giovedì 21 giugno 2012

ASIA/SIRIA - Tregua a Homs, ma i civili non possono ancora lasciare la città

Homs (Agenzia Fides) - E' tregua fra esercito siriano e ribelli: dopo lunghi e difficili negoziati, è stato raggiunto un accordo di cessate-il-fuoco per consentire l'uscita dei civili intrappolati a Homs. Tuttavia, riferiscono fonti di Fides a Homs, l'evacuazione non è ancora iniziata perché i ribelli non hanno ancora dato il "via libera", mentre testimoni locali riferiscono di colpi di mortaio sulla città anche questa mattina. Secondo l'accordo, la tregua dovrebbe durare per l'intera giornata di oggi e poi, nei prossimi giorni, per due ore al giorno, al mattino. Nel negoziato fra le parti sono coinvolte la Croce Rossa Internazionale, la Mezzaluna Rossa e alcuni sacerdoti cristiani vicini alle famiglie dei civili intrappolati, esponenti del movimento interreligioso per la riconciliazione "Mussalaha". Come riferiscono fonti di Fides a Homs, i civili sono circa 800 (400 cristiani e 400 musulmani sunniti). nei quartieri di Hamidiyeh e Bustan Al Diwan, A costoro di aggiungono altre mille famiglie, tutte musulmane, che si trovano nell'area di Khalidiyeh, ma anche di Warcheh e Salibi.
I civili sono assistiti da alcuni sacerdoti cristiani cattolici e ortodossi, che intendono facilitare le operazioni di salvataggio. "La tregua ci dà una speranza, ci appelliamo ora a tutti perché possa iniziare la sospirata uscita dei civili, fra i quali donne, bambini sotto i dieci anni, anziani bisognosi di cure" dice a Fides il sacerdote greco cattolico p. Abdallah Amaz, che si trova ad Homs.
Da altri quartieri della città, intanto, molte famiglie stanno fuggendo, trasferendosi soprattutto a Jaramana, area residenziale alle porte di Homs, a maggioranza cristiana e drusa. La Chiesa siriana ha lanciato un appello per l'assistenza di almeno 500 famiglie di profughi cristiani fuggiti da Homs nei mesi scorsi, che hanno trovato rifugio a Marmarita, vicino al confine libanese, per i quali si sta facendo ogni sforzo per fornire cibo, alloggio temporaneo e assistenza medica. (PA) (Agenzia Fides 21/6/2012)

mercoledì 20 giugno 2012

Estate 2012 a san Giorgio di Nogaro



"La preghiera genera uomini e donne animati non dall'egoismo, dal desiderio di possedere, dalla sete di potere, ma dalla gratuità, dal desiderio di amare, dalla sete di servire, animati cioè da Dio; e solo così si può portare luce nel buio del mondo". Lo ha detto il Papa questa mattina nel corso dell'udienza generale tenuta in Aula Paolo VI, davanti a più di 9 mila pellegrini, proseguendo la serie di catechesi sulla preghiera degli apostoli.
Analizzando l'inno di benedizione col quale San Paolo apre la sua Lettera agli Efesini, Benedetto XVI ha spiegato che è un perfetto esempio per noi di preghiera di lode e ringraziamento, perché se è giusto chiedere aiuto nella preghiera, "dobbiamo anche ringraz ... More

Individuare i finanziatori e gli ispiratori di questa campagna di violenza

AFRICA/NIGERIA - "Boko Haram ha dichiarato guerra ai cristiani, ma non rappresenta l'intero Islam nigeriano" dice Mons. Kaigama

