Il Cairo (Agenzia Fides) - “Speriamo che questi incidenti rimangano isolati, perché stiamo assistendo a quello che da tempo vado dicendo, cioè che tutti i nodi della società egiziana verranno al pettine” dice all’Agenzia Fides p. Luciano Verdoscia, missionario comboniano, che opera da anni al Cairo a contatto con i ragazzi che vivono a Mansheya, il quartiere dei raccoglitori d’immondizia (chiamati “Zabbaleen”), che si trova piedi delle colline Moqattam. In questa zona, secondo quanto ha riferito il Ministro della Sanità egiziano, nella notte tra l’8 e il 9 marzo, 10 persone sono morte in scontri tra musulmani e copti che protestavano per la distruzione della chiesa di Atfih, nella regione di Helwan (vedi Fides 7/3/2011).
P. Verdoscia descrive così la zona delle violenze: “è un quartiere diviso in almeno 7 zone diverse. Una è quella degli Zabbaleen (i raccoglitori di immondizia) dove sono concentrati i cristiani, tutte le altre zone sono abitate da musulmani. Buona parte degli abitanti provengono dal sud dell’Egitto, dove vi sono delle faide che poi sono state trasportate lì. Comunque ci sono anche diversi cristiani che hanno uno spirito ‘bellicoso’. Io vi opero da tempo e sono rimasto colpito dalla violenza verbale degli abitanti del quartiere. Daltronde quando le persone non hanno basi culturali e vivono in condizioni difficili, sono cose che accadono in tutti i Paesi”.
Riferendosi alle violenze verificatesi, p. Luciano afferma: “quello che è accaduto è indicativo di una situazione presente nel Paese che da un lato è data dall’ignoranza, e dall’altro da un’interpretazione sbagliata della religione. Su questo punto anche diversi studiosi musulmani concordano sul fatto che vi sono delle interpretazioni non corrette di alcuni versetti coranici che autorizzerebbero discriminazioni nei confronti delle donne e dei cristiani. Anche il divieto alle donne di manifestare ieri, 8 marzo, in piazza Tahrir, è un segnale negativo, che dimostra la presenza nel mondo arabo di una mentalità discriminatoria nei confronti di certe categorie sociali, come appunto i cristiani e le donne. Spero che la rivoluzione di popolo vada avanti per affrontare questi problemi, altrimenti, non si può escludere il fatto che il Paese scivoli verso la guerra civile, o comunque lo scontro violento tra fazioni”.
“Esistono fortunatamente anche segnali incoraggianti – sottolinea p. Verdoscia -, come la presa di posizione, molto opportuna e positiva, dell’imam di al-Azhar, Ahmed el-Tayeb, che ha condannato la distruzione della chiesa di Atfih, e del capo dell’esercito, che ha promesso la ricostruzione del luogo di culto”.
P. Luciano conclude: “pur nella complessità della situazione, come cristiani, di fronte alle discriminazioni subite dalle nostre comunità, dobbiamo farci sentire, in modo pacifico, dicendo alto e forte che non vogliamo discriminazioni, perché la verità va proclamata”. (L.M.) (Agenzia Fides 9/3/2011)
Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
mercoledì 9 marzo 2011
VATICANO - La prima ecologia da difendere è l’ecologia umana: Messaggio del Papa per la Campagna di Fraternità della Chiesa Brasiliana
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – “Il primo passo per un corretto rapporto con il mondo che ci circonda è il riconoscimento, da parte dell'uomo, della sua condizione di creatura: l'uomo non è Dio, ma la sua immagine, e quindi dovrebbe cercare di diventare più sensibile alla presenza di Dio in ciò che è intorno a lui: in tutte le creature, e specialmente nella persona umana, esiste una certa epifania di Dio”. Lo scrive il Santo Padre Benedetto XVI nel Messaggio inviato a Sua Ecc. Mons. Geraldo Lyrio Rocha, Presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB) e Arcivescovo di Mariana, in occasione dell’annuale Campagna di Fraternità della Chiesa in Brasile, che quest’anno ha per tema “Fraternità e vita nel pianeta”.
