sabato 2 febbraio 2013

Quasi la metà degli sfollati sono bambini

ASIA/SIRIA - La metà degli sfollati sono bambini: è emergenza anche per l'istruzione

Amman (Agenzia Fides) - Centinaia di migliaia di famiglie siriane continuano a fuggire dalla violenza che persiste nel loro paese dal mese di marzo del 2011 e vivono in tende con lo stretto indispensabile. Finora 635 mila persone hanno dovuto abbandonare le rispettive abitazioni con gravi ripercussioni prevalentemente sui bambini. Nel campo profughi di Zaatari, a 80 chilometri di distanza da Amman, in Giordania, hanno trovato riparo almeno 45 mila famiglie. Secondo le stime delle Nazioni Unite quasi la metà degli sfollati sono bambini, molti dei quali vivono in pessime condizioni e senza alcun accesso all'istruzione. Tra le iniziative promosse per cercare di aiutare questi piccoli, l'UNICEF ha organizzato, in scuole prefabbricate, classi per alunni di scuola elementare e media. Le bambine vanno la mattina e i bambini il pomeriggio, sono circa 4500, e sono seguiti da un gruppo di insegnanti giordani. Sono tante le organizzazioni di tutto il mondo che offrono il proprio aiuto per l'educazione dei piccoli sfollati ma rimane insuperabile l'ostacolo la lingua. Nella provincia di Homs circa 210 mila minori hanno bisogno di aiuti umanitari, e un totale di 420 mila persone sono in stato di emergenza. Delle 1500 scuole presenti in tutta la provincia, circa 200 hanno subito danni e altre 65 sono state trasformate in centri di accoglienza. Nella regione di Homs, il Fondo per l'Infanzia delle Nazioni Unite ha distribuito teli, coperte, articoli per l'igiene e capi di abbigliamento. Solo nella città di Talbiseh, sono stati distribuiti migliaia di questi articoli, compresi 2000 capi di abbigliamento per i bambini. (AP) (2/2/2013 Agenzia Fides)

giovedì 31 gennaio 2013

Chi ricucirà le relazioni sociali deteriorate?

ASIA/SIRIA - Distrutta una chiesa in Mesopotamia. L'Arcivescovo: "Con la guerra tutti perdono"

Hassakè (Agenzia Fides) - La chiesa siro-ortodossa di Santa Maria e la scuola cristiana di Al-Wahda sono state distrutte a Deir Ezzor, cittadina della Mesopotamia, al centro di scontri che hanno causato un esodo della popolazione civile. Lo riferisce a Fides l'Arcivescovo siro-ortodosso Eustathius Matta Roham, Metropolita di "Jazirah ed Eufrate", spiegando che "è un giorno molto triste per me e per tutta la comunità". Le due strutture sono state colpite e distrutte nel fuoco incrociato fra esercito regolare e gruppi ribelli. La Mesopotomia, notano fonti locali di Fides, sta vivendo "una lenta agonia", e tutta la popolazione civile (arabi, cristiani, curdi, e altri gruppi) sta pagando un prezzo altissimo. L'Arcivescovo Matta Roham nota a Fides: "Questa guerra feroce è prima di tutto una guerra contro la nostra civiltà. E' un conflitto dove tutti perdono, nella distruzione del nostro amato paese. Se i ribelli o il regime pensano di vincere, alla fine, credo ci ritroveremo solo un paese in rovina, con migliaia di orfani, vedove, poveri e soprattutto destabilizzato dall'inimicizia nella società". L'Arcivescovo si rivolge a quanti stanno combattendo: "Chi ricostruirà tutto quanto abbiamo costruito in decenni di duro lavoro? E quanto tempo ci vorrà? Chi ricucirà le relazioni sociali deteriorate? Chiediamo la preghiera di tutti cristiani del mondo, per riavere la pace in Siria". (PA) (Agenzia Fides 31/1/2013)
                La Corte dei conti boccia il bilancio del Comune
San Giorgio di Nogaro: riscontrato un debito superiore a quellodichiarato. Il consigliere Bertoldi chiede chiarimenti al sindaco. Mutui nel mirino
 

mercoledì 30 gennaio 2013

Non c'è quasi il tempo di prendere coscienza

ASIA/SIRIA - L'Arcivescovo armeno cattolico sul massacro di Aleppo: "ormai ci siamo assuefatti all'orrore quotidiano"

