mercoledì 19 ottobre 2011

Parroco e sacrestano

Doppio lutto a Cargnacco. Parroco e sacrestano
deceduti a distanza di poche ore   versione testuale
Sabato i funerali del sacerdote. Il sacrestano colto da malore
proprio mentre si recava a portare l'ultimo saluto
Nella foto: don Primo Minin
Nella foto: don Primo Minin
CARGNACCO (19 ottobre, ore 10) - Doppio lutto a Cargnacco. Nel giro di poche ore sono mancati, improvvisamente, il parroco, don Primo Minin e il sacrestano, Alfredo Antonutti.
 
Don Minin è deceduto nella notte. Aveva 81 anni e da qualche mese era ospite della Fraternità sacerdotale a Udine. Figlio di emigrati. Nato in Francia, il 9 gennaio 1930, era stato ordinato nel 1955. Dal 1997 era parroco della frazione di Pozzuolo del Friuli dove si spese molto per l’abbellimento del tempio che ricorda i caduti della campagna di Russia durante la Seconda guerra mondiale.
«Un sacerdote dal temperamento vivace», ricorda mons. Giuseppe Faidutti, vicario foraneo di Mortegliano. «Durante gli anni del Concilio aveva pensato di fondare un sindacato dei preti per rivendicare i diritti dei sacerdoti – continua mons. Faidutti – e soprattutto quelli dei cappellani che all’epoca erano solo degli esecutori, mentre in realtà volevano partecipare alle scelte della pastorale. Un’idea utopica ma che sta a significare la sua forte tendenza al rinnovamento».
I funerali di don Primo Minin si terranno a Cargnacco sabato prossimo alle 15.30.
 
A poche ore dalla morte di don Primo, un altro evento drammatico ha colpito la comunità di Cargnacco. Il sacrestano della parrocchia, Alfredo Antonutti, 69 enne, si era recato a Udine alla Fraternità sacerdotale proprio per portare l'ultimo saluto al suo parroco, ma è stato a sua volta colto da malore.
Alfredo lascia la moglie e la sorella con le quali viveva a Cargnacco.

ASIA/FILIPPINE - P. Tentorio: omicidio su commissione, opera di killer professionisti

Kidapawan (Agenzia Fides) - L'omicidio di padre Fausto Tentorio, PIME, è stato commissionato e compiuto da killer professionisti. E' quanto affermano le autorità di polizia, responsabili delle indagini sul delitto. Come l'Agenzia Fides apprende da fonti locali, dopo i rilievi della polizia scientifica e conclusa l'autopsia, gli inquirenti hanno concluso che, dalle modalità, dalle armi di precisione e dalle munizioni utilizzate, "si deduce che l'omicidio è stato opera di criminali professionisti, killer di un certo livello, e non di delinquenti improvvisati".
Tali conclusioni, notano fonti di Fides nelle Filippine, confermano la tesi - suggerita dai missionari e da quanti conoscevano padre Tentorio - che si tratti di un omicidio volontario, commissionato da qualcuno che voleva eliminare un "nemico", un personaggio che, evidentemente, aveva ricevuto informazioni scottanti o aveva toccato interessi economici di altissimo livello. La lente di ingrandimento delle indagini si sposterà sui gruppi paramilitari che operano a Mindanao, spesso assoldati da ricchi imprenditori, da leader di clan o da politici che creano i loro "potentati".
Intanto la salma del missionario del Pime è vegliata ininterrottamente da parenti, amici, fedeli, gente dei villaggi vicini, soprattutto da moltissimi tribali. "Vengono moltissime persone che non sapevamo conoscessero padre Fausto: membri di organizzazioni, associazioni, comitati interreligiosi. E' un'ondata di solidarietà che ci colpisce, ci edifica e ci consola. Capiamo che il suo sacrificio non sarà inutile, ma porterà abbondanti frutti" dice a Fides p. Giovanni Vettoretto, suo confratello. I funerali saranno celebrati martedì 25 ottobre nella Cattedrale di Kidapawan, dal Vescovo Mons Romulo De La Cruz. (PA) (Agenzia Fides 19/10/2011)

A Carlino concorso internazionale di clarinetto – 27/30 otttobre 2011

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Domenica 23 Ottobre 2011

    XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)



PRIMA LETTURA (Es 22,20-26)
Se maltratterete la vedova e l’orfano, la mia ira si accenderà contro di voi.

