sabato 12 marzo 2011

Terremoto, tsunami, bambini, caritas!

ASIA/GIAPPONE - Terremoto e tsunami sono per i cattolici “una sfida a testimoniare l’amore”
Saitama (Agenzia Fides) – “La Chiesa giapponese risponderà alla tragedia dello terremoto e dello tsunami che hanno colpito il Nord del Giappone con la preghiera e la solidarietà”. Lo dice all’Agenzia Fides Mons. Marcellinus Daiji Tani, Vescovo di Saitama, una delle diocesi maggiormente colpite dal sisma. “I danni maggiori si registrano a Sendai – nota il Vescovo – ma anche la mia diocesi di Saitama, poco più a Sud, è stata interessata, fortunatamente senza registrare perdite umane. A preoccuparci è soprattutto la situazione della centrale nucleare di Fukushima. Ma dovremo farci forza, con l’aiuto dello Spirito Santo. Domani, nelle Messe domenicali in tutta la nazione, ricorderemo le vittime, i feriti e gli sfollati. Come comunità cristiana, saremo pronti alla preghiera e alla solidarietà”. Il Vescovo rimarca: “Questo evento doloroso ci ricorda che la vita è nelle mani di Dio e che è un dono di Dio. Inoltre sarà per tutti noi una sfida a mettere in pratica e testimoniare il comandamento dell’amore e della carità fraterna, in questo tempo di Quaresima”. (PA) (Agenzia Fides 12/3/2011)
ASIA/GIAPPONE - Caritas Giappone lancia una Campagna di solidarietà in tutto il paese
Nagoya (Agenzia Fides) – Una campagna di solidarietà, in favore delle vittime del terremoto e dello tsunami che ha colpito il Nord del Giappone, verrà lanciata domani, 13 marzo, dalla Caritas Giappone in tutte le chiese nipponiche. L’iniziativa coinvolgerà anche scuole, associazioni e istituzioni cattoliche, con l’intento di raccogliere fondi per aiutare gli sfollati: lo annuncia all’Agenzia Fides p. Daisuke Narui, Direttore Esecutivo della Caritas giapponese.
Il Direttore rimarca: “Il nostro compito è mostrare amore e solidarietà soprattutto verso le categorie più vulnerabili, come gli anziani, i migranti, i senza tetto. Lavoreremo insieme con Ong di altra estrazione. In questo momento siamo chiamati a dare testimonianza di unità e ad essere vicini a ogni essere umano sofferente. Sappiamo già che la risposta dei fedeli al nostro appello sarà molto generosa”.
Tracciando un quadro della situazione, P. Narui spiega a Fides: “E’ un disastro terribile, uno dei più forti nella storia del paese. La zona più colpita è quella del Nord, i morti hanno già superato il migliaio, vi sono centinaia di feriti e di sfollati interni”. La Caritas si è mossa immediatamente dopo la tragedia: “Subito dopo il terremoto e lo tsunami, abbiamo organizzato un incontro di emergenza in teleconferenza. La priorità oggi è raccogliere informazioni dalle zone colpite, ma è difficile perché le linee telefoniche ed elettriche sono ancora interrotte. La diocesi più colpita è quella di Sendai, ma non abbiamo ancora ricevuto notizie dal Direttore della Caritas diocesana e questo ci preoccupa molto. Per questo stiamo studiando la possibilità di una missione in loco”, racconta p. Narui.
Soffermandosi sulle conseguenze del dramma, il sacerdote spiega: “Credo che nel Giappone di oggi, segnato dalla crisi economica, colpito dal fenomeno sociale della depressione e dei suicidi, questo evento doloroso possa rappresentare un’opportunità per diffondere i valori del Vangelo, cioè la fratellanza di tutti gli uomini, la costruzione del bene comune, il riconoscere che ogni persona ha la dignità di figlio di Dio ed è importante agli occhi di Dio. Se, con la nostra opera e la nostra testimonianza, riusciremo a comunicare questo, allora da questo male potrà nascere un bene”. (PA) (Agenzia Fides 12/3/2011)
ASIA/GIAPPONE - Emergenza bambini dopo il terribile terremoto
Tokyo (Agenzia Fides) – I bambini del Giappone e di tutta l'area del Pacifico non hanno mai vissuto un momento così cruciale come quello attuale, in seguito al terremoto che ha provocato, secondo un primo bilancio provvisorio, oltre un migliaio di vittime. Immediata è stata la risposta delle organizzazioni umanitarie e della Chiesa diffusa nel mondo. Secondo quanto riportato in un comunicato della Conferenza Episcopale Australiana, pervenuto all'Agenzia Fides, l’assicurazione della preghiera per le vittime del più grave terremoto mai abbattutosi sul Giappone da 140 anni a questa parte, sono giunte dall'Arcivescovo Philip Wilson, Presidente della Conferenza dei Vescovi australiani e dai Vescovi di Inghilterra e Galles. L'Arcivescovo ha anche esortato Caritas Australia ad intervenire prontamente. Un appello per i bambini colpiti dal terremoto e dalla successiva ondata di tsunami è giunto anche dal Presidente dell'Organizzazione umanitaria Save the Children, Charles F. MacCormack. L'organizzazione, insieme ad altre agenzie, è impegnata a dare priorità alle esigenze specifiche dei bambini e a fornire un supporto di emergenza. I bambini sono sempre tra le vittime più vulnerabili nelle situazioni di emergenza e occorre un intervento specifico per sostenerli fisicamente ed emotivamente e aiutarli ad affrontare lo shock subito. (AP) (12/3/2011 Agenzia Fides)

