Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
sabato 17 novembre 2012
ASIA/TERRA SANTA - Nella parrocchia latina di Gaza si prega per la pace
Gaza (Agenzia Fides) - I raid israeliani su Gaza hanno finora risparmiato la parrocchia latina intitolata alla Sacra Famiglia di Nazaret. Lì le suore e il sacerdote Paul De Santo, tutti appartenenti all'Istituto del Verbo Incarnato, stanno dedicando la giornata di oggi alla preghiera per la giustizia e per la pace. Lo racconta lo stesso don De Santo in una breve nota resa pubblica dal Patriarcato Latino di Gerusalemme.
La giornata di preghiera è iniziata con l'adorazione eucaristica e il culmine coinciderà con la celebrazione della Messa. "Purtroppo - aggiunge padre Paul - nessuno dei nostri parrocchiani potrà prendervi parte". Il sacerdote e le suore chiederanno al Signore "che si allontani il flagello della guerra e che diminuisca il calice di dolore per le tante persone che soffrono".
Durante le incursioni e i bombardamenti - avverte padre De Santo nella sua nota - i bimbi handicappati assistiti dalle suore di Madre Teresa sono stati portati in posti più protetti dal rumore delle bombe, per preservarli dal panico e permettere loro di riposare. Fino alla mattina di oggi, le incursioni aeree dell'esercito israeliano hanno provocato 39 morti - compresi 8 bambini - e circa 350 feriti (GV) (Agenzia Fides 17/11/2012)
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giovedì 15 novembre 2012
ASIA/SIRIA - Morto il Direttore delle Pontificie Opere Missionarie. Il Patriarca Laham: "La sua morte sia un'offerta per la pace"
Aleppo (Agenzia Fides) - E' deceduto ieri a mezzogiorno, in seguito a un improvviso attacco cardiaco, P. Jules Baghdassarian, 55 anni, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) in Siria, incarico che ricopriva dal 2003. P Jules era un sacerdote greco cattolico (melkita) e risiedeva ad Aleppo. I funerali saranno celebrati sabato prossimo nella chiesa di San Giorgio di Aleppo, da Sua Ecc. Mons. Jean-Clément Jeanbart, Arcivescovo greco cattolico della città.
P. Jules aveva sofferto molto per la tragica situazione del conflitto siriano, giunto fino al cuore di Aleppo. Negli ultimi mesi, data la grave situazione umanitaria di migliaia di rifugiati nella città, si era dedicato anima e corpo alle attività caritative, all'assistenza, alla sistemazione di famiglie sfollate, all'organizzazione degli aiuti, alla risoluzione dei tanti problemi che sorgevano in quest'opera. Probabilmente - riferiscono a Fides dall'Ufficio delle POM ad Aleppo - le preoccupazioni, la situazione di stress psico-fisico, l'ansia e la fatica gli sono state fatali.
Il Patriarca greco cattolico S. B. Ignazio III Laham, esprimendo all'Agenzia Fides il suo cordoglio alla famiglia di p. Baghdassarian e alla comunità greco cattolica di Aleppo, lo ricorda con queste parole: "Era un grande amico dei poveri, era animato da grande zelo per la carità. I suoi verbi erano amare e servire". "Speriamo - aggiunge - che la sua morte sia un'offerta per la pace e per la riconciliazione in Siria, per l'avvenire della comunità cristiana in Siria, per il trionfo della carità in Siria e in Medio Oriente". (PA) (Agenzia Fides 15/11/2012)
mercoledì 14 novembre 2012
Sembra Cividale ma sarà anche a San Giorgio!
Antonio Caprarica a Cividale
Il
giornalista, venerdì 16 alle 18.30, presenterà nella Chiesa di Santa
Maria dei Battuti i suoi ultimi libri, tra corte reale inglese e
Olimpiadi. E sabato 17 replica a San Giorgio
Olimpiadi
e sport. Ma anche terre, manieri, cavalli e cappelli: ricchezze,
passioni e stravaganze degli aristocratici inglesi. Di questo si parlerà
con Antonio Caprarica a Cividale del Friuli venerdì 16, alle 18.30, nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti, in Borgo di Ponte.
