Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
martedì 11 settembre 2012
Archeologia: scoperta mega cisterna acqua sotto Muro Pianto
Risale al Primo Tempio ed era ad uso pubblico
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ASIA/LIBANO - Il mosaico religioso libanese
Roma (Agenzia Fides) - Il Libano rappresenta la società religiosamente più composita e diversificata del Medio Oriente, con 18 gruppi confessionali riconosciuti ufficialmente. Tra i cristiani, la Chiesa cattolica maronita - che fa risalire le sue origine alla congregazione monastica autoctona fondata dall'asceta siriaco San Marone all'inizio del V secolo - rappresenta la comunità preponderante. Oltre ai maroniti, la cattolicità libanese comprende anche melkiti, siro-cattolici, caldei, cattolici latini, armeno-cattolici. Le altre denominazioni cristiane comprendono i greco- ortodossi, i protestanti e gli appartenenti alle Chiese orientali ortodosse precalcedonesi (che a suo tempo avevano rifiutato alcune definizioni del Concilio di Calcedonia): Chiesa apostolica armena, Chiesa siro-ortodossa, Chiesa assira, Chiesa copta.
Anche in Libano l'Islam conosce la divisione tra sciiti e sunniti, a cui vanno aggiunti i gruppi - di ascendenza sciita, ma eterodossi - degli alawiti e degli ismailiti e i seguaci della religione drusa, setta di derivazione musulmana che ha assorbito elementi gnostico-esoterici. Permane anche una piccola comunità ebraica, con alcune migliaia di membri concentrati nell'area di Beirut.
I rapporti numerici tra le diverse comunità religiose non possono essere definiti con precisione. I libanesi residenti in patria sono circa 4 milioni e 200mila. Ma dal 1932 nessun censimento ufficiale ha tracciato una mappa dettagliata del Libano dal punto di vista religioso, anche per non alimentare tensioni e mettere a rischio l'equilibrio politico fondato sulla distribuzione delle cariche istituzionali su base confessionale. Le stime ufficiose vanno valutate prendendo atto del fatto che molte comunità tendono a sopravvalutare il numero dei propri membri, e che le statistiche demografiche ufficiali non tengono in conto le centinaia di migliaia di rifugiati palestinesi.
Secondo proiezioni ricorrenti, che fanno riferimento anche alle statistiche fornite dall' Intelligence Usa, attualmente i musulmani insieme ai drusi - valutati da soli intorno al 5 per cento - rappresentano circa il sessanta per cento della popolazione libanese, con una prevalenza degli sciiti sui sunniti e i gruppi minori (alawiti, ismailiti) stimati intorno all'1 per cento. I cristiani nel loro insieme raggiungerebbero la percentuale del 40 per cento della popolazione, con i maroniti valutati intorno al 23 per cento del totale.
Secondo le cifre dell'Annuario Statistico della Chiesa, al 31 dicembre 2011 i cattolici in Libano erano 2.148.000, le circoscrizioni ecclesiastiche 24, i Vescovi 53 (al 31/7/2012), i sacerdoti diocesani 840, i sacerdoti religiosi 703, i diaconi permanenti 33, i religiosi non sacerdoti 147, le religiose 2.650, i catechisti 483, i seminaristi minori 62, i seminaristi maggiori 390. La Chiesa gestisce 647 scuole materne e primarie, 229 scuole medie, 31 scuole superiori e università, 358 centri sanitari, di assistenza e beneficenza. (GV) (Agenzia Fides 11/9/2012)
lunedì 10 settembre 2012
Durante il pellegrinaggio a Madone di Mont anche un ricordo particolare per mons. Battisti
UDINE (8
settembre, oer 17.30) - “Il cuore di Maria sia vicino al nostro e lo
aiuti a liberarsi dalle incrostazioni dell’indifferenza e dalle tante
forme di idolatria”. È la richiesta che l’arcivescovo di Udine,mons.