Nel testo il Papa sottolinea che le ferite e i danni inferti alla natura hanno come causa anche l’egoismo umano, e “l'uomo sarà in grado di rispettare le creature nella misura in cui coltiva nel suo spirito un senso pieno della vita; in caso contrario, sarà portato a disprezzare se stesso e ciò che lo circonda, a non avere rispetto per l'ambiente in cui vive, per la creazione”. Per questo, prosegue il Santo Padre, “la prima ecologia da difendere è l’ecologia umana”, che comprende una chiara difesa della vita umana, della famiglia basata sul matrimonio tra uomo e donna, degli esclusi e degli emarginati dalla società, senza dimenticare le vittime dei disastri naturali. Infine Benedetto XVI ricorda che ''il dovere di prendersi cura dell'ambiente è un imperativo che nasce dalla consapevolezza che Dio affida la sua creazione all'uomo, non perché questi eserciti su di essa un
dominio arbitrario, ma perché la custodisca come un figlio si prende cura dell’eredità del padre''. (SL) (Agenzia Fides 9/03/2011)
Nel testo il Papa sottolinea che le ferite e i danni inferti alla natura hanno come causa anche l’egoismo umano, e “l'uomo sarà in grado di rispettare le creature nella misura in cui coltiva nel suo spirito un senso pieno della vita; in caso contrario, sarà portato a disprezzare se stesso e ciò che lo circonda, a non avere rispetto per l'ambiente in cui vive, per la creazione”. Per questo, prosegue il Santo Padre, “la prima ecologia da difendere è l’ecologia umana”, che comprende una chiara difesa della vita umana, della famiglia basata sul matrimonio tra uomo e donna, degli esclusi e degli emarginati dalla società, senza dimenticare le vittime dei disastri naturali. Infine Benedetto XVI ricorda che ''il dovere di prendersi cura dell'ambiente è un imperativo che nasce dalla consapevolezza che Dio affida la sua creazione all'uomo, non perché questi eserciti su di essa un
dominio arbitrario, ma perché la custodisca come un figlio si prende cura dell’eredità del padre''. (SL) (Agenzia Fides 9/03/2011)
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martedì 8 marzo 2011
L'allarme dell'Ordine, analizzando i dati i regione
UDINE (8 marzo, ore 10) - Nessuna emergenza in Friuli per presunta carenza di medici, tutt’altro. In questo momento i medici laureati ad Udine e Trieste sono sufficienti a garantire il turnover. Attualmente il rapporto fra camici bianchi e cittadini, a Udine, è di 1 ogni 169, quando il rapporto ottimale fissato dall’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) è di 1 ogni 600.
Alla luce di questi dati il presidente dell’Ordine dei medici di Udine, Luigi Conte, lancia un alert per il futuro, quando, fra 10-15 anni, in concomitanza con i pensionamenti potrebbe profilarsi una carenza di medici. «E’ evidente che dobbiamo preoccuparcene adesso, visto che per formare un medico specialista servono 6 anni di laurea più altrettanti per la specializzazione».
C’è poi il problema della carenza dei medici specialistici. «Attualmente nella nostra Regione – continua Conte - si registra un vuoto per alcune figure di specialisti: pediatri, nefrologi, anestesisti. Non perché manchino i medici, bensì perché a fronte di 7 mila/7 mila 500 laureati l’anno, sono disponibili solo 5 mila contratti di formazione specialistica, mentre le scuole di formazione regionale in medicina di famiglia coprono altri 750/1000 posti. Quindi 1250/1750 medici laureati ogni anno non possono accedere alle scuole di specializzazione. Una scuola di specializzazione per avere diritto ad esistere deve possedere precisi requisiti formativi per almeno tre specializzandi». Inoltre, «non tutti i posti in specializzazione vengono coperti per scarsa appetibilità dell’esercizio di alcune specializzazioni in quanto ritenute non sufficientemente remunerative, per turni di lavoro non facilmente sopportabili, per il notevole contenzioso medico legale, per la scarsa attenzione alla sempre maggiore femminilizzazione della professione».
Alla luce di questi dati il presidente dell’Ordine dei medici di Udine, Luigi Conte, lancia un alert per il futuro, quando, fra 10-15 anni, in concomitanza con i pensionamenti potrebbe profilarsi una carenza di medici. «E’ evidente che dobbiamo preoccuparcene adesso, visto che per formare un medico specialista servono 6 anni di laurea più altrettanti per la specializzazione».
C’è poi il problema della carenza dei medici specialistici. «Attualmente nella nostra Regione – continua Conte - si registra un vuoto per alcune figure di specialisti: pediatri, nefrologi, anestesisti. Non perché manchino i medici, bensì perché a fronte di 7 mila/7 mila 500 laureati l’anno, sono disponibili solo 5 mila contratti di formazione specialistica, mentre le scuole di formazione regionale in medicina di famiglia coprono altri 750/1000 posti. Quindi 1250/1750 medici laureati ogni anno non possono accedere alle scuole di specializzazione. Una scuola di specializzazione per avere diritto ad esistere deve possedere precisi requisiti formativi per almeno tre specializzandi». Inoltre, «non tutti i posti in specializzazione vengono coperti per scarsa appetibilità dell’esercizio di alcune specializzazioni in quanto ritenute non sufficientemente remunerative, per turni di lavoro non facilmente sopportabili, per il notevole contenzioso medico legale, per la scarsa attenzione alla sempre maggiore femminilizzazione della professione».
