venerdì 5 ottobre 2012

La Canoa San Giorgio vince due titoli regionali U14


Nel doppio allievi B con Paulotto e Macor, in quello femminile con Burba e Fusco La Canottieri Lignano va a medaglia. L’otto sangiorgino sesto agli italiani ragazzi


Felicità, virtù economica

Il mercato non basta

di Luigino Bruni

 

L’Italia oggi ha un estremo bisogno di felicità pubblica. Pubblica felicità è una grande 'parola' della tradizione economica e civile italiana, che ha molte importanti cose da dire a questa nostra età. In una fase storica rivoluzionaria (il secondo Settecento) per molti versi simile a quella attuale, gli economisti italiani associando l’economia alla pubblica felicità volevano sottolineare tre aspetti.

1) Senza sviluppo economico i popoli non possono essere veramente felici e non escono mai dalla condizione del servo.

2) La felicità, sia quella pubblica sia quella personale, nasce dalle virtù, come dice anche la radice latina di felicitas, dove il prefisso fe è lo stesso di femina, fertile, fecondo: la felicità arriva solo coltivando la virtù, come i frutti dalla fatica e dalla cura della terra.

3) La felicità è un bene comune, perché mentre si può essere ricchi anche da soli (soprattutto se si hanno rendite), per essere felici occorre coltivare le relazioni, soprattutto i beni relazionali, politici, civili.

Questi tre messaggi, che provengono dalla nostra vena più ricca e profonda, sono di una attualità e urgenza assolute. Questa crisi non ci sta proprio dicendo che quando l’economia è in crisi, quando il lavoro manca ed è fragile, quando c’è recessione, è l’intera vita delle famiglie e dei popoli che diventa infelice? Non va mai dimenticato che l’economia può essere accostata a felicità solo se e solo quando l’economia e gli economisti conoscono e combattono le parole dell’infelicità, quelle che narrano di poca, sbagliata o troppa economia. L’abbandono delle virtù – il secondo messaggio – e la lode dei vizi hanno avuto e hanno gran parte nel declino economico, etico e politico del nostro Paese. I vizi ci sono sempre stati, ma il genio della nostra generazione è di averne trasformati parecchi (avidità, azzardo morale…) in virtù, eliminando così quella vergogna pubblica che è sempre stata il principale vaccino dei vizi.

E quando si lodano i furbi, quando hanno successo gli opportunisti e i cinici, quando si remunerano lautamente i percettori di rendite, si commette quello che per l’aquilano Giacinto Dragonetti era l’errore civile più grande: «Si nuoce di più con situar male le ricompense, che col sopprimerle» (1766). Infine il terzo cruciale messaggio: l’Italia ripartirà se sarà capace di un grande progetto comune. C’è oggi troppa ricerca di felicità private, che, come tutti i beni privati, sono rivali e a 'somma zero' (cioè la maggiore felicità dell’uno è a scapito di quella degli altri). La ricerca inutile di queste pseudo-­felicità 'contro', produce solo inimicizia civile, paura, insicurezza, noia e alla lunga frustrazione e malessere pubblico, e privato. La pubblica felicità ci dice invece qualcosa di diverso e di opposto: non si può essere felici da soli, e che l’infelicità degli altri ci riguarda, soprattutto l’infe-licità civile, come quella dovuta alla disoccupazione, che non è mai faccenda privata ma sempre pubblica essendo il lavoro al centro del patto sociale. Se riduciamo questa infelicità pubblica, aumentiamo la felicità di tutti e di ciascuno.

Oggi però all’Italia non basta un progetto comune: occorre anche un grande progetto pubblico. Fermeremo veramente il declino italiano non con più mercato capitalistico ma con più pubblico e più istituzioni locali, nazionali, europee e internazionali (per la finanza): all’economia italiana, da qualche decennio, manca soprattutto una politica industriale (vedi Taranto, Sulcis, Fiat e migliaia di altri casi meno noti), istituzioni più efficienti ed eque, governo del territorio e dei beni comuni, meno corruzione pubblica, una nuova classe politica e una nuova visione politica, una forte e decisa Europa politica. E mancando questi elementi, manca anche il mercato civile. È infatti solo una gran-de illusione, senza alcun supporto della migliore teoria economica, che l’Italia avrà un futuro migliore solo con più mercato e senza una vera alleanza con il pubblico e con le istituzioni. Le regioni più fragili del nostro Paese non ripartiranno mai economicamente e civilmente se mancherà una forte azione pubblica, che consentirebbe anche al mercato di svilupparsi. Il mercato è prima di tutto una istituzione sociale che ha bisogno di regole, controlli, pesi e contrappesi. Se non c’è buona politica il mercato non è mai buono, ma rafforza nuovi e vecchi feudi e vecchie e nuove rendite che poi impediscono al mercato stesso di funzionare e lo occupano.