Dal libro dell’Èsodo

Così dice il Signore:
«Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto.
Non maltratterai la vedova o l’orfano. Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l’aiuto, io darò ascolto al suo grido, la mia ira si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani.
Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all’indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse.
Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando griderà verso di me, io l’ascolterò, perché io sono pietoso».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 17)
Rit: Ti amo, Signore, mia forza
.

Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore.

Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato.

SECONDA LETTURA (1Ts 1,5-10)
Vi siete convertiti dagli idoli, per servire Dio e attendere il suo Figlio.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Fratelli, ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi per il vostro bene.
E voi avete seguito il nostro esempio e quello del Signore, avendo accolto la Parola in mezzo a grandi prove, con la gioia dello Spirito Santo, così da diventare modello per tutti i credenti della Macedònia e dell’Acàia.
Infatti per mezzo vostro la parola del Signore risuona non soltanto in Macedonia e in Acaia, ma la vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne.
Sono essi infatti a raccontare come noi siamo venuti in mezzo a voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire il Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall’ira che viene.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 14,23)
Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.

VANGELO (Mt 22,34-40)
Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle, vivere congiuntamente l’amore verso Dio e verso il prossimo e diventare missionari nel nostro mondo sono prospettive fortemente impegnative. Preghiamo perché non manchi mai nella nostra vita la consapevolezza che il Signore ci precede con la sua salvezza e il suo amore.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, insegnaci ad amare.

1.      Per la Chiesa, perché goda di vera e stabile pace su tutta la terra e, crescendo nell’amore e nel timore di Dio Padre, sia piena del conforto dello Spirito Santo, preghiamo.

2.      Per tutti coloro che hanno dedicato la propria vita all’annuncio del Vangelo ai popoli della terra, perché avvertano sempre il sostegno e la preghiera del­le Chiese che li hanno generati nella fede e ogni cristiano si faccia sempre più consapevole del proprio dovere di testimoniare il Signore risorto con la paro­la e la vita, preghiamo.

3.      Per coloro che governano le nazioni, perché promuovano leggi giuste e sagge, attente ai più deboli, rispettose della vita e della dignità di ogni persona, per un vero progresso del bene comune, preghiamo.

4.      Per coloro che sono stati costretti a fuggire dalla loro patria, perché possano trovare difesa contro ogni sfruttamento e oppressione, amore e accoglienza in mezzo a noi, preghiamo.

5.      Per i poveri e per tutti coloro che stanno attraversando difficoltà economi­che a causa della mancanza di lavoro, perché sia tutelato il loro diritto a una vita dignitosa e possano trovare solidarietà e aiuto, preghiamo.

6.      Per tutti i battezzati, perché la celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale risvegli in loro la gioia di essere “chiamati” e “mandati” ad annunciare il Vangelo a tutte le genti nella carità di Cristo, preghiamo.

7.      Per ogni cristiano e in particolare per noi che partecipiamo a questa Euca­ristia, perché con la nostra vita sappiamo promuovere una civiltà fondata sull'amore, preghiamo.

C – Esaudisci con bontà le nostre preghiere, o Padre, ed allarga il nostro cuore affinché approfondiamo la nostra relazione con te e in forza di questo incontro ci apriamo all’accoglienza dell’altro senza distinzioni, divenendo testimoni del Tuo amore per l’intera umanità. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.

Dal portale della Diocesi: ma lo sappiamo già...

