martedì 16 luglio 2013

Betania

ASIA/TERRASANTA - Monastero greco-ortodosso sotto attacco. Le suore si appellano al Presidente Abbas

Betania (Agenzia Fides) – Le suore del monastero greco ortodosso a Betania hanno indirizzato una lettera al Presidente palestinese Mahmud Abbas per sollecitare i vertici dell'Autorità palestinese a farsi carico con provvedimenti adeguati dell'escalation di aggressioni subite dalla casa religiosa negli ultimi tempi: lanci di pietre, vetri infranti, furti e saccheggi delle proprietà del monastero che configurano una vera e propria strategia intimidatoria. “Non escludiamo” ha scritto la madre superiora suor Ibraxia nella sua lettera al Presidente Abbas “che dietro questi attacchi ci sia chi desidera fomentare discordia tra i figli della stessa nazione palestinese”. Fonti locali riferiscono all'Agenzia Fides che negli ultimi giorni famiglie della zona, sia cristiane che musulmane, hanno fatto visita al monastero in segno di solidarietà, per ribadire che la popolazione di Betania è estranea all'aggressione. “Qualcuno vuole mandarci via” ha scritto suor Ibraxia nella sua let tera “ma noi non fuggiremo”.
In passato il monastero greco-ortodosso rappresentava un'oasi di spiritualità nella città dove Gesù resuscitò Lazzaro, oggi nota col nome arabo di al-Azariyeh e ormai diventata un sobborgo di Gerusalemme Est. In tempi recenti, tutta l'area ha subito un processo di decadimento fatto di urbanizzazione sregolata, inquinamento ambientale, aumento della delinquenza. L'erezione del muro di separazione tra Israele e Territori Palestinesi ha deteriorato ulteriormente la situazione. Il monastero ora si trova in un'area dove l'Autorità palestinese non riesce a esercitare un controllo stabile, una “terra di nessuno” dove dilagano il crimine, il sopruso e la corruzione. Negli ultimi mesi, mentre si continua a registrare un aumento vertiginoso dei prezzo dei terreni dell'area, quelli appartenenti al monastero erano stati in parte sottratti al controllo delle suore ad opera di un clan familiare musulmano locale che ne reclama arbitrariamente il diritto di proprietà. (GV) (Agenzia Fides 1 6/7/2013).

288 ragazzi in Brasile

Papa Francesco e la Giornata mondiale della gioventù: 288 ragazzi umbri pronti a volare in Brasile


domenica 14 luglio 2013

Il Papa a Castelgandolfo

Francesco a Castel Gandolfo: "Aprite le porte alla speranza"
PAPA FRANCESCO
"Noi dobbiamo sempre essere segno di speranza e di pace in questo momento. Aprire le porte alla speranza, affinché la speranza vada avanti, e operare la pace, sempre!"

Così Papa Francesco ai dipendenti delle Ville Pontificie incontrati questa mattina nel cortile del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, insieme al vescovo di Albano Semeraro e al sindaco della cittadina del Castelli romani che ospita da quattro secoli la residenza estiva dei pontefici. Arrivato in auto dal Vaticano per la sua seconda visita a Castel Gandolfo, dopo quella del 23 marzo e dello storico primo incontro con il Papa emerito Benedetto XVI, il Pontefice ha ricordato la bellezza del luogo che attira molti vis ...

mercoledì 10 luglio 2013

“Cercano la stabilità e la sicurezza che tutti i bambini meritano”

OCEANIA/AUSTRALIA - Compassione verso i migranti: i giovani australiani accolgono l’appello di Papa Francesco

Sydney (Agenzia Fides) – Un grido di “compassione” verso i migranti e i richiedenti asilo, soprattutto verso i bambini: lo lancia, accogliendo l’appello di papa Francesco a Lampedusa, l’associazione “Australian Young Christian Students” (AYCS), chiedendo alla politica di dare particolare attenzione ai bambini attualmente “confinati” in campi di accoglienza e detenzione, in accordo al sistema di immigrazione vigente in Australia.
Come riferisce un comunicato inviato a Fides, la AYCS ha alzato la voce dopo la visita di Papa Francesco a Lampedusa, che ha riportato l’attenzione internazionale sul fenomeno della migrazione e sulle sofferenze immani dei migranti. In Australia la questione è molto sentita ed è al centro di un vivace dibattito pubblico.
“I bambini sono particolarmente vulnerabili e sono giunti in Australia in cerca di aiuto”, afferma la nota di AYCS inviata a Fides. “Resta di vitale importanza per la loro salute e benessere che i bambini e le loro famiglie non siano sottoposti a lunghi periodi di detenzione”. Un recente rapporto di “Human Rights Watch rivela che, nei flussi migratori che interessano il sudest asiatico e l’area del Pacifico, di frequente i minori e i loro genitori vengono arbitrariamente arrestati, in paesi come Indonesia e Malaysia, e sono vittime di gravi abusi. I bambini che approdano in Australia, dunque, “cercano la stabilità e la sicurezza che tutti i bambini meritano”, rileva l’Associazione dei giovani cristiani, invitando al “pieno rispetto del diritto internazionale”.
Di recente oltre 8.000 studenti delle scuole superiori in tutta l'Australia hanno fatto esperienza di volontario in campi di detenzione per immigrati, riattivati in Australi a partire dal 1992 per tutti gli immigrati che arrivano nel paese senza un visto. (PA) (Agenzia Fides 10/7/2013)

martedì 9 luglio 2013

ASIA/ISRAELE - La Commissione Giustizia e Pace interviene sull'arruolamento degli arabi cristiani nell'esercito

