venerdì 15 luglio 2011

Sventola bandiera... bianca

Oriamo Ferini lascia

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Domenica 17 luglio 2011

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

PRIMA LETTURA (Sap 12,13.16-19)
Dopo i peccati, tu concedi il pentimento.

Dal libro della Sapienza

Non c’è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose,
perché tu debba difenderti dall’accusa di giudice ingiusto.
La tua forza infatti è il principio della giustizia,
e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti.
Mostri la tua forza
quando non si crede nella pienezza del tuo potere,
e rigetti l’insolenza di coloro che pur la conoscono.
Padrone della forza, tu giudichi con mitezza
e ci governi con molta indulgenza,
perché, quando vuoi, tu eserciti il potere.
Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo
che il giusto deve amare gli uomini,
e hai dato ai tuoi figli la buona speranza
che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 85)
Rit: Tu sei buono, Signore, e perdoni.

Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t’invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche. Rit.

Tutte le genti che hai creato verranno
e si prostreranno davanti a te, Signore,
per dare gloria al tuo nome.
Grande tu sei e compi meraviglie:
tu solo sei Dio. Rit.

Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso,
lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà,
volgiti a me e abbi pietà. Rit.

SECONDA LETTURA (Rm 8,26-27)
Lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 11,25)
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
Alleluia.

VANGELO (Mt 13,24-43 (forma breve: Mt 13,24-30))
Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».
Parola del Signore.

Preghiera dei fedeli
O Padre, tu sai che il peccato ha confuso la nostra anima a tal punto che non sappiamo neppure ciò che è giusto e bene chiedere. Ma tu ci hai donato lo Spirito, che intercede con insistenza per noi. Per questo osiamo pregarti, affidando le nostre invocazioni a te, che scruti i cuori.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa, nata come un piccolo granello di senapa, sappia accogliere sotto i suoi rami tutti gli uomini, annunciando ad essi il Vangelo, con mitezza e sincerità. Preghiamo.
2. Perché negli uomini lieviti il desiderio di giustizia e di pace, spingendoli ad operare per il bene comune. Preghiamo.
3. Perché ogni battezzato si apra al dono dello Spirito, impari ad ascoltarlo nel suo cuore e sia pronto a tradurre i suoi insegnamenti in comportamenti coerenti. Preghiamo.
4. Per i genitori e per tutti coloro che sono impegnati nell’educazione, perché abbiano la pazienza di rispettare i tempi e i ritmi di crescita di ogni persona, guidandola ad aprirsi all’amore di Dio. Preghiamo.
5. Perché i cristiani maturino la convinzione che nel mondo la zizzania non prevarrà sul buon seme e che il Regno si manifesterà in pienezza secondo la volontà di Dio. Preghiamo.

La tua forza, Signore è principio di giustizia, tu sei indulgente con tutti. Per questo ti supplichiamo di accogliere le nostre preghiere e di esaudirle, secondo i tuoi disegni provvidenziali. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.


mercoledì 13 luglio 2011

Santi Patroni 2011

«Stringiamo un'alleanza per l'educazione»   versione testuale
L'appello dell'Arcivescovo durante la Messa dei Santi Patroni
Nella foto: mons. Battisti, mons. Mazzocato e mons. Brollo <br>alle celebrazioni per i Santi Patroni Ermacora e Fortunato.
Nella foto: mons. Battisti, mons. Mazzocato e mons. Brollo
alle celebrazioni per i Santi Patroni Ermacora e Fortunato.
UDINE (12 luglio, ore 14) - Un’«alleanza educativa sul nostro territorio a sostegno, prima di tutto, dei genitori e delle famiglie».
È questo il forte appello lanciato dall’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nell’omelia pronunciata durante la S. Messa dei Santi patroni, Ermacora e Fortunato, oggi, nella Cattedrale di Udine.

