sabato 3 novembre 2012

Una tradizione

Una decina di persone...fedeli si è presentata al cimitero di San Giorgio per recitare il Santo Rosario per i Defunti alle 19 del 1 novembre, Ognissanti. Una tradizione che dura da oltre ventanni(a memoria dello Scriba) e che quest'anno sembrava crollare già dal pomeriggio...Qualcuno si era accorto che sul foglietto parrocchiale(che lo scriba pubblica a singhiozzo purtroppo) non era annunciato il rosario per i defunti.
Da un po' di tempo noto che alle veglie dei defunti(prima del funerale) il rosario viene recitato, degnamente peraltro, da una suora o da un laico(il sacrestano) adesso la veglia al cimitero viene abbandonata:
ragioni di tempo, celebrazione tarda e seguita da pochi e quindi ragioni pastorali?????

mercoledì 31 ottobre 2012

ASIA/FILIPPINE - Al cimitero via web: per i filippini emigrati una "visita virtuale" ai defunti

Manila (Agenzia Fides) - Un "visita virtuale" via web al cimitero, con preghiere per i propri defunti, l'ascolto di una meditazione, la possibilità di lasciare un'offerta: è l'iniziativa lanciata dall'Ufficio Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale delle Filippine, e rivolta soprattutto ai filippini emigrati all'estero, in occasione delle festività del 1° e 2 novembre, quando la Chiesa celebra la Festa di Tutti i Santi e la Commemorazione dei Defunti.
L'iniziativa, spiega a Fides l'Ufficio dei Vescovi Filippini diretto da Mons. Pedro Quitorio, nasce dalla consapevolezza che i lavoratori filippini all'estero sono oltre 8 milioni, e aumentano anno dopo anno. Sono in larga maggioranza cattolici ferventi e, fra l'altro, costituiscono anche un potenziale di evangelizzazione per le Chiese nei paesi occidentali e nei paesi arabi. Le festività dei primi giorni di novembre sono molto sentite dalla popolazione cattolica filippina e il fatto di essere lontani dalla patria e dagli affetti familiari, non potendo visitare i propri cari defunti, rappresenta una grande sofferenza per gli emigrati. Per questo i Vescovi hanno cercato una soluzione che, grazie alle nuove tecnologie, potesse venire incontro a questa esigenza e "accorciare le distanze". Da qui è nato il sito web www.undasonline.com ("Undas" è il temine in lingua locale per indicare le festività di novembre), dove i fedeli all'estero possono compiere una viaggio virtuale al cimitero e visitare le tombe dei propri cari, restando in comunione di preghiera con loro.
Riferendosi alle festività di Ognissanti e dei Defunti, Mons. Quitorio aggiunge che tali momenti non vanno strumentalizzati per la campagna elettorale del 2013, e invita gli uomini politici filippini a non sfruttarli per ottenere vantaggi: dunque, afferma il Direttore dell'Ufficio, non si dovrebbero affiggere manifesti, striscioni e materiali della campagna elettorale nei pressi dei cimiteri, nè fare campagna elettorale nelle chiese. (PA) (Agenzia Fides 31/10/2012)
ASIA/SIRIA - Ucciso l'ultimo cristiano rimasto nel centro di Homs; colpito il convento dei Gesuiti

Homs (Agenzia Fides) - E' stato ucciso l'ultimo cristiano che era rimasto nel centro di Homs, dopo l'evacuazione della popolazione civile. Elias Mansour, 84 anni, cristiano greco-ortodosso, non aveva voluto lasciare la sua casa, nella strada di Wadi Sayeh, perché doveva prendersi cura di suo figlio Adnane, handicappato, anche se sapeva che la sua vita era in pericolo. L'area di Wadi Sayeh - abitata da cristiani e musulmani sunniti - è tuttora al centro di combattimenti fra esercito regolare e ribelli. I ribelli sono asserragliati nei quartieri di Khalidiyeh, Bab houd, Bustan diwan, Hamidiyeh, fino alle strade di Wadi Sayeh e Ouret al shayyah. Le forze dell'esercito regolare li circondano. Come riferisce a Fides un sacerdote greco ortodosso, Elias Mansour è stato ucciso ieri. Nei giorni precedenti aveva detto che non avrebbe lasciato la sua casa per nessun motivo e che, se avesse incontro i ribelli, "avrebbe ricordato loro i dieci Comandamenti e le Sacre Scritture". Il funerale si celebra oggi in una chiesa ortodossa. Un sacerdote ortodosso sta cercando di rintracciare suo figlio, che è disabile, di cui non si conosce la sorte.
Intanto, come informano fonti di Fides, questa mattina il convento dei gesuiti nel quartiere di Hamidiyeh è stato colpito nel corso dei combattimenti che si susseguono quotidianamente. La struttura ha subito lievi danni ma non ci sono vittime. I gesuiti e gli sfollati che vi si trovano hanno vissuto momenti di paura, ma stanno bene. (PA) (Agenzia Fides 31/10/2012)

