venerdì 4 maggio 2012

Ricordo di una strage....ma quante acora?

AMERICA/COLOMBIA - Dieci anni fa a Bojayá le FARC uccisero 78 fedeli, di cui 48 bambini, rifugiatisi in chiesa

Bojayá (Agenzia Fides) - Dieci anni fa le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) assassinarono 78 fedeli della parrocchia di Bojayá, di cui 48 bambini, che si erano rifugiati nella chiesa di San Paolo Apostolo di Bojayá, circa 380 km al nordovest di Bogotà.
La testimonianza inviata all'Agenzia Fides da una radio locale colombiana, ricorda il triste anniversario: il 2 maggio di dieci anni fa le FARC e un gruppo di paramilitari si scontrarono nelle strade di Bojayá. Circa 400 civili andarono a cercare protezione in chiesa. Il parroco, padre Antún Ramos, cercò con tutti i mezzi di mantenere la calma: chiese a tutti di pregare e di tenersi per mano, mentre fuori si sentiva forte il rumore degli spari.
Le FARC volevano eliminare ad ogni costo i paramilitari e cominciarono quindi a lanciare delle granate, secondo la testimonianza di Padre Ramos. Due granate vennero lanciate sopra una casa e dietro la scuola, la terza contro la chiesa: l'esplosione costò la vita a 78 persone, per la maggior parte bambini. Dopo l'esplosione Padre Ramos improvvisò una bandiera bianca e portò il gruppo fuori della chiesa, gridando che erano civili e che si doveva rispettare la vita di tutti. Ma le FARC volevano prendere il paese e quindi non avevano riguardi per niente e per nessuno. Lo stesso giorno fu presa di mira anche la casa delle suore Missionarie di Sant'Agostino, dove ci furono molti feriti fra i 130 civili che vi si erano nascosti a causa della quarta granata lanciata dalle FARC.
"Quel giorno - ha ricordato padre Ramos parlando ad una radio locale - furono assassinate 119 persone in tutto il paesino. Oggi, malgrado la presenza delle forze dell'ordine, ci sono ancora bande criminali presenti nel nostro piccolo centro e quindi il rischio di scontri perdura". (CE) (Agenzia Fides, 04/05/2012)

giovedì 3 maggio 2012

Instabilità, libertà religiosa a rischio, estremismo indù: Nepal

ASIA/NEPAL - Nessun accordo sulla Costituzione: lo spettro è l'instabilità

Kathmandu (Agenzia Fides) - L'Assemblea costituente del Nepal, a quattro anni dalla sua creazione, non ha ancora raggiunto un accordo sulla redazione della nuova Carta, mentre si avvicina la data di scadenza per la conclusione dei lavori, il 27 maggio prossimo. Come stabilito dalla Corte Suprema del Nepal, la data di scadenza non è più procrastinabile, come già accaduto numerose volte. Sono molte le questioni ancora aperte: la forma di governo, la struttura dello stato federale, il numero dei distretti, e altre ancora. Mentre trionfano interessi particolari, i partiti politici, notano fonti di Fides, non riescono a trovare un accordo per il bene del paese. La società civile e le comunità religiose sono fortemente preoccupate in quanto, se non venisse trovato un accordo nei prossimi venti giorni, il paese potrebbe ricadere nell'instabilità e in un futuro cupo. La posta in gioco, molto alta, è la definitiva transizione del Nepal da regno indù a una democrazia laica.
L'opinione pubblica è piuttosto sfiduciata anche se, secondo gli osservatori, è possibile che un progetto scheletrico di Costituzione possa essere prodotto in extremis, entro il 27 maggio: a tal fine ieri il Premier Baburam Bhattarai, leader del Partito Comunista del Nepal, ha annunciato la formazione di un nuovo esecutivo di ampia coalizione, che includerà i due principali partiti di opposizione, il "Congresso Nepalese" e il "Partito Comunista Marxista Leninista" del Nepal.
In tale fase di incertezza, la comunità internazionale dovrebbe fare pressioni e sostenere gli sforzi dell'Assemblea Costituente, nota in un comunicato inviato a Fides l'Ong "Christian Solidarity Worldwide" (CSW), insistendo sul fatto che si presti debita attenzione alla tutela dei diritti umani fondamentali dei cittadini nepalesi, incluso il diritto alla libertà di religione, e che si mantenga ben presente "una sana cultura del pluralismo religioso". (PA) (Agenzia Fides 3/5/2012)

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ASIA/NEPAL - Il Vicario apostolico: "Libertà religiosa a rischio, cresce l'estremismo indù"