Mons. Mazzocato ha ribadito come l’educazione dei giovani sarà al centro del nuovo Anno pastorale della Chiesa udinese, ma ha anche aggiunto di essere «convinto che questo tema non interessi solo la Chiesa, ma tutta la società. Per questo siamo pronti ad un dialogo e ad una ricera comune con tutti coloro che in città e nel Friuli sentono forte il compito dell’educazione». «Penso ai genitori – ha aggiunto – agli insegnanti delle scuole, ai tanti responsabili delle società sportive, a quanti gestiscono iniziative di tempo libero, agli operatori dei mezzi di comunicazione sociale».
Conscio delle «ricorrenti lamentele sulle difficoltà ad educare oggi i piccoli e i giovani che crescono», l’Arcivescovo ha ricordato come essi non abbiano però bisogno di padri e madri rassegnati, ma capaci di «annunciare una parola sicura che orienta nella vita e che sanno convincerli con l’esempio della vita». La Chiesa, dunque, sull’esempio dell’annuncio della Parola di Dio, fatto con la voce e l’esempio della vita dai Santi patroni Ermacora e Fortunato, è pronta a impegnarsi su questo tema, assieme e in dialogo con tutta la società friulana.

Qualcuno pensa all'istruzione dei giovani in Afghanistan

ASIA/AFGHANISTAN - Istruzione e formazione professionale: l'impegno dei gesuiti per dare un futuro al paese   
Herat (Agenzia Fides) - In un paese dilaniato dalla guerra e dal terrorismo, i giovani afgani, che sono il 68% della popolazione, "vogliono pace e sicurezza e sognano di poter godere di un percorso di istruzione", come tutti gli altri giovani del mondo. "La Chiesa deve aiutare i giovani a realizzare questo sogno, ed è questa la missione dei gesuiti e dei volontari del Jesuit Refugees Service (JRS)": lo afferma in una nota inviata all'Agenzia Fides il gesuita indiano p. Stan Fernandes SJ, Direttore del JRS Afghanistan. Il Direttore nota che "bambini e giovani sono stanchi della guerra e ben pochi di loro hanno l'opportunità di andare a scuola". Su 33 milioni di afgani, "i ribelli sono circa 10mila ma catalizzano l'attenzione della comunità internazionale. La nostra missione è dare voce e speranza al 99,9% della popolazione afgana, che lotta ogni giorno, con tutto il cuore, per andare avanti e per costruire un domani migliore".
"Insieme con la popolazione afgana - prosegue - noi speriamo e preghiamo per la pace e continuiamo il nostro viaggio accanto alla gente, cercando di raggiungere soprattutto gli emarginati. I giovani, che hanno vissuto la guerra e l'esilio, domani guideranno la nazione. Questa generazione deve essere aiutata a concentrare tutte le sue energie, il suo entusiasmo e il suo potenziale, per promuovere pace e sviluppo nella nazione".
Il JRS opera in Afghanistan dal 2005, quando un team di gesuiti indiani ha avviato programmi nel campo dell'istruzione: oggi nella "Technical High School" di Herat vi sono 600 allievi che seguono corsi di elettricità, elettronica, costruzioni, commercio. Dal 2006 i religiosi insegnano anche inglese, informatica, biologia e fisica a oltre 3.000 studenti universitari di Herat, Bamiyan e Kabul.
In un altro programma i gesuiti assistono i profughi rientrati in Afghanistan nella città di Sohadat, e 35 km da Herat, assicurando loro assistenza alimentare, servizi sanitari e istruzione, in una scuola elementare frequentata da oltre 200 bambini e tramite una clinica che cura 250 pazienti a settimana. Sono attivi anche programmi di formazione e sviluppo dedicati specificamente alle donne (PA) (Agenzia Fides 13/7/2011)

VATICANO - Nasce il blog "Being catholics in China"

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - L'Agenzia Fides ha ritenuto necessario istituire il blog "Being catholics in China" come mezzo di informazione e di formazione per i cattolici cinesi di questo grande continente. E' un momento favorevole dello Spirito, che esige una lettura attenta della situazione, perché la Chiesa, che è di casa in ogni nazione e cultura, possa svolgere liberamente la missione affidatagli da Cristo. Per questo, attraverso il blog, si può interloquire ed interpellare coloro che sono preposti a coordinare l'attività di evangelizzazione, sulle questioni attinenti la Chiesa. Questo blog intende essere inoltre uno strumento di unità della Chiesa in Cina con tutte le Chiese del mondo e con la Chiesa Universale. (Agenzia Fides 13/7/2011)

martedì 12 luglio 2011

Farah

ASIA/PAKISTAN - Approda all'Alta Corte di Multan il caso di Farah Hatim, la cattolica islamizzata a forza