domenica 28 ottobre 2012

Benedetto XVI: ho ascoltato, ora preparerò un documento di sintesi.
Benedetto XVI: ho ascoltato, ora preparerò un documento di sintesi
Salutando i fedeli prima della preghiera dell'Angelus, Benedetto XVI ripercorre il significato del Sinodo dei vescovi sulla Nuova Evangelizzazione. Ed inoltre, dopo l'Angelus, rivolge un appello alla solidarietà internazionale e vicinanza per le popolazioni di Cuba, Haiti, Giamaica e Bahamas colpite da un uragano. Sul Sinodo il Papa dice di avere ascoltato e raccolto molti spunti di riflessione e molte proposte, che ora cercherà di ordinare ed elaborare, per offrire a tutta la Chiesa una sintesi organica e indicazioni coerenti. Fin da ora -- spiega -- possiamo dire che da questo Sinodo esce rafforzato l'impegno per il rinnovamento spirituale della Chiesa stessa, per poter rinnovare spiritualmente il mon ...

sabato 27 ottobre 2012

A Udine festa per la Cresima in carcere   versione testuale
Domenica 21 ottobre, nella casa circondariale di via Spalato
un giovane rumeno ha ricevuto il sacramento

UDINE (26 ottobre, ore 13.45) - Poteva sembrare una domenica come tutte le altre, di quelle che scivola via veloce sulla città, senza nulla da raccontare. E invece, la scorsa domenica ordinaria non lo è stata affatto perché nel cuore di Udine nella Casa circondariale, germogliava – ad insaputa dei più – una piccola, ma tenace speranza.

La storia è quella di Emil (il nome è di fantasia) un giovane ragazzo rumeno, detenuto in via Spalato, che domenica, in carcere, ha ricevuto la Cresima. «Un’esperienza grande» così la descrive don Roberto Gabassi, delegato dall’Arcivescovo ad amministrare il sacramento, e che, con voce piena di emozione, racconta: «Ritrovarsi a vivere un momento di questo tipo dentro a un carcere prende emotivamente perché ci si sorprende a vedere tanta positività in un ambiente dove, a priori, si direbbe che le positività siano rimaste fuori. Una maturazione dentro un carcere, come quella che si è vista in questo ragazzo, potrebbe sembrare qualcosa di miracoloso – spiega don Gabassi –. È lui stesso a riconoscere che proprio qui ha cominciato a capire qualcosa della vita. Non so se per merito del carcere o perché lui è entrato in un percorso di ricerca di senso della propria esistenza. Questi sono segni grandiosi».
 
E non c’è solo Emil. «Mi ha colpito molto – continua il sacerdote – la partecipazione degli altri. Una cinquantina di detenuti che ha vissuto e condiviso questa Cresima in una maniera che non si può descrivere a parole. C’è stata poi una partecipazione all’Eucarestia che, sinceramente, non sempre riesco a vedere nelle nostre comunità parrocchiali». E proprio quella del legame e del rapporto tra il carcere e le parrocchie è una questione aperta. «In questi ultimi anni, anche grazie all’amicizia con don Dario che collabora con le nostre parrocchie, c’è una condivisione di quello che si vive. Entrando nelle nostre comunità ci aiuta a capire la prospettiva del suo impegno dentro al carcere, sottolineando che chi ci vive, ma anche chi ci lavora, ha bisogno di non sentirsi abbandonato. Sarebbe ad esempio importante che le parrocchie fossero in qualche modo attente alla situazione delle famiglie dei detenuti. È difficile trovare risposte immediate però sicuramente non possiamo dire "non possiamo fare niente"».