Gerusalemme (Agenzia Fides) - Un documento appena pubblicato dalla Commissione Giustizia e Pace – organismo collegato all'Assemblea dei vescovi ordinari cattolici di Terra Santa e presieduto dal Patriarca emerito di Gerusalemme dei Latini Michel Sabbah - offre criteri di discernimento sulla questione dell'arruolamento degli arabi cristiani nell'esercito israeliano, tornata al centro del dibattito pubblico negli ultimi mesi. Secondo gli estensori del documento, pervenuto all'Agenzia Fides, l'esercito è utilizzato come “un'istituzione che promuove coesione sociale” e un “luogo chiave” per coinvolgere i cittadini nel progetto nazionale “così come è concepito dalle autorità, cioè promuovendo Israele come uno Stato nazionale ebraico”. In questa prospettiva, secondo la commissione Giustizia e Pace operante in Terra Santa, “parlare dell'arruolamento dei cristiani arabi piuttosto che degli arabi in generale – musulmani e cristiani – è chiaramente un tentativo di infilare un cuneo tra cristiani e musulmani in Israele”. Nell'affronto di questa delicata problematica, la Chiesa dovrebbe tener presente che “l'esercito è usato come un mezzo per imporre e mantenere l'occupazione dei territori palestinesi e quindi impedire ai palestinesi dal raggiungere dignità e indipendenza”. Esso si configura come “un esercito di aggressione e non di difesa”. Quindi “l'uso del servizio militare per dividere in se stessa la popolazione araba danneggia gli interessi degli arabi come comunità”. Nel documento si prende atto che “molti giovani arabi in Israele stanno perdendo la propria identità nazionale, culturale e religiosa e non si identificano più come arabi”. Soprattutto nelle città miste “cercano in ogni modo di assimilarsi nella maggioranza ebraica e identificarsi con essa”. A questo proposito, i membri della Commissione Giustizia e Pace ripetono che “il compito della Chiesa consiste nell'educare i giovani a accettarsi per quello che sono, offrendo loro un'educa zione umana, nazionale e cristiana equilibrata” che aiuti a integrare i vari elementi della loro identità (arabo palestinese, cristiano, cittadino di Israele) senza sacrificarne alcuno.
L'auspicio finale espresso dal documento è che “vescovi e preti aiutino i loro fedeli nel mezzo di questa crisi di identità e si facciano carico dei problemi che essi si trovano a affrontare nella vita quotidiana”. (GV) (Agenzia Fides 9/7/2013).

Le porte dell'Oceano? Si producono a San Giorgio

08 luglio 2013

canale di panama


Da Trieste le nuove
porte dello Stretto


lunedì 8 luglio 2013

.....euro

Stipendi dei sindaci fino a 6 mila euro


Le indennità e i gettoni di presenza che percepiscono gli amministratori degli enti locali da poco rinnovati in Friuli Venezia Giulia 

E' tempo di penitenza e conversione

ASIA/SIRIA - Appello alla pace di p. Dall’Oglio per il Ramadan
Roma (Agenzia Fides) – “Il mese sacro del Ramadan è tempo di penitenza e conversione a Dio ed è tempo di richiesta di perdono ai nostri fratelli e sorelle. Chiediamo per tutti la grazia del pentimento. La chiediamo pur rivendicando il rispetto del diritto e della giustizia”: è quanto afferma l’appello alla pace diffuso dal gesuita p. Paolo Dall’Oglio per la fine del conflitto in Siria e in altri paesi del Medio Oriente: sono quei conflitti che esistono dal Pakistan fino al Libano, “come pure quelli a carattere ideologico confessionale che si svolgono dall'Egitto al Marocco, che costano enormi perdite e sfigurano il volto dell'Islam”. Il messaggio, inviato all’Agenzia Fides, spiega: “I credenti in Dio rifiutano il conflitto cruento e il combattimento feroce in corso tra i musulmani sunniti e i musulmani sciiti, che formano assieme l'unica umma dell'Islam”.
“In questo contesto – afferma il Gesuita – la Siria è diventata uno dei campi di battaglia principali del conflitto, deviando così il corso della rivoluzione iniziata dal popolo più di due anni fa per ottenere libertà, dignità e democrazia per i siriani, contro un regime che ha assoggettato l'insieme della popolazione al potere della tortura, dell'intimidazione”.

domenica 7 luglio 2013

Castello sempre più in alto


Fatturato +20% per Birra Castello

L’azienda chiude il 2012 confermando il trend positivo. Nuove linee e attenzione ai mercati esteri

mercoledì 3 luglio 2013

bresciaoggi .it su Caffaro

   Caffaro, ambiente e Occupazione:
l'allarme è doppio

L'EMERGENZA. Dopo l'annuncio di uno spostamento della produzione. Il sindacato: «Via perchè l'energia è troppo cara? La Loggia aiuti ad abbattere i costi». In gioco A2A?

Caffaro, ambiente e occupazione: l'allarme è doppio


martedì 2 luglio 2013

Il califfato della Siria

ASIA/SIRIA - Il “califfato” di Saraqib, dove è stato ucciso p. Murad

Idlib (Agenzia Fides) – Il governatorato di Idlib è diventato “il califfato di Saraqib”. La regione di Idlib, nel Nordovest della Siria, fra Aleppo e Hama, controllata da fazioni islamiste dei ribelli siriani, è il territorio dove si trova la Chiesa latina Sant’Antonio da Padova di Ghassanieh, nel villaggio di Jisr el –Choughour, dove è stato ucciso il sacerdote siriano p. Francois Murad. Attualmente, la città di Idlib, capitale dell’omonimo governatorato, è nelle mani dell’esercito regolare siriano, ma il territorio circostante è controllato da bande di ribelli, con forti infiltrazioni del gruppo jihadista “Jabhat al-Nusra”, che fonti qualificate dell’Agenzia Fides definiscono “fra le più esageratamente fondamentaliste”. Sono quelle fazioni che hanno un unico obiettivo dichiarato: instaurare un “califfato” islamico in cui vige una legge restrittiva che non ammette nemmeno la presenza degli “infedeli” (“kafir”). “Hanno trasformato l’islam in una ideologia da pulizia e tnica”, spiega a Fides l’attivista sociale Farid, un siriano musulmano sunnita di Idlib, che si dice “scioccato e preoccupato per la situazione: tutti abbiamo paura”.
“Si tratta di un nuova edizione del fondamentalismo islamico, il più restrittivo della storia”, spiega Farid. I gruppi islamisti hanno eretto “capitale del califfato” la cittadina di Saraqib, dove è stato proclamato un Emiro ed è stato anche istituito un tribunale islamico, l’unico tribunale competente per ogni tipo controversia, che applica in modo pedissequo la sharia come unica fonte del diritto. “Il fatto è che il giudice supremo è un uomo rozzo e per nulla erudito, era un operaio, ed è affiancato da un altro giudice che viene dall’Arabia Saudita”, spiega Farid.
“In tale situazione, inconcepibile per la storia e per la tradizione della Siria, tutto diventa possibile. Viviamo in una atmosfera di terrore in insicurezza. E’ possibile che avvengano decapitazioni – spiega – perchè per questa ideologia l’infedele dev’essere decapitato. Per altri reati minori, gli uomini vengono mutilati degli arti, percossi o flagellati. E’ sufficiente una fatwa e ogni abuso dei diritti umani diventa legale, soprattutto sulle minoranze come cristiani, alawiti, ismaeliti, sciiti, drusi, ma anche sugli stessi musulmani sunniti. Gli islamisti dispongono liberamente della stessa vita delle minoranze religiose. Le minoranze vengono risparmiate per ‘clemenza’ solo se pagano la jizya, la tassa imposta dalla maggioranza islamica”. Una situazione insostenibile: “La popolazione civile siriana – conclude Farid – non può sopportare questa atmosfera di fondamentalismo, estranea alle nostra cultura e alla nostra società”, conclude Farid, lanciando un monito. “Dove fini remo?” (PA) (Agenzia Fides 2/7/2013)