Multan (Agenzia Fides) - Sarà l'Alta Corte di Multan a giudicare e ad appurare la verità sul caso di Farah Hatim, la ragazza cattolica rapita, islamizzata e costretta a sposare un uomo musulmano nella città di Rahim Yar Khan, nel sud Punjab (vedi Fides 25/6/2011 e giorni precedenti). E' quanto l'Agenzia Fides apprende da Paul Bhatti, Consigliere Speciale del Primo Ministro per gli Affari della Minoranze religiose in Pakistan e leader dell'APMA (All Pakistan Minorities Alliance). L'APMA aveva tentato nei giorni scorsi una mediazione, chiedendo alla famiglia musulmana presso cui oggi Farah si trova, di incontrare la ragazza, ribadendo la richiesta ufficialmente a un giudice del tribunale di primo grado a Rahim Yar Khan. Il tentativo è fallito (vedi Fides 7/7/2011) perché la famiglia non si è presentata e il giudice stesso ha detto di "considerare il caso chiuso".
Per questo l'APMA ha deciso, in accordo con i familiari della ragazza, di ricorrere all'Alta Corte di Multan. Una denuncia è stata già presentata e si attende la data dell'udienza, in cui il giudice convocherà Farah, la famiglia di origine e la famiglia musulmana per ascoltare le differenti versioni sulla vicenda e appurare la volontà della giovane. "Non avevamo scelta. Dato l'atteggiamento di ostinata chiusura della famiglia musulmana, vogliamo che la giustizia vada avanti e che Farah possa esprimersi: per questo abbiamo dato mandato agli avvocati di presentare un ricorso all'Alta Corte", dice Bhatti a Fides.
Il giudice può ascoltare Farah pubblicamente ma anche in un colloquio privato. Se avesse l'impressione che la ragazza, terrorizzata o intimidita, non dica la verità (compiacendo i suoi aguzzini), potrebbe decidere di trasferirla per un periodo di tempo nella "Darul Aman" ("Casa della pace"), istituto governativo con sede nelle principali città del paese, che accoglie e tiene sotto protezione della polizia le donne maltrattate o rapite. L'istituto è un'opera voluta fortemente da Asma Jahangir, presidente del Consiglio degli avvocati della Corte Suprema e attiva nel difendere i diritti delle donne pakistane. Gli avvocati dell'APMA, che stanno curando il ricorso, hanno intenzione di chiedere che Farah sia trasferita lì per evitare che possa improvvisamente "sparire".
P. Yousaf Emmanuel, Direttore della "Commissione Giustizia e Pace" della Conferenza Episcopale del Pakistan, ha salutato con favore questo passo, ribadendo che "la Chiesa pakistana, che in passato ha salvato e si occupa di proteggere tante giovani cristiane, è vicina a Farah e alla sua famiglia, e intende dare tutto l'appoggio possibile per una felice conclusione di questa triste vicenda". (PA) (Agenzia Fides 12/7/2011)

Fiducia nel futuro

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ENERGIA: TONDO INAUGURA IN FRIULI NUOVO IMPIANTO FOTOVOLTAICO

lunedì 11 luglio 2011

VATICANO - "Domenica del Mare": il Papa prega per i marittimi sequestrati per atti di pirateria