Sono innumerevoli le volte in cui don Gabassi nei suoi colloqui con i questi ragazzi si è sentito dire: «Quando esco ci vediamo, ci sentiamo». Alcuni, spiega, «fanno delle proposte per quel che riguarda un loro reinserimento nella società e chiedono quindi un accompagnamento». Questa vicinanza – rappresentata con forza anche dalla visita pastorale dell’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, lo scorso 10 ottobre –, riesce a creare «un clima di speranza proprio tra i detenuti perché si rendono conto di non essere semplicemente marchiati». Il messaggio che arriva «è che siamo fratelli e sorelle in cammino. Certo c’è qualcuno che paga, qualcuno di più di quello che dovrebbe, ma camminiamo insieme, così chi vive una situazione di fragilità non si sente abbandonato». «Aldilà della situazione in cui ognuno si trova – conclude don Gabassi –, la relazione è sempre capace di speranza. Si tratta di un rapporto reciproco, per aiutarci l’un l’altro nelle nostre miserie, nei nostri fallimenti. Anche perché ci sono i fallimenti di chi è dentro, ma anche di chi è fuori. E nella mia esperienza posso dire che spesso ho l’impressione che siano i detenuti a caricarmi di determinate speranze».


venerdì 26 ottobre 2012

volley

Malore in campo, soccorsa senza interrompere il gioco


I dirigenti della Minerva hanno aiutato il loro libero a riprendersi a bordo campo

"martire della riconciliazione e dell'armonia"

ASIA/SIRIA - Una bomba al funerale di padre Fadi Haddad, "martire della riconciliazione e dell'armonia"

Damasco (Agenzia Fides) - Una bomba è esplosa questa mattina al funerale di p. Fadi Jamil Haddad, il prete ortodosso rapito e ritrovato morto ieri a Damasco (vedi Fides 25/10/2012). Secondo fonti locali di Fides, l'esplosione ha ucciso due civili e alcuni militari. Alla Messa funebre, celebrata nella chiesa di Sant'Elia a Qatana dal Patriarca greco-ortodosso Ignatius IV Hazim, erano presenti migliaia di fedeli cristiani commossi e desolati per la perdita del sacerdote.
In un comunicato del Patriarcato Greco Ortodosso di Antiochia, inviato all'Agenzia Fides, si definisce p. Haddad "martire della riconciliazione e dell'armonia". Infatti il sacedote "si era impegnato in una nobile missione umanitaria per far liberare un membro della sua parrocchia che era stato rapito alcuni giorni prima". Nella mediazione, p. Fadi è stato rapito insieme a un altro intermediario. I rapitori hanno chiesto un ingente riscatto e poi l'hanno ucciso.
La nota del Patriarcato ortodosso racconta la "terribile tragedia": "Il corpo di Padre Fadi Haddad è stato trovato la mattina del 25 ottobre nell'area di Drousha. Su di lui vi erano indescrivibili segni di torture e mutilazioni. E 'stato identificato da padre Elias el-Baba, sacerdote della città di Hina, ed è stato trasportato alla clinica della città. Il Patriarcato a Damasco è stato informato del suo martirio: il suo sangue innocente e senza macchia è un sacrificio per la riconciliazione e l'armonia".
La nota giunta a Fides prosegue: "Condanniamo con forza questo atto bestiale e barbaro contro i civili, gli innocenti e gli uomini di Dio, che si sforzano di essere apostoli della pace. Sono uomini che tengono uniti i cuori, fasciano le ferite della sofferenza, confortano i malati, rafforzano i deboli in queste difficili circostanze. Esprimiamo la profondità del nostro dolore per questi atti efferati che sono senza precedenti nella lunga storia della nostra amata nazione, costruita sulle fondamenta di amore, cooperazione, pace e armonia".
Il Patriarcato invita "tutti i cittadini, le organizzazioni umanitarie e gli uomini di buona volontà a condannare rapimenti, omicidi, distruzione, rapine, aggressione alla sicurezza e al benessere dei cittadini". "Richiamiamo tutti al dialogo, alla pace e all'armonia" prosegue, "per porre fine al bagno di sangue innocente che si svolge ogni giorno".
Il testo chiede ai fedeli cristiani "di rimanere saldi nella nostra fede e nella nostra speranza nel potere del Signore che ha voluto che noi abbiamo la vita, e in abbondanza (Gv 10,10)", invitandoli a "rimanere nella loro terra e nella loro nazione", guardando al futuro "con la forza della fede". "Chiediamo a Dio - conclude il Patriarca Ortodosso - che il martirio di Padre Fadi Haddad sia un sacrificio offerto per i figli di questa nazione e per una tregua negli eventi dolorosi che stiamo vivendo in questo tempo".
Padre Fadi Jamil Haddad era nato nella città di Qatana il 2 febbraio 1969. Aveva studiato teologia a Damasco e in Libano. Si era sposato ed era stato ordinato sacerdote nel 1995 da sua Beatitudine il Patriarca Ignazio IV Hazim. Era parroco della chiesa greco-ortodossa di S. Elia a Qatana. Una fonte del Patriarcato rimarca che "era amato da tutti i gruppi religiosi e non aveva preso posizione politica nel conflitto in corso in Siria, ma era fortemente impegnato per la riconciliazione". (PA) (Agenzia Fides 26/10/2012)