Il Papa in tv, prepariamo le domande
AD A SUA IMMAGINE BENEDETTO XVI RISPONDERA' ALLE VOSTRE DOMANDE
Per la prima volta nella storia del Papato e della televisione, un Pontefice risponde alle domande dei fedeli in un programma tv. Succedera' ad A Sua Immagine il giorno di Venerdi Santo, venerdi 22 aprile, alle 14.10 su Raiuno. A condurre il programma e a presentare le domande, l'autore- conduttore Rosario Carello. Da domenica A Sua Immagine raccogliera' le domande dei telespettatori. Nelle prossime settimane si procedera' alla scelta.
Parla il Vicario Apostolico di Tripoli
AFRICA/LIBIA - “Occorre evitare altro spargimento di sangue, ci sono metodi più efficaci della violenza” dice a Fides il Vicario Apostolico di Tripoli
Tripoli (Agenzia Fides) - “Prego perché non ci sia altro spargimento di sangue. Penso che non sia opportuno intervenire con la forza, perché vi sarebbe altro spargimento di sangue”. È la dichiarazione rilasciata all’Agenzia Fides da Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli, in Libia. “Penso che si possa trovare una formula negoziale per uscire da questa situazione – prosegue il Vescovo -. Non è nemmeno molto difficile trovarla, perché nella cultura beduina vi sono delle strutture sociali che aiutano la riconciliazione. Ci possono essere delle personalità che possono favorire una svolta negoziale. A mio umile parere, è l’unico modo per uscire dalla crisi ed evitare altro spargimento di sangue. Esistono metodi più efficaci della violenza”. (L.M.) (Agenzia Fides 8/3/2011)Marittimo ucraino trovato morto a Porto Nogaro
Un decesso per cause naturali. La morte risale ad alcuni giorni fa
PORTO NOGARO (7 marzo, ore 18.20) - Un lavoratore marittimo ucraino di 60 anni, Viktor Polyvyanyy, è stato trovato morto, a San Giorgio di Nogaro, all'interno della motonave mercantile battente bandiera ucraina «Mikhail Isakovskiy» ormeggiata alla banchina di porto Margreth. Secondo i Carabinieri il decesso – risalente ad alcuni giorni fa – è da addebitarsi a cause naturali.
L'Autorità giudiziaria è stata informata dai Carabinieri e dalla Capitaneria di porto di San Giorgio di Nogaro e ha autorizzato lo sbarco della salma e la sua traslazione alla camera mortuaria dell'ospedale di Palmanova.
La nave sulla quale si trovava Polyvyanyy era già stata visitata, nei giorni scorsi, dai volontari del Centro Stella Maris, della Caritas, che si occupano di prestare accoglienza ai marittimi, troppo spetto abbandonati a loro stessi e segnati dall'isolamento cui li costringe la vita in mare.
Interrogativi universali?
AFRICA/SUDAFRICA - “Non continuiamo a votare per politici disonesti”: appello dei Vescovi
Johannesburg (Agenzia Fides) - I Vescovi sudafricani invitano i cittadini a votare, nelle elezioni comunali che si terranno a maggio, i candidati che danno concrete garanzie di voler difendere il bene comune e l’interesse di tutti. “Ogni cittadino ha il diritto di voto, di partecipare nello scegliere i rappresentanti pubblici, e di affidare il mandato a coloro che sono incaricati di governare. Ciascuno di noi deve usare il proprio voto in modo saggio e ponderato, per far sì che le nostre città, villaggi e distretti siano governati da persone oneste e competenti, per il bene di tutti, specialmente le persone più povere e vulnerabili” afferma un messaggio inviato all’Agenzia Fides, firmato da Sua Ecc. Mons. Buti Tlhagale, Arcivescovo di Johannesburg, Presidente della Southern African Catholic Bishops’ Conference.Il messaggio offre alcune indicazioni concrete per orientarsi nel voto: “quando votiamo per le elezioni municipali stiamo dando un giudizio su come alcune necessità di base sono state soddisfatte. Siamo soddisfatti dell’erogazione di servizi come l’acqua e l’elettricità? Le nostre strade e i nostri edifici pubblici sono puliti e sicuri? Siamo trattati con rispetto e cortesia dagli impiegati municipali? La risposta a queste domande può aiutarci a decidere se votare per le stesse persone o i partiti di prima, oppure se sia il tempo di concedere una possibilità ad altri candidati”.