Abuja (Agenzia Fides) - "È corretto affermare che Boko Haram è contro i cristiani e la religione cristiana, ma stiamo attenti a non confondere questa setta con l'intera popolazione musulmana della Nigeria, con la quale cerchiamo di mantenere buoni rapporti" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama Arcivescovo di Jos e Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, commentando la dichiarazione della Christian Association of Nigeria (CAN, associazione che riunisce le principali confessioni cristiane nigeriane tra le quali la Chiesa cattolica) che afferma che "Boko Haram ha dichiarato guerra ai cristiani". "La dichiarazione della CAN è corretta, ma non è corretto affermare che i l'intera popolazione musulmana nigeriana sia contro i cristiani" precisa Mons. Kaigama.
Negli ultimi giorni Boko Haram ha colpito in diverse aree settentrionali della Nigeria. A Kaduna, capitale dell'omonimo Stato dove domenica 17 giugno 3 chiese sono state attaccate, è stato ristabilito il coprifuoco di 24 ore, mentre a Damaturu, capitale dello Stato di Yobe, almeno 40 persone sono morte in una serie di scontri, durati ore, tra forze di sicurezza e membri della setta islamica.
Di fronte a questa ondata di violenza Mons. Kaigama invita tutti a mantenere il sangue freddo. "Boko Haram - afferma l' Arcivescovo di Jos - ha una struttura formata non solo da fanatici disposti a sacrificare la propria vita per dare la morte agli altri, ma anche da sponsor, alcuni dei quali sono stranieri. Dobbiamo chiedere alle nostre forze di sicurezza di individuare i finanziatori e gli ispiratori di questa campagna di violenza. Purtroppo però, al momento, non sono state in grado di farlo" conclude il Presidente della Conferenza Episcopale nigeriana. (L.M.) (Agenzia Fides 20/6/2012)

martedì 19 giugno 2012

V Giornata per i volontari di Terra Santa


Il tradizionale incontro tra il Custode e i volontari che operano a favore di progetti in Terra Santa, arrivato alla V edizione, sarà legato all'attualità e alle prospettive per le comunità cristiane di fronte alla Primavera arabaCLICCA QUI

lunedì 18 giugno 2012



In questa intervista, tratta dal Dvd "Sulle strade di Ignazio", Massimo Giletti, conduttore televisivo, racconta qual è per lui la responsabilità di un personaggio pubblico. "Con la tua parola puoi aiutare gli altri a riflettere, a ragionare. Non bisogna aver paura di farsi il segno della Croce, di raccontare che si va a Messa. Non sono tempi di compromesso, se credi non devi avere paura di dirlo".

Quella di Massimo Giletti è la decima di una serie di testimonianze di attori e personaggi dello spettacolo (da Claudia Koll a Lino Banfi, da Gianluca Guidi a Giuliana Lojodice) sul tema della fede, raccolte da Nova-T, il centro di produzioni televisive e multimediali dei Frati Cappuccini fondato a Torino 30 anni fa. More

Le massime autorità di sicurezza si sono recate sul luogo dell'attentato per calmare gli animi

AFRICA/NIGERIA - Attentati a Kaduna: a Fides la testimonianza del Vescovo di Zaria

Abuja (Agenzia Fides) - "Stavo predicando durante la seconda Messa del mattino, quando, intorno alle 9, abbiamo avvertito una forte esplosione. L'autobomba ha creato un cratere profondo 2 piedi, tutto intorno vi erano vetri rotti, macerie e auto in fiamme": è la drammatica testimonianza dell'attacco alla Cattedrale di Cristo Re, resa all'Agenzia Fides da Sua Ecc. Mons. George Jonathan Dodo, Vescovo di Zaria, la città nello Stato di Kaduna (Nigeria del Nord) dove ieri, domenica 17 giugno, terroristi suicidi hanno colpito due chiese cristiane. Oltre all'autobomba esplosa nei pressi della Cattedrale cattolica (l'attentatore è stato fermato dal servizio di sicurezza e non è riuscito ad avvicinarsi al luogo di culto), un altro attentato ha colpito la chiesa evangelica della Buona Novella.
Gli attentatori hanno colpito un'altra chiesa a Kaduna, la capitale dell'omonimo Stato. Si tratta della chiesa di Shalom.
"Sono in contatto con il Governatore e con le autorità di polizia per vedere come garantire la sicurezza dei fedeli. Le massime autorità di sicurezza si sono recate sul luogo dell'attentato per calmare gli animi" afferma il Vescovo. Mons. Dodo non ha notizie di rappresaglie a Zaria contro i musulmani, ma aggiunge di essere a conoscenza del fatto che "a Kaduna vi sono state delle rappresaglie contro cittadini di religione musulmana. In particolare quando si è diffusa la notizia dell'attacco contro la chiesa pentecostale, i giovani hanno reagito con violenza, distruggendo alcune proprietà". "Visto che nelle ultime settimane sono state attaccate diverse chiese cristiane nel nord della Nigeria, è probabile che i responsabili di queste violenze stiano seguendo un'agenda precisa" conclude Mons. Dodo. Negli attentati e nelle susseguenti rappresaglie, secondo le autorità, sono morte 45 persone. (L.M.) (Agenzia Fides 18/6/2012)

San Vio, nonostante i dragaggi.....