giovedì 25 ottobre 2012

Video - I The Sun in Terra Santa


Franciscan Media Center | 23 ottobre 2012

(clicca sulla foto per guardare il video)

Hanno portato la loro musica e la loro storia per la seconda volta in Terra Santa. I quattro giovani musicisti italiani del gruppo The Sun hanno appena realizzato un tour di due settimane per suonare a Taybeh, Nablus, Betlemme… Sono stati anche 15 giorni di incontri con la realtà e i volti di questa terra a cui Francesco, Riccardo, Matteo e Gianluca sono legati in modo speciale.

Domenica 28 ottobre 2012



Gerico - Convento del Buon Pastore
La piccola chiesa cattolica latina di Gerico è dedicata a Gesù Buon Pastore: poichè, per Bartimeo e Zaccheo, Gesù fu effettivamente un vero Buon Pastore. È la chiesa parrocchiale di una piccola comunità di circa 200 cristiani arabi.
    XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Ger 31,7-9)
Riporterò tra le consolazioni il cieco e lo zoppo.


Dal libro del profeta Geremìa

Così dice il Signore:
«Innalzate canti di gioia per Giacobbe,
esultate per la prima delle nazioni,
fate udire la vostra lode e dite:
“Il Signore ha salvato il suo popolo,
il resto d’Israele”.
Ecco, li riconduco dalla terra del settentrione
e li raduno dalle estremità della terra;
fra loro sono il cieco e lo zoppo,
la donna incinta e la partoriente:
ritorneranno qui in gran folla.
Erano partiti nel pianto,
io li riporterò tra le consolazioni;
li ricondurrò a fiumi ricchi d’acqua
per una strada dritta in cui non inciamperanno,
perché io sono un padre per Israele,
Èfraim è il mio primogenito».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 125)
Rit: Grandi cose ha fatto il Signore per noi.


Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.

Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.

Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.

Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.

SECONDA LETTURA (Eb 5,1-6)
Tu sei sacerdote per sempre, secondo l’ordine di Melchìsedek.


Dalla lettera agli Ebrei

Ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini e per gli uomini viene costituito tale nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati.
Egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anche lui rivestito di debolezza. A causa di questa egli deve offrire sacrifici per i peccati anche per se stesso, come fa per il popolo.
Nessuno attribuisce a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote, ma colui che gli disse: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato», gliela conferì come è detto in un altro passo:
«Tu sei sacerdote per sempre,
secondo l’ordine di Melchìsedek».

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Cf 2Tm 1,10)
Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
Alleluia.

VANGELO (Mc 10,46-52)
Rabbunì, che io veda di nuovo!

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Parola del Signore

 

mercoledì 24 ottobre 2012

Benedetto XVI: il 24 novembre nominerò sei nuovi cardinali.