domenica 30 giugno 2013

Un grande programma di vita

29.06.2013
Quello di Daniele Morettin è un grande programma di vita. Così si è espresso l’Arcivescovo di Udine mons. Andrea Bruno Mazzocato nell’ordinazione a diacono, in vista del presbiterato del 27enne di Beivars avvenuta sabato 29 giugno, nella solennità dei Santi apostoli Pietro e Paolo, in Cattedrale (nella foto). Daniele si impegna, infatti, in un grande ministero, quello di essere una immagine di Gesù Cristo. Come diacono, don Daniele, che attualmente presta servizio nella comunità di Marano Lagunare,  avrà un ministero particolare nei confronti dei poveri, materialmente e spiritualmente e per questo gli è stato consegnato dal Vescovo un Vangelo; un altro ministero sarà quello della preghiera quotidiana per rinnovare la Chiesa attraverso il dono dello Spirito di Dio. «Questi sono impegni di tutti i cristiani, ma il diaconato ha una dimensione pubblica di questo impegno», ha ricordato mons. Mazzocato.

27 anni, di Beivars, Morettin ha maturato la sua scelta di disponibilità totale al Signore nel ministero presbiterale non solo all'interno della sua famiglia e della sua comunità di origine, ma anche nel servizio che ha svolto come catechista ed animatore dei gruppi giovanili nelle parrocchie udinesi di San Gottardo e Gesù Buon Pastore. Prima di entrare in Seminario nell'agosto del 2008, a conclusione degli studi all'Istituto professionale «Ceconi» ha fatto diverse esperienze lavorative: elettricista, panettiere e, per un breve periodo, portantino in ospedale a Udine. Da seminarista è stato impegnato per due anni a livello diocesano nella pastorale vocazionale e attualmente è in servizio nella parrocchia di San Martino vescovo a Marano Lagunare.

Nell'invito alla partecipazione alla sua ordinazione diaconale, Morettin ha riportato un versetto tratto dal Vangelo di Giovanni che dice «Io sono la vite, voi i tralci... Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena». È una frase evangelica che è stata illuminante per la sua vita, spiega lo stesso Morettin a «la Vita Cattolica»: «Senza la vite il tralcio non può fare niente, come noi senza il Signore. Solo se rimango in Cristo riuscirò ad avere la sua gioia e a trasmetterla agli altri». Sì, perché il suo «pallino» è proprio quello di trasmettere la gioia di Dio e far capire alle persone che Dio ci vuole per essere felici e gioiosi.

mmmm si sposta a Torviscosa?

LA FEDELI DI PISA, CHE LAVORA NELLO STABILIMENTO INTENZIONATA AD ANDARSENE IN FRIULI

Caffaro, rischio chiusura finale
con disastro ambientale


Far funzionare i pozzi costa 1,4 milioni l'anno: troppo per l'azienda che ha «in gestione» il capannone


Giochi del Mediterraneo
argento alla Campana



Slot machine, sempre più gli anziani finiti nella rete


giovedì 27 giugno 2013

3 fonti per raccontare un delfino

Un delfino risale il Corno e non se ne vuole andare FOTO
Il Messaggero Veneto
San Giorgio di Nogaro: gira da ieri nelle acque del fiume nei pressi del
Porto Vecchio. Capitaneria e Centro di biologia marina di Trieste tentano
di ...
<http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2013/06/26/news/un-delfino-risale-il-corno-e-non-se-ne-vuole-andare-1.7324347>

Delfino risale il fiume Corno, task force per aiutarlo: rischia di ...
Il Gazzettino
... del Porto Vecchio di San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine. Il
cetaceo ha risalito il fiume Corno fino all'altezza dell'abitato di
Villanova, ...
<http://www.gazzettino.it/nordest/udine/delfino_risale_il_fiume_corno_task_force_per_aiutarlo_rischia_di_morire_spiaggiato/notizie/297129.shtml>

Delfino a San Giorgio di Nogaro nel fiume Corno - UdineToday
Un delfino è arrivato a San Giorgio di Nogaro risalendo il fiume Corno. Al
lavoro per farlo ... E' arrivato fino al ponte della frazione di Villanova.
Al lavoro una ...
<http://www.udinetoday.it/cronaca/delfino-san-giorgio-di-nogaro-fiume-corno.html>

lunedì 24 giugno 2013

Sangue dei martiri di tante persecuzioni.

ASIA/SIRIA - Ucciso sacerdote cattolico. Il vescovo Hindo: ha offerto il suo martirio per la pace

Gassanieh (Agenzia Fides) - Domenica 23 giugno il sacerdote siriano François Murad è stato ucciso a Gassanieh, nel nord della Siria, nel convento della Custodia di Terra Santa dove aveva trovato rifugio. Ne dà conferma un comunicato della Custodia di Terra Santa inviato all'Agenzia Fides. Le circostanze della morte non sono del tutto chiarite. Secondo fonti locali, il convento in cui si trovava p. Murad sarebbe stato assaltato da miliziani legati al gruppo jihadista Jabhat al-Nusra.
Padre François, 49 anni, aveva fatto i primi passi nella vita religiosa con i frati francescani della Custodia di Terra Santa, e con essi continuava a condividere stretti vincoli di amicizia spirituale. Dopo essere stato ordinato sacerdote aveva iniziato nel villaggio di Gassanieh la costruzione di un monastero cenobitico dedicato a San Simone lo Stilita, nell'alveo della Chiesa siro-cattolica.
Dopo l'inizio della guerra civile, il monastero di San Simone era stato bombardato e p. Murad si era trasferito presso il convento della Custodia per motivi di sicurezza e per sostenere i pochi rimasti, insieme a un altro religioso e alle suore del Rosario.
“Preghiamo” scrive nel comunicato il Custode di Terra Santa Pierbattista Pizzaballa OFM “perché questa guerra assurda e vergognosa finisca presto e che la gente di Siria possa tornare presto alla normalità”. Riferisce a Fides l'Arcivescovo Jacques Behnan Hindo, titolare della arcieparchia siro-cattolica di Hassaké-Nisibi: “Tutta la vicenda dei cristiani del Medio Oriente è segnata e resa feconda dal sangue dei martiri di tante persecuzioni. Negli ultimi tempi, padre Murad mi aveva fatto arrivare alcuni messaggi in cui si mostrava consapevole di vivere in una situazione pericolosa, e offriva la sua vita per la pace in Siria e in tutto il mondo”. (GV) (Agenzia Fides 24/6/2013).