Domenica 13 marzo 2011

  I DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)

PRIMA LETTURA (Gen 2,7-9; 3,1-7)
La creazione dei progenitori e il loro peccato.
Dal libro della Gènesi

Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.
Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.
Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: “Non dovete mangiare di alcun albero del giardino”?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male».
Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 50)
Rit: Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. Rit.

Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto. Rit.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. Rit.

Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode. Rit.
SECONDA LETTURA (Rm 5,12-19 (forma breve: Rm 5,12.17-19))
Dove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti. E nel caso del dono non è come nel caso di quel solo che ha peccato: il giudizio infatti viene da uno solo, ed è per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute, ed è per la giustificazione. Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.
Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.
Parola di Dio.

Canto al Vangelo (Mt 4,4b)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
VANGELO (Mt 4,1-11)
Gesù digiuna per quaranta giorni nel deserto ed è tentato.
+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
Desiderosi di vivere con cuore rinnovato, nella libertà di figli, chiediamo al Padre che ascolti le nostre preghiere e ci dia la forza di vivere secondo la sua divina volontà.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa si abbeveri alla Parola di Dio, da essa si lasci guidare sulle strade della storia, per esprimere frutti di santità, preghiamo.
2. Per coloro che sono rivestiti di autorità, perché svolgano il loro mandato con spirito di servizio, come un compito per il bene comune, preghiamo.
3. Perché gli uomini sappiano resistere alle tentazioni del potere, dell’avere e del piacere, gli idoli del nostro tempo, preghiamo.
4. Per i battezzati, perché accolgano con riconoscenza l’invito alla conversione di questo tempo quaresimale e si impegnino nell’itinerario della riscoperta di una fede autentica, preghiamo.
5. Per noi che partecipiamo a questa Eucaristia, perché il Signore scardini le nostre resistenze e ci renda aperti alla sua voce e al suo appello d’amore, preghiamo.