Niente dragaggi,
ecco la processione
a “numero chiuso”


Marano, la decisione necessaria a causa dei bassi fondali. Disappunto tra i fedeli, riesplode la polemica sui dragaggi Clicca QUI

L'impubblicabile



Maggioranza esplosa a un anno dal voto: nell’aria un patto Pd-Pdl

San Giorgio di Nogaro, bilancio approvato solo grazie all’opposizione. E la Lega auspica la candidatura di Del Frate in Regione Clikka Qui

sabato 16 giugno 2012

Il card. Angelo Sodano a Caporetto   versione testuale
Sulle tracce del padre che fu inviato militare durante la Grande Guerra. Domenica dirà messa Nova Gorica.

 CAPORETTO (16 giugno ore 16)  – “L’ossario di ed il museo della grande guerra di Caporetto siano una scuola alla pace, alla fratelllanza fra i popoli”. Lo ha detto Angelo Sodano, già segretario di Stato vaticano, oggi decano del collegio cardinalizio, in visita ai luoghi del primo conflitto mondiale, nella valle dell’Isonzo, in Slovenia.  “Mi auguro che questi luoghi siano visitati da sempre più numerosi giovani – ha proseguito il porporato – perché capiscano fino in fondo qual è stato il peso di quella tragedia nella storia”. Il card.
Sodano, che era accompagnato dal premier sloveno Janez Jansa e da numerosi ministri, ha intesto  rispondere con questa visita ad una raccomandazione che gli ha fatto spesso il padre Giovanni, di recarsi in preghiera a Caporetto (nella foto l'ossario) e a Tolmino, dove lui stesso era stato inviato militare, all’età di 18 anni, per raccogliere i morti e provvedere alla loro sepoltura cristiana. “Sono rimasto molto colpito dalle tracce che qui ho trovato – ha detto il card. Sodano – di quanto raccontava mio padre. E non solo a me, anche agli altri fratelli, ai quali potrò confermare adesso di averassolto al voto di nostro padre”.
 
In uno scambio di riflessioni, il presidente Janza ed il card. Sodano hanno convenuto sulla necessità di approfondire la conoscenza di questa parte della storia, in particolare dai giovani, per educarsi ai valori del rispetto, della reciproca accoglienza, della solidarietà e della pace. Sodano si trasferirà domani a Nova Gorica, dove celebrerà una messa solenne alle 11, in con-cattedrale, e lunedì sarà a Lubiana per incontrare i vescovi, nel corso della conferenza episcopale, e per un ricevimento ufficiale da parte del presidente della repubblica Danilo Turk. Anche una delegazione della Comunità slovena delle Valli del Natisone, in Italia, ha reso omaggio a Sodano, donandogli l’ultimo libro di Alojz Repula.