Testimone della Siria

Siria, padre François Mourad ucciso in un convento francescano


di Giuseppe Caffulli | 24 giugno 2013

giovedì 20 giugno 2013

Scuse ufficiali dell'attrice

ASIA/INDIA - Pose blasfeme: la modella indiana si scusa con i cristiani

Mumbai (Agenzia Fides) – Sono arrivate le scuse ufficiali della attrice e modella indiana Kavitta Verma che in un film e in un video era stata ritratta in pose seduttive con una corona del Rosario al collo, generando la protesta dei cristiani indiani (vedi Fides 15/6/2013). Come appreso da Fides, i produttori del film incriminato “Policegiri”, T.P. Aggarwal e suo figlio Rahul Aggarwal, hanno espresso dispiacere per aver ferito i sentimenti della comunità cristiana assicurando ai responsabili dell’associazione “Catholic Secular Forum” (CSF) che il fotogramma sarà cancellato dal film. I produttori hanno detto di aver massimo rispetto per ogni fede religiosa, impegnandosi a non ripetere tali errori. Anche Kavitta Verma ha inviato un lettera di “scuse incondizionate”, affermando di non voler offendere nessuno e impegnandosi a ritirare anche dal web tutte le immagini che la ritraggono col Rosario. “Ho commesso un errore e mi impegno a usare la massima riverenza verso ogget ti religiosi in futuro”, scrive l’attrice, rimarcando di comprendere e rispettare le preoccupazioni espresse dalla comunità cristiana.
In una nota inviata a Fides, Joseph Dias, leader del CSF, ha risposto che “i cristiani, per la loro fede, perdonano ma questo non significa che possono accettare atti blasfemi o bestemmie verso la propria fede”, invitando i registi e i produttori di Bollywood a rispettare i simboli di tutte le religioni. (PA) (Agenzia Fides 20/6/2013)

martedì 18 giugno 2013

Incontro nazionale dei comunicatori

AMERICA/BOLIVIA - Comunicatore, testimone di fede, per diventare voce dei senza voce

Cochabamba (Agenzia Fides) – La costruzione di reti a livello dipartimentale, regionale e nazionale è la sfida lanciata all'XI Incontro Nazionale di Comunicatori e dei Media Sociali della Chiesa cattolica, che si è tenuto dal 13 al 14 giugno a Cochabamba, Bolivia, sul tema "Comunicatore, testimone di fede".
Mons. Percy Galvan, Vescovo della Prelatura di Coro Coro, ha sottolineato in una nota inviata a Fides che il comunicatore "deve essere una persona che si identifica con la realtà delle persone che non hanno accesso alla comunicazione. Molte volte abbiamo sentito lo slogan dei “media che sono la voce dei senza voce”, ma purtroppo quello che trasmettono sono solo opinioni dei leader o di persone che vogliono solo essere attori, o addirittura persone che dichiarano determinati contenuti ideologici e quindi, sono voci interessate”. (CE) (Agenzia Fides, 18/06/2013)

lunedì 17 giugno 2013

Fare la fila alla mensa di Santa Marta

Papa Francesco fa la fila in mensa e non vuole tornare nell'Appartamento papale

Papa Francesco fa la fila in mensa e non vuole tornare nell'Appartamento papale



Boko Haram 4 chiese bruciate

AFRICA/NIGERIA - Quattro chiese bruciate da Boko Haram; Mons. Kaigama: “approccio regionale per sconfiggerli”

Abuja (Agenzia Fides)- Quattro chiese sono state bruciate in un attacco commesso probabilmente da appartenenti al gruppo jihadista Boko Haram nello Stato di Borno, uno dei tre Stati del nord della Nigeria dove è stato imposto lo stato di emergenza (vedi Fides 21/5/2013). Un gruppo di uomini armati di ordigni esplosivi artigianali e di bombe molotov ha assalito le comunità Hwa’a, Kunde, Gathahure e Gjigga sulle Gwoza Hills, mettendo a fuoco le 4 chiese, razziando e saccheggiando il bestiame e le riserve di cereali della popolazione.
“Purtroppo non ho informazioni precise e non so a quali comunità cristiane le chiese distrutte appartengono” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama Arcivescovo di Jos e Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria. “Tutte le comunicazioni sono state tagliate con le zone interessate dalle operazioni militari e non è possibile mettersi in contatto con il Vescovo di Maiduguri” spiega Mons. Kaigama.
Nonostante questo episodio l’Arcivescovo afferma che “l’operazione dell’esercito nigeriano e l’imposizione dello Stato d’emergenza ha sollevato il morale della popolazione. La gente si sente più sicura”.
Di fronte ai recenti attacchi in Niger (vedi Fides 4/6/2013) c’è ormai la certezza che Boko Haram si stia coordinando con i gruppi jihadisti cacciati dal Mali. “Boko Haram è un problema regionale e deve essere risolto con un approccio regionale” commenta Mons. Kaigama. “Scontiamo una terribile negligenza da parte della nostra intelligence e delle nostre forze di polizia che non hanno affrontato per tempo il fenomeno. Si deve ora mettere insieme le risorse di Nigeria, Niger e Mali per affrontare la minaccia dei gruppi jihadisti. Penso che comunque alla fine saranno sconfitti” conclude Mons. Kaigama. (L.M.) (Agenzia Fides 17/6/2013)

Dal Messaggero Dragaggiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

Dragaggi, a Marano e a Porto Nogaro
si allungano i tempi


sabato 15 giugno 2013

Chiesa di Sant’Antonio da Padova a Ras Al Khaimah, periferica di Dubai

ASIA/EMIRATI ARABI - Oltre 10mila fedeli alla Messa del Card. Filoni; a breve la nuova chiesa di San Paolo
Dubai (Agenzia Fides) – “La visita del Card. Filoni è stata un incoraggiamento molto forte per tutta la nostra Chiesa locale e una fonte di grande conforto per me, Vescovo, e per i fedeli”: è quanto dichiara all’Agenzia Fides S. Ecc. Mons. Paul Hinder OFM Cap, Vicario Apostolico dell’Arabia del Sud, tracciando un bilancio della visita del Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, appena ripartito alla volta di Roma, dopo un soggiorno negli Emirati Arabi Uniti, dall’11 al 15 giugno.
Il Vicario Apostolico riferisce a Fides che l’evento centrale della visita, cioè la consacrazione della nuova Chiesa di Sant’Antonio da Padova a Ras Al Khaimah, periferica di Dubai, avvenuta ieri, 14 giugno, è stata un momento di grande impatto spirituale: “Vi hanno partecipato circa 10mila fedeli, non ce lo aspettavamo. La chiesa era gremita, l’auditorium sottostante era stracolmo e migliaia di fedeli hanno solo ascoltato la celebrazione, all’esterno della Chiesa. Tutta la comunità cattolica, fatta di gente povera, di umili lavoratori immigrati, che vivono precarietà e insicurezza, ha ricevuto un grande incoraggiamento nel suo cammino di fede. Abbiamo ricevuto la benedizione e avvertito la presenza amorevole di Papa Francesco”. In un contesto sociale non facile, spiga il Vescovo, “la visita del Card. Filoni è stata un segno di attenzione della Chiesa in Roma che avrà frutti positivi in seno alla comunità locale”. Il Cardinale ha incontrato anche l’Emiro Saud Bin Saqr al Qasi mi che ha donato il terreno di Ras Al Khaimah per la Chiesa di Sant’Antonio, intrattenendo con lui un colloquio molto cordiale.
Mons. Hinder informa che la chiesa di Sant’Antonio è l’ottavo luogo di culto cattolico negli Emirati e che il 29 giugno prossimo presiederà la posa della prima pietra per un’altra nuova chiesa, che sarà intitolata a San Paolo e sorgerà ad Abu Dhabi: “Sarà la seconda chiesa ad Abu Dhabi, e sorgerà sulla terraferma, dato che il territorio dell’Emirato è in parte un’isola. Contiamo di edificarla in due anni. E’ segno che la nostra missione prosegue, ringraziamo il Signore”. (PA) (Agenzia Fides 15/6/2013)