Aleppo (Agenzia Fides) - "L'effetto della condizione in cui viviamo da più di un anno è che ormai ci siamo assuefatti all'orrore quotidiano". Così l'Arcivescovo di Aleppo degli armeni cattolici, Boutros Marayati, descrive all'Agenzia Fides la situazione stravolta vissuta dagli abitanti della metropoli siriana, dove ieri sono stati ritrovati decine di cadaveri di giovani vittime di esecuzioni sommarie collettive. "Ci sono sempre notizie di nuove stragi, c'è il rumore continuo dei bombardamenti, si vive in uno stato di tensione e paura giorno e notte, c'è la fatica per sopravvivere in una quotidianità in cui non si trova nemmeno l'acqua da bere e il carburante per riscaldare le case. Travolti come siamo da tutto questo" spiega a Fides l'Arcivescovo "non c'è quasi il tempo di prendere coscienza delle cose terribili in cui siamo immersi. La strage all'Università di qualche giorno fa, dove abbiamo perso anche la povera suor Rima, sembra già una cosa lontana".
Con l'ormai consueto rimpallo di accuse, i media governativi hanno attribuito la responsabilità della strage alle brigate jihaidiste di Jabhat Al-Nusra, mentre i gruppi della Coalizione d'opposizione hanno parlato di "nuovo terribile massacro perpetrato dal regime". Secondo l'Arcivescovo armeno cattolico di Aleppo, l'impossibilità di verificare le reali dinamiche dei fatti di sangue rende ancora più alienante la condizione delle popolazioni travolte dal conflitto: "Percepiamo che c'è una deformazione di tutte le informazioni. Non ci si può fidare di quello che si sente dire, e non c'è nessuna possibilità di verificare neanche i fatti che accadono a poca distanza dai nostri quartieri. Anche adesso si sentono i rumori delle esplosioni, ma non sappiamo da chi arrivano e contro chi sono dirette. Siamo al centro di una guerra, ma la viviamo come se fossimo al buio, senza capire davvero cosa sta succedendo. Ci chiediamo solo quando e come tutto questo finirà. E preghiamo il Signore, che ci guardi e ci protegga". (GV) (Agenzia Fides 30/1/2013).
Udienza generale di Benedetto XVI: dalla fede modello positivo paternità.
Udienza generale di Benedetto XVI: dalla fede modello positivo paternità
L'amore di Dio è vera paternità, è attenzione per l'umanità, insegnare a rispondere al male con il bene per trasformare la morte in vita. Lo ha ribadito Benedetto XVI nella catechesi dell'udienza generale, dedicata alla paternità di Dio. Un tema difficile da far comprendere oggi, ha notato il Papa, perché a causa dei ritmi di vita, della disgregazione familaire, soprattutto in Occidente, vengono meno i modelli positivi ed educativi di paternità. Tuttavia la fede e il rapporto con Dio aiutano nel percorso di fede e di vita. Noi vorremmo un'onnipotenza divina secondo i nostri schemi mentali e i nostri desideri. Così, davanti al male e alla sofferenza, per molti diventa problematico credere in un Dio Pad ...

Online gli archivi archeologici israeliani


Terrasanta.net | January 21, 2013
 

Nuovo impulso all'Università di Betlemme grazie alla Custodia di Terra Santa

leggi sul sito di Terrasanta.net

martedì 29 gennaio 2013

ASIA/CINA - La Gaudium et Spes e l'Ad Gentes: corso di formazione dell'Anno della Fede della diocesi di Wen Zhou, destinato soprattutto ai laici

Pechino (Agenzia Fides) - La Costituzione Gaudium et Spes ed il Decreto Ad Gentes, due importanti documenti del Concilio Vaticano II, sono stati il tema del secondo Corso di formazione dell'Anno della Fede della diocesi di Wen Zhou, svoltosi il 26 gennaio. Secondo quanto riferito all'Agenzia Fides da Faith dell'He Bei, 430 tra catechisti e laici attivi nella vita parrocchiale, hanno preso parte al corso, insieme a sacerdoti e seminaristi diocesani. Cinque sacerdoti della diocesi hanno spiegato la storia del Concilio, il senso dei due documenti, il Credo, il significato della Croce, e l'Evangelizzazione nell'Anno della Fede. Inoltre, i sacerdoti hanno invitato i catechisti e i laici a "consolidare prima la propria fede, per poterla dare in misura maggiore agli altri. E poi a prendere la propria Croce, mettendo in pratica l'Amore di Dio nella vita". Secondo il Vicario diocesano "ci saranno diversi corsi di formazione destinati ai catechisti e ai laici, perché sono loro i protagonisti della vita della Chiesa, dell'Anno della Fede. Il rilancio della Chiesa dipende dai laici". Il primo corso di formazione si era svolto il 24 novembre 2012, all'apertura dell'Anno della Fede. (NZ) (Agenzia Fides 2013/01/29)

