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Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
mercoledì 17 ottobre 2012
ASIA/SIRIA - Il Vescovo armeno-cattolico Marayati: la visita della delegazione del Sinodo "motivo di speranza per i cristiani e per tutti gli abitanti della Siria"
Aleppo (Agenzia Fides) - "La notizia che una delegazione del Sinodo dei Vescovi in corso a Roma verrà in Siria è un motivo di speranza per i cristiani e per tutti gli abitanti della Siria. Tutti ci auguriamo che la visita assuma il profilo di una vera e propria missione di pace, per chiedere la riconciliazione tra le parti che si combattono". Così dichiara all'Agenzia Fides l'Arcivescovo di Aleppo degli armeni cattolici, Boutros Marayati. Nella città martire da mesi al centro dei bombardamenti e degli scontri tra esercito governativo e milizie degli insorti, l'eventualità di essere visitati da una delegazione di Cardinali e Vescovi provenienti da Roma rappresenta già di per sé un segno potente: "La visita annunciata fa capire quanto la Santa Sede e i Vescovi di tutto il mondo abbiano a cuore le sorti di tutti i popoli del Medio Oriente. Sarebbe bello che venissero a Aleppo. Li aspettiamo. Se vengono a trovarci saremo contenti" commenta Monsignor Marayati.
Secondo il capo della comunità armeno-cattolica di Aleppo, la missione dei Pastori cattolici in Siria può realisticamente aprire uno spiraglio inedito per la soluzione del conflitto siriano, proprio in virtù del suo profilo sui generis: "Finora - spiega a Fides l'arcivescovo Marayati - ci sono state perdite terribili, per tutti. Morti, distruzioni, sfollati, vite in fuga. La storia insegna che a volte i nemici possono trovare un'intesa e col tempo riconciliarsi. Anche in Europa i popoli si sono fatti la guerra, e ora sono amici e collaborano in pace. Ma questo chiede un intermediario che sappia parlare anche al cuore ferito delle persone, non usando solo il linguaggio del calcolo politico. La delegazione del Sinodo può avere questa funzione diplomatica, in senso umano. Testimoniando la passione per la dignità umana condivisa da musulmani, ebrei e cristiani, possiamo provare a salvare gli uomini, le donne e i bambini che qui soffrono e aspettano salvezza, in una situazione che sembra senza via d'uscita".
Riguardo ai motivi che alimentano il conflitto, Boutros Marayati invita a evitare letture superficiali e fuorvianti: "l Vescovi - spiega a Fides - conoscono bene la situazione. Ormai non è più solo questione di riforme democratiche richieste o osteggiate. In questa situazione disastrosa è entrato di tutto. La situazione è complicata. E tra le altre cose, quello che preoccupa è l'emergere del fanatismo religioso. Quando la religione diventa violenta e si combatte in nome di Dio, viene messa a repentaglio l'intesa con i fratelli delle altre religioni, che qui abbiamo condiviso per tanto tempo. Anche per questo attendo con speranza l'arrivo qui in Siria dei Cardinali e dei Vescovi provenienti da Roma: tutto quello che si muove in favore del popolo siriano, da qualunque parte venga, sarà benedetto dal Signore". (GV) (Agenzia Fides 17/10/2012)
Domenica 20 ottobre 2012
XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
| La roccia del Getsemani nella basilica delle Nazioni a Gerusalemme |
PRIMA LETTURA (Is 53,10-11)
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza.
Dal libro del profeta Isaìa
Al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà le loro iniquità.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 32)
Rit: Donaci, Signore, il tuo amore: in te speriamo.
Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra.
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame.
L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo.
SECONDA LETTURA (Eb 4,14-16)
Accostiamoci con piena fiducia al trono della grazia.
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede.
Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato.
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mc 10,45)
Alleluia, alleluia.
Il Figlio dell’uomo è venuto per servire
e dare la propria vita in riscatto per molti.
Alleluia.
VANGELO (Mc 10,35-45)
Il Figlio dell’uomo è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Parola del Signore.
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e
sorelle, troppe persone, che hanno grandi posti di responsabilità e detengono
nelle loro mani grande potere e grandi ricchezze, si lasciano guidare dalla
superbia, da un’ingordigia senza limiti. Preghiamo perché giungano presto tempi
nei quali il potere sia attribuito a uomini competenti ed onesti, che cerchino
in tutto il bene comune. E preghiamo anche per le Comunità cristiane, perché
prevalga in esse lo spirito del servizio.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Padre, sia fatta la tua volontà.
1.
Per
i nostri fratelli cristiani che in questo nostro Paese e in tante parti del
mondo subiscono persecuzioni a causa della loro fede e del loro impegno di
discepoli di Gesù. Chiediamo a Dio più unione nella Chiesa universale a favore
delle Comunità cristiane più povere e più esposte a maltrattamenti e pericoli.
Preghiamo.
2.
Per
la pace nel mondo e per la giustizia che ne è la condizione. Chiediamo a Dio la
fine di ogni prepotenza e dominio oppressivo e il coraggio di fare la nostra
parte perché si compia il suo disegno di salvezza. Preghiamo.
3.
Presentiamo
a Dio il nostro desiderio di essere fedeli discepoli di Gesù, suo Figlio e
nostro Maestro. Domandiamogli di sostenerci quando ci viene chiesto di seguirLo
sulle strade difficili del sacrificio, perché la nostra fedèltà non venga meno.
Preghiamo.
4.
Invochiamo
dal Padre la serenità nei rapporti entro le nostre famiglie, l’ascolto e il
rispetto reciproco. Egli ci difenda dalla tentazione di imporre i nostri gusti
e le nostre preferenze agli altri. Ci faccia scoprire che le diversità, vissute
nell’amore, possono farci crescere verso un’umanità più ricca e squisita.
Preghiamo.
5.
Per
tutti i missionari, sacerdoti, consacrati e laici. La celebrazione della
giornata missionaria mondiale in questo anno della fede renda sensibili e
attenti tutti i cristiani al loro grande impegno a favore dei popoli più poveri
e disagiati, specialmente attraverso il sostegno spirituale e materiale
nell’annuncio del Vangelo. Preghiamo.
6.
Innalziamo
a Dio la nostra preghiera per la nostra Parrocchia, per gli operatori
pastorali, le associazioni e per tutte le persone che hanno la responsabilità
di un servizio. Sia Gesù, la sua Parola e il suo esempio, la forza che ci tiene
uniti e ci sostiene anche nei momenti di tensione, incomprensione e delusione.
Preghiamo.
C – Padre, fonte della comunione e della pace
e unica speranza di salvezza per l’umanità lacerata e sofferente, dona anche a
noi lo Spirito che ha animato il Signore Gesù, il tuo Figlio che si è fatto
nostro servo e per la nostra salvezza ha donato la sua vita. Egli vive e regna
accanto a te, per tutti i secoli dei secoli.