I Vescovi criticano lo spirito con il quale diversi politici locali intendono la politica: “sfortunatamente diversi rappresentanti pubblici in Sudafrica sono entrati nel mondo della politica perché vogliono potere, ricchezza ed uno status sociale, e non perché sono impegnati a servire il pubblico. Questa tendenza danneggia la democrazia e di conseguenza, come cittadini, non godiamo dei suoi benefici. Questa situazione porta la corruzione, il nepotismo e la cura dell’interesse personale, a spese della fornitura di servizi pubblici e del benessere delle nostre comunità. Queste persone non meritano il nostro supporto”.
“Se continuiamo a votare per loro, dobbiamo biasimare solo noi stessi se i servizi municipali vanno in pezzi e i nostri quartieri non sono tenuti nelle condizioni appropriate” conclude il messaggio. (L.M.) (Agenzia Fides 7/3/2011)
VATICANO - Sono 25 gli operatori pastorali uccisi nel mondo nell’anno 2010
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Come è consuetudine, l’Agenzia Fides pubblica alla fine dell’anno l’elenco degli operatori pastorali che hanno perso la vita in modo violento nel corso degli ultimi 12 mesi. Aggiornando l’elenco pubblicato il 30 dicembre 2010, secondo le informazioni in nostro possesso, nell’anno 2010 risultano essere stati uccisi altri 2 sacerdoti, entrambi in America Latina. Così nel 2010 sono stati uccisi 25 operatori pastorali: 1 Vescovo, 17 sacerdoti, 1 religioso, 1 religiosa, 2 seminaristi, 3 laici. Analizzando l’elenco per continente, anche quest’anno figura al primo posto, con un numero estremamente elevato, l’AMERICA, bagnata dal sangue di 17 operatori pastorali: 12 sacerdoti, 1 religioso, 1 seminarista, 3 laici. Segue l’ASIA, con 1 Vescovo, 4 sacerdoti e 1 religiosa uccisi. Infine l’AFRICA, dove hanno perso la vita in modo violento un sacerdote ed un seminarista. (SL) (Agenzia Fides 7/3/2011)
Links:
Lo Speciale Fides sugli operatori pastorali uccisi, aggiornato ad oggi
http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=35314&lan=ita
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Lo Speciale Fides sugli operatori pastorali uccisi, aggiornato ad oggi
http://www.fides.org/aree/
VATICANO - Il Papa all’Angelus ricorda “il commovente sacrificio della vita del Ministro pakistano Shahbaz Bhatti” insieme ai numerosi morti e alla “crescente crisi umanitaria” in Libia
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – “Seguo continuamente e con grande apprensione le tensioni che, in questi giorni, si registrano in diversi Paesi dell’Africa e dell’Asia” ha detto il Santo Padre Benedetto XVI dopo aver recitato l’Angelus con i fedeli riuniti in piazza San Pietro, domenica 6 marzo. “Chiedo al Signore Gesù – ha proseguito il Papa - che il commovente sacrificio della vita del Ministro pakistano Shahbaz Bhatti svegli nelle coscienze il coraggio e l’impegno a tutelare la libertà religiosa di tutti gli uomini e, in tal modo, a promuovere la loro uguale dignità. Il mio accorato pensiero si dirige poi alla Libia, dove i recenti scontri hanno provocato numerose morti e una crescente crisi umanitaria. A tutte le vittime e a coloro che si trovano in situazioni angosciose assicuro la mia preghiera e la mia vicinanza, mentre invoco assistenza e soccorso per le popolazioni colpite.”