Kathmandu (Agenzia Fides) - "Speriamo vivamente che i lavori per la nuova Costituzione vengano ultimati. Ci appelliamo alla responsabilità e alla buona volontà di tutte le forze politiche. Chiediamo, per il futuro, il pieno rispetto della libertà religiosa in Nepal": è l'appello lanciato tramite l'Agenzia Fides dal Vicario Apostolico del Nepal, Sua Ecc. Mons. Anthony Sharma, SJ, mentre, con l'approssimarsi della scadenza del 27 maggio, l'impasse per la redazione della nuova carta non è ancora superato.
"La Chiesa - ribadisce il Vicario apostolico - chiede che la nuova Costituzione sancisca la piena libertà religiosa. Vogliamo uno stato laico, che tuteli le libertà e i diritti individuali e riconosca tutte le comunità religiose. Auspichiamo una Carta che dia uguali diritti alle donne, pari opportunità, superando definitivamente il sistema delle caste". Se il testo non verrà ultimato, nota mons. Sharma, tali principi fondamentali possono essere in pericolo: "Il Nepal era un regno indù. Oggi esistono ancora partiti e gruppi che vorrebbero fare del Nepal una nazione indù. Questo retaggio ha dato vita al Nepal Defense Army (NDA), gruppo radicale indù che in passato ha colpito persone e obiettivi cristiani. Sospettiamo sia finanziato dai gruppi estremisti indù che operano in India, come il RSS (Rashtriya Swayamsevak Sangh)".
In Nepal, le circa 2.500 comunità cristiane e i 2 milioni di fedeli cristiani intendono contribuire allo sviluppo del paese, operando nel rispetto della dignità di ogni uomo. La Chiesa cattolica (oltre 7.000 anime) si impegna soprattutto con il servizio dell'istruzione, per tutti i cittadini. Le 32 scuole cattoliche insegnano i valori fondamentali a circa 21mila alunni, fra cui 11mila ragazze. "La Chiesa - conclude il Vicario - ha sempre offerto la testimonianza dell'amore di Cristo tramite opere sociali. Così molti ci chiedono di diventare cristiani e abbiamo da 300 a 500 nuovi battezzati l'anno". (PA) (Agenzia Fides 3/5/2012)

mercoledì 2 maggio 2012

Nasce l'associazione dei chierichetti dell'Arcidiocesi   versione testuale
Alla Festa diocesana presentato anche il nuovo "giornalino" dei ministranti

UDINE (1 maggio, ore 12.30) - Nasce la prima associazione dedicata ai 1100 ragazzi che svolgono abitualmente il servizio liturgico di “chierichetto” nelle parrocchie dell’Arcidiocesi di Udine. L’importante novità è stata resa nota ufficialmente oggi al Seminario di Udine (in viale Ungheria) durante l’annuale Festa diocesana dei ministranti (FOTO). All’appuntamento erano presenti circa 800 ragazzi (con i loro genitori si arriva a 1200 persone), cui è stata riservata anche un’altra sorpresa: è in arrivo un “giornalino” fatto apposta per loro, un foglio di collegamento che sarà occasione di formazione, di collegamento e di nuove amicizie.
La Festa diocesana si è aperta alle ore 8, all'insegna del tema «L’abbiamo riconosciuto...», attraverso la narrazione di una storia ambientata nei giorni nostri. Dopo le catechesi su questa tematica, dal Seminario di viale Ungheria è partita la processione, accompagnata da una banda, fino alla Cattedrale, dove l'Arcivescovo ha presieduto la Santa Messa, culmine della giornata.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo al sacco, via libera al «grande gioco» a squadre prima del gran finale della festa, con la preghiera, le premiazioni e l’arrivederci al prossimo anno.
La Festa diocesana dei ministranti non vuole solo promuovere l’importante servizio di ministrante alla mensa eucaristica, ma anche la sua rilevanza per l’educazione in campo vocazionale. Per questo l’iniziativa della nuova associazione e del giornalino di collegamento viene unitamente dall’Arcivescovo, dal Seminario e dall’Ufficio diocesano di pastorale giovanile. «Molti di noi seminaristi hanno iniziato così, facendo il ministrante nella propria parrocchia fedelmente nel tempo – spiega Alberto Zanier, uno degli organizzatori -. In effetti girando per le comunità cristiane si vede una maggiore disponibilità dei chierichetti ad accogliere certe proposte e a porsi delle domande più approfondite sul senso della loro vita, anche perché i ministranti sono molto vicini ai parroci e particolarmente nella celebrazione eucaristica».


