venerdì 6 maggio 2011

Il tempio sacro del cuore

ASIA/CINA - Consacrazione di nuove chiese: “i fedeli non devono solo dedicare la casa di mattoni a Dio Padre ma anche e soprattutto ”

Pechino (Agenzia Fides) – “I fedeli non devono dedicare solo la casa di mattoni a Dio Padre ma anche e soprattutto il tempio sacro del cuore”: sono le parole pronunciate da Sua Ecc. Mons. Zhang Xian Wang, Vescovo della diocesi di Ji Nan nella provincia di Shan Dong, durante la solenne celebrazione che ha presieduto per la consacrazione della chiesa di Ning Jia Gou, dedicata a Nostra Signora, il 30 aprile, alla vigilia dell’apertura del Mese mariano. Fin dal 1662, anno di fondazione del villaggio, il Vangelo è arrivato in questi luoghi quasi contemporaneamente. Quindi il Vescovo ha invitato a portare avanti questa gloriosa storia cristiana con un segno visibile come la chiesa.
Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, in occasione della solennità di Pasqua e del Mese Mariano, diverse comunità cattoliche continentali hanno consacrato la loro nuova chiesa appena costruita, altre hanno completato i lavori di restauro per rispondere meglio alle esigenze pastorali e missionarie, per “un segno di comunione visibile” che “testimonia la vitalità della fede”.
Oltre 800 fedeli hanno partecipato alla consacrazione della chiesa dedicata a Gesù Buon Pastore di Fu Tian, nel territorio della parrocchia di Bo Xing della diocesi di Zhou Zhi, provincia di Shan Dong, il 28 aprile. Secondo il parroco “questa consacrazione è simbolo di comunione ed unità dei cattolici. In un villaggio con poco più di un centinaio di cattolici, la comunità ha potuto costruire una chiesa così bella, che indubbiamente è frutto dell’evangelizzazione e anche motore della futura evangelizzazione”.
Con la consegna simbolica delle chiavi da parte di Sua Ecc. Mons. Meng Ning You, Vescovo coadiutore della diocesi di Tai Yuan al parroco, è stata inaugurata e aperta al culto la nuova chiesa dedicata a Cristo Re. Il rito si è svolto il 3 maggio ed ha visto la numerosa partecipazione dei fedeli, con 36 sacerdoti concelebranti, una ventina di religiose e una decina di seminaristi maggiori.
All’apertura del Mese Mariano, il 2 maggio, Sua Ecc. Mons. Li Jing, Vescovo della diocesi di Ning Xia, ha consacrato la nuova chiesa di Zhong Wei, che venne fondata da un missionario belga nel 1924. Durante l’omelia il Vescovo ha esortato gli oltre 700 fedeli, i sacerdoti e le religiose con queste parole: “il tempio di Dio è stato costruito, ma i cattolici si devono impegnarsi ancora di più per costruire il tempio di Dio nel loro cuore, perché il Signore sia sempre con noi. Dobbiamo venire spesso qui per pregare ardentemente”. Per festeggiare la completa ricostruzione della chiesa e la sua apertura al culto, e l’inizio del Mese Mariano, nello stesso giorno ha avuto inizio il primo Corso di catechismo e il Corso di formazione dei laici. (NZ) (Agenzia Fides 06/05/2011)

“La guerra ha lasciato i poveri più poveri”

AFRICA/COSTA D’AVORIO -dice Suor Rosaria da Abobo, dopo un mese di combattimenti

Abidjan (Agenzia Fides) - “La situazione è tornata calma dopo 4 settimane di intensi combattimenti. Vi sono ancora delle sporadiche scaramucce, anche perché situazioni come questa non possono cambiare dalla mattina alla sera” dice all’Agenzia Fides, Suor Rosaria, delle Suore della Santa Famiglia, che opera nel quartiere di Abobo di Abidjan, la capitale economica e amministrativa della Costa d’Avorio. Ad Abobo operava il cosiddetto “commando invisibile”, guidato da Ibrahim Coulibaly (detto IB), schierato contro l’ex Presidente Gbagbo, ma in rotta di collisione con il Primo Ministro del nuovo Presidente, Alassane Ouattara, Guillaume Soro. Coulibaly è stato ucciso a fine aprile.
Suor Rosaria racconta: “nelle 4 settimane di combattimenti, da fine marzo alla morte di Coulibaly, sono rimasto sola al dispensario. Ho curato i feriti dei combattimenti, quante pallottole ho estratto e quanti punti ho messo!”
“Ma non aveva paura dei guerriglieri ? chiediamo a Suor Rosaria. “Non avevo paura di loro perché non mi potevano fare niente – risponde la religiosa -. Dicevo loro: se mi uccidete, io ci guadagno, perché vado in Paradiso. Quindi è bene che mi rispettiate”.
La religiosa è comunque abituata a situazioni di crisi: “Sono 40 anni che lavoro in ospedale, di cui 35 in missione. Sono stata in Guatemala nel 1973 al tempo della guerriglia e poi sono stata in Libia, a Bengasi e Tobruk, dove ho collaborato con l’attuale Vicario Apostolico di Tripoli, Mons. Giovanni Martinelli. In particolare Mons. Martinelli mi ha sostenuto nella mia battaglia per far riconoscere dallo Stato libico il diploma di infermiera delle religiose”.
Suor Rosaria descrive così la situazione sanitaria di Abobo: “Ogni giorno abbiamo più di 100 malati. Facciamo orario unico, dalla mattina alla sera. La situazione sanitaria è grave perché le persone non hanno denaro per comprare le medicine e pagare le analisi cliniche. Sono soprattutto le donne incinte le persone più a rischio, oltre ai bambini. Si vedono morire i bambini per un po’ di malaria, una situazione che prima della guerra era più rara, soprattutto ad Abidjan. È vero che la crisi ivoriana dura dal 2000 e da quell’epoca vi sono zone della Costa d’Avorio che sono in forte sofferenza. Prima di operare ad Abobo, stavo in una località del nord, al confine con Mali e Burkina Faso, e lì non avevano nemmeno da mangiare”.
“La crisi sembra finita ma i poveri sono rimasti più poveri – conclude Suor Rosaria -. Nell’ospedale dove lavoro continuano ad andare avanti con la scorta di medicine che avevo fatto mettere da parte. Lo Stato ha promesso l’invio di altre medicine che forse arriveranno lunedì prossimo. Nel frattempo dobbiamo andare avanti con la nostra piccola scorta di medicinali. La maggior parte dei ricoverati soffre di malaria e della conseguente anemia, oltre che di malnutrizione”. (L.M.) (Agenzia Fides 6/5/2011)