Nell’introdurre la preghiera mariana, il Santo Padre si è soffermato a commentare il Vangelo della domenica, la conclusione del ‘Discorso della montagna’, “dove il Signore Gesù, attraverso la parabola delle due case costruite una sulla roccia e l’altra sulla sabbia, invita i discepoli ad ascoltare le sue parole e a metterle in pratica”. Il Papa ha esortato i fedeli “a fare spazio, ogni giorno, alla Parola di Dio, a nutrirvi di essa, a meditarla continuamente. È un prezioso aiuto anche per mettersi al riparo da un attivismo superficiale, che può soddisfare per un momento l’orgoglio, ma che, alla fine, lascia vuoti e insoddisfatti.” (SL) (Agenzia Fides 07/03/2011)
Links:
Il testo integrale del discorso del Santo Padre, plurilingue
http://www.fides.org/ita/documents/Angelus06032011.doc
Nell’introdurre la preghiera mariana, il Santo Padre si è soffermato a commentare il Vangelo della domenica, la conclusione del ‘Discorso della montagna’, “dove il Signore Gesù, attraverso la parabola delle due case costruite una sulla roccia e l’altra sulla sabbia, invita i discepoli ad ascoltare le sue parole e a metterle in pratica”. Il Papa ha esortato i fedeli “a fare spazio, ogni giorno, alla Parola di Dio, a nutrirvi di essa, a meditarla continuamente. È un prezioso aiuto anche per mettersi al riparo da un attivismo superficiale, che può soddisfare per un momento l’orgoglio, ma che, alla fine, lascia vuoti e insoddisfatti.” (SL) (Agenzia Fides 07/03/2011)
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Il testo integrale del discorso del Santo Padre, plurilingue
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domenica 6 marzo 2011
sabato 5 marzo 2011
EUROPA/SVIZZERA - Con la Quaresima parte la campagna "Acqua e pace"
Ginevra (Agenzia Fides) – In occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua, che si celebrerà il 22 marzo prossimo, la Rete Ecumenica dell'Acqua ha lanciato la campagna “Acqua e Pace Giusta” nel corso della quale, per sette settimane, a partire da lunedì 7 marzo, si susseguiranno riflessioni quaresimali settimanali sulla connessione tra l'accesso all'acqua, i conflitti per questa grande risorsa e la costruzione di una pace giusta. Di settimana in settimana, nella pagina web saranno proposte riflessioni bibliche insieme ad altre iniziative individuali e di congregazioni religiose. Recentemente il Comitato Centrale del Consiglio Mondiale delle Chiese ha evidenziato l'importanza dell'accesso a questo bene primario, diritto di ogni essere umano. La Rete Ecumenica dell'Acqua è una iniziativa di Chiese, organizzazioni e movimenti cristiani che promuovono l'acqua come diritto umano e lavorano a favore dell'accesso di tutti attraverso iniziative a base comunitaria realizzate in tutto il mondo. (AP) (5/3/2011 Agenzia Fides)
Links:
Il sito della rete ecumenica
http://www.oikoumene.org/activities/ewn-home/resources-and-links/seven-weeks-for-water.html
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Il sito della rete ecumenica
http://www.oikoumene.org/
venerdì 4 marzo 2011
Domenica 6 marzo 2011
IX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
PRIMA LETTURA (Dt 11,18.26-28.32)
Io pongo davanti a voi benedizione e maledizione.
Dal libro del Deuteronòmio
Mosè parlò al popolo dicendo:
«Porrete nel cuore e nell’anima queste mie parole; ve le legherete alla mano come un segno e le terrete come un pendaglio tra gli occhi.
Vedete, io pongo oggi davanti a voi benedizione e maledizione: la benedizione, se obbedirete ai comandi del Signore, vostro Dio, che oggi vi do; la maledizione, se non obbedirete ai comandi del Signore, vostro Dio, e se vi allontanerete dalla via che oggi vi prescrivo, per seguire dèi stranieri, che voi non avete conosciuto.
Avrete cura di mettere in pratica tutte le leggi e le norme che oggi io pongo dinanzi a voi».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 30)
Rit: Sei tu, Signore, per me una roccia di rifugio.
In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso;
difendimi per la tua giustizia.
Tendi a me il tuo orecchio,
vieni presto a liberarmi.
Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi.
Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.
Siate forti, rendete saldo il vostro cuore,
voi tutti che sperate nel Signore.
SECONDA LETTURA (Rm 3,21-25a.28)
L’uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della Legge.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, ora, indipendentemente dalla Legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla Legge e dai Profeti: giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono.
Infatti non c’è differenza, perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù. È lui che Dio ha stabilito apertamente come strumento di espiazione, per mezzo della fede, nel suo sangue.
Noi riteniamo infatti che l’uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della Legge.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 15, 5)
Alleluia, alleluia.
Io sono la vite, voi i tralci,
dice il Signore;
chi rimane in me, e io in lui,
porta molto frutto.
Alleluia.
VANGELO (Mt 7,21-27)
La casa costruita sulla roccia e la casa costruita sulla sabbia.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
In quel giorno molti mi diranno: Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi? Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
C – Fratelli e sorelle, la Parola ascoltata ha dilatato il nostro cuore e orientato i nostri pensieri a mete nuove e coraggiose. Non è possibile rimanere arroccati sulle nostre posizioni. Chiediamo a Dio un cuore grande per vivere il suo messaggio di salvezza.
L - Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, Signore.
C – Signore, Dio nostro, tu sei rupe che accoglie, roccia che salva nei pericoli: dirigi i nostri passi nell’amore. La fede che tu ci doni, orienti la nostra esistenza a vivere ogni momento nell’abbandono fiducioso del tuo aiuto. Per Cristo nostro Signore. T - Amen.
PRIMA LETTURA (Dt 11,18.26-28.32)
Io pongo davanti a voi benedizione e maledizione.
Dal libro del Deuteronòmio
Mosè parlò al popolo dicendo:
«Porrete nel cuore e nell’anima queste mie parole; ve le legherete alla mano come un segno e le terrete come un pendaglio tra gli occhi.