 
Castel Gandolfo (Agenzia Fides) - Domenica 10 luglio, in occasione della celebrazione della cosiddetta "Domenica del Mare", cioè la Giornata per l'apostolato nell'ambiente marittimo, il Santo Padre ha lanciato all'Angelus un appello per i marittimi sequestati: "Rivolgo un particolare pensiero ai Cappellani e ai volontari che si prodigano per la cura pastorale dei marittimi, dei pescatori e delle loro famiglie. Assicuro la mia preghiera anche per i marittimi che purtroppo si trovano sequestrati per atti di pirateria. Auspico che vengano trattati con rispetto e umanità, e prego per i loro familiari, affinché siano forti nella fede e non perdano la speranza di riunirsi presto ai loro cari."
Prima della preghiera mariana, recitata del cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo dove si trova per un periodo di riposo, il Papa si è soffermato sul Vangelo della domenica, la parabola del seminatore. "E' una pagina in qualche modo 'autobiografica' - ha sottolineato il Papa -, perché riflette l'esperienza stessa di Gesù, della sua predicazione: Egli si identifica con il seminatore, che sparge il buon seme della Parola di Dio, e si accorge dei diversi effetti che ottiene, a seconda del tipo di accoglienza riservata all'annuncio... Ma questo Vangelo insiste anche sul 'metodo' della predicazione di Gesù, cioè, appunto, sull'uso delle parabole... ai discepoli, cioè a coloro che si sono già decisi per Lui, Egli può parlare del Regno di Dio apertamente, invece agli altri deve annunciarlo in parabole, per stimolare appunto la decisione, la conversione del cuore; le parabole, infatti, per loro natura richiedono uno sforzo di interpretazione, interpellano l'intelligenza ma anche la libertà." (SL) (Agenzia Fides 11/07/2011)

venerdì 8 luglio 2011

Un'oasi spirituale per la gente di Hong Kong

ASIA/HONG KONG - I trappisti cistercensi dell'abbazia di Nostra Signora della Gioia da 60 anni a Hong Kong

Hong Kong (Agenzia Fides) - I trappisti (Cistercensi della Stretta Osservanza, O.C.S.O) dell'abbazia trappista di Nostra Signora della Gioia hanno festeggiato i loro 60 anni di servizio a Hong Kong il 2 luglio, con una solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dall'Amministratore dell'Abbazia, p. Raphael Kang, e dal Vicario generale della diocesi di Hong Kong, p. Pierre Lam Ming MEP. Secondo quanto riferisce Kong Ko Bao (il bollettino diocesano in versione cinese), i fedeli di Hong Kong e quelli di Macao hanno assistito numerosi alla celebrazione, durante la quale è stato anche ricordato il 50° anniversario di vita monastica di due trappisti.
Il 2 luglio 1951 i monaci superstiti del Monastero Nostra Signora Consolatrice di Yang Jia Ping, nella provincia dell'He Bei, e del Monastero Nostra Signora della Gioia di Zheng Ding, sempre nell'He Bei, che riuscirono a fuggire dalla sanguinosa persecuzione comunista, raggiunsero Hong Kong dopo tante sofferenze, la perdita di tanti confratelli e senza più niente. Il loro leggendario Abate, Li Bo Lan, riuscì ad ottenere dalle autorità di Hong Kong l'isola sperduta e disabitata di Landau dove i monaci rimasti costruirono, a mani nude, il loro convento. Negli anni successivi hanno costruito una fattoria, hanno iniziato ad allevare le mucche e a produrre latte e biscotti, apprezzatissimi dagli hongkonghesi. Questo luogo comunque rappresenta soprattutto un'oasi spirituale per la gente di Hong Kong, spesso schiava di uno sviluppo economico frenetico. Oggi l'Abbazia conta 9 trappisti sacerdoti, 7 fratelli e un novizio. (NZ) (Agenzia Fides 08/07/2011)

giovedì 7 luglio 2011

Inaugurata la piazza di Zellina di San Giorgio di Nogaro

http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2011/07/05/news/inaugurata-la-nuova-piazza-di-zellina-1.716158

Utilizza il link  per leggere l'articolo del Messaggero Veneto

ASIA/INDIA - Radicali indù vogliono iscrivere (con la forza) i figli alle scuole cattoliche

