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lunedì 15 agosto 2011
domenica 14 agosto 2011
GMG5
Il programma di oggi(dei pellegrini della Pastorale Giovanile di Udine in Spagna) prevedeva:
- Messa di saluto del Vescovo di Urgell(oggi è l'ultimo giorno di permanenza domani è già Madrid!)
Joan Enric Vives Sicília
- Pranzo
- Pomeriggio Libero
- Alle 18 partenza per Madrid
Angelus pensando a Madrid
VATICANISTA DE LA STAMPA
«Oggi i nostri pensieri vanno ai giovani che si stanno radunando a Madrid per la Giornata mondiale della gioventù - ha detto il Papa nei saluti in francese dopo l'Angelus recitato nel palazzo apostolico di Castelgandolfo - Mentre mi preparo a raggiungerli, vi chiedo di accompagnarci con le vostre preghiere per i frutti spirituali di questo importante evento. Possa Dio - ha concluso - benedirvi con abbondanza». Ha invitatao a meditare «sul tesoro della fede che ci è stato trasmesso, e ad accoglierlo con gratitudine». Il raduno mondiale dei giovani si apre il 16 a Madrid, e il Papa arriverà il 18 per le giornate conclusive, che prevedono vari momenti di incontro con i ragazzi, dalla confessione che impartirà personalmente a tre di loro, al pranzo allo stesso tavolo con 12 giovani dai 5 continenti, alla veglia di preghiera con lo scambio di domande e risposte tra Benedetto XVI e i giovani, alla messa conclusiva. Molti giovani sono già in Spagna da alcuni giorni, nelle varie città, tra cui Valencia, Barcellona, Pamplona, Granada, per i gemellaggi tra diocesi in preparazione alla Gmg vera e propria. Benedetto XVI ha rinnovato il saluto a quanti sono in partenza per Madrid o già vi si trovano in vista della Gmg, sia nei saluti in spagnolo che in quelli in italiano. La riflessione di papa Ratzinger durante l'Angelus è partita da un brano del Vangelo di Matteo che narra il dialogo tra Gesù e la donna cananea che ha una figlia indemoniata. Nel dialogo papa Ratzinger vede un insegnamento sul modo di rapportarsi a Dio e per crescere nella fede. «Ogni giorno - ha spiegato - il nostro cuore deve vivere l'esperienza della conversione, passare dall'uomo ripiegato su se stesso, all'uomo aperto all'azione di Dio, all'uomo spirituale che si lascia interpellare dalla Parola del Signore e apre la propria vita al suo Amore». Nel dialogo, ha commentato il Papa, «può sembrare sconcertante il silenzio di Gesù, tanto che suscita l'intervento dei discepoli, ma non si tratta di insensibilità al dolore di quella donna. Sant'Agostino - ha ricordato ancora Benedetto XVI - commenta: 'Cristo si mostrava indifferente verso di lei, non per rifiutarle misericordia ma per infiammarne il desideriò». Papa Ratzinger ha quindi auspicato che l'uomo possa vivere «l'esperienza della conversione, passare dall'uomo ripiegato su se stesso, all'uomo aperto all'azione di Dio, all'uomo spirituale che si lascia interpellare dalla Parola del Signore e apre la propria vita al suo Amore».
Terra Santa tra speranze e tensioni: la riflessione di mons. Shomali, vescovo ausiliare di Gerusalemme
R. - Veramente in Terra Santa abbiamo tre punti caldi, perché quando parliamo di Terra Santa, infatti, parliamo di Israele, da una parte, e della Palestina, dell’altra: si trovano sullo stesso territorio, tra il Giordano e il Mediterraneo. I palestinesi guardano a settembre e sperano di essere riconosciuti, come Stato, dai due terzi dei Paesi che compongono le Nazioni Unite. D’altronde sanno, però, che arrivando al Consiglio di Sicurezza troveranno il veto americano: questo lo sanno già, ma nonostante ciò vogliono provare ad avere un riconoscimento dell’Assemblea generale, diventando così uno Stato osservatore. Dunque, i palestinesi vivono una certa speranza, anche se limitata perché già sanno che dopo aver ottenuto il riconoscimento - se questo ci sarà! - la situazione non cambierà. Ma certamente cambierà il senso di fiducia in loro stessi e con questo riconoscimento avrebbero più fiducia per l’avvenire.
D. - Da parte palestinese c’è questa attesa per settembre. Da parte di Israele, nella società civile, c’è una spinta, una protesta per questioni economiche e da parte del governo c’è invece la preoccupazione e l’allarme per eventuali disordini. Ma tra la gente israeliana cosa si percepisce?
R. - In Israele, è in corso una protesta contro il carovita, perché mancano in particolar modo gli alloggi: da parte del governo, c’è troppa burocrazia prima di arrivare ad ottenere l’autorizzazione per costruire una casa. Noi, come Patriarcato, abbiamo impiegato 15 anni per riuscire ad ottenere le autorizzazioni per la costruzione di alloggi per 80 famiglie: un tempo un po’ troppo lungo per gli israeliani, ma anche per gli arabi. Una casa costa molto: a Gerusalemme, una casa nuova di cento metri quadrati costa 300 mila dollari, da pagare subito. La gente comune non può farlo… Per affittare una casa, una casa normalissima, sempre a Gerusalemme, servono 800 dollari. Questo è un costo troppo elevato per una famiglia media. Quindi è partita da Tel Aviv, e si è poi estesa in altre 10 città, una protesta sotto le tende, con l’aiuto di giovani universitari e di intellettuali. Questo fa paura al governo, perché questa protesta potrebbe crescere. Israele è un Paese ricco, ha soldi, ma spende molto per le armi per difendersi contro l’Iran, contro i Paesi arabi vicini. Quindi queste persone che protestano dicono: “Mettete meno soldi nel budget relativo all’acquisto di armi e più soldi nello sviluppo economico”.
D. - Mons. Shomali, un altro punto dolente è quello degli insediamenti: anche per le colonie si spende e si incentivano le persone ad andare lì proprio perché gli alloggi costano meno in queste colonie…
R. - Esatto, ma molto israeliani non vogliono vivere in questi insediamenti perché si trovano nei Territori occupati: hanno paura che un giorno debbano andarsene, perdendo la casa; o hanno un senso di giustizia, perché questi territori non appartengano a loro. Per diversi motivi, quindi, ci sono tante case vuote negli insediamenti e poche case vuote nelle grandi città.
D. - Nella situazione attuale, lei vede possibile una ripresa seria dei negoziati?
R. - I palestinesi sono sfiduciati riguardo ai negoziati: sono durati più di vent’anni senza, però, portare alcun risultato. Io penso che se ci fosse un’intenzione seria da parte di Israele di riaprire i negoziati veramente, si potrebbe ottenere qualcosa: a condizione, però, di ripartire dalla piattaforma relativa alle frontiere del ’48, considerando Gerusalemme Est come territorio occupato. Se si riuscirà ad essere chiari su questi principi, su cosa sia stato occupato o su cosa non sia stato occupato, si potranno condurre negoziati onesti, chiari e produttivi.
D. - Mons. Shomali, in questo contesto di cosiddetta “Primavera araba”, che in realtà sta diventando un po’ un “autunno arabo”, l’attenzione mediatica sul Medio Oriente e sulla zona della Terra Santa è diminuita?
R. - E’ un po’ diminuita, perché l’attenzione è ora spostata verso la Siria, dove ogni giorno si sente parlare di 15-20 morti. Anche noi, come vescovi della Terra Santa, stiamo preparando un comunicato, che sarà pubblicato prossimamente, per chiedere al governo siriano una maggiore democrazia e un atteggiamento non violento nei confronti del movimento di protesta. (mg)
GMG 4
La «mochila», uno zaino che parla iberico
Il contenuto rivelato da un articolo di Avvenire.it, clicca qui per leggerlo
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venerdì 12 agosto 2011
Domenica 14 Agosto 2011
XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
PRIMA LETTURA (Is 56,1.6-7)
Condurrò gli stranieri sul mio monte santo.
Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore:
«Osservate il diritto e praticate la giustizia,
perché la mia salvezza sta per venire,
la mia giustizia sta per rivelarsi.
Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo
e per amare il nome del Signore,
e per essere suoi servi,
quanti si guardano dal profanare il sabato
e restano fermi nella mia alleanza,
li condurrò sul mio monte santo
e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera.
I loro olocausti e i loro sacrifici
saranno graditi sul mio altare,
perché la mia casa si chiamerà
casa di preghiera per tutti i popoli».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 66)
Rit: Popoli tutti, lodate il Signore.
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti. Rit.
Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra. Rit.
Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra. Rit.
SECONDA LETTURA (Rm 11,13-15.29-32)
I doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili per Israele.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, a voi, genti, ecco che cosa dico: come apostolo delle genti, io faccio onore al mio ministero, nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni. Se infatti il loro essere rifiutati è stata una riconciliazione del mondo, che cosa sarà la loro riammissione se non una vita dai morti?
Infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!
Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, così anch’essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch’essi ottengano misericordia.
Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 4,23)
Alleluia, alleluia.
Gesù annunciava il vangelo del Regno
e guariva ogni sorta di infermità nel popolo.
Alleluia.
VANGELO (Mt 15,21-28)
Donna, grande è la tua fede!
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e sorelle, nella Parola che abbiamo ascoltato il Signore ha mostrato la sua particolare attenzione verso gli stranieri, verso i deboli e ha offerto nuove possibilità anche a coloro che lo hanno rifiutato in un primo tempo. Con fiducia presentiamo a lui le nostre intenzioni di preghiera.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Pietà di noi, Signore, Figlio di Davide!