Leggi l'articolo de ilfriuli.it
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ASIA/SIRIA - Emergenza sanitaria: casi di peste a Homs
Homs (Agenzia Fides) - A Homs la situazione sanitaria è ad alto rischio: si sono registrati casi di infezioni e di peste bubbonica. E' l'allarme lanciato da un gruppo di 20 civili cristiani che vivono nei pressi del convento dei Gesuiti, nel centro storico della città. I diversi quartieri del centro, come Khalydye, Hamidiye e Bustan Diwan, si sono svuotati dopo l'evacuazione dei civili, avvenuta nei mesi scorsi, a causa degli scontri fra miliziani ribelli e forze dell'esercito regolare. Secondo fonti di Fides, attualmente sarebbero rimaste oltre 80 persone sparse nei vari edifici, che non hanno voluto lasciare le proprie case, nonostante i forti rischi. Venti cristiani vivono nei pressi del convento dei Gesuiti di Al Moukhalless, dove resta un solo Gesuita. Il gruppo sperimenta "solidarietà, spirito di fraternità e condivisione del pane". Come riferito a Fides, alcuni del gruppo (come un farmacista) segnalano la grave situazione sanitaria: i cadaveri rimasti sotto le rovine, la polvere e la sporcizia, gli animali randagi, hanno prodotto infezioni visibili su animali e sugli uomini, con l'alto rischio che in città possa scoppiare una epidemia di peste.
Nei giorni scorsi un team della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, dopo vari negoziati con le parti in lotta, è riuscito a entrare nella città vecchia di Homs, portando aiuti alimentari e medicinali. Le due organizzazioni umanitarie hanno espresso grande preoccupazione per la condizione dei civili. Parlando a Fides, Rabab Al-Rifai, del team della Croce Rossa in Siria, ha spiegato: "La nostra visita a Homs era la prima autorizzata ad una delegazione umanitaria dopo mesi. E' durata poche ore ma abbiamo visto feriti, anziani e malati in stato di estrema necessità. Abbiamo consegnato aiuti e kit medici per circa un centinaio di civili nel quartiere di Hamidiye, ma non è stato possibile fare visite mediche più accurate e approfondite. E' evidente, però, che col passare del tempo l'emergenza umanitaria si aggrava". Sui 33 quartieri amministrativi in cui è divisa la città di Homs, sono attualmente sotto controllo dei ribelli dell'Esercito Siriano Libero e sono zone di combattimenti i quartieri di Khalydye, Bustan Diwan, Hamidiye, Salibi, Warcheh, Bab Houd, Bab Dreib, Jouret Shiyah. Nelle altre parti della città la vita si va lentamente riprendendo. (PA) (Agenzia Fides 13/11/2012)
domenica 11 novembre 2012
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sabato 10 novembre 2012
Il giusto orgoglio della Canoa!
La Canoa San Giorgio tra i migliori club d’Italia
Un’altra stagione esaltante per la società del
presidente Scaini Titoli assoluti per Roson e Del Ponte e una pioggia di
tricolori di categoria
L'arcivescovo incontra i giovani a Rivignano
Ieri sera c'era anche lo scriba alla veglia che il vescovo di Udine ha guidato nel Duomo di Rivignano....poche chiacchiere e molta concentrazione nella preghiera. Alla fine il regalo di una preghiera composta dall'arcivescovo.
Il Duomo pieno di giovani provenienti dalla forania della bassa, ha visto la presenza di meno di 10 giovani di San Giorgio di Nogaro...Stare vicino a loro e aiutarli è una priorità di questi tempi...
Il Duomo pieno di giovani provenienti dalla forania della bassa, ha visto la presenza di meno di 10 giovani di San Giorgio di Nogaro...Stare vicino a loro e aiutarli è una priorità di questi tempi...
venerdì 9 novembre 2012
250000!
ASIA/GIORDANIA - Il direttore di Caritas Giordania: i profughi siriani sono 250 mila, ne assistiamo più di 50mila, e tra i bambini è già "emergenza psicologica"
Amman (Agenzia Fides) - Il numero di profughi siriani che hanno trovato rifugio in Giordania ha raggiunto la soglia dei 250mila. E se il conflitto tra lealisti del governo Assad e ribelli non trova soluzione, potrebbero diventare mezzo milione entro aprile 2013. I dati e le proiezioni forniti all'Agenzia Fides dal 38enne Wael Suleiman, direttore di Caritas Giordania, descrivono da soli la catastrofe umanitaria che rischia di essere innescata come effetto collaterale dalle atrocità della guerra civile siriana.
L'ultimo report appena redatto da Caritas Giordania conferma che ogni giorno varcano il confine col Regno hashemita almeno 4/500 siriani in fuga. La media mensile degli arrivi negli ultimi tempi ha raggiunto le 12/15mila unità. Il 75% delle persone accolte nei campi e nei centri di assistenza è rappresentato da donne e bambini.