Belgaum (Agenzia Fides) - Un gruppo di 50 militanti di gruppi indù radicali ha fatto irruzione nella scuola San Giuseppe, delle suore Canossiane a Belgaum, per imporre alle religiose di iscrivere nella loro scuola due ragazzi, figli di un leader radicale indù. E' accaduto in Karnataka (India sudoccidentale), dove la Chiesa locale riferisce all'Agenzia Fides il verificarsi di un paradosso: gli indù radicali vogliono costringere le scuole cattoliche ad istruire i loro figli. "E' assurdo, in quanto i gruppi estremisti indù criticano e combattono con ogni mezzo possibile l'impegno della Chiesa nel campo dell'istruzione e del servizio sociale" commenta una fonte di Fides nella Chiesa locale. "E segno della schizofrenia di questi militanti radicali, spesso responsabili di attacchi contro i cristiani. Ma, d'altra parte, è anche un implicito riconoscimento all'eccellente istruzione fornita dalle nostre scuole" rimarca la fonte.
Nella scuola San Giuseppe i radicali indù hanno minacciato e maltrattato le religiose e alcuni docenti, per imporre con la forza l'ammissione di due studenti indù. Il tempestivo intervento della polizia e di alcuni genitori ha impedito che la situazione potesse degenerare. A guidare il gruppo dei radicali era Basangouda Sidramani, uno dei leader del partito nazionalista indù Bharatiya Janata Party (BJP), che ha sbandierato la sua appartenenza al "partito al potere" (il BJP è al governo in Karnataka) per imporre la sua volontà a suor Thankam, preside della scuola. Le suore e i fedeli della parrocchia in cui si trova la scuola hanno chiesto l'intervento della polizia per garantire la scurezza dell'istituto e il regolare svolgimento delle lezioni e delle attività scolastiche nelle prossime settimane. (PA) (Agenzia Fides 7/7/2011)

Quando una famiglia cristiana viene a piangere da noi...

ASIA/PAKISTAN - Una suora del Punjab: "Cristiani disumanizzati, in un sistema che tutela solo i diritti dei potenti"

Lahore (Agenzia Fides) - "Noi cristiani siamo realmente disumanizzati, siamo trattati come oggetti e come merce da vendere. Viviamo in un sistema in cui solo i potenti hanno diritti. Ai cristiani non viene garantita la giustizia dai tribunali: è una gravissima lacuna nello stato di diritto, e questa è una delle principali cause di sofferenza e di persecuzione dei cristiani in Pakistan". E' la denuncia, consegnata in un colloquio con Fides, di un suora che vive in Punjab. La religiosa, che chiede l'anonimato per motivi di sicurezza, si occupa di accogliere, nascondere, recuperare le ragazze cristiane maltrattate, rapite, stuprate o costrette a matrimoni islamici. E' dunque la persona che meglio conosce il fenomeno, in quanto ascolta quotidianamente le storie delle giovani. Sul caso di Farah Hatim, dice a Fides: "Quella di Farah è una storia molto triste. E purtroppo non è unica né rara. Ne registriamo almeno 700 ogni anno e riusciamo a salvare solo poche decine di ragazze".
"Quando una famiglia cristiana viene a piangere da noi, segnalandoci un caso - racconta a Fides la suora - andiamo dai capi del villaggio per avere il loro appoggio, fondamentale per la cosiddetta 'legge della jirga' (assemblea), consuetudinaria nei villaggi. A volte ci ascoltano e ci aiutano. Ma quando sono in gioco potenti clan musulmani, dicono di non poter far nulla. Allora si dovrebbe applicare il diritto penale nazionale, ma il punto è che i tribunali di primo grado sono corrotti e del tutto manovrati da uomini politici, da leader islamici fondamentalisti o da grandi feudatari. E' un circolo vizioso, per cui alle minoranze cristiane non viene garantita la giustizia: è una grave lacuna nello stato di diritto e una delle principali cause di sofferenza e di persecuzione dei cristiani in Pakistan".
La sofferenza delle cristiane, spiega la suora, si inserisce nel quadro generale della condizione della donna in Pakistan: "Le donne non valgono nulla. Solo l'8% delle donne riceve un'istruzione in Pakistan. Le bambine vengono spesso abortite. C'è un problema di fondo di cultura e di mentalità tribale".
Inoltre "le donne cristiane portano in più lo stigma di appartenere a una minoranza religiosa: sono le più deboli e vulnerabili, non hanno voce. I potenti musulmani ne approfittano. Le ragazze subisco abusi, maltrattamenti, stupri e debbono restare in silenzio, pena altre violenze contro la loro famiglia. C'è una discriminazione di fatto: i cristiani non sono veri cittadini, in quanto non possono avere giustizia rispetto a tali patenti violazioni dei loro diritti individuali e di comunità", conclude la suora. (PA) (Agenzia Fides 7/7/2011)

ASIA/PAKISTAN - Fallisce la mediazione dell'APMA nel caso di Farah, la cattolica islamizzata con la forza