Ascolta, o Padre, le nostre preghiere, e donaci la forza di superare ogni prova, per raggiungere la comunione con te, che sei l’Amore. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

giovedì 10 marzo 2011

AFRICA/EGITTO - “La situazione è tesa e confusa” dopo gli scontri al Cairo, dice a Fides il Direttore Nazionale delle POM

Il Cairo (Agenzia Fides) - “La situazione è ancora tesa, ieri sono morti 14 giovani cristiani a Moqattam. Anche a Giza vi sono tensioni. Inoltre continua da 4 giorni una manifestazione dei copti di fronte alla sede della tv nazionale” dice all’Agenzia Fides dal Cairo don Nabil Fayez Antoun, Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) dell’Egitto. A Mansheya, il quartiere dei raccoglitori d’immondizia (chiamati “Zabbaleen”), che si trova piedi delle colline Moqattam, vi sono stati scontri tra musulmani e copti che protestavano per la distruzione della chiesa di Atfih, nella regione di Helwan (vedi Fides 7/3/2011 e 9/3/2011)
“La rivoluzione dei giovani ha scatenato le diverse forze che sono presenti nella società egiziana, così come si stanno presentando tutti insieme i diversi problemi che da tempo affliggono l’Egitto - dice don Nabil -. Inoltre la situazione economica è molto critica. Insomma stiamo vivendo una fase molto confusa dove è difficile orientarsi. Speriamo comunque che prevalga la ragione sulla violenza”.
Don Nabil aggiunge però che con la svolta impressa all’Egitto dalla rivolte dei giovani si possono aprire degli spazi anche per i cristiani. “Ho tenuto un incontro nella cattedrale, che è stato anche ripreso dalla televisione, con alcuni giovani di piazza Tahrir ed esponenti di alcuni partiti per discutere come anche i cristiani possano inserirsi nella nuova realtà, per dare il loro apporto al bene comune” conclude il Direttore Nazionale delle POM dell’Egitto. (L.M.) (Agenzia Fides 10/3/2011)

VATICANO - “Noi cristiani dobbiamo essere un messaggio vivente, anzi, in molti casi siamo l’unico Vangelo che gli uomini di oggi leggono ancora”

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – “Tutti possono aprirsi all’azione di Dio, al suo amore; con la nostra testimonianza evangelica, noi cristiani dobbiamo essere un messaggio vivente, anzi, in molti casi siamo l’unico Vangelo che gli uomini di oggi leggono ancora”. E’ l’esortazione che il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto durante la Celebrazione Eucaristica con il rito di benedizione e di imposizione delle Ceneri, che ha celebrato nel pomeriggio di mercoledì 9 marzo, nella Basilica di Santa Sabina. “Ecco la nostra responsabilità sulle orme di san Paolo – ha detto il Pontefice -, ecco un motivo in più per vivere bene la Quaresima: offrire la testimonianza della fede vissuta ad un mondo in difficoltà che ha bisogno di ritornare a Dio, che ha bisogno di conversione.”
Nell’opinione comune, il tempo della Quaresima “rischia di essere connotato dalla tristezza, dal grigiore della vita – ha sottolineato il Papa -. Invece esso è dono prezioso di Dio, è tempo forte e denso di significati nel cammino della Chiesa, è l’itinerario verso la Pasqua del Signore”.
Prendendo spunto della prima Lettura, tratta dal libro del profeta Gioele, in cui Dio invita il popolo ebraico ad un pentimento sincero e non apparente, il Santo Padre ha ricordato che “non si tratta di una conversione superficiale e transitoria, bensì di un itinerario spirituale che riguarda in profondità gli atteggiamenti della coscienza e suppone un sincero proposito di ravvedimento. E questa conversione è possibile perché Dio è ricco di misericordia e grande nell’amore”. Nel Vangelo, Gesù mette in guardia sul fatto che “quando si compie qualcosa di buono, quasi istintivamente nasce il desiderio di essere stimati e ammirati per la buona azione, di avere cioè una soddisfazione”. Ma il Signore “non chiede un rispetto formale ad una legge estranea all'uomo, imposta da un legislatore severo come fardello pesante”, invita invece a riscoprire l’elemosina, la preghiera e il digiuno “vivendole in modo più profondo, non per amore proprio, ma per amore di Dio, come mezzi nel cammino di conversione a Lui”. (SL) (Agenzia Fides 10/03/2011)

