giovedì 11 ottobre 2012

ASIA/TERRA SANTA - Un pellegrinaggio con tappe ai Castelli crociati, guidato dallo storico Franco Cardini

Gerusalemme (Agenzia Fides) - E' un itinerario sui generis quello che dal 1° al 9 novembre sarà percorso in Terra Santa da un gruppo di pellegrini europei su proposta dei Francescani della Custodia di Terra Santa. Oltre a visitare i tradizionali Luoghi Santi, il programma prevede diverse tappe ad alcuni tra i più famosi e suggestivi Castelli crociati della regione. A guidare il gruppo, con la sua competenza di studioso di fama internazionale, ci sarà il professor Franco Cardini, storico fiorentino specializzato nello studio del Medio Evo, insieme a padre Stefano De Luca Ofm, archeologo dello Studio Biblico Francescano di Gerusalemme.
Le Crociate in Medio Oriente continuano a rappresentare un argomento controverso. In Libano, dalla fine di settembre, la formazione al-Machreq - che si presenta come porta-parola di gruppi di giovani cristiani ortodossi - sta conducendo una campagna contro la la proiezione del film turco Fetih 1453 (Conquista 1953) che racconta la presa di Costantinopoli da parte degli ottomani nel 1453. Rodrigue Khoury, portavoce del gruppo, ha denunciato il film e le sue falsificazioni storiche come un'operazione di propaganda politico-religiosa per fomentare conflitti tra cristiani e musulmani. "Nel film" ha raccontato Khoury alla stampa libanese "si dipinge la battaglia tra due civiltà. Una civiltà 'bianca' (quella musulmana) e un'altra 'nera' "

mercoledì 10 ottobre 2012

Damasco e Aleppo

ASIA/SIRIA - La Caritas: scuole a metà fra bambini e profughi, si allarga l'emergenza umanitaria

Damasco (Agenzia Fides) - Mentre il conflitto continua, "l'emergenza umanitaria si allarga sempre più: anche se facciamo del nostro meglio, non riusciamo a soddisfare tutti i bisogni dei profughi. Abbiamo urgenza di altri aiuti umanitari": è quanto dichiara all'Agenzia Fides il laico cattolico Pascal Kateb, Direttore esecutivo di Caritas Siria, che coordina il lavoro dell'organizzazione a Damasco.
"Siamo presenti a Damasco, Aleppo, Homs e in altre aree interessate dal conflitto. Lavoriamo in condizioni molto difficili - prosegue Kateb -. Ma gli sfollati da assistere sono migliaia e la Caritas è fra le poche organizzazioni che raggiunge zone remote o pericolose, in forza della sua neutralità, riconosciuta in tutti i contesti dove opera nel mondo. Ma la situazione si fa ogni giorno più pesante".
Il Direttore racconta a Fides: "Solo a Damasco la Caritas assiste 1.500 famiglie bisognose di tutto, molti sono sfollati giunti dall'area di Homs. Ai profughi non chiediamo il gruppo etnico o la religione: sono di tutte le comunità e confessioni. Ad Aleppo, attualmente, il Vescovo Antoine Audo, nostro Presidente, si trova a operare in condizioni difficilissime, mentre sappiamo che in alcuni quartieri ci sono intensi combattimenti. A Homs lavoriamo insieme con i Gesuiti del Jesuit Refugees Service, e siamo molto vicini alla gente che soffre".
"Accade che in alcune scuole - spiega Kateb - i bambini seguono le lezioni la mattina, ma nel pomeriggio e la notte gli stessi edifici ospitano i profughi. E' una situazione terribile. Per l'apertura delle scuole mancavano libri, penne, oggetti scolastici: abbiamo usato i fondi che la Caritas aveva per il proprio piccolo ufficio. Ora stiamo cercando nuovi donatori che possano coprire queste spese per i bambini siriani, di tutte le confessioni".
La speranza di Kateb è "la pace e la riconciliazione, perché il popolo siriano sta soffrendo da troppo tempo. E, in questa drammatica situazione occorre fare di più per aiutarla, come la Caritas si sforza di fare". (PA) (Agenzia Fides 10/10/2012)

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ASIA/SIRIA - Il Vescovo Caldeo: Aleppo fra insicurezza, povertà e solidarietà

Aleppo (Agenzia Fides) - "Ad Aleppo la popolazione è allo stremo perchè da tre mesi regnano insicurezza, disoccupazione, povertà, mentre le scuole sono chiuse e negli ospedali mancano medici e medicinali. Tuttavia assistiamo ad una grande solidarietà tra le famiglie e vediamo che i giovani si mobilitano per servire i poveri": così Sua Ecc. Mons. Antoine Audo, Vescovo Caldeo di Aleppo e Presidente della Caritas Siria, racconta all'Agenzia Fides la situazione nella città di Aleppo. La sofferenza della popolazione siriana è stata ieri al centro della preghiera innalzata dai partecipanti al Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione, in corso in Vaticano. "Preoccupati per la tragica situazione in cui versa il popolo siriano -- ha detto l'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario generale -- il Papa e i padri sinodali assicurano la loro vicinanza alla gente di questa terra martoriata, scossa da tanta violenza. Assicurano la loro costante preghiera per le vittime di tanta barbarie, che sono soprattutto persone povere e bambini. Chiedono al Signore che guerra e violenze possano presto finire e che si trovi finalmente una giusta soluzione".
"Quel che ci rattrista di più - nota il Vescovo Audo a Fides - è lo stato di prostrazione psicologica che spinge molte famiglie cristiane a emigrare. Ci conforta, invece, la guida del Santo Padre e le sue parole consegnateci nell'Esortazione Apostolica post sinodale durante la sua visita in Libano". "Ci aggrappiamo ai suoi insegnamenti - conclude Mons. Audo - per continuare ad andare avanti giorno per giorno, compiendo servizi di carità ai poveri e lavorando per la pace, restando fedeli nell'ascoltare la Parola di Dio e nel celebrare l'Eucaristia". (PA) (Agenzia Fides 10/10/2012)

Domenica 14 ottobre 2012


    XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Sap 7,7-11)
Al confronto della sapienza stimai un nulla la ricchezza.


Dal libro della Sapienza

Pregai e mi fu elargita la prudenza,
implorai e venne in me lo spirito di sapienza.
La preferii a scettri e a troni,
stimai un nulla la ricchezza al suo confronto,
non la paragonai neppure a una gemma inestimabile,
perché tutto l’oro al suo confronto è come un po’ di sabbia
e come fango sarà valutato di fronte a lei l’argento.
L’ho amata più della salute e della bellezza,
ho preferito avere lei piuttosto che la luce,
perché lo splendore che viene da lei non tramonta.
Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni;
nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 89)
Rit: Saziaci, Signore, con il tuo amore: gioiremo per sempre.


Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.

Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Rendici la gioia per i giorni in cui ci hai afflitti,
per gli anni in cui abbiamo visto il male.

Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e il tuo splendore ai loro figli.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.

SECONDA LETTURA (Eb 4,12-13)
La parola di Dio discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.


Dalla lettera agli Ebrei

La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio
, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 5, 3)
Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Alleluia.

VANGELO (Mc 10,17-30)
Vendi quello che hai e seguimi
.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».

Parola del Signore.