Lahore (Agenzia Fides) - E' fallito, per ora, il primo tentativo di mediazione della "All Pakistan Minorities Alliance" (APMA) nel caso di Farah Hatima, la ragazza cattolica rapita, sposata e convertita all'islam dal musulmano Zeehan Iliyas nella città di Rahim Yar Khan, nel sud della provincia del Punjab (vedi Fides 25/6/2011 e giorni precedenti). L'APMA, fondata da Shabhaz Bhatti, è l'organizzazione della società civile in difesa delle minoranze religiose più diffusa e meglio organizzata nel paese. Il caso di Farah, spiegano fonti di Fides, è emblematico dei circa 700 casi che ogni anno si registrano in Pakistan di ragazze cristiane rapite e convertite all'islam. Per questo sul caso di Farah si è impegnato Paul Bhatti, leader dell'APMA e Consigliere Speciale del Primo Ministro per le minoranze religiose.
Un team di avvocati e di responsabili dell'APMA in Punjab si è interessato del caso nei giorni scorsi, cercando di organizzare un incontro fra la ragazza e la sua famiglia di origine, per accertare le condizioni di salute, fisiche e psicologiche di Farah e, soprattutto, per ottenere la certezza assoluta - ribadita senza condizionamenti, minacce o costrizioni di sorta - della sua volontà di tornare a casa e di abbandonare la famiglia musulmana dove si trova. Un membro dell'equipe dell'APMA spiega a Fides: "Abbiamo chiesto, tramite le autorità locali, un incontro privato con Farah. La famiglia del musulmano che l'ha fatta sua sposa sostiene che la ragazza è consenziente. Se ne sono certi, e se questo è vero, perché impedire ai familiari di vederla e agli avvocati di ascoltare direttamente la sua versione? Questo impedimento per noi è davvero sospetto",
Viste le resistenze incontrate, gli avvocati dell'APMA si sono rivolti nuovamente al tribunale di primo grado a Rahim Yar Khan, chiedendo al giudice di presiedere un'udienza in cui ascoltare Farah, la sua famiglia di origine e la famiglia musulmana coinvolta. L'incontro fissato dal giudice avrebbe dovuto tenersi il 4 luglio, ma la controparte non si è presentata, tantomeno c'era Farah. I familiari della ragazza, delusi e in pena, dicono a Fides di temere che Farah sia stata portata via dalla città e nascosta in un luogo segreto o addirittura venduta all'estero. Inoltre il giudice - raccontano a Fides - li ha nuovamente invitati a "ritirare la denuncia e considerare chiuso il caso", segno dei pesanti condizionamenti che il sistema giudiziario subisce in casi che oppongono le famiglie cristiane a potenti clan musulmani.
L'APMA comunica a Fides che intende percorrere tutte le strade legali possibili per incontrare Farah: l'incontro è propedeutico a un possibile ricorso all'Alta Corte per poterla liberare e salvare. Una autorevole fonte di Fides nella Chiesa pakistana afferma: "Il caso è molto delicato, per tutte le implicazioni che porta con sé. Bisogna continuare ad agire con prudenza ma con perseveranza, chiedendo giustizia, come la vedova importuna del Vangelo". (PA) (Agenzia Fides 7/7/2011)

ASIA/AFGHANISTAN - Solo il 48% della popolazione ha accesso all'acqua potabile

Kabul (Agenzia Fides) - Solo il 48% della popolazione afghana ha accesso all'acqua potabile e solo il 37% usa servizi sanitari bonificati. Questa situazione di emergenza si riflette con gravi implicazioni sulla salute, in particolare dei bambini. Mentre alcune zone del paese sono materiamente sprovviste di acqua, la maggior parte delle persone non ha accesso all'acqua potabile a causa delle infrastrutture inadeguate e della loro scorretta gestione, si legge in un rapporto del Centre for Policy and Human Development dell'Università di Kabul, pervenuto all'Agenzia Fides. "Nei tre decenni di sommosse che hanno sconvolto il paese, le infrastrutture per l'approvvigionamento dell'acqua sono state abbandonate o distrutte, mentre le istituzioni responsabili della distribuzione e gestione del servizio sono crollate" si legge nel rapporto dal titolo 'Afghanistan Human Development Report 2011'. "Circa il 73% della popolazione fa affidamento su strutture improvvisate e inadeguate per l'approvvigionamento dell'acqua, mentre le fonti d'acqua stanno diventando sempre più inquinate e sfruttate in luoghi come Kabul". Circa il 70% della popolazione urbana vive in aree non pianificate o insediamenti illegali, mentre il 95% non ha accesso a servizi igienici bonificati. A Kabul l'80% della popolazione vive in insediamenti non pianificati dove sono comuni la scarsa igiene e la mancanza di accesso all'acqua potabile. (AP) (7/7/2011 Agenzia Fides)