Referendum flop. Alle urne solo il 12 per cento   
Il sindaco di Torviscosa, Fasan: avanti tutta con il progetto del secondo accesso
Il progetto del nuovo tracciato
Il progetto del nuovo tracciato
TORVISCOSA (17 ottobre, ore 12.30) - A Torviscosa e San Giorgio i sindaci vanno avanti con il progetto di secondo collegamento con la zona industriale dell’Aussa Corno dopo il  fallito quorum al  referendum consultivo sulle nuove infrastutture a cui ieri ha partecipato solo il 12% degli aventi diritto.

I primi cittadini Del Frate e Fasan interpretano il voto come una delega dei cittadini riguardo le scelte da fare, forti delle testimonianze raccolte durante gli incontri di presentazione dei referendum.
«Abbiamo offerto ai cittadini la possibilità di esprimersi sull'opera – afferma il sindaco –, se non hanno ritenuto necessario farlo, evidentemente, è perché si fidano delle decisioni degli amministratori».
 
La popolazione era chiamata ad esprimersi sulla delibera dalla giunta regionale del febbraio scorso che finanzia con oltre 26milioni il progetto redatto dal Consorzio della zona industriale che prevede di collocare ad est, tra San Giorgio di Nogaro e Torviscosa, le nuove infrastutture. «Gli incontri di presentazione sono stati utili anche per individuare le modifiche da presentare al progetto», fa sapere ancora Fasan.

Tondo: il super-porto Unicredit è fermo

Il governatore: «Difficoltà a interloquire». E al convegno degli industriali triestini rilancia l’Authority unica con Monfalcone

Per saperne di più, anche su Porto Nogaro, clcca QUI(fonte il Piccolo)

Filippine: padre Tentorio "scomodo" perchè difendeva i diritti degli indigeni

Da Radiovaticana 18/10

◊   “Era un personaggio scomodo perché, con la sua opera di alfabetizzazione e istruzione, insegnava agli indigeni i loro diritti, accresceva la loro consapevolezza civile, le loro responsabilità e possibilità. Quest’opera aveva un riflesso soprattutto nelle dispute sulle terre che grandi compagnie minerarie o grandi latifondisti volevano espropriare agli indigeni”: con queste parole padre Angel Calvo, missionario Clarettiano da 30 anni a Mindanao, spiega all’agenzia Fides che padre Fausto Tentorio – missionario del Pime ucciso ieri ad Arakan in circostanze ancora non del tutto chiarite – attraverso il suo lavoro di sviluppo e coscientizzazione dei tribali “aveva toccato interessi di potenti e lobby” che potrebbero essergli costati la vita. Padre Tentorio, che padre Calvo conosceva di persona, apprezzandone l’opera, “è un simbolo per Mindanao: i missionari che, come lui, lavorano per la giustizia e la pace sono a rischio perchè intralciano i piani dei potenti”. Il contesto in cui il missionario viveva è quello di un’isola, Mindanao, ricca di metalli preziosi e di risorse nel sottosuolo, ma anche tanto vasta da scatenare la corsa al latifondo e alla coltivazione estensiva. Tali operazioni minerarie distruggono lo stile di vita dei popoli indigeni di Mindanao, come spesso denunciano le Organizzazioni per i diritti umani. Per comprare terreni, le compagnie straniere non esitano a corrompere i leader delle tribù o ad avallare abusi fisici e psicologici sulle tribù indigene. Tali compagnie sostengono anche la pratica di reclutare gruppi di “paramilitari lumads” come gli “Alamara Mindanao”, utilizzati per minacciare le loro stesse comunità. Lamentele sono giunte anche al governo Aquino: nell’aprile scorso una conferenza di oltre 100 leader tribali di Mindanao ha denunciato che grandi miniere e altri progetti di industrializzazione, centrali a carbone o agricoltura su vasta scala, “dando profitto a imprese straniere, distruggono l’ambiente, la cultura e la vita dei lumad”. Alla conferenza erano presenti anche i leader dei gruppi Ata-Manobo e Manobo, destinatari dei programmi di apostolato di padre Tentorio. La Chiesa cattolica e i missionari a Mindanao, tramite le Commissioni di apostolato verso gli indigeni o le Commissioni “Giustizia e Pace”, hanno sempre appoggiato tali rivendicazioni dei lumads, ricordando l’esistenza di strumenti legislativi come la legge sulla tutela delle “aree protette” e la legge sui diritti ancestrali dei popoli indigeni. Il termine “lumad” include 18 gruppi etno-linguistici a Mindanao, con una popolazione complessiva di tre milioni di persone, al 95% animisti. Fra le imprese minerarie presenti sull’isola, c’è Xstrata a Cotabato Sud e Davao del Sud, “Ventures Toronto” a Zamboanga del Nord, e quattro società minerarie a Caraga. Altri progetti criticati sono la centrale a carbone e la centrale idroelettrica nella provincia di Davao del Sud. Dopo la Legge del 1995, negli ultimi decenni il governo nazionale ha continuato a dare concessioni ad aziende per lo più straniere. Inoltre coloni immigrati da altre parti delle Filippine si sono trasferiti in massa a Mindanao impegnandosi nell’agricoltura. Ad Arakan i parrocchiani e i tribali a cui padre Fausto ha donato la vita, hanno passato la notte nella chiesa di Nostra Signora del Perpetuo soccorso, pregando e anche dormendo affianco alla bara che custodisce le spoglie del missionario assassinato. I familiari di padre Fausto, da Lecco, giungeranno nelle Filippine giovedì prossimo. (R.P.)