Questi ultimi anni di fede quasi religiosa nei dogmi del mercato capitalistico for profit ci hanno mostrato tra l’altro che la corruzione privata e i suoi danni economici e sociali non sono meno gravi di quelli della corruzione pubblica, e che non c’è nessuna garanzia che manager iperpagati siano più efficienti e più equi di quelli pubblici (si pensi all’origine di questa crisi finanziaria). Basterebbero più trasparenza, regole, controllo democratico dal basso, più cultura civile. Sono anche convinto che se negli ultimi due decenni invece di privatizzare e svendere grandi imprese pubbliche, autostrade, suolo pubblico nei centri storici delle nostre città, telefonia, e molti beni comuni, avessimo soltanto fatto in modo che fossero gestiti meglio con più controllo civile e politico, oggi l’Italia sarebbe più forte e più capace di ripartire. Il mercato porta buoni frutti quando vive e cresce dentro un grande progetto comune e pubblico, e con istituzioni mature e forti. Le ferite dell’inefficienza e della corruzione del nostro passato non debbono produrre la più grande stoltezza di immaginare una buona società senza una forte presenza del pubblico. che non significa solo Stato, significa soprattutto società civile ma anche pubblica amministrazione locale e, sempre di più, Europa.

Ce lo dice la storia della Germania, della Francia, di buona parte del Nord del continente, non le storie ideologiche fondate su mercati immaginari che nessuno ha mai visto. Pubblica felicità, allora, per l’oggi e il domani del nostro Paese, ridando fiato a una tradizione nobile e grande, quella nata dal genio italiano, da cui sono sorti i Monti di Pietà, le Casse di Risparmio, la grande storia della cooperazione, i distretti industriali, Adriano Olivetti, il miracolo italiano di ieri e quello di domani.

 

(da Avvenire del 30 settembre 2012)© riproduzione riservata

 

Mara dolce Campionessa!

MESSAGGERO VENETO
VENERDÌ, 05 OTTOBRE 2012
 

 
Mara rivela: sono in dolce attesa

la Campionessa

Mara Navarria, la 27enne azzurra della scherma che ha partecipato alle Olimpiadi Londra, è stata premiata a Trieste da Emilio Felluga e Paolo Menis, presidenti regionali del Coni e della federazione scherma. Nell’occasione Mara ha rivelato di essere in dolce attesa.

giovedì 4 ottobre 2012

L'OMELIA DI MONS. DE ANTONI AD ASSISI



«L'Italia, ma anche il mondo intero, ha sete dello stile di vita che fu del nostro Santo Patrono. Tocca a noi praticarlo, a cominciare da chi tra noi è chiamato a pubbliche responsabilità nella Chiesa e nella società». Così il vescovo di Gorizia, mons. Dino De Antoni, nell'omelia per la festa di san Francesco ad Assisi. Al sindaco di Trieste, Cosolini, è spettato il compito di accendere la sacra lampada. LE FOTO
TONDO: È TEMPO DI RICOSTRUIRE LA "CASA COMUNE".
FRANZ: QUI A DIMOSTRAZIONE DELLA GRANDE FEDE DEL FVG

PROVINCIA DONA AI FRANCESCANI LIBRI SU S.CROMAZIO E PATRIARCATO

mercoledì 3 ottobre 2012

il portale della Diocesi: Tondo e pellegrini offrono l'olio ad Assisi

Diocesi e Regione «accendono» insieme la luce di Assisi   versione testuale
Oltre 800 pellegrini con Tondo e i vescovi della regione nella città di San Francesco