Benedetto XVI: il 24 novembre nominerò sei nuovi cardinali


(INSERTO PAPA)

Ed ora, con grande gioia, annuncio che il prossimo 24 novembre terrò un Concistoro nel quale nominerò 6 nuovi Membri del Collegio Cardinalizio. I Cardinali hanno il compito di aiutare il Successore di Pietro nello svolgimento del suo Ministero di confermare i fratelli nella fede e di essere principio e fondamento dell'unità e della comunione della Chiesa. Ecco i nomi dei nuovi Porporati:

Mons. JAMES MICHAEL HARVEY, Prefetto della Casa Pontificia, che ho in animo di nominare Arciprete della Basilica Papale di San Paolo fuori le mura;

Sua Beatitudine BÉCHARA BOUTROS RAÏ, Patriarca di Antiochia dei Maroniti (Libano);

Sua Beatitudine BASELIOS CLEEMIS THOTTUNKAL, Arcivescovo M ..
ASIA/TERRA SANTA - I Vescovi cattolici di Terra Santa: nessun ok vaticano al muro di separazione nella valle di Cremisan

Gerusalemme (Agenzia Fides) - L'Assemblea degli Ordinari cattolici di Terra Santa condanna con forza il progetto del muro di separazione che le autorità israeliane vogliono erigere nella valle di Cremisan, tra Betlemme e Gerusalemme, e smentisce perentoriamente ogni sia pur tacito "via libera" vaticano all'opera, ritenuta illegale anche secondo i criteri della legalità internazionale.
In un comunicato pervenuto all'Agenzia Fides, sottoscritto da tutti i membri dell'Assemblea episcopale, i Vescovi cattolici di Terra Santa ricordano che a pagare il prezzo dell'iniziativa saranno tutte le popolazioni della zona di Betlemme, e in particolare il villaggio di Walaja, 58 famiglie cristiane di Beit Jala e due comunità religiose presenti nell'area."La comunità locale" sottolineano i Vescovi cattolici "perderà una delle ultime aree agricole e ricreative e una essenziale fonte di risorse idriche per gli agricoltori".
La valle di Cremisan rappresenta il "polmone verde" principale per la popolazione che vive nell'area di Betlemme. Se il progetto verrà portato avanti, i quattrocento bambini che frequentano la scuola delle suore salesiane si troveranno a trascorrere gli anni dell'infanzia in una sorta di prigione a cielo aperto, circondata da barriere e check-point.
Gli Ordinari cattolici negano l'esistenza di qualsiasi tipo di accordo - esplicito o sottinteso - tra il Vaticano, la Chiesa locale e le autorità israeliane riguardo alla costruzione del muro, smentendo voci messe in circolo ad arte negli ultimi giorni. Il comunicato dei Vescovi richiama anche il pronunciamento della Corte internazionale di giustizia che nel luglio 2004 ha sancito l'illegalità del muro di separazione. A questo titolo, l'Assemblea dei Vescovi cattolici di Terra Santa conferma di aver dato mandato all'organizzazione cattolica per i diritti umani Saint Yves Society di intentare una causa legale contro le autorità militari israeliane, con l'intento di fermare con mezzi legali la realizzazione del progetto contestato. (GV) (24/10/2012).

martedì 23 ottobre 2012

Cervignano,Taverna lascia si cerca un nuovo segretario


CERVIGNANO. Dopo dieci anni di servizio come segretario comunale, Antonio Taverna, 57 anni, residente a San Giorgio di Nogaro, molto conosciuto e stimato a Cervignano e non solo, a partire dal..


Crepe sul soffitto alle elementari
Il Comune fa chiudere due aule

San Giorgio di Nogaro: la segnalazione in sala professori e in un’area didattica per i disabili Primo sopralluogo dell’Ufficio tecnico, che rassicura: non si tratta di problemi strutturali
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ASIA/SIRIA - Due fedeli rapiti e uccisi. Il Patriarca Laham: "I cristiani sono strumentalizzati nel conflitto"