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venerdì 14 giugno 2013

“Crimini nazionalistici” ideologicamente motivati.

ASIA/ISRAELE - Dissacrato il cimitero cristiano di Jaffa

Jaffa (Agenzia Fides) – Alcune tombe del cimitero cristiano ortodosso di Jaffa sono state danneggiate con scritte intimidatorie tracciate in ebraico, probabilmente nella notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 giugno. Anche cinque automobili parcheggiate nei paraggi del cimitero hanno subito danneggiamenti. I vandali hanno tracciato sulle lapidi funerarie di diverse tombe le scritte “vendetta” e “il prezzo da pagare”, formula con cui dai primi mesi del 2012 vengono “firmate” le azioni vandaliche ai danni di luoghi di culto cristiani e musulmani perpetrate da gruppi di coloni estremisti come ritorsione davanti allo smantellamento di insediamenti ebraici illegali.
In un comunicato, il Consiglio delle Istituzioni religiose della Terra Santa – che comprende il Gran Rabbinato d'Israele e il Ministero dell'Autorità palestinese per gli Affari religiosi, oltre a rapppresentanti e leader delle diverse comunità religiose – ha espresso indignazione per l'attacco al cimitero. Proprio mercoledì scorso il funzionario di polizia Galit Ziv aveva riferito davanti a una commissione parlamentare che nel 2012 sono state arrestate 200 persone a partire dalle inchieste aperte sugli atti vandalici firmati “il prezzo da pagare”. La polizia – ha detto la Ziv - tratta le azioni intimidatorie attribuite a gruppi estremisti di coloni come “crimini nazionalistici” ideologicamente motivati. (GV) (Agenzia Fides 14/6/2013).

martedì 11 giugno 2013

Dai tempi di Roncalli

ASIA/TURCHIA - La Festa di Sant’Antonio Istanbul, fra le agitazioni di piazza Taksim

Istanbul (Agenzia Fides) – “Molti giovani che vanno a piazza Taksim passano per la nostra chiesa, accendono un cero a Sant’Antonio, poi vanno a manifestare. Sono persone di ogni classe sociale e religione. Come frati francescani, in questo momento delicato per il paese preghiamo, per intercessione di Sant’Antonio, per il bene e pace nella nazione”: è quanto racconta all’Agenzia Fides p. Anton Bulai, OFM Conv, parroco della Chiesa di Sant’Antonio a Istanbul, che si trova nel bel mezzo della città, non lontano da piazza Taksim. La comunità locale dei sei frati francescani conventuali sta preparando la festa di Sant’Antonio, il 13 giugno, una celebrazione dalle radici antiche, e una festa che accoglierà fedeli cristiani di tutte le confessioni e anche molti no cristiani, devoti al Santo.
“E’ una festa che coinvolge tutta la Chiesa locale: ci stringeremo al nostro Vescovo, Mons. Louis Pelatre che celebrerà la Santa Messa. Ma è anche una festa ecumenica, aperta a tutti: vengono leader religiosi e fedeli di tutte le altre comunità”, spiega fra Anton. Non mancheranno un rappresentante del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli e fedeli non cristiani. Antonio è un santo conosciuto e amato in Turchia soprattutto per l’iniziativa del “Pane di poveri” che da oltre 60 anni beneficia persone indigenti, senza distinzione di religione o etnia. P. Bulai spiega: “Ogni martedì, fin dai tempi del Delegato Apostolico Angelo Roncalli, che frequentava la nostra chiesa, al nostro convento si prega e si distribuisce pane per le persone affamate o bisognose”. Negli ultimi anni “una speciale benedizione e doni per i bambini” hanno poi segnato la festa del 13 giugno.
La festa oggi si trova nel bel mezzo di un’ondata di protesta che, nota il parroco, “in qualche modo potrebbe scoraggiare la partecipazione della gente”, dato il timore di disordini o di violenza. Dalla Chiesa di Sant’Antonio “giungerà sempre un parola di pace, di bene e di riconciliazione”. “La nostra Chiesa e la nostra testimonianza francescana in Turchia va avanti: siamo una convento con le porte sempre aperte all’accoglienza, siamo frati sempre pronti e pregare, benedire, accogliere chiunque si avvicini ed entri per accendere un cero al Santo: e le persone che ogni giorno lo fanno sono davvero moltissime, di ogni classe sociale e religione ”, nota p. Bulai (PA) (Agenzia Fides 11/6/2013)

lunedì 10 giugno 2013

Problemi pesanti


Trasporti siderurgici, un vertice

San Giorgio, le richieste di Confindustria Gorizia alla Regione per la tratta Monfalcone-Porto Nogaro

mercoledì 5 giugno 2013

Pace per la Siria, pace per tutto il Medio Oriente.