Messaggio del Papa per la Quaresima 2011

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
BENEDETTO XVI
PER LA QUARESIMA 201
1
 “Con Cristo siete sepolti nel Battesimo,
con lui siete anche risorti
” (cfr Col 2,12)

Cari fratelli e sorelle,
la Quaresima, che ci conduce alla celebrazione della Santa Pasqua, è per la Chiesa un tempo liturgico assai prezioso e importante, in vista del quale sono lieto di rivolgere una parola specifica perché sia vissuto con il dovuto impegno. Mentre guarda all’incontro definitivo con il suo Sposo nella Pasqua eterna, la Comunità ecclesiale, assidua nella preghiera e nella carità operosa, intensifica il suo cammino di purificazione nello spirito, per attingere con maggiore abbondanza al Mistero della redenzione la vita nuova in Cristo Signore (cfr Prefazio I di Quaresima).
1. Questa stessa vita ci è già stata trasmessa nel giorno del nostro Battesimo, quando, “divenuti partecipi della morte e risurrezione del Cristo”, è iniziata per noi “l’avventura gioiosa ed esaltante del discepolo” (Omelia nella Festa del Battesimo del Signore, 10 gennaio 2010). San Paolo, nelle sue Lettere, insiste ripetutamente sulla singolare comunione con il Figlio di Dio realizzata in questo lavacro. Il fatto che nella maggioranza dei casi il Battesimo si riceva da bambini mette in evidenza che si tratta di un dono di Dio: nessuno merita la vita eterna con le proprie forze. La misericordia di Dio, che cancella il peccato e permette di vivere nella propria esistenza “gli stessi sentimenti di Cristo Gesù” (Fil 2,5), viene comunicata all’uomo gratuitamente.
L’Apostolo delle genti, nella Lettera ai Filippesi, esprime il senso della trasformazione che si attua con la partecipazione alla morte e risurrezione di Cristo, indicandone la meta: che “io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la comunione alle sue sofferenze, facendomi conforme alla sua morte, nella speranza di giungere alla risurrezione dai morti” (Fil 3,10-11). Il Battesimo, quindi, non è un rito del passato, ma l’incontro con Cristo che informa tutta l’esistenza del battezzato, gli dona la vita divina e lo chiama ad una conversione sincera, avviata e sostenuta dalla Grazia, che lo porti a raggiungere la statura adulta del Cristo.
Un nesso particolare lega il Battesimo alla Quaresima come momento favorevole per sperimentare la Grazia che salva. I Padri del Concilio Vaticano II hanno richiamato tutti i Pastori della Chiesa ad utilizzare “più abbondantemente gli elementi battesimali propri della liturgia quaresimale” (Cost. Sacrosanctum Concilium, 109). Da sempre, infatti, la Chiesa associa la Veglia Pasquale alla celebrazione del Battesimo: in questo Sacramento si realizza quel grande mistero per cui l’uomo muore al peccato, è fatto partecipe della vita nuova in Cristo Risorto e riceve lo stesso Spirito di Dio che ha risuscitato Gesù dai morti (cfr Rm 8,11). Questo dono gratuito deve essere sempre ravvivato in ciascuno di noi e la Quaresima ci offre un percorso analogo al catecumenato, che per i cristiani della Chiesa antica, come pure per i catecumeni d’oggi, è una scuola insostituibile di fede e di vita cristiana: davvero essi vivono il Battesimo come un atto decisivo per tutta la loro esistenza.
2. Per intraprendere seriamente il cammino verso la Pasqua e prepararci a celebrare la Risurrezione del Signore - la festa più gioiosa e solenne di tutto l’Anno liturgico - che cosa può esserci di più adatto che lasciarci condurre dalla Parola di Dio? Per questo la Chiesa, nei testi evangelici delle domeniche di Quaresima, ci guida ad un incontro particolarmente intenso con il Signore, facendoci ripercorrere le tappe del cammino dell’iniziazione cristiana: per i catecumeni, nella prospettiva di ricevere il Sacramento della rinascita, per chi è battezzato, in vista di nuovi e decisivi passi nella sequela di Cristo e nel dono più pieno a Lui.
La prima domenica dell’itinerario quaresimale evidenzia la nostra condizione dell’uomo su questa terra. Il combattimento vittorioso contro le tentazioni, che dà inizio alla missione di Gesù, è un invito a prendere consapevolezza della propria fragilità per accogliere la Grazia che libera dal peccato e infonde nuova forza in Cristo, via, verità e vita (cfr Ordo Initiationis Christianae Adultorum, n. 25). E’ un deciso richiamo a ricordare come la fede cristiana implichi, sull’esempio di Gesù e in unione con Lui, una lotta “contro i dominatori di questo mondo tenebroso” (Ef 6,12), nel quale il diavolo è all’opera e non si stanca, neppure oggi, di tentare l’uomo che vuole avvicinarsi al Signore: Cristo ne esce vittorioso, per aprire anche il nostro cuore alla speranza e guidarci a vincere le seduzioni del male.