La guerra è immorale

AFRICA/LIBIA - “Ho il dovere di affermare che i bombardamenti sono atti immorali” dice il Vicario Apostolico di Tripoli

Tripoli (Agenzia Fides) - “Mi sorprende che siano state fatte delle dichiarazioni sul fatto che io dovrei occuparmi solo di questioni spirituali e che i bombardamenti sono stati autorizzati dall’ONU. Ma questo non significa che l’ONU, la NATO o l’Unione Europea abbiano l’autorità morale per decidere di bombardare” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli. “Io non voglio certo interferire con l’attività politica di nessuno, ma ho il dovere di dichiarare che i bombardamenti sono immorali” ribadisce Mons. Martinelli.
“Vorrei sottolineare - continua il Vicario Apostolico di Tripoli - che bombardare non è un atto dettato dalla coscienza civile e morale dell’occidente o più in generale dell’umanità. Bombardare è sempre un atto immorale. Rispetto le Nazioni Unite, rispetto la NATO, ma devo pure dichiarare che la guerra è immorale. Se vi sono violazioni dei diritti umani di una parte, non posso usare lo stesso metodo per fermarle. Come cristiano devo usare metodi pacifici, in primo luogo il dialogo”.
“Ricordo che Papa Giovanni Paolo II stabilì le relazioni diplomatiche con la Libia mentre questa era sottoposta ad embargo. Questo per dimostrare che il metodo per risolvere i problemi non sono le guerre e nemmeno gli embarghi, ma il dialogo diplomatico” conclude Mons. Martinelli, che esprime piena adesione al comunicato della Commissione Episcopale Mista Mediterraneo-Maghreb-Europa, sulla guerra in Libia e sulla questione dei migranti (vedi Fides 5/5/2011). (L.M.) (Agenzia Fides 6/5/2011)

giovedì 5 maggio 2011

ASIA/INDIA - Il 6 maggio sciopero della fame contro le persecuzioni anticristiane in Orissa

Bubaneshwar (Agenzia Fides) – Protestare in modo non violento per le discriminazioni e le persecuzioni dei cristiani in Orissa; chiedere una indagine approfondita sul coinvolgimento dei vertici militari nei massacri anticristiani a Kandhamal, il distretto dell’Orissa teatro delle violenze del 2008; processare i colpevoli; denunciare il boicottaggio sociale, economico e religioso che oggi si registra in Orissa, imposto ai cristiani dai militanti di movimenti estremisti indù come il "Rashtriya Swayamsevak Sangh" (RSS); chiedere la revoca della discussa “Legge anti conversioni”, in nome della quale si compiono arresti e violenze sui cristiani: con queste motivazioni il movimento ecumenico indiano “Global Council of Indian Christians” (GCICC) ha annunciato per domani, 6 maggio, una Giornata di sciopero della fame che si terrà a Bubaneshwar, capoluogo dell’Orissa.
Il Consiglio, come spiega a Fides il suo Presidente nazionale, Sajan K.George, intende attirare l’attenzione delle istituzioni sull’attuale situazione dell’Orissa, dove il fenomeno delle violenze, manifeste o latenti, sui cittadini di fede cristiana “continua in modo strisciante, pronto a riesplodere, con la copertura delle autorità civili”.
Sajan K.George guiderà a Bubaneshwar la Giornata pubblica di protesta e di digiuno, a cui tutti i fedeli e tutti gli uomini di buona volontà potranno unirsi, in ogni parte dell’India. Si prevede una grande affluenza di fedeli, mentre anche in altre città come Delhi e Bangalore si terranno, in contemporanea, simili iniziative. I fedeli dell’Orissa, nota a Fides il GCICC, “sono emarginati e privati dei loro diritti fondamentali a causa della loro fede. Si fa di tutto perfino per impedire loro di professare semplicemente il culto cristiano. La situazione è molto grave e richiede una piena presa di coscienza del governo federale”.
Nel 2008 la violenza contro i cristiani in Orissa colpì 13 distretti e fece oltre 100 morti; nel solo distretto di Kandhamal 6.600 case furono distrutte e 56.000 furono gli sfollati interni. (PA) (Agenzia Fides 5/5/2011)

La questione dei migranti è stata al centro della riflessione dei Vescovi

AFRICA/TUNISIA - I Vescovi del Mediterraneo: “no alla guerra in Libia, sì all’accoglienza dei migranti e allo sviluppo dei loro Paesi”

Tunisi (Agenzia Fides) - “Riguardo alla questione dei migranti, l’Europa cerca soprattutto di mettere in opera una protezione drastica che non va sempre nel senso della giustizia e diventa spesso fonte di esclusione e di discriminazione”. È la valutazione contenuta nella dichiarazione rilasciata al termine di un incontro dei Vescovi del Maghreb con una delegazione episcopale di Francia e Spagna. L’incontro della “Commissione Mista Mediterraneo-Maghreb-Europa” si è tenuto dal 2 al 4 maggio a Tunisi. Nella nota conclusiva, inviata all’Agenzia Fides, i Vescovi riuniti a Tunisi esprimono, “per quanto riguarda la Libia, appoggio agli interventi di Papa Benedetto XVI e di Mons. Giovanni Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli, sulla priorità del dialogo politico: nessuno può controllare le conseguenze degli interventi armati che colpiscono anche vittime innocenti”.
La questione dei migranti è stata al centro della riflessione dei Vescovi. “Su questa delicata questione - afferma la nota - vi sono due atteggiamenti in contrasto: quello di diversi politici che intendono garantire quasi esclusivamente la sicurezza e la protezione dei propri cittadini, purtroppo spesso per ragioni elettorali, e quello dei discepoli del Vangelo che, a rischio di essere accusati di ingenuità, vogliono, contro tutto e tutti, servire in primo luogo le persone e difenderle nella loro dignità, anche se sono clandestini e senza documenti”.
“Questi due punti di vista – prosegue il testo - potrebbero trovare un punto di incontro se il denaro che serve a proteggere le frontiere venisse impiegato per sviluppare almeno l’indipendenza alimentare dei Paesi di provenienza dei migranti e se venissero assicurate le risorse per permettere una vita dignitosa a tutti i cittadini. Questi ultimi non sarebbero costretti a partire a rischio della vita. Da decenni i Papi ribadiscono questi concetti, come si può non riaffermarli ora?” sottolineano i Vescovi. Sul dialogo tra cristiani e musulmani, infine, si rimarca che “la priorità va data all’incontro tra persone di differenti orizzonti che permette spesso uno scambio più vero e più spirituale”. (L.M.) (Agenzia Fides 5/5/2011)

AFRICA/COSTA D’AVORIO - “Gli sfollati stanno rientrando a casa, ma la loro situazione rimane a rischio” dice a Fides un esponente della Caritas di Abidjan

