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lunedì 15 agosto 2011
GMG5 immagini dal Blog della Diocesi di Urgell
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domenica 14 agosto 2011
GMG5
Il programma di oggi(dei pellegrini della Pastorale Giovanile di Udine in Spagna) prevedeva:
- Messa di saluto del Vescovo di Urgell(oggi è l'ultimo giorno di permanenza domani è già Madrid!)
Joan Enric Vives Sicília
- Pranzo
- Pomeriggio Libero
- Alle 18 partenza per Madrid
Angelus pensando a Madrid
VATICANISTA DE LA STAMPA
«Oggi i nostri pensieri vanno ai giovani che si stanno radunando a Madrid per la Giornata mondiale della gioventù - ha detto il Papa nei saluti in francese dopo l'Angelus recitato nel palazzo apostolico di Castelgandolfo - Mentre mi preparo a raggiungerli, vi chiedo di accompagnarci con le vostre preghiere per i frutti spirituali di questo importante evento. Possa Dio - ha concluso - benedirvi con abbondanza». Ha invitatao a meditare «sul tesoro della fede che ci è stato trasmesso, e ad accoglierlo con gratitudine». Il raduno mondiale dei giovani si apre il 16 a Madrid, e il Papa arriverà il 18 per le giornate conclusive, che prevedono vari momenti di incontro con i ragazzi, dalla confessione che impartirà personalmente a tre di loro, al pranzo allo stesso tavolo con 12 giovani dai 5 continenti, alla veglia di preghiera con lo scambio di domande e risposte tra Benedetto XVI e i giovani, alla messa conclusiva. Molti giovani sono già in Spagna da alcuni giorni, nelle varie città, tra cui Valencia, Barcellona, Pamplona, Granada, per i gemellaggi tra diocesi in preparazione alla Gmg vera e propria. Benedetto XVI ha rinnovato il saluto a quanti sono in partenza per Madrid o già vi si trovano in vista della Gmg, sia nei saluti in spagnolo che in quelli in italiano. La riflessione di papa Ratzinger durante l'Angelus è partita da un brano del Vangelo di Matteo che narra il dialogo tra Gesù e la donna cananea che ha una figlia indemoniata. Nel dialogo papa Ratzinger vede un insegnamento sul modo di rapportarsi a Dio e per crescere nella fede. «Ogni giorno - ha spiegato - il nostro cuore deve vivere l'esperienza della conversione, passare dall'uomo ripiegato su se stesso, all'uomo aperto all'azione di Dio, all'uomo spirituale che si lascia interpellare dalla Parola del Signore e apre la propria vita al suo Amore». Nel dialogo, ha commentato il Papa, «può sembrare sconcertante il silenzio di Gesù, tanto che suscita l'intervento dei discepoli, ma non si tratta di insensibilità al dolore di quella donna. Sant'Agostino - ha ricordato ancora Benedetto XVI - commenta: 'Cristo si mostrava indifferente verso di lei, non per rifiutarle misericordia ma per infiammarne il desideriò». Papa Ratzinger ha quindi auspicato che l'uomo possa vivere «l'esperienza della conversione, passare dall'uomo ripiegato su se stesso, all'uomo aperto all'azione di Dio, all'uomo spirituale che si lascia interpellare dalla Parola del Signore e apre la propria vita al suo Amore».
Terra Santa tra speranze e tensioni: la riflessione di mons. Shomali, vescovo ausiliare di Gerusalemme
R. - Veramente in Terra Santa abbiamo tre punti caldi, perché quando parliamo di Terra Santa, infatti, parliamo di Israele, da una parte, e della Palestina, dell’altra: si trovano sullo stesso territorio, tra il Giordano e il Mediterraneo. I palestinesi guardano a settembre e sperano di essere riconosciuti, come Stato, dai due terzi dei Paesi che compongono le Nazioni Unite. D’altronde sanno, però, che arrivando al Consiglio di Sicurezza troveranno il veto americano: questo lo sanno già, ma nonostante ciò vogliono provare ad avere un riconoscimento dell’Assemblea generale, diventando così uno Stato osservatore. Dunque, i palestinesi vivono una certa speranza, anche se limitata perché già sanno che dopo aver ottenuto il riconoscimento - se questo ci sarà! - la situazione non cambierà. Ma certamente cambierà il senso di fiducia in loro stessi e con questo riconoscimento avrebbero più fiducia per l’avvenire.
