Venezia Giulia, sollecitato dalle ripetute segnalazioni giuntegli nei mesi scorsi dalla sezione regionale del Wwf. Segnalazioni in cui l’associazione puntava il dito sull’«immobilismo» dell’amministrazione regionale e del Comune di Marano Lagunare a fronte, accusa il Wwf, dei «danni ambientali provocati dall’apertura di una chiavica che dal 17 maggio 2011 sta facendo ininterrottamente entrare acqua salata nell’ex-valle da pesca compromettendone il delicato equilibrio ecologico».

«La nota del Ministero – fa sapere l'associazione ambientalista – suona ora come una sorta di reprimenda alla Regione per questo immobilismo: la Direzione generale per la protezione della natura e del mare chiede agli uffici regionali non solo di sapere cosa stanno facendo per impedire i danni in corso a Valle Grotari ma anche di avere chiarimenti “in merito all’espletamento della procedura di Valutazione di incidenza ambientale” per il progetto della darsena all’interno della ex valle da pesca, “in considerazione del fatto che la realizzazione della portualità all’interno dell’area valliva potrebbe comportare incidenze dirette nei confronti del limitrofo SIC/ZPS IT3320037 e dell’habitat prioritario ‘Lagune Costiere’».
 
Tutte preoccupazioni, quelle espresse dal Dicastero all’ambiente, che il Wwf regionale aveva ripetutamente espresso nelle diverse note inviate nei mesi scorsi, senza però che alcuna autorità provvedesse in primis alla chiusura della chiavica. «Secondo l'associazione ambientalista «gli effetti nefasti sull’ecosistema di Valle Grotari di 12 mesi in ingresso di acqua salmastra sono ormai conclamati: il tarabusino non nidifica più, l’airone rosso è passato dalla ventina di coppie censite l’anno scorso alle attuali 2-3; il falco di palude si è ridotto ad una sola coppia. Per fortuna l’importante presenza di altre specie come la nitticora e l’airone cenerino fanno ancora di Valle Grotari un’area di pregio e da tutelare per la presenza di specie protette».

Per questo, non ancora paga della nota ministeriale, l’associazione del Panda ha nuovamente scritto agli uffici romani segnalando la necessità di un intervento urgente su Regione e Comune affinché chiudano e impermeabilizzino l’attuale paratoia arrestando la circolazione di acqua salata dalla laguna verso Valle Grotari. Ai fini di «una migliore conservazione delle condizioni di tutela dell’oasi faunistica», il Wwf chiede anche, come suggerito dal Consorzio Bonifica della Bassa friulana in una nota inviata nel settembre scorso alla stessa associazione, che al posto della semplice paratoia vengano realizzati uno sfioratore e una «porta vinciana» in grado di contemperare alle esigenze della tutela ambientale e a quelle della sicurezza idraulica (mantenimento di acqua dolce permanente all’interno della valle e fuoriuscita di acqua in eccesso in caso di forti ed eccezionali  precipitazioni).

Infine il Wwf chiede al Ministero di «attivarsi per la revisione delle determinazioni riguardanti la procedura d’incidenza del Piano dei porti del Comune di Marano Lagunare»: determinazioni che, ricorda l’associazione, hanno dato il via libera alla trasformazione di Valle Grotari in darsena portuale ma su cui anche il Ministero, come detto, ha chiesto chiarimenti, in relazione all’incidenza su habitat e specie protetti dalla direttive comunitarie in materia di Natura 2000.


Le parrocchie del futuro? Sono già passate quelle del 2000?

Progettare insieme le parrocchie del futuro   versione testuale
A Lignano, la tre giorni residenziale dei presbiteri. Al centro della riflessione e del confronto il progetto di nuova comunità pastorale, nel segno della collaborazione tra sacerdoti e laici

LIGNANO (12 giugno, ore 21.30) - Il progetto di nuova comunità pastorale va condiviso tra sacerdoti e altri cristiani, riflettendo su soluzioni condivise, nel segno della collaborazione.
A dirlo è stato don Luca Bressan, docente di Teologia pastorale presso il Seminario Arcivescovile di Milano, nella sua relazione al corso residenziale dei presbiteri dell’Arcidiocesi di Udine, in corso fino al 13 giugno al villaggio Getur di Lignano. Una tre giorni in cui si sta riflettendo sulle modalità della nuova organizzazione pastorale della Diocesi, resasi necessaria dalla diminuzione dei sacerdoti e dai mutamenti della società.
 
