mercoledì 14 novembre 2012

Sembra Cividale ma sarà anche a San Giorgio!

Antonio Caprarica a Cividale

   
Il giornalista, venerdì 16 alle 18.30, presenterà nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti i suoi ultimi libri, tra corte reale inglese e Olimpiadi. E sabato 17 replica a San Giorgio

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Olimpiadi e sport. Ma anche terre, manieri, cavalli e cappelli: ricchezze, passioni e stravaganze degli aristocratici inglesi. Di questo si parlerà con Antonio Caprarica a Cividale del Friuli venerdì 16, alle 18.30, nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti, in Borgo di Ponte.

Leggi l'articolo de ilfriuli.it
Benedetto XVI: contro l'ateismo, la bellezza della creazione.
Benedetto XVI: contro l'ateismo, la bellezza della creazione
Le tre vie per rispondere all'ateismo, allo scetticismo e all'indifferenza verso Dio, sono la contemplazione della bellezza della creazione, la scoperta dell'"aspirazione all'infinito" che ogni uomo porta dentro, e la testimonianza di una fede che nasce dall'incontro con Cristo. Le ha indicate Benedetto XVI, questa mattina, nella catechesi dell'udienza generale, tenuta in Aula Paolo VI, davanti a più di 9000 fedeli.
Davanti all' ateismo "pratico" che non nega le verità di fede , ma le ritiene irrilevanti per l'esistenza quotidiana, ha spiegato il Papa, sempre più spesso, oggi, "il credente deve essere capace di dare ragione della sua fede". E può farlo innanzitutto indicando il mondo e la creazione. ...
ASIA/SIRIA - Emergenza sanitaria: casi di peste a Homs

Homs (Agenzia Fides) - A Homs la situazione sanitaria è ad alto rischio: si sono registrati casi di infezioni e di peste bubbonica. E' l'allarme lanciato da un gruppo di 20 civili cristiani che vivono nei pressi del convento dei Gesuiti, nel centro storico della città. I diversi quartieri del centro, come Khalydye, Hamidiye e Bustan Diwan, si sono svuotati dopo l'evacuazione dei civili, avvenuta nei mesi scorsi, a causa degli scontri fra miliziani ribelli e forze dell'esercito regolare. Secondo fonti di Fides, attualmente sarebbero rimaste oltre 80 persone sparse nei vari edifici, che non hanno voluto lasciare le proprie case, nonostante i forti rischi. Venti cristiani vivono nei pressi del convento dei Gesuiti di Al Moukhalless, dove resta un solo Gesuita. Il gruppo sperimenta "solidarietà, spirito di fraternità e condivisione del pane". Come riferito a Fides, alcuni del gruppo (come un farmacista) segnalano la grave situazione sanitaria: i cadaveri rimasti sotto le rovine, la polvere e la sporcizia, gli animali randagi, hanno prodotto infezioni visibili su animali e sugli uomini, con l'alto rischio che in città possa scoppiare una epidemia di peste.
Nei giorni scorsi un team della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, dopo vari negoziati con le parti in lotta, è riuscito a entrare nella città vecchia di Homs, portando aiuti alimentari e medicinali. Le due organizzazioni umanitarie hanno espresso grande preoccupazione per la condizione dei civili. Parlando a Fides, Rabab Al-Rifai, del team della Croce Rossa in Siria, ha spiegato: "La nostra visita a Homs era la prima autorizzata ad una delegazione umanitaria dopo mesi. E' durata poche ore ma abbiamo visto feriti, anziani e malati in stato di estrema necessità. Abbiamo consegnato aiuti e kit medici per circa un centinaio di civili nel quartiere di Hamidiye, ma non è stato possibile fare visite mediche più accurate e approfondite. E' evidente, però, che col passare del tempo l'emergenza umanitaria si aggrava". Sui 33 quartieri amministrativi in cui è divisa la città di Homs, sono attualmente sotto controllo dei ribelli dell'Esercito Siriano Libero e sono zone di combattimenti i quartieri di Khalydye, Bustan Diwan, Hamidiye, Salibi, Warcheh, Bab Houd, Bab Dreib, Jouret Shiyah. Nelle altre parti della città la vita si va lentamente riprendendo. (PA) (Agenzia Fides 13/11/2012)