D. - Da parte palestinese c’è questa attesa per settembre. Da parte di Israele, nella società civile, c’è una spinta, una protesta per questioni economiche e da parte del governo c’è invece la preoccupazione e l’allarme per eventuali disordini. Ma tra la gente israeliana cosa si percepisce?
R. - In Israele, è in corso una protesta contro il carovita, perché mancano in particolar modo gli alloggi: da parte del governo, c’è troppa burocrazia prima di arrivare ad ottenere l’autorizzazione per costruire una casa. Noi, come Patriarcato, abbiamo impiegato 15 anni per riuscire ad ottenere le autorizzazioni per la costruzione di alloggi per 80 famiglie: un tempo un po’ troppo lungo per gli israeliani, ma anche per gli arabi. Una casa costa molto: a Gerusalemme, una casa nuova di cento metri quadrati costa 300 mila dollari, da pagare subito. La gente comune non può farlo… Per affittare una casa, una casa normalissima, sempre a Gerusalemme, servono 800 dollari. Questo è un costo troppo elevato per una famiglia media. Quindi è partita da Tel Aviv, e si è poi estesa in altre 10 città, una protesta sotto le tende, con l’aiuto di giovani universitari e di intellettuali. Questo fa paura al governo, perché questa protesta potrebbe crescere. Israele è un Paese ricco, ha soldi, ma spende molto per le armi per difendersi contro l’Iran, contro i Paesi arabi vicini. Quindi queste persone che protestano dicono: “Mettete meno soldi nel budget relativo all’acquisto di armi e più soldi nello sviluppo economico”.
D. - Mons. Shomali, un altro punto dolente è quello degli insediamenti: anche per le colonie si spende e si incentivano le persone ad andare lì proprio perché gli alloggi costano meno in queste colonie…
R. - Esatto, ma molto israeliani non vogliono vivere in questi insediamenti perché si trovano nei Territori occupati: hanno paura che un giorno debbano andarsene, perdendo la casa; o hanno un senso di giustizia, perché questi territori non appartengano a loro. Per diversi motivi, quindi, ci sono tante case vuote negli insediamenti e poche case vuote nelle grandi città.
D. - Nella situazione attuale, lei vede possibile una ripresa seria dei negoziati?
R. - I palestinesi sono sfiduciati riguardo ai negoziati: sono durati più di vent’anni senza, però, portare alcun risultato. Io penso che se ci fosse un’intenzione seria da parte di Israele di riaprire i negoziati veramente, si potrebbe ottenere qualcosa: a condizione, però, di ripartire dalla piattaforma relativa alle frontiere del ’48, considerando Gerusalemme Est come territorio occupato. Se si riuscirà ad essere chiari su questi principi, su cosa sia stato occupato o su cosa non sia stato occupato, si potranno condurre negoziati onesti, chiari e produttivi.
D. - Mons. Shomali, in questo contesto di cosiddetta “Primavera araba”, che in realtà sta diventando un po’ un “autunno arabo”, l’attenzione mediatica sul Medio Oriente e sulla zona della Terra Santa è diminuita?
R. - E’ un po’ diminuita, perché l’attenzione è ora spostata verso la Siria, dove ogni giorno si sente parlare di 15-20 morti. Anche noi, come vescovi della Terra Santa, stiamo preparando un comunicato, che sarà pubblicato prossimamente, per chiedere al governo siriano una maggiore democrazia e un atteggiamento non violento nei confronti del movimento di protesta. (mg)
GMG 4
La «mochila», uno zaino che parla iberico
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San Giorgio di Nogaro
venerdì 12 agosto 2011
Domenica 14 Agosto 2011
XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
PRIMA LETTURA (Is 56,1.6-7)
Condurrò gli stranieri sul mio monte santo.
Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore:
«Osservate il diritto e praticate la giustizia,
perché la mia salvezza sta per venire,
la mia giustizia sta per rivelarsi.
Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo
e per amare il nome del Signore,
e per essere suoi servi,
quanti si guardano dal profanare il sabato
e restano fermi nella mia alleanza,
li condurrò sul mio monte santo
e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera.
I loro olocausti e i loro sacrifici
saranno graditi sul mio altare,
perché la mia casa si chiamerà
casa di preghiera per tutti i popoli».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 66)
Rit: Popoli tutti, lodate il Signore.
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti. Rit.
Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra. Rit.
Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra. Rit.
SECONDA LETTURA (Rm 11,13-15.29-32)
I doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili per Israele.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, a voi, genti, ecco che cosa dico: come apostolo delle genti, io faccio onore al mio ministero, nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni. Se infatti il loro essere rifiutati è stata una riconciliazione del mondo, che cosa sarà la loro riammissione se non una vita dai morti?
Infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!
Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, così anch’essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch’essi ottengano misericordia.
Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 4,23)
Alleluia, alleluia.
Gesù annunciava il vangelo del Regno
e guariva ogni sorta di infermità nel popolo.
Alleluia.
VANGELO (Mt 15,21-28)
Donna, grande è la tua fede!
+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e sorelle, nella Parola che abbiamo ascoltato il Signore ha mostrato la sua particolare attenzione verso gli stranieri, verso i deboli e ha offerto nuove possibilità anche a coloro che lo hanno rifiutato in un primo tempo. Con fiducia presentiamo a lui le nostre intenzioni di preghiera.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Pietà di noi, Signore, Figlio di Davide!
1. Perché la Chiesa abbia sempre un volto missionario aperto a tutti coloro che ancora non conoscono Cristo, preghiamo.
2. Perché cresca la solidarietà tra tutti i popoli e retroceda l’egoismo dei più ricchi, trovando così soluzione alla crisi morale ed economica del nostro tempo, preghiamo.
3. Perché i cristiani si sentano toccati dalla benedizione divina e manifestino le grandi opere da lui compiute, preghiamo.
4. Perché nella nostra conversione e in quella di coloro che si accostano per la prima volta al Vangelo sappiamo scorgere la presenza onnipotente di Dio, preghiamo.
5. Perché gli stranieri e gli extracomunitari siano accolti nel rispetto e nella dignità del loro essere uomini e nessuno trovi il rifiuto nella nostra terra, preghiamo.
6. Perché questo tempo di riposo sia vissuta nell’attenzione saggia verso coloro ci stanno accanto, riconoscendo in ciascuno la presenza del Signore al nostro fianco, preghiamo.
7. Perché lo Spirito Santo assista il Papa e scenda sui Giovani che partecipano alla Giornata Mondiale della Gioventù. Preghiamo..
C – Padre buono e misericordioso verso ogni creatura, accogli la nostra povera preghiera ed esaudiscila. Converti il cuore di tutti gli uomini perché si riconoscano fratelli e rendi la loro fede grande come quella della Cananea. Per Cristo nostro Signore. T - Amen.
GMG3
Ultime notizie. i giovani pellegrini Diocesani sono già giunti a La Seu de Urgell...dove rimarranno fino al 15 agosto. Questo stasera.
Altre notizie problemi gastrico idraulici...durante questa giornata di visita al santuario...sentiremo da loro che stanno cercando di ricaricare l'infernale macchinetta che è il telefonino!
Altre notizie problemi gastrico idraulici...durante questa giornata di visita al santuario...sentiremo da loro che stanno cercando di ricaricare l'infernale macchinetta che è il telefonino!
Domus Galilææ, luogo di incontro
La struttura, legata al Cammino Neocatecumenale, sorge sul Monte delle Beatitudini e riceve ogni anno molte migliaia di famiglie ebraiche.