Andrea Bruno Mazzocato, ha elavato alla Madone di Mont, a Castelmone,
durante il pellegrinaggio diocesano di sabato 8 settembre. Un
appuntamento tradizionale e sentito dalle centinaia di pellegrini che si
sono ritrovati per la salita a piedi verso il santuario. Un ricordo
particolare, quest’anno, è andato a mons. Alfredo Battisti, scomparso il
1 gennaio 2012: “L’anno scorso era qui con noi a concelebrare la Santa
Messa – ha spiegato mons. Mazzocato – sappiamo che il pellegrinaggio a
Castelmonte è frutto di una sua felice intuizione sbocciata dalla sua
profonda fede e dal suo cuore di pastore. In questo momento Mons.
Battisti partecipa alla comunione che stiamo vivendo attorno
all’altare”.
Rivolgendosi alla Madonna, madre di Gesù, l’arcivescovo ha chiesto una grazia per tutta la Chiesa di Udine: “Maria ci aiuti a rendere più gioiosa e convinta la nostra fede”. “In particolare – ha continuato – preghiamo perché sia più viva e convinta la fede nel cuore di tutti coloro che, in questo tempo, sono educatori dei più piccoli: i genitori, i sacerdoti, i catechisti e animatori, gli insegnanti e i responsabili delle associazioni sportive”. Secondo mons. Mazzocato, “la prima condizione per essere genitori ed educatori cristiani è parlare di ciò a cui profondamente si crede. I figli crederanno a noi se noi crediamo al Signore Gesù non solo a parole e ogni tanto, ma con la vita e con costanza e fedeltà”. Di fatto il pellegrinaggio, quest’anno, è stato anche un momento di preparazione all’imminente inizio dell’Anno della fede che a Udine sarà celebrato, come in tutta la Chiesa, giovedì 11 ottobre in cattedrale. Si tratta di un’iniziativa voluta da Papa Benedetto XVI a ricordo dei cinquant’anni dall’inizio del Concilio Vaticano II e dei vent’anni dalla promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica.
Al termine della
Santa Messa, celebrata alle 17 sul piazzale del santuario e concelebrata
da tutti i sacerdoti presenti, c’è stato l’atto di affidamento a Maria
con il canto del «Magnificat» e la solenne benedizione conclusiva.
domenica 9 settembre 2012
E allora , draghiamo? Ci mettiamo d'impegno?
Laguna di Grado e Marano, Clini: «Basta con i commissari della Regione»
- CRONACA Il ministro: «Il Sito inquinato di interesse nazionale va ristretto alla sola area della Caffaro di Torviscosa»
sabato 8 settembre 2012
ASIA/CINA - Una piccola sala di preghiera in una casa privata diventa il centro della comunità in una zona sperduta della Mongolia
Nan Jing (Agenzia Fides) - E' stata inaugurata e benedetta di recente una piccola sala di preghiera di 51 mq, costruita nel cortile di una casa privata di una zelante cattolica, che si trova in una zona sperduta della città di Wu Hai, nella Mongolia Interna. Secondo quanto riferito all'Agenzia Fides da Faith dell'He Bei, i fedeli della zona hanno così potuto partecipare per la prima volta alla Messa celebrata in questa nuova sede senza essere costretti a percorrere decine di chilometri, come uno di loro ha confermato con emozione, sostenendo che "questa sala diventerà anche un centro di evangelizzazione". La comunità cattolica, che appartiene alla parrocchia di Hai Bo Wan, è composta ormai da circa cento fedeli, la maggior parte minatori, operai della fabbrica di mattoni, geologi, contadini. Da anni dovevano percorrere decine di chilometri per partecipare alla Messa domenicale, cambiando anche corriere o autobus.