domenica 11 novembre 2012

Benedetto XVI: C'è un'unità inscindibile tra fede e carità..
Benedetto XVI: C'è un'unità inscindibile tra fede e carità.
"Sulla bilancia della giustizia divina non si pesa la quantità dei doni, bensì il peso dei cuori". Lo ha sottolineato oggi Benedetto XVI, citando le parole di Papa San Leone Magno, di cui ieri si è celebrata la memoria. A guidare i pensieri del Pontefice la Liturgia della Parola di questa domenica, che ci presenta l'esempio di due vedove: la prima nel Libro dei Re, la seconda nel Vangelo. Entrambe lasciano ai giorni nostri un prezioso insegnamento sulla fede: esiste, infatti, "un'unità inscindibile tra fede e carità, come pure tra l'amore di Dio e l'amore del prossimo". "Dio chiede sempre la nostra libera adesione di fede -- ha precisato Benedetto XVI -- che si esprime nell'amore per Lui e per il prossi ...

sabato 10 novembre 2012

Il giusto orgoglio della Canoa!



La Canoa San Giorgio tra i migliori club d’Italia

Un’altra stagione esaltante per la società del presidente Scaini Titoli assoluti per Roson e Del Ponte e una pioggia di tricolori di categoria

L'arcivescovo incontra i giovani a Rivignano

Ieri sera c'era anche lo scriba alla veglia che il vescovo di Udine ha guidato nel Duomo di Rivignano....poche chiacchiere e molta concentrazione nella preghiera. Alla fine il regalo di una preghiera composta dall'arcivescovo.
Il Duomo pieno di giovani provenienti dalla forania della bassa, ha visto la presenza di meno di 10 giovani di San Giorgio di Nogaro...Stare vicino a loro e aiutarli è una priorità di questi tempi...


venerdì 9 novembre 2012

250000!

ASIA/GIORDANIA - Il direttore di Caritas Giordania: i profughi siriani sono 250 mila, ne assistiamo più di 50mila, e tra i bambini è già "emergenza psicologica"

Amman (Agenzia Fides) - Il numero di profughi siriani che hanno trovato rifugio in Giordania ha raggiunto la soglia dei 250mila. E se il conflitto tra lealisti del governo Assad e ribelli non trova soluzione, potrebbero diventare mezzo milione entro aprile 2013. I dati e le proiezioni forniti all'Agenzia Fides dal 38enne Wael Suleiman, direttore di Caritas Giordania, descrivono da soli la catastrofe umanitaria che rischia di essere innescata come effetto collaterale dalle atrocità della guerra civile siriana.
L'ultimo report appena redatto da Caritas Giordania conferma che ogni giorno varcano il confine col Regno hashemita almeno 4/500 siriani in fuga. La media mensile degli arrivi negli ultimi tempi ha raggiunto le 12/15mila unità. Il 75% delle persone accolte nei campi e nei centri di assistenza è rappresentato da donne e bambini.
Nel campo profughi più grande, quello di Zaatari, la situazione è esplosiva. Lì, in un'area desertica, quasi 40mila profughi vivono in condizioni al di sotto della dignità umana. Suleiman spiega a Fides: "Abbiamo detto ai funzionari dell'Onu che quel campo andrebbe chiuso. I profughi, una volta entrati, non possono più uscire. Adesso è iniziato l'allestimento di un altro campo a 22 chilometri da Zarqa, che dovrebbe entrare in funzione ai primi di dicembre, dotato di quelle infrastrutture di base che a Zaatari non esistono".
Proprio oggi, 9 novembre, il Card. Robert Sarah - Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, inviato del Santo Padre - incontra a Beirut i rappresentanti di circa venti agenzie cattoliche operanti in Medio Oriente per coordinare l'impegno umanitario della Chiesa cattolica nella regione. In Giordania, i 120 addetti e i 1000 volontari della Caritas forniscono assistenza diretta a più di 52mila rifugiati siriani, con una attenzione particolare ai più deboli e ai bambini. "Con il sostegno della Caritas polacca - spiega Suleiman - stiamo lavorando a un progetto per affrontare l'emergenza psicologica di tanti fanciulli che rischiano di rimanere segnati per tutta la vita dalle cose terribili che hanno visto".
L'impegno di Caritas Giordania sul fronte del dramma siriano è iniziato già nel novembre 2011. Suleiman si rallegra dell'iniziativa del Papa che ha inviato in Libano il Card. Sarah per manifestare la vicinanza della Santa Sede alle popolazioni colpite dal conflitto siriano. Nel contempo, il direttore della Caritas giordana si rammarica che non si sia potuta realizzare la visita in Siria della delegazione che era stata annunciata durante il Sinodo. "Il popolo siriano" dice a Fides Wael Suleiman "sta aspettando qualcuno che possa almeno tentare di portare la pace. Le persone stanno perdendo la speranza e aspettano qualcuno che le aiuti. E la Chiesa su questo piano può fare molto. Me ne sono accorto quando ho accompagnato il Vescovo Maroun Lahham in una sua visita al campo di Zaatari. Lì, dove ci sono solo musulmani, tutti si avvicinavano al Vescovo per chiedergli di aiutarli e soprattutto di pregare per loro". (GV) (9/11/2012).