1. Perché la Chiesa abbia sempre un volto missionario aperto a tutti coloro che ancora non conoscono Cristo, preghiamo.
2. Perché cresca la solidarietà tra tutti i popoli e retroceda l’egoismo dei più ricchi, trovando così soluzione alla crisi morale ed economica del nostro tempo, preghiamo.
3. Perché i cristiani si sentano toccati dalla benedizione divina e manifestino le grandi opere da lui compiute, preghiamo.
4. Perché nella nostra conversione e in quella di coloro che si accostano per la prima volta al Vangelo sappiamo scorgere la presenza onnipotente di Dio, preghiamo.
5. Perché gli stranieri e gli extracomunitari siano accolti nel rispetto e nella dignità del loro essere uomini e nessuno trovi il rifiuto nella nostra terra, preghiamo.
6. Perché questo tempo di riposo sia vissuta nell’attenzione saggia verso coloro ci stanno accanto, riconoscendo in ciascuno la presenza del Signore al nostro fianco, preghiamo.
7. Perché lo Spirito Santo assista il Papa e scenda sui Giovani che partecipano alla Giornata Mondiale della Gioventù. Preghiamo..
C – Padre buono e misericordioso verso ogni creatura, accogli la nostra povera preghiera ed esaudiscila. Converti il cuore di tutti gli uomini perché si riconoscano fratelli e rendi la loro fede grande come quella della Cananea. Per Cristo nostro Signore. T - Amen.
GMG3
Ultime notizie. i giovani pellegrini Diocesani sono già giunti a La Seu de Urgell...dove rimarranno fino al 15 agosto. Questo stasera.
Altre notizie problemi gastrico idraulici...durante questa giornata di visita al santuario...sentiremo da loro che stanno cercando di ricaricare l'infernale macchinetta che è il telefonino!
Altre notizie problemi gastrico idraulici...durante questa giornata di visita al santuario...sentiremo da loro che stanno cercando di ricaricare l'infernale macchinetta che è il telefonino!
Domus Galilææ, luogo di incontro
La struttura, legata al Cammino Neocatecumenale, sorge sul Monte delle Beatitudini e riceve ogni anno molte migliaia di famiglie ebraiche.
11/08/2011
E' certamente una delle cosa da vedere per chi si reca in Terra Santa, terra dove vige una sorta di pace armata tra nazionalità, religioni e confessioni (cristiane). Una terra assetata di pace, di dialogo ma avvolta da un’atmosfera tesa, pronta a scoppiare alla prima scintilla. I cristiani in Terra Santa possono fare molto e già da tempo, senza tanti proclami, si sono mossi. È il caso della Domus Galilææ, una delle realtà che maggiormente si pone in quei luoghi come strumento e luogo privilegiato di dialogo.
La Domus Galilææ è di una struttura di accoglienza per pellegrini e ricercatori di Dio costruita dalle comunità del Cammino Neocatecumenale e completata definitivamente nel 2005 con l’inaugurazione della biblioteca, dove si conserva, oltre a centinaia di volumi di teologia, spiritualità e Sacra Scrittura, anche un rotolo originale della Torah, lo stesso che viene conservato e letto ogni sabato nelle sinagoghe di tutto il mondo. La Domus Galilææ riceve ogni anno oltre 100mila visitatori, la stragrande maggioranza dei quali sono, incredibile a dirsi, di origine ebraica.
La Domus, concepita come un’oasi di spiritualità, è un luogo privilegiato dove seminaristi, sacerdoti, semplici cristiani possano entrare in contatto con la tradizione vivente di Israele, con le ricchissime fonti ebraiche – le feste, le liturgie, le preghiere – che hanno informato la vita stessa di Gesù e dei redattori del Nuovo Testamento. Una strada per accedere al mistero di Cristo in un luogo, il Monte delle Beatitudini sulle rive del lago di Genesareth, che per i cristiani è estremamente significativo. Così lo hanno concepito Kiko Argüello e Carmen Hernandez, gli iniziatori del Cammino: «Leggere il Vangelo alla luce della tradizione e delle Liturgie ebraiche aiuta a capire il mistero di questo popolo, che non dimostra l'esistenza di Dio, ma, come testimone vivente, ne proclama la presenza lungo tutta la storia».
Il progetto della Domus Galilææ nasce negli anni '80 su proposta della Custodia di Terra Santa e sarà Papa Wojtyla, in occasione del suo viaggio in Israele per il Grande Giubileo del 2000 (il 24 marzo di quell'anno), a inaugurare la struttura non ancora completata. Il Patriarca latino di Gerusalemme Sabah così si esprimeva durante la celebrazione per la posa della prima pietra: «Beati i puri di cuore perché vedranno Dio. Vedere Dio! Allora si vedrà la verità delle sue creature e si vedrà la pace di Dio che sola può essere la pace degli uomini... Fratelli e sorelle, preghiamo perché questa nuova casa sia veramente un luogo di incontro dove si vincono tutti i dubbi e dove si aiuta il pellegrino a vedere Dio e a godere della Sua pace. Questo lo auguriamo per tutti coloro che vi verranno per conoscere Gesù e per farlo conoscere». La Domus Galilææ, un ponte lanciato tra due religioni – Cristianesimo ed Ebraismo – che necessitano di luoghi franchi per conoscersi, prima che per parlarsi.
La cappella della Domus Galilææ
La Domus Galilææ è di una struttura di accoglienza per pellegrini e ricercatori di Dio costruita dalle comunità del Cammino Neocatecumenale e completata definitivamente nel 2005 con l’inaugurazione della biblioteca, dove si conserva, oltre a centinaia di volumi di teologia, spiritualità e Sacra Scrittura, anche un rotolo originale della Torah, lo stesso che viene conservato e letto ogni sabato nelle sinagoghe di tutto il mondo. La Domus Galilææ riceve ogni anno oltre 100mila visitatori, la stragrande maggioranza dei quali sono, incredibile a dirsi, di origine ebraica.
La Domus, concepita come un’oasi di spiritualità, è un luogo privilegiato dove seminaristi, sacerdoti, semplici cristiani possano entrare in contatto con la tradizione vivente di Israele, con le ricchissime fonti ebraiche – le feste, le liturgie, le preghiere – che hanno informato la vita stessa di Gesù e dei redattori del Nuovo Testamento. Una strada per accedere al mistero di Cristo in un luogo, il Monte delle Beatitudini sulle rive del lago di Genesareth, che per i cristiani è estremamente significativo. Così lo hanno concepito Kiko Argüello e Carmen Hernandez, gli iniziatori del Cammino: «Leggere il Vangelo alla luce della tradizione e delle Liturgie ebraiche aiuta a capire il mistero di questo popolo, che non dimostra l'esistenza di Dio, ma, come testimone vivente, ne proclama la presenza lungo tutta la storia».
Il progetto della Domus Galilææ nasce negli anni '80 su proposta della Custodia di Terra Santa e sarà Papa Wojtyla, in occasione del suo viaggio in Israele per il Grande Giubileo del 2000 (il 24 marzo di quell'anno), a inaugurare la struttura non ancora completata. Il Patriarca latino di Gerusalemme Sabah così si esprimeva durante la celebrazione per la posa della prima pietra: «Beati i puri di cuore perché vedranno Dio. Vedere Dio! Allora si vedrà la verità delle sue creature e si vedrà la pace di Dio che sola può essere la pace degli uomini... Fratelli e sorelle, preghiamo perché questa nuova casa sia veramente un luogo di incontro dove si vincono tutti i dubbi e dove si aiuta il pellegrino a vedere Dio e a godere della Sua pace. Questo lo auguriamo per tutti coloro che vi verranno per conoscere Gesù e per farlo conoscere». La Domus Galilææ, un ponte lanciato tra due religioni – Cristianesimo ed Ebraismo – che necessitano di luoghi franchi per conoscersi, prima che per parlarsi.
Stefano Stimamiglio
I volontari “juniors” della GMG rispondono in prima persona dando il meglio di se.
La fucina della GMG
Madrid, 9 agosto 2011. Non hanno fatto mai volontariato come gli altri più grandi. Non hanno grosse responsabilità, tuttavia il loro aiuto è ugualmente valido o meglio ancora piú coraggioso. Non sono arrivati ancora tutti quelli che dovrebbero essere presenti. Come se si trattasse di una squadra di calcio, La Giornata Mondiale della Gioventú rappresenta una vera fucina.
Sono giovani volontari, ragazzi e ragazze che ancora non hanno raggiunto il diciottesimo anno d’etá o che lo abbiano appena compiuto e che invece di trascorrere tutto il giorno in piscina, hanno preferito apportare con la loro presenza un granello di sabbia aiutando in modo dissinteressato per portare a termine i preparativi della grande festa dei giovani che inizierá tra una settimana.
Ci sono volontari che sono fratelli come accade con Antonio, Maria e Ines, ci sono quelli che sono amici come Patrizia, Nuria e Lourdes, e c’è qualcuno che come Ignacio dá una mano a suo padre che lavora nell’organizzazione. Leggendo le loro testimonianze, è evidente che questa esperienza della GMG segnerá la loro vita per il futuro.