Papa Francesco: pace e aiuti per la popolazione siriana
Pace per la Siria, pace per tutto il Medio Oriente. Lo ha ribadito Papa Francesco parlando stamattina agli organismi umanitari cattolici che operano nella regione, riuniti in Vaticano sotto il coordinamento del Pontificio Consiglio Cor Unum. Papa Francesco ha preso atto delle intenzioni della comunità internazionale di promuovere un dialogo per la pace. Chiedo -- ha aggiunto -- di favorire l'aiuto umanitario per i profughi e i rifugiati siriani, mirando in primo luogo al bene della persona e alla tutela della sua dignità, al di là delle appartenenze etniche o religiose. La Santa Sede -- ha aggiunto il Papa -- è a favore di un futuro di pace per la Siria, in cui tutti possano vivere liberamente ed esprimer ...

martedì 4 giugno 2013

Le ragazze cristiane sono le più vulnerabili e indifese

ASIA/PAKISTAN - Pressioni della polizia per salvare gli stupratori di una giovane cristiana

Lahore (Agenzia Fides) – Si sono mossi settori dell’apparato di polizia per salvare i violentatori di una ragazza cristiana, Fouzia Bibi, 15enne del distretto di Kasur, in Punjab, stuprata brutalmente dai due uomini musulmani Shabir Ali e Sher Mohammed, lavoratori nella stessa azienda agricola dove è impiegata la famiglia di Fouzia (vedi Fides 7/2 e 12/2/2013). Fouzia Bibi è stata sequestrata e stuprata ripetutamente. Dopo la denuncia della famiglia, Shabir Ali era stato arrestato per la violenza (Sher Mohammed resta a piede libero), ma la polizia aveva cercato di chiudere il caso, dichiarandolo innocente per mancanza di prove. I legali dell’uomo, ancora in carcere, hanno ora depositato una richiesta di cauzione all’Alta Corte di Lahore per chiedere la libertà provvisoria. Intanto il cugino di Fouzia Bibi, Ashiq Alam, che sta aiutando la famiglia di Fouzia nel caso legale, è stato a sua volta accusato falsamente di stupro, con l'aiuto di alcuni funzionari di Polizia de lla città di Muridkey. Come riferito a Fides dall’avvocato cristiano Mushtaq Gill, che sta seguendo il caso, si tratta di un atto intimidatorio trasversale, per spingere il padre di Fouzia a ritirare la denuncia.
La violenza sessuale ai danni di ragazze cristiane è una pratica che colpisce in Pakistan centinaia di ragazze ogni anno: nella generale condizione di subalternità della donna nel paese, le ragazze cristiane sono le più vulnerabili e indifese, in quanto appartenenti alle minoranze religiose. Come dicono fonti di Fides, “spesso sono considerate ‘merce’ dai potenti musulmani” che ne dispongono a loro piacimento, spesso godendo di impunità. (PA) (Agenzia Fides 4/6/2013)

   Tav: indispensabile per il Fvg

La presidente della Regione, Serracchiani, ha ribadito la necessità di 'avere collegamenti ferroviari veloci ed efficienti' e che la tratta Venezia-Trieste rientra tra le priorità su cui intervenire subito. Il commento di Matteo Piasente, segretario nazionale della Lega Nord




domenica 2 giugno 2013

Inno GMG Rio 2013 versione italiana

Papa Francesco: la guerra è una pazzia

Domenica 2 giugno, festa della Repubblica in Italia, Papa Francesco ha
celebrato la messa del mattino per un gruppo di 80 persone, guidate
dAll'Ordinario Militare italiano. Hanno partecipato i parenti dei
militari italiani caduti nelle missioni di pace e alcuni militari
feriti. Papa Francesco ha commentato il Vangelo della domenica, con
l'episodio del centurione che chiede la guarigione del suo servo e si
è riferito al tema dei conflitti, della guerra e della pace.
INSERTO PAPA
Quando diciamo "Il Signore ama tutti" è perché ama ognuno, ha un
rapporto con ognuno e sente, ascolta la preghiera di ognuno. Noi oggi
siamo venuti a pregare per i nostri morti, per i nostri feriti, per
quelle vittim ... 

Papa Francesco incontra i bambini malati
"E' bello vederti davvero e non alla tv"

Il Pontefice ha incontrato, nella cappella di Santa Marta, 22 piccoli ospiti del reparto oncologia del policlinico Gemelli. Nugnes Michelle, una bimba, ha chiesto a Bergoglio di pregare per tutti gli ammalati del mondo


sabato 1 giugno 2013

Santa Marta per i piccoli

Papa Francesco ai bambini malati: Gesù è vicino
Venerdì pomeriggio nella Cappella della Casa Santa Marta, il Papa ha
incontrato per circa mezz'ora un gruppo di 22 bambini, gravemente
ammalati, ospiti del reparto di Oncologia Pediatrica del Policlinico
"Agostino Gemelli" di Roma. Papa Francesco ha dialogato con i bambini,
invitandoli a sentire sempre la presenza di Gesù vicino a loro. Dopo
un'Ave Maria recitata insieme, il Papa ha impartito la benedizione,
spiegando che si tratta di un abbraccio di Dio. Infine, come di
consueto, ha salutato con grande affetto singolarmente tutti i
presenti, ogni bambino con i suoi genitori.

mercoledì 29 maggio 2013

Sollecitiamo SENAME

AMERICA/CILE - Denuncia di un gruppo di religiosi per violenze sui bambini Mapuche

Santiago (Agenzia Fides) – Un gruppo di religiosi, religiose e sacerdoti impegnati nel lavoro di pastorale con le comunità mapuche, composte dagli abitanti amerindi originari del Cile centrale e meridionale e del Sud dell’Argentina, hanno denunciato gravi violenze da parte delle forze pubbliche contro i bambini di questa etnia. In un comunicato diffuso dagli stessi religiosi si legge di minori umiliati per terra, ammanettati, tirati giù dai rispettivi letti, con le armi da fuoco puntate e interrogati. E ancora, genitori minacciati, maltrattati in loro presenza, privati di beni di ogni genere come oggetti personali, telefoni cellulari e computer. Questi piccoli sono terrorizzati, temono di essere ancora violentati e abusati in qualsiasi momento in casa. I religiosi insistono sul fatto che nonostante le denunce contro la polizia e le condanne dei tribunali di giustizia i diritti fondamentali dei bambini continuino ad essere violati. Le comunità di Trapilwe e Mawidache ha nno recentemente subito irruzioni improvvise, i bambini sono stati abusati nelle loro case da agenti completamente incappucciati nel momento in cui si alzavano la mattina per andare a scuola. “Sollecitiamo il Servizio Nazionale dei Minori (SENAME) a pronunciarsi su questi fatti, visto che la sua missione è quella di tutelare e restituire i diritti ai minori e agli adolescenti violati”, dichiarano i religiosi che aggiungono che in questo modo si sta alimentando un circolo vizioso di violenza invece di promuovere la giustizia in queste comunità. “Ci sembra che stia diventando pericolosamente normale questo modo di agire da parte delle istituzioni che invece dovrebbero essere le prime a rispettare i diritti di bambini e anziani nelle comunità mapuche” concludono i religiosi. (AP) (29/5/2013 Agenzia Fides)