T - Amen.
martedì 16 ottobre 2012
VATICANO - Riaffermare, nel cuore di tutti, la necessità e l'urgenza dell'evangelizzazione Ad Gentes: l'esortazione del Segretario generale della Pontificia Opera della Propagazione della Fede
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Quest'anno la celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale ha un significato molto speciale in quanto coincide con il 50° anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II, con il suo decreto Ad Gentes, con l'apertura dell'Anno della Fede e con il Sinodo dei Vescovi sul tema della Nuova Evangelizzazione, che contribuiscono a riaffermare il desiderio costante della Chiesa di impegnarsi con maggiore coraggio e zelo, affinché il Vangelo raggiunga i confini della terra. Il Concilio Ecumenico è stato un'esperienza pentecostale con la partecipazione di Vescovi provenienti da ogni angolo della terra, che erano un segno luminoso universale della Chiesa. Vescovi missionari insieme ai Pastori di comunità sparse fra popolazioni non cristiane, hanno portato al Concilio l'immagine di una Chiesa sempre presente in tutti i continenti. C'erano circa 600 Vescovi provenienti dai territori di missione, animati dalla passione per la diffusione del Regno di Dio. Oggi ci sono circa 1.100 Diocesi missionarie e questo dimostra quanto la Chiesa sia cresciuta negli ultimi 50 anni. La Pontificia Opera della Propagazione della Fede, attraverso la sua raccolta della Giornata Missionaria, ha contribuito in modo significativo alla creazione di queste diocesi e per riaffermare, nel cuore di tutti, la necessità e l'urgenza dell'evangelizzazione Ad Gentes.
La missione non è un optional - Oggi questa visione missionaria è ancora valida, anzi, si presenta con rinnovata urgenza in questo Anno della Fede, e il Santo Padre ha convocato un Sinodo speciale sulla priorità dell'Evangelizzazione. Nel suo Messaggio per la Giornata Missionaria di quest'anno, il Santo Padre afferma che la preoccupazione di annunciare il Vangelo in ogni angolo del mondo prima di tutto appartiene ai Vescovi. Essi sono direttamente responsabili dell'evangelizzazione nel mondo, sia come membri del Collegio episcopale, sia come Pastori delle Chiese particolari. Il mandato di predicare il Vangelo non si esaurisce per un Pastore nella sua attenzione verso il Popolo di Dio affidato alle sue cure pastorali, ma deve coinvolgere tutte le attività della Chiesa particolare, tutti i suoi settori, in breve, tutto il suo essere. Il Messaggio quest'anno è molto specifico e dice che la missione: "non è un contributo facoltativo per la Chiesa".
La missione Ad Gentes deve essere l'orizzonte costante e paradigma di ogni sforzo ecclesiale - La preoccupazione di evangelizzare non deve restare ai margini dell'attività ecclesiale o della vita personale di ogni battezzato. Siamo inviati nella consapevolezza di essere destinatari e, al tempo stesso, missionari del Vangelo. Ciò richiede aggiustamenti regolari nel nostro impegno personale, nei nostri stili di vita, nei piani pastorali e nelle organizzazioni diocesane, in particolare nel nostro mondo in continuo cambiamento, perché "Anche oggi la missione ad gentes deve essere il costante orizzonte e il paradigma di ogni attività ecclesiale, perché l'identità stessa della Chiesa è costituita dalla fede nel Mistero di Dio, che si è rivelato in Cristo per portarci la salvezza, e dalla missione di testimoniarlo e annunciarlo al mondo, fino al suo ritorno" (Messaggio 2012).
Anno della Fede - "Abbiamo bisogno quindi di riprendere lo stesso slancio apostolico delle prime comunità cristiane, che, piccole e indifese, furono capaci, con l'annuncio e la testimonianza, di diffondere il Vangelo in tutto il mondo allora conosciuto" (Messaggio 2012). La celebrazione dell'Anno della fede e del Sinodo dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione si propongono di rilanciare la cooperazione e l'azione missionaria nei diversi contesti di oggi. L'umanità ha bisogno di missionari cattolici e non possiamo permettere che una crisi di fede diventi un ostacolo per l'evangelizzazione. La fede in un Dio amorevole è il cuore della nostra attività missionaria, e questo "è un dono che ci è dato perché sia condiviso; è un talento ricevuto perché porti frutto; è una luce che non deve rimanere nascosta, ma illuminare tutta la casa" (Messaggio 2012).
Impegno personale e incontro con il Cristo risorto - Il Santo Padre insiste sull'incontro personale e la Giornata Missionaria ci offre la possibilità di mettere in discussione la nostra fede, discernere la forza della fede della nostra comunità al fine di proclamare la Buona Novella per l'umanità, perché,
"L'incontro con Cristo come Persona viva che colma la sete del cuore non può che portare al desiderio di condividere con altri la gioia di questa presenza e di farlo conoscere perché tutti la possano sperimentare" (Messaggio 2012). Il Santo Padre ringrazia personalmente coloro che generosamente offrono il loro contributo: "ricordo e ringrazio le Pontificie Opere Missionarie, strumento per la cooperazione alla missione universale della Chiesa nel mondo. Attraverso la loro azione l'annuncio del Vangelo si fa anche intervento in aiuto del prossimo, giustizia verso i più poveri, possibilità di istruzione nei più sperduti villaggi, assistenza medica in luoghi remoti, emancipazione dalla miseria, riabilitazione di chi è emarginato, sostegno allo sviluppo dei popoli, superamento delle divisioni etniche, rispetto per la vita in ogni sua fase" (Messaggio 2012). La celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale in questo Anno della Fede è un ulteriore segno della grazia del Signore.
P. Timothy Lehane Barrett, SVD, Segretario Generale della Pontificia Opera della Propagazione della Fede. (Agenzia Fides 16/10/2012)
domenica 14 ottobre 2012
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venerdì 12 ottobre 2012
ASIA/INDIA - Un tribunale indiano: la preghiera in casa è libera e non deve essere autorizzata
Madras (Agenzia Fides) - Le assemblee di preghiera in case private, di qualsiasi religione, sono libere, non possono essere impedite e non hanno bisogno di alcuna autorizzazione delle autorità civili o di polizia: è quanto ha stabilito l'Alta Corte di Madras, capitale dello stato del Tamil Nadu, nel Sud dell'India. Come riferito da fonti locali di Fides, la sentenza, definita "un successo" dalle comunità cristiane, è stata emessa nei giorni scorsi dal giudice S. Manikumar in seguito a un ricorso presentato da un fedele cristiano del distretto di Kanyakumari. Colachel - questo il nome dell'uomo - era solito organizzare incontri di preghiera in casa con altri fedeli cristiani Pentecostali. La polizia e l'amministrazione civile del distretto, ha riferito, avevano messo in atto misure per impedire o interferire con lo svolgimento di tali incontri. Il giudice, tuttavia, ha chiarito che tali assemblee possono essere interrotte dalla polizia solo se "portano turbativa all'ordine pubblico o inquinamento acustico, infrangono la salute o la moralità pubblica o violano i diritti di altri residenti", secondo le norme vigenti. Diversamente, le autorità statali non hanno alcun potere e diritto di impedire la libera preghiera dei fedeli, dato che questa sarebbe una limitazione della "libertà di praticare e professare qualsiasi religione", garantita nella Costituzione indiana.