 

martedì 9 ottobre 2012

ASIA/SIRIA - Il Patriarca Gregorio III: "L'Anno della Fede sia l'Anno della Riconciliazione"

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - "L'Anno della fede sia per la Siria l'Anno della riconciliazione: è la speranza dei cristiani e di tutto il popolo siriano": lo dichiara in un colloquio con l'Agenzia Fides, alla vigilia dell'apertura dell'Anno della Fede, il Patriarca melkita di Damasco, Gregorio III Laham, giunto in Vaticano per partecipare al Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione.
"Noi cristiani in Medio Oriente - spiega Gregorio III, Pastore della comunità greco-cattolica che in Siria conta oltre 500mila fedeli - ci sentiamo parte integrante del mondo arabo e in questo momento di difficoltà, di problemi, di paura, abbiamo maggiore bisogno di rafforzare la nostra fede, per essere portatori del Vangelo. La presentazione dei valori della fede, fatta nell'Esortazione apostolica Ecclesia in Medio Oriente, è molto importante: sta a noi fare nostro questo patrimonio - fatto di libertà religiosa, convivenza, cittadinanza, diritti, solidarietà, amore - per farne un programma ad extra. I cristiani hanno sempre ricoperto un ruolo fondamentale in tutto il Medio Oriente per la cultura, l'arte, l'educazione e il lavoro sociale, e intendono continuare a essere lievito nella società".
Diretta espressione della fede è, per il Patriarca, la proposta della riconciliazione in Siria: "La riconciliazione - ammonisce - è l'unica via possibile: altrimenti la Siria va incontro alla morte. Nel conflitto che prosegue in Siria, trionfa il caos e non vi sono risposte adeguate. Nessuno ne ha, né il governo, né l'opposizione, né la comunità internazionale. Siamo nel buio e, in questa situazione, la fede è la risposta e la riconciliazione è la nostra proposta".
In tale stato di impasse politico, il Patriarca appoggia la proposta di una "nuova iniziativa diplomatica per mettere in pratica gli appelli del Papa", lanciata ieri, attraverso l'Agenzia Fides, da Mar Gregorios Yohanna Ibrahim, Metropolita siro-ortodosso di Aleppo. "Benvenga ogni iniziativa che promuove la riconciliazione: la parola riconciliazione - nota Gregorio III - è stata una costante, è sempre stata presente in ogni pur piccolo intervento del Santo Padre nel suo ultimo viaggio in Libano. La riconciliazione è la salvezza della Siria e dell'avvenire dei cristiani che, come dice San Paolo, si fanno 'tutto per tutti'. La Chiesa non è pro o contro il regime, ma è una comunità che vuole dare una testimonianza di amore e che vuole salvare la Siria".
Il Patriarca melkita riferisce, infine, una sua peculiare iniziativa: "Ho chiesto al Presidente del Libano, Michel Suleiman, di mandare i discorsi del Santo Padre, del recente viaggio libanese, ai leader di tutto il mondo arabo come messaggio di pace e convivenza che dal Libano si irradia in tutto il Medio Oriente. Questa è la risposta alle rivoluzioni arabe. E il Presidente ha accolto con favore questa mia proposta". (PA) (Agenzia Fides 9/10/2012)

domenica 7 ottobre 2012

Domenica 7 ottobre festa della Madonna del Rosario


  XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)


PRIMA LETTURA (Gen 2,18-24)
I due saranno un’unica carne.


A Cana gli sposi pellegrini rinnovano le promesse
Dal libro della Gènesi

Il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda».
Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse.
Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.
Allora l’uomo disse:
«Questa volta
è osso dalle mie ossa,
carne dalla mia carne.
La si chiamerà donna,
perché dall’uomo è stata tolta».
Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne.

Parola di Dio


SALMO RESPONSORIALE (Sal 127)
Rit: Ci benedica il Signore tutti i giorni della nostra vita.


Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.

La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.

Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.

Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!
Possa tu vedere i figli dei tuoi figli!
Pace su Israele!


SECONDA LETTURA (Eb 2,9-11)
Colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine. 


Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti.
Conveniva infatti che Dio – per il quale e mediante il quale esistono tutte le cose, lui che conduce molti figli alla gloria – rendesse perfetto per mezzo delle sofferenze il capo che guida alla salvezza.
Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli.

Parola di Dio


Canto al Vangelo (1Gv 4,12)
Alleluia, alleluia.

Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi
e l’amore di lui è perfetto in noi.
Alleluia.


VANGELO (Mc 10,2-16) 
L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto.
 

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

Parola del Signore.




 

venerdì 5 ottobre 2012

La Canoa San Giorgio vince due titoli regionali U14


Nel doppio allievi B con Paulotto e Macor, in quello femminile con Burba e Fusco La Canottieri Lignano va a medaglia. L’otto sangiorgino sesto agli italiani ragazzi


Felicità, virtù economica

Il mercato non basta

di Luigino Bruni

 

L’Italia oggi ha un estremo bisogno di felicità pubblica. Pubblica felicità è una grande 'parola' della tradizione economica e civile italiana, che ha molte importanti cose da dire a questa nostra età. In una fase storica rivoluzionaria (il secondo Settecento) per molti versi simile a quella attuale, gli economisti italiani associando l’economia alla pubblica felicità volevano sottolineare tre aspetti.

1) Senza sviluppo economico i popoli non possono essere veramente felici e non escono mai dalla condizione del servo.

2) La felicità, sia quella pubblica sia quella personale, nasce dalle virtù, come dice anche la radice latina di felicitas, dove il prefisso fe è lo stesso di femina, fertile, fecondo: la felicità arriva solo coltivando la virtù, come i frutti dalla fatica e dalla cura della terra.

3) La felicità è un bene comune, perché mentre si può essere ricchi anche da soli (soprattutto se si hanno rendite), per essere felici occorre coltivare le relazioni, soprattutto i beni relazionali, politici, civili.

Questi tre messaggi, che provengono dalla nostra vena più ricca e profonda, sono di una attualità e urgenza assolute. Questa crisi non ci sta proprio dicendo che quando l’economia è in crisi, quando il lavoro manca ed è fragile, quando c’è recessione, è l’intera vita delle famiglie e dei popoli che diventa infelice? Non va mai dimenticato che l’economia può essere accostata a felicità solo se e solo quando l’economia e gli economisti conoscono e combattono le parole dell’infelicità, quelle che narrano di poca, sbagliata o troppa economia. L’abbandono delle virtù – il secondo messaggio – e la lode dei vizi hanno avuto e hanno gran parte nel declino economico, etico e politico del nostro Paese. I vizi ci sono sempre stati, ma il genio della nostra generazione è di averne trasformati parecchi (avidità, azzardo morale…) in virtù, eliminando così quella vergogna pubblica che è sempre stata il principale vaccino dei vizi.

E quando si lodano i furbi, quando hanno successo gli opportunisti e i cinici, quando si remunerano lautamente i percettori di rendite, si commette quello che per l’aquilano Giacinto Dragonetti era l’errore civile più grande: «Si nuoce di più con situar male le ricompense, che col sopprimerle» (1766). Infine il terzo cruciale messaggio: l’Italia ripartirà se sarà capace di un grande progetto comune. C’è oggi troppa ricerca di felicità private, che, come tutti i beni privati, sono rivali e a 'somma zero' (cioè la maggiore felicità dell’uno è a scapito di quella degli altri). La ricerca inutile di queste pseudo-­felicità 'contro', produce solo inimicizia civile, paura, insicurezza, noia e alla lunga frustrazione e malessere pubblico, e privato. La pubblica felicità ci dice invece qualcosa di diverso e di opposto: non si può essere felici da soli, e che l’infelicità degli altri ci riguarda, soprattutto l’infe-licità civile, come quella dovuta alla disoccupazione, che non è mai faccenda privata ma sempre pubblica essendo il lavoro al centro del patto sociale. Se riduciamo questa infelicità pubblica, aumentiamo la felicità di tutti e di ciascuno.

Oggi però all’Italia non basta un progetto comune: occorre anche un grande progetto pubblico. Fermeremo veramente il declino italiano non con più mercato capitalistico ma con più pubblico e più istituzioni locali, nazionali, europee e internazionali (per la finanza): all’economia italiana, da qualche decennio, manca soprattutto una politica industriale (vedi Taranto, Sulcis, Fiat e migliaia di altri casi meno noti), istituzioni più efficienti ed eque, governo del territorio e dei beni comuni, meno corruzione pubblica, una nuova classe politica e una nuova visione politica, una forte e decisa Europa politica. E mancando questi elementi, manca anche il mercato civile. È infatti solo una gran-de illusione, senza alcun supporto della migliore teoria economica, che l’Italia avrà un futuro migliore solo con più mercato e senza una vera alleanza con il pubblico e con le istituzioni. Le regioni più fragili del nostro Paese non ripartiranno mai economicamente e civilmente se mancherà una forte azione pubblica, che consentirebbe anche al mercato di svilupparsi. Il mercato è prima di tutto una istituzione sociale che ha bisogno di regole, controlli, pesi e contrappesi. Se non c’è buona politica il mercato non è mai buono, ma rafforza nuovi e vecchi feudi e vecchie e nuove rendite che poi impediscono al mercato stesso di funzionare e lo occupano.