 

Abidjan (Agenzia Fides) – “Gli sfollati stanno progressivamente ritornando nelle loro case. Diversi centri di accoglienza si stanno infatti sfoltendo” dice all’Agenzia Fides Jean Djoman, Direttore dello sviluppo e della promozione umana di Caritas Costa d’Avorio, da Abidjan, dove le Forze Repubblicane (fedeli al nuovo Presidente Alassane Ouattara) hanno preso il controllo del quartiere di Yopougon, l’ultimo bastione ancora in mano agli uomini di Laurent Gbagbo, il deposto Capo di Stato, arrestato l’11 aprile.
“Da ieri a Yopougon la situazione si sta stabilizzando. Secondo fonti militari, Yopougon è ormai sotto il controllo delle Forze Repubblicane che sono riuscite a prevalere sui combattenti che resistevano” dice Djoman. Secondo fonti militari, i miliziani pro Gbagbo avrebbero ricevuto appoggi da parte di mercenari liberiani e di altre nazionalità. “Non abbiamo prove per confermare o smentire queste informazioni” dice il responsabile della Caritas. “Daltronde è pur vero che nell’ovest della Costa d’Avorio, al confine con la Liberia, esiste un’area infestata da mercenari provenienti dalla Liberia e da altri Paesi. Queste persone provengono dai movimenti armati che si sono combattuti nella guerra in Liberia (terminata nel 2003) e che ora controllano questa zona di frontiera tra i due Paesi, che sfugge al controllo delle forze regolari, sia liberiane sia ivoriane. È una ‘no man land’ che è una riserva di mercenari a disposizione del migliore offerente. Si tratta di una minaccia considerevole per la stabilità dell’Africa occidentale. Occorre trovare una soluzione a questa situazione”.
Un altro quartiere di Abidjan a rischio è Abobo, che era invece il bastione di Ibrahim Coulibaly (detto IB), il capo del cosiddetto “commando invisibile,” schierato contro Gbagbo, ma che era in rotta di collisione con il Primo Ministro di Ouattara, Soro. “Dopo l’uccisione di Coulibaly (vedi Fides 28/4/2011), buona parte dei partigiani di IB si è schierata con le Forze Repubblicane, mentre continuano le operazioni di disarmo di questi uomini. La pacificazione di questo quartiere durerà comunque alcune settimane, così come in altri quartieri di Abidjan dove si è combattuto, perché il processo di raccolta delle armi è ancora lungo” afferma Djoman.
Secondo l’esponente della Caritas “ad Abidjan vi sono ancora delle parrocchie dove sono accolti degli sfollati, anche se la maggior parte di loro era stata ospitata da amici e familiari. Anche in questo caso le strutture della Chiesa (parrocchie e comunità religiose) hanno offerto assistenza. Anche se gli sfollati stanno rientrando nelle proprie abitazioni, occorre tuttavia sottolineare che la situazione di queste persone resta preoccupante, perché molte di loro hanno perduto il lavoro o hanno avuto la casa devastata e non hanno le risorse per far fronte ai loro bisogni vitali (alimentazione, cure mediche, ecc…)”.
Prosegue Djoman: “Come Caritas ci siamo dati il compito di continuare ad assistere gli sfollati anche dopo il loro ritorno nei luoghi di origine, perché queste persone continuano a rivolgersi alle strutture della Chiesa per un’assistenza materiale ma anche psicologia e spirituale; molte di loro sono traumatizzate e cercano il conforto dei sacerdoti. Vi sono inoltre donne incinte che hanno bisogno di un’assistenza particolare. La Caritas ha avviato un programma di interventi sia nell’ovest del Paese sia ad Abidjan, che prevede assistenza alimentare, sanitaria, educativa e la protezione di donne e bambini” conclude l’esponente della Caritas. (L.M.) (Agenzia Fides 5/5/2011)

Benedetto XVI ad Aquileia in papamobile per 18 km

versione testuale
Attese migliaia di persone lungo il tragitto. In 10 mila lo aspetteranno attorno alla Basilica

AQUILEIA (4 maggio, ore 16) - Uno dei più lunghi percorsi in papamobile Benedetto XVI lo compirà sabato 7 maggio fra l'aeroporto di Ronchi dei Legionari ed Aquileia, nell'ambito della sua visita in Friuli.
 
Il tracciato misura 18 chilometri e l'arcivescovo di Gorizia, mons. Dino De Antoni, assicura che lungo la strada Benedetto XV sarà accolto da migliaia di persone. Almeno 10 mila sono attese soltanto ad Aquileia, intorno all'antica basilica, dove il Papa aprirà l'anno di preparazione al convegno ecclesiale di Aquileia del 2012. Nella basilica dei mosaici saranno presenti, fra gli altri, 40 vescovi, provenienti anche da Croazia, Slovenia, Ungheria ed Austria.
In aeroporto il pontefice sarà accolto per il governo dal ministro Giulio Tremonti e per la Regione Fvg dal presidente Renzo Tondo. «'Ma i vip – ha specificato l'Arcivescovo mons. De Antoni – saranno soprattutto i bambini di diversi istituti di accoglienza delle diocesi di Gorizia ed Aquileia».
 
A proposito di papamobile, Benedetto XVI ne avrà a disposizione una del tutto particolare per attraversare piazza San Marco nel tardo pomeriggio di sabato e nel pomeriggio di domenica 8; sarà un'auto elettrica, tanto leggera da non dover arrecare danni alla pavimentazione di piazza San Marco.
 


53....venti a Resiutta

Profughi somali in Friuli. 53 persone divise in vari gruppi   versione testuale
Esemplare l'accoglienza della piccola comunità di Resiutta

UDINE (5 maggio ore 18) - Cinquantatré richiedenti asilo di nazionalità somala provenienti da Crotone sono arrivati stamani a Cervignano del Friuli, nell'ambito delle operazioni di ridistribuzione sul territorio nazionale degli immigrati giunti nelle scorse settimane dal Nordafrica. I rifugiati, tra cui anche donne e bambini, sono stati suddivisi in piccoli gruppi e smistati in diverse strutture di accoglienza della provincia di Udine, a Lignano, Resiutta e la stessa Cervignano. Alcuni somali sono stati invece trasferiti al Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Gradisca d'Isonzo. Un gruppo di 20 persone è arrivato questo pomeriggio in un albergo di Resiutta dove il proprietario ha dato disponibilità per l’alloggio.
"Sono tutti giovani e sono arrivati molto stanchi, qualcuno conosce l'italiano, altri l'inglese, mi sembrano tutte brave persone" afferma il sindaco di Resiutta Emilio Beltrame, un piccolo comune di circa 400 abitanti dove è subito scattata un’azione di solidarietà nei confronti dei profughi. Questa sera ci sarà un incontro a cui parteciperà anche l’Arcivescovo di Udine mons. Mazzocato di passaggio nella zona. Anche la parrocchia infatti è stata allertata per l’accoglienza dei somali. "Abbiamo chiamato il parroco don Rafael e ci ha dato la massima disponibilità. Cerchiamo prima di tutto di capire di cosa hanno bisogno i profughi e poi faremo quanto nelle nostre possibilità" conclude il sindaco Beltrame