In apertura di giornata, è stata fatta una sintesi dei lavori di gruppo del giorno precedente, da cui sono emerse esperienze positive di collaborazione pastorale tra parrocchie affidate ad un solo sacerdote, ma anche le difficoltà, e nei quali si è riflettuto sul ruolo del sacerdote che deve restare, è stato detto, uomo di preghiera e direzione spirituale.
 
E da don Bressan è venuto un invito ad affrontare questo momento di cambiamento – che non riguarda solo la Diocesi di Udine – non sull’onda delle emozioni, evitando cambiamenti traumatici, ma anche prendendo le decisioni necessarie. “Obiettivo di questo cambiamento è far vedere che il Vangelo trasforma ancor oggi la società”, ha concluso don Bressan.

lunedì 11 giugno 2012

AFRICA/NIGERIA - "Abbiamo a che fare con un gruppo di criminali, non siamo alla pulizia etnica e religiosa" dice Mons. Kaigama, che richiama alla prudenza

Abuja (Agenzia Fides) - "Abbiamo a che fare con un gruppo di criminali che pensano che la Chiesa sia un nemico, perché ai loro occhi incarna la cultura occidentale. Non penso però che questa sia la visione della maggioranza dei musulmani della Nigeria. Chi assalta i luoghi di culto cristiani è una banda di criminali che ha perso ogni forma di orientamento. Non si sa più nemmeno che cosa vogliano ottenere con questa violenza" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama, Arcivescovo di Jos e Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, commentando gli attacchi contro luoghi di culto cristiano a Jos (dove un terrorista suicida si è fatto saltare in aria nella Christ Chosen Church) e a Biu (dove un commando ha aperto il fuoco contro i fedeli che partecipavano ad una funzione), avvenuti ieri, domenica 10 giugno. Mons. Kaigama precisa di trovarsi a Calabar, da dove sta tornando a Jos, e di non avere informazioni dirette sugli ultimi avvenimenti, anche se si tiene in costante contatto con i suoi collaboratori diocesani. Secondo notizie di stampa, nei due attacchi sono morte almeno 4 persone.
I due attacchi sono stati rivendicati dalla setta islamica Boko Haram. Secondo il Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria il fatto che "questo gruppo di criminali si richiami all'islam non significa che tutti gli islamici nigeriani condividano le loro azioni. Non sono d'accordo con coloro che parlano di pulizia etnica o religiosa. Esistono pure dei gruppi cristiani che tendono ad esagerare la situazione con l'aiuto dei media che presentano un'immagine distorta di quello che sta succedendo. Alcuni cristiani si lamentano di non riuscire a pratica il culto. Per quanto riguarda la mia arcidiocesi, posso assicurare che a Jos esiste una forte comunità cattolica che non subisce impedimenti nel celebrare liberamente gli incontri di preghiera e svolgere i propri doveri religiosi.
Occorre quindi prudenza nel riportare i fatti, perché si rischia di seminare ulteriore panico e confusione" avverte Mons. Kaigama. (L.M.) (Agenzia Fides 11/6/2012)

domenica 10 giugno 2012



Nella festa del Corpus Domini, Benedetto XVI ha avuto un pensiero speciale per le comunità italiane colpite dal recente terremoto. Nelle chiese, ha infatti notato il Papa, il luogo più sacro è proprio quello in cui si custodisce l'Eucaristia. E nelle numerose chiese che sono state gravemente danneggiate dal recente terremoto in Emilia Romagna, il tabernacolo è rimasto in alcuni casi sotto le macerie. Con le chiese distrutte, ha spiegato Benedetto XVI, le comunità devono riunirsi per la Santa Messa all'aperto o in grandi tende. È una situazioen che fa risaltare ancora di più l'importanza di essere uniti nel nome del Signore, e la forza che viene dal Pane eucaristico, chiamato anche «pane dei pellegr ... More

sabato 9 giugno 2012

Rapito un giocatore di proprietà dell'Udinese

Rapito il giocatore Obodo   versione testuale
Giocatore del Lecce, ma di proprietà dell' Udinese, è stato rapito in Nigeria nella città natale

UDINE (9 giugno ore 17) - Il centrocampista nigeriano del Lecce, Christian Obodo, ma di proprietà dell' Udinese (nella foto in maglia bianconera) è stato rapito questa mattina nella sua città natale, Warri, nella regione del Delta. Lo scrivono media locali, citando fonti governative. I rapitori, armati, hanno preso Obodo alle 9.20 locali di fronte a una chiesa.
 