Nel campo profughi più grande, quello di Zaatari, la situazione è esplosiva. Lì, in un'area desertica, quasi 40mila profughi vivono in condizioni al di sotto della dignità umana. Suleiman spiega a Fides: "Abbiamo detto ai funzionari dell'Onu che quel campo andrebbe chiuso. I profughi, una volta entrati, non possono più uscire. Adesso è iniziato l'allestimento di un altro campo a 22 chilometri da Zarqa, che dovrebbe entrare in funzione ai primi di dicembre, dotato di quelle infrastrutture di base che a Zaatari non esistono".
Proprio oggi, 9 novembre, il Card. Robert Sarah - Presidente del Pontificio Consiglio Cor Unum, inviato del Santo Padre - incontra a Beirut i rappresentanti di circa venti agenzie cattoliche operanti in Medio Oriente per coordinare l'impegno umanitario della Chiesa cattolica nella regione. In Giordania, i 120 addetti e i 1000 volontari della Caritas forniscono assistenza diretta a più di 52mila rifugiati siriani, con una attenzione particolare ai più deboli e ai bambini. "Con il sostegno della Caritas polacca - spiega Suleiman - stiamo lavorando a un progetto per affrontare l'emergenza psicologica di tanti fanciulli che rischiano di rimanere segnati per tutta la vita dalle cose terribili che hanno visto".
L'impegno di Caritas Giordania sul fronte del dramma siriano è iniziato già nel novembre 2011. Suleiman si rallegra dell'iniziativa del Papa che ha inviato in Libano il Card. Sarah per manifestare la vicinanza della Santa Sede alle popolazioni colpite dal conflitto siriano. Nel contempo, il direttore della Caritas giordana si rammarica che non si sia potuta realizzare la visita in Siria della delegazione che era stata annunciata durante il Sinodo. "Il popolo siriano" dice a Fides Wael Suleiman "sta aspettando qualcuno che possa almeno tentare di portare la pace. Le persone stanno perdendo la speranza e aspettano qualcuno che le aiuti. E la Chiesa su questo piano può fare molto. Me ne sono accorto quando ho accompagnato il Vescovo Maroun Lahham in una sua visita al campo di Zaatari. Lì, dove ci sono solo musulmani, tutti si avvicinavano al Vescovo per chiedergli di aiutarli e soprattutto di pregare per loro". (GV) (9/11/2012).
giovedì 8 novembre 2012
La Chiesa impegnata di Siria
ASIA/SIRIA - Gli sforzi della Chiesa per liberare i cristiani sequestrati e per assistere gli sfollati
Aleppo (Agenzia Fides) - C'è uno sforzo in atto della Chiesa per cercare di liberare dieci cristiani rapiti nei giorni scorsi da un gruppo armato, mentre erano a bordo di un autobus diretto da Aleppo a Beirut (vedi Fides 6/11/2012). Si tratta di sette armeni, come riferito da Fides, ai quali si aggiunge un'altra famiglia cristiana: Bechara Rabbat, sua moglie Mary Rose Saghirv e il loro figlio Giorgio. Come riferisce all'Agenzia Fides Mons. Youssef Anis Abi-Aad, Arcivescovo Maronita di Aleppo, i dieci sono stati rapiti nella zona di Sarakeb da uomini armati non identificati: "Siamo molto preoccupati. Non sappiamo chi li ha presi. Stiamo cercando di identificare i rapitori e di stabilire un contatto con loro. Il giovane Gesuita p. Murad Abi Seif e molte famiglie stanno lavorando per cercare di risolvere il caso". "I rapiti sono persone innocenti e fuori da ogni logica di conflitto ma - nota l'Arcivescovo - fra i ribelli vi sono numerose fazioni e gruppi, il che complica le cose".
L'emergenza-sequestri è solo un aspetto dell'opera di Mons. Anis Abi-Aad. In una situazione sempre più drammatica, l'Arcivescovo spende la maggior parte del suo tempo incontrando i rifugiati, confortando gli afflitti, provvedendo ai bisognosi. Da "Buon Pastore", visita i centri per rifugiati e senzatetto, visita gli ospedali per "alleviare le sofferenze del popolo siriano, mostrando solidarietà a tutti, senza eccezioni: questa è la missione della Chiesa". "Non facciamo distinzione tra cristiani e musulmani siriani - spiega in un messaggio inviato a Fides - ma il coordinamento di tutte le Chiese, di diverse confessioni, è molto impegnato per gli aiuti". Le famiglie più ricche e benestanti di Aleppo, riferisce, si sono spostate in Libano o verso la costa, ma "più della metà della popolazione è ancora in città e si rifiuta di lasciare le proprie case, nonostante i combattimenti: per questo aumenta il numero delle vittime".