Il Vangelo della Trasfigurazione del Signore pone davanti ai nostri occhi la gloria di Cristo, che anticipa la risurrezione e che annuncia la divinizzazione dell’uomo. La comunità cristiana prende coscienza di essere condotta, come gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, “in disparte, su un alto monte” (Mt 17,1), per accogliere nuovamente in Cristo, quali figli nel Figlio, il dono della Grazia di Dio: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo” (v. 5). E’ l’invito a prendere le distanze dal rumore del quotidiano per immergersi nella presenza di Dio: Egli vuole trasmetterci, ogni giorno, una Parola che penetra nelle profondità del nostro spirito, dove discerne il bene e il male (cfr Eb 4,12) e rafforza la volontà di seguire il Signore.
La domanda di Gesù alla Samaritana: “Dammi da bere” (Gv 4,7), che viene proposta nella liturgia della terza domenica, esprime la passione di Dio per ogni uomo e vuole suscitare nel nostro cuore il desiderio del dono dell’ “acqua che zampilla per la vita eterna” (v. 14): è il dono dello Spirito Santo, che fa dei cristiani “veri adoratori” in grado di pregare il Padre “in spirito e verità” (v. 23). Solo quest’acqua può estinguere la nostra sete di bene, di verità e di bellezza! Solo quest’acqua, donataci dal Figlio, irriga i deserti dell’anima inquieta e insoddisfatta, “finché non riposa in Dio”, secondo le celebri parole di sant’Agostino.
La “domenica del cieco nato” presenta Cristo come luce del mondo. Il Vangelo interpella ciascuno di noi: “Tu, credi nel Figlio dell’uomo?”. “Credo, Signore!” (Gv 9,35.38), afferma con gioia il cieco nato, facendosi voce di ogni credente. Il miracolo della guarigione è il segno che Cristo, insieme alla vista, vuole aprire il nostro sguardo interiore, perché la nostra fede diventi sempre più profonda e possiamo riconoscere in Lui l’unico nostro Salvatore. Egli illumina tutte le oscurità della vita e porta l’uomo a vivere da “figlio della luce”.
Quando, nella quinta domenica, ci viene proclamata la risurrezione di Lazzaro, siamo messi di fronte al mistero ultimo della nostra esistenza: “Io sono la risurrezione e la vita… Credi questo?” (Gv 11,25-26). Per la comunità cristiana è il momento di riporre con sincerità, insieme a Marta, tutta la speranza in Gesù di Nazareth: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo” (v. 27). La comunione con Cristo in questa vita ci prepara a superare il confine della morte, per vivere senza fine in Lui. La fede nella risurrezione dei morti e la speranza della vita eterna aprono il nostro sguardo al senso ultimo della nostra esistenza: Dio ha creato l’uomo per la risurrezione e per la vita, e questa verità dona la dimensione autentica e definitiva alla storia degli uomini, alla loro esistenza personale e al loro vivere sociale, alla cultura, alla politica, all’economia. Privo della luce della fede l’universo intero finisce rinchiuso dentro un sepolcro senza futuro, senza speranza.
Il percorso quaresimale trova il suo compimento nel Triduo Pasquale, particolarmente nella Grande Veglia nella Notte Santa: rinnovando le promesse battesimali, riaffermiamo che Cristo è il Signore della nostra vita, quella vita che Dio ci ha comunicato quando siamo rinati “dall’acqua e dallo Spirito Santo”, e riconfermiamo il nostro fermo impegno di corrispondere all’azione della Grazia per essere suoi discepoli.