sabato 26 gennaio 2013

r227 youtube Nel deserto di Giuda con i beduini HD.


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ASIA/LIBANO - Il Patriarca Rai indice una giornata di mobilitazione e solidarietà per i profughi siriani "senza distinzioni"

Beirut (Libano) - Domenica 27 gennaio nei conventi, nei santuari e nelle quasi mille parrocchie della Chiesa maronita, si raccoglieranno fondi da destinare alle attività sostenute da Caritas Libano a favore dei profughi siriani che hanno trovato rifugio precario in territorio libanese. La giornata speciale di solidarietà è stata indetta dal Cardinale Bechara Boutros Rai, Patriarca di Antiochia dei maroniti, con un appello rivolto a tutti i membri della Chiesa da lui guidata. Anche nelle scuole e nelle istituzioni accademiche legate al Patriarcato si svolgeranno iniziative per convogliare donazioni a favore di tutti i rifugiati siriani, "senza distinzioni".
I profughi siriani registrati in territorio libanese dagli organismi dell'Onu sono circa 220mila. "A dire il vero" spiega all'Agenzia Fides p. Simon Faddoul, Presidente di Caritas Libano "i rifugiati siriani in territorio libanese sono molti di più. Probabilmente hanno superato la cifra dei 400mila. Molti vivono in condizioni disperate, rese ancor più insostenibili dall'inverno rigido di quest'anno". La Caritas libanese - riferisce a Fides p. Faddoul - assiste già direttamente più di 50mila sfollati siriani, distibuendo cibo, vestiti, medicine, stufe per il riscaldamento, prodotti per l'igiene.
Nella domenica di solidarietà con i profughi siriani, secondo le indicazioni del Patriarca, in tutte le liturgie eucaristiche celebrate nelle chiese maronite si pregherà per tutte le vittime del conflitto e per la pace in Siria. Nel suo appello, S. B. Rai invita a pregare per la pace "in Libano, in Siria e in trutti i Paesi arabi", affinché l'Onnipotente "ispiri i responsabili locali e internazionali a cercare vie pacifiche per porre fine alla violenza e alla guerra, trovando soluzioni giuste e non parziali".
Per i cristiani - ricorda il Patriarca - l'aiuto da offrire ai fratelli non risponde solo ad un nobile sentimento umanitario, ma anche all'invito rivolto da Gesù stesso. Il Patriarca - che domenica celebrerà la Messa nella sede patriarcale di Bkerké secondo le intenzioni indicate nell'appello - cita in particolare le parole di Gesù nel Vangelo di Matteo: "Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi... Quando lo avete fatto anche per l'ultimo di questi miei fratelli, lo avete fatto per me". (GV) (Agenzia Fides 26/1/2013).

mercoledì 23 gennaio 2013

Benedetto XVI: non temete di andare "controcorrente".
Benedetto XVI: non temete di andare "controcorrente"
Dire "Io credo in Dio" significa fondare su di Lui la mia vita, lasciare che la sua Parola la orienti ogni giorno, nelle scelte concrete, senza paura di perdere qualcosa di me stesso. Lo ha detto il Papa questa mattina, nel corso dell'udienza generale in Aula Paolo VI, davanti a più di 2000 pellegrini, riflettendo sulla professione di fede della Chiesa Cattolica.
Quando affermiamo: "Io credo in Dio", ha spiegato Benedetto XVI, noi diciamo come Abramo: "Mi fido di Te; mi affido a Te, Signore", ma non come a Qualcuno a cui ricorrere solo nei momenti di difficoltà o a cui dedicare qualche momento della giornata o della settimana.
Credere in Dio, ha aggiunto, ci rende portatori di valori che spesso non ...