Sete di Parola, gruppo yahoo, ci invita a riflettere

“l'uomo e la donna, creati come "unità dei due" nella comune umanità, sono chiamati a vivere una comunione d'amore e in tal modo a rispecchiare nel mondo la comunione d'amore che è in Dio, per la quale le tre Persone si amano nell'intimo mistero dell'unica vita divina"

(Giovanni Paolo II, Mulieris dignitatem)

Un caro saluto a tutti
Paola Be

mercoledì 4 maggio 2011

Trussoni nuovo presidente di Birra Castello

 

paolo-trussoni.jpgPaolo Trussoni è il nuovo presidente di Birra Castello. Prende il posto dell`indimenticato Giovanni Leondini, venuto a mancare lo scorso aprile. Trussoni metterà al servizio della famosa casa birraia di San Giorgio di Nogaro (Ud) la sua lunga esperienza manageriale nel settore Horeca. Per effetto di questo presitigioso ed impegnativo incarico, Paolo Trussoni rinuncia alla carica di Presidente del consorzio Beverage Network.

02/05/2011 Fonte

domenica 1 maggio 2011

La biografia del Beato

Karol Jozef Wojtyła, eletto Papa il 16 ottobre 1978, nacque a

Wadowice (Polonia), il 18 maggio 1920.

Era il secondo dei due figli di Karol Wojtyła e di Emilia Kaczorowska,

la quale mori nel 1929. Suo fratello maggiore Edmund, medico,

mori nel 1932 e suo padre, sottufficiale dell’esercito, nel 1941.

A nove anni ricevette la Prima Comunione e a diciotto anni il

sacramento della Cresima. Terminati gli studi nella scuola superiore

di Wadowice, nel 1938 si iscrisse all’Universita Jagellonica di

Cracovia.

Quando le forze di occupazione naziste chiusero l’Universita nel

1939, il giovane Karol lavoro (1940-1944) in una cava e poi in una

fabbrica chimica Solvay per potersi guadagnare da vivere ed evitare

la deportazione in Germania.

A partire dal 1942, sentendosi chiamato al sacerdozio, frequento

i corsi di formazione del seminario maggiore clandestino di

Cracovia, diretto dall’Arcivescovo, il Cardinale Adam Stefan Sapieha.

Nel contempo, fu uno dei promotori del “Teatro Rapsodico”,

anch’esso clandestino.

Dopo la guerra, continuo i suoi studi nel seminario maggiore di

Cracovia, nuovamente aperto, e nella Facolta di Teologia dell’Universita

Jagellonica, fino alla sua ordinazione sacerdotale, a Cracovia,

il 1° novembre 1946. Successivamente, fu inviato dal Cardinale

Sapieha a Roma, dove consegui il dottorato in teologia (1948), con

una tesi sul tema della fede nelle opere di San Giovanni della Croce.

In quel periodo, durante le sue vacanze, esercito il ministero pastorale

tra gli emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda.

Nel 1948 ritorno in Polonia e fu coadiutore dapprima nella parrocchia

di Niegowić, vicino a Cracovia, poi in quella di San Floriano, in citta.

 Fu cappellano degli universitari fino al 1951, quando

riprese i suoi studi filosofici e teologici. Nel 1953 presento all’Universita

Cattolica di Lublino una tesi sulla possibilita di fondare

un’etica cristiana a partire dal sistema etico di Max Scheler. Piu

tardi, divenne professore di Teologia Morale ed Etica nel seminario

maggiore di Cracovia e nella Facolta di Teologia di Lublino.

Il 4 luglio 1958, il Papa Pio XII lo nomino Vescovo Ausiliare di

Cracovia e titolare di Ombi. Ricevette l’ordinazione episcopale il 28

settembre 1958 nella cattedrale del Wawel (Cracovia), dalle mani

dell’Arcivescovo Eugeniusz Baziak.

Il 13 gennaio 1964 fu nominato Arcivescovo di Cracovia da

Papa Paolo VI, che lo creo Cardinale il 26 giugno 1967.

Partecipo al Concilio Vaticano II (1962-1965) dando un contributo

importante all’elaborazione della costituzione Gaudium et

spes. Il Cardinale Wojtyła prese parte anche alle 5 assemblee del

Sinodo dei Vescovi, anteriori al suo Pontificato.

Venne eletto Papa il 16 ottobre 1978 e il 22 ottobre ebbe inizio il

suo ministero di Pastore Universale della Chiesa.

Papa Giovanni Paolo II ha compiuto 146 visite pastorali in Italia

e, come Vescovo di Roma, ha visitato 317 delle attuali 332 parrocchie

romane. I viaggi apostolici nel mondo, espressione della

costante sollecitudine pastorale del Successore di Pietro per tutte le

Chiese, sono stati 104.

Tra i suoi documenti principali si annoverano 14 Encicliche, 15

Esortazioni apostoliche, 11 Costituzioni apostoliche e 45 Lettere

apostoliche. A Papa Giovanni Paolo II si attribuiscono anche 5 libri:

“Varcare la soglia della speranza” (ottobre 1994); “Dono e mistero:

nel cinquantesimo anniversario del mio sacerdozio” (novembre

1996); “Trittico romano”, meditazioni in forma di poesia (marzo

2003); “Alzatevi, andiamo!” (maggio 2004) e “Memoria e Identita”

(febbraio 2005).

Papa Giovanni Paolo II ha celebrato 147 riti di beatificazione,

nei quali ha proclamato 1338 beati, e 51 canonizzazioni, per un

totale di 482 santi. Ha tenuto 9 concistori, in cui ha creato 231 (+ 1

in pectore) Cardinali. Ha presieduto anche 6 riunioni plenarie del

Collegio Cardinalizio.

Dal 1978 ha convocato 15 assemblee del Sinodo dei Vescovi:

6 generali ordinarie (1980, 1983, 1987, 1990, 1994 e 2001), 1 assemblea

generale straordinaria (1985) e 8 assemblee speciali (1980,

1991, 1994, 1995, 1997, 1998 [2] e 1999).

Il 13 maggio 1981 in piazza San Pietro ha subito un grave attentato.