Mons. Bruno Forte sull’Anno della Fede indetto da Benedetto XVI: chi si estrania dalla storia non è un vero cristiano



◊   L’Anno della Fede, indetto da Benedetto XVI con la lettera apostolica Porta Fidei pubblicata ieri, è un invito a “mettersi in cammino” per aprire il cuore alla speranza, a Gesù Cristo. La porta della fede – scrive il Papa – è sempre aperta anche per tante persone che, “pur non riconoscendo in sé il dono della fede, sono comunque in una sincera ricerca del senso ultimo”. Sull’Anno della Fede, che inizierà l’11 ottobre del 2012, si sofferma al microfono di Amedeo Lomonaco l’arcivescovo di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte:

D. – L’Anno della fede, dall’11 ottobre 2012 al 24 novembre del 2013, sarà profondamente legato a pagine dense di significato come il 50.mo anniversario del Concilio Vaticano II, la ricorrenza dei 20 anni del Catechismo della Chiesa cattolica e l’apertura, proprio ad ottobre del prossimo anno, dell’Assemblea generale del Sinodo dei vescovi…

R. – Il Papa ha voluto celebrare il 50.mo del Concilio Vaticano II. Il Concilio è quanto mai vivo, e lo specifico che Benedetto sottolinea è che i grandi frutti del Vaticano II sono nell’ordine della fede. Il Concilio, cioè, è stato una "primavera" della fede, un rinnovato soffio dello Spirito. Credo che la coincidenza del 50.mo del Vaticano II, del Sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione e dell’apertura dell’Anno della fede sia estremamente emblematica di una profonda continuità nel costante rinnovamento che il Papa indica come via della Chiesa, in modo speciale all’insegna del grande dono della fede.

D. – E per percorrere questa via, la conoscenza dei contenuti della fede – aggiunge il Santo Padre – è essenziale per aderire con intelligenza e volontà a quanto viene proposto della Chiesa…

R. – Il Papa richiama la necessità di entrambe queste operazioni. E’ necessario che i credenti e coloro che sono in ricerca conoscano in profondità i contenuti della fede. In questo senso, richiama anche l’uso del Catechismo nella Chiesa cattolica. E dall’altra parte, indica che questo contenuto della fede va fatto anche proprio con un cammino di libertà, mettendosi in gioco. Io credo che sia molto bella l’attenzione anche a questo secondo aspetto, perché è l’aspetto che mette in luce l’importanza che ciascuno, nella propria libertà, giochi se stesso nel “sì” e nell’audacia della fede.