Questi ultimi anni di fede quasi religiosa nei dogmi del mercato capitalistico for profit ci hanno mostrato tra l’altro che la corruzione privata e i suoi danni economici e sociali non sono meno gravi di quelli della corruzione pubblica, e che non c’è nessuna garanzia che manager iperpagati siano più efficienti e più equi di quelli pubblici (si pensi all’origine di questa crisi finanziaria). Basterebbero più trasparenza, regole, controllo democratico dal basso, più cultura civile. Sono anche convinto che se negli ultimi due decenni invece di privatizzare e svendere grandi imprese pubbliche, autostrade, suolo pubblico nei centri storici delle nostre città, telefonia, e molti beni comuni, avessimo soltanto fatto in modo che fossero gestiti meglio con più controllo civile e politico, oggi l’Italia sarebbe più forte e più capace di ripartire. Il mercato porta buoni frutti quando vive e cresce dentro un grande progetto comune e pubblico, e con istituzioni mature e forti. Le ferite dell’inefficienza e della corruzione del nostro passato non debbono produrre la più grande stoltezza di immaginare una buona società senza una forte presenza del pubblico. che non significa solo Stato, significa soprattutto società civile ma anche pubblica amministrazione locale e, sempre di più, Europa.

Ce lo dice la storia della Germania, della Francia, di buona parte del Nord del continente, non le storie ideologiche fondate su mercati immaginari che nessuno ha mai visto. Pubblica felicità, allora, per l’oggi e il domani del nostro Paese, ridando fiato a una tradizione nobile e grande, quella nata dal genio italiano, da cui sono sorti i Monti di Pietà, le Casse di Risparmio, la grande storia della cooperazione, i distretti industriali, Adriano Olivetti, il miracolo italiano di ieri e quello di domani.

 

(da Avvenire del 30 settembre 2012)© riproduzione riservata

 

Mara dolce Campionessa!

MESSAGGERO VENETO
VENERDÌ, 05 OTTOBRE 2012
 

 
Mara rivela: sono in dolce attesa

la Campionessa

Mara Navarria, la 27enne azzurra della scherma che ha partecipato alle Olimpiadi Londra, è stata premiata a Trieste da Emilio Felluga e Paolo Menis, presidenti regionali del Coni e della federazione scherma. Nell’occasione Mara ha rivelato di essere in dolce attesa.

giovedì 4 ottobre 2012

L'OMELIA DI MONS. DE ANTONI AD ASSISI



«L'Italia, ma anche il mondo intero, ha sete dello stile di vita che fu del nostro Santo Patrono. Tocca a noi praticarlo, a cominciare da chi tra noi è chiamato a pubbliche responsabilità nella Chiesa e nella società». Così il vescovo di Gorizia, mons. Dino De Antoni, nell'omelia per la festa di san Francesco ad Assisi. Al sindaco di Trieste, Cosolini, è spettato il compito di accendere la sacra lampada. LE FOTO
TONDO: È TEMPO DI RICOSTRUIRE LA "CASA COMUNE".
FRANZ: QUI A DIMOSTRAZIONE DELLA GRANDE FEDE DEL FVG

PROVINCIA DONA AI FRANCESCANI LIBRI SU S.CROMAZIO E PATRIARCATO

mercoledì 3 ottobre 2012

il portale della Diocesi: Tondo e pellegrini offrono l'olio ad Assisi

Diocesi e Regione «accendono» insieme la luce di Assisi   versione testuale
Oltre 800 pellegrini con Tondo e i vescovi della regione nella città di San Francesco

UDINE (2 ottobre, ore 16) - La tradizione vuole che una delle regioni d’Italia, a turno, offra l’olio per alimentare la lampada che brilla accanto alla tomba di San Francesco d’Assisi (nella foto). Ebbene, a portarlo in dono quest'anno sarà il Friuli-Venezia Giulia. Regione e Diocesi, insieme, saranno protagoniste delle attese celebrazioni in programma nella città del Santo patrono d'Italia mercoledì 3 e giovedì 4 ottobre.
Il pellegrinaggio – intitolato «Con Francesco, varchiamo le porte della fede» – sarà guidato dai Vescovi delle quattro diocesi. Con loro le istituzioni – sia regionali, con in testa il presidente, Renzo Tondo che locali –, e sopratutto tanti pellegrini, oltre 800. Numeri significativi che padre Luigi Bettin, delegato diocesano, snocciola con emozione.
 
Un duplice significatoDuplice dunque il significato di questo pellegrinaggio, «innanzitutto religioso – spiega mons. Guido Genero, vicario generale dell’Arcidiocesi –, collegato alla figura del serafico padre di Assisi», ma anche civile «che chiama le autorità e tutto il popolo d’Italia – anche quello non credente – a riconoscere in San Francesco e in Santa Caterina le due figure che hanno dato unità spirituale alla patria italiana e restano ancora modelli di una nostra identificazione che, se anche comporta la fede cristiana, riporta però il genio tipico dell’Italia, con le sue caratteristiche – in particolare quelle mistiche – che sono ancora oggi valide per dare un supplemento d’anima anche alla nostra Regione nel contesto dell’Italia e dell’Europa». E questo vale ancora di più oggi «perché tornare ad Assisi è tornare alla dimensione più tenace del nostro sentire comune che ci può aiutare anche nella difficile crisi di questo tempo».
 
Tondo: «Ritrovare coesione»E anche il pensiero del presidente della Regione, Renzo Tondo, va alla crisi economica «alla mancanza e alla perdita del lavoro che si abbatte sul destino delle persone, delle famiglie, dei giovani. Si sentono tante proposte, tante ricette, ma nessuna potrà veramente funzionare se il Paese non ritroverà la coesione, se non si affermerà in ciascuno di noi lo spirito di solidarietà e di servizio. La testimonianza di San Francesco ci indica il cammino». Un cammino che però «deve partire prima di tutto – sottolinea Tondo – da una conversione interiore, come ci ha insegnato Francesco. Non dobbiamo aspettare che gli altri facciano il primo passo, ma chiederci quale contributo possiamo dare alla ricostruzione della casa comune». Richiamando poi l’episodio in cui il Santo – in preghiera di fronte al crocifisso di San Damiano – udì una voce che diceva: «Va’ e ripara la mia casa che sta andando in rovina», il presidente ha ricordato «che più di una volta, nella sua storia recente, il Friuli - Venezia Giulia è stato capace, con la solidarietà e l’umiltà, di riparare la casa che era andata in rovina. La ricostruzione materiale dopo il terremoto del 1976, ma anche la ricostruzione morale della convivenza civile fra minoranze dopo le tragedie consumatesi a Trieste e sul confine orientale durante e dopo la Seconda guerra mondiale».
 
Franz: «Occasione unica»Il pellegrinaggio ad Assisi è poi per il presidente del Consiglio regionale, Maurizio Franz, «un’importante occasione in cui Autorità civili ed ecclesiastiche si riuniranno sotto il segno della cristianità per sottolineare con forza quelle che sono le autentiche radici della nostra società». «Il fatto – conclude Franz – che per un anno intero la lampada accanto alla tomba di San Francesco, brillerà con l’olio offerto dagli abitanti del Friuli Venezia Giulia incorona idealmente la nostra Regione quale centro della spiritualità nazionale, ruolo che vogliamo esercitare al meglio dando seguito alla straordinaria importanza religiosa avuta quando il Patriarcato di Aquileia rappresentò la più grande diocesi di tutto il Medioevo europeo».
Preghiera legata alla liturgia nella Chiesa.
Benedetto XVI: preghiera legata alla liturgia nella Chiesa
Il posto della preghiera nella vita di ogni credente è stato il tema al centro della catechesi di Benedetto XVI nell'udienza generale del mercoledì, svoltasi quest'oggi in Piazza San Pietro. Il Papa ha sottolineato come solo in Cristo possiamo dialogare con Dio Padre come figli. Per questo la preghiera cristiana consiste nel guardare costantemente e in maniera sempre nuova a Cristo, parlare con Lui, stare in silenzio con Lui, ascoltarlo, agire e soffrire con Lui. Ma non dimentichiamo -- ha aggiunto -- che Cristo lo scopriamo, lo conosciamo come Persona vivente, nella Chiesa. Così, partecipando alla liturgia, facciamo nostra la lingua della madre Chiesa, apprendiamo a parlare in essa e per essa. Naturalm ...
ASIA/PAKISTAN - Il governo del Sindh concede un terreno alle Suore di Gesù e Maria