UDINE (2 ottobre, ore 16) - La tradizione vuole che una delle regioni d’Italia, a turno, offra l’olio per alimentare la lampada che brilla accanto alla tomba di San Francesco d’Assisi (nella foto). Ebbene, a portarlo in dono quest'anno sarà il Friuli-Venezia Giulia. Regione e Diocesi, insieme, saranno protagoniste delle attese celebrazioni in programma nella città del Santo patrono d'Italia mercoledì 3 e giovedì 4 ottobre.
Il pellegrinaggio – intitolato «Con Francesco, varchiamo le porte della fede» – sarà guidato dai Vescovi delle quattro diocesi. Con loro le istituzioni – sia regionali, con in testa il presidente, Renzo Tondo che locali –, e sopratutto tanti pellegrini, oltre 800. Numeri significativi che padre Luigi Bettin, delegato diocesano, snocciola con emozione.
 
Un duplice significatoDuplice dunque il significato di questo pellegrinaggio, «innanzitutto religioso – spiega mons. Guido Genero, vicario generale dell’Arcidiocesi –, collegato alla figura del serafico padre di Assisi», ma anche civile «che chiama le autorità e tutto il popolo d’Italia – anche quello non credente – a riconoscere in San Francesco e in Santa Caterina le due figure che hanno dato unità spirituale alla patria italiana e restano ancora modelli di una nostra identificazione che, se anche comporta la fede cristiana, riporta però il genio tipico dell’Italia, con le sue caratteristiche – in particolare quelle mistiche – che sono ancora oggi valide per dare un supplemento d’anima anche alla nostra Regione nel contesto dell’Italia e dell’Europa». E questo vale ancora di più oggi «perché tornare ad Assisi è tornare alla dimensione più tenace del nostro sentire comune che ci può aiutare anche nella difficile crisi di questo tempo».
 
Tondo: «Ritrovare coesione»E anche il pensiero del presidente della Regione, Renzo Tondo, va alla crisi economica «alla mancanza e alla perdita del lavoro che si abbatte sul destino delle persone, delle famiglie, dei giovani. Si sentono tante proposte, tante ricette, ma nessuna potrà veramente funzionare se il Paese non ritroverà la coesione, se non si affermerà in ciascuno di noi lo spirito di solidarietà e di servizio. La testimonianza di San Francesco ci indica il cammino». Un cammino che però «deve partire prima di tutto – sottolinea Tondo – da una conversione interiore, come ci ha insegnato Francesco. Non dobbiamo aspettare che gli altri facciano il primo passo, ma chiederci quale contributo possiamo dare alla ricostruzione della casa comune». Richiamando poi l’episodio in cui il Santo – in preghiera di fronte al crocifisso di San Damiano – udì una voce che diceva: «Va’ e ripara la mia casa che sta andando in rovina», il presidente ha ricordato «che più di una volta, nella sua storia recente, il Friuli - Venezia Giulia è stato capace, con la solidarietà e l’umiltà, di riparare la casa che era andata in rovina. La ricostruzione materiale dopo il terremoto del 1976, ma anche la ricostruzione morale della convivenza civile fra minoranze dopo le tragedie consumatesi a Trieste e sul confine orientale durante e dopo la Seconda guerra mondiale».
 
Franz: «Occasione unica»Il pellegrinaggio ad Assisi è poi per il presidente del Consiglio regionale, Maurizio Franz, «un’importante occasione in cui Autorità civili ed ecclesiastiche si riuniranno sotto il segno della cristianità per sottolineare con forza quelle che sono le autentiche radici della nostra società». «Il fatto – conclude Franz – che per un anno intero la lampada accanto alla tomba di San Francesco, brillerà con l’olio offerto dagli abitanti del Friuli Venezia Giulia incorona idealmente la nostra Regione quale centro della spiritualità nazionale, ruolo che vogliamo esercitare al meglio dando seguito alla straordinaria importanza religiosa avuta quando il Patriarcato di Aquileia rappresentò la più grande diocesi di tutto il Medioevo europeo».
Preghiera legata alla liturgia nella Chiesa.
Benedetto XVI: preghiera legata alla liturgia nella Chiesa
Il posto della preghiera nella vita di ogni credente è stato il tema al centro della catechesi di Benedetto XVI nell'udienza generale del mercoledì, svoltasi quest'oggi in Piazza San Pietro. Il Papa ha sottolineato come solo in Cristo possiamo dialogare con Dio Padre come figli. Per questo la preghiera cristiana consiste nel guardare costantemente e in maniera sempre nuova a Cristo, parlare con Lui, stare in silenzio con Lui, ascoltarlo, agire e soffrire con Lui. Ma non dimentichiamo -- ha aggiunto -- che Cristo lo scopriamo, lo conosciamo come Persona vivente, nella Chiesa. Così, partecipando alla liturgia, facciamo nostra la lingua della madre Chiesa, apprendiamo a parlare in essa e per essa. Naturalm ...
ASIA/PAKISTAN - Il governo del Sindh concede un terreno alle Suore di Gesù e Maria