Una di loro, una devota e zelante cattolica, che insieme ad altri fedeli aveva preparato al battesimo 16 catecumeni, fatto ritornare decine di fedeli che si erano allontanati dalla Chiesa, svolgendo anche una intensa attività caritativa e visitando le famiglie, era molto angosciata, in quanto avvertiva sempre di più l'esigenza di avere un luogo fisso di incontro e di preghiera. Dopo un periodo di preghiera e di ricerca di una soluzione, le è venuta l'idea di costruire una sala nel cortile della propria abitazione. Con il consenso del marito, in due mesi e con una spesa di circa 4 mila euro, finalmente è stata ultimata questa sala, benedetta dal parroco che vi ha presieduto per la prima volta la celebrazione eucaristica cui hanno partecipato le suore della parrocchia e un centinaio di fedeli. (NZ) (Agenzia Fides 2012/09/08)
venerdì 7 settembre 2012
Dalla Cimolai di Porto Nogaro
è partito il ponte di Bordeaux
La Travèe Levante: 2.400 tonnellate di acciaio lunghe 120 metri e larghe 45
Ci vorranno 20 di mare (circa 2.700 miglia) perClicca qui arrivare a destinazione
Ci vorranno 20 di mare (circa 2.700 miglia) perClicca qui arrivare a destinazione
ASIA/PAKISTAN - Rimsha è libera; il suo caso sostiene il riesame della legge sulla blasfemia
Islamabad (Agenzia Fides) - Questa mattina il giudice pakistano Muhammad Azam Khan ha disposto la libertà su cauzione di Rimsha Masih, l'adolescente cristiana arrestata in Pakistan con l'accusa di blasfemia per aver bruciato alcune pagine del Corano. La quota per la liberazione è stata fissata a 500mila rupie, pari a circa 4500 euro. La richiesta di libertà su cauzione è stata accettata perché le prove sono state giudicate insufficienti a proseguire lo stato di detenzione della minorenne, affetta da disabilità mentale. Il pronunciamento del giudice, dapprima annunciato per le ore 15 locali - quindi dopo la preghiera del Venerdì - è stata poi anticipato a sorpresa.
"La decisione a favore della bimba è positiva per molte ragioni" dichiara all'Agenzia Fides il professor Mobeen Shahid, docente di pensiero e religione islamica presso la Pontificia Università Lateranense. Secondo il professore, "per la prima volta si è riusciti a mostrare con evidenza come la legge sulla blasfemia possa essere manipolata a partire da accuse false. Ciò aiuta la riflessione già in atto su possibili modifiche nelle procedure di applicazione di questa legge". Shadid indica alcuni punti che possono essere oggetto di rettifica: "Prima di accogliere ogni denuncia di blasfemia occorre che i fatti vengano vagliati con rigore attraverso adeguate investigazioni. E anche gli accusatori devono essere tenuti in isolamento, per evitare di istigare reazioni di odio nelle masse, fino a quando l'accusa non è stata provata. Se poi le accuse si rivelano false - e questo viene suggerito anche dagli Ulema - gli accusatori devono essere puniti".
"Il caso di Rimsha - aggiunge a Fides padre Inayat Bernard, condirettore del magazine "The Christian View" di Lahore -, è un'opportunità per riesaminare nel suo insieme l'applicazione della legge sulla blasfemia che tante vittime ha fatto in passato tra le minoranze religiose ma soprattutto fra i musulmani, a causa dei numerosi abusi. La nuova consapevolezza che il caso di Rimsha ha generato nell'opinione pubblica pachistana è un passo avanti e un'opportunità da non perdere per affermare nella società pakistana il rispetto della dignità umana e dei suoi diritti. Come comunità cristiana speriamo che le istituzioni, le forze politiche e le comunità religiose, alla luce di questi ultimi sviluppi, possano convergere nel comune intento di evitare in Pakistan l'uso strumentale della religione". (GV). (Agenzia Fides 7/9/2012).