Vedete, io pongo oggi davanti a voi benedizione e maledizione: la benedizione, se obbedirete ai comandi del Signore, vostro Dio, che oggi vi do; la maledizione, se non obbedirete ai comandi del Signore, vostro Dio, e se vi allontanerete dalla via che oggi vi prescrivo, per seguire dèi stranieri, che voi non avete conosciuto.
Avrete cura di mettere in pratica tutte le leggi e le norme che oggi io pongo dinanzi a voi».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 30)
Rit: Sei tu, Signore, per me una roccia di rifugio.
In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso;
difendimi per la tua giustizia.
Tendi a me il tuo orecchio,
vieni presto a liberarmi.
Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi.
Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.
Siate forti, rendete saldo il vostro cuore,
voi tutti che sperate nel Signore.
SECONDA LETTURA (Rm 3,21-25a.28)
L’uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della Legge.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, ora, indipendentemente dalla Legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla Legge e dai Profeti: giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono.
Infatti non c’è differenza, perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù. È lui che Dio ha stabilito apertamente come strumento di espiazione, per mezzo della fede, nel suo sangue.
Noi riteniamo infatti che l’uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della Legge.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 15, 5)
Alleluia, alleluia.
Io sono la vite, voi i tralci,
dice il Signore;
chi rimane in me, e io in lui,
porta molto frutto.
Alleluia.
VANGELO (Mt 7,21-27)
La casa costruita sulla roccia e la casa costruita sulla sabbia.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
In quel giorno molti mi diranno: Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi? Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
C – Fratelli e sorelle, la Parola ascoltata ha dilatato il nostro cuore e orientato i nostri pensieri a mete nuove e coraggiose. Non è possibile rimanere arroccati sulle nostre posizioni. Chiediamo a Dio un cuore grande per vivere il suo messaggio di salvezza.
L - Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, Signore.
1. La Chiesa, costruita sulla roccia che è Cristo, educhi i suoi figli all’ascolto della Parola, li responsabilizzi per vivere in pienezza il messaggio proclamato e per condividere con i fratelli i beni spirituali e materiali. Preghiamo.
2. I nostri Pastori coltivino la fedeltà alla Parola con coraggio ed entusiasmo; rendano limpida la loro testimonianza santificando il gregge di Cristo affidato alle loro cure pastorali. Preghiamo.
3. Quanti amministrano la cosa pubblica si adoperino prontamente per il bene dei più poveri, dei giovani, di chi è senza lavoro e senza futuro; esercitino il potere avendo rispetto di tutti, delle idee diverse e dei principi universali, senza offendere e soffocare nessuno. Preghiamo.
4. Gli uomini di buona volontà impegnati nel sociale adempiano il loro servizio convinti che stanno operando in nome di Dio e con lui; non tralascino di verificare il loro lavoro alla luce della fede e dell’amore. Preghiamo.
5. La Parola di Dio posta nel cuore e nell’anima sia fondamento della convivenza umana; aiuti ciascuno di noi a farsi carico del bene comune e della fedeltà al dono ricevuto. Preghiamo.
6. I nostri cari defunti possano godere della gioia senza fine nella comunione con Dio, con Maria santissima e tutti i santi, preghiamo.
giovedì 3 marzo 2011
I settimanali escono in edizione comune
Per la prima volta un numero comune dei settimanali diocesani.
In edicola domani con «la Vita Cattolica»
In edicola domani con «la Vita Cattolica»
UDINE (3 marzo, ore 15.50) - Si intitola «Il Papa abbraccia il Nordest» il supplemento speciale – dedicato allavisita di Benedetto XVI il 7 e l’8 maggio prossimi ad Aquileia e Venezia – che esce in questi giorni, in 180.000 copie, con i settimanali diocesani delle quindici Chiese del Nordest (domani in edicola allegato a «la Vita Cattolica») da Bolzano a Rovigo, da Trieste a Verona.
I contenuti sono comuni, frutto della sinergia delle redazioni giornalistiche, e stampati in un fascicolo speciale abbinato a ciascun settimanale diocesano, con tanto di singola testata. L’obiettivo è quello di fornire a tutti informazioni utili e preziosi approfondimenti sull’evento in fase di preparazione. Un altro supplemento speciale sarà realizzato nei giorni immediatamente precedenti la visita del Papa.
In apertura di questo numero i lettori delle diocesi del Nordest trovano un saluto del card. Angelo Scola, Patriarca di Venezia e presidente della Conferenza Episcopale Triveneto, tradotto per l'occasione in alcune lingue parlate nelle diocesi originate dalla Chiesa di Aquileia: accanto all'italiano, infatti, il testo è stato tradotto in tedesco, ladino, friulano, sloveno e croato.