Karachi (Agenzia Fides) - Il governo della provincia del Sindh (nel Sud del Pakistan) ha dato in comodato gratuito alle Suore di Gesù e Maria un terreno nel centro di Karachi per un periodo di 99 anni. Nel corso di una cerimonia tenutasi nei giorni scorsi, Ishrat ul Ebad, governatore del Sindh, ha consegnato i documenti ufficiali a suor Maria Langan e suor Berchmanns Conway, rappresentanti delle congregazione. Come riferito a Fides, il terreno è stato presentato dal governo come "dono gratuito", in riconoscimento del lavoro educativo delle Suore di Gesù e Maria in Pakistan. Consentirà alle religiose di ampliare e consolidare la scuola femminile che gestiscono Karachi dal 1952.
Il governo del Sindh ha compiuto gesti significativi di apprezzamento per il lavoro della Chiesa cattolica in Pakistan. Tre ospedali cattolici in Sindh sono stati esentati dalle tasse di proprietà. Il governo è in procinto di concedere un'esenzione fiscale a 40 scuole gestite dalla diocesi di Hyderabad nelle aree urbane economicamente depresse e per le popolazioni indigene nel deserto del Thar. Di recente ha dato a 30 famiglie tribali del gruppo etnico parkari koli, colpite dalle alluvioni, quattro acri di terra e nuove case, che rientrano in un programma di aiuto avviato dall'ospedale cattolico Sant'Elisabetta di Hyderabad. Il governatore ha elogiato il ruolo e la presenza della Chiesa cattolica come parte integrante della società pakistana,
Le Suore di Gesù e Maria sono giunte nel subcontinente indiano 1856 (ben prima della partizione fra India e Pakistan) e hanno avviato scuole a Lahore, Karachi, Islamabad, Mariakhel, Murree e Toba Tek. Nelle loro scuole hanno studiato l'ex primo ministro Benazir Bhutto, Asma Jehangir, Presidente della Commissione per i diritti umani del Pakistan, Tehmina Janjua, ambasciatore del Pakistan in Italia, e altre eminenti personalità politiche musulmane. (PA) (Agenzia Fides 3/10/2012)

Da facebook arriva un appello a visitare Israele

Questa è la settimana di Sukkot, o festa delle Capanne. In Israele sono previsti moltissimi eventi speciali, feste e manifestazioni. Gerusalemme oggi, ad esempio, ospita la tradizionale Benedizione Sacerdotale al Muro del Pianto. Gli altri appuntamenti scoprili sul nostro sito http://www.goisrael.it/Tourism_Ita/Articles/Attractions/Pagine/Sukkot-in-Israele.aspx

Foglio parrocchiale domenica 30 settembre



lunedì 1 ottobre 2012

Tra i cristiani cresce l'esasperazione

AFRICA/KENYA - "Non è guerra di religione, ma i cristiani sono esasperati mentre le vignette contro il Profeta ci danneggiano" dicono fonti della Chiesa