venerdì 15 giugno 2012

San Vio a Maran

Rimangono ancora timori per la certezza della viabilità lagunare messa in forse dal mancato scavo dei fanghi del canale del porto, ma Marano, dal 15 al 17 giugno,  si prepara con fiducia a celebrare con solennità una delle sue più antiche feste religiose, la festa in onore dei Santi Vito, Modesto e Crescenza. È dal 1362 che questa comunità venera e fa festa per ricordare queste figure di testimoni della fede.
Anticamente questi Santi erano stati scelti come protettori della gloriosa fortezza di Marano. In seguito alla sua demolizione, sono stati associati a San Martino quali compatroni della comunità maranese. Il provveditore dell’antica fortezza di allora Alessandro Morosini, il 26 aprile 1624 offrì alla pieve la nuova urna, dove sono custoditi frammenti ossei dei Santi venerati.
Anche quest’anno viene riproposta l’antica tradizione che voleva il trasporto delle reliquie dei Santi dalla chiesetta del cimitero alla parrocchiale prima della festa per rimanere esposte alla venerazione e alle preghiere dei fedeli. E così, nella serata del 15 giugno le sante reliquie saranno trasportate dal cimitero, via acqua, al molo della vecchia pescheria, e poi in corteo fino alla parrocchiale. Domenica 17 giugno si svolgerà invece la tradizionale processione in laguna. Alle ore 9, dopo la S. Messa, clero, autorità e fedeli usciranno dalla pieve in processione, presieduta da mons. Livio Carlino, arciprete di Cividale del Friuli per raggiungere attraverso le vie del centro storico, il molo dove s’imbarcheranno sui pescherecci.
Al grido del «procedemus in pace», il sacro convoglio, fra le note della banda «Stella Maris» e i canti del gruppo amatoriale «Marano canta», raggiungerà il centro della laguna, dove saranno innalzate suppliche e invocazioni ai Santi con la solenne benedizione delle acque lagunari. Al ritorno il convoglio si fermerà al cimitero urbano dove sul pronao della Chiesetta, intitolata proprio a San Vito, sarà officiata la solenne messa prelatizia in antico canto popolare.

Udin&Jazz 2012, festival internazionale nel cuore del Friuli


Anche a San Giorgio UdineJazz, Clicca

Domenica 17 giugno 2012


XI Domenica Del Tempo Ordinario B

Prima lettura

Ez 17,22-24
Io innalzo l’albero basso.

   Dal libro del profeta Ezechièle

Così dice il Signore Dio:
«Un ramoscello io prenderò dalla cima del cedro,
dalle punte dei suoi rami lo coglierò
e lo pianterò sopra un monte alto, imponente;
lo pianterò sul monte alto d’Israele.
Metterà rami e farà frutti
e diventerà un cedro magnifico.
Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno,
ogni volatile all’ombra dei suoi rami riposerà.
Sapranno tutti gli alberi della foresta
che io sono il Signore,
che umilio l’albero alto e innalzo l’albero basso,
faccio seccare l’albero verde e germogliare l’albero secco.
Io, il Signore, ho parlato e lo farò».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale


        È bello rendere grazie al Signore.

È bello rendere grazie al Signore
e cantare al tuo nome, o Altissimo,
annunciare al mattino il tuo amore,
la tua fedeltà lungo la notte.

Il giusto fiorirà come palma,
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del nostro Dio.

Nella vecchiaia daranno ancora frutti,
saranno verdi e rigogliosi,
per annunciare quanto è retto il Signore,
mia roccia: in lui non c’è malvagità.

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Seconda lettura

2Cor 5,6-10
Sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere graditi al Signore.

   Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore finché abitiamo nel corpo – camminiamo infatti nella fede e non nella visione –, siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore.
Perciò, sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere a lui graditi.
Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male.

Parola di Dio



Canto al Vangelo (Mc 4,30)
Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio,
il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.
Alleluia.

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Vangelo

Mc 4,26-34
È il più piccolo di tutti i semi, ma diventa più grande di tutte le piante dell’orto.



   + Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli, ogni giorno della nostra vita è una grazia del Signore, un'occasione posta nelle nostre mani per fare del bene e costruire il regno di Dio. Invochiamo il Padre che è nei cieli, perché oggi conceda a ciascuno di noi di camminare nelle sue vie.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

La tua Parola, Signore,
sia luce al nostro cammino.

1.      Per la santa Chiesa, perché, guidata dallo Spirito del Signore, sappia riconoscere nella vita di tutti i giorni i segni della presenza di Dio, preghiamo.

2.      Perché in un mondo sempre più immerso nel relativo, la Comunità cristiana affermi in modo coerente i valori assoluti dello spirito, preghiamo.

3.      Per l'uomo che lavora, perché l'impegno quotidiano necessario al sostentamento delle famiglie giovi anche a rendere più giusti e cordiali i rapporti tra tutti i membri della società, preghiamo.

4.      Perché tutte le classi sociali, ritrovando la fiducia nel bene, costruiscano insieme una società nuova, aperta alla partecipazione e alla fraternità universale, preghiamo.