Secondo un testimone citato dal Daily Times Nigeria, Obodo era a bordo della sua automobile, targata 'Obodo 5'. Il giocatore era arrivato in Nigeria qualche settimana fa, al termine del campionato di serie A, e sarebbe stato notato proprio per la targa dell'automobile, ieri sera in particolare. Secondo la ricostruzione fatta dalla persona intervistata dal quotidiano, il veicolo di Obodo è stato bloccato dai rapitori, con armi da fuoco, che poi lo hanno costretto a uscire per trasferirlo nella loro auto.
 
"I rapitori hanno telefonato questa mattina a casa della mamma di Christian chiedendo un riscatto di circa 150 mila euro". Lo ha detto all'ANSA Obidike Okechukwu, marito della sorella di Christian Obodo, rapito oggi nel suo paese. Okechukwu, che vive a Udine, ha precisato di avere appreso del sequestro da sua moglie che, proprio questa mattina, é giunta in Nigeria. Secondo l'uomo, la madre del centrocampista avrebbe risposto ai rapitori, in modo preoccupato, che oggi le banche sono chiuse e che, dunque, non c'é la possibilità materiale di pagare il riscatto. Successivamente, Okechukwu ha così raccontato la dinamica del sequestro: "Christian stava andando in chiesa, era da solo, intorno alle quattro del mattino ora italiana, quando alcune persone lo hanno preso e portato via". In Nigeria, in questo momento, si trova anche il fratello di Christian, Kenneth, anche lui calciatore e in Italia, nel Pisa.


venerdì 8 giugno 2012



"Per comunicare veramente con un'altra persona devo conoscerla, saper stare in silenzio vicino a lei, ascoltarla. Il vero amore e la vera amicizia vivono sempre di questa reciprocità di sguardi, di silenzi eloquenti e pieni di rispetto". In questo pensiero Benedetto XVI ha fissato l'importanza dell'adorazione del Santissimo Sacramento nella vita di un cristiano. L'occasione è stata offerta dalla solennità del Corpus Domini, per la quale il Papa ha celebrato la santa messa sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano e ha presieduto la processione eucaristica lungo via Merulana, fino alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Nel corso dell'omelia, il Pontefice ha focalizzato l'attenzione sulla c ... More

Corpus Domini in Cina

ASIA/CINA - La celebrazione del Corpus Domini nel segno dell'evangelizzazione

Shi Jia Zhuang (Agenzia Fides) - La celebrazione della solennità del Corpo e Sangue del Signore, comunemente conosciuta come il Corpus Domini, è stata celebrata ieri, giovedì 7 giugno, da diverse comunità cattoliche cinesi continentali, in comunione con la Chiesa universale e in particolare con il Santo Padre Benedetto XVI, che ha presieduto a Roma la Messa e la processione eucaristica, dalla Basilica di San Giovanni a quella di Santa Maria Maggiore. Secondo quanto riferito all'Agenzia Fides da Faith dell'He Bei, la celebrazione in Cina è stata contraddistinta da zelo missionario ed impegno per l'evangelizzazione. Così ad esempio la parrocchia di Fei Xiang della diocesi di Han Dan nella provincia dell'He Bei, ha organizzato la solenne processione eucaristica e l'adorazione. Lungo la strada principale dell'abitato, i fedeli hanno allestito 4 tende per distribuire ai passanti materiale sulla formazione della fede e volantini sull'evangelizzazione, spiegando così il senso della celebrazione del Corpus Domini. I sacerdoti e i laici si sono messi a disposizione delle persone che facevano domande e chiedevano informazioni su come avvicinarsi e conoscere meglio la Chiesa. La giornata si è conclusa con la benedizione eucaristica solenne. Anche le strade di Pechino hanno visto snodarsi ieri una solenne processione eucaristica: il Santissimo Sacramento era accompagnato da 79 seminaristi maggiori e da una cinquantina di suore che studiano nel Seminario Maggiore Nazionale di Pechino. Insieme a loro c'erano i sacerdoti che insegnano nel Seminario e i fedeli laici.
(NZ) (Agenzia Fides 2012/06/08)