giovedì 8 novembre 2012

La Chiesa impegnata di Siria

ASIA/SIRIA - Gli sforzi della Chiesa per liberare i cristiani sequestrati e per assistere gli sfollati

Aleppo (Agenzia Fides) - C'è uno sforzo in atto della Chiesa per cercare di liberare dieci cristiani rapiti nei giorni scorsi da un gruppo armato, mentre erano a bordo di un autobus diretto da Aleppo a Beirut (vedi Fides 6/11/2012). Si tratta di sette armeni, come riferito da Fides, ai quali si aggiunge un'altra famiglia cristiana: Bechara Rabbat, sua moglie Mary Rose Saghirv e il loro figlio Giorgio. Come riferisce all'Agenzia Fides Mons. Youssef Anis Abi-Aad, Arcivescovo Maronita di Aleppo, i dieci sono stati rapiti nella zona di Sarakeb da uomini armati non identificati: "Siamo molto preoccupati. Non sappiamo chi li ha presi. Stiamo cercando di identificare i rapitori e di stabilire un contatto con loro. Il giovane Gesuita p. Murad Abi Seif e molte famiglie stanno lavorando per cercare di risolvere il caso". "I rapiti sono persone innocenti e fuori da ogni logica di conflitto ma - nota l'Arcivescovo - fra i ribelli vi sono numerose fazioni e gruppi, il che complica le cose".
L'emergenza-sequestri è solo un aspetto dell'opera di Mons. Anis Abi-Aad. In una situazione sempre più drammatica, l'Arcivescovo spende la maggior parte del suo tempo incontrando i rifugiati, confortando gli afflitti, provvedendo ai bisognosi. Da "Buon Pastore", visita i centri per rifugiati e senzatetto, visita gli ospedali per "alleviare le sofferenze del popolo siriano, mostrando solidarietà a tutti, senza eccezioni: questa è la missione della Chiesa". "Non facciamo distinzione tra cristiani e musulmani siriani - spiega in un messaggio inviato a Fides - ma il coordinamento di tutte le Chiese, di diverse confessioni, è molto impegnato per gli aiuti". Le famiglie più ricche e benestanti di Aleppo, riferisce, si sono spostate in Libano o verso la costa, ma "più della metà della popolazione è ancora in città e si rifiuta di lasciare le proprie case, nonostante i combattimenti: per questo aumenta il numero delle vittime".
Come cristiani maroniti, aggiunge, "stiamo provvedendo a 450 persone, di diverse religioni e comunità, ospitate in due scuole della nostra comunità". Scuole e moschee accolgono gli sfollati e offrono assistenza mentre "i padri gesuiti, con il contributo delle suore francescane, preparano oltre 6.000 pasti al giorno, che vengono distribuiti alle famiglie sfollate, accampate in diversi luoghi". Il Vescovo nota la forte solidarietà fra i civili, "che piangono e soffrono", e sottolinea che "in Siria non c'è un problema di settarismo". "La nostra speranza e il nostro più grande desiderio - conclude - non può che essere la pace: per questo preghiamo intensamente". (PA) (Agenzia Fides 8/11/2012)

mercoledì 7 novembre 2012

Domenica 11 Novembre 2012


   XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (1Re 17,10-16)
La vedova fece con la sua farina una piccola focaccia e la portò a Elia.