Maria, Irene e Antonio vivono la GMG in familia
María Villuendas: 17 anni
Dopo aver finito con gli esami di diritto, sua madre le ha proposto di dar una mano alla zia che lavora nel dipartimento di Cultura. Non ha esitato un attimo e ha contribuito ad aggiornare gli elenchi dei diversi eventi della programmazione culturale. È davvero felice dato che ha conosciuto tantissima gente, pur riconoscendo che non sapeva cosa fosse la Giornata Mondiale della Gioventú, che non attirava la sua attenzione. Adesso ha scoperto cos’è e ha tanta voglia di viverla. Su ció che si aspetta dalla Giornata Mondiale della Gioventú, Maria è davvero sincera: qualunque cosa venga fuori, l’affido alle mani di Dio, tra tre anni, se Dio vorrá, la rifaró e andró, ovunque sia, per aiutare”.
Irene Villuendas: 9 anni
Con l’innocenza dei suoi nove anni, Irene ribadisce che nella GMG aiuta, più di quanto faccia a casa. Inoltre dice che le piace, davvero tanto, la GMG perchè “sará la prima volta che vedrá il Papa”. Irene ha contribuito disegnando e dipingendo e adesso è in spiaggia dove spera di “potersi abbronzare perchè è molto chiara di carnagione”. È orgogliosa perchè suo cugino sarà una guardia svizzera che fará parte delle guardie di Benedetto XVI. Come sua sorella María, Irene è sicura di ripetere le future GMG.
Patricia, Nuria y Lourdes, tre amiche unite dalla GMG
Nuria García: 17 anniCompagna di scuola di Lourdes, Nuria sta aiutando nel dipartimento di Comunicazione. “Un’amica mia lavora come volontaria in questo dipartimento e mi ha chiesto se potevo aiutarla”. Non ha dubbi su ció che sará la GMG. “Sará emozionante, siamo nell’etá ideale per viverla al massimo. È un buon momento per rafforzare la mia fede.” La sua piú grande sorpresa nel far parte all’organizzazione della GMG è stata quella di vedere persone provenienti da tutto il mondo lavorare in modo coordinato.
Patricia Muñoz: 17 anniA Patricia succede la stessa cosa come a tanti giovani della sua età che “tre anni fa, non sapevo esistesse la GMG e che cosa fosse”. Collabora nel dipartimento di Comunicazione e durante la GMG darà una mano aiutando tutti i giornalisti che accudiranno alla GMG. Il consiglio che lei dà ai giovani scettici della GMG è quello di “tuffarsi e che abbiano il coraggio di venire dato che simili opportunità accadono una sola volta nella vita e bisogna coglierle al volo. Non si può giudicare se non si sa prima di che si tratta”. A proposito di ciò che accadrà nella GMG, Patricia risponde in modo decisivo: “Ho grandi aspettative per i giorni della GMG, che la Giornata lasci un marchio nella mia vita, voglio trasmettere e condiviere con gli altri tutto ciò che è buono.” Sottolinea che non è un lavoro in più, e l’ atmosfera che c’è tra tutti: “ È ciò che ci unisce, siamo qui perché vogliamo seguire Cristo, condividiamo uno stile di vita che fa la differenza."
Ignacio aiuta suo padre con le nuove tecnologie.
Madrid: «Bienvenidos»
http://www.avvenire.it/Chiesa/bienvenidosamadrid_201108120750082900000.htm
Per conoscere il contenuto dell'articolo di avvenire.it clicca sul link!
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GMG 2
Stasera i ragazzi della Diocesi di Udine stanno riposando in territorio spagnolo a Ribes de Freser provenienti da Diano Marina.
Questa è una cartina che spiega la loro posizione: sono in un bel posto, in Catalogna che i friulani conoscono per la lingua e le sue regole
Per conoscere il posto bisogna collegarsi al sito http://www.vallderibes.cat/ , bisogna farsi forti e leggere il catalano...o il francese o....
Da questa base domani partono per una meta ancora piu montana:
Da scoprire a questo sito http://www.ciaobarcellona.com/vall-de-nuria.asp
forse un po' troppo turistico!
Ma c'è un santuario: Nostra Senyora de Núria, la Madonna li protegga dal freddo, sui Pirenei non è estate!
giovedì 11 agosto 2011
Mappa delle diocesi (manca Udine) da korazym.org
Il sito ufficiale della GMG di Madrid ormai conta le ore. E sono pochissime quelle che mancano alla "grande festa della fede", la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù. Cominciano ufficialmente domani i gemellaggi nelle diocesi spagnole, che si concluderanno il 15 di agosto prossimo, con l'invio dei giovani a Madrid, durante le sante messe dell'Assunta celebrate dai vescovi locali. Almeno 40mila i giovani italiani che continueranno in Spagna la loro preparazione verso Madrid; la maggior parte l'ha già iniziata nelle propria diocesi.
Incontri, feste e scambi culturali: tutto in meno di una settimana, per assaporare l'accoglienza dei coetanei spagnoli e conoscere i tanti angoli della penisola iberica, prima di incontrare il papa durante la GMG vera e propria, dal 16 al 21 agosto. I numeri parlano di una giornata che parlerà molto italiano. Le diocesi del bel Paese gemellate saranno 67; 107 in tutto i vescovi italiani che saranno a Madrid, la metà della Conferenza episcopale italiana. I giovani pellegrini italiani saranno in tutto 80mila, almeno quelli iscritti fino a questi giorni. Si, perchè le stime ufficiali parlano di meno di 500mila giovani iscritti alla GMG, ma secondo quanto affermano gli organizzatori spagnoli, con il fenomeno del "last minute" il numero dei partecipanti dovrebbe almeno triplicare.
Una mappa dei gemellaggi è fornita dal Sir, l'agenzia dei settimanali cattolici promossa dalla Cei. A Toledo si concentreranno i ragazzi del Triveneto e di una parte dell'Emilia Romagna. Dalle Marche si è mossa anche la statua della Madonna di Loreto, che partita il 7 agosto dall'Italia, arriverà via nave, a Barcellona e poi, il 13 agosto nella diocesi di Toledo. I ragazzi provenienti dall'intera Toscana, molti del Piemonte e del Lazio saranno invece nella diocesi di Valencia, dove sono attesi circa 10.000 ospiti. La sera dell'arrivo, l'11 agosto, è previsto un 'Concerto di benvenuto' in Plaza de la Virgen, seguito da testimonianze di fede di circa 150 giovani cristiani provenienti dalla Terra Santa. Il 14 agosto invece tutti i pellegrini parteciperanno nella Cattedrale, che puó contenere 9.000 persone a una messa presieduta dall'arcivescovo Carlos Osoro Sierra. Alla sera dello stesso giorno ci sarà un rosario particolare che si svolgerà in Playa de la Malvarrosa, una grande spiaggia; la giornata terminerà con la paella per tutti. A Valencia dall'11 al 13 agosto i pellegrini potranno visitare gratuitamente i principali musei della città; durante il gemellaggio sono previsti concerti d'organo, rappresentazioni sacre ma ci saranno anche spettacoli di magia e dei mimi.
Saranno invece vissuti all'insegna di Sant'Ignazio di Loyola, uno dei patroni della Gmg, i giorni nella diocesi di San Sebastian, dove saranno ospitati i giovani provenienti da tutte le diocesi liguri, molti in famiglia; tra i circa 5.000 ragazzi accolti ci saranno, tra gli altri, giovani provenienti dalla Siria e dall'Australia, dove si è svolta la precedente Gmg. Tutti gli umbri, ma anche molti laziali, abruzzesi, molisani e sardi saranno a Girona: ad accogliere i pellegrini italiani sarà lo stesso vescovo, mons. Francesco Pardo, che il 12 agosto pregherà in Cattedrale con i giovani. Tra gli italiani anche i giovani della diocesi di Cesena-Sarsina, che partiranno il 10 agosto. Tredici gruppi denominati da tredici piante bibliche, in omaggio al tema della Gmg: ulivo, cedro, mandorlo, palma, senape, pioppo, noce, melograno, quercia, vite, mirto, sicomoro, ginestra. Il 13 agosto sarà invece una giornata che i pellegrini di Girona vivranno insieme agli altri giovani che sono ospitati, in quel momento, nella regione, la Catalogna. Molti pugliesi infine sono già a Cuenca, nella terra di don Chishotte, dove sono ospitati anche i giovani de L'Aquila.
Incontri, feste e scambi culturali: tutto in meno di una settimana, per assaporare l'accoglienza dei coetanei spagnoli e conoscere i tanti angoli della penisola iberica, prima di incontrare il papa durante la GMG vera e propria, dal 16 al 21 agosto. I numeri parlano di una giornata che parlerà molto italiano. Le diocesi del bel Paese gemellate saranno 67; 107 in tutto i vescovi italiani che saranno a Madrid, la metà della Conferenza episcopale italiana. I giovani pellegrini italiani saranno in tutto 80mila, almeno quelli iscritti fino a questi giorni. Si, perchè le stime ufficiali parlano di meno di 500mila giovani iscritti alla GMG, ma secondo quanto affermano gli organizzatori spagnoli, con il fenomeno del "last minute" il numero dei partecipanti dovrebbe almeno triplicare.