Il Patriarca Scola preannuncia così l’ “incontro vivo”, da preparare con gioia e trepidazione, con Benedetto XVI: «Il Papa viene da noi. Sarà tra noi fisicamente, in carne ed ossa, non solo virtualmente come i mass media ci hanno abituato a vederlo, ogni settimana, dalla finestra di Piazza S. Pietro o nei viaggi apostolici in tutti i continenti. E parlerà rivolgendosi in modo diretto e speciale a noi».
E riferendosi alla tappa di Aquileia e al nutrito elenco di comunità cristiane nate da quella «Chiesa madre» parla del sorgere di un nuovo Nordest: «Il dono della visita del Papa ci richiama a recuperare con determinazione la nostra storia, per conoscerla ma soprattutto per rilanciarla nel presente e nel futuro. Intorno all’asse Aquileia-Venezia e al suo glorioso passato può nascere un nuovo Nordest, che sembra avere oggi un decisivo compito: favorire l’incontro tra l’Est/Ovest in continuo fermento e i Paesi inquieti del Sud che si affacciano al Mediterraneo. Un nuovo Nordest che, rinascendo dal basso, sappia porsi come un crocevia per la rigenerazione di popoli amanti di un giusto ordine mondiale».
All’interno è possibile trovare tra l’altro:
• il significato della visita del Papa a Nordest e la descrizione delle tappe che scandiranno i due giorni del Santo Padre ad Aquileia e Venezia (il 7 maggio), Mestre e Venezia (l'8 maggio), con le informazioni utili per aderire alla messa di S. Giuliano e la presentazione del sito http://www.ilpapaanordest.it/ come punto di riferimento per ogni aggiornamento;
• un’indagine sulle specificità e sulle prospettive del Nordest, anche alla luce delle profonde trasformazioni geopolitiche che stanno interessando il Mediterraneo;
• un'inchiesta sulla fede nel Nordest e sulle trasformazioni radicali che hanno modificato il modo di credere dei cristiani attraverso le indagini del sociologo Alessandro Castegnaro, presidente dell'Osservatorio socio-religioso del Triveneto;
• un focus sul Nordest "oggi e domani", con le voci di alcuni “opinion leaders”;
• uno specifico capitolo su Aquileia, Chiesa madre del Nordest, e sul secondo Convegno ecclesiale (che si terrà in questa località nel 2012, dopo il primo svoltosi nel 1990) che vedrà riunite le Chiese nordestine per riflettere sulle trasformazioni in atto;
• un richiamo alle precedenti visite di questo Papa a Nordest, dalla sua presenza a Verona per il IV Convegno della Chiesa italiana nel 2006 alle vacanze trascorse a Lorenzago nel 2007 e a Bressanone nel 2008, un’opportunità per conoscere più da vicino la figura di Papa Benedetto.
• il significato della visita del Papa a Nordest e la descrizione delle tappe che scandiranno i due giorni del Santo Padre ad Aquileia e Venezia (il 7 maggio), Mestre e Venezia (l'8 maggio), con le informazioni utili per aderire alla messa di S. Giuliano e la presentazione del sito http://www.ilpapaanordest.it/ come punto di riferimento per ogni aggiornamento;
• un’indagine sulle specificità e sulle prospettive del Nordest, anche alla luce delle profonde trasformazioni geopolitiche che stanno interessando il Mediterraneo;
• un'inchiesta sulla fede nel Nordest e sulle trasformazioni radicali che hanno modificato il modo di credere dei cristiani attraverso le indagini del sociologo Alessandro Castegnaro, presidente dell'Osservatorio socio-religioso del Triveneto;
• un focus sul Nordest "oggi e domani", con le voci di alcuni “opinion leaders”;
• uno specifico capitolo su Aquileia, Chiesa madre del Nordest, e sul secondo Convegno ecclesiale (che si terrà in questa località nel 2012, dopo il primo svoltosi nel 1990) che vedrà riunite le Chiese nordestine per riflettere sulle trasformazioni in atto;
• un richiamo alle precedenti visite di questo Papa a Nordest, dalla sua presenza a Verona per il IV Convegno della Chiesa italiana nel 2006 alle vacanze trascorse a Lorenzago nel 2007 e a Bressanone nel 2008, un’opportunità per conoscere più da vicino la figura di Papa Benedetto.