5.      Perché la forza dello Spirito ci aiuti a rinunziare agli idoli che il nuovo paganesimo ha costruito sotto forma di spreco, di cupidigia, e di disprezzo del prossimo, preghiamo.

C – Stendi la tua mano, o Padre, sull'umanità affaticata e oppressa; concedi a noi una fede ricca di memoria e audace nella testimonianza profetica del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.  T - Amen.


mercoledì 13 giugno 2012

Ancora Valle Grotari: il Ministero chiede chiarimenti

Valle Grotari, il Ministero chiede chiarimenti   versione testuale
Wwf: preoccupano il progetto della darsena a Marano
e i danni provocati dall'apertura della chiavica
Nella foto: veduta aerea di Valle Grotari.
Nella foto: veduta aerea di Valle Grotari.
MARANO LAGUNARE (13 giugno, ore 14.20) - “Pur considerando che Valle Grotari risulta esterna ai siti della rete Natura 2000, si invita codesta Autorità a voler aggiornare questo Ufficio in merito alle eventuali azioni di tutela posta in essere sia per le specie ornitiche inserite negli allegati della Direttiva “Uccelli” che per le specie, gli habitat e gli habitat di specie elencati nella Direttiva 92/43/CEE”. È quanto si legge nella nota che il Ministero dell’Ambiente ha inviato il 28 maggio scorso al Servizio caccia, risorse ittiche e biodiversità della Regione Friuli-Venezia Giulia, sollecitato dalle ripetute segnalazioni giuntegli nei mesi scorsi dalla sezione regionale del Wwf. Segnalazioni in cui l’associazione puntava il dito sull’«immobilismo» dell’amministrazione regionale e del Comune di Marano Lagunare a fronte, accusa il Wwf, dei «danni ambientali provocati dall’apertura di una chiavica che dal 17 maggio 2011 sta facendo ininterrottamente entrare acqua salata nell’ex-valle da pesca compromettendone il delicato equilibrio ecologico».

«La nota del Ministero – fa sapere l'associazione ambientalista – suona ora come una sorta di reprimenda alla Regione per questo immobilismo: la Direzione generale per la protezione della natura e del mare chiede agli uffici regionali non solo di sapere cosa stanno facendo per impedire i danni in corso a Valle Grotari ma anche di avere chiarimenti “in merito all’espletamento della procedura di Valutazione di incidenza ambientale” per il progetto della darsena all’interno della ex valle da pesca, “in considerazione del fatto che la realizzazione della portualità all’interno dell’area valliva potrebbe comportare incidenze dirette nei confronti del limitrofo SIC/ZPS IT3320037 e dell’habitat prioritario ‘Lagune Costiere’».
 
Tutte preoccupazioni, quelle espresse dal Dicastero all’ambiente, che il Wwf regionale aveva ripetutamente espresso nelle diverse note inviate nei mesi scorsi, senza però che alcuna autorità provvedesse in primis alla chiusura della chiavica. «Secondo l'associazione ambientalista «gli effetti nefasti sull’ecosistema di Valle Grotari di 12 mesi in ingresso di acqua salmastra sono ormai conclamati: il tarabusino non nidifica più, l’airone rosso è passato dalla ventina di coppie censite l’anno scorso alle attuali 2-3; il falco di palude si è ridotto ad una sola coppia. Per fortuna l’importante presenza di altre specie come la nitticora e l’airone cenerino fanno ancora di Valle Grotari un’area di pregio e da tutelare per la presenza di specie protette».

Per questo, non ancora paga della nota ministeriale, l’associazione del Panda ha nuovamente scritto agli uffici romani segnalando la necessità di un intervento urgente su Regione e Comune affinché chiudano e impermeabilizzino l’attuale paratoia arrestando la circolazione di acqua salata dalla laguna verso Valle Grotari. Ai fini di «una migliore conservazione delle condizioni di tutela dell’oasi faunistica», il Wwf chiede anche, come suggerito dal Consorzio Bonifica della Bassa friulana in una nota inviata nel settembre scorso alla stessa associazione, che al posto della semplice paratoia vengano realizzati uno sfioratore e una «porta vinciana» in grado di contemperare alle esigenze della tutela ambientale e a quelle della sicurezza idraulica (mantenimento di acqua dolce permanente all’interno della valle e fuoriuscita di acqua in eccesso in caso di forti ed eccezionali  precipitazioni).