11/08/2011
E' certamente una delle cosa da vedere per chi si reca in Terra Santa, terra dove vige una sorta di pace armata tra nazionalità, religioni e confessioni (cristiane). Una terra assetata di pace, di dialogo ma avvolta da un’atmosfera tesa, pronta a scoppiare alla prima scintilla. I cristiani in Terra Santa possono fare molto e già da tempo, senza tanti proclami, si sono mossi. È il caso della Domus Galilææ, una delle realtà che maggiormente si pone in quei luoghi come strumento e luogo privilegiato di dialogo.
La Domus Galilææ è di una struttura di accoglienza per pellegrini e ricercatori di Dio costruita dalle comunità del Cammino Neocatecumenale e completata definitivamente nel 2005 con l’inaugurazione della biblioteca, dove si conserva, oltre a centinaia di volumi di teologia, spiritualità e Sacra Scrittura, anche un rotolo originale della Torah, lo stesso che viene conservato e letto ogni sabato nelle sinagoghe di tutto il mondo. La Domus Galilææ riceve ogni anno oltre 100mila visitatori, la stragrande maggioranza dei quali sono, incredibile a dirsi, di origine ebraica.
La Domus, concepita come un’oasi di spiritualità, è un luogo privilegiato dove seminaristi, sacerdoti, semplici cristiani possano entrare in contatto con la tradizione vivente di Israele, con le ricchissime fonti ebraiche – le feste, le liturgie, le preghiere – che hanno informato la vita stessa di Gesù e dei redattori del Nuovo Testamento. Una strada per accedere al mistero di Cristo in un luogo, il Monte delle Beatitudini sulle rive del lago di Genesareth, che per i cristiani è estremamente significativo. Così lo hanno concepito Kiko Argüello e Carmen Hernandez, gli iniziatori del Cammino: «Leggere il Vangelo alla luce della tradizione e delle Liturgie ebraiche aiuta a capire il mistero di questo popolo, che non dimostra l'esistenza di Dio, ma, come testimone vivente, ne proclama la presenza lungo tutta la storia».
Il progetto della Domus Galilææ nasce negli anni '80 su proposta della Custodia di Terra Santa e sarà Papa Wojtyla, in occasione del suo viaggio in Israele per il Grande Giubileo del 2000 (il 24 marzo di quell'anno), a inaugurare la struttura non ancora completata. Il Patriarca latino di Gerusalemme Sabah così si esprimeva durante la celebrazione per la posa della prima pietra: «Beati i puri di cuore perché vedranno Dio. Vedere Dio! Allora si vedrà la verità delle sue creature e si vedrà la pace di Dio che sola può essere la pace degli uomini... Fratelli e sorelle, preghiamo perché questa nuova casa sia veramente un luogo di incontro dove si vincono tutti i dubbi e dove si aiuta il pellegrino a vedere Dio e a godere della Sua pace. Questo lo auguriamo per tutti coloro che vi verranno per conoscere Gesù e per farlo conoscere». La Domus Galilææ, un ponte lanciato tra due religioni – Cristianesimo ed Ebraismo – che necessitano di luoghi franchi per conoscersi, prima che per parlarsi.
La cappella della Domus Galilææ
La Domus Galilææ è di una struttura di accoglienza per pellegrini e ricercatori di Dio costruita dalle comunità del Cammino Neocatecumenale e completata definitivamente nel 2005 con l’inaugurazione della biblioteca, dove si conserva, oltre a centinaia di volumi di teologia, spiritualità e Sacra Scrittura, anche un rotolo originale della Torah, lo stesso che viene conservato e letto ogni sabato nelle sinagoghe di tutto il mondo. La Domus Galilææ riceve ogni anno oltre 100mila visitatori, la stragrande maggioranza dei quali sono, incredibile a dirsi, di origine ebraica.