Come riferito all'Agenzia Fides dalla "Evangelical Fellowship of India", nei giorni scorsi a Mysore, nello stato del Karantaka, quattro poliziotti hanno fermato un incontro di preghiera in casa di cristiani, percuotendo il Pastore e sequestrando le Bibbie, invocando la "mancanza di autorizzazione". Sempre in Karnataka, nei pressi della cittadina di Arasikere, un folto gruppo di estremisti indù ha fatto irruzione in una casa privata mettendo in fuga con la violenza i cristiani riuniti in preghiera. La polizia locale, interpellata, non ha permesso ai cristiani di organizzare un nuovo incontro.
Padre Dominic D'Abrio, portavoce della Conferenza Episcopale dell'India (CBCI), commenta a Fides: "La sentenza della Corte di Madras è un buon segno per i cristiani e per tutti i credenti, che vedono confermato il loro diritto sacro alla libertà di culto e di religione. Credo che potrà essere di esempio e di incoraggiamento, aiutando i credenti in India a sentirsi liberi di coltivare la loro vita spirituale. E' anche una vittoria dello stato di diritto, dato che la libertà di culto è espressamente tutelata dalla Costituzione. Come cristiani continueremo a ribadire l'importanza e il valore fondamentale della libertà religiosa, fondamento di ogni altra libertà". (PA) (Agenzia Fides 12/10/2012)
ASIA/PAKISTAN - Ragazzo cristiano accusato di blasfemia per un sms; cauzione all'imam che incastrò Rimsha
Karachi (Agenzia Fides) - Proteste, minacce e un tentativo di "giustizia sommaria" nei confronti di un adolescente cristiano, accusato di aver inviato ad alcuni coetanei musulmani un sms blasfemo: è quanto avvenuto nel quartiere di Gulshan-i-Iqbal, area borghese di Karachi, metropoli nel Sud del Pakistan. Come riferito a Fides dall'Ong locale "World Vision in Progress", la casa della famiglia del ragazzo è stata saccheggiata e data alle fiamme la scorsa notte dopo una protesta violenta di musulmani radicali. Il ragazzo, il 15enne Ryan Brian Patus, e la sua famiglia sono stati messi in salvo dall'Ong. Sono sfuggiti alla furia omicida solo perché, al momento dell'attacco, Ryan era in ospedale per assistere suo padre, gravemente malato, e i suoi familiari, temendo ritorsioni, avevano preferito abbandonare l'abitazione. La polizia, intervenuta sul posto, ha detto che il ragazzo è accusato di aver inviato un sms blasfemo che ha iniziato a circolare fra i residenti del quartiere, scatenando le reazioni. Ryan afferma di aver ricevuto e inoltrato l'sms ai suoi amici senza leggerlo con attenzione. Ad accusarlo ufficialmente sono due testimoni e l'imam Qari Ghulam Qadir, della moschea Jamia, che hanno registrato un First Information Report (denuncia formale) per violazione dell'art 295c del Codice Penale (vilipendio al Profeta Maometto).
Il Vescovo anglicano di Karachi, Mons. Ijaz Inayat, della "Chuch of Pakistan", si è detto "atterrito per la vicenda e fortemente preoccupato per la sicurezza della famiglia". In un messaggio giunto a Fides, l'Ong pakistana "Human Rights Commission of Pakistan" segnala che nel 2012 in Pakistan sono stati registrati 22 casi ufficiali di blasfemia, tutti controversi, fra i quali quello di Rimsha Masih, bambina cristiana falsamente accusata dall'imam Khalid Jadoon Chisti. Ieri al leader religioso Chisti, accusato di aver bruciato pagine del Corano per incastrare Rimsha, è stata concessa una cauzione di 200mila rupie (circa 1.600 euro) da un tribunale di primo grado di Islamabad. Secondo il suo avvocato, dato che tutti i testimoni che avevano deposto contro Chisti hanno ritrattato, l'imam deve essere prosciolto per mancanza di prove. Gli avvocati di Rimsha Masih, attualmente libera su cauzione, notano a Fides che le dichiarazioni testimoniali sono state formalizzate dal giudice secondo l'art. 164 del Codice Penale (che prevede ben tre conferme) e sono ritenute inoppugnabili: in tal caso la ritrattazione risulta inammissibile. L'udienza per il caso di Rimsha, e la possibile assoluzione con formula piena, è attesa per il 17 ottobre. (PA) (Agenzia Fides 12/10/2012)
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Benedetto XVI: ritornare ai valori del Concilio.
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Benedetto XVI: ritornare ai valori del Concilio
by
vaticanit
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L'Anno della fede è legato a tutto il cammino della Chiesa dal Concilio,
all'Anno della Fede del 1967, fino al Grande Giubileo del 2000. Lo ha
ribadito Benedetto XVI nell'omelia della Messa per ricordare l'apertura
del Concilio Vaticano II, l'11 ottobre 1962, e l'inizio dell'Anno della
Fede. La Messa è stata preceduta dalla processione dei cardinali,
arcivescovi e vescovi presenti a Roma per il Sinodo, in ricordo della
solenne processione che segnò l'inizio della grande assise ecumenica.
Nell'omelia Benedetto XVI ha sottolineato che Gesù è il centro della
fede cristiana e la Chiesa è lo strumento primo e necessario di questa
opera di Cristo, perché è a Lui unita come il corpo al capo. Durante il
Conc ...
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AL VIA L'ANNO DELLA FEDE IN CATTEDRALE
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Il Vaticano II
«continua ad essere la bussola sicura per orientarci nel nostro cammino.