Domenica 10 LUglio 2011

    XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

PRIMA LETTURA (Is 55,10-11)
La pioggia fa germogliare la terra.
Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 64)
Rit: Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.
Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
Il fiume di Dio è gonfio di acque;
tu prepari il frumento per gli uomini. Rit.

Così prepari la terra:
ne irrìghi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli. Rit.

Coroni l’anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza. Rit.

I prati si coprono di greggi,
le valli si ammantano di messi:
gridano e cantano di gioia! Rit.
SECONDA LETTURA (Rm 8,18-23)
L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.
La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 13,19.23)
Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio,
il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.
Alleluia.
VANGELO (Mt 13,1-23 (forma breve Mt 13,1-9))
Il seminatore uscì a seminare.
+ Dal Vangelo secondo Matteo

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».
Parola del Signore.




Preghiera dei fedeli



Dio Padre ci ha inviato il suo Figlio, il buon seminatore, che diffonde anche oggi la sua Parola. Chiediamogli che ci renda capaci di accoglierla con animo lieto e di viverla ogni giorno.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Per la Chiesa, perché non si stanchi di annunciare al mondo la Parola del Signore, nella convinzione che essa farà germogliare nei cuori il desiderio della salvezza. Preghiamo.
2. Perché i cristiani non si lascino catturare dalla logica del mondo, ma promuovano la pace e la concordia tra le nazioni, favorendo la comunione fraterna. Preghiamo.
3. Per i missionari, perché l’annuncio del Vangelo sia testimoniato da una vita coerente con gli ideali del Vangelo e dall’amore sincero a Cristo. Preghiamo.
4. Perché i giovani sappiano trovare momenti di silenzio e di ascolto della Parola, purificando il cuore e ispirando al Vangelo le loro scelte di vita. Preghiamo

5. Per i bambini, i ragazzi i giovani dell’oratorio perché possano passare questo periodo in serenità nei momenti di preghiera, laboratorio e gioco. Preghiamo.

6. Per la nostra comunità, perché la pratica religiosa non si riduca a stanca abitudine, ma sia occasione per l’accoglienza della Parola che si traduce nella comunione fraterna. Preghiamo.

Fa’, o Padre, che i semi del Vangelo ricevuti in questa liturgia mettano radici profonde nei nostri cuori, perché solo così possiamo essere testimoni della verità che ora accogliamo nella fede. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.


UNA DONNA… MARSHA…COMANDANTE DI UNA NAVE..

fonte:http://www.collegionazionalecapitani.it/view_news.php?id_news=302 


IN ITALIA NON SI TROVANO COMANDANTI E UFFICIALI UOMINI PER LA MARINA MERCANTILE ……….UNA DONNA… MARSHA…COMANDANTE DI UNA NAVE..