Una mappa dei gemellaggi è fornita dal Sir, l'agenzia dei settimanali cattolici promossa dalla Cei. A Toledo si concentreranno i ragazzi del Triveneto e di una parte dell'Emilia Romagna. Dalle Marche si è mossa anche la statua della Madonna di Loreto, che partita il 7 agosto dall'Italia, arriverà via nave, a Barcellona e poi, il 13 agosto nella diocesi di Toledo. I ragazzi provenienti dall'intera Toscana, molti del Piemonte e del Lazio saranno invece nella diocesi di Valencia, dove sono attesi circa 10.000 ospiti. La sera dell'arrivo, l'11 agosto, è previsto un 'Concerto di benvenuto' in Plaza de la Virgen, seguito da testimonianze di fede di circa 150 giovani cristiani provenienti dalla Terra Santa. Il 14 agosto invece tutti i pellegrini parteciperanno nella Cattedrale, che puó contenere 9.000 persone a una messa presieduta dall'arcivescovo Carlos Osoro Sierra. Alla sera dello stesso giorno ci sarà un rosario particolare che si svolgerà in Playa de la Malvarrosa, una grande spiaggia; la giornata terminerà con la paella per tutti. A Valencia dall'11 al 13 agosto i pellegrini potranno visitare gratuitamente i principali musei della città; durante il gemellaggio sono previsti concerti d'organo, rappresentazioni sacre ma ci saranno anche spettacoli di magia e dei mimi.
Saranno invece vissuti all'insegna di Sant'Ignazio di Loyola, uno dei patroni della Gmg, i giorni nella diocesi di San Sebastian, dove saranno ospitati i giovani provenienti da tutte le diocesi liguri, molti in famiglia; tra i circa 5.000 ragazzi accolti ci saranno, tra gli altri, giovani provenienti dalla Siria e dall'Australia, dove si è svolta la precedente Gmg. Tutti gli umbri, ma anche molti laziali, abruzzesi, molisani e sardi saranno a Girona: ad accogliere i pellegrini italiani sarà lo stesso vescovo, mons. Francesco Pardo, che il 12 agosto pregherà in Cattedrale con i giovani. Tra gli italiani anche i giovani della diocesi di Cesena-Sarsina, che partiranno il 10 agosto. Tredici gruppi denominati da tredici piante bibliche, in omaggio al tema della Gmg: ulivo, cedro, mandorlo, palma, senape, pioppo, noce, melograno, quercia, vite, mirto, sicomoro, ginestra. Il 13 agosto sarà invece una giornata che i pellegrini di Girona vivranno insieme agli altri giovani che sono ospitati, in quel momento, nella regione, la Catalogna. Molti pugliesi infine sono già a Cuenca, nella terra di don Chishotte, dove sono ospitati anche i giovani de L'Aquila.
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mercoledì 10 agosto 2011
Inizia il servizio fotografico da lontano...GMG 1
Come ho già fatto per la GMG in terra di Australia, in questi giorni seguirò da lontano l'itinerario che stanno seguendo i ragazzi della Pastorale Giovanile verso la GMG.
Oggi sono partiti da Porpetto le 5 giovani, di varia età,...pranzo al sacco durante la mattinata assieme agli altri 345 e sono arrivate a Diano Marina dove, prima di varcare il confine con la Francia, oggi hanno celebrato la Santa Messa. Adesso dormono beatamente.
Oggi sono partiti da Porpetto le 5 giovani, di varia età,...pranzo al sacco durante la mattinata assieme agli altri 345 e sono arrivate a Diano Marina dove, prima di varcare il confine con la Francia, oggi hanno celebrato la Santa Messa. Adesso dormono beatamente.
SPAGNA: SCIOPERO PERSONALE AEROPORTI E METRO DURANTE VISITA PAPA
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Giornata Mondiale della Gioventù. Gli appuntamenti con Sant'Egidio
La Comunità di Sant'Egidio partecipa alla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid 2011, che ha come tema le parole di San Paolo: "Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede".
Delegazioni da ogni parte del mondo convergeranno a Madrid nei prossimi giorni. Nell'ambito del programma comune a tutti, la Comunità di Sant'Egidio invita in particoalre ad alcuni appuntamenti:
Martedì 16 agosto:
Tra le 16.00 e le 19.00. Preghiera e incontriChiesa di San Roberto Bellarmino (c/ Verónica, 11. 28014 Madrid.) Ore. 18.00, Riflessione: "I poveri, tesoro della Chiesa"C/ Olivar, 1. 28012 Madrid (Metro: Tirso de Molina o Antón Martín).
Mercoledì 17 agosto: Tra le 16.00 e le 20.00. Preghiera e incontriChiesa di San Roberto Bellarmino (c/ Verónica, 11. 28014 Madrid.)
Giovedì 18 agosto Venerdì 19 agostoTra le 16.00 e le 20.00. Preghiera e incontriChiesa di San Roberto Bellarmino (c/ Verónica, 11. 28014 Madrid.) Ci sarà la traduzione simultanea in diverse lingue
Delegazioni da ogni parte del mondo convergeranno a Madrid nei prossimi giorni. Nell'ambito del programma comune a tutti, la Comunità di Sant'Egidio invita in particoalre ad alcuni appuntamenti:
Martedì 16 agosto:
Tra le 16.00 e le 19.00. Preghiera e incontriChiesa di San Roberto Bellarmino (c/ Verónica, 11. 28014 Madrid.) Ore. 18.00, Riflessione: "I poveri, tesoro della Chiesa"C/ Olivar, 1. 28012 Madrid (Metro: Tirso de Molina o Antón Martín).
Mercoledì 17 agosto: Tra le 16.00 e le 20.00. Preghiera e incontriChiesa di San Roberto Bellarmino (c/ Verónica, 11. 28014 Madrid.)
Giovedì 18 agosto Venerdì 19 agostoTra le 16.00 e le 20.00. Preghiera e incontriChiesa di San Roberto Bellarmino (c/ Verónica, 11. 28014 Madrid.) Ci sarà la traduzione simultanea in diverse lingue
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La Via Crucis della GMG: meditazioni sulle sofferenze degli uomini dalla mancanza di lavoro ai genocidi
Nel programma della GMG c’è una tappa che è sempre molto attesa dai giovani: la Via Crucis. Ogni nazione che ha ospitato questo evento ha dato alla pia pratica che ricorda la passione di Gesù una caratteristica culturale locale con un profondo senso religioso. Basta ricordare, una per tutti, la Via Crucis della GMG di Roma 2000 al Colosseo con la riflessione sui martiri del XX secolo. Non è da meno Madrid 2011 che ha scelto le meravigliose opere d’arte delle processioni del Venerdì Santo. Ognuna delle stazioni è rappresentata da un carro della Settimana Santa spagnola, impreziosite da antichi gruppi scultorei dell'arte spagnola degli ultimi quattro secoli, di incalcolabile valore artistico e devozionale.
Parrocchie e confraternite di tutto il Paese hanno cedute generosamente per questo rito i carri, che mostrano diversi modi in cui la Settimana Santa viene celebrata nel Paese; come la fede si è fatta arte in Spagna. Così l’Ultima cena viene da Murcia; il Bacio di Giuda da Málaga; il Tradimento di san Pietro da Orihuela (Alicante); Gesù condannato a morte e Gesù caricato della Croce da Madrid; Gesù cade sotto il peso della Croce da Úbeda (Jaén); Il Cireneo aiuta a portare la Croce da León; La Veronica asciuga il volto di Gesù da Jerez de la Frontera; Gesù spogliato delle vesti da Granada; Gesù inchiodato sulla Croce da Zamora; Gesù muore sulla Croce da Málaga; La deposizione da Cuenca ; Gesù nelle braccia di sua madre da Valladolid ; Gesù è posto nel sepolcro da Segovia; e un ultimo particolare quadro della Madonna addolorata da Sevilla.
Significative in questa GMG 2011 le meditazioni sulla Via della Croce, composte dalle Hermanas de la Cruz, le suore figlie di Angela de la Cruz, santa dal 2003 e beatificata a Sevilla da Giovanni Paolo II nel 1982. Una congregazione fondata nel 1875 che prosegue anche oggi il servizio ai più poveri. Nell’ omelia della beatificazione Giovanni Paolo II tracciò così la personalità della santa: “Ella si chiamava Angela della Croce. Come se volesse dire che, secondo le parole di Cristo, ha preso la sua croce per seguirlo La nuova Beata comprese perfettamente questa scienza della croce e la espose alle sue figlie con un’espressione plastica di grande forza. Ella immagina che sul Calvario esista, accanto al Signore inchiodato alla croce, un’altra croce “alla stessa altezza, non a destra o a sinistra, ma di fronte e molto vicino”. Questa croce vuota la vogliono occupare suor Angela e le sue sorelle, che desiderano “vedersi crocifisse di fronte al Signore”, con “povertà, distacco e santa umiltà”. Unite al sacrificio di Cristo, suor Angela e le sue sorelle potranno realizzare la testimonianza dell’amore ai bisognosi.”
Da questa spiritualità nascono le meditazioni che il 19 agosto seguiranno centinaia di migliaia di giovani guidati dal papa.
Si riflette sulla necessità della pace, per la unità dei cristiani, per coloro che vengono traditi, per chi soffre per le lotte fratricide, per le vittime innocenti delle guerre, per la difesa della vita. Ad esempio nella stazione del rinnegamento di Pietro: “ Con lo sguardo a Pietro il Signore ha posato il suoi occhi sui cristiani che si vergognano della propria fede...ai quali manca il coraggio per difendere la vita dal suo inizio fino al suo termine naturale”. E ancora si prega per gli immigrati e coloro che lavorano senza dignità: “Cristo ha fatto sua la stanchezza e la disperazione di coloro che non trovano lavoro così come degli immigrati che ricevono offerte di lavoro indegne o disumane, che soffrono per il razzismo o muoiono nel tentativo di avere una vita più giusta e degna.”
Nella sesta stazione la riflessione è su coloro che “cadono senza forza vittime dell’alcol, della droga, e di altri vizi che rendono schiavi, perchè appogiandosi a Cristo che si soccorre possano rialzarsi.”
E si parla della sofferenza di coloro che sono stati “sfigurati dai regimi atei che distruggono la persona e li privano della dignità”.