La bussola va sempre guardata per non perdere la strada; così i
documenti del Vaticano II vanno continuamente riletti e compresi sempre
più a fondo». Così l'Arcivescovo, in una solenne celebrazione in
Cattedrale a Udine (nella foto, con mons. Brollo e mons. Solari), ha ricordato la straordinaria grazia del Concilio, a 50 anni dal suo avvio, celebrando anche l'avvio dell'Anno della fede. L'OMELIA
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L'ARCIVESCOVO IN VISITA PASTORALE AL CARCERE
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Seconda tappa della visita pastorale
dell'Arcivescovo di Udine nella casa circondariale di Udine. "Mi auguro
questa sia l'occasione per richiamare la società responsabile e civile
su realtà che scivolano nell' ombra" queste le parole di mons. Mazzocato
che ha promesso ai detenuti di tornare per il Natale. LE FOTO
EGREGIO MONSIGNORE, LE DO IL BENVENUTO |
50 e un giorno dopo
L'Arcidiocesi
di Udine, con l'Istituto di Scienze religiose, propone un
altro appuntamenti-dibattito, venerdì 12 ottobre, per riflettere sulla
straordinaria stagione della Chiesa del Concilio Vaticano II.
All'incontro interverranno, tra gli altri, il teologo mons. Marino
Qualizza e il biblista mons. Rinaldo Fabris.
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giovedì 11 ottobre 2012
ASIA/TERRA SANTA - Un pellegrinaggio con tappe ai Castelli crociati, guidato dallo storico Franco Cardini
Gerusalemme (Agenzia Fides) - E' un itinerario sui generis quello che dal 1° al 9 novembre sarà percorso in Terra Santa da un gruppo di pellegrini europei su proposta dei Francescani della Custodia di Terra Santa. Oltre a visitare i tradizionali Luoghi Santi, il programma prevede diverse tappe ad alcuni tra i più famosi e suggestivi Castelli crociati della regione. A guidare il gruppo, con la sua competenza di studioso di fama internazionale, ci sarà il professor Franco Cardini, storico fiorentino specializzato nello studio del Medio Evo, insieme a padre Stefano De Luca Ofm, archeologo dello Studio Biblico Francescano di Gerusalemme.
Le Crociate in Medio Oriente continuano a rappresentare un argomento controverso. In Libano, dalla fine di settembre, la formazione al-Machreq - che si presenta come porta-parola di gruppi di giovani cristiani ortodossi - sta conducendo una campagna contro la la proiezione del film turco Fetih 1453 (Conquista 1953) che racconta la presa di Costantinopoli da parte degli ottomani nel 1453. Rodrigue Khoury, portavoce del gruppo, ha denunciato il film e le sue falsificazioni storiche come un'operazione di propaganda politico-religiosa per fomentare conflitti tra cristiani e musulmani. "Nel film" ha raccontato Khoury alla stampa libanese "si dipinge la battaglia tra due civiltà. Una civiltà 'bianca' (quella musulmana) e un'altra 'nera' "
mercoledì 10 ottobre 2012
Damasco e Aleppo
ASIA/SIRIA - La Caritas: scuole a metà fra bambini e profughi, si allarga l'emergenza umanitaria
Damasco (Agenzia Fides) - Mentre il conflitto continua, "l'emergenza umanitaria si allarga sempre più: anche se facciamo del nostro meglio, non riusciamo a soddisfare tutti i bisogni dei profughi. Abbiamo urgenza di altri aiuti umanitari": è quanto dichiara all'Agenzia Fides il laico cattolico Pascal Kateb, Direttore esecutivo di Caritas Siria, che coordina il lavoro dell'organizzazione a Damasco.
"Siamo presenti a Damasco, Aleppo, Homs e in altre aree interessate dal conflitto. Lavoriamo in condizioni molto difficili - prosegue Kateb -. Ma gli sfollati da assistere sono migliaia e la Caritas è fra le poche organizzazioni che raggiunge zone remote o pericolose, in forza della sua neutralità, riconosciuta in tutti i contesti dove opera nel mondo. Ma la situazione si fa ogni giorno più pesante".
Il Direttore racconta a Fides: "Solo a Damasco la Caritas assiste 1.500 famiglie bisognose di tutto, molti sono sfollati giunti dall'area di Homs. Ai profughi non chiediamo il gruppo etnico o la religione: sono di tutte le comunità e confessioni. Ad Aleppo, attualmente, il Vescovo Antoine Audo, nostro Presidente, si trova a operare in condizioni difficilissime, mentre sappiamo che in alcuni quartieri ci sono intensi combattimenti. A Homs lavoriamo insieme con i Gesuiti del Jesuit Refugees Service, e siamo molto vicini alla gente che soffre".
"Accade che in alcune scuole - spiega Kateb - i bambini seguono le lezioni la mattina, ma nel pomeriggio e la notte gli stessi edifici ospitano i profughi. E' una situazione terribile. Per l'apertura delle scuole mancavano libri, penne, oggetti scolastici: abbiamo usato i fondi che la Caritas aveva per il proprio piccolo ufficio. Ora stiamo cercando nuovi donatori che possano coprire queste spese per i bambini siriani, di tutte le confessioni".
La speranza di Kateb è "la pace e la riconciliazione, perché il popolo siriano sta soffrendo da troppo tempo. E, in questa drammatica situazione occorre fare di più per aiutarla, come la Caritas si sforza di fare". (PA) (Agenzia Fides 10/10/2012)
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ASIA/SIRIA - Il Vescovo Caldeo: Aleppo fra insicurezza, povertà e solidarietà
Aleppo (Agenzia Fides) - "Ad Aleppo la popolazione è allo stremo perchè da tre mesi regnano insicurezza, disoccupazione, povertà, mentre le scuole sono chiuse e negli ospedali mancano medici e medicinali. Tuttavia assistiamo ad una grande solidarietà tra le famiglie e vediamo che i giovani si mobilitano per servire i poveri": così Sua Ecc. Mons. Antoine Audo, Vescovo Caldeo di Aleppo e Presidente della Caritas Siria, racconta all'Agenzia Fides la situazione nella città di Aleppo. La sofferenza della popolazione siriana è stata ieri al centro della preghiera innalzata dai partecipanti al Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione, in corso in Vaticano. "Preoccupati per la tragica situazione in cui versa il popolo siriano -- ha detto l'Arcivescovo Nikola Eterovic, Segretario generale -- il Papa e i padri sinodali assicurano la loro vicinanza alla gente di questa terra martoriata, scossa da tanta violenza. Assicurano la loro costante preghiera per le vittime di tanta barbarie, che sono soprattutto persone povere e bambini. Chiedono al Signore che guerra e violenze possano presto finire e che si trovi finalmente una giusta soluzione".
"Quel che ci rattrista di più - nota il Vescovo Audo a Fides - è lo stato di prostrazione psicologica che spinge molte famiglie cristiane a emigrare. Ci conforta, invece, la guida del Santo Padre e le sue parole consegnateci nell'Esortazione Apostolica post sinodale durante la sua visita in Libano". "Ci aggrappiamo ai suoi insegnamenti - conclude Mons. Audo - per continuare ad andare avanti giorno per giorno, compiendo servizi di carità ai poveri e lavorando per la pace, restando fedeli nell'ascoltare la Parola di Dio e nel celebrare l'Eucaristia". (PA) (Agenzia Fides 10/10/2012)
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Domenica 14 ottobre 2012
XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
PRIMA LETTURA (Sap 7,7-11)
Al confronto della sapienza stimai un nulla la ricchezza.