Karachi (Agenzia Fides) - Il governo della provincia del Sindh (nel Sud del Pakistan) ha dato in comodato gratuito alle Suore di Gesù e Maria un terreno nel centro di Karachi per un periodo di 99 anni. Nel corso di una cerimonia tenutasi nei giorni scorsi, Ishrat ul Ebad, governatore del Sindh, ha consegnato i documenti ufficiali a suor Maria Langan e suor Berchmanns Conway, rappresentanti delle congregazione. Come riferito a Fides, il terreno è stato presentato dal governo come "dono gratuito", in riconoscimento del lavoro educativo delle Suore di Gesù e Maria in Pakistan. Consentirà alle religiose di ampliare e consolidare la scuola femminile che gestiscono Karachi dal 1952.
Il governo del Sindh ha compiuto gesti significativi di apprezzamento per il lavoro della Chiesa cattolica in Pakistan. Tre ospedali cattolici in Sindh sono stati esentati dalle tasse di proprietà. Il governo è in procinto di concedere un'esenzione fiscale a 40 scuole gestite dalla diocesi di Hyderabad nelle aree urbane economicamente depresse e per le popolazioni indigene nel deserto del Thar. Di recente ha dato a 30 famiglie tribali del gruppo etnico parkari koli, colpite dalle alluvioni, quattro acri di terra e nuove case, che rientrano in un programma di aiuto avviato dall'ospedale cattolico Sant'Elisabetta di Hyderabad. Il governatore ha elogiato il ruolo e la presenza della Chiesa cattolica come parte integrante della società pakistana,
Le Suore di Gesù e Maria sono giunte nel subcontinente indiano 1856 (ben prima della partizione fra India e Pakistan) e hanno avviato scuole a Lahore, Karachi, Islamabad, Mariakhel, Murree e Toba Tek. Nelle loro scuole hanno studiato l'ex primo ministro Benazir Bhutto, Asma Jehangir, Presidente della Commissione per i diritti umani del Pakistan, Tehmina Janjua, ambasciatore del Pakistan in Italia, e altre eminenti personalità politiche musulmane. (PA) (Agenzia Fides 3/10/2012)

Da facebook arriva un appello a visitare Israele

Questa è la settimana di Sukkot, o festa delle Capanne. In Israele sono previsti moltissimi eventi speciali, feste e manifestazioni. Gerusalemme oggi, ad esempio, ospita la tradizionale Benedizione Sacerdotale al Muro del Pianto. Gli altri appuntamenti scoprili sul nostro sito http://www.goisrael.it/Tourism_Ita/Articles/Attractions/Pagine/Sukkot-in-Israele.aspx

Foglio parrocchiale domenica 30 settembre



lunedì 1 ottobre 2012

Tra i cristiani cresce l'esasperazione

AFRICA/KENYA - "Non è guerra di religione, ma i cristiani sono esasperati mentre le vignette contro il Profeta ci danneggiano" dicono fonti della Chiesa

Nairobi (Agenzia Fides) - "Non siamo alla guerra di religione, ma i cristiani si stanno esasperando per gli attentati contro i loro luoghi di culto" dicono all'Agenzia Fides fonti della Chiesa locale da Nairobi, chiedendo l'anominato per ragioni di sicurezza. Nella capitale ieri due bambini sono morti in un attentato con esplosivo contro la chiesa anglicana di San Policarpo.
"L'attentato ha colpito un salone di catechismo, si sono perciò voluti colpire dei bambini. Il quartiere dove si trova la chiesa è vicino ad un altro soprannominato Piccola Mogadiscio" riferiscono le nostre fonti, che ricordano tra l'altro che "sta crescendo tra la popolazione keniana un senso di insicurezza per i continui arrivi di rifugiati non solo dalla Somalia, ma pure da Sud Sudan ed Etiopia, spinti in Kenya dalla carestia o dalla guerra. Dai campi per rifugiati nelle zone di confine, molti di loro si trasferiscono nelle grandi città del Kenya. I cittadini lamentano l'aumento dei livelli di criminalità legati a questo fenomeno".
Tornando all'attentato di ieri le fonti di Fides ricordano che "sia i Vescovi sia i politici insistono che non siamo di fronte ad una guerra di religione, ma ad una questione politica, legata all'intervento del Kenya in Somalia. Quest'ultimo attentato è visto quindi come una reazione alla conquista di Chisimaio, l'ultimo bastione degli Shabaab nel sud della Somalia, da parte delle truppe keniane con l'appoggio di quelle dell'Unione Africana (vedi Fides 28/9/2012).
"Negli ultimi giorni la polizia ha sequestrato grandi quantità di esplosivi trasportate da persone che si muovevano in auto e su autobus. C'è quindi tutto un movimento di cellule estremiste che stanno facendo arrivare a Nairobi e in altre aree del Paese, degli esplosivi per un'ondata di attentati".
"D'altro canto - aggiungono le fonti di Fides - per gli estremisti musulmani la Chiesa viene vista legata all'occidente, come lo stesso governo del Kenya, che ha stretto alleanze con diverse potenze occidentali. Le chiese sono quindi attaccate perché sono un 'soft target', un bersaglio facile e poco protetto. Colpire una chiesa assume subito una dimensione internazionale perché è una notizia che viene ripresa dai media di tutto il mondo".
"Se è vero quindi che è ancora difficile parlare di guerra di religione, la diffusione del video in dispregio del Profeta e delle vignette di un giornale francese stanno peggiorando le cose. Coloro che diffondono questi materiali sono persone irresponsabili che non pensano alle conseguenze delle loro azioni: in altre parti del mondo persone innocenti muoiono" affermano le fonti di Fides, che fanno un esempio concreto. "Dopo gli incidente di Mombasa, scaturiti all'indomani dell'uccisione di un predicatore estremista (vedi Fides 28/8/2012)), si era instaurato un buon rapporto di collaborazione tra la Chiesa e l'associazione dei leader musulmani per invitare le due comunità alla calma, alla riconciliazione e al dialogo. Dopo l'apparizione del famigerato video e delle vignette, i leader musulmani hanno interrotto questi incontri, perché si sentono offesi da tali materiali".
"La situazione è dunque complessa. Non siamo alla guerra di religione ma è anche vero che di fronte a questi attacchi, tra i cristiani cresce l'esasperazione. Dopo l'attentato di ieri alcuni giovani cristiani si stavano organizzando per andare ad assalire la moschea del quartiere" concludono le fonti. (L.M.) (Agenzia Fides 1/10/2012)

domenica 30 settembre 2012

Domenica 30 settembre 2012


   XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Num 11,25-29)
Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo!

Dal libro dei Numeri

In quei giorni, il Signore scese nella nube e parlò a Mosè: tolse parte dello spirito che era su di lui e lo pose sopra i settanta uomini anziani; quando lo spirito si fu posato su di loro, quelli profetizzarono, ma non lo fecero più in seguito.
Ma erano rimasti due uomini nell’accampamento, uno chiamato Eldad e l’altro Medad. E lo spirito si posò su di loro; erano fra gli iscritti, ma non erano usciti per andare alla tenda. Si misero a profetizzare nell’accampamento.
Un giovane corse ad annunciarlo a Mosè e disse: «Eldad e Medad profetizzano nell’accampamento». Giosuè, figlio di Nun, servitore di Mosè fin dalla sua adolescenza, prese la parola e disse: «Mosè, mio signore, impediscili!». Ma Mosè gli disse: «Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 18)
Rit: I precetti del Signore fanno gioire il cuore.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze, chi le discerne?
Assolvimi dai peccati nascosti.

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile,
sarò puro da grave peccato.

SECONDA LETTURA (Giac 5,1-6)
La vostre ricchezze sono marce.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Ora a voi, ricchi: piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme. Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni!
Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore onnipotente.
Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage.
Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non vi ha opposto resistenza.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 17,17)
Alleluia, alleluia.
La tua parola, Signore, è verità;
consacraci nella verità.
Alleluia.