Damasco (Agenzia Fides) - Due fedeli cristiani sono stati rapiti e uccisi ieri a Damasco, mentre un'autobomba è esplosa ieri sera nei pressi della chiesa di Sant'Abramo, nel quartiere di Jaramana, nel Nord di Damasco. I due fedeli uccisi sono il fratello e il cugino del giovane sacerdote p. Salami, parroco greco-cattolico di Damasco. Come riferito a Fides, ieri i due stavano viaggiando da Qusair a Damasco. Un gruppo armato li ha fermati e sequestrati, poi ha chiesto un riscatto di circa 30mila dollari alla loro famiglia. Dopo due ore, i sequestratori hanno comunicato di averli uccisi.
Nella tarda serata di ieri il terrore ha sconvolto i cristiani e i drusi residenti nel quartiere di Jaramana, già noto per aver subito circa un mese fa altri attentati dinamitardi. Fonti locali di Fides comunicano che una violenta esplosione è avvenuta nei pressi della chiesa greco-cattolica di Sant'Abramo, danneggiando gli edifici circostanti, ma non è tuttora chiaro se vi siano vittime e feriti.
Interpellato dall'Agenzia Fides, il Patriarca greco cattolico Gregorio III Laham, in Vaticano per il Sinodo sulla nuova evangelizzazione, spiega: "I cristiani sono usati come oggetti in una sfida al governo. Non c'è persecuzione, non sono uccisi per la loro fede, ma sono vulnerabili e vengono strumentalizzati per raggiungere altri obiettivi". Il Patriarca ricorda con preoccupazione che "anche il fratello del Rettore del nostro Seminario maggiore in Libano è stato rapito dal 15 luglio e non se ne hanno più notizie. Questi episodi creano grande angoscia fra i fedeli". (PA) (Agenzia Fides 23/10/2012)
Piani: il consumo di droghe non sente la crisi   
Mercoledì l'autopsia per chiarire le cause del decesso di Ares Movio

UDINE (23 ottobre, ore 10) - “La crisi economica non ha fatto diminuire il consumo di droga”. Lo sostiene Francesco Piani, direttore del Dipartimento dipendenze dell’azienda sanitaria del Medio Friuli, commentando la morte – per presunta intossicazione da trielina – di Ares Movio, 39 anni di Fiumicello, avvenuta ieri. Spetterà all’autopsia, in programma domani mattina, chiarire le cause del decesso dell'uomo.
 
“L’uso di questa sostanza non è comune – afferma –. Ma è vero che si tratta di sostanze a basso costo e subito disponibili». Piani allarga la riflessione oltre il singolo caso e osserva che «la crisi non ha avuto grandi influenze sul consumo di sostanze». «Si tratta di mercati illegalli che sfuggono anche ai momenti di difficoltà economica – spiega –. Chi si faceva di eroina anni fa aveva gli stessi problemi a procurarsi i soldi di chi lo fa oggi».
 
E il direttore del Dipartimento dipendenze mette anche in guardia sull'utilizzo di sostanze tossiche. “La trielina, al pari di altre sostanze volatili come benzina e gas vari, può portare a danni irreparabili” – spiega –. Provoca sicuramente danni alle mucose nasali e bronchiali, ma ci possono essere anche effetti sul cervello fino all'atrofia cerebrale, una degenerazione delle cellule nervose, con tutto ciò che questo può comportare, alterazioni cognitive, psicosi, epilessie... fino alla demenza e anche alla morte».

lunedì 22 ottobre 2012

Più rispetto per il civile


di Luigino Bruni
 

11000 martiri

ASIA/SIRIA - L'Arcivescovo maronita di Damasco: domande, paure e le preghiere dei cristiani di Siria dopo la strage di Bab Touma

Damasco (Agenzia Fides) - L'attentato stragista perpetrato domenica 21 ottobre nel quartiere di Bab-Touma, alla vigilia della missione di pace che porterà in Siria Cardinali e Vescovi delegati del Sinodo dei Vescovi, rinnova per i cristiani siriani angosce e domande a cui solo "i giorni che verranno potranno portare una risposta". Ma intanto "molti hanno già preso la via dell'esodo. Altri si preparano all'eventualità di una partenza precipitosa". E una Chiesa senza fedeli è destinata a diventare come "un testimone muto". Così, in una nota fatta pervenire all'Agenzia Fides, l'Arcivescovo maronita di Damasco, Samir Nassar, racconta a caldo le prime reazioni registrate tra i cristiani della capitale siriana dopo che un'auto-bomba fatta esplodere nella zona cristiana della Città Vecchia ha lasciato sul terreno 13 vittime e decine di feriti.
L'Arcivescovo Nassar descrive le scene di panico di cui è stato testimone, con i genitori che corrono angosciati "a cercare i loro piccoli nelle scuole del quartiere", mentre le sirene delle ambulanze accentuano la sensazione insostenibile di vivere in un tempo apocalittico. "Alcuni fedeli - racconta - si sono messi in ginocchio per recitare il rosario implorando Nostra Signora della Pace, prima della Messa, che è iniziata con 20 minuti di ritardo... Io ho celebrato la Messa solenne di domenica alle ore 18, per 23 persone soltanto, pregando per le vittime della mattina e per i musulmani che in Siria si preparano a celebrare la festività di Eid al Adha, il prossimo 26 ottobre, nel dolore e nel silenzio".
Il quartiere di Bab -Touma è un luogo-simbolo anche per il martirologio della cristianità siriana. Qui - ricorda l'Arcivescovo Nassar -, negli stessi vicoli che San Paolo ha dovuto percorrere al tempo della sua conversione e del battesimo ricevuto da Anania, "11 mila martiri nel 1860 hanno arrossato col loro sangue ogni centimetro quadrato". Finora Bab-Touma era stato risparmiato dalle violenze che sconvolgono la Siria dal 15 marzo 2011. Adesso - si chiede Nassar - quale messaggio si è voluto dare con una strage programmata di domenica, proprio nella parte della Città Vecchia dove sono concentrate le chiese cristiane? "E' la violenza gratuita che bussa alla porta per terrorizzare gli ultimi cristiani già prostrati?"
Davanti al terrore e alla violenza - conclude l'Arcivescovo maronita - l'annuncio cristiano si manifesta più che mai come quello "della Croce redentrice, dell'amore e del perdono". E i cristiani di Damasco e della Siria hanno bisogno dell'amicizia e della preghiera di tutti per farsi carico di una condizione segnata da una "solitudine caotica e amara". (GV) (Agenzia Fides 22/10/2012).