Salvato dalla mano materna della Madre di Dio, dopo una

lunga degenza, ha perdonato il suo attentatore e, consapevole di

aver ricevuto una nuova vita, ha intensificato i suoi impegni pastorali

con eroica generosita.

La sua sollecitudine di pastore trovo espressione, inoltre, nella

erezione di numerose diocesi e circoscrizioni ecclesiastiche, nella

promulgazione dei Codici di Diritto Canonico latino e delle Chiese

Orientali, del Catechismo della Chiesa Cattolica. Proponendo al

Popolo di Dio momenti di particolare intensita spirituale indisse

l’Anno della Redenzione, l’Anno Mariano e l’Anno dell’Eucaristia

nonche il Grande Giubileo del 2000. Avvicino le nuove generazioni

indicendo la celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventu.

Nessun Papa ha incontrato tante persone come Giovanni Paolo

II. Alle Udienze Generali del mercoledi (oltre 1160) hanno partecipato

piu di 17 milioni e 600mila pellegrini, senza contare tutte

le altre udienze speciali e le cerimonie religiose (piu di 8 milioni di

pellegrini solo nel corso del Grande Giubileo dell’anno 2000). Ha

incontrato milioni di fedeli nel corso delle visite pastorali in Italia e

nel mondo. Sono state numerose anche le personalita governative

ricevute in udienza: basti ricordare le 38 visite ufficiali e le altre 738

udienze o incontri con Capi di Stato, come pure le 246 udienze e

incontri con Primi Ministri.



E morto a Roma, nel Palazzo Apostolico Vaticano, sabato 2

aprile 2005, alle ore 21.37, nella vigilia della Domenica in Albis o

della Divina Misericordia, da lui istituita. I solenni funerali in Piazza

San Pietro e la sepoltura nelle Grotte Vaticane sono stati celebrati l’8 aprile.

Foglio Parrocchiale domenica 1 Maggio 2011


sabato 30 aprile 2011

La guerra non può portarci alla pace

AFRICA/LIBIA - “Chiedo l’intercessione del Beato Giovanni Paolo II per la pace in Libia” dice il Vicario apostolico di Tripoli

Tripoli (Agenzia Fides) - “Questa mattina diverse persone sono venute a trovarmi per denunciare il fatto che molte località sono state bombardate provocando vittime civili” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli. “Hanno colpito a Sirte, a Zentan ed a Misurata. In quest’ultima località i combattimenti continuano. Non so da chi siano stati colpiti i civili, ma so che la situazione a Misurata è drammatica” afferma Mons. Martinelli. “Spero, nei prossimi giorni, di riuscire a raggiungere l’ospedale per far visita ai feriti” aggiunge il Vicario Apostolico di Tripoli.
“Le bombe, per quanto precise, fanno comunque delle vittime civili. Le bombe sono immorali. Mi chiedo pure se sia morale uccidere un Capo di Stato. Che diritto abbiamo di farlo ?” continua Mons. Martinelli riferendosi agli attacchi contro la residenza del leader libico Gheddafi. “Anche l’affermazione da parte della coalizione di Paesi che bombardano la Libia, di volere proteggere i civili dalle aggressioni, non corrisponde alla verità, perché questi bombardamenti provocano vittime proprio tra i civili che asseriscono di volere proteggere. Occorre prima di tutto un cessate il fuoco” sottolinea il Vicario Apostolico di Tripoli.
“Chiediamo l’intercessione di Giovanni Paolo II che può fare miracoli. Ricordo che è stato questo Papa ad avviare le relazioni diplomatiche con la Libia, nel 1997, quando questo Paese era sotto embargo internazionale. Volevo essere a Roma per la beatificazione di questo grande Pontefice. Sto però pregando incessantemente perché, attraverso la sua intercessione, si trovi una soluzione pacifica alla crisi - afferma Mons. Martinelli -. Papa Giovanni Paolo II ci ha insegnato che le tensioni ed i contrasti si devono risolvere non con gli embarghi (e aggiungerei non con le bombe…), ma con il dialogo. Questo è stato il suo forte insegnamento. La guerra non può portarci alla pace”. (L.M.) (Agenzia Fides 30/4/2011)
II DOMENICA DI PASQUA o della Divina Misericordia (ANNO A)




PRIMA LETTURA (At 2,42-47)
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune.

Dagli Atti degli Apostoli

[Quelli che erano stati battezzati] erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere.
Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli.
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.
Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 117)
Rit: Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre.

Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».
Dica la casa di Aronne:
«Il suo amore è per sempre».
Dicano quelli che temono il Signore:
«Il suo amore è per sempre». Rit.

Mi avevano spinto con forza per farmi cadere,
ma il Signore è stato il mio aiuto.
Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.
Grida di giubilo e di vittoria
nelle tende dei giusti:
la destra del Signore ha fatto prodezze. Rit.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Questo è il giorno che ha fatto il Signore:
rallegriamoci in esso ed esultiamo! Rit.

SECONDA LETTURA (1Pt 1,3-9)
Ci ha rigenerati per una speranza viva, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, in vista della salvezza che sta per essere rivelata nell’ultimo tempo.

Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove, affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più preziosa dell’oro – destinato a perire e tuttavia purificato con fuoco –, torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà. Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime.
Parola di Dio

SEQUENZA
[Facoltativa]

Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

Canto al Vangelo (Gv 20,29)
Alleluia, alleluia.

Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!

Alleluia.

VANGELO (Gv 20,19-31)
Otto giorni dopo venne Gesù.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
C - Fratelli e sorelle, il Signore ha proclamato “beati” coloro che credono senza aver visto. Nella pace e nella gioia che derivano da questa consapevolezza, preghiamo per tutti gli uomini, specialmente per quanti sono alla ricerca sincera della verità e della fede.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Aumenta la nostra fede, Signore!

1.      Per la Chiesa di Cristo: restando fedele all’insegnamento degli Apostoli cresca nella comunione fraterna nutrendosi della preghiera quotidiana e dell’Eucaristia, fonte di ogni santità e culmine di ogni impegno ecclesiale; preghiamo.

2.      Per tutti i cristiani: sperimentando la beatitudine promessa a coloro che credono pur senza vedere il Signore, si rendano sempre disponibili alla sua parola, lieti di testimoniare il Risorto anche nelle difficoltà; preghiamo.

3.      Per quanti sono alla ricerca della verità: scoprano nei gesti pasquali del Signore risorto l’indicazione chiara per trovare risposte ai dubbi; preghiamo.

4.      Per i bambini che oggi battezziamo, perché possano ascoltare presto la Parola di Dio con l’aiuto dei loro genitori. Il Signore ci aiuti ad esprimere validi testimoni affinché questa chiesa locale viva la parola assieme a questi nuovi Cristiani. Preghiamo.