"Dio non si stanca di andare incontro all'uomo, nonostante trovi spesso un'ostinata opposizione"; uniti al Signore è possibile trarre forza per affrontare i persecutori. E' la riflessione che Benedetto XVI ha offerto all'udienza generale, approfondendo la testimonianza del primo martire della Chiesa. In particolare, il Papa ha rievocato il discorso che Santo Stefano pronuncia davanti al Sinedrio, prima di essere lapidato, e con il quale egli rilegge la narrazione biblica alla luce della vita, morte e resurrezione di Gesù. "Il nuovo tempio in cui Dio abita è il suo Figlio, che ha assunto la carne umana -- ha detto il Pontefice -- è l'umanità di Cristo, il Risorto che raccoglie i popoli e li unisce nel Sa ... More
AFRICA/EGITTO - Almeno una decina di morti negli scontri di fronte al Ministero della Difesa al Cairo

Il Cairo (Agenzia Fides) - Sono almeno una decina i morti negli scontri avvenuti al Cairo, di fronte al Ministero della Difesa, all'alba di oggi. Un gruppo di uomini armati, soprannominati "Baltajiya", ha attaccato un sit-in organizzato dai manifestanti salafiti per protestare contro l'esclusione dalle elezioni presidenziali del loro candidato, Hazem Salah Abu Ismail.
Alla protesta partecipano pure i giovani del movimento "6 aprile" (che diedero vita alla rivolta dell'anno scorso che portò alle dimissioni di Mubarak), chiedendo le dimissioni della giunta militare che di fatto governa l'Egitto dalla caduta dell'ex Presidente. I Baltajiya sono gruppi di criminali spesso utilizzati durante il regime di Mubarak per reprimere i dissidenti, agendo come forza ausiliare informale delle polizia.
Uno dei candidati alle elezioni presidenziali, Abdel Muniam Abu al-Futuh, ha annunciato di aver sospeso la sua campagna elettorale. Con un messaggio pubblicato sul suo profilo Twitter, il candidato, fuoriuscito dal gruppo dei Fratelli Musulmani, ha annunciato che "a partire da oggi la mia campagna elettorale è sospesa". Il candidato critica i modi con i quali "la giunta militare tratta chi protesta contro di lei" e afferma che "lo Stato deve proteggere chi protesta pacificamente. I manifestanti non devono ogni giorno difendersi da chi li attacca per disperdere la protesta". (L.M.) (Agenzia Fides 2/5/2012)

Domenica 6 maggio 2012


    V DOMENICA DI PASQUA (ANNO B)



PRIMA LETTURA (At 9,26-31)
Bàrnaba raccontò agli apostoli come durante il viaggio Paolo aveva visto il Signore.


Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Saulo, venuto a Gerusalemme, cercava di unirsi ai discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo che fosse un discepolo.
Allora Bàrnaba lo prese con sé, lo condusse dagli apostoli e raccontò loro come, durante il viaggio, aveva visto il Signore che gli aveva parlato e come in Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Gesù. Così egli poté stare con loro e andava e veniva in Gerusalemme, predicando apertamente nel nome del Signore. Parlava e discuteva con quelli di lingua greca; ma questi tentavano di ucciderlo. Quando vennero a saperlo, i fratelli lo condussero a Cesarèa e lo fecero partire per Tarso.
La Chiesa era dunque in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samarìa: si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con il conforto dello Spirito Santo, cresceva di numero.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 21)
Rit: A te la mia lode, Signore, nella grande assemblea.


Scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.
I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano;
il vostro cuore viva per sempre!

Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra;
davanti a te si prostreranno
tutte le famiglie dei popoli.

A lui solo si prostreranno
quanti dormono sotto terra,
davanti a lui si curveranno
quanti discendono nella polvere.

Ma io vivrò per lui,
lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;
annunceranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l’opera del Signore!».

SECONDA LETTURA (1Gv 3,18-24)
Questo è il suo comandamento: che crediamo e amiamo.


Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità.
In questo conosceremo che siamo dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.
Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli è gradito.
Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 15,4.5)
Alleluia, alleluia.

Rimanete in me e io in voi, dice il Signore,
chi rimane in me porta molto frutto.
Alleluia.

VANGELO (Gv 15,1-8)
Chi rimane in me ed io in lui fa molto frutto.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C – «Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa»: a Lui innalziamo la nostra preghiera perché ci renda capaci di produrre frutti per la vita eterna.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Donaci di restare Uniti al tuo Figlio!