giovedì 6 settembre 2012
Terex, Cimolai ha fretta: «Operativi entro un mese»
Paola Cimolai (ad del Gruppo): «Dobbiamo rispondere a
commesse urgenti» Tra queste le porte del Mose di Venezia. Ci sarà
occupazione per 140 persone Clicca Qui
ASIA/CINA - Nella parrocchia di Jiang Yin, della diocesi di Nan Jing, 294 battezzati in otto mesi
Nan Jing (Agenzia Fides) - Nei primi otto mesi del 2012, la parrocchia di Jiang Yin della diocesi di Nan Jing, nella provincia di Jiang Su, ha accolto 294 nuovi membri dopo un lungo cammino di preparazione e di catechesi. Secondo quanto riferisce all'Agenzia Fides Faith dell'He Bei, oltre 400 catecumeni hanno seguito gli incontri di catechismo, e di loro 294 sono stati battezzati. Il responsabile della parrocchia ha sottolineato: "in attesa dell'Anno della Fede, continuiamo a promuovere l'evangelizzazione". Dal 2006 questa parrocchia ha cominciato ad organizzare un Corso per i laici sull'evangelizzazione, che oltre a sensibilizzare i fedeli sulla necessità di contribuire alla missione, intende anche formare i laici sui contenuti della fede e sul metodo più adeguato per rispondere alle esigenze missionarie. La parrocchia inoltre utilizza anche i mezzi più moderni per coinvolgere le persone nella vita parrocchiale e nell'impegno missionario, come contatti sms o via web, senza trascurare la visita alle famiglie. Oggi la diocesi di Nan Jing (Nanchino) conta oltre 100 mila fedeli, una ventina di sacerdoti, una quarantina di suore, 11 chiese e 80 stazioni missionarie. (NZ) (Agenzia Fides 2012/09/06)
Clicca Qui Dopo le serie dedicate a "Fede e spettacolo" e "Suoni dalle missioni",
presentiamo un gruppo di brevi clip prodotte da Nova-T che raccontano,
con suoni e immagini, situazioni di vita quotidiana nei quattro angoli
del mondo. Nel primo video, ci si immerge nell'atmosfera caotica e
sovraffollata di una strada di Guinayangan, remota città delle
Filippine: bambini guidano risciò gialli e grigi, in mezzo ai rumori dei
motori e dei clacson.
La clip è tratta dal dvd "Il mondo di Barbara Micarelli". Nova-T realizza siti web, documentari per la televisione e web-documentari, fiction e cartoni animati. La serie di clip, che qui presentiamo su gentile concessione di Nova-T, fa parte della serie "Good Noise", rumori e suoni "buoni" dal mondo, che comprende vari dvd, tutti disponibili su richiesta a Nova-T (www.nova-t.it, oppure tel. 011.8991400), o nelle migliori librerie cattoliche. More
La clip è tratta dal dvd "Il mondo di Barbara Micarelli". Nova-T realizza siti web, documentari per la televisione e web-documentari, fiction e cartoni animati. La serie di clip, che qui presentiamo su gentile concessione di Nova-T, fa parte della serie "Good Noise", rumori e suoni "buoni" dal mondo, che comprende vari dvd, tutti disponibili su richiesta a Nova-T (www.nova-t.it, oppure tel. 011.8991400), o nelle migliori librerie cattoliche. More
martedì 4 settembre 2012
ASIA/PAKISTAN - Dopo il caso di Rimsha, la sfida della legge sulla blasfemia
Islamabad (Agenzia Fides) - Il caso di Rimsha Masih, bambina cattolica accusata di blasfemia, sta avendo un'ampia copertura sui mass media, statali e privati, in Pakistan. E' molto presente anche sulla stampa in urdu, notoriamente più legata ad ambienti islamici conservatori. "Il caso di Rimsha ha dato a leader cristiani e musulmani, opinon makers, intellettuali, leader di Ong, l'occasione di spiegare le dinamiche malvage e l'abuso che viene perpetrato riguardo alla legge sulla blasfemia. Tutto ciò sta generando una nuova consapevolezza nell'opinione pubblica pakistana, che potrebbe portare a una revisione o modifica della legge" nota all'Agenzia Fides p. John Shakir Nadeem, Direttore di "Radio Veritas" in urdu e Segretario della Commissione per le Comunicazioni Sociali, della Conferenza Episcopale del Pakistan. Secondo p. Shakir Nadeem, "tutti si stanno convincendo che l'abuso della legge sulla blasfemia deve essere fermato. Questo è già un grande passo avanti. Si inizia a dire che il governo potrà istituire una Commissione speciale per riesaminare la legge e trovare soluzioni per fermarne gli abusi, soprattutto nel senso di punire quanti la utilizzano con false accuse, come nel caso di Rimsha". In questo dibattito ci sono però anche implicazioni politiche: "Certo, si tratta di un tasto molto delicato, e credo sarà un processo a lunga scadenza, che non penso possa avvenire prima delle elezioni generali del prossimo anno", aggiunge p. Nadeem. (PA) (Agenzia Fides 4/9/2012)