sabato 20 ottobre 2012

condanna con forza l'esplosione orribile avvenuta ieri a Beirut

ASIA/LIBANO - Il Patriarca maronita Bechara Boutros Rai condanna la strage di Beirut: "un criminale attentato contro la pace e gli effetti gioiosi della visita del Papa"

Roma (Agenzia Fides) - Il Patriarca di Antiochia dei Maroniti Bechara Boutros Rai "condanna con forza l'esplosione orribile avvenuta ieri a Beirut", che ha avuto per vittima il generale Wissam el- Hassan, direttore dei servizi segreti per la Sicurezza interna del Libano e ha provocato altri sette morti e un centinaio di feriti.
Secondo il capo della Chiesa maronita - contattato dall'Agenzia Fides a Roma, dove si trova per partecipare all'assemblea del Sinodo dei Vescovi - "questo brutale attentato, diretto contro un alto responsabile della sicurezza interna, dimostra quanto le mani del Male siano criminose e che gli attentatori non temono né Dio né il giudizio della Storia. Il Libano - prosegue il Patriarca Rai - viveva ancora della visita di Benedetto XVI, durante la quale il Papa ha firmato l'Esortazione apostolica 'Ecclesia in Medio Oriente, Comunione e Testimonianza', e ha proclamato la pace di Cristo dal territorio libanese. Quello di ieri è un criminale attentato contro la pace e gli effetti gioiosi della visita del Papa".
Davanti ai disegni di morte che di nuovo attentano alla pacifica convivenza del Libano, il Patriarca Rai invita tutti i suoi connazionali a unirsi e a lavorare insieme per un futuro di pace: "Ci addolora e ci fa male - dichiara sua Beatitudine a Fides - la perdita di vite umane con i danni materiali. Ma la nostra fede e la nostra speranza, e quelle di tutti i libanesi, non crollano. Cristo Risorto ha vinto il Male e il peccato. Lo imploriamo per i defunti, i feriti e per le famiglie colpite. Lui solo è il grande e vero Consolatore. Noi, insieme a tutte le persone di buona volontà, non cesseremo di proclamare il Vangelo della Pace e della Speranza. e opereremo con tutte le nostre forze per la stabilità del nostro Paese. Il Libano, ferito nella sua dignità, quella dignità che si era mostrata al mondo durante la visita del Papa, rimane la terra dei Santi e l'Oasi di pace e di speranza".
Questa mattina il Patriarca Rai ha ricevuto il telegramma di Benedetto XVI con il quale Sua Santità, attraverso il Segretario di Stato, Cardinale Tarcisio Bertone, esprime la sua vicinanza alle famiglie colpite dal lutto e a tutti i libanesi, condannando "la violenza che genera tanta sofferenza" e domandando a Dio di fare al Libano e a tutta la regione "il dono della pace e della riconciliazione". (GV) (Agenzia Fides 20/10/2012)