D. – E un altro punto cruciale di questo documento riguarda proprio l’audacia della fede: il cristiano – spiega il Papa – non può mai pensare che il credere sia un fatto privato. La fede implica una testimonianza e un impegno pubblici e questa è un’esigenza molto urgente, proprio in questa società…

R. – Non si può vivere la fede come un qualcosa di privato, di individualistico che ci estranei in qualche modo dalla storia. Il cristianesimo non è la religione della salvezza "dalla" storia, ma è la religione della salvezza "della" storia. E questo significa che proprio coloro che vivono l’adesione di fede al Signore Gesù, al Verbo incarnato di Dio, devono anche vivere la fedeltà al mondo presente, in cui essi sono posti, e la fedeltà al mondo che deve venire, che è il mondo della promessa di Dio dischiusa in Gesù Cristo. La coniugazione di queste due fedeltà è la testimonianza cristiana. Cioè, non si è testimoni di fede uscendo dalla storia. Si è testimoni di fede portando nel cuore della storia l’esperienza dell’avvento di Dio in Gesù Cristo, che ci ha toccato e cambiato il cuore e la vita. (gf)

I 5 linguaggi dell'amore

Giovedì 20 ottobre 2011 alle ore 20.30, presso il Teatro Odeon di Latisana (UD) e in replica venerdì 21 ottobre 2011 alle ore 20.30, presso l'Auditorium San Zorz di S. Giorgio di Nogaro (UD), ad ingresso libero, liberamente tratto dall'omonimo libro dello psicologo americano G. Chapman,
"I cinque linguaggi dell'amore"
teatro innovativo, mutlimediale e coinvolgente sulle tematiche della coppia e della famiglia.

Carlino,avviso veloce

Giovedì 20 ottobre 2011 alle ore 20.30, presso la Sala Consiliare del Comune di Carlino (UD), serata di sensibilizzazione alla donazione di organi organizzata dall'ADO FVG.

martedì 18 ottobre 2011

ASIA/PAKISTAN - Il Ministro per l'Armonia: "Ho avuto garanzie sul trattamento di Asia Bibi"

Islamabad (Agenzia Fides) - Il caso di Asia Bibi è di quelli che "sono in cima ai nostri pensieri" e la salvezza della donna "è un obiettivo per cui ci impegneremo a fondo": così afferma all'Agenzia Fides il cattolico Akram Gill, Ministro di stato federale per l'Armonia interreligiosa, con delega per le minoranze religiose. Dopo le notizie di stampa sui maltrattamenti subiti in carcere da Asia Bibi, Gill ha scritto una lettera e contattato il Sovrintendente del Carcere di Sheikupura (in Punjab), nonché il Ministro degli interni in Punjab, per chiedere precise garanzie sulla tutela della salute fisica e psicologica di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte ingiustamente per blasfemia.
"Ho avuto risposte e assicurazioni che l'incidente è stato superato con la sospensione dell'agente-donna di polizia penitenziaria coinvolto - spiega a Fides - e che le autorità della prigione faranno di tutto per garantire ad Asia Bibi le migliori condizioni possibili e la piena sicurezza, monitorando costantemente la sua salute fisica e psicologica". "Finchè ci siamo noi, non le accadrà nulla di male" hanno detto al ministro.
Akram Gill si dice fiducioso, ma resta preoccupato perché il caso di Mumtaz Qadri - l'assassino del governatore del Punjab, reo-confesso e condannato a morte - "ha nuovamente infervorato i gruppi e i partiti religiosi fondamentalisti che hanno minacciato pubblicamente di morte Asia Bibi e quanti si adoperano per la sua liberazione". Nonostante tali minacce, che investono anche membri delle più alte istituzioni, Akram Gill continua nella sua opera di difesa delle minoranze e nel mese di novembre sarà in Europa per intervenire sul tema dei "diritti delle minoranze religiose in Pakistan". (PA) (Agenzia Fides 18/10/2011)

lunedì 17 ottobre 2011

AFRICA/LIBIA - "Negli ospedali la situazione rimane drammatica, la comunità internazionale deve fare di più" denuncia Mons. Martinelli