La Domus, concepita come un’oasi di spiritualità, è un luogo privilegiato dove seminaristi, sacerdoti, semplici cristiani possano entrare in contatto con la tradizione vivente di Israele, con le ricchissime fonti ebraiche – le feste, le liturgie, le preghiere – che hanno informato la vita stessa di Gesù e dei redattori del Nuovo Testamento. Una strada per accedere al mistero di Cristo in un luogo, il Monte delle Beatitudini sulle rive del lago di Genesareth, che per i cristiani è estremamente significativo. Così lo hanno concepito Kiko Argüello e Carmen Hernandez, gli iniziatori del Cammino: «Leggere il Vangelo alla luce della tradizione e delle Liturgie ebraiche aiuta a capire il mistero di questo popolo, che non dimostra l'esistenza di Dio, ma, come testimone vivente, ne proclama la presenza lungo tutta la storia».
Il progetto della Domus Galilææ nasce negli anni '80 su proposta della Custodia di Terra Santa e sarà Papa Wojtyla, in occasione del suo viaggio in Israele per il Grande Giubileo del 2000 (il 24 marzo di quell'anno), a inaugurare la struttura non ancora completata. Il Patriarca latino di Gerusalemme Sabah così si esprimeva durante la celebrazione per la posa della prima pietra: «Beati i puri di cuore perché vedranno Dio. Vedere Dio! Allora si vedrà la verità delle sue creature e si vedrà la pace di Dio che sola può essere la pace degli uomini... Fratelli e sorelle, preghiamo perché questa nuova casa sia veramente un luogo di incontro dove si vincono tutti i dubbi e dove si aiuta il pellegrino a vedere Dio e a godere della Sua pace. Questo lo auguriamo per tutti coloro che vi verranno per conoscere Gesù e per farlo conoscere». La Domus Galilææ, un ponte lanciato tra due religioni – Cristianesimo ed Ebraismo – che necessitano di luoghi franchi per conoscersi, prima che per parlarsi.
Stefano Stimamiglio
I volontari “juniors” della GMG rispondono in prima persona dando il meglio di se.
La fucina della GMG
Madrid, 9 agosto 2011. Non hanno fatto mai volontariato come gli altri più grandi. Non hanno grosse responsabilità, tuttavia il loro aiuto è ugualmente valido o meglio ancora piú coraggioso. Non sono arrivati ancora tutti quelli che dovrebbero essere presenti. Come se si trattasse di una squadra di calcio, La Giornata Mondiale della Gioventú rappresenta una vera fucina.
Sono giovani volontari, ragazzi e ragazze che ancora non hanno raggiunto il diciottesimo anno d’etá o che lo abbiano appena compiuto e che invece di trascorrere tutto il giorno in piscina, hanno preferito apportare con la loro presenza un granello di sabbia aiutando in modo dissinteressato per portare a termine i preparativi della grande festa dei giovani che inizierá tra una settimana.
Ci sono volontari che sono fratelli come accade con Antonio, Maria e Ines, ci sono quelli che sono amici come Patrizia, Nuria e Lourdes, e c’è qualcuno che come Ignacio dá una mano a suo padre che lavora nell’organizzazione. Leggendo le loro testimonianze, è evidente che questa esperienza della GMG segnerá la loro vita per il futuro.
Maria, Irene e Antonio vivono la GMG in familia
María Villuendas: 17 anni
Dopo aver finito con gli esami di diritto, sua madre le ha proposto di dar una mano alla zia che lavora nel dipartimento di Cultura. Non ha esitato un attimo e ha contribuito ad aggiornare gli elenchi dei diversi eventi della programmazione culturale. È davvero felice dato che ha conosciuto tantissima gente, pur riconoscendo che non sapeva cosa fosse la Giornata Mondiale della Gioventú, che non attirava la sua attenzione. Adesso ha scoperto cos’è e ha tanta voglia di viverla. Su ció che si aspetta dalla Giornata Mondiale della Gioventú, Maria è davvero sincera: qualunque cosa venga fuori, l’affido alle mani di Dio, tra tre anni, se Dio vorrá, la rifaró e andró, ovunque sia, per aiutare”.