5.      Per questa nostra Comunità parrocchiale: la celebrazione del tempo pasquale ci renda disposti a vivere in continuità il messaggio di nuova vita consegnatoci dalla Pasqua del Signore; preghiamo.

6.      Per tutti noi, qui riuniti nel Giorno del Signore: la materna intercessione della Vergine Maria, la fede di Tommaso e la testimonianza indefettibile del beato Giovanni Paolo II ci aiutino a riscoprire la Domenica, Pasqua della settimana, come tempo particolarissimo di incontro con il Risorto; preghiamo.

C – Dio, nostro Padre, lo Spirito di verità sostenga costantemente la nostra fede e la nostra testimonianza di fronte agli uomini perché riconoscano il Risorto presente e operante nella storia. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.   T - Amen.

venerdì 29 aprile 2011

Beh...le campane....vuoi vedere che si risparmia?

Nei casi di emergenza si suoneranno le campane   versione testuale
«Recupereremo così una radicata tradizione della nostra terra»,
ha affermato il vicepresidente della Regione, Ciriani

UDINE (29 aprile, ore 17.30) - Le campane che da sempre scandiscono la vita delle comunità del Friuli-Venezia Giulia torneranno a suonare anche per avvertire i cittadini in caso di pericolo o di calamità. Questo infatti il contenuto della convenzione stipulata tra la Protezione Civile della Regione e le Arcidiocesi del territorio ed approvata oggi dalla Giunta regionale, su proposta del vicepresidente Luca Ciriani. 
 
I volontari della Protezione Civile potranno accedere alle centinaia di torri campanarie della Regione in caso di emergenza, per suonare «a martello» le campane e mettere così in allerta i cittadini in caso di imminente pericolo. 
 
«Recupereremo così una radicata tradizione della nostra terra – ha spiegato Ciriani – mettendola al concreto servizio delle odierne esigenze di sicurezza. Si tratta di un mezzo importante per l'allerta alle popolazioni, anche in caso di calamità che impediscano l'uso dei moderni sistemi di comunicazione».
 
La convenzione prevede delle esercitazioni mirate per i gruppi comunali utili anche per diffondere nella popolazione la conoscenza dei segnali di allarme e, in ricordo del grande terremoto del '76, quest'anno alle ore 21 del 6 maggio si svolgerà un'esercitazione su scala regionale di attivazione del segnale di allarme, seguita da rintocchi delle campane per commemorare le vittime del sisma.

giovedì 28 aprile 2011

IB

AFRICA/COSTA D’AVORIO - Il responsabile della Caritas di Abidjan: “la situazione degli sfollati è in lento miglioramento”

YAMOUSSOUKRO
Abidjan (Agenzia Fides) - “Vedremo tra oggi e domani quale sarà il seguito agli scontri di ieri, se i combattenti di IB (Ibrahim Coulibaly) deporranno le armi, ora che il loro capo è stato ucciso, oppure si daranno alla latitanza. È ancora troppo presto per valutare la situazione” dice all’Agenzia Fides Jean Djoman, Direttore dello Sviluppo e della Promozione umana di Caritas Abidjan, la capitale amministrativa della Costa d’Avorio, dopo la morte di Ibrahim Coulibaly (detto IB), il capo del cosiddetto “commando invisibile,” che agiva ad Abobo, uno dei quartieri di Abidjan (vedi Fides 12/4/2011). Secondo la versione ufficiale, Coulibaly, è stato ucciso nel corso di un’operazione delle Forze Repubblicane della Costa d’Avorio (FRCI, fedele al Presidente Alassane Ouattara) volta a disarmare i suoi uomini. Il “Commando invisibile” ha partecipato ai combattimenti contro le forze del deposto Presidente Laurent Gbagbo, ma non si era unito alle FRCI, guidate dal Primo Ministro di Ouattare, Guillaume Soro. Tra quest’ultimo e Coulibaly vi erano antichi dissapori.
Gli scontri ad Abobo sono avvenuti dopo quelli scoppiati a Yopougon, il 25 aprile, tra le forze repubblicane e le milizie rimaste fedeli al deposto Presidente Gbagbo. “Qui la situazione sembra rientrare nella normalità. I gruppi pro Gbagbo hanno iniziato a deporre le armi perché vi è stata una trattativa che ha avuto uno sbocco positivo” dice Djoman.
Il responsabile della Caritas sottolinea che “la popolazione di Abidjan è ancora prudente, le persone rientrano a casa, ma vi è ancora un numero importante di sfollati, che si trovano in alcuni centri di accoglienza e in diverse famiglie che li ospitano. Prima di tornare nelle proprie case, le persone osservano attentamente la situazione del loro quartiere”. “In base alle informazioni che abbiamo raccolto nella sola Abidjan, gli sfollati sono circa 25mila, la maggior parte dei quali ospitati da famiglie di amici e parenti” aggiunge Djoman.
Una parte degli sfollati provenienti da Abidjan si erano diretti verso altre zone del Paese. Con il progressivo miglioramento delle condizioni di sicurezza queste persone stanno rientrando nelle proprie abitazioni. Korhogo aveva accolto 15mila sfollati, la zona centrale intorno a Yamoussoukro 16mila persone, mentre nell’est e nella zona di frontiera con il Ghana avevano trovato riparo complessivamente circa 3mila sfollati. (L.M.) (Agenzia Fides 28/4/2011)

ASIA/INDIA - Violenze anticristiane in diversi stati: la comunità prega per la pace e cerca volontari

 