Dal primo libro dei Re

In quei giorni, il profeta Elia si alzò e andò a Sarèpta. Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. La chiamò e le disse: «Prendimi un po’ d’acqua in un vaso, perché io possa bere».
Mentre quella andava a prenderla, le gridò: «Per favore, prendimi anche un pezzo di pane». Quella rispose: «Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo».
Elia le disse: «Non temere; va’ a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d’Israele: “La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra”».
Quella andò e fece come aveva detto Elia; poi mangiarono lei, lui e la casa di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elia.

Parola di Dio


SALMO RESPONSORIALE (Sal 145)
Rit: Loda il Signore, anima mia.


Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.


SECONDA LETTURA (Eb 9,24-28)
Cristo si è offerto una volta per tutte per togliere i peccati di molti.


Dalla lettera agli Ebrei

Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte.
Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.

Parola di Dio


Canto al Vangelo (Mt 5,3)
Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Alleluia.


VANGELO (Mc 12,38-44)
Questa vedova, nella sua povertà, ha dato tutto quello che aveva.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Parola del Signore.


PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle, dopo aver ascoltato la parola di Dio che chiama in causa la nostra fede e capacità di amare, invochiamo dal Padre lo Spirito Santo, perché ci illumini nelle scelte e renda in noi efficace la grazia che ci è donata in questa eucaristia, per un sincero cammino di conversione..

L – Diciamo con fede: Ascoltaci, Signore.

1.       Perché la Chiesa sia luogo dove la fede in te generi anche sempre amore reciproco, preghiamo.

2.       Perché nella nostra vita personale prevalgano i valori interiori e non gli aspetti esteriori, così che l'esistenza trovi il suo centro in te, Signore, e non nelle cose del mondo, preghiamo.

3.       Perché i beni che abbiamo onestamente acquistato con il nostro lavoro non chiudano il nostro cuore verso i fratelli più bisognosi, preghiamo.

4.       Perché nessuno si vanti del bene che compie, ma riconosca la sua povertà davanti a te, Signore, che vedi nel cuore delle persone, preghiamo.

5.       Perché quanti lavorano la terra sappiano renderti grazie, Signore, e riconoscere che il frutto del loro lavoro è sempre dono tuo, preghiamo.

6.       Perché ogni nostra assemblea rappresenti una sincera ricerca di te, Signore, quale nostra salvezza, preghiamo.

C – Padre, ascolta la nostra preghiera, aumenta la nostra fede, rafforza la nostra capacità di amare, donaci lo Spirito che ci guidi e rendici ricchi solo di te, che sei grazia, gioia e salvezza. Per Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore.   T - Amen

 
Benedetto XVI: Al mondo serve una "pedagogia del desiderio"..
Benedetto XVI: Al mondo serve una "pedagogia del desiderio".
Il "desiderio di Dio" non è scomparso e "si affaccia ancora oggi, in molti modi, al cuore dell'uomo". Lo ha ribadito oggi con forza Benedetto XVI. Ai fedeli radunati in piazza san Pietro per l'udienza generale, il Papa ha ricordato che "l'esperienza dell'amore", così come pure l'amicizia o l'esperienza del bello, "hanno in sé un dinamismo che rimanda oltre se stessi". Così, "anche nella nostra epoca, apparentemente tanto refrattaria alla dimensione trascendente", è possibile "aprire un cammino verso l'autentico senso religioso della vita, che mostra come il dono della fede non sia assurdo, non sia irrazionale". Per questo uomo in perenne ricerca, inquieto, il Pontefice ha auspicato una "sorta di pedag ...
AFRICA/NIGERIA - Disastro nazionale: le alluvioni hanno colpito finora 7 milioni e 700 mila persone

Lagos (Agenzia Fides) - Continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime causate dalle peggiori inondazioni registrate negli ultimi decenni nel sud della Nigeria (vedi Fides 11/10/2012). Secondo le stime dell'Agenzia Nazionale per la Gestione delle Emergenze della Nigeria (NEMA), dal mese di luglio sono morte circa 400 persone e altre 2 milioni e centomila hanno dovuto abbandonare le loro case. Le alluvioni, definite dalle autorità locali 'disastro nazionale', hanno colpito 7 milioni e 700 mila persone, delle quali 18.282, travolte dai fiumi, sono rimaste ferite. Nonostante le autorità non lo confermino, le conseguenze del disastro sono molto gravi e potrebbero causare una crisi alimentare a causa delle colture rimaste sommerse dall'acqua. Danni sono stati arrecati anche all'estrazione petrolifera, una delle principali fonti di guadagno pubblico, e la produzione si è ridotta a 500 mila barili al giorno, circa un quinto del suo potenziale. La maggior parte degli alluvionati ha criticato la risposta inadeguata delle autorità, nonostante ogni anno forti piogge si abbattano tra agosto e ottobre negli stati di Bayelsa e Delta. (AP) (7/11/2012 Agenzia Fides)
San Cromazio al crocevia di popoli e religioni.
San Cromazio al crocevia di popoli e religioni
Trailer del filmato preparato in occasione della mostra nel XVI centenario della morte di San Cromazio di Aquileia - 6 novembre 2009 - 8 marzo 2010, allestita al Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo in Udine.