VANGELO (Mc 9,38-43.45.47-48)
Chi non è contro di noi è per noi. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

Parola del Signore

 

sabato 29 settembre 2012

ASIA/LIBANO - La Chiesa maronita: nuova legge elettorale e diritto di voto per i libanesi all'estero

Bkerkè (Agenzia Fides) - Il dibattito sulla legge elettorale è "una priorità assoluta". Va accantonato il modello del 1960, utilizzato alle ultime elezioni del 2009, perchè non garantisce "un'equa rappresentanza dell'elettorato". E soprattutto, la nuova legge dovrà accordare agli espatriati il diritto di voto, nel rispetto della parità tra musulmani e cristiani, sancita dalla Costituzione. Sono alcune indicazioni contenute in un intervento dell'Episcopato maronita, riunito in questi giorni sotto la presidenza del Patriarca Béchara Boutros Raï. I Vescovi rimarcano l'urgenza di una riforma elettorale che "assicuri la libertà del voto" e punti a "salvaguardare il risultato elettorale da ogni potenziale manipolazione".
In un comunicato pervenuto all'Agenzia Fides, l'assemblea chiede misure concrete per garantire la piena democraticità del voto, previsto a giugno 2013: istituire una commissione indipendente incaricata di monitorare lo scrutinio; garantire la piena libertà d'accesso ai media per tutti i candidati; contrastare la compravendita di voti.
Nel dibattito sulla legge elettorale, in vista delle prossime consultazioni politiche, si contrappongono con crescente animosità i blocchi politici libanesi. La legge elettorale in vigore alle elezioni del 2009 era caratterizzata da un sistema maggioritario secco e dalla divisione del Libano in numerose circoscrizioni elettorali di piccole dimensioni (corrispondenti grosso modo ai distretti qada'), caratterizzate da forte omogeneità confessionale. Tale modello ora viene considerato inadeguato dalla gran parte delle sigle politiche. Ipotesi proporzionaliste, sostenute dagli sciiti Hezbollah, si oppongono a progetti basati su piccole circoscrizioni elettorali, come quello presentato dal partito delle Forze libanesi (FL) di Samir Geagea. (GV) (Agenzia Fides 29/9/2012)
L'Arcivescovo mons. Mazzocato ha incontrato i catechisti   versione testuale
"Prima d'insegnare ai ragazzi dovete essere voi i veri credenti"

UDINE - (29 settembre, ore 17) - “Catechisti, prima d’insegnare la fede ai ragazzi dovete essere voi dei veri credenti”. L’arcivescovo di Udine si è rivolto così ai numerosi catechisti giunti in cattedrale a Udine per l’incontro con mons. Mazzocato, sabato pomeriggio, durante il quale è stata presentata anche la nuova lettera pastorale. Un momento di preghiera e riflessione in cui il presule ha sottolineato, più volte, che “genitori ed educatori devono mostrare per primi di credere, non con le parole ma con la loro vita spirituale. I bambini non pretendono che siate perfetti – ha proseguito – ma che siate cristiani. E questo significa prendere sul serio il cammino della fede con tutte le sue debolezze e fatiche”. Mons. Mazzocato ha ricordato anche che “essere genitori e catechisti è un’occasione privilegiata per crescere nella propria santità perché i ragazzi stimolano continuamente a crescere nella fede e nell’amore”.


venerdì 28 settembre 2012

ASIA/INDIA - Film di Bollywood: tagliate le scene blasfeme verso i cristiani

Mumbai (Agenzia Fides) - Le scene ritenute "blasfeme" riguardanti persone e simboli della fede cristiana, contenute nel film di Bollywood "Kamaal Dhamaal Malamaal" (vedi Fides 27/9/2012), saranno eliminate prima dell'uscita nelle sale: lo ha assicurato il "Censor Board", organismo di controllo delle pellicole cinematografiche in India. Come riferiscono fonti cattoliche dell'Agenzia Fides, i produttori del film hanno accettato il richiamo ricevuto e, con un atto di autodisciplina, hanno deciso di eliminare dal film le scene incriminate.
In un comunicato inviato a Fides, gruppi cattolici come "Catholic Secular Forum" (CSF), "Association of Concerned Catholics" (AOCC), "Maharashtra Christian Youth Forum" (MCYF), "Catholic Residents Organization for Social Services" (CROSS), "Catholics for Preservation of Faith" (CPF), che due giorni fa avevano inscenato una manifestazione di protesta pacifica a Bombay, hanno accolto con soddisfazione l'esito della vicenda e hanno sospeso ogni manifestazione, nonchè l'intenzione di denunciare i produttori per "blasfemia". Sul film si erano espressi anche i Vescovi indiani, comunicando a Fides "forte disappunto" e chiedendo alle autorità preposte un intervento per la tutela dei simboli religiosi. (PA) (Agenzia Fides 28/9/2012)

martedì 25 settembre 2012

Quel battesimo previsto tra pochi giorni


Il figlio più piccolo ha solo 4 mesi. La vittima tornava da una messa in memoria della madre

giovedì 20 settembre 2012

ASIA/SIRIA - Migliaia di bambini non possono tornare a scuola

Damasco (Agenzia Fides) - In Siria l'anno scolastico dovrebbe iniziare questa settimana, ma la realtà della guerra civile che sta vivendo il paese non permette a migliaia di bambini di frequentare le lezioni. Oltre 2 mila delle 22 mila scuole del paese sono state danneggiate o distrutte. Intanto il governo libanese sta lavorando per cercare una sistemazione nelle scuole pubbliche per 32 mila piccoli profughi. Nel campo Zaatari, in Giordania, l'Unicef è impegnata nella costruzione di una scuola per oltre 5 mila studenti. (AP) (20/9/2012 Agenzia Fides)

mercoledì 19 settembre 2012

ASIA/TURCHIA - Il governo turco finanzia i restauri della chiesa rupestre di San Pietro ad Antiochia

Antiochia (Agenzia Fides) - Domenica 16 settembre, alla presenza del ministro turco della giustizia Sadullah Ergin, è iniziato il restauro della chiesa rupestre di San Pietro ad Antiochia. Lo conferma all'Agenzia Fides il francescano cappuccino p. Domenico Bertogli, parroco della locale chiesa cattolica di rito latino, curatore del periodico intitolato «Cronaca di Antiochia ». I lavori, finanziati dalle istituzioni pubbliche turche, dureranno circa un anno, secondo un progetto approvato dalla direzione regionale dei monumenti storici della provincia di Adana. La parte più impegnativa dell'opera di restauro consisterà nella messa in sicurezza della chiesa e dell'intera area. Il monte Silpius, sul cui fianco si apre quella che è conosciuta anche come la Grotta di San Pietro, è una montagna friabile e si sta sgretolando. Cresce il pericolo di caduta massi. Per questo tutta la grotta sarà 'ingabbiata' con travi di acciaio, verrà ripulita internamente e verranno realizzate anche misure di protezione per i mosaici. Nell'area sottostante alla Grotta è prevista la realizzazione di un parcheggio con bar e alcuni negozi di souvenir per turisti e pellegrini.
Dal 1967, per volere di Papa Paolo VI, si può lucrare l'indulgenza plenaria visitando in pellegrinaggio la grotta santa, unica traccia storica rimasta dell'antica Antiochia cristiana, la "Regina d'Oriente che gareggiava con Roma", Alessandria, Gerusalemme e Costantinopoli ai tempi della Pentarchia. La chiesa rupestre conserva ancora la fisionomia che le diedero i crociati, che conquistarono Antiochia nel 1098. Ma già i bizantini avevano trasformato in cappella il luogo dove si incontravano i primi cristiani nei periodi di persecuzione, nella città dove per la prima volta i discepoli di Gesù furono chiamati cristiani e dove fu Vescovo san Pietro, prima di venire a Roma.
Lo stato di abbandono della Grotta di Pietro, reso ancora più avvilente da rozzi restauri precedenti, era stato segnalato negli ultimi lustri dalle comunità cristiane della città. In tempi recenti sono comunque aumentati i pellegrinaggi e anche le Messe e le celebrazioni ecumeniche, officiate nell'umida e malmessa chiesa rupestre. Patriarchi e Vescovi sono sempre presenti alle celebrazioni che vi si svolgono in occasione della solennità dei Santi Pietro e Paolo. Padre Bertogli smentisce le voci circolate sulla stampa turca secondo cui in tempi recenti sarebbero aumentate le difficoltà burocratiche per accedere alla grotta da parte dei gruppi di pellegrini: "Ora l'area verrà chiusa per i restauri. Ma finora bastava semplicemente dare avvertenza previa alla polizia e alle istituzioni competenti che si intendeva visitare la Grotta e celebrarvi la Messa. Per lo Stato turco essa è semplicemente una succursale del museo di Antiochia. Normalmente, per accedervi, occorre pagare il biglietto. Sarebbe bello che in futuro si tenesse sempre più in conto che quel luogo è una importante memoria cristiana, riservandolo al culto per le comunità cristiane". (GV) (Agenzia Fides 19/9/2012).