 

Tripoli (Agenzia Fides) - "Sono disordini limitati, anche se non si può negare che siano presenti persone legate al vecchio regime. Complessivamente comunque la situazione appare sotto controllo" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli, dopo gli scontri scoppiati il 14 ottobre nella capitale libica tra gli uomini del Consiglio Nazionale di Transizione (CNT) e quanti sono rimasti fedeli a Gheddafi. Gli scontri, durati diverse ore, hanno provocato tre morti e una trentina di feriti, secondo quanto riferito dal CNT.
Continuano nel frattempo i combattimenti nelle roccaforti di Gheddafi di Sirte e Bani Walid, che stanno provocando numerosi feriti, molti dei quali colpiti dai cecchini. "Negli ospedali purtroppo la situazione rimane drammatica - afferma il Vicario Apostolico di Tripoli -. Gran parte dei feriti sono stati colpiti alla spina dorsale. Sono la nostra pena. Non sappiamo come venire incontro alle tante emergenze. È una realtà drammatica che mi reca tanto dolore. Sto lanciando appelli perché oltre all'invio di materiali medicali, si facciano ulteriori sforzi per ricoverare i casi più gravi in strutture specializzate. I medicinali sicuramente servono, così come l'assistenza diretta per questi giovani. Sono infatti tutti giovani i feriti nei combattimenti. E' in atto uno sforzo di solidarietà tra i libici per aiutare i feriti, ma non basta, occorre fare di più da parte della comunità internazionale!" conclude Mons. Martinelli. (L.M.) (Agenzia Fides 17/10/2011)

Anno della fede: post n. 1

VATICANO - Il Papa indice l'Anno della Fede "per rafforzarla e approfondirla nella prospettiva missionaria, della missione ad gentes e della nuova evangelizzazione"

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - "Per dare rinnovato impulso alla missione di tutta la Chiesa di condurre gli uomini fuori dal deserto in cui spesso si trovano verso il luogo della vita, l'amicizia con Cristo che ci dona la vita in pienezza... ho deciso di indire un 'Anno della Fede', che avrò modo di illustrare con un'apposita Lettera apostolica. Questo 'Anno della Fede' inizierà l'11 ottobre 2012, nel 50° anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II, e terminerà il 24 novembre 2013, Solennità di Cristo Re dell'Universo. Sarà un momento di grazia e di impegno per una sempre più piena conversione a Dio, per rafforzare la nostra fede in Lui e per annunciarLo con gioia all'uomo del nostro tempo". Sono le parole con cui il Santo Padre Benedetto XVI ha annunciato l'indizione dell'Anno della Fede durante l'omelia della Celebrazione Eucaristica che ha presieduto nella Basilica Vaticana domenica 16 ottobre, a conclusione del primo incontro internazionale promosso dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. Nell'omelia il Papa ha espresso la sua soddisfazione per il fatto che il convegno si collocasse "nel contesto del mese di ottobre, proprio una settimana prima della Giornata Missionaria Mondiale: ciò richiama la giusta dimensione universale della nuova evangelizzazione, in armonia con quella della missione ad gentes."
Anche prima di recitare la preghiera mariana dell'Angelus con i fedeli riuniti in piazza San Pietro, il Santo Padre ha ricordato l'incontro sulla nuova evangelizzazione, che "aveva lo scopo principale di approfondire gli ambiti di un rinnovato annuncio del Vangelo nei Paesi di antica tradizione cristiana". Il Papa ha inoltre ricordato che il Beato Giovanni Paolo II aveva chiaramente indicato alla Chiesa "come sfida urgente e appassionante" quella della Nuova Evangelizzazione e "nella scia del Concilio Vaticano II e di colui che ne ha avviato l'attuazione - il Papa Paolo VI - è stato sia uno strenuo sostenitore della missione ad gentes, cioè ai popoli e ai territori dove il Vangelo non ha ancora posto radici, sia un araldo della nuova evangelizzazione. Sono, questi, aspetti dell'unica missione della Chiesa, ed è pertanto significativo considerarli insieme in questo mese di ottobre, caratterizzato dalla celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale, proprio domenica prossima."
Ricordando l'indizione dell'Anno della Fede, Papa Benedetto XVI ha proseguito: "Ritengo che, trascorso mezzo secolo dall'apertura del Concilio, legata alla felice memoria del Beato Giovanni XXIII, sia opportuno richiamare la bellezza e la centralità della fede, l'esigenza di rafforzarla e approfondirla a livello personale e comunitario, e farlo in prospettiva non tanto celebrativa, ma piuttosto missionaria, nella prospettiva, appunto, della missione ad gentes e della nuova evangelizzazione." (SL) (Agenzia Fides 17/10/2011)