Irene Villuendas: 9 anni
Con l’innocenza dei suoi nove anni, Irene ribadisce che nella GMG aiuta, più di quanto faccia a casa. Inoltre dice che le piace, davvero tanto, la GMG perchè “sará la prima volta che vedrá il Papa”. Irene ha contribuito disegnando e dipingendo e adesso è in spiaggia dove spera di “potersi abbronzare perchè è molto chiara di carnagione”. È orgogliosa perchè suo cugino sarà una guardia svizzera che fará parte delle guardie di Benedetto XVI. Come sua sorella María, Irene è sicura di ripetere le future GMG.
Patricia, Nuria y Lourdes, tre amiche unite dalla GMG
Nuria García: 17 anniCompagna di scuola di Lourdes, Nuria sta aiutando nel dipartimento di Comunicazione. “Un’amica mia lavora come volontaria in questo dipartimento e mi ha chiesto se potevo aiutarla”. Non ha dubbi su ció che sará la GMG. “Sará emozionante, siamo nell’etá ideale per viverla al massimo. È un buon momento per rafforzare la mia fede.” La sua piú grande sorpresa nel far parte all’organizzazione della GMG è stata quella di vedere persone provenienti da tutto il mondo lavorare in modo coordinato.
Patricia Muñoz: 17 anniA Patricia succede la stessa cosa come a tanti giovani della sua età che “tre anni fa, non sapevo esistesse la GMG e che cosa fosse”. Collabora nel dipartimento di Comunicazione e durante la GMG darà una mano aiutando tutti i giornalisti che accudiranno alla GMG. Il consiglio che lei dà ai giovani scettici della GMG è quello di “tuffarsi e che abbiano il coraggio di venire dato che simili opportunità accadono una sola volta nella vita e bisogna coglierle al volo. Non si può giudicare se non si sa prima di che si tratta”. A proposito di ciò che accadrà nella GMG, Patricia risponde in modo decisivo: “Ho grandi aspettative per i giorni della GMG, che la Giornata lasci un marchio nella mia vita, voglio trasmettere e condiviere con gli altri tutto ciò che è buono.” Sottolinea che non è un lavoro in più, e l’ atmosfera che c’è tra tutti: “ È ciò che ci unisce, siamo qui perché vogliamo seguire Cristo, condividiamo uno stile di vita che fa la differenza."
Ignacio aiuta suo padre con le nuove tecnologie.
Madrid: «Bienvenidos»
http://www.avvenire.it/Chiesa/bienvenidosamadrid_201108120750082900000.htm
Per conoscere il contenuto dell'articolo di avvenire.it clicca sul link!
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GMG 2
Stasera i ragazzi della Diocesi di Udine stanno riposando in territorio spagnolo a Ribes de Freser provenienti da Diano Marina.
Questa è una cartina che spiega la loro posizione: sono in un bel posto, in Catalogna che i friulani conoscono per la lingua e le sue regole
Per conoscere il posto bisogna collegarsi al sito http://www.vallderibes.cat/ , bisogna farsi forti e leggere il catalano...o il francese o....
Da questa base domani partono per una meta ancora piu montana:
Da scoprire a questo sito http://www.ciaobarcellona.com/vall-de-nuria.asp
forse un po' troppo turistico!
Ma c'è un santuario: Nostra Senyora de Núria, la Madonna li protegga dal freddo, sui Pirenei non è estate!
giovedì 11 agosto 2011
Mappa delle diocesi (manca Udine) da korazym.org
Il sito ufficiale della GMG di Madrid ormai conta le ore. E sono pochissime quelle che mancano alla "grande festa della fede", la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù. Cominciano ufficialmente domani i gemellaggi nelle diocesi spagnole, che si concluderanno il 15 di agosto prossimo, con l'invio dei giovani a Madrid, durante le sante messe dell'Assunta celebrate dai vescovi locali. Almeno 40mila i giovani italiani che continueranno in Spagna la loro preparazione verso Madrid; la maggior parte l'ha già iniziata nelle propria diocesi.