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martedì 18 settembre 2012

ASIA/SIRIA - I cristiani formano "comitati popolari" armati per prevenire le violenze

Homs (Agenzia Fides) - Le comunità cristiane in Siria, dopo le ripetute violenze subìte da bande armate, spesso gruppi jihadisti, hanno iniziato a organizzare, in diverse località, "comitati popolari dissuasivi", formati da giovani cristiani armati, che intendono prevenire il banditismo e la violenza e difendere i loro quartieri. Le comunità cristiane hanno subìto abusi, rapimenti, violenze, uccisioni, furti, violazioni di proprietà nella cosiddetta "Valle dei cristiani" (Siria occidentale), nel centro storico di Aleppo, nel quartiere di Damasco "Jaramana", in altri villaggi come Qusayr e Rableh (nell'area di Homs). Nonostante i ripetuti appelli dei Vescovi siriani, che hanno più volte invitato i fedeli a "non prendere le armi" e ad "avere pazienza", tali gruppi difensivi hanno iniziato a formarsi soprattutto in seno alle comunità greco-ortodossa e armena, che "hanno avvertito la necessità di difendersi". Come spiegano fonti di Fides in Siria, "non si tratta di milizie o gruppi combattenti, ma solo di gruppi di sentinelle che sorvegliano e garantiscono la sicurezza delle aree cristiane".
Intanto l'Arcivescovado siro-cattolico di Homs, nel quartiere al-Hamidiyah, nel centro storico della città, è stato dato alle fiamme. L'Arcivescovo siro-cattolico Georges Kassab, i preti e i fedeli della comunità hanno espresso a Fides il loro sdegno per "un atto ingiustificato". Nella notte del 13 settembre, riferiscono fonti di Fides, un gruppo di circa dieci militanti non identificati si è introdotto nella struttura, da mesi chiusa e abbandonata a causa dei combattimenti fra ribelli e forze lealiste. I militanti hanno versato numerose taniche di benzina e poi hanno appiccato il fuoco, che sembra "una rivalsa per motivi ignoti". (PA) (Agenzia Fides 18/9/2012)

lunedì 17 settembre 2012



Benedetto XVI ha lasciato il Libano dall'aeroporto internazionale di Beirut, e nel suo ultimo discorso, ha voluto ringraziare "particolarmente" i rappresentanti delle comunità musulmane, perché la loro presenza agli incontri pubblici del viaggio, ha contribuito alla sua riuscita. "Il mondo arabo e il mondo intero avranno visto -- ha spiegato il Papa - in questi tempi agitati, dei cristiani e dei musulmani riuniti per celebrare la pace".
"Possa il Libano -- si è augurato Benedetto XVI - continuare ad essere uno spazio in cui gli uomini e le donne vivano in armonia e in pace gli uni con gli altri per offrire al mondo non solo la testimonianza dell'esistenza di Dio, ma ugualmente quella della comunione tr ... More
VATICANO - Benedetto XVI in Libano: "in questa regione che ne ha visto gli atti e raccolto le parole, il Vangelo continui a risuonare come 2000 anni fa e sia vissuto oggi e sempre!"

Beirut (Agenzia Fides) - "Con la consegna di questo documento, iniziano il suo studio e la sua appropriazione da parte di tutti i protagonisti della Chiesa, Pastori, persone consacrate e laici, affinché ciascuno trovi una gioia nuova nel portare avanti la propria missione, essendo incoraggiato e fortificato per attuare il messaggio di comunione e di testimonianza declinato secondo i diversi aspetti umani, dottrinali, ecclesiologici, spirituali e pastorali di questa Esortazione". Con tali parole il Santo Padre Benedetto XVI ha accompagnato la consegna dell'Esortazione Apostolica Post-sinodale "Ecclesia in Medio Oriente" ai Patriarchi cattolici del Medio Oriente, ai Presidenti delle Conferenze Episcopali della Turchia e dell'Iran e ad una rappresentanza di fedeli, al termine della Santa Messa celebrata nel City Center Waterfront di Beirut, la mattina di domenica 16 settembre. Rivolgendosi ai "Cari fratelli e sorelle del Libano e del Medio Oriente", il Pontefice ha auspicato che "questa Esortazione sia una guida per avanzare sulle vie multiformi e complesse dove Cristo vi precede", ed ha concluso: "La comunione fraterna sia un sostegno nella vita quotidiana e il segno della fraternità universale che Gesù, Primogenito di una moltitudine, è venuto ad instaurare! Così, in questa regione che ne ha visto gli atti e raccolto le parole, il Vangelo continui a risuonare come 2000 anni fa e sia vissuto oggi e sempre!".
Nell'omelia della Messa, momento culminante del suo viaggio apostolico, alla presenza di 300 Vescovi, di pellegrini e fedeli da tutto il Medio Oriente, del Presidente della Repubblica del Libano e di altre personalità istituzionali, il Pontefice ha commentato le letture del giorno, dove Gesù "fa capire che chi vuol essere suo discepolo deve accettare di essere servo, come Lui si è fatto Servo". Quindi ha proseguito: "prego particolarmente il Signore di dare a questa regione del Medio Oriente dei servitori della pace e della riconciliazione, perché tutti possano vivere pacificamente e con dignità. E' una testimonianza essenziale che i cristiani debbono dare qui, in collaborazione con tutte le persone di buona volontà. Vi chiamo tutti ad operare per la pace. Ciascuno al proprio livello e là dove si trova".
L'invito a lavorare senza sosta "affinché il nostro amore per Cristo ci conduca poco a poco verso la piena comunione tra di noi" è stato ribadito dal Papa durante l'Incontro ecumenico al Patriarcato Siro-Cattolico di Charfet, nel pomeriggio di domenica 16 settembre, dove ha incontrato i Patriarchi Ortodossi, i rappresentanti delle Confessioni protestanti del Libano ed i Patriarchi cattolici del Libano. "Il nostro incontro di questa sera - ha detto il Pontefice nel suo discorso - è un segno eloquente del nostro desiderio profondo di rispondere all'appello del Signore Gesù: 'Perché tutti siano una sola cosa' (Gv 17,21). In questi tempi instabili ed inclini alla violenza, che conosce la vostra regione, è sempre più urgente che i discepoli di Cristo diano una testimonianza autentica della loro unità, affinché il mondo creda nel suo messaggio d'amore, di pace e di riconciliazione. E' questo messaggio che tutti i cristiani e noi in particolare abbiamo ricevuto la missione di trasmettere al mondo, e che acquista un valore inestimabile nell'attuale contesto del Medio Oriente."
Durante la Cerimonia di congedo dal Libano all'aeroporto internazionale "Rafiq Hariri" di Beirut, il Santo Padre ha detto tra l'altro: "I miei ringraziamenti vanno in particolare all'intero popolo libanese che forma un ricco e bel mosaico e che ha saputo manifestare al Successore di Pietro il proprio entusiasmo, con l'apporto multiforme e specifico di ogni comunità. Ringrazio cordialmente le venerabili Chiese sorelle e le comunità protestanti. Ringrazio particolarmente i rappresentanti delle comunità musulmane. Durante tutto il mio soggiorno, ho potuto constatare quanto la vostra presenza ha contribuito alla riuscita del mio Viaggio. Il mondo arabo e il mondo intero avranno visto, in questi tempi agitati, dei cristiani e dei musulmani riuniti per celebrare la pace." (SL) (Agenzia Fides 17/09/2012)

domenica 16 settembre 2012



"E' tempo che musulmani e cristiani si uniscano per mettere fine alla violenza e le guerre". E' l'appello che Benedetto XVI ha lanciato davanti ai giovani libanesi e di tutto il Medio Oriente, incontrati sabato pomeriggio nel piazzale del Patriarcato maronita, a Bkerkè , sul fianco della collina di Harissa. Tra i 25 mila giovani che hanno partecipato con entusiasmo all'incontro, c'erano infatti molti musulmani, e il Papa si è rivolto anche a loro. "Voi -- ha detto -- siete con i giovani cristiani il futuro di questo meraviglioso paese e del Medio Oriente. Cercate di costruirlo insieme". E quando sarete adulti "continuate a vivere la concordia dell'unità con i cristiani". E' necessario, ha aggiunto Be ... More

venerdì 14 settembre 2012

C'è chi dice No

Elettrodotto, Palmanova dice no   versione testuale
A Roma il Comune chiede approfondimenti su tracciato alternative

Palmanova (giovedì 14 settembre, ore 12.50) - Netto no del Comune di Palmanova al progetto dell’elettrodotto Udine – Redipuglia. La contrarietà dell’amministrazione della città stellata è stata ribadita nella conferenza dei servizi tenutasi ieri a Roma a cui ha partecipato l’assessore Luca Piani confermando la non conformità urbanistica dell’opera e ribadendo la necessità di un approfondimento sulla linea del tracciato e sulle possibili alternative di posa (interrato o parzialmente interrato).
 