  1. Per il Papa, i vescovi, i presbiteri, i diaconi e tutti i ministri del Vangelo: siano segni viventi di comunione, capaci di suscitare fraternità e comprensione, collaborazione e amore. Preghiamo.
  2. Per tutti i cristiani: professino con coerenza e con gioia la loro fede, liberi da ogni compromesso e paura, come lievito buono facciano crescere la giustizia e la solidarietà. Preghiamo.
  3. Per il nostro mondo senza pace: la guerra, la violenza, il terrorismo siano frenati dall’Amore di Dio. Il perdono ed il sangue sparso dei tanti nostri fratelli generino speranza di vita per tutte le nazioni. Preghiamo.
  4. Per coloro che vivono l’esperienza del dolore: la forza della fede e la solidarietà dei fratelli li aiutino a vincere lo sconforto e la disperazione. L’affetto e l’amicizia tengano accesa in loro la speranza e leniscano la tristezza e la pena. Preghiamo.
  5. Per tutti quelli che prendono a cuore la sorte dei ragazzi di strada, dei senza fissa dimora, di chi vive ai margini della società. Ricevano sempre coraggio e tenerezza, audacia e saggezza. Preghiamo.
  6. Per la nostra Comunità parrocchiale: ciascuno di noi è chiamato a vivere il comandamento dell’Amore. L’Eucaristia che celebriamo ci dia la forza per testimoniare il Vangelo nelle piccole cose di ogni giorno. Preghiamo.

C – O Padre, se il nostro cuore ci rimprovera sappiamo che tu sei grande del nostro cuore e conosci ogni cosa. Ascolta ed esaudisci la nostra preghiera e rinnovaci nel profondo per portare frutti abbondanti di giustizia e di carità, così da essere nel mondo testimoni dell’Amore. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.




lunedì 30 aprile 2012

AFRICA/NIGERIA - "Lo Stato deve essere maggiormente pro-attivo per contrastare Boko Haram che ha messo nel mirino la Chiesa" dice l'Arcivescovo di Jos

Abuja (Agenzia Fides)- "Questi attacchi sono una continuazione dello stato di insicurezza sul quale da tempo abbiamo espresso la nostra preoccupazione di Vescovi" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama Arcivescovo di Jos a Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, commentando gli attentati del 29 aprile contro luoghi di culto cristiani a Kano e Maiduguri, nel nord della Nigeria. A Kano una bomba, esplosa in un edificio della Bayero University, dove si stava celebrando la Messa, ha provocato la morte di almeno 16 persone e il ferimento di altre 22. A Maiduguri invece un commando di terroristi ha aperto il fuoco sui fedeli raccolti in preghiera nella cappella della Church of Christ, uccidendo 5 persone.
"Avevano sperato che gli attentati cessassero invece stanno diventando sempre più mortali, provocando la morte di fedeli innocenti, di studenti innocenti e di giornalisti innocenti" afferma Mons. Kaigama ricordando gli attacchi del 26 aprile contro due sedi di quotidiani nella capitale federale Abuja e a Kaduna, nel nord.
"Boko Haram ha ampliato la lista degli obiettivi da colpire: posti di polizia, scuole, chiese, università, redazioni di giornali. La Chiesa, specie quella cattolica, è un obiettivo perché, agli occhi dei fanatici di Boko Haram, rappresenta quella cultura e quei valori occidentali che essi affermano di combattere, in particolare l'istruzione occidentale" continua Mons. Kaigama.
La setta cerca in questo modo di conquistate spazi in quella parte della società del nord della Nigeria che fa fatica ad accogliere il dialogo interreligioso. Come ricorda Mons. Kaigama "a Kano non è stata colpita una chiesa cattolica ma una comunità cattolica raccolta in uno spazio universitario per partecipare alla Messa. Questo perché a Kano i cristiani incontrano forti difficoltà a costruire le proprie chiese e luoghi di culto".
Nonostante il massiccio dispiegamento di militari, i sequestri di armi ed esplosivi e la cattura di militanti, Boko Haram ha intensificato gli attacchi. "A mio avviso penso che il governo debba riconsiderare la strategia di contrasto al terrorismo. Ci si deve chiedere dove sarà il prossimo attacco? In un aeroporto? In un mercato all'aperto o in un altro luogo affollato? Penso che le nostre agenzie di sicurezza devono agire in maniera maggiormente pro-attiva cercando di anticipare le mosse dei terroristi" conclude l'Arcivescovo di Jos. (L.M.) (Agenzia Fides 30/4/2012)

sabato 28 aprile 2012

Domenica 29 aprile 2012



    IV DOMENICA DI PASQUA (ANNO B)




PRIMA LETTURA (At 4,8-12)
In nessun altro c’è salvezza.


Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro:
«Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato.
Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo.
In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 117)
Rit: La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo.


Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell’uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti.

Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.
Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.

SECONDA LETTURA (1Gv 3,1-2)
Vedremo Dio così come egli è.


Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 10,14)
Alleluia, alleluia.
Io sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
Alleluia.

VANGELO (Gv 10,11-18)
Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli e sorelle, invochiamo il Signore, buon pastore che conduce il suo popolo ai pascoli della vita.
Preghiamo insieme e diciamo: Buon Pastore, ascolta la nostra preghiera.

1. Buon Pastore, guarda la tua Chiesa che attraverso i sentieri tortuosi della storia anela al tuo Regno, e fa' che nessuno si perda di quanti hai consacrato a te nel battesimo, preghiamo.
2. Buon Pastore, guida il Papa e tutti i ministri della Chiesa, perché diano come te la vita per il bene del loro gregge e guidino la Chiesa ad essere un solo ovile attorno a te, unico Pastore, preghiamo.
3. Buon Pastore, ispira con il tuo Santo Spirito i catechisti, i missionari e tutti i laici che nella Chiesa donano il loro tempo all'annuncio del Vangelo, e rendili testimoni coraggiosi del Cristo morto e risorto, preghiamo.
4. Buon Pastore, che conosci tutte le tue pecore, guarda con amore questa tua comunità radunata e fa' che sempre di più cresca nel desiderio di seguire te, unica meta del pellegrinaggio terreno, preghiamo.

Ascolta, o Padre, queste nostre preghiere, ed esaudiscile per amore del tuo nome. Per Cristo nostro unico Signore.


venerdì 27 aprile 2012

Foglietto della Domenica 29 aprile 2012


INTENZIONE MISSIONARIA
"Perché María, Regina del mondo e Stella dell'evangelizzazione, accompagni tutti i missionari nell'annuncio del suo Figlio Gesù" - Commento all'Intenzione Missionaria di maggio 2012

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Per volontà di Dio, Maria, Madre del Verbo incarnato, è indissolubilmente legata alla persona e all'opera del Figlio suo. Con il suo "sì", pronunciato una volta per sempre e rinnovato ogni giorno, Ella si mise completamente a disposizione del Signore. Maria è modello e tipo della Chiesa.
Nel passaggio lucano della Visitazione, vediamo Maria mettersi in cammino verso Ain Karim per assistere la cugina Elisabetta. Aveva appena ricevuto Gesù nel suo grembo, concepito verginalmente per opera dello Spirito Santo. Inondata di gioia, si mise in fretta in cammino. L'amore la spinge a portare ad Elisabetta la Buona Notizia: il Salvatore, Gesù, è tra gli uomini. Maria non può tenere per sé stessa questa grazia. Come ha detto Papa Benedetto XVI: "Quello di Maria è un autentico viaggio missionario. È un viaggio che la conduce lontano da casa, la spinge nel mondo, in luoghi estranei alle sue abitudini quotidiane, la fa arrivare, in un certo senso, sino ai confini da lei raggiungibili. Sta proprio qui, anche per tutti noi, il segreto della nostra vita di uomini e di cristiani. La nostra, come singoli e come Chiesa, è un'esistenza proiettata al di fuori di noi. Come era già avvenuto per Abramo, ci è chiesto di uscire da noi stessi, dai luoghi delle nostre sicurezze, per andare verso gli altri, in luoghi e ambiti diversi. È il Signore che ce lo chiede: «Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni... fino ai confini della terra» (At 1,8). (Discorso per la conclusione del mese mariano, 31 maggio 2010).
Da un lato, Maria ci precede nel pellegrinaggio della fede. Si è fidata di Dio e, lasciandosi alle spalle le sue sicurezze, si è messa in cammino. Ha seguito il figlio fino alla fine, e lo ha accompagnato fino a stare sotto la croce. E' così diventata la Madre della Chiesa. Ci accompagna con amore materno, e ci ricorda che suo Figlio è sempre con noi, come ci ha promesso: "io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28, 20).
Benedetto XVI osserva che Maria rimase con Elisabetta tre mesi, e durante questo tempo si è dedicata ad aiutarla, prestandole le cure e le attenzioni di cui aveva bisogno nel suo stato delicato, data la sua maternità in età avanzata. Maria, che si era proclamata "serva del Signore", si è dedicata a servire gli uomini, in cui ha scoperto la presenza di Dio.
Ma lo scopo principale del suo viaggio non era semplicemente il servizio della carità, ma portare a Elisabetta il figlio che aveva concepito nel suo grembo. Maria vuole, soprattutto, aiutare gli altri a incontrare Gesù. "Siamo così al cuore e al culmine della missione evangelizzatrice. Siamo al significato più vero e allo scopo più genuino di ogni cammino missionario: donare agli uomini il Vangelo vivente e personale, che è lo stesso Signore Gesù. E quella di Gesù è una comunicazione e una donazione che - come attesta Elisabetta - riempie il cuore di gioia: «Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo» (Lc 1,44). Gesù è il vero e unico tesoro che noi abbiamo da dare all'umanità. È di Lui che gli uomini e le donne del nostro tempo hanno profonda nostalgia, anche quando sembrano ignorarlo o rifiutarlo". (Benedetto XVI, Discorso per la conclusione del mese mariano, 31 maggio 2010).
Che la Madre di Dio accompagni i nostri missionari nelle loro difficoltà, li accompagni con il suo amore materno, gli faccia sentire il piacere e la gioia di portare Cristo agli uomini. (Agenzia Fides 27/04/2012)