lunedì 3 settembre 2012
Martini, l'abbraccio di Milano al cardinale
Il Papa: pastore generoso
Folla in Duomo per l'ultimo saluto. Il cardinale Comastri: è figlio della Chiesa non sia usato contro
Rimsha:un guadagno non solo per la comunità cristiana, ma per tutto il Pakistan
ASIA/PAKISTAN - Rimsha, "agnello condotto al macello, salva per grazia di Dio"
Islamabad (Agenzia Fides) - "Il caso di blasfemia, di cui è accusata la bambina cattolica Rimsha Masih, è stato manipolato dall'imam della moschea, Khalid Jadoon, che è stato arrestato. Tale atto inumano di accusa ora è stato spiegato. Sono sicuro che sarà fatta giustizia e Rimsha sarà rilasciata, per grazia di Dio. Rimsha è stata coinvolta come un piccolo agnello da macellare e sarà dimostrato che è una vittima del tutto innocente": è quanto dice all'Agenzia Fides p. James Channan OP, Direttore del "Peace Center" di Lahore, illustrando gli ultimi clamorosi sviluppi sul caso di Rimsha Masih. La polizia ha infatti arrestato l'imam Khalid Jadoon con l'accusa di aver fabbricato prove per accusare Rimsha Masih di aver commesso blasfemia. L'arresto è basato sulla deposizione di un testimone oculare musulmano, Hafiz Zubair, che coraggiosamente ha accusato l'imam.
"Il caso di Rimsha - spiega p. James - è davvero un banco di prova di come la minoranza cristiana sia falsamente accusata tramite questa controversa legge sulla blasfemia. Spero che sia fatta giustizia per tutte le vittime innocenti, e auspico che quanti formulano false accuse siano puniti".
Ieri, domenica 2 settembre, p. James Channan OP, p. Pascal Paulus OP, Provinciale dell'Ordine domenicano in Pakistan, P. Francis Nadeem OFM Cap, hanno celebrato una Santa Messa nella chiesa di San Giuseppe a Lahore con l'intenzione di preghiera per il rilascio di Rimsha. I circa mille fedeli intervenuti hanno anche osservato un giorno di digiuno. P. Pascal Paulus ha detto ai fedeli: "In queste circostanze dobbiamo essere saldi nella fede, pregare perché venga meno l'odio e si costruiscano amore e fratellanza nel nostro paese". P. Francis Nadeem, presidente del "Consiglio nazionale per il Dialgo interreligioso", ha ribadito "la fiducia in Dio Onnipotente che consola i cristiani durante persecuzioni e sofferenze". Dopo la celebrazione, molti fedeli musulmani hanno espresso solidarietà e sostegno alla comunità cristiana. (PA) (Agenzia Fides 3/9/2012)
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ASIA/PAKISTAN - I Vescovi: "Con la verità su Rimsha, tutto il Pakistan ne guadagna"
Islamabad (Agenzia Fides) - "Appurare la verità sul caso di Rimsha Masih, e sulle false accuse, è un guadagno non solo per la comunità cristiana, ma per tutto il Pakistan: sarà un beneficio per la democrazia, per la giustizia, per il rispetto della legalità e dei diritti di tutti i cittadini. False accuse di blasfemia, infatti, hanno colpito le minoranze religiose ma anche centinaia di cittadini musulmani": è quanto dichiara all'Agenzia Fides p. Emmanuel Yousaf, Direttore della Commissione "Giustizia e Pace" della Conferenza Episcopale del Pakistan, esprimendo, a nome di tutto l'Episcopato cattolico, "soddisfazione e speranza perché la verità e il bene vincano nella triste vicenda della piccola Rimsha".
P. Yousaf è stato presente questa mattina, 3 settembre, all'udienza nel Tribunale di Islamabad che tratta il caso e informa Fides che la Corte si è aggiornata a venerdì 7 settembre. "Siamo convinti - spiega - che venerdì Rimsha sarà libera. Il suo rilascio sarà una vittoria della verità ma sarà anche una vittoria per tutta la nazione. Il caso di Rimsha diverrà un caso esemplare: da tempo, infatti, i Vescovi e le minoranze religiose, i difensori dei diritti umani, segnalavano gli abusi di tale legge sulla blasfemia. Ora questa distorsione è sotto gli occhi di tutti".