La nona stazione, Gesù spogliato dalle vesti, è una accorata riflessione sulla dignità e l’intimità di cui l’ essere umano viene spogliato tragicamente. “ Gesù condivide la sofferenza delle vittime dei genocidi umani, quando l’uomo si scatena con brutale violenza, nelle violazioni e gli abusi sessuali, nei crimini contro bambini e adulti. Quante persone denudate della loro dignità e della loro innocenza, delle loro fiducia nell’uomo!”
La croce sarà portata da giovani del Ruanda e del Burundi.
E la riflessione mariana nella XIII stazione è per il dolore dei genitori che hanno perso i figli per la fame mentre società opulente inghiottite dal drago del consumismo, dalla perversione materialista, sprofondano nel nichilismo del vuoto della loro vita.”
I dolori e i peccati del mondo che Gesù carica su se stesso con la croce trovano però conforto anche attraverso i buoni samaritani che “in ogni angolo della terra appaiono per condividere le conseguenze dei disastri naturali: terremoti, uragani, maremoti.” In questa stazione saranno i giovani di Haiti e del Giappone a portare la croce.
Un corteo di ragazzi porterà la Croce della GMG da un gruppo scultoreo all'altro, mentre vengono recitate meditazioni. Il corteo è composto da due fiaccole per ogni Confraternità e da dieci giovani di diversa provenienza. Parteciperanno anche, grazie a un permesso concesso dalle Autorità carcerarie di Madrid, alcuni giovani detenuti di un carcere nella periferia di Madrid.
Il Santo Padre, dopo aver pronunciato la preghiera Introduttiva, dal palco allestito in Plaza de Cibeles seguirà lo svolgimento della Via Crucis, che partendo da Plaza de Cibeles si snoderà lungo il Paseo de Recoletos per poi concludersi in Plaza de Colón. Al termine, il Papa pronuncia il discorso e presiede l'ultima preghiera dedicata alla Madonna.
Parrocchie e confraternite di tutto il Paese hanno cedute generosamente per questo rito i carri, che mostrano diversi modi in cui la Settimana Santa viene celebrata nel Paese; come la fede si è fatta arte in Spagna. Così l’Ultima cena viene da Murcia; il Bacio di Giuda da Málaga; il Tradimento di san Pietro da Orihuela (Alicante); Gesù condannato a morte e Gesù caricato della Croce da Madrid; Gesù cade sotto il peso della Croce da Úbeda (Jaén); Il Cireneo aiuta a portare la Croce da León; La Veronica asciuga il volto di Gesù da Jerez de la Frontera; Gesù spogliato delle vesti da Granada; Gesù inchiodato sulla Croce da Zamora; Gesù muore sulla Croce da Málaga; La deposizione da Cuenca ; Gesù nelle braccia di sua madre da Valladolid ; Gesù è posto nel sepolcro da Segovia; e un ultimo particolare quadro della Madonna addolorata da Sevilla.
Significative in questa GMG 2011 le meditazioni sulla Via della Croce, composte dalle Hermanas de la Cruz, le suore figlie di Angela de la Cruz, santa dal 2003 e beatificata a Sevilla da Giovanni Paolo II nel 1982. Una congregazione fondata nel 1875 che prosegue anche oggi il servizio ai più poveri. Nell’ omelia della beatificazione Giovanni Paolo II tracciò così la personalità della santa: “Ella si chiamava Angela della Croce. Come se volesse dire che, secondo le parole di Cristo, ha preso la sua croce per seguirlo La nuova Beata comprese perfettamente questa scienza della croce e la espose alle sue figlie con un’espressione plastica di grande forza. Ella immagina che sul Calvario esista, accanto al Signore inchiodato alla croce, un’altra croce “alla stessa altezza, non a destra o a sinistra, ma di fronte e molto vicino”. Questa croce vuota la vogliono occupare suor Angela e le sue sorelle, che desiderano “vedersi crocifisse di fronte al Signore”, con “povertà, distacco e santa umiltà”. Unite al sacrificio di Cristo, suor Angela e le sue sorelle potranno realizzare la testimonianza dell’amore ai bisognosi.”
Da questa spiritualità nascono le meditazioni che il 19 agosto seguiranno centinaia di migliaia di giovani guidati dal papa.
Si riflette sulla necessità della pace, per la unità dei cristiani, per coloro che vengono traditi, per chi soffre per le lotte fratricide, per le vittime innocenti delle guerre, per la difesa della vita. Ad esempio nella stazione del rinnegamento di Pietro: “ Con lo sguardo a Pietro il Signore ha posato il suoi occhi sui cristiani che si vergognano della propria fede...ai quali manca il coraggio per difendere la vita dal suo inizio fino al suo termine naturale”. E ancora si prega per gli immigrati e coloro che lavorano senza dignità: “Cristo ha fatto sua la stanchezza e la disperazione di coloro che non trovano lavoro così come degli immigrati che ricevono offerte di lavoro indegne o disumane, che soffrono per il razzismo o muoiono nel tentativo di avere una vita più giusta e degna.”
Nella sesta stazione la riflessione è su coloro che “cadono senza forza vittime dell’alcol, della droga, e di altri vizi che rendono schiavi, perchè appogiandosi a Cristo che si soccorre possano rialzarsi.”
E si parla della sofferenza di coloro che sono stati “sfigurati dai regimi atei che distruggono la persona e li privano della dignità”.
La nona stazione, Gesù spogliato dalle vesti, è una accorata riflessione sulla dignità e l’intimità di cui l’ essere umano viene spogliato tragicamente. “ Gesù condivide la sofferenza delle vittime dei genocidi umani, quando l’uomo si scatena con brutale violenza, nelle violazioni e gli abusi sessuali, nei crimini contro bambini e adulti. Quante persone denudate della loro dignità e della loro innocenza, delle loro fiducia nell’uomo!”
La croce sarà portata da giovani del Ruanda e del Burundi.
E la riflessione mariana nella XIII stazione è per il dolore dei genitori che hanno perso i figli per la fame mentre società opulente inghiottite dal drago del consumismo, dalla perversione materialista, sprofondano nel nichilismo del vuoto della loro vita.”
I dolori e i peccati del mondo che Gesù carica su se stesso con la croce trovano però conforto anche attraverso i buoni samaritani che “in ogni angolo della terra appaiono per condividere le conseguenze dei disastri naturali: terremoti, uragani, maremoti.” In questa stazione saranno i giovani di Haiti e del Giappone a portare la croce.
Un corteo di ragazzi porterà la Croce della GMG da un gruppo scultoreo all'altro, mentre vengono recitate meditazioni. Il corteo è composto da due fiaccole per ogni Confraternità e da dieci giovani di diversa provenienza. Parteciperanno anche, grazie a un permesso concesso dalle Autorità carcerarie di Madrid, alcuni giovani detenuti di un carcere nella periferia di Madrid.
Il Santo Padre, dopo aver pronunciato la preghiera Introduttiva, dal palco allestito in Plaza de Cibeles seguirà lo svolgimento della Via Crucis, che partendo da Plaza de Cibeles si snoderà lungo il Paseo de Recoletos per poi concludersi in Plaza de Colón. Al termine, il Papa pronuncia il discorso e presiede l'ultima preghiera dedicata alla Madonna.
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Papa: Lasciatevi riempire dal silenzio e da Dio, davanti alla natura e ai monasteri
2011-08-10 VATICANO
Il silenzio e la bellezza del creato sono condizioni “che rimandano alla meditazione e a Dio”, ha detto Benedetto XVI nell’udienza generale di Castel Gandolfo. In un’ottica spirituale quei luoghi “sono una struttura portante del mondo”. Molti i pellegrini ispanofoni, che accompagneranno Benedetto XVI alla Gmg di Madrid la prossima settimana.
Nella tradizione cristiana sono nati per questo i monasteri, "luoghi - ha spiegato il Papa teologo - in cui Dio parla, uno spazio chiuso ma aperto verso il Cielo". “Il silenzio e la bellezza del luoghi in cui vive una comunità monastica - ha aggiunto - costituiscono come il riflesso dell’armonia spirituale che gli uomini cercano di realizzare'', ''e in un’ottica spirituale questi luoghi dello spirito sono una struttura portante del mondo. Non è un caso che specialmente durante i periodi estivi e di riposo, ''molte persone visitino i monasteri'', gli eremi, i conventi, che i grandi santi hanno creato ''in luoghi particolarmente belli, valli, montagne, addirittura piccole isole''.
Il Papa ha ricordato l'esempio dei santi che hanno cercato spazi per la meditazione in luoghi immersi nella natura e nel silenzio. Partendo da santa Chiara d'Assisi, di cui domani si celebra la festa, ha citato il ''piccolo convento di San Damiano, poco al di sotto della città di Assisi, in mezzo agli uliveti che digradano verso Santa Maria degli Angeli'', che san Francesco restaurò dopo la sua conversione, e dove si stabilirono le ''sorelle'' di Chiara, che all'inizio si chiamavano le ''sorelle povere''.
Benedetto XVI ha poi affermato che i santi ''ci richiamano alla esigenza di volgere lo sguardo alle cose del cielo''; e ha citato anche suor Edith Stein, santa Teresa Benedetta della Croce (la cui festa era ieri), e san Lorenzo, martirizzato sulla graticola, che la Chiesa festeggia oggi, ''diacono e martire caro ai romani che da sempre lo venerano tra i loro patroni”. Al Papa che meditava sul silenzio e la contemplazione i pellegrini presenti, e festanti, hanno riservato una accoglienza piuttosto rumorosa; in particolare il caloroso gruppo di lingua spagnola, composto oltre che da spagnoli ,da colombiani ed ecuadoregni, molti dei quali accompagneranno il Papa la settimana prossima alla Giornata mondiale della gioventù a Madrid.