3. Il nostro immergerci nella morte e risurrezione di Cristo attraverso il Sacramento del Battesimo, ci spinge ogni giorno a liberare il nostro cuore dal peso delle cose materiali, da un legame egoistico con la “terra”, che ci impoverisce e ci impedisce di essere disponibili e aperti a Dio e al prossimo. In Cristo, Dio si è rivelato come Amore (cfr 1Gv 4,7-10). La Croce di Cristo, la “parola della Croce” manifesta la potenza salvifica di Dio (cfr 1Cor 1,18), che si dona per rialzare l’uomo e portargli la salvezza: amore nella sua forma più radicale (cfr Enc. Deus caritas est, 12). Attraverso le pratiche tradizionali del digiuno, dell’elemosina e della preghiera, espressioni dell’impegno di conversione, la Quaresima educa a vivere in modo sempre più radicale l’amore di Cristo. Il digiuno, che può avere diverse motivazioni, acquista per il cristiano un significato profondamente religioso: rendendo più povera la nostra mensa impariamo a superare l’egoismo per vivere nella logica del dono e dell’amore; sopportando la privazione di qualche cosa - e non solo di superfluo - impariamo a distogliere lo sguardo dal nostro “io”, per scoprire Qualcuno accanto a noi e riconoscere Dio nei volti di tanti nostri fratelli. Per il cristiano il digiuno non ha nulla di intimistico, ma apre maggiormente a Dio e alle necessità degli uomini, e fa sì che l’amore per Dio sia anche amore per il prossimo (cfr Mc 12,31).
Nel nostro cammino ci troviamo di fronte anche alla tentazione dell’avere, dell’avidità di denaro, che insidia il primato di Dio nella nostra vita. La bramosia del possesso provoca violenza, prevaricazione e morte; per questo la Chiesa, specialmente nel tempo quaresimale, richiama alla pratica dell’elemosina, alla capacità, cioè, di condivisione. L’idolatria dei beni, invece, non solo allontana dall’altro, ma spoglia l’uomo, lo rende infelice, lo inganna, lo illude senza realizzare ciò che promette, perché colloca le cose materiali al posto di Dio, unica fonte della vita. Come comprendere la bontà paterna di Dio se il cuore è pieno di sé e dei propri progetti, con i quali ci si illude di potersi assicurare il futuro? La tentazione è quella di pensare, come il ricco della parabola: “Anima mia, hai a disposizione molti beni per molti anni…”. Conosciamo il giudizio del Signore: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita…” (Lc 12,19-20). La pratica dell’elemosina è un richiamo al primato di Dio e all’attenzione verso l’altro, per riscoprire il nostro Padre buono e ricevere la sua misericordia.
In tutto il periodo quaresimale, la Chiesa ci offre con particolare abbondanza la Parola di Dio. Meditandola ed interiorizzandola per viverla quotidianamente, impariamo una forma preziosa e insostituibile di preghiera, perché l’ascolto attento di Dio, che continua a parlare al nostro cuore, alimenta il cammino di fede che abbiamo iniziato nel giorno del Battesimo. La preghiera ci permette anche di acquisire una nuova concezione del tempo: senza la prospettiva dell’eternità e della trascendenza, infatti, esso scandisce semplicemente i nostri passi verso un orizzonte che non ha futuro. Nella preghiera troviamo, invece, tempo per Dio, per conoscere che “le sue parole non passeranno” (cfr Mc 13,31), per entrare in quell’intima comunione con Lui “che nessuno potrà toglierci” (cfr Gv 16,22) e che ci apre alla speranza che non delude, alla vita eterna.
In sintesi, l’itinerario quaresimale, nel quale siamo invitati a contemplare il Mistero della Croce, è “farsi conformi alla morte di Cristo” (Fil 3,10), per attuare una conversione profonda della nostra vita: lasciarci trasformare dall’azione dello Spirito Santo, come san Paolo sulla via di Damasco; orientare con decisione la nostra esistenza secondo la volontà di Dio; liberarci dal nostro egoismo, superando l’istinto di dominio sugli altri e aprendoci alla carità di Cristo. Il periodo quaresimale è momento favorevole per riconoscere la nostra debolezza, accogliere, con una sincera revisione di vita, la Grazia rinnovatrice del Sacramento della Penitenza e camminare con decisione verso Cristo.
Cari fratelli e sorelle, mediante l’incontro personale col nostro Redentore e attraverso il digiuno, l’elemosina e la preghiera, il cammino di conversione verso la Pasqua ci conduce a riscoprire il nostro Battesimo. Rinnoviamo in questa Quaresima l’accoglienza della Grazia che Dio ci ha donato in quel momento, perché illumini e guidi tutte le nostre azioni. Quanto il Sacramento significa e realizza, siamo chiamati a viverlo ogni giorno in una sequela di Cristo sempre più generosa e autentica. In questo nostro itinerario, ci affidiamo alla Vergine Maria, che ha generato il Verbo di Dio nella fede e nella carne, per immergerci come Lei nella morte e risurrezione del suo Figlio Gesù ed avere la vita eterna.
Dal Vaticano, 4 novembre 2010