Partenza in Missione
AFRICA/TUNISIA - Tre suore cattoliche alla frontiera, per aiutare le madri in fuga dalla Libia
Tunisi (Agenzia Fides) - Sono partite questa mattina per la frontiera tra Tunisia e Libia tre suore cattoliche che lavorano in collaborazione con un’associazione di laici protestanti per assistere i lavoratori stranieri in fuga dalla Libia. Lo riferisce all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Maroun Elias Lahham, Arcivescovo di Tunisi. “Le religiose sono partite questa mattina e torneranno martedì prossimo, 8 marzo, poi si vedrà se dovranno continuare il loro lavoro. Le tre religiose appartengono alla congregazione delle Piccole Sorelle di Gesù, delle suore di Nostra Signora di Sion e delle suore di San Giuseppe. Sono di nazionalità francese, spagnola e latinoamericana. Le religiose si prenderanno cura di donne e bambini – spiega a Fides Mons. Lahham -, integrando il lavoro del gruppo protestante che è composto soprattutto da uomini. Le suore portano anche una mia offerta in denaro per comprare latte per i bambini ed altri generi di prima necessità”.Su come la Tunisia stia vivendo l’esodo in massa dei lavoratori stranieri (in gran parte egiziani) in fuga dalla Libia, Mons. Lahham risponde: “Sul piano dell’impatto sociale in Tunisia, il problema riguarda l’area della frontiera e l’isola di Djeraba, da dove partono i voli per riportare in patria le migliaia di lavoratori egiziani. Certamente è un peso economico per la Tunisia l’accoglienza di 100mila persone che si sono riversate all’improvviso alla frontiera. Come Chiesa cerchiamo di dare il nostro contributo, che è comunque una piccola goccia in un mare di necessità” conclude Mons. Lahham. (L.M.) (Agenzia Fides 3/3/2011)
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mercoledì 2 marzo 2011
Fides News: Profughi Eritrei
AFRICA/LIBIA - “I Paesi che affermano di rispettare i diritti umani accolgano gli eritrei rifugiati a Tripoli”: nuovo appello a Fides del Vicario Apostolico
Tripoli (Agenzia Fides) - “Aiutateci a far uscire dalla Libia i rifugiati eritrei. Sono solo persone che desiderano di vivere in pace”. Così Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli, in Libia, rilancia attraverso l’Agenzia Fides un nuovo appello per i circa 2mila rifugiati eritrei che si trovano a Tripoli (vedi Fides 28/2/2011).Mons. Martinelli aggiorna sullo status del gruppo di 54 eritrei che verranno accolti dall’Italia: “I 54 rifugiati eritrei che hanno i documenti in regola partiranno tra una settimana, almeno così mi è stato garantito dalle autorità italiane. Questi 54 sono fortunati perché hanno i documenti che permettono loro di partire, ma tutti gli altri ? Non so se l’Italia potrebbe fare un ulteriore sforzo accogliendo un altro centinaio di eritrei e poi magari distribuirli in Europa”.
Il Vicario Apostolico aggiunge che “i circa 2mila profughi eritrei presenti a Tripoli vivono nelle case di famiglie libiche, che li accettano nonostante le difficoltà. Come Chiesa cerchiamo di pagare gli affitti. Ma vi sono problemi sul fronte sanitario. In particolare vi sono mamme con bambini piccolissimi, che hanno bisogno di latte e di cure mediche. C’è una religiosa che si sta interessando di queste situazioni”.
“Mi auguro che la sensibilità dell’opinione pubblica si apra al problema di queste persone che non hanno nessun punto di appoggio, a parte la Chiesa. Spero che altri Paesi, oltre all’Italia, prendano a cuore il problema di queste persone, che non possono rimanere in Libia perché la situazione è molto precaria. Non sono stati minacciati, ma il problema è che non esiste un ufficio al quale rivolgersi per ottenere dei documenti di identità. L’UNHCR (Alto Commissariato ONU per i Rifugiati) ha chiuso il suo ufficio di Tripoli. La situazione è vergognosa nei confronti di queste persone che non hanno alcun documento che certifichi la propria identità. Ma dove sono i diritti dell’uomo ? Come si può dichiarare che si rispettano i diritti dell’uomo quando poi li calpestiamo con la nostra ‘civiltà’. Capisco che non si possono accogliere tutti coloro che vogliono venire in Europa, ma almeno si accolgano quelli più colpiti dalle avversità” dice Mons. Martinelli.
Per quel che concerne la situazione della città, Mons. Martinelli afferma che “Tripoli è calma, al di fuori della capitale la situazione è però diversa. Qui la vita è quasi tornata alla normalità: diverse attività sono aperte, come la posta e le banche, dove i cittadini si recano per ritirare i 500 dinari promessi dal governo”. (L.M.) (Agenzia Fides 2/3/2011)
Comincia di nuovo
Oggi c'è il sole su San Giorgio di Nogaro e lo scriba ricomincia, sul cammino di Gesù, l'avventura lasciata su Cristians di San Zorz.
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