Nairobi (Agenzia Fides) - "Non siamo alla guerra di religione, ma i cristiani si stanno esasperando per gli attentati contro i loro luoghi di culto" dicono all'Agenzia Fides fonti della Chiesa locale da Nairobi, chiedendo l'anominato per ragioni di sicurezza. Nella capitale ieri due bambini sono morti in un attentato con esplosivo contro la chiesa anglicana di San Policarpo.
"L'attentato ha colpito un salone di catechismo, si sono perciò voluti colpire dei bambini. Il quartiere dove si trova la chiesa è vicino ad un altro soprannominato Piccola Mogadiscio" riferiscono le nostre fonti, che ricordano tra l'altro che "sta crescendo tra la popolazione keniana un senso di insicurezza per i continui arrivi di rifugiati non solo dalla Somalia, ma pure da Sud Sudan ed Etiopia, spinti in Kenya dalla carestia o dalla guerra. Dai campi per rifugiati nelle zone di confine, molti di loro si trasferiscono nelle grandi città del Kenya. I cittadini lamentano l'aumento dei livelli di criminalità legati a questo fenomeno".
Tornando all'attentato di ieri le fonti di Fides ricordano che "sia i Vescovi sia i politici insistono che non siamo di fronte ad una guerra di religione, ma ad una questione politica, legata all'intervento del Kenya in Somalia. Quest'ultimo attentato è visto quindi come una reazione alla conquista di Chisimaio, l'ultimo bastione degli Shabaab nel sud della Somalia, da parte delle truppe keniane con l'appoggio di quelle dell'Unione Africana (vedi Fides 28/9/2012).
"Negli ultimi giorni la polizia ha sequestrato grandi quantità di esplosivi trasportate da persone che si muovevano in auto e su autobus. C'è quindi tutto un movimento di cellule estremiste che stanno facendo arrivare a Nairobi e in altre aree del Paese, degli esplosivi per un'ondata di attentati".
"D'altro canto - aggiungono le fonti di Fides - per gli estremisti musulmani la Chiesa viene vista legata all'occidente, come lo stesso governo del Kenya, che ha stretto alleanze con diverse potenze occidentali. Le chiese sono quindi attaccate perché sono un 'soft target', un bersaglio facile e poco protetto. Colpire una chiesa assume subito una dimensione internazionale perché è una notizia che viene ripresa dai media di tutto il mondo".
"Se è vero quindi che è ancora difficile parlare di guerra di religione, la diffusione del video in dispregio del Profeta e delle vignette di un giornale francese stanno peggiorando le cose. Coloro che diffondono questi materiali sono persone irresponsabili che non pensano alle conseguenze delle loro azioni: in altre parti del mondo persone innocenti muoiono" affermano le fonti di Fides, che fanno un esempio concreto. "Dopo gli incidente di Mombasa, scaturiti all'indomani dell'uccisione di un predicatore estremista (vedi Fides 28/8/2012)), si era instaurato un buon rapporto di collaborazione tra la Chiesa e l'associazione dei leader musulmani per invitare le due comunità alla calma, alla riconciliazione e al dialogo. Dopo l'apparizione del famigerato video e delle vignette, i leader musulmani hanno interrotto questi incontri, perché si sentono offesi da tali materiali".
"La situazione è dunque complessa. Non siamo alla guerra di religione ma è anche vero che di fronte a questi attacchi, tra i cristiani cresce l'esasperazione. Dopo l'attentato di ieri alcuni giovani cristiani si stavano organizzando per andare ad assalire la moschea del quartiere" concludono le fonti. (L.M.) (Agenzia Fides 1/10/2012)

domenica 30 settembre 2012

Domenica 30 settembre 2012


   XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Num 11,25-29)
Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo!

Dal libro dei Numeri

In quei giorni, il Signore scese nella nube e parlò a Mosè: tolse parte dello spirito che era su di lui e lo pose sopra i settanta uomini anziani; quando lo spirito si fu posato su di loro, quelli profetizzarono, ma non lo fecero più in seguito.
Ma erano rimasti due uomini nell’accampamento, uno chiamato Eldad e l’altro Medad. E lo spirito si posò su di loro; erano fra gli iscritti, ma non erano usciti per andare alla tenda. Si misero a profetizzare nell’accampamento.
Un giovane corse ad annunciarlo a Mosè e disse: «Eldad e Medad profetizzano nell’accampamento». Giosuè, figlio di Nun, servitore di Mosè fin dalla sua adolescenza, prese la parola e disse: «Mosè, mio signore, impediscili!». Ma Mosè gli disse: «Sei tu geloso per me? Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 18)
Rit: I precetti del Signore fanno gioire il cuore.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze, chi le discerne?
Assolvimi dai peccati nascosti.

Anche dall’orgoglio salva il tuo servo
perché su di me non abbia potere;
allora sarò irreprensibile,
sarò puro da grave peccato.