Mumbai (Agenzia Fides) – Episodi di violenza anticristiana hanno caratterizzato gli ultimi giorni e anche le festività pasquali: le organizzazioni come il “Catholic Secular Forum” (CSF) condannano le violenze, invitano a pregare per la pace e lanciano un reclutamento di volontari che, da tutte le aree del paese, possano segnalare casi di persecuzioni, per continuare a tenere desta l’attenzione dell’opinione pubblica e difendere i diritti umani delle minoranze religiose.
Secondo quanto rimarca a Fides Joseph Dias, Direttore del CSF, gli stati interessati dai recenti episodi di violenza sono stati il Madhya Pradesh, il Maharashtra e il Kerala.
In Madhya Pradesh (India centrale) il Pastore protestante Ramesh Devda è stato percosso e lasciato privo di conoscenza da estremisti indù nel distretto di Meghnagar. Una violenza cieca e inattesa, avvenuta nel girono del Venerdì Santo, giustificabile solo con l’odio religioso.
In Maharashtra (India centroccidentale), nel distretto di Palghar, i radicali induisti hanno organizzato una irruzione contro l’assemblea di una comunità cristiana tribale, impedendo le celebrazioni del Giovedì Santo e della Pasqua. Il fatto ha suscitato indignazione e un forte appello dei leader cristiani locali per la libertà di culto che lo stato deve garantire ai cittadini. In seguito all’episodio, fra l’altro, la polizia ha arrestato sei cristiani accusandoli di “conversioni illecite”.
In Kerala (India del Sud), stato a forte presenza cristiana, dove i casi di violenza sono davvero rari, militanti dell’organizzazione estremista indù del gruppo "Rashtriya Swayamsevak Sangh" (RSS) hanno fermato e percosso alcuni giovani cristiani che stavano distribuendo copie del Vangelo ai passanti.
Dias commenta a Fides: “Come cristiani non ci scoraggiamo e continuiano a proclamare che Dio è con noi. La grande marcia del Venerdì Santo a Mumbai, con la preghiera per le vittime dei crescenti attacchi anticristiani, è stata una testimonianza tangibile. Ma vogliamo porre la questione alle autorità statali perché garantiscano la reale libertà di praticare il culto nel paese, per tutti i credenti, di tutte le religioni”.
Il CSF, inoltre, ha lanciato una campagna di reclutamento presso i giovani cristiani che vogliono diventare “antenne” del CSF in tutti gli stati della federazione, in modo da contribuire alla difesa dei diritti umani e delle minoranze religiose. (PA) (Agenzia Fides 28/4/2011)

Radiazioni di Fukushima

ASIA/GIAPPONE - Seri rischi sanitari per le donne incinte e i feti esposti alle radiazioni di Fukushima

Tokio (Agenzia Fides) – In questi giorni ricorre il 25° anniversario della catastrofica esplosione della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, in seguito alla quale nubi di particelle radioattive sono state rilasciate nell’atmosfera in Russia ed in Europa. La catastrofe ha avuto gravi effetti sulla salute della popolazione, in particolare sulle donne e sui loro bambini non ancora nati. L’occasione di questo anniversario ha coinciso purtroppo con il recente disastro di Fukushima in Giappone. Secondo un comunicato diffuso dall’IPS, il governo del paese asiatico ha dichiarato il massimo stato di allerta per la centrale nucleare di Daiichi, alla pari solo con il disastro nucleare di Chernobyl. Tuttavia non è stato ancora stabilito un protocollo chiaro contro le radiazioni a tutela dei giapponesi, in particolare le donne incinte e i loro feti. Anche le donne in fascia di età riproduttiva corrono gravi rischi per il loro organismo e lo stesso sistema riproduttivo. Da alcune ricerche risulta che l'esposizione femminile alle radiazioni può danneggiare la futura capacità di avere figli e causare invecchiamento precoce.
Secondo il Centro americano per il Controllo delle Malattie, l’esposizione delle donne incinte alle radiazioni anche a basso livello, causa gravi conseguenze sui feti non ancora nati, come ritardo nella crescita, malformazioni, funzione cerebrale anormale, o cancro, che possono svilupparsi anche in seguito. Nessuno meglio delle donne russe sopravvissute all’olocausto nucleare di Chernobyl può capire questa tragica realtà. La quantità di radiazioni rilasciate allora nell’atmosfera è paragonabile a 500 (200 secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità) bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki nel 1946. In questi 20 anni dopo Chernobyl, sono morte circa 200 mila persone. Le donne che vivono nelle aree più contaminate di Ucraina e Bielorussia erano affette da disturbi cromosomici, leucemie, traumi psicologici, depressione e difetti congeniti nei loro figli. Il cancro alla tiroide e al seno sono tra le patologie che hanno colpito prevalentemente le abitanti di queste zone. Alla luce di questi rischi il governo giapponese e le agenzie internazionali devono prendere urgenti provvedimenti.
Né l’Oms né l’International Atomic Energy Association, le due organizzazioni internazionali che controllano rispettivamente la salute e la sicurezza nucleare, hanno fornito informazioni sugli effetti delle esposizioni dell’organismo delle donne alle radiazioni. Il governo giapponese è chiamato ad impegnarsi ad affrontare la situazione incoraggiando le donne a sottoporsi a controlli medici specifici e a fornire loro risorse e strategie per ridurre l’esposizione alle radiazioni, evitare cibi locali, compresi lattuga, latte, bacche e funghi. Le donne in stato di gravidanza, in particolare al primo e secondo trimestre, devono prestare particolare attenzione a quello che consumano, dato che le radiazioni passano attraverso il cordone ombelicale. (AP) (28/4/2011 Agenzia Fides)

AFRICA/LIBIA - “Stanotte un forte bombardamento nei pressi della chiesa ha sconvolto la serenità dei cittadini innocenti, l’ONU come può autorizzare ciò?” denuncia Mons. Martinelli

Tripoli (Agenzia Fides)- “Non so quale obiettivo abbiano colpito vicino alla chiesa, ma è stato un bombardamento terribile” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli. “Siamo stati svegliati all’improvviso a mezzanotte e mezza da un’esplosione terrificante. Il bombardamento l’ho sentito molto vicino, forse ad un paio di chilometri, anche se non ho un’idea precisa di cosa sia stato colpito” racconta Mons. Martinelli. “Qui attorno vi sono delle abitazioni, con famiglie che hanno bambini. La gente si è riversata per le strade in preda al panico. I bombardamenti saranno pure mirati, ma comunque sconvolgono la vita dei civili innocenti. È pazzesco pensare di bombardare una città senza produrre delle conseguenze sui civili, si distrugge la serenità delle persone. L’ONU può fare una cosa del genere?” si chiede il Vicario Apostolico di Tripoli. Mons. Martinelli si rammarica infine per l’impossibilità di lasciare la sua sede in questi momenti difficili: “avrei voluto venire a Roma per la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, che ha fatto tanto per la Libia, ma purtroppo non mi è possibile. Offriamo anche questa rinuncia al Signore”. (L.M.) (Agenzia Fides 28/4/2011)

Come celebrare Giovanni Paolo II°?