“Purtroppo – spiega Piani - la richiesta di attuare una revisione del tracciato per allontanarlo il più possibile dall’abitato di Jalmicco e riportarlo sul tracciato esistente di 220 Kv non è stata accolta, con la motivazione che quel tracciato era stato concordato con la passata amministrazione di Palmanova e che pertanto quello era il momento delle decisioni. Rimane il rammarico per quella scelta che riteniamo penalizzante per Jalmicco e per l’intero territorio comunale e resta il rammarico anche per il rifiuto del Ministero di considerare la terza ipotesi delineata dal consulente della regione per l’utilizzo dell’attuale linea esistente, che sarebbe stata per noi meno impattante”.
 
Il Comune ha chiesto uno specifico impegno con tempistiche certe per la dismissione dell’attuale elettrodotto da 220 kv con la
conseguente eliminazione della servitù di passaggio  e l’utilizzo su tutta la tratta di pali tubolari meno impattanti e mensole isolanti che diminuiscano la fascia di rispetto. Inoltre il Comune di Palmanova ha rilevato l’incongruenza tra l’impegno di Terna a dismettere e demolire i tralicci esistenti della rete RFI e la dichiarazione della stessa RFI di non prevedere l’impegno di spesa per tale dismissione, ma al contrario, di essere intenzionata a cedere l’elettrodotto ad altra società interessata, passaggio che vanificherebbe gli accordi presi tra Terna e RFI per la dismissione degli elettrodotti esistenti, considerati elemento imprescindibile per la realizzazione del nuovo elettrodotto Redipuglia –Udine Ovest.
 
Nella conferenza dei servizi sono stati espressi i pareri positivi dei vari Ministeri e della Regione, pertanto resta ora solo il rilascio dell’intesa da parte della Giunta regionale.
 
“In sede di progetto esecutivo chiederemo un incontro a Terna – conclude Piani – per verificare la possibilità di apportare modifiche che almeno allontanino quanto più possibile i tralicci dalle abitazioni. Come già preannunciato valutiamo la possibilità di un ricorso al TAR da definire assieme agli altri comuni interessati, che solleciteremo opportunamente al più presto”.
 

martedì 11 settembre 2012

Archeologia: scoperta mega cisterna acqua sotto Muro Pianto

      
Risale al Primo Tempio ed era ad uso pubblico
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ASIA/LIBANO - Il mosaico religioso libanese

Roma (Agenzia Fides) - Il Libano rappresenta la società religiosamente più composita e diversificata del Medio Oriente, con 18 gruppi confessionali riconosciuti ufficialmente. Tra i cristiani, la Chiesa cattolica maronita - che fa risalire le sue origine alla congregazione monastica autoctona fondata dall'asceta siriaco San Marone all'inizio del V secolo - rappresenta la comunità preponderante. Oltre ai maroniti, la cattolicità libanese comprende anche melkiti, siro-cattolici, caldei, cattolici latini, armeno-cattolici. Le altre denominazioni cristiane comprendono i greco- ortodossi, i protestanti e gli appartenenti alle Chiese orientali ortodosse precalcedonesi (che a suo tempo avevano rifiutato alcune definizioni del Concilio di Calcedonia): Chiesa apostolica armena, Chiesa siro-ortodossa, Chiesa assira, Chiesa copta.
Anche in Libano l'Islam conosce la divisione tra sciiti e sunniti, a cui vanno aggiunti i gruppi - di ascendenza sciita, ma eterodossi - degli alawiti e degli ismailiti e i seguaci della religione drusa, setta di derivazione musulmana che ha assorbito elementi gnostico-esoterici. Permane anche una piccola comunità ebraica, con alcune migliaia di membri concentrati nell'area di Beirut.
I rapporti numerici tra le diverse comunità religiose non possono essere definiti con precisione. I libanesi residenti in patria sono circa 4 milioni e 200mila. Ma dal 1932 nessun censimento ufficiale ha tracciato una mappa dettagliata del Libano dal punto di vista religioso, anche per non alimentare tensioni e mettere a rischio l'equilibrio politico fondato sulla distribuzione delle cariche istituzionali su base confessionale. Le stime ufficiose vanno valutate prendendo atto del fatto che molte comunità tendono a sopravvalutare il numero dei propri membri, e che le statistiche demografiche ufficiali non tengono in conto le centinaia di migliaia di rifugiati palestinesi.
Secondo proiezioni ricorrenti, che fanno riferimento anche alle statistiche fornite dall' Intelligence Usa, attualmente i musulmani insieme ai drusi - valutati da soli intorno al 5 per cento - rappresentano circa il sessanta per cento della popolazione libanese, con una prevalenza degli sciiti sui sunniti e i gruppi minori (alawiti, ismailiti) stimati intorno all'1 per cento. I cristiani nel loro insieme raggiungerebbero la percentuale del 40 per cento della popolazione, con i maroniti valutati intorno al 23 per cento del totale.
Secondo le cifre dell'Annuario Statistico della Chiesa, al 31 dicembre 2011 i cattolici in Libano erano 2.148.000, le circoscrizioni ecclesiastiche 24, i Vescovi 53 (al 31/7/2012), i sacerdoti diocesani 840, i sacerdoti religiosi 703, i diaconi permanenti 33, i religiosi non sacerdoti 147, le religiose 2.650, i catechisti 483, i seminaristi minori 62, i seminaristi maggiori 390. La Chiesa gestisce 647 scuole materne e primarie, 229 scuole medie, 31 scuole superiori e università, 358 centri sanitari, di assistenza e beneficenza. (GV) (Agenzia Fides 11/9/2012)

lunedì 10 settembre 2012

"Il cuore di Maria aiuti il nostro a liberarsi dall'indifferenza"   versione testuale
Durante il pellegrinaggio a Madone di Mont anche un ricordo particolare per mons. Battisti

UDINE (8 settembre, oer 17.30) - “Il cuore di Maria sia vicino al nostro e lo aiuti a liberarsi dalle incrostazioni dell’indifferenza e dalle tante forme di idolatria”. È la richiesta che l’arcivescovo di Udine,mons. Andrea Bruno Mazzocato, ha elavato alla Madone di Mont, a Castelmone, durante il pellegrinaggio diocesano di sabato 8 settembre. Un appuntamento tradizionale e sentito dalle centinaia di pellegrini che si sono ritrovati per la salita a piedi verso il santuario. Un ricordo particolare, quest’anno, è andato a mons. Alfredo Battisti, scomparso il 1 gennaio 2012: “L’anno scorso era qui con noi a concelebrare la Santa Messa – ha spiegato mons. Mazzocato – sappiamo che il pellegrinaggio a Castelmonte è frutto di una sua felice intuizione sbocciata dalla sua profonda fede e dal suo cuore di pastore. In questo momento Mons. Battisti partecipa alla comunione che stiamo vivendo attorno all’altare”.

Rivolgendosi alla Madonna, madre di Gesù, l’arcivescovo ha chiesto una grazia per tutta la Chiesa di Udine: “Maria ci aiuti a rendere più gioiosa e convinta la nostra fede”. “In particolare – ha continuato – preghiamo perché sia più viva e convinta la fede nel cuore di tutti coloro che, in questo tempo, sono educatori dei più piccoli: i genitori, i sacerdoti, i catechisti e animatori, gli insegnanti e i responsabili delle associazioni sportive”. Secondo mons. Mazzocato, “la prima condizione per essere genitori ed educatori cristiani è parlare di ciò a cui profondamente si crede. I figli crederanno a noi se noi crediamo al Signore Gesù non solo a parole e ogni tanto, ma con la vita e con costanza e fedeltà”. Di fatto il pellegrinaggio, quest’anno, è stato anche un momento di preparazione all’imminente inizio dell’Anno della fede che a Udine sarà celebrato, come in tutta la Chiesa, giovedì 11 ottobre in cattedrale. Si tratta di un’iniziativa voluta da Papa Benedetto XVI a ricordo dei cinquant’anni dall’inizio del Concilio Vaticano II e dei vent’anni dalla promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica.
 