Pregare per la Terra Santa

ASIA/TERRASANTA - In tremila città di tutto il mondo, domenica la preghiera per la pace in Terra Santa

Roma (Agenzia Fides) - Domenica 27 gennaio, in tremila città di tutto il mondo si pregherà per la pace in Terra Santa nel contesto della V Giornata Internazionale di intercessione, promossa nel 2009 da alcune realtà giovanili cattoliche. Da anni "il popolo della Pace" fa suo l'invito del Santo Padre Benedetto XVI che continua ad incoraggiare gli sforzi di quanti si stanno impegnando per la pace. Il Papa incoraggia "ad adottare decisioni coraggiose in favore della pace e porre fine a un conflitto con ripercussioni negative in tutta la regione medio-orientale, travagliata da troppi scontri e bisognosa di pace e riconciliazione". La Giornata Internazionale di Intercessione per la Pace in Terra Santa, secondo gli organizzatori, "è diventata negli anni segno e stimolo per quanti vogliono davvero coltivare questo forte desiderio che nella Terra di Gesù regni quella pace e quella giustizia che può diventare segno di unità e crescita per tutto il mondo". Per aderire alla Giornata inviare una mail a ufficiostampa@papaboys.it comunicando la città, il nome della chiesa e l'orario della celebrazione. (SL) (Agenzia Fides 23/01/2013)

lunedì 21 gennaio 2013

Sherry Rehman oggi ambasciatore pakistano negli Stati Uniti

ASIA/PAKISTAN - Difese Asia Bibi: l'Ambasciatore Sherry Rehman sotto processo per blasfemia

Lahore (Agenzia Fides) - Sherry Rehman, parlamentare musulmana del Pakistan People's Party e oggi ambasciatore pakistano negli Stati Uniti, sarà processata per blasfemia: lo ha deciso la Corte Suprema, con un clamoroso pronunciamento che riapre il dibattito sulla legge sulla blasfemia in Pakistan. La donna fu denunciata nel febbraio 2011 da Faheem Akhtar Gull, commerciante di Multan, che la accusava di aver commesso blasfemia durante un talk-show su Dunya TV. Nel dibattito televisivo, la Rehman aveva difeso Asia Bibi e aveva spiegato la sua proposta, presentata al Parlamento pakistano, di revisione della legge sulla blasfemia, al fine di prevenirne gli abusi. Ma, dopo le polemiche seguite agli omicidi di Salman Taseer e di Shahbaz Bhatti, la Rehman, in pericolo di vita, aveva ritirato la mozione. La polizia di Multan l'aveva scagionata, un tribunale di Lahore aveva respinto la denuncia di Akhtar Gull e la vicenda sembrava conclusa. Ora invece, nel ricorso presentato alla Corte Suprema, i giudici hanno dichiarato l'ammissibilità delle accuse. Il collegio dei giudici Anwar Zaheer Jamali e Ejaz Afzal Khan ha accolto il ricorso, imponendo al Capo della Polizia di Multan, Amir Zulifqar, di registrare ufficialmente il caso di blasfemia (con un First Information Report) un caso sulla base dell'articolo 295c del Codice penale, che punisce con la pena capitale o il carcere a vita il vilipendio al Profeta Maometto. La donna sarà dunque processata.
Fonti di Fides notano che gli estremisti intendono far passare l'idea di definire "blasfemo", e dunque di poter incriminare, chiunque si opponga o metta in discussione la legge sulla blasfemia. Sherry Rehman, prima dell'incarico diplomatico, era Presidente del "Jinnah Institute" di Karachi, istituto di ricerca formato da intellettuali musulmani liberali, promotore dei diritti umani e della legalità, intitolato al fondatore del Pakistan, Ali Jinnah. In un Rapporto inviato a Fides, e pubblicato un anno fa, l'Istituto notava che Asia Bibi era stata giudicata da un tribunale "sotto evidenti pressioni di islamici estremisti", e "per una vendetta personale". Inoltre metteva in luce una palese irregolarità procedurale: nelle indagini e negli interrogatori preliminari, condotti dalla polizia dopo la denuncia, Asia Bibi non ha avuto un avvocato, per questo tutto il processo potrebbe essere invalidato. Il Jinnah Institute riferisce che, sin dal principio, la vicenda giudiziaria di Asia Bibi è stata viziata da irregolarità e strumentalizzazioni (vedi Fides 15/9/2011). Un altro rapporto dell'istituto, intitolato "A Question of Faith" (vedi Fides 6/6/2011), nota l'aumento costante della violenza contro le minoranze religiose in Pakistan, affermando che i cristiani "sono le prime vittime delle persecuzioni". Una questione, si afferma, che il governo deve affrontare per garantire la libertà, la democrazia e lo stato di diritto nel paese. (PA) (Agenzia Fides 19/01/2013)