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Video - Nel deserto a scuola della Parola(grazie a Terrasanta.net
Franciscan Media Center | 3 agosto 2011
È sempre meno raro, in Terra Santa, incontrare gruppi di giovani pellegrini che, accompagnati dai sacerdoti che li hanno guidati in un itinerario biblico e spirituale durato per mesi nei loro paesi e città, vivono un pellegrinaggio tutto speciale nella terra dell’Antico e del Nuovo Testamento. In questo video l’esperienza di 23 ragazzi e ragazze in viaggio con don Martino Signoretto, biblista e guida di Terra Santa di origini venete.
A Madrid "Wojtyla Generation love rock musical
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SPAGNA: POLEMICHE PER I COSTI DELLA VISITA DI BENEDETTO XVI
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martedì 9 agosto 2011
Arezzonotizie.it annuncia la partenza in nave
Monsignor Fontana celebra messa con il Papa alla Giornata mondiale della gioventù. Le foto della partenza
Lunedì 08 Agosto 2011 17:08 Mattia Cialini
Partiranno questa sera da Civitavecchia, alle 19. Cinquecento aretini, in compagnia di almeno un altro migliaio di giovani dal resto della Toscana, salperanno alla volta di Barcellona, dove approderanno dopo 23 ore di navigazione.
Quindi sosta a Valencia e poi, dal 16 al 21 agosto, rotta su Madrid per la Giornata Mondiale della Gioventù. Un appuntamento al quale parteciperà anche monsignor Riccardo Fontana, Vescovo di Arezzo, che concelebrerà - assieme a decine di presuli da tutto il Mondo – la messa di domenica 21 agosto insieme a Papa Benedetto XVI.
L’avventura aretina è cominciata oggi dopo pranzo. Alle 14,30 c’è stato il raduno in Diocesi, il saluto del vescovo Fontana, quindi la partenza in pullman: un centinaio di ragazzi hanno lasciato il capoluogo e contemporaneamente sono partiti altri bus da Sansepolcro e dal Valdarno.
La nave che li ospiterà sarà quasi interamente occupata da fedeli diretti alla Gmg e all’interno dell’imbarcazione è stata allestita anche una cappellina che sarà sempre aperta alla preghiera.
La spedizione toscana troverà alloggio a Valencia - così come logisticamente deciso – in attesa del trasferimento a Madrid. Una settimana, fino al 15 agosto, da trascorrere tra preghiere, incontri e momenti di riflessione, dormendo all’interno di locali messi a disposizione dalle parrocchie spagnole (palestre per lo più).
Dal 16 al 21 l’atteso evento di Madrid, a cui parteciperà anche monsignor Fontana. Tra i momenti chiave dell’appuntamento la veglia nella notte tra sabato e domenica e l’incontro – con celebrazione eucaristica – con il Papa.
Altri aretini arriveranno in Spagna fuori dalla delegazione diocesana, attraverso mezzi propri o con pullman allestiti da altre realtà come i Neocatecumenali.
Quindi sosta a Valencia e poi, dal 16 al 21 agosto, rotta su Madrid per la Giornata Mondiale della Gioventù. Un appuntamento al quale parteciperà anche monsignor Riccardo Fontana, Vescovo di Arezzo, che concelebrerà - assieme a decine di presuli da tutto il Mondo – la messa di domenica 21 agosto insieme a Papa Benedetto XVI.
L’avventura aretina è cominciata oggi dopo pranzo. Alle 14,30 c’è stato il raduno in Diocesi, il saluto del vescovo Fontana, quindi la partenza in pullman: un centinaio di ragazzi hanno lasciato il capoluogo e contemporaneamente sono partiti altri bus da Sansepolcro e dal Valdarno.
La nave che li ospiterà sarà quasi interamente occupata da fedeli diretti alla Gmg e all’interno dell’imbarcazione è stata allestita anche una cappellina che sarà sempre aperta alla preghiera.
La spedizione toscana troverà alloggio a Valencia - così come logisticamente deciso – in attesa del trasferimento a Madrid. Una settimana, fino al 15 agosto, da trascorrere tra preghiere, incontri e momenti di riflessione, dormendo all’interno di locali messi a disposizione dalle parrocchie spagnole (palestre per lo più).
Dal 16 al 21 l’atteso evento di Madrid, a cui parteciperà anche monsignor Fontana. Tra i momenti chiave dell’appuntamento la veglia nella notte tra sabato e domenica e l’incontro – con celebrazione eucaristica – con il Papa.
Altri aretini arriveranno in Spagna fuori dalla delegazione diocesana, attraverso mezzi propri o con pullman allestiti da altre realtà come i Neocatecumenali.
Gmg: i giovani cristiani della Terra Santa sono pronti a partire per Madrid


I “fiori del deserto”, un gruppo di ragazzi cattolici della comunità ebreofona di Israele, sono pronti a raggiungere Madrid, ad una settimana dall’inizio della Gmg. Prima della partenza, 17 ragazzi provenienti da Giaffa, Haifa, Tiberiade e Nazareth, si sono incontrati a Giaffa per pregare insieme e ricevere la benedizione da padre David Neuhaus, vicario patriarcale per le qehillot, le comunità cattoliche ebreofone. Padre David, riferisce l'agenzia Sir, ha espresso l’augurio che a Madrid “i giovani approfondiscano la loro fede e ritornino pieni di entusiasmo per contribuire alla nostra vita qui in Israele”, perché “rappresentano il nostro Paese, la Chiesa locale e le nostre comunità”. Il vicario, benedicendo le croci poi distribuite ad ogni partecipante, ha invitato i ragazzi ad essere “testimoni di Cristo, che si è fatto carne in questa Terra, ha predicato il suo Vangelo, ha sofferto, ha donato la sua vita per noi ed è risorto dalla morte” e a portare “in ogni luogo ed in ogni tempo la gioia della vostra gioventù e il desiderio di felicità del vostro cuore”. I giovani partiranno da Tel Aviv per Santiago de Compostela, dove saranno ospitati dalle suore francescane di Maria Madre del Buon Pastore e pregheranno sulla tomba dell’Apostolo San Giacomo. Il 16 agosto il gruppo arriverà a Madrid e si unirà alle attività comuni della Gmg. Anche 253 giovani cristiani palestinesi raggiungeranno la capitale spagnola, grazie all’organizzazione unitaria delle Chiese cattoliche di Giordania, Israele e Palestina. I ragazzi partiranno tra il 9 e il 10 agosto e raggiungeranno le diocesi spagnole di Santiago, Valencia e Barcellona, per poi raggiungere Madrid il 15 agosto. “La Gmg non è turismo, non è un viaggio religioso. È un appello e una missione”, ha affermato mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, vescovo di Emmaus, consegnando ai giovani il mandato, “è lo Spirito Santo che vi chiama a incontrare il Papa, l’universalità della Chiesa e i giovani del mondo intero”. “Andate a portare la testimonianza della Chiesa di Terra Santa e a ricevere la testimonianza della Chiesa universale per essere, come dice lo slogan della Gmg, forti in Gesù Cristo e radicati nella fede”, ha esortato il presule. Anche altri giovani della Terra Santa parteciperanno alla Gmg, attraverso gruppi e aggregazioni laicali, per un totale di circa 500 ragazzi (M.R.)
I “fiori del deserto”, un gruppo di ragazzi cattolici della comunità ebreofona di Israele, sono pronti a raggiungere Madrid, ad una settimana dall’inizio della Gmg. Prima della partenza, 17 ragazzi provenienti da Giaffa, Haifa, Tiberiade e Nazareth, si sono incontrati a Giaffa per pregare insieme e ricevere la benedizione da padre David Neuhaus, vicario patriarcale per le qehillot, le comunità cattoliche ebreofone. Padre David, riferisce l'agenzia Sir, ha espresso l’augurio che a Madrid “i giovani approfondiscano la loro fede e ritornino pieni di entusiasmo per contribuire alla nostra vita qui in Israele”, perché “rappresentano il nostro Paese, la Chiesa locale e le nostre comunità”. Il vicario, benedicendo le croci poi distribuite ad ogni partecipante, ha invitato i ragazzi ad essere “testimoni di Cristo, che si è fatto carne in questa Terra, ha predicato il suo Vangelo, ha sofferto, ha donato la sua vita per noi ed è risorto dalla morte” e a portare “in ogni luogo ed in ogni tempo la gioia della vostra gioventù e il desiderio di felicità del vostro cuore”. I giovani partiranno da Tel Aviv per Santiago de Compostela, dove saranno ospitati dalle suore francescane di Maria Madre del Buon Pastore e pregheranno sulla tomba dell’Apostolo San Giacomo. Il 16 agosto il gruppo arriverà a Madrid e si unirà alle attività comuni della Gmg. Anche 253 giovani cristiani palestinesi raggiungeranno la capitale spagnola, grazie all’organizzazione unitaria delle Chiese cattoliche di Giordania, Israele e Palestina. I ragazzi partiranno tra il 9 e il 10 agosto e raggiungeranno le diocesi spagnole di Santiago, Valencia e Barcellona, per poi raggiungere Madrid il 15 agosto. “La Gmg non è turismo, non è un viaggio religioso. È un appello e una missione”, ha affermato mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, vescovo di Emmaus, consegnando ai giovani il mandato, “è lo Spirito Santo che vi chiama a incontrare il Papa, l’universalità della Chiesa e i giovani del mondo intero”. “Andate a portare la testimonianza della Chiesa di Terra Santa e a ricevere la testimonianza della Chiesa universale per essere, come dice lo slogan della Gmg, forti in Gesù Cristo e radicati nella fede”, ha esortato il presule. Anche altri giovani della Terra Santa parteciperanno alla Gmg, attraverso gruppi e aggregazioni laicali, per un totale di circa 500 ragazzi (M.R.)