Come cristiani maroniti, aggiunge, "stiamo provvedendo a 450 persone, di diverse religioni e comunità, ospitate in due scuole della nostra comunità". Scuole e moschee accolgono gli sfollati e offrono assistenza mentre "i padri gesuiti, con il contributo delle suore francescane, preparano oltre 6.000 pasti al giorno, che vengono distribuiti alle famiglie sfollate, accampate in diversi luoghi". Il Vescovo nota la forte solidarietà fra i civili, "che piangono e soffrono", e sottolinea che "in Siria non c'è un problema di settarismo". "La nostra speranza e il nostro più grande desiderio - conclude - non può che essere la pace: per questo preghiamo intensamente". (PA) (Agenzia Fides 8/11/2012)
mercoledì 7 novembre 2012
Domenica 11 Novembre 2012
XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
PRIMA LETTURA (1Re 17,10-16)
La vedova fece con la sua farina una piccola focaccia e la portò a Elia.
Dal primo libro dei Re
In quei giorni, il profeta Elia si alzò e andò a Sarèpta. Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. La chiamò e le disse: «Prendimi un po’ d’acqua in un vaso, perché io possa bere».
Mentre quella andava a prenderla, le gridò: «Per favore, prendimi anche un pezzo di pane». Quella rispose: «Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo».
Elia le disse: «Non temere; va’ a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d’Israele: “La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra”».
Quella andò e fece come aveva detto Elia; poi mangiarono lei, lui e la casa di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elia.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 145)
Rit: Loda il Signore, anima mia.
Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.
Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.
Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.
SECONDA LETTURA (Eb 9,24-28)
Cristo si è offerto una volta per tutte per togliere i peccati di molti.
Dalla lettera agli Ebrei
Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte.
Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 5,3)
Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Alleluia.
VANGELO (Mc 12,38-44)
Questa vedova, nella sua povertà, ha dato tutto quello che aveva.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».
Parola del Signore.
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e sorelle, dopo aver ascoltato la parola di Dio che chiama
in causa la nostra fede e capacità di amare, invochiamo dal Padre lo Spirito
Santo, perché ci illumini nelle scelte e renda in noi efficace la grazia che ci
è donata in questa eucaristia, per un sincero cammino di conversione..
L – Diciamo con fede: Ascoltaci,
Signore.
1.
Perché la Chiesa sia luogo dove la fede in te generi anche sempre amore
reciproco, preghiamo.
2.
Perché nella nostra vita personale prevalgano i valori interiori e non
gli aspetti esteriori, così che l'esistenza trovi il suo centro in te, Signore,
e non nelle cose del mondo, preghiamo.
3.
Perché i beni che abbiamo onestamente acquistato con il nostro lavoro
non chiudano il nostro cuore verso i fratelli più bisognosi, preghiamo.
4.
Perché nessuno si vanti del bene che compie, ma riconosca la sua povertà
davanti a te, Signore, che vedi nel cuore delle persone, preghiamo.
5.
Perché quanti lavorano la terra sappiano renderti grazie, Signore, e
riconoscere che il frutto del loro lavoro è sempre dono tuo, preghiamo.
6.
Perché ogni nostra assemblea rappresenti una sincera ricerca di te,
Signore, quale nostra salvezza, preghiamo.