mercoledì 6 giugno 2012

L'impresa Taverna al lavoro


POZZA

Partono i lavori per il nuovo ponte sul Ruf de Soal

POZZA DI FASSA. E’ stato aperto ieri il cantiere per i lavori di rifacimento del ponte sul torrente Ruf de Soal, lungo la statale 48 delle Dolomiti, nel territorio del comune di Pozza di Fassa. Il...Clicca Qui
AFRICA/LIBIA - "La comunità cattolica ha ripreso le proprie attività" dice il Vicario Apostolico di Bengasi

Bengasi (Agenzia Fides) - "Abbiamo ripreso il ritmo normale delle nostre attività" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Sylvester Carmel Magro, Vicario Apostolico di Bengasi, in Libia. "Oggi, per esempio, celebriamo la Novena della Madonna del Soccorso, alla quale i filippini sono molto devoti. In occasione della Messa principale della settimana, che si celebra nella mattina di venerdì, la chiesa è sempre gremita di fedeli. È il segno - continua Mons. Magro - che abbiamo ripreso il ritmo di prima della guerra del 2011. I fedeli sono tutti stranieri: filippini e un gran numero di africani, molto dei quali sono alla ricerca di lavoro ed hanno bisogno di assistenza materiale".
Secondo fonti di stampa, a Bengasi, la sera del 4 giugno, ci sono stati scontri nel quartiere di Abouhdima, tra la polizia militare e i membri di una milizia locale, che hanno provocato un morto ed alcuni feriti. Mons. Magro non ha però l'impressione che la situazione sia fuori controllo. "A Bengasi - dice il Vicario Apostolico - si vive quasi normalmente. Ogni tanto si sentono in lontananza delle esplosioni, ma per il resto la gente conduce la vita di sempre. Le persone vanno al lavoro e i negozi sono aperti. In genere la situazione è tranquilla, anche se non sempre si sa bene cosa succede". (L.M.) (Agenzia Fides 6/6/2012)

Epifania della Famiglia



Benedetto XVI ha dedicato la catechesi dell'udienza generale alla sua recente visita a Milano in occasione dell'incontro mondiale delle famiglie. L'Incontro mondiale di Milano -- ha detto il Papa -- è risultato un'eloquente «epifania» della famiglia, che si è mostrata nella varietà delle sue espressioni, ma anche nell'unicità della sua identità sostanziale: quella di una comunione d'amore, fondata sul matrimonio e chiamata ad essere santuario della vita, piccola Chiesa, cellula della società. Da Milano -- ha aggiunto Benedetto XVI -- è stato lanciato a tutto il mondo un messaggio di speranza, sostanziato di esperienze vissute: è possibile e gioioso, anche se impegnativo, vivere l'amore fedele, «per sempre ... More

Giovedì 7 giugno 2012(San Giorgio di Nogaro ore 20.30) - Domenica 10 giugno 2012


Pellegrini sul Sion cristiano meditano vicini
 alla strada romana che scende
e poi risale al Monte degli Ulivi
    SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Es 24,3-8)
Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi.


Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!».
Mosè scrisse tutte le parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d’Israele. Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore.
Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l’altra metà sull’altare. Quindi prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto».
Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 115)
Rit: Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.

Che cosa renderò al Signore,
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.

Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo.

SECONDA LETTURA (Eb 9,11-15)
Il sangue di Cristo purificherà la nostra coscienza
.

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d’uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.
Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo – il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio – purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente?
Per questo egli è mediatore di un’alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l’eredità eterna che era stata promessa.

Parola di Dio

SEQUENZA
[Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.

Pane vivo, che dà vita:

questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.

Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.

Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.

Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.