BENEDICTUS PP. XVI

mercoledì 9 marzo 2011

AFRICA/EGITTO - Scontri nel quartiere dei raccoglitori di immondizia del Cairo: a Fides la testimonianza del missionario che vi opera

Il Cairo (Agenzia Fides) - “Speriamo che questi incidenti rimangano isolati, perché stiamo assistendo a quello che da tempo vado dicendo, cioè che tutti i nodi della società egiziana verranno al pettine” dice all’Agenzia Fides p. Luciano Verdoscia, missionario comboniano, che opera da anni al Cairo a contatto con i ragazzi che vivono a Mansheya, il quartiere dei raccoglitori d’immondizia (chiamati “Zabbaleen”), che si trova piedi delle colline Moqattam. In questa zona, secondo quanto ha riferito il Ministro della Sanità egiziano, nella notte tra l’8 e il 9 marzo, 10 persone sono morte in scontri tra musulmani e copti che protestavano per la distruzione della chiesa di Atfih, nella regione di Helwan (vedi Fides 7/3/2011).
P. Verdoscia descrive così la zona delle violenze: “è un quartiere diviso in almeno 7 zone diverse. Una è quella degli Zabbaleen (i raccoglitori di immondizia) dove sono concentrati i cristiani, tutte le altre zone sono abitate da musulmani. Buona parte degli abitanti provengono dal sud dell’Egitto, dove vi sono delle faide che poi sono state trasportate lì. Comunque ci sono anche diversi cristiani che hanno uno spirito ‘bellicoso’. Io vi opero da tempo e sono rimasto colpito dalla violenza verbale degli abitanti del quartiere. Daltronde quando le persone non hanno basi culturali e vivono in condizioni difficili, sono cose che accadono in tutti i Paesi”.
Riferendosi alle violenze verificatesi, p. Luciano afferma: “quello che è accaduto è indicativo di una situazione presente nel Paese che da un lato è data dall’ignoranza, e dall’altro da un’interpretazione sbagliata della religione. Su questo punto anche diversi studiosi musulmani concordano sul fatto che vi sono delle interpretazioni non corrette di alcuni versetti coranici che autorizzerebbero discriminazioni nei confronti delle donne e dei cristiani. Anche il divieto alle donne di manifestare ieri, 8 marzo, in piazza Tahrir, è un segnale negativo, che dimostra la presenza nel mondo arabo di una mentalità discriminatoria nei confronti di certe categorie sociali, come appunto i cristiani e le donne. Spero che la rivoluzione di popolo vada avanti per affrontare questi problemi, altrimenti, non si può escludere il fatto che il Paese scivoli verso la guerra civile, o comunque lo scontro violento tra fazioni”.
“Esistono fortunatamente anche segnali incoraggianti – sottolinea p. Verdoscia -, come la presa di posizione, molto opportuna e positiva, dell’imam di al-Azhar, Ahmed el-Tayeb, che ha condannato la distruzione della chiesa di Atfih, e del capo dell’esercito, che ha promesso la ricostruzione del luogo di culto”.
P. Luciano conclude: “pur nella complessità della situazione, come cristiani, di fronte alle discriminazioni subite dalle nostre comunità, dobbiamo farci sentire, in modo pacifico, dicendo alto e forte che non vogliamo discriminazioni, perché la verità va proclamata”. (L.M.) (Agenzia Fides 9/3/2011)