Al termine della Santa Messa, celebrata alle 17 sul piazzale del santuario e concelebrata da tutti i sacerdoti presenti, c’è stato l’atto di affidamento a Maria con il canto del «Magnificat» e la solenne benedizione conclusiva.
 


sabato 8 settembre 2012

ASIA/CINA - Una piccola sala di preghiera in una casa privata diventa il centro della comunità in una zona sperduta della Mongolia

Nan Jing (Agenzia Fides) - E' stata inaugurata e benedetta di recente una piccola sala di preghiera di 51 mq, costruita nel cortile di una casa privata di una zelante cattolica, che si trova in una zona sperduta della città di Wu Hai, nella Mongolia Interna. Secondo quanto riferito all'Agenzia Fides da Faith dell'He Bei, i fedeli della zona hanno così potuto partecipare per la prima volta alla Messa celebrata in questa nuova sede senza essere costretti a percorrere decine di chilometri, come uno di loro ha confermato con emozione, sostenendo che "questa sala diventerà anche un centro di evangelizzazione". La comunità cattolica, che appartiene alla parrocchia di Hai Bo Wan, è composta ormai da circa cento fedeli, la maggior parte minatori, operai della fabbrica di mattoni, geologi, contadini. Da anni dovevano percorrere decine di chilometri per partecipare alla Messa domenicale, cambiando anche corriere o autobus.
Una di loro, una devota e zelante cattolica, che insieme ad altri fedeli aveva preparato al battesimo 16 catecumeni, fatto ritornare decine di fedeli che si erano allontanati dalla Chiesa, svolgendo anche una intensa attività caritativa e visitando le famiglie, era molto angosciata, in quanto avvertiva sempre di più l'esigenza di avere un luogo fisso di incontro e di preghiera. Dopo un periodo di preghiera e di ricerca di una soluzione, le è venuta l'idea di costruire una sala nel cortile della propria abitazione. Con il consenso del marito, in due mesi e con una spesa di circa 4 mila euro, finalmente è stata ultimata questa sala, benedetta dal parroco che vi ha presieduto per la prima volta la celebrazione eucaristica cui hanno partecipato le suore della parrocchia e un centinaio di fedeli. (NZ) (Agenzia Fides 2012/09/08)

venerdì 7 settembre 2012

Dalla Cimolai di Porto Nogaro
è partito il ponte di Bordeaux


La Travèe Levante: 2.400 tonnellate di acciaio lunghe 120 metri e larghe 45
Ci vorranno 20 di mare (circa 2.700 miglia) perClicca qui arrivare a destinazione
ASIA/PAKISTAN - Rimsha è libera; il suo caso sostiene il riesame della legge sulla blasfemia

Islamabad (Agenzia Fides) - Questa mattina il giudice pakistano Muhammad Azam Khan ha disposto la libertà su cauzione di Rimsha Masih, l'adolescente cristiana arrestata in Pakistan con l'accusa di blasfemia per aver bruciato alcune pagine del Corano. La quota per la liberazione è stata fissata a 500mila rupie, pari a circa 4500 euro. La richiesta di libertà su cauzione è stata accettata perché le prove sono state giudicate insufficienti a proseguire lo stato di detenzione della minorenne, affetta da disabilità mentale. Il pronunciamento del giudice, dapprima annunciato per le ore 15 locali - quindi dopo la preghiera del Venerdì - è stata poi anticipato a sorpresa.
"La decisione a favore della bimba è positiva per molte ragioni" dichiara all'Agenzia Fides il professor Mobeen Shahid, docente di pensiero e religione islamica presso la Pontificia Università Lateranense. Secondo il professore, "per la prima volta si è riusciti a mostrare con evidenza come la legge sulla blasfemia possa essere manipolata a partire da accuse false. Ciò aiuta la riflessione già in atto su possibili modifiche nelle procedure di applicazione di questa legge". Shadid indica alcuni punti che possono essere oggetto di rettifica: "Prima di accogliere ogni denuncia di blasfemia occorre che i fatti vengano vagliati con rigore attraverso adeguate investigazioni. E anche gli accusatori devono essere tenuti in isolamento, per evitare di istigare reazioni di odio nelle masse, fino a quando l'accusa non è stata provata. Se poi le accuse si rivelano false - e questo viene suggerito anche dagli Ulema - gli accusatori devono essere puniti".
"Il caso di Rimsha - aggiunge a Fides padre Inayat Bernard, condirettore del magazine "The Christian View" di Lahore -, è un'opportunità per riesaminare nel suo insieme l'applicazione della legge sulla blasfemia che tante vittime ha fatto in passato tra le minoranze religiose ma soprattutto fra i musulmani, a causa dei numerosi abusi. La nuova consapevolezza che il caso di Rimsha ha generato nell'opinione pubblica pachistana è un passo avanti e un'opportunità da non perdere per affermare nella società pakistana il rispetto della dignità umana e dei suoi diritti. Come comunità cristiana speriamo che le istituzioni, le forze politiche e le comunità religiose, alla luce di questi ultimi sviluppi, possano convergere nel comune intento di evitare in Pakistan l'uso strumentale della religione". (GV). (Agenzia Fides 7/9/2012).

giovedì 6 settembre 2012

Terex, Cimolai ha fretta: «Operativi entro un mese»


Paola Cimolai (ad del Gruppo): «Dobbiamo rispondere a commesse urgenti» Tra queste le porte del Mose di Venezia. Ci sarà occupazione per 140 persone Clicca Qui
ASIA/CINA - Nella parrocchia di Jiang Yin, della diocesi di Nan Jing, 294 battezzati in otto mesi

Nan Jing (Agenzia Fides) - Nei primi otto mesi del 2012, la parrocchia di Jiang Yin della diocesi di Nan Jing, nella provincia di Jiang Su, ha accolto 294 nuovi membri dopo un lungo cammino di preparazione e di catechesi. Secondo quanto riferisce all'Agenzia Fides Faith dell'He Bei, oltre 400 catecumeni hanno seguito gli incontri di catechismo, e di loro 294 sono stati battezzati. Il responsabile della parrocchia ha sottolineato: "in attesa dell'Anno della Fede, continuiamo a promuovere l'evangelizzazione". Dal 2006 questa parrocchia ha cominciato ad organizzare un Corso per i laici sull'evangelizzazione, che oltre a sensibilizzare i fedeli sulla necessità di contribuire alla missione, intende anche formare i laici sui contenuti della fede e sul metodo più adeguato per rispondere alle esigenze missionarie. La parrocchia inoltre utilizza anche i mezzi più moderni per coinvolgere le persone nella vita parrocchiale e nell'impegno missionario, come contatti sms o via web, senza trascurare la visita alle famiglie. Oggi la diocesi di Nan Jing (Nanchino) conta oltre 100 mila fedeli, una ventina di sacerdoti, una quarantina di suore, 11 chiese e 80 stazioni missionarie. (NZ) (Agenzia Fides 2012/09/06)

Clicca Qui   Dopo le serie dedicate a "Fede e spettacolo" e "Suoni dalle missioni", presentiamo un gruppo di brevi clip prodotte da Nova-T che raccontano, con suoni e immagini, situazioni di vita quotidiana nei quattro angoli del mondo. Nel primo video, ci si immerge nell'atmosfera caotica e sovraffollata di una strada di Guinayangan, remota città delle Filippine: bambini guidano risciò gialli e grigi, in mezzo ai rumori dei motori e dei clacson.

La clip è tratta dal dvd "Il mondo di Barbara Micarelli". Nova-T realizza siti web, documentari per la televisione e web-documentari, fiction e cartoni animati. La serie di clip, che qui presentiamo su gentile concessione di Nova-T, fa parte della serie "Good Noise", rumori e suoni "buoni" dal mondo, che comprende vari dvd, tutti disponibili su richiesta a Nova-T (www.nova-t.it, oppure tel. 011.8991400), o nelle migliori librerie cattoliche. More