Incontri, feste e scambi culturali: tutto in meno di una settimana, per assaporare l'accoglienza dei coetanei spagnoli e conoscere i tanti angoli della penisola iberica, prima di incontrare il papa durante la GMG vera e propria, dal 16 al 21 agosto. I numeri parlano di una giornata che parlerà molto italiano. Le diocesi del bel Paese gemellate saranno 67; 107 in tutto i vescovi italiani che saranno a Madrid, la metà della Conferenza episcopale italiana. I giovani pellegrini italiani saranno in tutto 80mila, almeno quelli iscritti fino a questi giorni. Si, perchè le stime ufficiali parlano di meno di 500mila giovani iscritti alla GMG, ma secondo quanto affermano gli organizzatori spagnoli, con il fenomeno del "last minute" il numero dei partecipanti dovrebbe almeno triplicare.
Una mappa dei gemellaggi è fornita dal Sir, l'agenzia dei settimanali cattolici promossa dalla Cei. A Toledo si concentreranno i ragazzi del Triveneto e di una parte dell'Emilia Romagna. Dalle Marche si è mossa anche la statua della Madonna di Loreto, che partita il 7 agosto dall'Italia, arriverà via nave, a Barcellona e poi, il 13 agosto nella diocesi di Toledo. I ragazzi provenienti dall'intera Toscana, molti del Piemonte e del Lazio saranno invece nella diocesi di Valencia, dove sono attesi circa 10.000 ospiti. La sera dell'arrivo, l'11 agosto, è previsto un 'Concerto di benvenuto' in Plaza de la Virgen, seguito da testimonianze di fede di circa 150 giovani cristiani provenienti dalla Terra Santa. Il 14 agosto invece tutti i pellegrini parteciperanno nella Cattedrale, che puó contenere 9.000 persone a una messa presieduta dall'arcivescovo Carlos Osoro Sierra. Alla sera dello stesso giorno ci sarà un rosario particolare che si svolgerà in Playa de la Malvarrosa, una grande spiaggia; la giornata terminerà con la paella per tutti. A Valencia dall'11 al 13 agosto i pellegrini potranno visitare gratuitamente i principali musei della città; durante il gemellaggio sono previsti concerti d'organo, rappresentazioni sacre ma ci saranno anche spettacoli di magia e dei mimi.
Saranno invece vissuti all'insegna di Sant'Ignazio di Loyola, uno dei patroni della Gmg, i giorni nella diocesi di San Sebastian, dove saranno ospitati i giovani provenienti da tutte le diocesi liguri, molti in famiglia; tra i circa 5.000 ragazzi accolti ci saranno, tra gli altri, giovani provenienti dalla Siria e dall'Australia, dove si è svolta la precedente Gmg. Tutti gli umbri, ma anche molti laziali, abruzzesi, molisani e sardi saranno a Girona: ad accogliere i pellegrini italiani sarà lo stesso vescovo, mons. Francesco Pardo, che il 12 agosto pregherà in Cattedrale con i giovani. Tra gli italiani anche i giovani della diocesi di Cesena-Sarsina, che partiranno il 10 agosto. Tredici gruppi denominati da tredici piante bibliche, in omaggio al tema della Gmg: ulivo, cedro, mandorlo, palma, senape, pioppo, noce, melograno, quercia, vite, mirto, sicomoro, ginestra. Il 13 agosto sarà invece una giornata che i pellegrini di Girona vivranno insieme agli altri giovani che sono ospitati, in quel momento, nella regione, la Catalogna. Molti pugliesi infine sono già a Cuenca, nella terra di don Chishotte, dove sono ospitati anche i giovani de L'Aquila.
Incontri, feste e scambi culturali: tutto in meno di una settimana, per assaporare l'accoglienza dei coetanei spagnoli e conoscere i tanti angoli della penisola iberica, prima di incontrare il papa durante la GMG vera e propria, dal 16 al 21 agosto. I numeri parlano di una giornata che parlerà molto italiano. Le diocesi del bel Paese gemellate saranno 67; 107 in tutto i vescovi italiani che saranno a Madrid, la metà della Conferenza episcopale italiana. I giovani pellegrini italiani saranno in tutto 80mila, almeno quelli iscritti fino a questi giorni. Si, perchè le stime ufficiali parlano di meno di 500mila giovani iscritti alla GMG, ma secondo quanto affermano gli organizzatori spagnoli, con il fenomeno del "last minute" il numero dei partecipanti dovrebbe almeno triplicare.