È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l'antico è giunto a termine.

Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l'ombra:
luce, non più tenebra.

Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.

Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.

È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.

Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.

È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi
.

Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.


Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.

Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.

Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.

Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!

Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.


È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.]

Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell'agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.


Canto al Vangelo (Gv 6,51)
Alleluia, alleluia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.
Alleluia.

VANGELO (Mc 14,12-16.22-26)
Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue.


+ Dal Vangelo secondo Marco

Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentr
e mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

Parola del Signore



PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle carissimi, il sacramento del Corpo e del Sangue del Signore è culmine e fonte di tutta la vita della Chiesa, pegno di benedizione e di salvezza per il mondo intero. Innalziamo la nostra preghiera unanime, perché da questo grande mistero scaturisca il dono della nostra unità e della pace.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Per il mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, salvaci, Signore.

1.      Per la santa Chiesa, perché fortificata dal pane della vita, cammini nelle strade del mondo annunziando con le parole e con le opere il Vangelo di salvezza, preghiamo.

2.      Per i sacerdoti, ministri dell'altare, perché si conformino sempre più al mistero che celebrano per la lode di Dio e per l'edificazione del suo popolo, preghiamo.

3.      Per quanti si gloriano del nome cristiano, perché nell'Eucaristia, segno e vincolo di unità, ricompongano la piena comunione di fede e di amore, preghiamo.

4.      Per i fratelli martoriati dal terremoto in Emilia Romagna, perché sentano forte la loro comunione al calice della nuova Alleanza, segno di salvezza per ogni uomo, preghiamo.

5.      Per le nostre Comunità cristiane, che di Domenica in Domenica celebrano il memoriale della Pasqua del Signore, perché l’Eucaristia diventi mai abitudine ma esperienza sempre nuova di incontro con il Risorto, preghiamo.

6.      Per noi qui presenti, perché spezzando il pane di vita eterna impariamo a condividere anche il pane terreno e a soccorrere i fratelli che sono nell'indigenza e nel dolore, preghiamo.

C – Signore Gesù, che nel sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue hai posto la sorgente dello Spirito che dà la vita, fa' che la tua Chiesa, spezzando il pane in tua memoria, diventi il germe dell'umanità rinnovata, a lode di Dio Padre. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.   T - Amen.




lunedì 4 giugno 2012

A Cividale il Ministro Ornaghi: tutta la voglia di rinascita di questa terra ma anche dell'intero paese

Ornaghi: «Cividale speranza di rinascita»   versione testuale
Il ministro all'inaugurazione sito Unesco: «Prova della voglia di rinascita di questa terra»

CIVIDALE DEL FRIULI (4 giugno, ore 12) -  ''Oggi è giornata di lutto nazionale, a memoria delle vittime del terremoto in Emilia, ma l'inaugurazione di questo sito culturale dell'Unesco a Cividale dimostra tutta la voglia di rinascita di questa terra ma anche dell'intero paese''. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, inaugurando il sito Unesco di Cividale, città che in tutta Italia e nel mondo intero è famosa per conservare da secoli un importante patrimonio della cultura longobarda.
Interpellato dai giornalisti, a margine della cerimonia, il ministro ha tra l'altro ricordato che i Longobardi furono portatori di un meticciato di civiltà. E per quanto riguarda l'Unesco, Ornaghi ha osservato che il riconoscimento dato a Cividale come patrimonio dell'umanità ''sta a dimostrare che l'Italia si sta riappropriando della propria storia'' e, in questa prospettiva, ''si propone come ponte verso il futuro''.
Cividale del Friuli è dunque da oggi ufficialmente inserita nella Lista del Patrimonio dell'umanità Unesco. La cerimonia - cui seguiranno altre negli altri centri della rete «I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774)» - si è svolta nella città ducale alla presenza, fra gli altri, oltre al ministro, del collega sloveno, Ziga Turk, del sindaco di Cividale, Stefano Balloch, dell'arcivescovo emerito di Udine mons. Pietro Brollo, del vicario generale, mons. Guido Genero, e del parroco di Cividale, mons. Livio Carlino.
 