martedì 24 aprile 2012

AMERICA/MESSICO - Vulcano Popocatepetl in attività: anche le parrocchie si preparano ad accogliere gli sfollati

Puebla (Agenzia Fides) - L'Arcivescovo di Puebla de los Angeles, Mons. Víctor Sánchez Espinosa, ha annunciato che nelle parrocchie più vicine alla zona di influenza del vulcano di Popocatepetl (San Martin Texmelucan, Atlixco, San Andres e San Pedro Cholula) saranno allestiti 4 centri-ostelli come rifugi per la gente costretta a lasciare le proprie case per l'attività vulcanica. L'Arcivescovo ha sottolineato di essere in comunicazione costante con tutti i sacerdoti delle comunità situate nel raggio di pericolo, ed ha dato loro disposizione di seguire le disposizioni amministrative ufficiali.
Nella nota inviata all'Agenzia Fides si legge che l'Arcivescovo ha affermato che le persone difficilmente intendono lasciare le loro proprietà: "dobbiamo pensare che nella zona di pericolo ci sono le loro terre e i loro animali, ed è anche una zona fertile, c'è perfino chi dice che le ceneri funzionano come fertilizzante per i campi, così non lasceranno facilmente le loro case". Nel frattempo la popolazione della comunità di Santigo Xalitzintla, che si trova a sei chilometri dal cratere del vulcano Popocatepetl, ha chiesto alle autorità di essere rifornita di generi alimentari. Infatti cominciano a preoccuparsi e non sanno bene cosa fare in seguito all'aumento dell'attività del colossale vulcano. Delle 19 eruzioni del vulcano Popocatepetl che si sono verificate l'altro ieri, una sola ha diffuso una rilevante quantità di cenere, come ha riferito il Centro nazionale per la prevenzione dei disastri (Cenapred). Il vulcano Popocatepetl, 5.452 metri di altezza, situato 70 chilometri a sud-est di Città del Messico, è in allerta giallo da dieci giorni e desta la preoccupazione dei circa 28.000 residenti nelle comunità vicine, degli stati di Mexico, Puebla e Morelos. L'ultima attività eruttiva è del 2000, quando furono sfollate migliaia di persone. (CE) (Agenzia Fides, 24/04/2012)
Immagini in diretta del Vulcano Popocatepetl in Messico

domenica 22 aprile 2012

Foglio Parrocchiale di domenica 22 febbraio 2012


Domenica 22 aprile 2012


Avete qui qualche cosa da mangiare?».

    III DOMENICA DI PASQUA (ANNO B)


PRIMA LETTURA (At 3,13-15.17-19)
Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro disse al popolo: «Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino. Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni.
Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi. Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo doveva soffrire. Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati».

Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 4)
Rit: Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.

Quando t’invoco, rispondimi, Dio della mia giustizia!
Nell’angoscia mi hai dato sollievo;
pietà di me, ascolta la mia preghiera.

Sappiatelo: il Signore fa prodigi per il suo fedele;
il Signore mi ascolta quando lo invoco.

Molti dicono: «Chi ci farà vedere il bene,
se da noi, Signore, è fuggita la luce del tuo volto?».