Dal libro della Sapienza
Pregai e mi fu elargita la prudenza,
implorai e venne in me lo spirito di sapienza.
La preferii a scettri e a troni,
stimai un nulla la ricchezza al suo confronto,
non la paragonai neppure a una gemma inestimabile,
perché tutto l’oro al suo confronto è come un po’ di sabbia
e come fango sarà valutato di fronte a lei l’argento.
L’ho amata più della salute e della bellezza,
ho preferito avere lei piuttosto che la luce,
perché lo splendore che viene da lei non tramonta.
Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni;
nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 89)
Rit: Saziaci, Signore, con il tuo amore: gioiremo per sempre.
Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!
Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Rendici la gioia per i giorni in cui ci hai afflitti,
per gli anni in cui abbiamo visto il male.
Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e il tuo splendore ai loro figli.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:
rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,
l’opera delle nostre mani rendi salda.
SECONDA LETTURA (Eb 4,12-13)
La parola di Dio discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Dalla lettera agli Ebrei
La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 5, 3)
Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Alleluia.
VANGELO (Mc 10,17-30)
Vendi quello che hai e seguimi.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».
Parola del Signore.
martedì 9 ottobre 2012
ASIA/SIRIA - Il Patriarca Gregorio III: "L'Anno della Fede sia l'Anno della Riconciliazione"
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - "L'Anno della fede sia per la Siria l'Anno della riconciliazione: è la speranza dei cristiani e di tutto il popolo siriano": lo dichiara in un colloquio con l'Agenzia Fides, alla vigilia dell'apertura dell'Anno della Fede, il Patriarca melkita di Damasco, Gregorio III Laham, giunto in Vaticano per partecipare al Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione.
"Noi cristiani in Medio Oriente - spiega Gregorio III, Pastore della comunità greco-cattolica che in Siria conta oltre 500mila fedeli - ci sentiamo parte integrante del mondo arabo e in questo momento di difficoltà, di problemi, di paura, abbiamo maggiore bisogno di rafforzare la nostra fede, per essere portatori del Vangelo. La presentazione dei valori della fede, fatta nell'Esortazione apostolica Ecclesia in Medio Oriente, è molto importante: sta a noi fare nostro questo patrimonio - fatto di libertà religiosa, convivenza, cittadinanza, diritti, solidarietà, amore - per farne un programma ad extra. I cristiani hanno sempre ricoperto un ruolo fondamentale in tutto il Medio Oriente per la cultura, l'arte, l'educazione e il lavoro sociale, e intendono continuare a essere lievito nella società".
Diretta espressione della fede è, per il Patriarca, la proposta della riconciliazione in Siria: "La riconciliazione - ammonisce - è l'unica via possibile: altrimenti la Siria va incontro alla morte. Nel conflitto che prosegue in Siria, trionfa il caos e non vi sono risposte adeguate. Nessuno ne ha, né il governo, né l'opposizione, né la comunità internazionale. Siamo nel buio e, in questa situazione, la fede è la risposta e la riconciliazione è la nostra proposta".
In tale stato di impasse politico, il Patriarca appoggia la proposta di una "nuova iniziativa diplomatica per mettere in pratica gli appelli del Papa", lanciata ieri, attraverso l'Agenzia Fides, da Mar Gregorios Yohanna Ibrahim, Metropolita siro-ortodosso di Aleppo. "Benvenga ogni iniziativa che promuove la riconciliazione: la parola riconciliazione - nota Gregorio III - è stata una costante, è sempre stata presente in ogni pur piccolo intervento del Santo Padre nel suo ultimo viaggio in Libano. La riconciliazione è la salvezza della Siria e dell'avvenire dei cristiani che, come dice San Paolo, si fanno 'tutto per tutti'. La Chiesa non è pro o contro il regime, ma è una comunità che vuole dare una testimonianza di amore e che vuole salvare la Siria".
Il Patriarca melkita riferisce, infine, una sua peculiare iniziativa: "Ho chiesto al Presidente del Libano, Michel Suleiman, di mandare i discorsi del Santo Padre, del recente viaggio libanese, ai leader di tutto il mondo arabo come messaggio di pace e convivenza che dal Libano si irradia in tutto il Medio Oriente. Questa è la risposta alle rivoluzioni arabe. E il Presidente ha accolto con favore questa mia proposta". (PA) (Agenzia Fides 9/10/2012)
domenica 7 ottobre 2012
Domenica 7 ottobre festa della Madonna del Rosario
XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
PRIMA LETTURA (Gen 2,18-24)
I due saranno un’unica carne.
| A Cana gli sposi pellegrini rinnovano le promesse |
Il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda».
Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse.
Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.
Allora l’uomo disse:
«Questa volta
è osso dalle mie ossa,
carne dalla mia carne.
La si chiamerà donna,
perché dall’uomo è stata tolta».
Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 127)
Rit: Ci benedica il Signore tutti i giorni della nostra vita.
Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.
La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.
Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!
Possa tu vedere i figli dei tuoi figli!
Pace su Israele!
SECONDA LETTURA (Eb 2,9-11)
Colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine.
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti.
Conveniva infatti che Dio – per il quale e mediante il quale esistono tutte le cose, lui che conduce molti figli alla gloria – rendesse perfetto per mezzo delle sofferenze il capo che guida alla salvezza.
Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (1Gv 4,12)
Alleluia, alleluia.
Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi
e l’amore di lui è perfetto in noi.
Alleluia.
VANGELO (Mc 10,2-16)
L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.
Parola del Signore.
venerdì 5 ottobre 2012
La Canoa San Giorgio vince due titoli regionali U14
Nel doppio allievi B con Paulotto e Macor, in
quello femminile con Burba e Fusco La Canottieri Lignano va a medaglia.
L’otto sangiorgino sesto agli italiani ragazzi
Felicità, virtù economica
Il mercato non basta
di Luigino Bruni
L’Italia oggi ha un estremo bisogno di felicità pubblica.
Pubblica felicità è una grande 'parola' della tradizione economica e civile
italiana, che ha molte importanti cose da dire a questa nostra età. In una fase
storica rivoluzionaria (il secondo Settecento) per molti versi simile a quella
attuale, gli economisti italiani associando l’economia alla pubblica felicità
volevano sottolineare tre aspetti.
1) Senza sviluppo economico i popoli non possono essere
veramente felici e non escono mai dalla condizione del servo.