Sono giunte dalla Russia e dal Kazakistan per la loro professione religiosa e per un periodo di esercizi spirituali in Terra Santa, presso il Romitaggio del Getsemani. La singolare esperienza di un gruppo di suore russe. Vocazioni giovani, nate quasi dal nulla e in ambienti sociali e familiari totalmente atei More

ilsecoloXIX.it : ...perchè il mercato è quello che è

Bisagno: «Posso costruire a Sestri,
ma non posso assumere tutti»

15 ottobre 2011

Leggi QUI l'articolo intervista a Marco Bisagno

domenica 16 ottobre 2011

Foglio Parrocchiale Domenica 16 ottobre 2011


Non dipende dalla nostra azione


La testimonianza è la chiave d'accesso alla nuova evangelizzazione. Essere evangelizzatori non è un privilegio ma un impegno costante che proviene dalla fede. Così il Papa ai partecipanti al convegno in Vaticano "Nuovi evangelizzatori per la Nuova Evangelizzazione - La Parola di Dio cresce e si diffonde". Benedetto XVI ha ribadito la necessità di accogliere con coraggio l'invito di Cristo ad incontrarlo e a diventare suoi discepoli nel mondo comunicando a tutti la gioia della fede, anche in mezzo all'indifferenza, all'incomprensione e alla persecuzione. L'annuncio può incontrare chiusura e rifiuto ma nonostante tutto continua a crescere e a diffondersi, perché non dipende dalla nostra azione, ma da Di ... More

sabato 15 ottobre 2011

Domenica 16 Ottobre 2011


    XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)



PRIMA LETTURA (Is 45,1.4-6)
Ho preso Ciro per la destra per abbattere davanti a lui le nazioni.

Dal libro del profeta Isaìa

Dice il Signore del suo eletto, di Ciro:
«Io l’ho preso per la destra,
per abbattere davanti a lui le nazioni,
per sciogliere le cinture ai fianchi dei re,
per aprire davanti a lui i battenti delle porte
e nessun portone rimarrà chiuso.
Per amore di Giacobbe, mio servo,
e d’Israele, mio eletto,
io ti ho chiamato per nome,
ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca.
Io sono il Signore e non c’è alcun altro,
fuori di me non c’è dio;
ti renderò pronto all’azione, anche se tu non mi conosci,
perché sappiano dall’oriente e dall’occidente
che non c’è nulla fuori di me.
Io sono il Signore, non ce n’è altri».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 95)
Rit: Grande è il Signore e degno di ogni lode.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri.

Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine.

SECONDA LETTURA (1Ts 1,1-5b)
Mèmori della vostra fede, della carità e della speranza.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace.
Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l’operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro.
Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Fil 2,15-16)
Alleluia, alleluia.
Risplendete come astri nel mondo,
tenendo salda la parola di vita.
Alleluia.