SECONDA LETTURA (Giac 5,1-6)
La vostre ricchezze sono marce.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Ora a voi, ricchi: piangete e gridate per le sciagure che cadranno su di voi! Le vostre ricchezze sono marce, i vostri vestiti sono mangiati dalle tarme. Il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si alzerà ad accusarvi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni!
Ecco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato, grida, e le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore onnipotente.
Sulla terra avete vissuto in mezzo a piaceri e delizie, e vi siete ingrassati per il giorno della strage.
Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non vi ha opposto resistenza.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 17,17)
Alleluia, alleluia.
La tua parola, Signore, è verità;
consacraci nella verità.
Alleluia.

VANGELO (Mc 9,38-43.45.47-48)
Chi non è contro di noi è per noi. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

Parola del Signore

 

sabato 29 settembre 2012

ASIA/LIBANO - La Chiesa maronita: nuova legge elettorale e diritto di voto per i libanesi all'estero

Bkerkè (Agenzia Fides) - Il dibattito sulla legge elettorale è "una priorità assoluta". Va accantonato il modello del 1960, utilizzato alle ultime elezioni del 2009, perchè non garantisce "un'equa rappresentanza dell'elettorato". E soprattutto, la nuova legge dovrà accordare agli espatriati il diritto di voto, nel rispetto della parità tra musulmani e cristiani, sancita dalla Costituzione. Sono alcune indicazioni contenute in un intervento dell'Episcopato maronita, riunito in questi giorni sotto la presidenza del Patriarca Béchara Boutros Raï. I Vescovi rimarcano l'urgenza di una riforma elettorale che "assicuri la libertà del voto" e punti a "salvaguardare il risultato elettorale da ogni potenziale manipolazione".
In un comunicato pervenuto all'Agenzia Fides, l'assemblea chiede misure concrete per garantire la piena democraticità del voto, previsto a giugno 2013: istituire una commissione indipendente incaricata di monitorare lo scrutinio; garantire la piena libertà d'accesso ai media per tutti i candidati; contrastare la compravendita di voti.
Nel dibattito sulla legge elettorale, in vista delle prossime consultazioni politiche, si contrappongono con crescente animosità i blocchi politici libanesi. La legge elettorale in vigore alle elezioni del 2009 era caratterizzata da un sistema maggioritario secco e dalla divisione del Libano in numerose circoscrizioni elettorali di piccole dimensioni (corrispondenti grosso modo ai distretti qada'), caratterizzate da forte omogeneità confessionale. Tale modello ora viene considerato inadeguato dalla gran parte delle sigle politiche. Ipotesi proporzionaliste, sostenute dagli sciiti Hezbollah, si oppongono a progetti basati su piccole circoscrizioni elettorali, come quello presentato dal partito delle Forze libanesi (FL) di Samir Geagea. (GV) (Agenzia Fides 29/9/2012)
L'Arcivescovo mons. Mazzocato ha incontrato i catechisti   versione testuale
"Prima d'insegnare ai ragazzi dovete essere voi i veri credenti"

UDINE - (29 settembre, ore 17) - “Catechisti, prima d’insegnare la fede ai ragazzi dovete essere voi dei veri credenti”. L’arcivescovo di Udine si è rivolto così ai numerosi catechisti giunti in cattedrale a Udine per l’incontro con mons. Mazzocato, sabato pomeriggio, durante il quale è stata presentata anche la nuova lettera pastorale. Un momento di preghiera e riflessione in cui il presule ha sottolineato, più volte, che “genitori ed educatori devono mostrare per primi di credere, non con le parole ma con la loro vita spirituale. I bambini non pretendono che siate perfetti – ha proseguito – ma che siate cristiani. E questo significa prendere sul serio il cammino della fede con tutte le sue debolezze e fatiche”. Mons. Mazzocato ha ricordato anche che “essere genitori e catechisti è un’occasione privilegiata per crescere nella propria santità perché i ragazzi stimolano continuamente a crescere nella fede e nell’amore”.