Mons. Brollo: «Celebrare civiltà longobarda è cosa di casa»Mons. Brollo ha affermato che «Celebrare la civiltà longobarda è una cosa di casa» e, rivolgendosi al ministro Ornaghi e al mionistro Turk, ha raccontato la storia del Patriarcato di Aquileia che si lega intimamente con Cividale, dove risiedettero per qualche tempo i patriarchi prima di arrivare ad Udine.
 
Turk: bilinguismo anche nelle Valli del TorreIl ministro sloveno Turk, a margine delle celebrazioni per il riconoscimento del sito Unesco, si è incontrato con la comunità slovena e ha assicurato il proprio interesse per il consolidamento della scuola bilingue di San Pietro al Natisone e per assecondare l'interesse delle comunità slovene della Valli del Torre affinché venga esteso anche in quelle  comunità l'insegnamento della lingua slovena. Il ministro ha pure detto che si interesserà per il trilinguismo a Tarvisio e Malborghetto, come richiesto da quelle comunità. Riferendosi poi al ruolo delle minoranze, il rappresentantre del governo sloveno ha sottolineato la loro importanza come "trattio d'unione" in quest'Europa sempre più in crisi e che si sta sgretolando. 
 
Visita al tempietto longobardoNell'occasione è stata scoperta la targa Unesco che certifica l'avvenuta iscrizione. Manifestazioni analoghe si svolgeranno prossimamente in provincia di Brescia, Varese, Perugia e Benevento, zone nelle quali i Longobardi - che si mossero dalla Pannonia a metà del sesto secolo guidati dal re Alboino - hanno lasciato tracce tangenti del loro passaggio e del loro insediamento prima di essere sconfitti e assimilati dai Franchi. I partecipanti alla manifestazione hanno quindi visitato il Tempietto longobardo, monumento simbolo e forse il più importante della cultura longobarda in Italia.

domenica 3 giugno 2012

Resoconto della Radiovaticana della Giornata Mondiale della Famiglia




  • Un milione alla Messa di Bresso. Il Papa alle famiglie: trasformate il mondo. A Filadelfia l’Incontro del 2015



  • Festa delle testimonianze: Benedetto XVI incontra la gioia e le sofferenze delle famiglie



  • Il Santo Padre ai governanti: fatevi amare, lo Stato sia a servizio della famiglia



  • Le voci delle famiglie radunate a Milano



  • Una famiglia di terremotati abbraccia Benedetto XVI: intervista con Giuliano e Cristina Govoni



  • Padre Lombardi: la gioia del Papa per “tre giorni bellissimi di vita pastorale”



  • Mons. Petrini, vescovo in Brasile: la famiglia assediata dalle difficoltà della vita quotidiana


  • Al Parco di Bresso sono andate in scena le attese e le preoccupazioni delle famiglie. In un dialogo e aperto e sincero nuclei variopinti hanno aperto il cuore a Benedetto XVI e fatto proprie le parole di speranza che il Pontefice ha rivolto loro. Per le tante famiglie strette oggi dalla crisi economica, e rappresentate sul palco sotto la bandiera della Grecia, il Papa ha chiesto responsabilità alla politica. "Mi sembra -- ha insistito -- che dovrebbe crescere il senso della responsabilità in tutti i partiti, che non promettano cose che non possono realizzare". Dopo aver invitato tutti a cercare il giusto equilibrio tra tempo per la famiglia e per il lavoro, le riflessioni di Benedetto XVI si sono sposta ... More

    Novello sacerdote....in ritardo riferiamo

    Friuli in festa per l'ordinazione di don Boguslaw   versione testuale
    Solenne celebrazione, domenica 3 giugno, in Cattedrale

    UDINE (1 giugno, ore 18.20) - Giunge alla tappa decisiva il percorso vocazionale di don Boguslaw Kadela (nella foto durante la sua ordinazione diaconale). Avrà infatti luogo domenica 3 giugno, alle ore 16.00, in Cattedrale, la sua ordinazione presbiteriale che sarà presieduta dall’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato.
     