Il Direttore della Commissione "Giustizia e Pace" nota che "non vi sono state manifestazioni di radicali islamici contro Rimsha o in difesa dell'imam arrestato. Anzi, importanti leader islamici come Tahir Ashrafi, del 'All Pakistan Ulema Council', hanno difeso Rimsha e denunciato gli abusi della legge sulla blasfemia, condannando pubblicamente l'imam e chiedendo che sia punito". Il mufti Naeem della moschea "Jamea Bin Nooria" di Karachi ha perfino espresso la disponibilità ad "accogliere ed accudire Rimsha e la sua famiglia", come gesto di solidarietà interreligiosa.
Come riferito a Fides, per dare un risalto nazionale, giuridico e culturale, alla vicenda di Rimsha e renderla un monito per tutti, l'avvocato cattolico Kahalil Tahir Sindhu ha chiesto che i 17 giudici della Corte Suprema del Pakistan emettano un pronunciamento "suo moto" (di propria iniziativa) ribadendo i punti nodali del caso. (PA) (Agenzia Fides 3/9/2012)
domenica 2 settembre 2012
Foglio Parrocchiale domenica 2 settembre 2012
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sabato 1 settembre 2012
ASIA/INDIA - Oltre 5.000 cristiani dell'Orissa in strada per chiedere giustizia
Bhubaneswar (Agenzia Fides) - Circa 5.000 cristiani sono scesi in strada in Orissa inscenando una manifestazione pacifica per chiedere giustizia, nell'anniversario dei massacri che colpirono la comunità cristiana nel distretto di Kandhamal nel 2008. Come informano fonti locali di Fides, la manifestazione è stata scandita da slogan e striscioni che chiedevano "giustizia, pace e armonia", mentre molti dei partecipanti si erano coperti la bocca con nastro adesivo nero, a significare il silenzio e l'emarginazione in cui sono stati relegati. Il corteo è stato autorizzato solo il giorno prima dalle autorità, che temevano la reazione di gruppi estremisti indù.
Al corteo ha partecipato S. Ecc. Mons. Sarat Nayak, Vescovo di Berhampur, che ha dichiarato pubblicamente: "La pace può venire solo quando è ristabilita la verità e la giustizia". P. Ajay Singh, attivista per i diritti umani dell'Orissa, ha spiegato:"Questo corteo intende rendere omaggio ai morti, chiedere giustizia, sicurezza e mezzi di sussistenza per le vittime. Serve ad attirare l'attenzione del governo e per incoraggiare le vittime a costruire solidarietà fra loro".
In un comunicato inviato all'Agenzia Fides, l'Ong "Christian Solidarity Worldwide", che monitora la condizione dei cristiani, commenta: "E 'importante ricordare che nel 2008 i massacri in Orissa si sono verificati otto mesi dopo una prima ondata di violenza, che era rimasta impunita. L'unico modo per fermare gli estremisti è garantire legalità e giustizia".
In un messaggio inviato a Fides, Mons. John Barwa, SVD, Arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar, in Orissa, definisce gli attacchi del 2008 in Kandhamal "crimini contro l'umanità", poichè "molto diffusi ed eseguiti con un'attenta pianificazione". In Orissa 100 cristiani furono uccisi e i profughi furono 56mila. (PA) (Agenzia Fides 1/9/2012)
Anche avvocati musulmani in sua difesa /"Liberate Rimsha": lettera dei Senatori USA al presidente Zardari
ASIA/PAKISTAN - "Rimsha è innocente e presto sarà libera": anche avvocati musulmani in sua difesa
Islamabad (Agenzia Fides) - "Rimsha è innocente, non ci sono prove contro di lei. Presto sarà libera". È fiducioso Paul Bhatti, Consigliere del Primo Ministro per l'Armonia nazionale e presidente della "All Pakistan Minorities Alliance" (APMA), sul caso della bambina cristiana accusata di blasfemia. Il procedimento a carico davanti a un tribunale di primo grado di Islamabad è stato per l'ennesima volta aggiornato al lunedì 3 settembre, anche perché il giudice è cambiato, mentre la custodia cautelare per la piccola era stata prolungata di 14 giorni. Ma l'andamento del procedimento - nonostante i discorsi infiammatori dell'avvocato di controparte - sembra in discesa: infatti, come riferito a Fides da Bhatti, la perizia operata dalla Commissione medica, che aveva definito Rimsha "minorenne e disabile mentale", è stata confermata dagli esperti. E a seguire il caso di Rimsha l'APMA ha nominato un team di cinque avvocati musulmani, tutti di grande levatura professionale, che operano insieme all'avvocato Tahir Naveed Chaudry. Vista la palese ingiustizia, visto il procedimento legale, visto il sostegno nell'opinione pubblica, nelle istituzioni e anche dei leader musulmani, il collegio difensivo esprime "massima fiducia in un esito positivo della vicenda".