venerdì 28 settembre 2012

ASIA/INDIA - Film di Bollywood: tagliate le scene blasfeme verso i cristiani

Mumbai (Agenzia Fides) - Le scene ritenute "blasfeme" riguardanti persone e simboli della fede cristiana, contenute nel film di Bollywood "Kamaal Dhamaal Malamaal" (vedi Fides 27/9/2012), saranno eliminate prima dell'uscita nelle sale: lo ha assicurato il "Censor Board", organismo di controllo delle pellicole cinematografiche in India. Come riferiscono fonti cattoliche dell'Agenzia Fides, i produttori del film hanno accettato il richiamo ricevuto e, con un atto di autodisciplina, hanno deciso di eliminare dal film le scene incriminate.
In un comunicato inviato a Fides, gruppi cattolici come "Catholic Secular Forum" (CSF), "Association of Concerned Catholics" (AOCC), "Maharashtra Christian Youth Forum" (MCYF), "Catholic Residents Organization for Social Services" (CROSS), "Catholics for Preservation of Faith" (CPF), che due giorni fa avevano inscenato una manifestazione di protesta pacifica a Bombay, hanno accolto con soddisfazione l'esito della vicenda e hanno sospeso ogni manifestazione, nonchè l'intenzione di denunciare i produttori per "blasfemia". Sul film si erano espressi anche i Vescovi indiani, comunicando a Fides "forte disappunto" e chiedendo alle autorità preposte un intervento per la tutela dei simboli religiosi. (PA) (Agenzia Fides 28/9/2012)

martedì 25 settembre 2012

Quel battesimo previsto tra pochi giorni


Il figlio più piccolo ha solo 4 mesi. La vittima tornava da una messa in memoria della madre

giovedì 20 settembre 2012

ASIA/SIRIA - Migliaia di bambini non possono tornare a scuola

Damasco (Agenzia Fides) - In Siria l'anno scolastico dovrebbe iniziare questa settimana, ma la realtà della guerra civile che sta vivendo il paese non permette a migliaia di bambini di frequentare le lezioni. Oltre 2 mila delle 22 mila scuole del paese sono state danneggiate o distrutte. Intanto il governo libanese sta lavorando per cercare una sistemazione nelle scuole pubbliche per 32 mila piccoli profughi. Nel campo Zaatari, in Giordania, l'Unicef è impegnata nella costruzione di una scuola per oltre 5 mila studenti. (AP) (20/9/2012 Agenzia Fides)

mercoledì 19 settembre 2012

ASIA/TURCHIA - Il governo turco finanzia i restauri della chiesa rupestre di San Pietro ad Antiochia

Antiochia (Agenzia Fides) - Domenica 16 settembre, alla presenza del ministro turco della giustizia Sadullah Ergin, è iniziato il restauro della chiesa rupestre di San Pietro ad Antiochia. Lo conferma all'Agenzia Fides il francescano cappuccino p. Domenico Bertogli, parroco della locale chiesa cattolica di rito latino, curatore del periodico intitolato «Cronaca di Antiochia ». I lavori, finanziati dalle istituzioni pubbliche turche, dureranno circa un anno, secondo un progetto approvato dalla direzione regionale dei monumenti storici della provincia di Adana. La parte più impegnativa dell'opera di restauro consisterà nella messa in sicurezza della chiesa e dell'intera area. Il monte Silpius, sul cui fianco si apre quella che è conosciuta anche come la Grotta di San Pietro, è una montagna friabile e si sta sgretolando. Cresce il pericolo di caduta massi. Per questo tutta la grotta sarà 'ingabbiata' con travi di acciaio, verrà ripulita internamente e verranno realizzate anche misure di protezione per i mosaici. Nell'area sottostante alla Grotta è prevista la realizzazione di un parcheggio con bar e alcuni negozi di souvenir per turisti e pellegrini.
Dal 1967, per volere di Papa Paolo VI, si può lucrare l'indulgenza plenaria visitando in pellegrinaggio la grotta santa, unica traccia storica rimasta dell'antica Antiochia cristiana, la "Regina d'Oriente che gareggiava con Roma", Alessandria, Gerusalemme e Costantinopoli ai tempi della Pentarchia. La chiesa rupestre conserva ancora la fisionomia che le diedero i crociati, che conquistarono Antiochia nel 1098. Ma già i bizantini avevano trasformato in cappella il luogo dove si incontravano i primi cristiani nei periodi di persecuzione, nella città dove per la prima volta i discepoli di Gesù furono chiamati cristiani e dove fu Vescovo san Pietro, prima di venire a Roma.
Lo stato di abbandono della Grotta di Pietro, reso ancora più avvilente da rozzi restauri precedenti, era stato segnalato negli ultimi lustri dalle comunità cristiane della città. In tempi recenti sono comunque aumentati i pellegrinaggi e anche le Messe e le celebrazioni ecumeniche, officiate nell'umida e malmessa chiesa rupestre. Patriarchi e Vescovi sono sempre presenti alle celebrazioni che vi si svolgono in occasione della solennità dei Santi Pietro e Paolo. Padre Bertogli smentisce le voci circolate sulla stampa turca secondo cui in tempi recenti sarebbero aumentate le difficoltà burocratiche per accedere alla grotta da parte dei gruppi di pellegrini: "Ora l'area verrà chiusa per i restauri. Ma finora bastava semplicemente dare avvertenza previa alla polizia e alle istituzioni competenti che si intendeva visitare la Grotta e celebrarvi la Messa. Per lo Stato turco essa è semplicemente una succursale del museo di Antiochia. Normalmente, per accedervi, occorre pagare il biglietto. Sarebbe bello che in futuro si tenesse sempre più in conto che quel luogo è una importante memoria cristiana, riservandolo al culto per le comunità cristiane". (GV) (Agenzia Fides 19/9/2012).