domenica 20 gennaio 2013

Campionati italiani U17 e U20

PalaIndoor da finali



Scherma - Cambiano sede i Campionati italiani U17 e U20 che, da Belluno, si spostano a Udine. In pedana i migliori talenti italiani. 10 gli atleti del Fvg

Benedetto XVI: Chiesa ha sempre bisogno di purificazione.





Benedetto XVI: Chiesa ha sempre bisogno di purificazione



Con le nozze di Cana, raccontate dal Vangelo di questa domenica, Gesù si rivela lo sposo messianico, venuto a stabilire una nuova allenza con il suo popolo. E la Chiesa è destinata a questo compito. Lo ha spiegato Benedetto XVI parlando ai fedeli prima della recita dell'Angelus. La Chiesa, tuttavia, ha aggiunto il Papa, è formata da esseri umani, dunque sempre bisognosa di purificazione. E una delle colpe è quella relative alle divisioni storiche tra i cristiani. Riferendosi a questo tema Benedetto XVI ha osservato che siamo nel pieno dell'annuale Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani ed è nostro compito superare come fratelli in Cristo ogni tipo di ingiusta discriminazione. Il Papa ha infi ...

sabato 19 gennaio 2013

Documentari a Torviscosa

Torviscosa: doppio appuntamento coi documentari friulani Eventi a Udine
Doppio appuntamento a Torviscosa con la produzione documentaristica friulana
Udinetoday ci descrive i documentari locali su Torviscosa con orari e calendario

Potrebbe interessarti: http://www.udinetoday.it/eventi/cinema/documentari-friulani-torviscosa-21-25-gennaio-2013.html
Leggi le altre notizie su: http://www.udinetoday.it/ o seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/UdineToday/131006693676317


Grazie Don Arrigo!

«Chiediamo scusa a mons. Battisti»   versione testuale
Il ricordo del suo segretario, don Zucchiati in occasione della Messa di suffragio

UDINE (18 gennaio, ore 9) - “Chiedo perdono a mons. Alfredo, a nome di tutto il clero friulano, per tutte le volte che noi preti lo abbiamo trattato male”. Si è chiusa con queste parole di don Arrigo Zucchiatti, segretario di mons. Battisti nei primi 9 anni del suo episcopato nella Chiesa Udinese, la S. Messa di suffragio celebrata ieri sera nel Duomo di Tricesimo nel 1° anniversario della  morte della morte dell’Arcivescovo del terremoto, avvenuta il 1° gennaio 2012. “Le poche volte che perdeva le staffe – ha ricordato don Zucchiati -, mons. Battisti chiedeva sempre quasi subito perdono alla persona interessata, ed era particolarmente addolorato quando questo succedeva con i sacerdoti. Tanto che, molte volte lo ho “sgridato”: “Non può chiedere scusa sempre”. Invece, negli anni che sono stato accanto a lui, ho visto diversi sacerdoti trattarlo male, ma non ho mai sentito nessuno pubblicamente chiedergli scusa. Per questo – ha concluso don Zucchiatti – lo faccio io ora a nome di tutto il clero friulano”.
Nell’omelia – concelebrata da una ventina di sacerdoti -, il successore di don Zucchiatti, lo “storico”segretario don Luciano Liusso, ha tratteggiato le caratteristiche dell’essere sacerdote e vescovo incarnate da mons. Battisti, citando diversi brani del libro “Confessioni di un Vescovo”, che contiene le sue memorie dalla nascita fino al 1988 scritte da lui stesso. Il volume è in distribuzione al puro prezzo di costo.
 

venerdì 18 gennaio 2013

Notizie dalla guerra del Mali

AFRICA/MALI - L'esercito annuncia la riconquista di Konna; in arrivo i primi soldati africani