Intanto la bambina resta in carcere: è affidata alle cure di una guardia carceraria donna, che la cura a la accudisce con amorevolezza, ma che non può fare a meno di notarne la sofferenza: la bimba è traumatizzata, piange spesso e cerca i genitori. (PA) (Agenzia Fides 1/9/2012)
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ASIA/PAKISTAN - "Liberate Rimsha": lettera dei Senatori USA al presidente Zardari
Islamabad (Agenzia Fides) - Un gruppo bipartisan di sei senatori americani ha scritto una lettera al presidente pakistano Asif Ali Zardari, chiedendo la liberazione di Rimsha Masih, la minorenne cristiano arrestato con l'accusa di blasfemia, e maggiore impegno per contrastare l'intolleranza religiosa in Pakistan. Nel testo della missiva, pervenuta a Fides, I senatori notano che occorre "garantire sicurezza e un trattamento equo, secondo la legge, a tutti i cittadini pakistani, indipendentemente dalla loro religione", ricordando che i recenti casi di discriminazione religiosa, compreso quello di Rimsha Masih, denotano "un peggioramento della situazione delle minoranze religiose nel paese. Il testo ricorda che, come nel caso di Rimsha, la legge sulla blasfemia "continua a perseguitare persone innocenti". "Sollecitiamo il vostro governo - si legge - a fare di più per prevenire gli abusi e le violenze commesse contro i cristiani, ahmadi, indù e altri minoranze religiose, così come verso membri della comunità musulmana".
I politici USA auspicano, dunque, che Zardari intraprenda "un serio sforzo per porre fine alla ingiusta detenzione di Rimsha. La missiva è stata firmata dai senatori Robert Menendez, Roy Blunt, Ben Cardin, Mark Kirk, Bob Casey, e Mike Johanns. (PA) (Agenzia Fides 1/9/2012)
La Vita Cattolica propone, ma le province unite formano una regione?
La proposta del settimanale diocesano «la Vita Cattolica» in Consiglio regionale
UDINE
(30 agosto, ore 15.30) - Due enti di area vasta, uno per la Venezia
Giulia e uno per il Friuli, al posto delle attuali 4 Province: un’area
metropolitana per Trieste e il suo hinterland, quindi, e una innovativa
Provincia di Aquileia, che nasca da un patto di sviluppo territoriale
tra Gorizia, Udine e Pordenone. Questa la proposta che oggi, giovedì 30
agosto, ha portato in Consiglio regionale il direttore de «la Vita
Cattolica», Roberto Pensa. Una posizione «storica» del settimanale
diocesano, da più di due decenni, che nasce anche dall’applicazione di
alcuni dei principali cardini della dottrina sociale della Chiesa.
Sussidiarietà: Regione «snella»Il primo obiettivo di una buona riforma istituzionale – dirà ai commissari il direttore Pensa – deve essere il decentramento di competenze e funzioni verso «il basso» da parte della Regione, agli enti pubblici in grado di esercitarle che siano più vicine al cittadino, quindi Comuni e Province. La Regione va, invece, focalizzata sulle funzioni (di assoluta preminenza e rilevanza) legislative, di alto indirizzo e di controllo delle autonomie locali, mantenendo naturalmente la gestione diretta dei servizi che per loro natura risultano indivisibili su scala regionale («in primis» la sanità).