76 lavoratori



Caffaro, 76 lavoratori
si sentono abbandonati

Torviscosa, i dipendenti dal 31 dicembre potrebbero essere messi in mobilità. «L’impianto cloro soda verrà realizzato se va bene in due anni, troppo tardi»

martedì 6 novembre 2012

Biogas

Rifiuti, la Net sospende
la gara del verde


La Daneco è disposta a rinegoziare il minimo garantito, riparte la trattativa. Il Rup ritira il bando
AFRICA/NIGERIA - "Ringraziamo il Signore perché nel Centenario dell'arrivo della Luce nelle nostre terre, entriamo nell'Anno della Fede": i 100 anni della Provincia Ecclesiastica di Owerri

Abuja (Agenzia Fides) - "I missionari sono arrivati per la prima volta in questa zona circa 100 anni fa, per questo abbiamo voluto celebrare l'arrivo della Luce di Cristo, Luce di Salvezza, nella nostra terra" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Antony John Valentine Obinna, Arcivescovo di Owerri, in occasione della conclusione delle celebrazioni per il Centenario dell'evangelizzazione dell'omonima Provincia Ecclesiastica, che saranno presiedute dal Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli (vedi Fides 5/11/2012).
Mons. Obinna spiega a Fides: "i missionari che hanno avviato l'evangelizzazione della nostra area appartenevano alla Congregazione dello Spirito Santo (Spiritani) provenienti dall'Alsazia-Lorena. Intorno alla seconda guerra mondiale sono poi arrivati diversi missionari irlandesi. I missionari hanno seminato bene, tanto è vero che oggi la maggior parte del clero è costituta da sacerdoti locali. Il primo sacerdote locale fu ordinato nel 1937, seguito da un altro nel 1945. In questo anno del Centenario abbiamo ordinato 24 sacerdoti inclusi i religiosi della provincia".
Riguardo alla situazione attuale, l'Arcivescovo sottolinea che "i missionari stranieri nella nostra Provincia Ecclesiastica sono ormai pochi: abbiamo alcuni sacerdoti indiani della Congregazione della Madre di Dio e di quella del Sacro Cuore, più una decina di religiose straniere". Mons. Obinna ci tiene quindi a sottolineare la vitalità missionaria della Provincia ecclesiastica: "Abbiamo diversi nostri sacerdoti in missione all'estero. Quest'anno abbiamo inviato due sacerdoti in Burkina Faso. Non solo l'arcidiocesi di Owerri, ma anche le altre diocesi suffraganee hanno missionari all'estero, in Ciad, Ghana, Congo, Gabon, Namibia, oltre che in Europa ed in America. Domani, 7 novembre, avremo un incontro per condividere le diverse esperienze missionarie con i nostri sacerdoti sparsi in tutto il mondo".
Riguardo alle prospettive per il futuro della Chiesa di Owerri, l'Arcivescovo dice: "Abbiamo accolto l'invito del Santo Padre al rinnovamento della fede e per questo ringraziamo il Signore, perché nel Centenario in cui celebriamo l'arrivo della Luce nelle nostre terre, entriamo nell'Anno della Fede. Dobbiamo quindi approfondire la Fede, che è quasi una novità per noi, perché siamo ancora una Chiesa giovane. Allo stesso tempo siamo consapevoli di vivere in un mondo globalizzato, e abbiamo anche noi il compito di estendere il Regno di Cristo ovunque. Nonostante il secolarismo e l'ateismo veicolato dal mondo attuale, abbiamo questo tesoro della Luce di Cristo che ci aiuta nel nostro cammino, lottando contro i vizi portati dal secolarismo e dal relativismo etico" conclude Mons. Obinna. (L.M.) (Agenzia Fides 6/11/2012)