Infine il Wwf chiede al Ministero di «attivarsi per la revisione delle determinazioni riguardanti la procedura d’incidenza del Piano dei porti del Comune di Marano Lagunare»: determinazioni che, ricorda l’associazione, hanno dato il via libera alla trasformazione di Valle Grotari in darsena portuale ma su cui anche il Ministero, come detto, ha chiesto chiarimenti, in relazione all’incidenza su habitat e specie protetti dalla direttive comunitarie in materia di Natura 2000.


Le parrocchie del futuro? Sono già passate quelle del 2000?

Progettare insieme le parrocchie del futuro   versione testuale
A Lignano, la tre giorni residenziale dei presbiteri. Al centro della riflessione e del confronto il progetto di nuova comunità pastorale, nel segno della collaborazione tra sacerdoti e laici

LIGNANO (12 giugno, ore 21.30) - Il progetto di nuova comunità pastorale va condiviso tra sacerdoti e altri cristiani, riflettendo su soluzioni condivise, nel segno della collaborazione.
A dirlo è stato don Luca Bressan, docente di Teologia pastorale presso il Seminario Arcivescovile di Milano, nella sua relazione al corso residenziale dei presbiteri dell’Arcidiocesi di Udine, in corso fino al 13 giugno al villaggio Getur di Lignano. Una tre giorni in cui si sta riflettendo sulle modalità della nuova organizzazione pastorale della Diocesi, resasi necessaria dalla diminuzione dei sacerdoti e dai mutamenti della società.
 
In apertura di giornata, è stata fatta una sintesi dei lavori di gruppo del giorno precedente, da cui sono emerse esperienze positive di collaborazione pastorale tra parrocchie affidate ad un solo sacerdote, ma anche le difficoltà, e nei quali si è riflettuto sul ruolo del sacerdote che deve restare, è stato detto, uomo di preghiera e direzione spirituale.
 
E da don Bressan è venuto un invito ad affrontare questo momento di cambiamento – che non riguarda solo la Diocesi di Udine – non sull’onda delle emozioni, evitando cambiamenti traumatici, ma anche prendendo le decisioni necessarie. “Obiettivo di questo cambiamento è far vedere che il Vangelo trasforma ancor oggi la società”, ha concluso don Bressan.

lunedì 11 giugno 2012

AFRICA/NIGERIA - "Abbiamo a che fare con un gruppo di criminali, non siamo alla pulizia etnica e religiosa" dice Mons. Kaigama, che richiama alla prudenza

Abuja (Agenzia Fides) - "Abbiamo a che fare con un gruppo di criminali che pensano che la Chiesa sia un nemico, perché ai loro occhi incarna la cultura occidentale. Non penso però che questa sia la visione della maggioranza dei musulmani della Nigeria. Chi assalta i luoghi di culto cristiani è una banda di criminali che ha perso ogni forma di orientamento. Non si sa più nemmeno che cosa vogliano ottenere con questa violenza" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama, Arcivescovo di Jos e Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, commentando gli attacchi contro luoghi di culto cristiano a Jos (dove un terrorista suicida si è fatto saltare in aria nella Christ Chosen Church) e a Biu (dove un commando ha aperto il fuoco contro i fedeli che partecipavano ad una funzione), avvenuti ieri, domenica 10 giugno. Mons. Kaigama precisa di trovarsi a Calabar, da dove sta tornando a Jos, e di non avere informazioni dirette sugli ultimi avvenimenti, anche se si tiene in costante contatto con i suoi collaboratori diocesani. Secondo notizie di stampa, nei due attacchi sono morte almeno 4 persone.
I due attacchi sono stati rivendicati dalla setta islamica Boko Haram. Secondo il Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria il fatto che "questo gruppo di criminali si richiami all'islam non significa che tutti gli islamici nigeriani condividano le loro azioni. Non sono d'accordo con coloro che parlano di pulizia etnica o religiosa. Esistono pure dei gruppi cristiani che tendono ad esagerare la situazione con l'aiuto dei media che presentano un'immagine distorta di quello che sta succedendo. Alcuni cristiani si lamentano di non riuscire a pratica il culto. Per quanto riguarda la mia arcidiocesi, posso assicurare che a Jos esiste una forte comunità cattolica che non subisce impedimenti nel celebrare liberamente gli incontri di preghiera e svolgere i propri doveri religiosi.
Occorre quindi prudenza nel riportare i fatti, perché si rischia di seminare ulteriore panico e confusione" avverte Mons. Kaigama. (L.M.) (Agenzia Fides 11/6/2012)