VANGELO (Mt 22,15-21)
Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli

C – Fratelli e sorelle, rendere a Dio ciò che è di Dio ci spin­ge alla preghiera, a presentare le nostre invocazioni al Signore con la speranza che nella sua bontà esaudisca le nostre richieste secondo il suo disegno di amo­re.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Guida il tuo popolo, Signore.

1.      Per il Papa, i vescovi e i presbiteri e tutti i ministri del Vangelo: perché nella loro azione apostolica sappiano aiutare gli uomini dei nostro tempo a leggere alla luce della Parola di Dio i segni dei tempi. Preghiamo.

2.      Per tutti coloro che a livello nazionale e locale sono impegnati nell’amministrazione della cosa pubblica: perché, riconoscendo la signoria di Dio sulla storia, sappiano porre in atto leggi giuste e sagge a servizio del bene comune. Preghiamo.

3.      Per tutti i fedeli laici: perché possano rispondere con generosità alla chiamata divina ad una partecipazione attiva alla vita politica. Preghiamo.

4.      Per gli uomini e le donne del nostro tempo: riconoscano le radici dell’attuale crisi economica nella profonda crisi religiosa, in cui il relativismo non permettere di distinguere il bene dal male, e sappiano aderire con coraggio al Vangelo, unica via di salvezza per l’umanità. Preghiamo.

5.      Per la nostra Comunità parrocchiale: perché l’ascolto quotidiano della Parola di Dio, smascherando gli idoli che troppo spesso abitano il nostro cuore, faccia sorgere in noi il desiderio di affidare la nostra esistenza unicamente a Dio. Preghiamo.

C – Padre Santo, tu hai progettato il mondo e hai voluto l’uomo per condurlo a partecipare all’esperienza della tua salvezza. Ascolta le nostre preghiere, guida i nostri cuori all’ascolto della tua Parola, e rendici autentici servitori del bene dei nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.

T - Amen.




venerdì 14 ottobre 2011

Mons. Pietro Biasatti

È morto mons. Pietro Biasatti   versione testuale
Sacerdote e uomo di cultura, aveva 71 anni

Udine (14 ottobre, ore 16). La chiesa di Udine perde uno dei suoi sacerdoti e uomini di cultura più illustri. E’ infatti improvvisamente scomparso mons. Pietro Biasatti, per 25 parroco di San Giorgio a Udine e poi fino al 2009 guida della comunità di Codroipo.
 
Mons. Biasatti era nato a Beano nel 1940 ed era stato ordinato sacerdote nel 1964. Aveva prestato il suo servizio pastorale anche a Pradamano, Mortegliano e Galleriano e mentre era parroco a Udine ha avuto in cura per quasi 10 anni la comunità di Tualis. Mons. Biasatti è stato anche  moderatore del Consiglio presbiterale diocesano.
 
Il sacerdote era noto nel mondo culturale per aver scritto diversi lavori per il teatro,  tra questi Udine, mille e non più mille e Meracul in badie e Lis olmis di Bertrand con cui vinse nel 94 il premio per il miglior testo nel concorso dell’Associazione Teatrale friulana. Ultima fatica "Statio ad Sextum", rappresentata al Mittelfest di Cividale nel 2009.
 
“Era una artista nel vero senso della parola – ricorda mons. Giulio Gherbezza, parroco di Reana -. Le sue produzioni anche in lingua friulana denotano l’amore per la sua terra, alla quale è rimasto sempre legato ed anche la capacità di leggere il presente. Anche nelle parrocchie dov’è stato, ha sempre portato quest’apertura. E sempre forte in lui – conclude mons. Ghergezza – è stato l’amore per una Chiesa che fosse viva, presente ed accogliente”.

5 giorni di digiuno


Dolore e paura per i copti di Gerusalemme. La comunita' di Gerusalemme soffre con i fratelli d'Egitto: anche nella citta' santa 5 giorni di digiuno e domenica una marcia di solidarieta'.

Servizio/montaggio: Andrea Avveduto
immagini: Joseph Sa'adeh More