Bamako (Agenzia Fides) - L'esercito maliano ha annunciato oggi, 18 gennaio, di aver preso il controllo totale di Konna, la città nel centro del Mali, la cui conquista da parte dei ribelli jihadisti ha provocato l'intervento militare francese la scorsa settimana. Come spiega all'Agenzia Fides don Edmond Dembele, Segretario Generale della Conferenza Episcopale del Mali, "le truppe francesi e maliane erano entrate ieri a Konna, ma l'esercito non è stato ancora in grado di annunciare fino ad oggi di aver preso il controllo completo della città, perché si temeva la presenza di sacche di resistenza e di mine. Sono state quindi prese delle misure di sicurezza per evitare brutte sorprese, ed oggi sembra che la città sia nel pieno controllo delle forze militari regolari".
Nell'ovest del Paese, continuano le operazioni dell'esercito francese per riconquistare Diabali, caduta sotto il controllo degli jihadisti. In queste ore sono giunti inoltre i primi militari della Missione di Sostegno al Mali (MISMA), la forza inviata dalla Comunità degli Stati dell'Africa Occidentale (CEDEAO). Si tratta di circa 250 militari nigeriani e togolesi. La MISMA dovrebbe arrivare a comprendere 3.000 soldati che avranno il compito di appoggiare le forze maliane per riconquistare il nord.
"Nonostante i combattimenti, nella capitale, Bamako, la popolazione vive nella calma, anche se tutti continuano a seguire le notizie che provengono dai campi di battaglia. Il traffico è ordinario e i servizi pubblici funzionano regolarmente, polizia e gendarmeria hanno però intensificato i controlli e le misure di sicurezza" conclude don Dembele. (L.M.) (Agenzia Fides 18/1/2013)

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AFRICA/MALI - "Aprire subito corridoi umanitari per soccorrere i civili": appello dell'Arcivescovo di Bamako

Bamako (Agenzia Fides) - Occorre aprire subito dei corridoi umanitari per permettere di inviare aiuti alle popolazione prive di cibo e di medicinali. È l'appello lanciato da Sua Ecc. Mons. Jean Zerbo, Arcivescovo di Bamako e Presidente di Caritas Mali, tramite la Caritas Internationalis. In una nota inviata all'Agenzia Fides, Mons. Zerbo afferma: "è iniziato un nuovo periodo di sofferenza per la popolazione del Mali. Accogliamo con gioia qualsiasi aiuto per aiutare il crescente numero di sfollati e rifugiati. Queste persone hanno bisogno di cibo, acqua potabile, kit per l'igiene personale, medicinali antimalarici ed altri materia per far fronte alle necessità di base mentre la situazione sta peggiorando. Siamo nella stagione fredda, ed è anche umido. Questo rende la situazione umanitaria ancora più complicata".
Nella nota di Caritas Internazionalis si stima che siano circa 400.000 le persone fuggite dal nord del Mali e dalle zone dei combattimenti, per rifugiarsi nel sud o nei Paesi vicini. "Le cifre precise degli sfollati e dei rifugiati sono difficili da accertare perché la gente continua a muoversi" dice a Fides don Edmond Dembele, Segretario Generale della Conferenza Episcopale del Mali. "Caritas Mali è mobilitata da tempo ma ha mezzi limitati. Già a partite da aprile 2012 aveva donato alcune tonnellate di cereali e di medicinali alle popolazione del nord occupato dagli islamisti, oltre ad essersi attivata per aiutare gli sfollati che si trovano a Bamako e in altre città del sud" afferma don Dembele. "Effettivamente, come afferma Mons. Zerbo, la situazione umanitaria già drammatica si è aggravata nell'ultima settimana con l'avvio dei combattimenti. Occorrono con urgenza aiuti internazionali" conclude il sacerdote. (L.M.) (Agenzia Fides 18/1/2013)

giovedì 17 gennaio 2013

A UN ANNO DALLA SCOMPARSA, S. MESSA A TARCENTO
In un libro le memorie di mons. Battisti   versione testuale
Il segretario, don Liusso, ha raccolto i diari del Vescovo in un volume