    Don Kadela ha 35 anni ed è nato in Polonia da una famiglia povera. Venne in Italia nel 1999 a raccogliere frutta in Trentino e si innamorò dell’Italia. Ci tornò più volte come turista e pellegrino. La svolta nella sua vita fu però l’incontro con il parroco di Pontebba, don Arduino Codutti, cui confidò la propria inquietudine interiore ed il profondo desiderio di aiutare la gente. Don Codutti gli fece comprendere la vocazione che si stava facendo strada nel suo animo, incoraggiandolo quindi ad entrare in seminario e a farlo qui in Friuli.
     
    Don Kadela ha prestato servizio nella parrocchia di San Michele Arcangelo a San Daniele del Friuli ed attualmente è impegnato nella parrocchia di Santa Maria Assunta a Gemona del Friuli.

    sabato 2 giugno 2012



    "Nessun potere dell'uomo può considerarsi divino, quindi nessun uomo è padrone di un altro uomo". Così Benedetto XVI, incontrando le autorità nell'arcivescovado Milanese. L'appuntamento ha fornito al Papa l'occasione per mettere a fuoco quelle che dovrebbero essere le qualità di chi governa: la giustizia, anzitutto, "perché riguarda il bene della comunità intera"; e "l'amore per la libertà". "La libertà non è un privilegio per alcuni -- ha insistito il Pontefice -- ma un diritto per tutti, un diritto prezioso che il potere civile deve garantire". E per libertà non deve certo intendersi "l'arbitrio del singolo", ma "la responsabilità di ciascuno". Benedetto XVI ha rimarcato poi che lo "Stato è a servizio ... More


    La città della moda ha indossato i colori del mondo per accogliere Benedetto XVI, giunto a Milano per il VII Incontro Mondiale delle Famiglie. La dinamica piazza del Duomo ha fatto da cornice al primo appuntamento, l'incontro con la cittadinanza, e proprio "l'imponente monumento simbolo della Città" ha fornito al Papa lo spunto per invitare tutti a levare gli occhi al cielo, verso Dio, seguendo non solo la "selva di guglie" ma anche, e soprattutto, lo straordinario itinerario di santità che impreziosisce la storia di Milano. Il Pontefice ha ricordato alcune delle figure più eminenti: sant'Ambrogio, che "ha mantenuto sempre vivo il suo legame con la Chiesa di Roma"; san Carlo Borromeo, "un plasmatore d ... More
    VATICANO - La Santa Sede condanna la violenza in Siria: violati diritti umani fondamentali, urge l'impegno al dialogo

    Ginevra (Agenzia Fides) - "La Delegazione della Santa Sede condanna fermamente l'escalation degli atti di violenza in Siria e in particolare le recenti uccisioni ad El-Houleh. Questo massacro di innocenti, tra cui numerosi bambini, è particolarmente odioso e causa di grande dolore per il Santo Padre e per tutta la comunità cattolica, così come per la comunità internazionale che ha espresso la sua condanna unanime. Diritti umani fondamentali sono violati e il rischio di un'ulteriore escalation del conflitto richiede un impegno deciso di tutte le parti al dialogo con maggiore urgenza". Sono le parole di condanna pronunciate dall'Arcivescovo Silvano M. Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede all'Ufficio delle Nazioni Unite e Istituzioni specializzate a Ginevra, nel suo intervento di ieri, 1 giugno, alla Sessione speciale su "Il deterioramento della situazione dei diritti umani nella Repubblica Araba di Siria e le recenti uccisioni di El-Houleh".
    Nel testo del suo intervento, di cui è pervenuta copia all'Agenzia Fides, l'Arcivescovo Tomasi rilancia "i ripetuti appelli di Sua Santità Papa Benedetto XVI per la fine della violenza e lo spargimento di sangue", ed esorta "tutti i leader delle varie religioni, attraverso la preghiera e la collaborazione reciproca, ad impegnarsi a promuovere la pace per il bene di tutta la comunità". In particolare, il Rappresentante della Santa Sede invita i cristiani "a perseverare nell'essere ponti di riconciliazione tra le varie comunità del paese". Mons. Tomasi infine ricorda che "la violenza porterà solo altra violenza, morte e distruzione. Il piano di pace deve essere accettato e realizzato e la collaborazione della comunità mondiale deve offrire assistenza leale e costruttiva così da portare alla fiducia e ad un futuro di pace". (S.L.) (Agenzia Fides 02/06/2012)