2) La felicità, sia quella pubblica sia quella personale,
nasce dalle virtù, come dice anche la radice latina di felicitas, dove il prefisso fe
è lo stesso di femina, fertile, fecondo: la felicità arriva solo coltivando la virtù, come i frutti
dalla fatica e dalla cura della terra.
3) La felicità è un bene comune, perché mentre si può essere
ricchi anche da soli (soprattutto se si hanno rendite), per essere felici
occorre coltivare le relazioni, soprattutto i beni relazionali, politici,
civili.
Questi tre messaggi, che provengono dalla nostra vena più ricca e profonda, sono di una attualità e urgenza assolute. Questa crisi non ci sta proprio dicendo che quando l’economia è in crisi, quando il lavoro manca ed è fragile, quando c’è recessione, è l’intera vita delle famiglie e dei popoli che diventa infelice? Non va mai dimenticato che l’economia può essere accostata a felicità solo se e solo quando l’economia e gli economisti conoscono e combattono le parole dell’infelicità, quelle che narrano di poca, sbagliata o troppa economia. L’abbandono delle virtù – il secondo messaggio – e la lode dei vizi hanno avuto e hanno gran parte nel declino economico, etico e politico del nostro Paese. I vizi ci sono sempre stati, ma il genio della nostra generazione è di averne trasformati parecchi (avidità, azzardo morale…) in virtù, eliminando così quella vergogna pubblica che è sempre stata il principale vaccino dei vizi.
E quando si lodano i furbi, quando hanno successo gli opportunisti e i cinici, quando si remunerano lautamente i percettori di rendite, si commette quello che per l’aquilano Giacinto Dragonetti era l’errore civile più grande: «Si nuoce di più con situar male le ricompense, che col sopprimerle» (1766). Infine il terzo cruciale messaggio: l’Italia ripartirà se sarà capace di un grande progetto comune. C’è oggi troppa ricerca di felicità private, che, come tutti i beni privati, sono rivali e a 'somma zero' (cioè la maggiore felicità dell’uno è a scapito di quella degli altri). La ricerca inutile di queste pseudo-felicità 'contro', produce solo inimicizia civile, paura, insicurezza, noia e alla lunga frustrazione e malessere pubblico, e privato. La pubblica felicità ci dice invece qualcosa di diverso e di opposto: non si può essere felici da soli, e che l’infelicità degli altri ci riguarda, soprattutto l’infe-licità civile, come quella dovuta alla disoccupazione, che non è mai faccenda privata ma sempre pubblica essendo il lavoro al centro del patto sociale. Se riduciamo questa infelicità pubblica, aumentiamo la felicità di tutti e di ciascuno.
Oggi però all’Italia non basta un progetto comune: occorre anche un grande progetto pubblico. Fermeremo veramente il declino italiano non con più mercato capitalistico ma con più pubblico e più istituzioni locali, nazionali, europee e internazionali (per la finanza): all’economia italiana, da qualche decennio, manca soprattutto una politica industriale (vedi Taranto, Sulcis, Fiat e migliaia di altri casi meno noti), istituzioni più efficienti ed eque, governo del territorio e dei beni comuni, meno corruzione pubblica, una nuova classe politica e una nuova visione politica, una forte e decisa Europa politica. E mancando questi elementi, manca anche il mercato civile. È infatti solo una gran-de illusione, senza alcun supporto della migliore teoria economica, che l’Italia avrà un futuro migliore solo con più mercato e senza una vera alleanza con il pubblico e con le istituzioni. Le regioni più fragili del nostro Paese non ripartiranno mai economicamente e civilmente se mancherà una forte azione pubblica, che consentirebbe anche al mercato di svilupparsi. Il mercato è prima di tutto una istituzione sociale che ha bisogno di regole, controlli, pesi e contrappesi. Se non c’è buona politica il mercato non è mai buono, ma rafforza nuovi e vecchi feudi e vecchie e nuove rendite che poi impediscono al mercato stesso di funzionare e lo occupano.
Questi ultimi anni di fede quasi religiosa nei dogmi del mercato capitalistico for profit ci hanno mostrato tra l’altro che la corruzione privata e i suoi danni economici e sociali non sono meno gravi di quelli della corruzione pubblica, e che non c’è nessuna garanzia che manager iperpagati siano più efficienti e più equi di quelli pubblici (si pensi all’origine di questa crisi finanziaria). Basterebbero più trasparenza, regole, controllo democratico dal basso, più cultura civile. Sono anche convinto che se negli ultimi due decenni invece di privatizzare e svendere grandi imprese pubbliche, autostrade, suolo pubblico nei centri storici delle nostre città, telefonia, e molti beni comuni, avessimo soltanto fatto in modo che fossero gestiti meglio con più controllo civile e politico, oggi l’Italia sarebbe più forte e più capace di ripartire. Il mercato porta buoni frutti quando vive e cresce dentro un grande progetto comune e pubblico, e con istituzioni mature e forti. Le ferite dell’inefficienza e della corruzione del nostro passato non debbono produrre la più grande stoltezza di immaginare una buona società senza una forte presenza del pubblico. che non significa solo Stato, significa soprattutto società civile ma anche pubblica amministrazione locale e, sempre di più, Europa.
Ce lo dice la storia della Germania, della Francia, di buona parte del Nord del continente, non le storie ideologiche fondate su mercati immaginari che nessuno ha mai visto. Pubblica felicità, allora, per l’oggi e il domani del nostro Paese, ridando fiato a una tradizione nobile e grande, quella nata dal genio italiano, da cui sono sorti i Monti di Pietà, le Casse di Risparmio, la grande storia della cooperazione, i distretti industriali, Adriano Olivetti, il miracolo italiano di ieri e quello di domani.
Questi tre messaggi, che provengono dalla nostra vena più ricca e profonda, sono di una attualità e urgenza assolute. Questa crisi non ci sta proprio dicendo che quando l’economia è in crisi, quando il lavoro manca ed è fragile, quando c’è recessione, è l’intera vita delle famiglie e dei popoli che diventa infelice? Non va mai dimenticato che l’economia può essere accostata a felicità solo se e solo quando l’economia e gli economisti conoscono e combattono le parole dell’infelicità, quelle che narrano di poca, sbagliata o troppa economia. L’abbandono delle virtù – il secondo messaggio – e la lode dei vizi hanno avuto e hanno gran parte nel declino economico, etico e politico del nostro Paese. I vizi ci sono sempre stati, ma il genio della nostra generazione è di averne trasformati parecchi (avidità, azzardo morale…) in virtù, eliminando così quella vergogna pubblica che è sempre stata il principale vaccino dei vizi.