Domani inizia il viaggio della Pastorale Giovanile Diocesana
Da Udine domani parte il Pellegrinaggio, verso la Spagna, per partecipare alla Giornata mondiale della gioventù!!
San zorz 11 tenterà di seguire con collegamenti al sito della Pastorale diocesana Udinese e a quello ufficiale della GMG tutti gli avvenimenti, come è successo per l'Australia quando questo sito era cristians di sanzorz...
Per l'occasione Sanzorz prende colori più festosi!!!
Dal sito della Treccani la biografia di un artista dell'800
Treccani, l'enciclopedia italiana
Fabris, Domenico
Dizionario Biografico degli Italiani
FABRIS, Domenico. - Nacque a Osoppo (Udine) l'11 nov. 1814 da Silvestro, pittore dilettante (Faleschini, 1968), e da Pasqua Lenuzza.Non si deve confondere con suo cugino Domenico, figlio di Pietro e soprannominato Menone di Osoppo, pure pittore, sulle cui opere non esiste documentazione scritta. Citiamo qui l'inedita tela Madonna con Bambino (1864) della parrocchiale di Chiusaforte, in cui si firma "Gio: Domenico di Pietro Fabris di Osoppo", e i due stendardi della medesima chiesa, pure firmati.Non va neppure identificato, come è stato fatto dai più, con Domenico, figlio di Antonio (cfr
Leggi tuttovenerdì 5 agosto 2011
da Radiovaticana: LE VIE DEL CUORE
Conclusa ad Assisi la marcia francescana. Don Bonaiuto: ripartire dagli ultimi


Si è conclusa questa mattina la XXXI edizione della Marcia francescana sul tema “Le vie del cuore”, organizzata dai Frati Minori d’Italia. Una Marcia che ha visto anche la partecipazione di molti giovani in partenza per la Gmg di Madrid. Ieri sera, una folla di giovani marciatori si sono ritrovati, nella piazza antistante la Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli, in una veglia di preghiera dal titolo “Nel cuore di Dio, per essere saldi nella fede”. Ad Assisi c’era per noi, Alessandra De Gaetano:
Una serata di ascolto e di invocazione, di canto e di silenzio, per continuare a festeggiare la gioia del perdono ricevuto, sotto lo sguardo benevolo della Madonna degli Angeli. Il protagonista è stato Gesù, il vero Amico con cui condividere il cammino della vita. A fare da cornice sono state le parole di Benedetto XVI e di Giovanni Paolo II, lette durante la veglia come segno di comunione con il Successore di Pietro, aderendo anche al messaggio di San Francesco. E in attesa della 26.ma Giornata mondiale della gioventù 2011, che si terrà a Madrid e che vedrà la partecipazione anche dei giovani marciatori francescani, è stata ricordata l’esortazione del Papa a costruire la propria casa sulla roccia e a diventare adulti nella fede, ispirandosi alle vite dei santi e dei martiri. E rappresentando idealmente l’impegno assunto, alcuni marciatori hanno posto un mattone sulla Parola di Dio. Ma il momento culminante della veglia è stato la testimonianza di don Aldo Buonaiuto, responsabile del servizio anti-sette della comunità Papa Giovanni XXIII, che ha anche ricordato la figura del fondatore don Oreste Benzi. Benedetto XVI lo definì “il grande infaticabile apostolo della carità”.
A don Aldo Bonaiuto, Alessandra De Gaetano ha chiesto come oggi i giovani possano davvero incontrare il prossimo e dare un senso forte alla propria vita:
R. – Partendo dagli ultimi, dalle persone più disperate e oppresse, dai poveri e da coloro che quasi chiedono scusa di esistere. Non pensiamo soltanto alle povertà materiali, perché oggi quest’umanità è ferita profondamente da una solitudine: il cuore è profondamente solo e isolato. I nostri giovani non hanno la capacità di relazionarsi: sembra che venga data loro ogni cosa, mentre invece gli viene tolto tutto. Paradossalmente questa grande emancipazione della comunicazione provoca omissione, silenzio, incapacità di dialogo e quindi poi anche incapacità di conoscersi e di armarsi. Il cuore dell’uomo oggi – possiamo dire - è veramente immerso, molto spesso, nelle tenebre di un mondo senza Dio.
D. – Come interviene la Chiesa in queste realtà, per condurre questi giovani al cuore secondo Dio e quindi libero e illuminato?
R. – La Chiesa è un faro importante per questo mondo. La Chiesa è una barca sicura, dove l’uomo che ha la fortuna, ha il dono, ha la vocazione di farne parte e di sentire che Gesù è il Figlio di Dio, è il Salvatore del mondo, può trovare in questa Chiesa - fatta di uomini peccatori, ma anche di santi e di persone che mettono la loro vita al servizio del Vangelo per seguire Gesù fino in fondo - può trovare la vera gioia. E questo la Chiesa annuncia: la vera gioia e quindi dare alle nuove generazioni il senso e il gusto della vita, donando la vera libertà, che è la libertà di amare gratuitamente, non per un profitto, ma soltanto per la gioia e la bellezza di amare.
D. – Un messaggio, un auspicio per questi giovani marciatori che parteciperanno – alcuni di loro – alla Giornata mondiale della Gioventù...
R. – Questi giovani sono veramente la speranza per tanti altri giovani qualora non si fermeranno all’esperienza in sé, ma porteranno questa esperienza dando frutto e cercando poi di comunicare questo dono della fede ai propri coetanei. Noi camminiamo proprio così, per trapianto vitale: mettere la vita con la vita degli altri, questa vita sana che per noi è in Cristo, la più bella, che può essere trasmessa e quando viene trasmessa la vita in Cristo tutto si trasforma e possiamo fare nuove tutte le cose. Così il Papa che ci aspetta tutti a Madrid non è il Papa come istituzione, ma è quel padre, apostolo e Vicario di Cristo, che vuole insegnarci e segnalarci la vera via che dà questa vita. (mg)
Una serata di ascolto e di invocazione, di canto e di silenzio, per continuare a festeggiare la gioia del perdono ricevuto, sotto lo sguardo benevolo della Madonna degli Angeli. Il protagonista è stato Gesù, il vero Amico con cui condividere il cammino della vita. A fare da cornice sono state le parole di Benedetto XVI e di Giovanni Paolo II, lette durante la veglia come segno di comunione con il Successore di Pietro, aderendo anche al messaggio di San Francesco. E in attesa della 26.ma Giornata mondiale della gioventù 2011, che si terrà a Madrid e che vedrà la partecipazione anche dei giovani marciatori francescani, è stata ricordata l’esortazione del Papa a costruire la propria casa sulla roccia e a diventare adulti nella fede, ispirandosi alle vite dei santi e dei martiri. E rappresentando idealmente l’impegno assunto, alcuni marciatori hanno posto un mattone sulla Parola di Dio. Ma il momento culminante della veglia è stato la testimonianza di don Aldo Buonaiuto, responsabile del servizio anti-sette della comunità Papa Giovanni XXIII, che ha anche ricordato la figura del fondatore don Oreste Benzi. Benedetto XVI lo definì “il grande infaticabile apostolo della carità”.
A don Aldo Bonaiuto, Alessandra De Gaetano ha chiesto come oggi i giovani possano davvero incontrare il prossimo e dare un senso forte alla propria vita:
R. – Partendo dagli ultimi, dalle persone più disperate e oppresse, dai poveri e da coloro che quasi chiedono scusa di esistere. Non pensiamo soltanto alle povertà materiali, perché oggi quest’umanità è ferita profondamente da una solitudine: il cuore è profondamente solo e isolato. I nostri giovani non hanno la capacità di relazionarsi: sembra che venga data loro ogni cosa, mentre invece gli viene tolto tutto. Paradossalmente questa grande emancipazione della comunicazione provoca omissione, silenzio, incapacità di dialogo e quindi poi anche incapacità di conoscersi e di armarsi. Il cuore dell’uomo oggi – possiamo dire - è veramente immerso, molto spesso, nelle tenebre di un mondo senza Dio.
D. – Come interviene la Chiesa in queste realtà, per condurre questi giovani al cuore secondo Dio e quindi libero e illuminato?
R. – La Chiesa è un faro importante per questo mondo. La Chiesa è una barca sicura, dove l’uomo che ha la fortuna, ha il dono, ha la vocazione di farne parte e di sentire che Gesù è il Figlio di Dio, è il Salvatore del mondo, può trovare in questa Chiesa - fatta di uomini peccatori, ma anche di santi e di persone che mettono la loro vita al servizio del Vangelo per seguire Gesù fino in fondo - può trovare la vera gioia. E questo la Chiesa annuncia: la vera gioia e quindi dare alle nuove generazioni il senso e il gusto della vita, donando la vera libertà, che è la libertà di amare gratuitamente, non per un profitto, ma soltanto per la gioia e la bellezza di amare.
D. – Un messaggio, un auspicio per questi giovani marciatori che parteciperanno – alcuni di loro – alla Giornata mondiale della Gioventù...