domenica 10 giugno 2012



Nella festa del Corpus Domini, Benedetto XVI ha avuto un pensiero speciale per le comunità italiane colpite dal recente terremoto. Nelle chiese, ha infatti notato il Papa, il luogo più sacro è proprio quello in cui si custodisce l'Eucaristia. E nelle numerose chiese che sono state gravemente danneggiate dal recente terremoto in Emilia Romagna, il tabernacolo è rimasto in alcuni casi sotto le macerie. Con le chiese distrutte, ha spiegato Benedetto XVI, le comunità devono riunirsi per la Santa Messa all'aperto o in grandi tende. È una situazioen che fa risaltare ancora di più l'importanza di essere uniti nel nome del Signore, e la forza che viene dal Pane eucaristico, chiamato anche «pane dei pellegr ... More

sabato 9 giugno 2012

Rapito un giocatore di proprietà dell'Udinese

Rapito il giocatore Obodo   versione testuale
Giocatore del Lecce, ma di proprietà dell' Udinese, è stato rapito in Nigeria nella città natale

UDINE (9 giugno ore 17) - Il centrocampista nigeriano del Lecce, Christian Obodo, ma di proprietà dell' Udinese (nella foto in maglia bianconera) è stato rapito questa mattina nella sua città natale, Warri, nella regione del Delta. Lo scrivono media locali, citando fonti governative. I rapitori, armati, hanno preso Obodo alle 9.20 locali di fronte a una chiesa.
 
Secondo un testimone citato dal Daily Times Nigeria, Obodo era a bordo della sua automobile, targata 'Obodo 5'. Il giocatore era arrivato in Nigeria qualche settimana fa, al termine del campionato di serie A, e sarebbe stato notato proprio per la targa dell'automobile, ieri sera in particolare. Secondo la ricostruzione fatta dalla persona intervistata dal quotidiano, il veicolo di Obodo è stato bloccato dai rapitori, con armi da fuoco, che poi lo hanno costretto a uscire per trasferirlo nella loro auto.
 
"I rapitori hanno telefonato questa mattina a casa della mamma di Christian chiedendo un riscatto di circa 150 mila euro". Lo ha detto all'ANSA Obidike Okechukwu, marito della sorella di Christian Obodo, rapito oggi nel suo paese. Okechukwu, che vive a Udine, ha precisato di avere appreso del sequestro da sua moglie che, proprio questa mattina, é giunta in Nigeria. Secondo l'uomo, la madre del centrocampista avrebbe risposto ai rapitori, in modo preoccupato, che oggi le banche sono chiuse e che, dunque, non c'é la possibilità materiale di pagare il riscatto. Successivamente, Okechukwu ha così raccontato la dinamica del sequestro: "Christian stava andando in chiesa, era da solo, intorno alle quattro del mattino ora italiana, quando alcune persone lo hanno preso e portato via". In Nigeria, in questo momento, si trova anche il fratello di Christian, Kenneth, anche lui calciatore e in Italia, nel Pisa.


venerdì 8 giugno 2012



"Per comunicare veramente con un'altra persona devo conoscerla, saper stare in silenzio vicino a lei, ascoltarla. Il vero amore e la vera amicizia vivono sempre di questa reciprocità di sguardi, di silenzi eloquenti e pieni di rispetto". In questo pensiero Benedetto XVI ha fissato l'importanza dell'adorazione del Santissimo Sacramento nella vita di un cristiano. L'occasione è stata offerta dalla solennità del Corpus Domini, per la quale il Papa ha celebrato la santa messa sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano e ha presieduto la processione eucaristica lungo via Merulana, fino alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Nel corso dell'omelia, il Pontefice ha focalizzato l'attenzione sulla c ... More