lunedì 5 novembre 2012

Un Sangiorgino a Milazzo

L’eroe dimenticato
San Giorgio riscopre
il suo garibaldino


La storia di Eugenio Provasi che fece parte dei Mille. Una discendente scrive dalla Lombardia al parroco
Clicca per leggere l'articolo del Messaggero Veneto

domenica 4 novembre 2012

Benedetto XVI: chi ama guarda gli altri con gli occhi di Dio.
Benedetto XVI: chi ama guarda gli altri con gli occhi di Dio
"Da Dio noi impariamo a volere sempre e solo il bene e mai il male. Impariamo a guardare l'altro non solamente con i nostri occhi, ma con lo sguardo di Dio, che è lo sguardo di Gesù Cristo". Lo ha detto il Papa questa mattina, prima della preghiera dell'Angelus, recitata dalla finestra del suo studio che da' su piazza San Pietro, commentando il vangelo della domenica e il dialogo di Gesù con uno scriba sul primo dei comandamenti.
E' il comandamento dell'amore, che è duplice, ha ricordato Benedetto XVI: amare Dio e amare il prossimo, comandamenti inseparabili e che stanno in rapporto reciproco. Li può mettere in pratica pienamente, , chi vive una relazione profonda con Dio, "proprio come un bambino di ...
Benedetto XVI: fede in Dio risposta alla morte.




Benedetto XVI: fede in Dio risposta alla morte


Di fronte alla realtà della morte noi cristiani rispondiamo con la
fede in Dio, con uno sguardo di solida speranza che si fonda sulla
Morte e Risurrezione di Gesù Cristo. Così ha detto il Papa nell'omelia
della messa celebrata stamattina nella Basilica Vaticana per ricordare
i 10 cardinali e i 143 arcivescovi e vescovi, defunti negli ultimi
dodici mesi. Guardando alla Risurrezione la morte apre alla vita, a
quella eterna, che non è un infinito doppione del tempo presente, ma
qualcosa di completamente nuovo. I Pastori che oggi ricordiamo, ha
osservato Benedetto XVI, hanno servito la Chiesa con fedeltà e amore,
affrontando talvolta prove onerose, pur di assicurare al gregge loro
affidato atte ...

sabato 3 novembre 2012

Domenica 4 Novembre 2012



    XXXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Dt 6,2-6)
Ascolta, Israele: ama il Signore tuo Dio con tutto il cuore.


Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Temi il Signore, tuo Dio, osservando per tutti i giorni della tua vita, tu, il tuo figlio e il figlio del tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi che io ti do e così si prolunghino i tuoi giorni.
Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica, perché tu sia felice e diventiate molto numerosi nella terra dove scorrono latte e miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto.
Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.
Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 17)
Rit: Ti amo, Signore, mia forza.


Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore.

Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato.

SECONDA LETTURA (Eb 7,23-28)
Egli, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta.


Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, [nella prima alleanza] in gran numero sono diventati sacerdoti, perché la morte impediva loro di durare a lungo. Cristo invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio: egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore.
Questo era il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli. Egli non ha bisogno, come i sommi sacerdoti, di offrire sacrifici ogni giorno, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo: lo ha fatto una volta per tutte, offrendo se stesso.
La Legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza; ma la parola del giuramento, posteriore alla Legge, costituisce sacerdote il Figlio, reso perfetto per sempre.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 14,23)
Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.

VANGELO (Mc 12,28-34)
Amerai il Signore tuo Dio. Amerai il prossimo tuo.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Parola del Signore

Una tradizione

Una decina di persone...fedeli si è presentata al cimitero di San Giorgio per recitare il Santo Rosario per i Defunti alle 19 del 1 novembre, Ognissanti. Una tradizione che dura da oltre ventanni(a memoria dello Scriba) e che quest'anno sembrava crollare già dal pomeriggio...Qualcuno si era accorto che sul foglietto parrocchiale(che lo scriba pubblica a singhiozzo purtroppo) non era annunciato il rosario per i defunti.
Da un po' di tempo noto che alle veglie dei defunti(prima del funerale) il rosario viene recitato, degnamente peraltro, da una suora o da un laico(il sacrestano) adesso la veglia al cimitero viene abbandonata:
ragioni di tempo, celebrazione tarda e seguita da pochi e quindi ragioni pastorali?????