E quando si lodano i furbi, quando hanno successo gli opportunisti e i cinici, quando si remunerano lautamente i percettori di rendite, si commette quello che per l’aquilano Giacinto Dragonetti era l’errore civile più grande: «Si nuoce di più con situar male le ricompense, che col sopprimerle» (1766). Infine il terzo cruciale messaggio: l’Italia ripartirà se sarà capace di un grande progetto comune. C’è oggi troppa ricerca di felicità private, che, come tutti i beni privati, sono rivali e a 'somma zero' (cioè la maggiore felicità dell’uno è a scapito di quella degli altri). La ricerca inutile di queste pseudo-felicità 'contro', produce solo inimicizia civile, paura, insicurezza, noia e alla lunga frustrazione e malessere pubblico, e privato. La pubblica felicità ci dice invece qualcosa di diverso e di opposto: non si può essere felici da soli, e che l’infelicità degli altri ci riguarda, soprattutto l’infe-licità civile, come quella dovuta alla disoccupazione, che non è mai faccenda privata ma sempre pubblica essendo il lavoro al centro del patto sociale. Se riduciamo questa infelicità pubblica, aumentiamo la felicità di tutti e di ciascuno.
Oggi però all’Italia non basta un progetto comune: occorre anche un grande progetto pubblico. Fermeremo veramente il declino italiano non con più mercato capitalistico ma con più pubblico e più istituzioni locali, nazionali, europee e internazionali (per la finanza): all’economia italiana, da qualche decennio, manca soprattutto una politica industriale (vedi Taranto, Sulcis, Fiat e migliaia di altri casi meno noti), istituzioni più efficienti ed eque, governo del territorio e dei beni comuni, meno corruzione pubblica, una nuova classe politica e una nuova visione politica, una forte e decisa Europa politica. E mancando questi elementi, manca anche il mercato civile. È infatti solo una gran-de illusione, senza alcun supporto della migliore teoria economica, che l’Italia avrà un futuro migliore solo con più mercato e senza una vera alleanza con il pubblico e con le istituzioni. Le regioni più fragili del nostro Paese non ripartiranno mai economicamente e civilmente se mancherà una forte azione pubblica, che consentirebbe anche al mercato di svilupparsi. Il mercato è prima di tutto una istituzione sociale che ha bisogno di regole, controlli, pesi e contrappesi. Se non c’è buona politica il mercato non è mai buono, ma rafforza nuovi e vecchi feudi e vecchie e nuove rendite che poi impediscono al mercato stesso di funzionare e lo occupano.
Questi ultimi anni di fede quasi religiosa nei dogmi del mercato capitalistico for profit ci hanno mostrato tra l’altro che la corruzione privata e i suoi danni economici e sociali non sono meno gravi di quelli della corruzione pubblica, e che non c’è nessuna garanzia che manager iperpagati siano più efficienti e più equi di quelli pubblici (si pensi all’origine di questa crisi finanziaria). Basterebbero più trasparenza, regole, controllo democratico dal basso, più cultura civile. Sono anche convinto che se negli ultimi due decenni invece di privatizzare e svendere grandi imprese pubbliche, autostrade, suolo pubblico nei centri storici delle nostre città, telefonia, e molti beni comuni, avessimo soltanto fatto in modo che fossero gestiti meglio con più controllo civile e politico, oggi l’Italia sarebbe più forte e più capace di ripartire. Il mercato porta buoni frutti quando vive e cresce dentro un grande progetto comune e pubblico, e con istituzioni mature e forti. Le ferite dell’inefficienza e della corruzione del nostro passato non debbono produrre la più grande stoltezza di immaginare una buona società senza una forte presenza del pubblico. che non significa solo Stato, significa soprattutto società civile ma anche pubblica amministrazione locale e, sempre di più, Europa.
Ce lo dice la storia della Germania, della Francia, di buona parte del Nord del continente, non le storie ideologiche fondate su mercati immaginari che nessuno ha mai visto. Pubblica felicità, allora, per l’oggi e il domani del nostro Paese, ridando fiato a una tradizione nobile e grande, quella nata dal genio italiano, da cui sono sorti i Monti di Pietà, le Casse di Risparmio, la grande storia della cooperazione, i distretti industriali, Adriano Olivetti, il miracolo italiano di ieri e quello di domani.
(da Avvenire del 30
settembre 2012)© riproduzione riservata
Mara dolce Campionessa!
MESSAGGERO VENETO
VENERDÌ, 05 OTTOBRE 2012
Mara rivela: sono in dolce attesa
la Campionessa
Mara Navarria, la 27enne azzurra della scherma che ha partecipato alle Olimpiadi Londra, è stata premiata a Trieste da Emilio Felluga e Paolo Menis, presidenti regionali del Coni e della federazione scherma. Nell’occasione Mara ha rivelato di essere in dolce attesa.
VENERDÌ, 05 OTTOBRE 2012
Mara rivela: sono in dolce attesa
la Campionessa
Mara Navarria, la 27enne azzurra della scherma che ha partecipato alle Olimpiadi Londra, è stata premiata a Trieste da Emilio Felluga e Paolo Menis, presidenti regionali del Coni e della federazione scherma. Nell’occasione Mara ha rivelato di essere in dolce attesa.
giovedì 4 ottobre 2012
L'OMELIA DI MONS. DE ANTONI AD ASSISI
«L'Italia, ma
anche il mondo intero, ha sete dello stile di vita che fu del nostro
Santo Patrono. Tocca a noi praticarlo, a cominciare da chi tra noi è
chiamato a pubbliche responsabilità nella Chiesa e nella società». Così
il vescovo di Gorizia, mons. Dino De Antoni, nell'omelia per la festa di san Francesco ad Assisi. Al sindaco di Trieste, Cosolini, è spettato il compito di accendere la sacra lampada. LE FOTO
TONDO: È TEMPO DI RICOSTRUIRE LA "CASA COMUNE". FRANZ: QUI A DIMOSTRAZIONE DELLA GRANDE FEDE DEL FVG PROVINCIA DONA AI FRANCESCANI LIBRI SU S.CROMAZIO E PATRIARCATO |
mercoledì 3 ottobre 2012
il portale della Diocesi: Tondo e pellegrini offrono l'olio ad Assisi
Oltre 800 pellegrini con Tondo e i vescovi della regione nella città di San Francesco
UDINE (2
ottobre, ore 16) - La tradizione vuole che una delle regioni d’Italia, a
turno, offra l’olio per alimentare la lampada che brilla accanto alla
tomba di San Francesco d’Assisi (nella foto). Ebbene, a
portarlo in dono quest'anno sarà il Friuli-Venezia Giulia. Regione e
Diocesi, insieme, saranno protagoniste delle attese celebrazioni in
programma nella città del Santo patrono d'Italia mercoledì 3 e giovedì 4
ottobre.