Magdala: una moneta del 29 dC

Clikka e si aprirà un filmato

martedì 28 maggio 2013

Carabiniere fuori servizio fa arrestare tre fratelli ladri di profumi


Luciano Burini

Muore mentre taglia
l’erba in giardino


Green

La Birra Castello diventa Green con il trasporto su rotaia 

La Madonna del Carmelo

962 you Sul Carmelo per rinnovare HD

DRagaggi per entrare in porto

Dragaggi fermi, le imprese
chiedono i danni



domenica 26 maggio 2013

Francesco in parrocchia: dalle periferie si vede la realtà

La benedizione dei bambini a Papa Francesco, cantata con le parole di Francesco d'Assisi per frate Leone. E' stato il momento più intenso della prima visita del Papa, come Vescovo di Roma, in una parrocchia dell'Urbe, quella dedicata ai, nella zona nord della città. Davanti ai bambini che avevano appena ricevuto la prima comunione dalle sue mani, Papa Bergoglio ha chinato il capo come sulla Loggia delle Benedizioni in San Pietro, il 13 marzo, la sera dell'elezione, chiedendo la preghiera della diocesi di Roma per lui, nuovo vescovo. "Ogni cristiano - ha detto ai bambini attorno a lui -- può e deve benedire sempre", dire bene agli altri e degli altri.
Accolto al suo arrivo dal parroco e dalle famiglie ... 

lunedì 20 maggio 2013

L'unità dei Cristiani in Pakistan


ASIA/PAKISTAN - Pentecoste per i cristiani in Pakistan: “Uniti nella diversità”
Lahore (Agenzia Fides) – Il soffio dello Spirito Santo opera per l’unità dei cristiani in Pakistan. Una veglia ecumenica ha segnato la celebrazione della Pentecoste per le diverse comunità cristiane di Lahore, capitale del Punjab, che si sono ritrovate per un incontro di preghiera e riflessione, con lo scopo di rafforzare lo spirito di comunione e condivisione. Alla veglia, tenutasi alla vigilia di Pentecoste nella chiesa di san Giuseppe a Lahore, e organizzata dal “Comitato di Unità Ecumenica”, hanno preso parte centinaia di fedeli e i rappresentanti delle quattro principali comunità cristiane in Pakistan: Mons. Sebastian F. Shaw, Amministratore Apostolico di Lahore (Chiesa cattolica); i Vescovi Samuel Robert Azaria e Irfan Jamil (“Chiesa del Pakistan”, Anglicana); il rev Salamat Masih (Esercito della Salvezza) il rev. Arif M. Siraj (Chiesa presbiteriana).
“La fede dei primi cristiani era basata sulla loro esperienza personale: avevano visto il Signore, lo avevano sentito, lo avevano toccato e lo mostravano ai fedeli attraverso la fraternità, la condivisione del pane e la testimonianza”, ha ricordato il Vescovo Irfan Jamil. “Abbiamo bisogno di riscoprire la fraternità come quella della Chiesa primitiva, che era radicata nella fede”. Il Vescovo ha messo l’accento anche sull’evangelizzazione, chiedendo ai fedeli di condividere l’annuncio: “Cristo è risorto dai morti e noi siamo suoi testimoni”.
Mons. Sebastian Shaw OFM, incoraggiando le iniziative e gli sforzi ecumenici, ha rimarcato che la solidarietà fra i cristiani si vede nelle difficoltà, ma anche nei programmi sociali che “stimolano ad avvicinarsi gli uni agli altri”. Il rev. Arif Siraj, il moderatore della Chiesa presbiteriana in Pakistan, ha sottolineato “l’urgenza e la bellezza dell’unità, che è dono dello Spirito Santo”. “Ringraziamo il Signore per il dono del suo Santo Spirito, nella Pentecoste: lo Spirito è con noi sempre. L'unità tra le Chiese deve essere visibile. In un paese islamico come il Pakistan siamo chiamati a essere testimoni di Cristo”, ha concluso il Vescovo Samuel Robert Azaria.
I cristiani in Pakistan sono, complessivamente, il 3% della popolazione, che conta circa 180 milioni di abitanti. (PA) (Agenzia Fides 20/05/2013)

I miracoli ci sono


Papa Francesco: crediamo nella preghiera!
Dobbiamo credere in Gesù e pregare, per superare le nostre certezze e la chiusura che deriva dalla mancanza di fede. Lo ha sottolineato Papa Francesco, nell'omelia della messa del mattino.
INSERTO PAPA
I miracoli ci sono. Ma la preghiera! Una preghiera coraggiosa, che lotta per arrivare a quel miracolo; non quelle preghiere per cortesia, no? "Ah, io pregherò per te: dico un Pater Noster, un'Ave Maria e mi dimentico". No: preghiera coraggiosa, come quella di Abramo che lottava con il Signore per salvare la città, come quella di Mosé che aveva le mani in alto e si stancava, pregando il Signore; come quella di tante persone, di tanta gente che ha fede e con la fede prega, prega. La preghiera fa miracol ... 

domenica 19 maggio 2013

Le periferie dell'esistenza

Francesco: La Chiesa raggiunga le periferie dell'esistenza.
Quella che stiamo vivendo non è solo una crisi economica, ma è "una crisi dell'uomo", dove l'etica non trova più posto nella vita pubblica e nella politica, tanto che ci si preoccupa maggiormente degli "investimenti nelle banche" che delle persone che muoiono di fame. Così Papa Francesco alla veglia di preghiera dedicata ai Movimenti, alle nuove Comunità, alle Associazioni e alle Aggregazioni laicali. L'evento, ideato dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, in occasione dell'Anno della Fede, ha offerto al Pontefice la possibilità di ribadire che "per annunciare il Vangelo sono necessarie due virtù: il coraggio e la pazienza". La comunicazione della fede, quella fede ta ...

Foglio parrocchiale di domenica 19 maggio



Papa Francesco: no alla disinformazione
Dobbiamo seguire Gesù, rinunciando alle abitudini sbagliate di intrometterci nella vita degli altri, fare paragoni, parlare male. Lo ha ribadito Papa Francesco nell'omelia della messa del mattino.
INSERTO PAPA
Le chiacchiere non ti faranno bene, perché ti porteranno proprio a questo spirito di distruzione nella Chiesa. Segui me!". E' bella questa parola di Gesù, è tanto chiara, è tanto amorosa per noi. Come se dicesse: "Non fate fantasie, credendo che la salvezza è nella comparazione con gli altri o nelle chiacchiere. La salvezza è andare dietro di me". Seguire Gesù! Chiediamo oggi al Signore Gesù che ci dia questa grazia di non immischiarci mai nella vita degli altri, di non diventare cristiani di ...