No a enti di «nominati»La dottrina sociale evidenzia come essenziale la partecipazione del cittadino, come singolo o in associazione con altri, direttamente o a mezzo di propri rappresentanti, alla vita culturale, economica, sociale e politica della comunità civile cui appartiene. Questa non verrebbe senz’altro promossa trasformando le Province in enti di secondo grado, cioè non governati da rappresentanti eletti dai cittadini, ma «nominati» dai Comuni. Grande attenzione va posta poi al tema della fusione dei piccoli Comuni. È indiscutibile la necessità di associarsi per lo svolgimento dei servizi. Ma i piccoli Comuni, specie nelle aree montane, ma anche in pianura, sono un elemento fondamentale di aggregazione e di identità delle comunità locali. Vanno comunque mantenuti i municipi e le rappresentanze politiche, il cui costo, comunque, è irrisorio.
La Provincia di AquileiaPer bene comune la dottrina sociale della Chiesa intende «l’insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono sia alle collettività sia ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più celermente». Essendo la nostra Regione composta da due realtà culturali, sociali, economiche, sociologiche e linguistiche molto differenti, ne discende che ciascuna ha diritto di trovare un proprio assetto istituzionale peculiare. Trieste, incentrata sull’attività del porto e delle sue importanti istituzioni culturali e scientifiche, potrebbero trovare risposta nella forma dell’area metropolitana che unisce i livelli amministrativi comunale e provinciale. Per l’area friulana, invece, appare logica l’ipotesi di creare una unica Provincia del Friuli o comunque di avviare un processo federativo tra le Province di Gorizia, Pordenone e Udine, che mantenga l’identità dei singoli enti, ma che imponga la messa in comune di strategie e servizi. Non un «Grande Friuli», cioé la mera «annessione» a Udine delle altre Province, ma una realtà istituzionale nuova e policentrica che nasca da un patto territoriale. L’elemento storico unificante è quello delle comuni radici della Chiesa e del Patriarcato di Aquileia, nel cui ambito hanno trovato storicamente pari dignità tutti i territori che compongono il Friuli e le loro componenti culturali e linguistiche (i friulani, gli sloveni, i germanofoni, le comunità venetofone dell’Isontino, di Grado, Marano e della Destra Tagliamento). Il Friuli trarrebbe una grande utilità dall’affrontare unito le sfide della globalizzazione. Per cogliere queste opportunità, va pensato un ente di area vasta nuovo, che non concentra uffici, personale e competenze al centro, ma che, grazie alle tecnologie dell’informazione e ad assetti organizzativi decentrati (con assessorati distribuiti nelle tre Province), è in grado di lavorare a rete sul territorio, vicino ai cittadini, al tessuto sociale e imprenditoriale, là dove certe tematiche ed esigenze sono particolarmente sentite e sviluppate. Lo stesso capoluogo provinciale potrebbe essere posto non a Udine, ma in un altro luogo che identitariamente possa rappresentare il Friuli intero. Aquileia in primis.
Regione unita contro le disparitàInfine il principio della solidarietà: impegno primario della Regione (la cui unità non può essere messa in discussione) deve rimanere l’impegno forte per superare le diseguaglianze territoriali, economiche e sociali, che colpiscono le aree montane e quelle più acutamente soggette a processi di deindustrializzazione.
La proposta completa del settimanale è consultabile sul sito www.lavitacattolica.it alla sezione «Documenti».
A Molmenti il «Carati d'autore» lignanese
PREMIO AL CAMPIONE OLIMPICO
Daniele Molmenti, medaglia d'oro alle Olimpiadi
di Londra 2012 nella specialità canoa- kayak, ha ricevuto mercoledì 29
agosto a Lignano Sabbiadoro, alla Terrazza a Mare, il VII Premio Carati
d'autore. A Molmenti, il Premio è andato per «la caparbietà e la
tenacia, prettamente friulane, con le quali il campione di Cordenons ha
saputo condurre la propria preparazione dalle Olimpiadi di Pechino a
quelle di Londra». Alla domanda «Quando hai sentito che avresti vinto la
medaglia?», Daniele ha risposto: «A Pechino, quando, nell'altra
Olimpiade, l'avevo persa».
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