In pace mi corico e subito mi addormento,
perché tu solo, Signore, fiducioso mi fai riposare.
SECONDA LETTURA (1Gv 2,1-5)
Gesù Cristo è vittima di espiazione per i nostri peccati e per quelli di tutto il mondo.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.
Da questo sappiamo di averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità. Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto.

Parola di Dio
Canto al Vangelo (Lc 24,32)
Alleluia, alleluia.

Signore Gesù, facci comprendere le Scritture;
arde il nostro cuore mentre ci parli.
Alleluia.
VANGELO (Lc 24,35-48)
Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI
C – In Gesù Cristo crocifisso e risorto abbiamo riconosciuto la volontà salvifica di Dio Padre e abbiamo creduto al suo amore. In questa fede pasquale, presentiamo con fiducia le nostre intenzioni di preghiera.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Ascoltaci, Signore.
1.      Per i discepoli di Gesù, radunati insieme nel suo nome: apri i nostri cuori all’intelligenza delle Scritture. Accendi in noi il desiderio di cercare il tuo Volto e di intendere la tua voce. Preghiamo.
2.      Per gli esegeti, i biblisti, i teologi e per tutti coloro che si piegano con attenzione ed amore sulle pagine dei Libri sacri: quello che scoprono nutra la loro fede e diventi un dono generoso che raggiunge tutti i fratelli. Preghiamo.
3.      Per quanti hanno il compito di annunciare la tua Parola, di spezzarla come Pane buono: si mettano con umile disponibilità al tuo servizio e siano, innanzitutto, ascoltatori docili e fedeli. Preghiamo.
4.      Per gli uomini e le donne che si sentono chiamati a testimoniare il tuo amore nella politica e nell’economia, nell’impegno sociale ed amministrativo: aiutali ad essere onesti e coerenti, liberi e saggi. Possano dare concretezza alle attese più nobili e grandi. Preghiamo.
5.      Per tutti noi, rinati nel Battesimo e confermati dal dono dello Spirito Santo, perché riconosciamo il Signore Gesù nella Parola e nel Pane spezzato. Sappiamo vederlo sulle strade del mondo ed essergli testimoni, specialmente dispensatori della sua Pace. Preghiamo.
C – O Dio, nostro Padre, che in Cristo risorto hai dato inizio alla creazione nuova, fa’ che i figli della Chiesa, con la grazia dello Spirito Santo, annunzino la perenne novità del Vangelo. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.



venerdì 20 aprile 2012

ASIA/CINA - A Pasqua amministrati più di 22 mila battesimi nella comunità cattolica continentale

Shi Jia Zhuang (Agenzia Fides) - Secondo le statistiche che il Centro Studi di Faith dell'He Bei ha potuto raccogliere fino al 19 aprile, che sono state inviate all'Agenzia Fides, durante la Pasqua 2012 appena celebrata, nelle comunità cattoliche continentali sono stati amministrati complessivamente 22.104 battesimi. Nonostante questo risultato, "la comunità è pienamente consapevole della necessità di un ulteriore impegno di evangelizzazione". "E' vero che ci sono delle diocesi che non concentrano tutti i battesimi a Pasqua, secondo il ciclo di catechismo o altre solennità della Chiesa - sottolinea il responsabile del Centro Studi di Faith -, ma non possiamo non considerare che più di 22 mila battesimi a Pasqua, in una comunità cattolica come la nostra, cinese, che conta oltre 6 milioni di fedeli, rappresentano solo lo 0.33%. Invece nella diocesi di Hong Kong, che conta 360 mila fedeli, ci sono stati 3.500 battesimi a Pasqua, equivalenti allo 0.97%. Quindi dobbiamo riflettere e darci da fare per promuovere l'evangelizzazione".
Sempre secondo le statistiche del Centro Studi, che ha iniziato a raccoglierle nel 2007, avviando questo importante lavoro che costituisce una documentazione importante per la storia della Chiesa cinese, dei 22.104 battezzati di Pasqua, appartenenti a 101 diocesi continentali, il 75% sono adulti. Nella provincia dell'He Bei, considerata la roccaforte del Cattolicesimo cinese, ci sono stati 4.410 neo battezzati, 615 in più dell'anno scorso, e per tre quarti adulti. Alcune diocesi non celebrano comunque tutti i battesimi solo a Pasqua, come Shang Hai. Nel 2012 a Shang Hai ci sono stati 379 battesimi a Pasqua, ma alla fine dell'anno la cifra complessiva dei battesimi potrebbe superare i 1.500. Inoltre, secondo suor Li Guo Shuang, del Centro Studi, "ci sono ancora delle diocesi o delle comunità che per motivo delle difficoltà di comunicazione, non ci hanno ancora riferito i dati. Quindi dobbiamo sottolineare che le cifre non sono complete, potrebbero salire ancora". (NZ) (Agenzia Fides 2012/04/20)