C – Padre, ascolta la nostra preghiera, aumenta la nostra fede, rafforza la nostra capacità di amare, donaci lo Spirito che ci guidi e rendici ricchi solo di te, che sei grazia, gioia e salvezza. Per Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore. T - Amen
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AFRICA/NIGERIA - Disastro nazionale: le alluvioni hanno colpito finora 7 milioni e 700 mila persone
Lagos (Agenzia Fides) - Continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime causate dalle peggiori inondazioni registrate negli ultimi decenni nel sud della Nigeria (vedi Fides 11/10/2012). Secondo le stime dell'Agenzia Nazionale per la Gestione delle Emergenze della Nigeria (NEMA), dal mese di luglio sono morte circa 400 persone e altre 2 milioni e centomila hanno dovuto abbandonare le loro case. Le alluvioni, definite dalle autorità locali 'disastro nazionale', hanno colpito 7 milioni e 700 mila persone, delle quali 18.282, travolte dai fiumi, sono rimaste ferite. Nonostante le autorità non lo confermino, le conseguenze del disastro sono molto gravi e potrebbero causare una crisi alimentare a causa delle colture rimaste sommerse dall'acqua. Danni sono stati arrecati anche all'estrazione petrolifera, una delle principali fonti di guadagno pubblico, e la produzione si è ridotta a 500 mila barili al giorno, circa un quinto del suo potenziale. La maggior parte degli alluvionati ha criticato la risposta inadeguata delle autorità, nonostante ogni anno forti piogge si abbattano tra agosto e ottobre negli stati di Bayelsa e Delta. (AP) (7/11/2012 Agenzia Fides)
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76 lavoratori
Caffaro, 76 lavoratori
si sentono abbandonati
Torviscosa, i dipendenti dal 31 dicembre potrebbero
essere messi in mobilità. «L’impianto cloro soda verrà realizzato se va
bene in due anni, troppo tardi»
martedì 6 novembre 2012
Biogas
Rifiuti, la Net sospende
la gara del verde
La Daneco è disposta a rinegoziare il minimo garantito, riparte la trattativa. Il Rup ritira il bando
AFRICA/NIGERIA - "Ringraziamo il Signore perché nel Centenario dell'arrivo della Luce nelle nostre terre, entriamo nell'Anno della Fede": i 100 anni della Provincia Ecclesiastica di Owerri
Abuja (Agenzia Fides) - "I missionari sono arrivati per la prima volta in questa zona circa 100 anni fa, per questo abbiamo voluto celebrare l'arrivo della Luce di Cristo, Luce di Salvezza, nella nostra terra" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Antony John Valentine Obinna, Arcivescovo di Owerri, in occasione della conclusione delle celebrazioni per il Centenario dell'evangelizzazione dell'omonima Provincia Ecclesiastica, che saranno presiedute dal Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli (vedi Fides 5/11/2012).
Mons. Obinna spiega a Fides: "i missionari che hanno avviato l'evangelizzazione della nostra area appartenevano alla Congregazione dello Spirito Santo (Spiritani) provenienti dall'Alsazia-Lorena. Intorno alla seconda guerra mondiale sono poi arrivati diversi missionari irlandesi. I missionari hanno seminato bene, tanto è vero che oggi la maggior parte del clero è costituta da sacerdoti locali. Il primo sacerdote locale fu ordinato nel 1937, seguito da un altro nel 1945. In questo anno del Centenario abbiamo ordinato 24 sacerdoti inclusi i religiosi della provincia".
Riguardo alla situazione attuale, l'Arcivescovo sottolinea che "i missionari stranieri nella nostra Provincia Ecclesiastica sono ormai pochi: abbiamo alcuni sacerdoti indiani della Congregazione della Madre di Dio e di quella del Sacro Cuore, più una decina di religiose straniere". Mons. Obinna ci tiene quindi a sottolineare la vitalità missionaria della Provincia ecclesiastica: "Abbiamo diversi nostri sacerdoti in missione all'estero. Quest'anno abbiamo inviato due sacerdoti in Burkina Faso. Non solo l'arcidiocesi di Owerri, ma anche le altre diocesi suffraganee hanno missionari all'estero, in Ciad, Ghana, Congo, Gabon, Namibia, oltre che in Europa ed in America. Domani, 7 novembre, avremo un incontro per condividere le diverse esperienze missionarie con i nostri sacerdoti sparsi in tutto il mondo".
Riguardo alle prospettive per il futuro della Chiesa di Owerri, l'Arcivescovo dice: "Abbiamo accolto l'invito del Santo Padre al rinnovamento della fede e per questo ringraziamo il Signore, perché nel Centenario in cui celebriamo l'arrivo della Luce nelle nostre terre, entriamo nell'Anno della Fede. Dobbiamo quindi approfondire la Fede, che è quasi una novità per noi, perché siamo ancora una Chiesa giovane. Allo stesso tempo siamo consapevoli di vivere in un mondo globalizzato, e abbiamo anche noi il compito di estendere il Regno di Cristo ovunque. Nonostante il secolarismo e l'ateismo veicolato dal mondo attuale, abbiamo questo tesoro della Luce di Cristo che ci aiuta nel nostro cammino, lottando contro i vizi portati dal secolarismo e dal relativismo etico" conclude Mons. Obinna. (L.M.) (Agenzia Fides 6/11/2012)
lunedì 5 novembre 2012
Un Sangiorgino a Milazzo
L’eroe dimenticato
San Giorgio riscopre
il suo garibaldino
La storia di Eugenio Provasi che fece parte dei Mille. Una discendente scrive dalla Lombardia al parroco
Clicca per leggere l'articolo del Messaggero Veneto
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