Il pellegrinaggio – intitolato «Con Francesco, varchiamo le porte della fede» – sarà guidato dai Vescovi delle quattro diocesi. Con loro le istituzioni – sia regionali, con in testa il presidente, Renzo Tondo che locali –, e sopratutto tanti pellegrini, oltre 800. Numeri significativi che padre Luigi Bettin, delegato diocesano, snocciola con emozione.
Il pellegrinaggio – intitolato «Con Francesco, varchiamo le porte della fede» – sarà guidato dai Vescovi delle quattro diocesi. Con loro le istituzioni – sia regionali, con in testa il presidente, Renzo Tondo che locali –, e sopratutto tanti pellegrini, oltre 800. Numeri significativi che padre Luigi Bettin, delegato diocesano, snocciola con emozione.
Un duplice significatoDuplice
dunque il significato di questo pellegrinaggio, «innanzitutto religioso
– spiega mons. Guido Genero, vicario generale dell’Arcidiocesi –,
collegato alla figura del serafico padre di Assisi», ma anche civile
«che chiama le autorità e tutto il popolo d’Italia – anche quello non
credente – a riconoscere in San Francesco e in Santa Caterina le due
figure che hanno dato unità spirituale alla patria italiana e restano
ancora modelli di una nostra identificazione che, se anche comporta la
fede cristiana, riporta però il genio tipico dell’Italia, con le sue
caratteristiche – in particolare quelle mistiche – che sono ancora oggi
valide per dare un supplemento d’anima anche alla nostra Regione nel
contesto dell’Italia e dell’Europa». E questo vale ancora di più oggi
«perché tornare ad Assisi è tornare alla dimensione più tenace del
nostro sentire comune che ci può aiutare anche nella difficile crisi di
questo tempo».
Tondo: «Ritrovare coesione»E
anche il pensiero del presidente della Regione, Renzo Tondo, va alla
crisi economica «alla mancanza e alla perdita del lavoro che si abbatte
sul destino delle persone, delle famiglie, dei giovani. Si sentono tante
proposte, tante ricette, ma nessuna potrà veramente funzionare se il
Paese non ritroverà la coesione, se non si affermerà in ciascuno di noi
lo spirito di solidarietà e di servizio. La testimonianza di San
Francesco ci indica il cammino». Un cammino che però «deve partire prima
di tutto – sottolinea Tondo – da una conversione interiore, come ci ha
insegnato Francesco. Non dobbiamo aspettare che gli altri facciano il
primo passo, ma chiederci quale contributo possiamo dare alla
ricostruzione della casa comune». Richiamando poi l’episodio in cui il
Santo – in preghiera di fronte al crocifisso di San Damiano – udì una
voce che diceva: «Va’ e ripara la mia casa che sta andando in rovina»,
il presidente ha ricordato «che più di una volta, nella sua storia
recente, il Friuli - Venezia Giulia è stato capace, con la solidarietà e
l’umiltà, di riparare la casa che era andata in rovina. La
ricostruzione materiale dopo il terremoto del 1976, ma anche la
ricostruzione morale della convivenza civile fra minoranze dopo le
tragedie consumatesi a Trieste e sul confine orientale durante e dopo la
Seconda guerra mondiale».
Franz: «Occasione unica»Il
pellegrinaggio ad Assisi è poi per il presidente del Consiglio
regionale, Maurizio Franz, «un’importante occasione in cui Autorità
civili ed ecclesiastiche si riuniranno sotto il segno della cristianità
per sottolineare con forza quelle che sono le autentiche radici della
nostra società». «Il fatto – conclude Franz – che per un anno intero la
lampada accanto alla tomba di San Francesco, brillerà con l’olio offerto
dagli abitanti del Friuli Venezia Giulia incorona idealmente la nostra
Regione quale centro della spiritualità nazionale, ruolo che vogliamo
esercitare al meglio dando seguito alla straordinaria importanza
religiosa avuta quando il Patriarcato di Aquileia rappresentò la più
grande diocesi di tutto il Medioevo europeo».
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ASIA/PAKISTAN - Il governo del Sindh concede un terreno alle Suore di Gesù e Maria
Karachi (Agenzia Fides) - Il governo della provincia del Sindh (nel Sud del Pakistan) ha dato in comodato gratuito alle Suore di Gesù e Maria un terreno nel centro di Karachi per un periodo di 99 anni. Nel corso di una cerimonia tenutasi nei giorni scorsi, Ishrat ul Ebad, governatore del Sindh, ha consegnato i documenti ufficiali a suor Maria Langan e suor Berchmanns Conway, rappresentanti delle congregazione. Come riferito a Fides, il terreno è stato presentato dal governo come "dono gratuito", in riconoscimento del lavoro educativo delle Suore di Gesù e Maria in Pakistan. Consentirà alle religiose di ampliare e consolidare la scuola femminile che gestiscono Karachi dal 1952.
Il governo del Sindh ha compiuto gesti significativi di apprezzamento per il lavoro della Chiesa cattolica in Pakistan. Tre ospedali cattolici in Sindh sono stati esentati dalle tasse di proprietà. Il governo è in procinto di concedere un'esenzione fiscale a 40 scuole gestite dalla diocesi di Hyderabad nelle aree urbane economicamente depresse e per le popolazioni indigene nel deserto del Thar. Di recente ha dato a 30 famiglie tribali del gruppo etnico parkari koli, colpite dalle alluvioni, quattro acri di terra e nuove case, che rientrano in un programma di aiuto avviato dall'ospedale cattolico Sant'Elisabetta di Hyderabad. Il governatore ha elogiato il ruolo e la presenza della Chiesa cattolica come parte integrante della società pakistana,
Le Suore di Gesù e Maria sono giunte nel subcontinente indiano 1856 (ben prima della partizione fra India e Pakistan) e hanno avviato scuole a Lahore, Karachi, Islamabad, Mariakhel, Murree e Toba Tek. Nelle loro scuole hanno studiato l'ex primo ministro Benazir Bhutto, Asma Jehangir, Presidente della Commissione per i diritti umani del Pakistan, Tehmina Janjua, ambasciatore del Pakistan in Italia, e altre eminenti personalità politiche musulmane. (PA) (Agenzia Fides 3/10/2012)
Da facebook arriva un appello a visitare Israele
Questa
è la settimana di Sukkot, o festa delle Capanne. In Israele sono
previsti moltissimi eventi speciali, feste e manifestazioni. Gerusalemme
oggi, ad esempio, ospita la tradizionale Benedizione Sacerdotale al
Muro del Pianto. Gli altri appuntamenti scoprili sul nostro sito http://www.goisrael.it/ Tourism_Ita/Articles/ Attractions/Pagine/ Sukkot-in-Israele.aspx
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