EUROPA/POLONIA - Trenta nuovi missionari polacchi in partenza per America, Africa e Asia

Varsavia (Agenzia Fides) – Nell’ambito delle celebrazioni in onore di Sant’Adalberto, Patrono della Polonia, e nel contesto dell’attesa gioiosa della beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, il Nunzio Apostolico in Polonia, l’Arcivescovo Celestino Migliore, alla presenza dell’Episcopato polacco, ha benedetto e consegnato il crocifisso a trenta nuovi missionari polacchi che andranno ad annunciare il Vangelo in diverse parti del mondo. Secondo le informazioni inviate all’Agenzia Fides da don Tomasz Atlas, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Polonia e Delegato episcopale per le Missioni, i nuovi missionari che hanno ricevuto il crocifisso il 25 aprile – sacerdoti, religiosi, religiose e una laica – si sono preparati alla missione per nove mesi, frequentando il Centro di formazione missionaria di Varsavia e gli altri centri missionari appartenenti alle diverse congregazioni religiose. A breve i nuovi missionari partiranno per le loro destinazioni missionarie: Bolivia, Cile, Paraguay, Perù, Colombia, Giamaica, Canada, Repubblica Centrafricana, Camerun, Tanzania e Taiwan. (SL) (Agenzia Fides 28/4/2011)

mercoledì 27 aprile 2011

AFRICA/LIBIA - “Il via alle bombe: una sconfitta per l’umanità” dice da Tripoli Mons. Martinelli

 

Tripoli (Agenzia Fides) - “Il lunedì di Pasqua abbiamo assistito ad un bombardamento terribile su Tripoli, ma questo non ha impedito ai fedeli di essere presenti in chiesa. In particolare sono rimasto impressionato dal numero di filippini che sono venuti, non solo per pregare ma anche per incontrarsi e per stare insieme. Sono persone veramente dedite al servizio dei malati” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli. “In questo giorni abbiamo visitato anche alcuni centri nei pressi di Tripoli, per incontrare i cattolici presenti in occasione della Pasqua - aggiunge Mons. Martinelli -. Altri centri purtroppo non abbiamo potuto raggiungerli”.
Il Vicario Apostolico di Tripoli ribadisce a Fides la propria amarezza per il fatto che non si voglia trovare una via pacifica alla risoluzione della crisi: “le Nazioni Unite hanno deciso di fare la guerra e non ammettono più il dialogo come mezzo per risolvere le controversie. Tutti vogliono continuare a perseguire la soluzione delle bombe. È una cosa triste, terribile, anche perché non cambierà niente. È una sconfitta per l’umanità”.
Circa la decisione delle autorità di Tripoli di coinvolgere le tribù locali al fine di mediare per una via di uscita dalla crisi nella città di Misurata, da settimane al centro di un drammatico confronto tra i ribelli e le forze regolari, e dove la situazione dei civili è drammatica, Mons. Martinelli commenta:
“Penso che sia la cosa più ragionevole, anche perché la crisi libica non si limita alla sola persona di Gheddafi, ma coinvolge tutto un sistema di relazioni. Non ci si dovrebbe limitare a Misurata, si dovrebbe trovare un modo di coinvolgere le tribù nel dialogo anche nel resto della Libia” conclude il Vicario Apostolico. (L.M.) (Agenzia Fides 27/4/2011)

Una poesia del vescovo di Recife, Helder Camara ci aiuta a meditare:


Uomo, fratello mio
tutto il creato ti guarda!
E tu vai così lontano
Sulla via dell’intelligenza:
sarà la via della felicità?
E tu vai così lontano
Costruendo con il tuo ingegno
Il prodigio del computer!”

( Hélder Càmara, Sinfonia dei due mondi)

martedì 26 aprile 2011

Prega per loro

Tempo fa sono passato per caso in una strada di campagna a San Giorgio, dietro il cimitero, a ridosso di un distributore di benzina...
La prima volta che ci sono passato ho trovato questa lapide ricordo di fatti passati, mi ha fatto pensare subito a delle giovani vite stroncate dall'odio, una guerra che stava finendo, quelle situazioni che ti dicono " Hai perso, perchè ammazzare ancora?"
La vista mi ha emozionato ancora di più notando che davanti nel fosso e sul bordo della strada erano spuntati quei fiori  che nessuno semina: le primule.. A San Giorgio nascono dove gli esseri umani non passano mai, dove il prato si fa ammirare con la loro presenza: lì non erano nate a caso!
Sono i giorni della liberazione del Friuli ricordiamoci di pregare  per chi è morto nel 1945, vittima dell'odio.




Caffè Sagrato

Foto scattata nel martedì dopo Pasqua....Cerchiamo l'elemento della foto che non centra con questa immagine del Duomo di San Giorgio, nessun premio a chi indovina!
Al massimo un caffè ideale a Radio maria, di quelli che prepara Padre Livio al mattino, alla fine della rassegna stampa! Parliamone

L'amore è più forte del male. Il Risorto ci porta la speranza

 
In Cattedrale l'Arcivescovo ha presieduto la solenne celebrazione della Santa Pasqua

UDINE (24 aprile, ore 10.30) - "Gesù è il nostro Salvatore perché ha portato tra noi uomini l’unica vera speranza: che lo spirito del male non è la forza più potente che comanda gli uomini, ma che l’amore è più forte del male. In Lui lo Spirito dell’amore si è scontrato con lo spirito del male ed ha vinto accogliendo chi lo insultava, perdonando chi lo inchiodava su una croce, risorgendo dal sepolcro con il suo vero corpo con le ferite della passione che erano segni di vittoria. In chi crede in Lui, Gesù continua la vittoria della Pasqua, del suo amore sul diavolo e sul male".
 
Questo il forte messaggio lanciato oggi dall'Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato in Cattedrale, nella Santa Messa solenne per celebrare la Santa Pasqua. "I santi sono testimoni credibili di questa vittoria - ha ricordato poi mons. Mazzocato durante l'OMELIA, ricordando anche l'imminente beatificazione di Giovanni Paolo II. "Questo Papa è stato un esempio vivente della vittoria pasquale dell’amore di Gesù sul male - ha continuato l'Arcivescovo -. Ha iniziato il pontificato gridando: “Non abbiate paura. Spalancate le porte a Cristo”. Le porte del suo cuore erano già spalancate e aveva accolto nel profondo della sua anima lo Spirito dell’amore di Gesù che aveva sconfitto in lui le tentazioni dello spirito del male. Per questo ha vissuto da uomo nuovo che si è donato per far trionfare l’amore contro lo spirito del male fino all’ultimo respiro, come Gesù in croce. Ed è morto avvolto dalla preghiera degli uomini come uno che va verso la vita piena, verso la gioia di quell’amore che lo aveva ispirato ogni giorno".
 
 
Da qui l'esortazione di mons. Mazzocato: "Accogliamo in questa Pasqua il suo esempio. Spalancando le porte a Cristo la vittoria del suo amore può entrare anche dentro di noi contro le tentazioni a chiudere il cuore dentro le tombe dell’orgoglio, del vizio, dell’egoismo. Chi ci incontra sente in noi profumo di speranza come il mattino di Pasqua dentro il sepolcro spalancato di Gesù".
 
In mattinata, prima di  presiedere la Santa Messa in Cattedrale, l'Arcivescovo si è recato nella Casa circondariale di Udine dove ha celebrato l’Eucarestia con i carcerati. Alle 16.30 presiederà la celebrazione dei Vespri solenni assieme alla religiose consacrate.