Centenario d'Amore


lunedì 13 maggio 2013

I Motilón Bari e la canonizzazione di Suor Laura


AMERICA/COLOMBIA - Anche i gruppi indigeni hanno festeggiato la prima santa colombiana
Tibù (Agenzia Fides) – "Vi sono troppi personaggi malvagi che sono entrati nella memoria collettiva dei colombiani. La canonizzazione di Suor Laura ricorda al Paese che ci sono anche altre persone piene di virtù, di generosità e servizio", ha detto Mons. Omar Alberto Sánchez Cubillos, O.P., vescovo della Diocesi di Tibù (Colombia) alla conclusione della celebrazione nella cattedrale per festeggiare Madre Laura, la nuova santa colombiana (Vedi Fides 11/05/2013).
"Questa giurisdizione ecclesiastica- riferisce la nota inviata a Fides- è anche protagonista di questo grande evento della Chiesa cattolica, perché vede la presenza e il lavoro missionario delle "Lauritas" nella comunità indigena Motilón Bari, da 50 anni".
I Motilón Bari sono un gruppo etnico della Colombia e del Venezuela, con una popolazione stimata di circa 4 mila persone pressoché ignorata dalle autorità. Infatti la zona di Tibù si trova alla frontiera tra Colombia e Venezuela dove la sicurezza è precaria per la presenza della guerriglia delle FARC e di altri gruppi paramilitari .
Durante la cerimonia una religiosa, autrice di una biografia di Suor Laura, ha descritto la vita e l'opera della prima santa colombiana. Le offerte sono state presentate da diverse donne indigene dei gruppi etnici di Catalaura e Karicachaboquira.
(CE) (Agenzia Fides, 13/05/2013)

San floriano raccontato da Natisone.it


sabato 11 maggio 2013

90 disabili ad Aleppo


ASIA/SIRIA - Emergenza acqua per 90 disabili musulmani soccorsi dai cristiani
Aleppo (Agenzia Fides) – Novanta disabili costretti a fuggire dal quartiere aleppino di Cheikh Maksoud – un'area conquistata nelle settimane scorse dalle milizie anti-Assad – hanno ricevuto accoglienza in un ostello di proprietà del Vicariato apostolico di Aleppo, ma ora la loro condizione è messa a rischio dalla mancanza d'acqua divenuta cronica nella metropoli martoriata dalla guerra civile. “I disabili, tutti musulmani” riferisce da Aleppo all'Agenzia Fides padre David Fernandez, missionario cattolico dell'Istituto del Verbo Incarnato “sono dovuti fuggire dalla casa che li ospitava, come hanno fatto quasi tutti gli abitanti del quartiere di Cheikh Maksoud. Cercavano un posto dove trovare rifugio, e il Vicariato apostolico ha messo a disposizione una residenza per studenti al momento disabitata. Ma adesso manca l'acqua, aumenta il caldo e quei poveri disabili si trovano in grave difficoltà. Molti di loro sono infermi. I volontari che li aiutano passano tutto il tem po a cercare autobotti per far arrivare loro quel bene indispensabile per vivere”.
Oltre ai disabili rifugiati nella residenza studentesca, altri anziani e infermi, nelle stesse condizioni, sono accuditi dalle Suore di Madre Teresa. “Nella tragedia della guerra” commenta padre Fernandez “i gesti della carità appaiono come un dono ancora più luminoso e commovente”. Il missionario conferma a Fides che la settimana scorsa numerosi missili e colpi di mortaio sono stati lanciati dalle milizie anti-regime sul quartiere di Sulaymaniyah, abitato da molti cristiani. L'obiettivo degli attacchi era un presidio dell'esercito governativo, ma molti colpi sono caduti sulle abitazioni civili. E' stata danneggiata anche la sede della metropolia siro-ortodossa dove risiede solitamente Mar Gregorios Yohanna Ibrahim, uno dei due vescovi di Aleppo (l'altro è il metropolita greco-ortodosso Boulos al-Yazigi) da quasi 3 settimane nelle mani di ignoti rapitori. (GV) (Agenzia Fides 11/5/2013)

I Coldiretti a Marano


             Inaugurata da Coldiretti di Udine, a Marano Lagunare, la prima vendita diretta di pesca d’Italia


Coldiretti Udine - Campagna amica. Leggi l'articolo di mondo del gusto

Mercato pesce coldiretti a marano lagunare

venerdì 10 maggio 2013

la preghiera di un cuore spezzato


ASIA/SIRIA - Giornata internazionale di preghiera per chiedere la pace
Aleppo (Agenzia Fides) - Sabato 11 maggio i cristiani siriani di tutte le Chiese e comunità ecclesiali hanno indetto una giornata di preghiera per «supplicare Dio di concedere misericordia alla Siria e di por fine alla violenza». L'appello a pregare per la Siria, intitolato “la preghiera di un cuore spezzato”, è stato esteso ai cristiani di tutto il mondo, suscitando vaste adesioni.
In Siria, alla giornata di preghiera aderiscono 12 Chiese e confessioni cristiane. «E’troppo rischioso spostarsi nelle zone di combattimento. Dovremo limitarci a delle riunioni locali attraverso tutto il Paese, nelle case, nei luoghi di incontro e nelle chiese» è scritto nel testo dell'appello diffuso via web. Le intenzioni di preghiera sono quattro: il ritorno della pace, la liberazione di tutti gli ostaggi, la cura dei bambini traumatizzati dalla guerra, la richiesta urgente di soccorsi umanitari per tutti i profughi.
«La gente» riferisce da Aleppo all'Agenzia Fides padre David Fernandez, sacerdote dell'Istituto del Verbo Incarnato «aspettava con ansia il mese di maggio per chiedere a Maria la grazia della pace. Con i rifugiati e con chi riesce a venire, ogni pomeriggio celebriamo la Messa recitiamo il Santo Rosario con questa intenzione. Tutti cantano le litanie e l'inno finale alla Vergine con grande commozione. Chiedono a Maria il dono della pace, rivolgendosi a lei come all'unica che può ancora aiutarli a mantenere viva la speranza, nella situazione tremenda che stiamo vivendo». (GV) (Agenzia Fides 10/5/2013).

domenica 5 maggio 2013


Papa Francesco: "Con Maria, liberi per fare scelte buone"
Libertà non è fare ciò che si vuole, "buttare tutto ciò che non ci piace dalla finestra. La libertà ci è donata perché sappiamo fare scelte buone nella vita", come Maria. Lo ha detto sabato sera Papa Francesco nella Basilica papale di Santa Maria Maggiore, dove ha recitato il Rosario dopo aver preso possesso del tempio con il bacio del Crocifisso.
L'icona di Maria Salus Populi Romani, già venerata da Papa Bergoglio il 14 marzo, poche ore dopo la sua elezione, era posta per l'occasione sopra l'altare. Dopo la recita dei misteri gaudiosi il Pontefice ha ricordato che Maria è una madre che "ci aiuta a crescere, ad affrontare la vita, ad essere liberi". Ci ha aiuta, ha proseguito, a superare la tentazion ...