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martedì 18 settembre 2012

ASIA/SIRIA - I cristiani formano "comitati popolari" armati per prevenire le violenze

Homs (Agenzia Fides) - Le comunità cristiane in Siria, dopo le ripetute violenze subìte da bande armate, spesso gruppi jihadisti, hanno iniziato a organizzare, in diverse località, "comitati popolari dissuasivi", formati da giovani cristiani armati, che intendono prevenire il banditismo e la violenza e difendere i loro quartieri. Le comunità cristiane hanno subìto abusi, rapimenti, violenze, uccisioni, furti, violazioni di proprietà nella cosiddetta "Valle dei cristiani" (Siria occidentale), nel centro storico di Aleppo, nel quartiere di Damasco "Jaramana", in altri villaggi come Qusayr e Rableh (nell'area di Homs). Nonostante i ripetuti appelli dei Vescovi siriani, che hanno più volte invitato i fedeli a "non prendere le armi" e ad "avere pazienza", tali gruppi difensivi hanno iniziato a formarsi soprattutto in seno alle comunità greco-ortodossa e armena, che "hanno avvertito la necessità di difendersi". Come spiegano fonti di Fides in Siria, "non si tratta di milizie o gruppi combattenti, ma solo di gruppi di sentinelle che sorvegliano e garantiscono la sicurezza delle aree cristiane".
Intanto l'Arcivescovado siro-cattolico di Homs, nel quartiere al-Hamidiyah, nel centro storico della città, è stato dato alle fiamme. L'Arcivescovo siro-cattolico Georges Kassab, i preti e i fedeli della comunità hanno espresso a Fides il loro sdegno per "un atto ingiustificato". Nella notte del 13 settembre, riferiscono fonti di Fides, un gruppo di circa dieci militanti non identificati si è introdotto nella struttura, da mesi chiusa e abbandonata a causa dei combattimenti fra ribelli e forze lealiste. I militanti hanno versato numerose taniche di benzina e poi hanno appiccato il fuoco, che sembra "una rivalsa per motivi ignoti". (PA) (Agenzia Fides 18/9/2012)

lunedì 17 settembre 2012



Benedetto XVI ha lasciato il Libano dall'aeroporto internazionale di Beirut, e nel suo ultimo discorso, ha voluto ringraziare "particolarmente" i rappresentanti delle comunità musulmane, perché la loro presenza agli incontri pubblici del viaggio, ha contribuito alla sua riuscita. "Il mondo arabo e il mondo intero avranno visto -- ha spiegato il Papa - in questi tempi agitati, dei cristiani e dei musulmani riuniti per celebrare la pace".
"Possa il Libano -- si è augurato Benedetto XVI - continuare ad essere uno spazio in cui gli uomini e le donne vivano in armonia e in pace gli uni con gli altri per offrire al mondo non solo la testimonianza dell'esistenza di Dio, ma ugualmente quella della comunione tr ... More