Marsha ha una passione per le piante grasse e per i peluche : ce ne sono davvero tanti da adornare il suo ufficio e la messroom,la sala da pranzo.Marsha fa parte di quel 2% circa di donne marittime su un totale di oltre 1 milione e duecentomila lavoratori. Ma l’aspetto forse più inconsueto è il ruolo di Marsha a bordo della nave general cargo Ivan Sergiyenko: altre volte era capitato infatti, di incontrare donne, radiotelegrafiste ,cuoche a bordo delle navi con equipaggi ucraini o russi, ma mai mi ero imbattuto in una donna….comandante!.
Marsha è ucraina , ma – oltre all’inglese e polacco – parla anche un po’ d’italiano, dice di averlo imparato nel corso delle numerose volte in cui la sua nave è approdata in porti italiani; durante l’incontro a bordo mi mostra alcune foto che ha appeso in una bacheca: il lungomare di Odessa e le vedute di kherson si mescolano a scorci di La Spezia.
Mi racconta di essere venuta per la prima volta a Porto Nogaro nella seconda metà degli anni ’80, quando ancora non rivestiva il ruolo di Comandante,
Marsha ha l’aria di chi è abituata allo stupore delle persone che ha di fronte, e con pazienza racconta di sé, di suo figlio a cui trasmesso l’amore per il mare e la navigazione, che ha voluto seguire le orme della madre ed è attualmente secondo ufficiale, della durezza della vita che ha scelto, ma anche delle soddisfazioni ottenute in tanti anni sulle navi.
Mi chiede se vogliamo fare un giro a bordo della sua nave: mi conduce alla plancia di comando, mi mostra le carte, sulle quali le sue dita scorrono sicure, mentre illustra le rotte che la nave deve seguire per risalire l’Aussa-Corno; passiamo nella messroom, e qui Marsha racconta un episodio accaduto diversi anni fa, di cui conserva ancora in una cornice un articolo di giornale, ormai quasi ingiallito.
La nave stava navigando da Istanbul verso Odessa, quando venne sorpresa da una forte tempesta.
Marsha si appella a Dio, e giura che – se tutti arriveranno sani e salvi – farà subito celebrare a bordo una Santa Messa. La foto sul giornale del Pope insieme all’equipaggio testimonia che la celebrazione ha rappresentato il momento di ringraziamento a Dio per il dono ricevuto.
Questo modo mi fa pensare a quei Comandanti che a bordo si adegiano a Dio e non capiscono che sono grandi uomini di mare che devono dare conto a un loro Supremo che non à di questa terra e/o mare.
Marsha mi saluta chiedendo di fare una foto insieme : si scioglie i capelli, li sistema e sorride. Mi manderà la foto via mail..

Arrivederci Marsha, pakà.

Storaci Cap.Angelo

martedì 5 luglio 2011

ilfriuli.it ci informa su Palma

Rievocazione a Palmanova


Sabato 9 e domenica 10 luglio appuntamento nella città stellata per ricordare 22 luglio 1602, quando l’allora Provveditore Generale Gerolamo Cappello fece innalzare per la prima volta al centro della piazzaforte, il vessillo della Serenissima Repubblica di Venezia

ASIA/IRAQ - Per i bambini il paese è uno dei più insicuri al mondo

Baghdad (Agenzia Fides) - Decenni di guerra e sanzioni internazionali hanno trasformato l'Iraq in uno dei luoghi più insicuri per i bambini nel Medio Oriente e nel nord Africa. Nel paese, infatti, ci sono circa 3 milioni e mezzo di bambini poveri, 1 milione e mezzo con meno di 5 anni sono denutriti, ogni giorno ne muoiono 100. Secondo le stime dell'UNICEF, il governo dovrebbe fare di più per i minori. Per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio (MDGs) indicati dall'Onu, oltre 400 mila bambini iracheni denutriti dovrebbero ricevere un'alimentazione adeguata, e circa 700 mila dovrebbero essere iscritti a scuola. Il tasso di mortalità infantile dovrebbe essere ridotto di 100 mila unità, e circa 3 milioni di bambini necessiterebbero di una adeguata assistenza sanitaria.
Inoltre questi piccoli sono spesso sfruttati come bambini soldato e kamikaze, perchè suscitano meno sospetto e si possono muovere più facilmente ai posti di blocco, vengono anche utilizzati per attirare le forze di sicurezza in imboscate. La (Shia) Mahdi Army avrebbe reclutato e usato i bambini soldato sin dall'inizio dei conflitti. Nel 2008 ne sono stati uccisi circa 376 e feriti 1.594, nel 2009 ne sono stati uccisi 362 e feriti 1.044. Nel 2010 le vittime sono state almeno 194 e i feriti 232, principalmente a Baghdad e nei governatorati di Diyala e Ninewa. Un'altra minaccia per i bambini è costituita dai residui bellici inesplosi, che mietono vittime e causano danni a lungo termine. Sul territorio iracheno ci sono circa 2,66 milioni di bombe a grappolo e 20 milioni di mine, distribuite su un territorio di oltre 1.700 km quadrati. (AP) (5/7/2011 Agenzia Fides)