TARCENTO (17 gennaio, ore 18) - Sembra ieri, eppure dall’improvvisa scomparsa di mons. Alfredo Battisti è ormai trascorso un anno. Una Santa Messa in suo ricordo sarà celebrata oggi alle ore 20, nel duomo di Tricesimo, proprio nel giorno in cui avrebbe compiuto 88 anni. E in questa ricorrenza – in cui si rinnova  la nostalgia per l’uomo che accompagnò il Friuli nella sua prova più tremenda, quella del sisma del 1976, – arriva, prezioso, il libro che raccoglie i suoi diari e che nelle prossime settimane sarà distribuito in tutte le foranie. A curare l’edizione di «Le confessione di un Vescovo», questo il titolo del volume, non poteva che essere don Luciano Liusso, che nel 1982 entrò a far parte di quella che mons. Battisti amava chiamare «la mia famiglia», diventando suo segretario personale.
 
Nel numero di «la Vita Cattolica» in uscita oggi, alcuni passi del volume e un'intervista con don Liusso che descrive il libro, «in cui prendono forma tutti i valori in cui mons. Battisti credeva e che, con questo scritto, ha voluto trasmetterci».

Hassakè, capoluogo della Mesopotamia (Siria Orientale)

ASIA/SIRIA - Appello dalla popolazione della Mesopotamia, abbandonata a se stessa

Hassakè (Agenzia Fides) - Hassakè, capoluogo della Mesopotamia (Siria Orientale), è una città fantasma, isolata dal resto del mondo. La popolazione soffre il freddo, non ha carburante, l'acqua scarseggia, c'è solo un'ora di elettricità al giorno. Oltre 25mila cristiani (siro-ortodossi, siro-cattolici, caldei, armeni) assiepati nella città, molti dei quali rifugiati dalle aree circostanti, lanciano un allarme per la sopravvivenza tramite alcuni messaggi pervenuti all'Agenzia Fides.
Dopo l'appello diffuso due mesi fa dai tre Vescovi della regione, che "lanciavano un SOS per evitare la catastrofe" (vedi Fides 23/11/2012), "nulla è stato fatto: nessuno si cura della popolazione stremata di Hassake, che ha urgente bisogno di aiuti umanitari", ribadiscono i Presuli. I Vescovi, come il siro-cattolico Mons. Jacques Behnan Hindo e il siro-ortodosso Mons. Matta Roham, stanno intensificando i contatti con gli altri leader cristiani siriani e con le organizzazioni umanitarie, ma la riposta che ricevono non lascia spiragli: "E' impossibile portare aiuti ad Hassakè perchè è troppo pericoloso e mancano le minime condizioni di sicurezza".
Dopo la città di Tall Tamr, la regione è infestata da gruppi islamisti e terroristi che impongono numerosi posti di blocco sulle strade. Si tratta dei militanti di "Jubhat el Nosra", fazione salafita che anche gli Stati Uniti hanno di recente inserito nela lista nera dei "gruppi terroristi". A loro si aggiungono banditi comuni che compiono rapine, razzie, sequestri, saccheggi, anche in città. La popolazione "sta morendo lentamente, abbandonata a se stessa", nota a Fides p. Ibrahim, prete cristiano residente ad Hassakè.
"La popolazione soffre la fame e vive nel terrore" racconta. "Ogni giorno, alle 3 del pomeriggio, scatta una sorta di coprifuoco, perchè per le strade scorrazzano gruppi armati. Si susseguono i sequestri, a volte con richiesta di riscatto, a volte no. Nei giorni scorsi due fratelli della famiglia Bashr e due giovani della famiglia Fram sono stati uccisi a bruciapelo per strada. I giovani cristiani sono minacciati e terrorizzati, al 90% sono fuggiti dalla città. Se i giovani se ne vanno, a cosa serviranno le nostre chiese?", dice sconsolato.
Secondo quanto racconta all'Agenzia Fides Georgius, studente universitario cristiano che ha la famiglia ad Hassakè e che da pochi giorni si è rifugiato in Libano, "i miliziani con le bandiere nere del gruppo Jubhat el Nosra hanno preso di mira tutti i giovani nati fa il 1990 e il 1992. Li cercano, li accusano di essere militari in servizio di leva, li uccidono a sangue freddo. Vogliono terrorizzare i giovani per impedire di arruolarsi". La popolazione di Hassakè, allo stremo delle forze, riferisce Georgius, "teme l'assalto finale alla città che potrebbe causare l' esodo definitivo dei cristiani da Hassakè". (PA) (Agenzia Fides 17/1/2013)