Una mappa dei gemellaggi è fornita dal Sir, l'agenzia dei settimanali cattolici promossa dalla Cei. A Toledo si concentreranno i ragazzi del Triveneto e di una parte dell'Emilia Romagna. Dalle Marche si è mossa anche la statua della Madonna di Loreto, che partita il 7 agosto dall'Italia, arriverà via nave, a Barcellona e poi, il 13 agosto nella diocesi di Toledo. I ragazzi provenienti dall'intera Toscana, molti del Piemonte e del Lazio saranno invece nella diocesi di Valencia, dove sono attesi circa 10.000 ospiti. La sera dell'arrivo, l'11 agosto, è previsto un 'Concerto di benvenuto' in Plaza de la Virgen, seguito da testimonianze di fede di circa 150 giovani cristiani provenienti dalla Terra Santa. Il 14 agosto invece tutti i pellegrini parteciperanno nella Cattedrale, che puó contenere 9.000 persone a una messa presieduta dall'arcivescovo Carlos Osoro Sierra. Alla sera dello stesso giorno ci sarà un rosario particolare che si svolgerà in Playa de la Malvarrosa, una grande spiaggia; la giornata terminerà con la paella per tutti. A Valencia dall'11 al 13 agosto i pellegrini potranno visitare gratuitamente i principali musei della città; durante il gemellaggio sono previsti concerti d'organo, rappresentazioni sacre ma ci saranno anche spettacoli di magia e dei mimi.
Saranno invece vissuti all'insegna di Sant'Ignazio di Loyola, uno dei patroni della Gmg, i giorni nella diocesi di San Sebastian, dove saranno ospitati i giovani provenienti da tutte le diocesi liguri, molti in famiglia; tra i circa 5.000 ragazzi accolti ci saranno, tra gli altri, giovani provenienti dalla Siria e dall'Australia, dove si è svolta la precedente Gmg. Tutti gli umbri, ma anche molti laziali, abruzzesi, molisani e sardi saranno a Girona: ad accogliere i pellegrini italiani sarà lo stesso vescovo, mons. Francesco Pardo, che il 12 agosto pregherà in Cattedrale con i giovani. Tra gli italiani anche i giovani della diocesi di Cesena-Sarsina, che partiranno il 10 agosto. Tredici gruppi denominati da tredici piante bibliche, in omaggio al tema della Gmg: ulivo, cedro, mandorlo, palma, senape, pioppo, noce, melograno, quercia, vite, mirto, sicomoro, ginestra. Il 13 agosto sarà invece una giornata che i pellegrini di Girona vivranno insieme agli altri giovani che sono ospitati, in quel momento, nella regione, la Catalogna. Molti pugliesi infine sono già a Cuenca, nella terra di don Chishotte, dove sono ospitati anche i giovani de L'Aquila.
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San Giorgio di Nogaro
mercoledì 10 agosto 2011
Inizia il servizio fotografico da lontano...GMG 1
Come ho già fatto per la GMG in terra di Australia, in questi giorni seguirò da lontano l'itinerario che stanno seguendo i ragazzi della Pastorale Giovanile verso la GMG.
Oggi sono partiti da Porpetto le 5 giovani, di varia età,...pranzo al sacco durante la mattinata assieme agli altri 345 e sono arrivate a Diano Marina dove, prima di varcare il confine con la Francia, oggi hanno celebrato la Santa Messa. Adesso dormono beatamente.
Oggi sono partiti da Porpetto le 5 giovani, di varia età,...pranzo al sacco durante la mattinata assieme agli altri 345 e sono arrivate a Diano Marina dove, prima di varcare il confine con la Francia, oggi hanno celebrato la Santa Messa. Adesso dormono beatamente.
SPAGNA: SCIOPERO PERSONALE AEROPORTI E METRO DURANTE VISITA PAPA
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