L'evento del Fuoco santo che raccoglie al Sepolcro i tanti ortodossi arrivati per la Pasqua. Lo scambio ecumenico di auguri tra le comunita' cristiane della Citta' Santa e ancora i temi dell'ecumenismo nell'intervista a padre Pierbattista Pizzaballa, con cui abbiamo parlato anche di un possibile "Cortile dei Gentili" in Medio Oriente e della Siria. Il ricordo dell'Olocausto in Israele e una giornata dedicata al tema della pace in una scuola copta di Gerusalemme, per ripartire dalle nuove generazioni. Infine, un giovane cristiano di Gaza ci racconta la gioia di essere nella Citta' Santa durante le feste pasquali e le speranze di chi vive nella Striscia More

Tutto sui bersaglieri a Udine

http://www.udine20.it/udine-raduno-interregionale-bersaglieri-del-nord-italia-21-22-aprile-2012/#.T5GWP1xLF8c.blogger

Mariotti, tutti in cassa integrazione
bacini vuoti, ma si tratta per due navi 


Il presidente Bisagno: "In attesa di nuovi ordini, si lavora a Marsiglia". "Fra noi e i San Giorgio in Francia abbiamo centinaia di addetti impegnati"

di MASSIMO MINELLA

Link: http://genova.repubblica.it/cronaca/2012/04/19/news/mariotti_tutti_in_cassa_integrazione_bacini_vuoti_ma_si_tratta_per_due_navi-33555217/

mercoledì 18 aprile 2012

Messaggero Veneto: pallone e defibrillatori, sangiorgina già pronta!!

«Niente pallone senza i defibrillatori»


ASIA/SIRIA - La Chiesa ortodossa: a Homs nessuna celebrazione di Pasqua, stop alla violenza

Damasco (Agenzia Fides) - A Homs la Pasqua ortodossa, che cadeva il 15 aprile scorso, non è stata celebrata: come riferito all'Agenzia Fides, esponenti della Chiesa ortodossa in Homs hanno riferito che non si sono tenute liturgie pasquali. I pochi cristiani rimasti in città, infatti, (meno di un migliaio) sono intrappolati dai bombardamenti prolungati e non hanno avuto alcuna possibilità di raggiungere le chiese, molte delle quali, fra l'altro, sono state distrutte o danneggiate dai combattimenti. La mancata celebrazione della Pasqua ad Homs, nota una fonte di Fides, "è un fatto doloroso che dovrebbe sensibilizzare le parti in lotta e la comunità internazionale perché si ponga fine alla violenza". A Homs anche la Pasqua dei cristiani latini, l'8 aprile scorso, ha coinciso con un periodo di intensi bombardamenti ed è stata celebrata nel nascondimento. La comunità dei gesuiti ha tenuto una piccola celebrazione con pochi fedeli, mentre la chiesa di "Nostra Signora della Pace", dei greco cattolici, gravemente danneggiata è rimasta e rimarrà chiusa.
Attualmente a Homs truppe e artiglieria pesante del governo siriano occupano il centro urbano e, nonostante l'accettazione del piano di pace Onu e del cessate il fuoco, nella città continuano gli scontri a fuoco con le forze di opposizione.
Le famiglie cristiane in città, strette dal fuoco incrociato, "pensano solo a rimanere in vita e pregano perché questo incubo finisca presto" nota la fonte di Fides. La popolazione siriana è frustrata dalla lunga crisi e l'esodo dei profughi verso Giordania, Libano e Turchia continua.
La condizione dei fedeli cristiani è a rischio, spiega la fonte di Fides, perché "sotto l'attuale regime essi sono stati protetti, e dunque alcuni li considerano allineati con il regime. Questo li rende vulnerabili agli attacchi dei rivoluzionari o di forze non ben identificate". I cristiani in Siria sono anche preoccupati dalla situazione dei cristiani in paesi come Iraq e Egitto dove, all'indomani dei cambi di regime, i fedeli sono vittime di attacchi. In Siria il cristianesimo è presente da duemila anni. Nel paese, prima dell'inizio del conflitto, vivevano circa 1,2 milioni di cristiani, di diverse confessioni. (PA) (Agenzia Fides 18/4/2012)