R. – Questi giovani sono veramente la speranza per tanti altri giovani qualora non si fermeranno all’esperienza in sé, ma porteranno questa esperienza dando frutto e cercando poi di comunicare questo dono della fede ai propri coetanei. Noi camminiamo proprio così, per trapianto vitale: mettere la vita con la vita degli altri, questa vita sana che per noi è in Cristo, la più bella, che può essere trasmessa e quando viene trasmessa la vita in Cristo tutto si trasforma e possiamo fare nuove tutte le cose. Così il Papa che ci aspetta tutti a Madrid non è il Papa come istituzione, ma è quel padre, apostolo e Vicario di Cristo, che vuole insegnarci e segnalarci la vera via che dà questa vita. (mg)
giovedì 4 agosto 2011
Domenica 7 agosto 2011
XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
PRIMA LETTURA (1Re 19,9.11-13)
Fermati sul monte alla presenza del Signore.
Dal primo libro dei Re
In quei giorni, Elia, [essendo giunto al monte di Dio, l’Oreb], entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco gli fu rivolta la parola del Signore in questi termini: «Esci e fèrmati sul monte alla presenza del Signore».
Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 84)
Rit: Mostraci, Signore, la tua misericordia.
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra. Rit.
Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo. Rit.
Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino. Rit.
SECONDA LETTURA (Rm 9,1-5)
Vorrei essere io stesso anàtema, separato da Cristo, a vantaggio dei miei fratelli.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, dico la verità in Cristo, non mento, e la mia coscienza me ne dà testimonianza nello Spirito Santo: ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua.
Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne.
Essi sono Israeliti e hanno l’adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse; a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Sal 129,5)
Alleluia, alleluia.
Io spero, Signore.
Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
Alleluia.
VANGELO (Mt 14,22-33)
Comandami di venire verso di te sulle acque.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e sorelle carissimi, la fede ci dice che tutto coopera al bene per quelli che Dio ama. Esprimiamo questa nostra certezza presentando al Signore le necessità dell’ora presente.
L – Con fede preghiamo insieme e diciamo:
Mostraci, Signore, la tua misericordia.
C – La tua bontà, Signore, non ha confini; come Gesù, tuo Figlio e nostro Salvatore, fece con Pietro, afferra la mano di noi e di tutti gli uomini, salvaci e donaci la gioia di sperimentare quanto la tua misericordia è più grande del nostro cuore. Per Cristo nostro Signore. T - Amen.
Fermati sul monte alla presenza del Signore.
In quei giorni, Elia, [essendo giunto al monte di Dio, l’Oreb], entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco gli fu rivolta la parola del Signore in questi termini: «Esci e fèrmati sul monte alla presenza del Signore».
Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna.
Parola di Dio
Rit: Mostraci, Signore, la tua misericordia.
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra. Rit.
Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo. Rit.
Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino. Rit.
Vorrei essere io stesso anàtema, separato da Cristo, a vantaggio dei miei fratelli.
Fratelli, dico la verità in Cristo, non mento, e la mia coscienza me ne dà testimonianza nello Spirito Santo: ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua.
Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne.
Essi sono Israeliti e hanno l’adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse; a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen.
Parola di Dio
Alleluia, alleluia.
Io spero, Signore.
Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
Alleluia.
Comandami di venire verso di te sulle acque.
[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
Parola del Signore
1. Per il popolo santo di Dio, perché manifesti la fedeltà al messaggio evangelico nell’amore ai nemici e nella solidarietà verso tutti, preghiamo.
2. Per il nostro mondo, che spesso ci sembra senza speranza a causa dei tanti mali che lo affliggono, perché riconosca la voce del Signore che chiama alla salvezza ogni uomo tra tutti i popoli, preghiamo.
3. Per coloro che, afflitti da prove di carattere spirituale o fisico, vivono la paura o l’esperienza della notte della fede, perché la potenza della Parola di Dio, la preghiera dei santi e la nostra vicinanza li aiutino a scorgere il Giorno del Signore che va loro incontro, preghiamo.
4. Per quanti patiscono scandalo a causa della nostra fede immatura o scarsa, specialmente nelle nostre Parrocchie, perché mediante la nostra conversione ritrovino fiducia nella potenza salvifica del Vangelo, preghiamo.
5. Per noi qui presenti, perché la familiarità con la Parola ed i Sacramenti, anche e soprattutto in questo tempo di ferie, ci renda capaci di compiere ciò che il Signore ci chiede in ogni situazione della vita, preghiamo.
AFRICA/SUDAN - Ad ottobre i Vescovi sudanesi decideranno se formare due distinte Conferenze Episcopali per il nord e per il sud
Khartoum (Agenzia Fides)- I Vescovi sudanesi si riuniranno ad ottobre in diocesi di Wau (sud Sudan) per decidere se se formare due distinte Conferenze Episcopali, dopo la separazione tra nord e sud Sudan (che è diventato ufficialmente uno Stato indipendente il 9 luglio). Lo afferma una fonte di Sudan Catholic Radio News.
Attualmente esiste un'unica Conferenza Episcopale con due Segreterie indipendenti a Juba (capitale del sud Sudan) e a Khartoum.
Questa decisione sarà probabilmente influenzata da come evolverà la situazione della Chiesa nel nord Sudan. Il numero dei fedeli nel nord è in calo, secondo quanto riferisce all'Agenzia CISA di Nairobi John Ashworth, consulente della Chiesa in Sudan, visto che diversi cattolici che vivevano nel settentrione, originari del sud, sono stati costretti a tornare nei luoghi di provenienza dopo la separazione. "Altri probabilmente saranno costretti a farlo nei prossimi mesi a causa dei problemi relativa alla concessione della cittadinanza, così come per la concreta possibilità che le minoranze culturali e religiose nella Repubblica del Sudan (nord) subiscano molestie. Questa è la ragione per cui alcune chiese e scuole cattoliche hanno dovuto chiudere i battenti. Se Khartoum concederà i diritti di cittadinanza ai sud sudanesi, allora la situazione potrebbe migliorare, ma tutto dipende da come verranno trattati i meridionali ed cristiani ", ha detto Ashworth alla CISA.
Delle nove diocesi sudanesi, solo due sono nel Nord, Khartoum ed El Obeid, le altre invece (Malakal, Juba, Yei, Wau, Rumbek, Tombura-Yambio e Torit) sono nel sud. (L.M.) (Agenzia Fides 4/8/2011)
AFRICA/KENYA - I Vescovi del Kenya lanciano una fondo di emergenza in aiuto alle popolazioni colpite dalla siccità
Nairobi (Agenzia Fides)- "Siamo tutti profondamente preoccupata per la crisi provocata dalla siccità e per la sofferenza di così tanti keniani. La nostra preoccupazione è rivolta verso i milioni di persone indifese che rischiano di morire di fame e verso le tante comunità che hanno perduto i mezzi di sussistenza" affermano i Vescovi del Kenya in un comunicato con il quale lanciano una sottoscrizione nazionale a favore delle popolazioni colpite dalla siccità che imperversa in diversi Paesi dell'Africa orientale.
Se la situazione più drammatica è quella della Somalia, anche il Kenya risente in modo pesante della crisi alimentare, non solo perché accoglie sul suo territorio centinaia di migliaia di somali in fuga dal loro Paese, ma anche perché la siccità ha colpito diverse aree del suo territorio.
Nel messaggio della Conferenza Episcopale del Kenya si afferma che le persone più vulnerabili sono: i pastori delle regioni del nord, del nord-est, del nord-ovest, e del sud, e le famiglie più povere che vivono di agricoltura di sussistenza nelle pianure costiere e nelle regioni sud-orientali.
La siccità, causata dalle scarse piogge del 2010 e di quest'anno, ha provocato, ricordano i Vescovi, "scarsità di cibo, forte aumento dei prezzi dei generi alimentari, mancanza d'acqua, migrazioni e conflitti, malnutrizione, abbandono scolastico da parte dei bambini e perdita del bestiame".
La Conferenza Episcopale del Kenya ha quindi deciso di lanciare un fondo di emergenza (Catholic Charity Emergency Fund) ed ha rivolto un appello per una sottoscrizione a favore di questa iniziativa. Sono state organizzate anche raccolte di cibo presso parrocchie, uffici diocesani ed altre strutture della Chiesa. (L.M.) (Agenzia Fides 4/8/2011)
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A San Gervasio una via e un cippo all’8° Alpini(da ana.it)
Carlino 2 agosto
Il gruppo di San Gervasio di Carlino, sezione di Palmanova, ha organizzato una bella festa alpina in occasione del 90° del locale monumento ai Caduti. L’amministrazione comunale, per dare risalto all’evento, ha edificato un cippo e intitolato una via all’8° Alpini. Le cerimonie sono iniziate con l’alzabandiera presso il parco civico e sono proseguite con la Messa accompagnata dal coro sezionale “Ardito Desio” di Palmanova.
La sfilata è stata aperta dalla Nuova Banda di Carlino e dai vessilli delle sezioni di Udine e Palmanova seguiti da una cinquantina di gagliardetti alpini, da un picchetto armato dell’8°, da un plotone storico in divisa della 1ª guerra mondiale, dai gonfaloni comunali, dalle autorità e da uno stuolo di alpini.
Dopo la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai Caduti e l’allocuzione del vice sindaco alpino Gisberto Mian, si è proceduto alla intitolazione della via e alla inaugurazione e benedizione del cippo all’8°, con discorsi del sindaco Diego Navarria, dei presidenti delle sezioni di Udine Dante Soravito de Franceschi, di Palmanova Luigi Ronutti e dell’allora vice presidente nazionale vicario Marco Valditara.
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