VATICANO - La prima ecologia da difendere è l’ecologia umana: Messaggio del Papa per la Campagna di Fraternità della Chiesa Brasiliana

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – “Il primo passo per un corretto rapporto con il mondo che ci circonda è il riconoscimento, da parte dell'uomo, della sua condizione di creatura: l'uomo non è Dio, ma la sua immagine, e quindi dovrebbe cercare di diventare più sensibile alla presenza di Dio in ciò che è intorno a lui: in tutte le creature, e specialmente nella persona umana, esiste una certa epifania di Dio”. Lo scrive il Santo Padre Benedetto XVI nel Messaggio inviato a Sua Ecc. Mons. Geraldo Lyrio Rocha, Presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB) e Arcivescovo di Mariana, in occasione dell’annuale Campagna di Fraternità della Chiesa in Brasile, che quest’anno ha per tema “Fraternità e vita nel pianeta”.
Nel testo il Papa sottolinea che le ferite e i danni inferti alla natura hanno come causa anche l’egoismo umano, e “l'uomo sarà in grado di rispettare le creature nella misura in cui coltiva nel suo spirito un senso pieno della vita; in caso contrario, sarà portato a disprezzare se stesso e ciò che lo circonda, a non avere rispetto per l'ambiente in cui vive, per la creazione”. Per questo, prosegue il Santo Padre, “la prima ecologia da difendere è l’ecologia umana”, che comprende una chiara difesa della vita umana, della famiglia basata sul matrimonio tra uomo e donna, degli esclusi e degli emarginati dalla società, senza dimenticare le vittime dei disastri naturali. Infine Benedetto XVI ricorda che ''il dovere di prendersi cura dell'ambiente è un imperativo che nasce dalla consapevolezza che Dio affida la sua creazione all'uomo, non perché questi eserciti su di essa un
dominio arbitrario, ma perché la custodisca come un figlio si prende cura dell’eredità del padre''. (SL) (Agenzia Fides 9/03/2011)

martedì 8 marzo 2011

Medici, mancano specialisti   versione testuale
L'allarme dell'Ordine, analizzando i dati i regione

UDINE (8 marzo, ore 10) - Nessuna emergenza in Friuli per presunta carenza di medici, tutt’altro. In questo momento i medici laureati ad Udine e Trieste sono sufficienti a garantire il turnover. Attualmente il rapporto fra camici bianchi e cittadini, a Udine, è di 1 ogni 169, quando il rapporto ottimale fissato dall’OMS (Organizzazione Mondiale Sanità) è di 1 ogni 600.
Alla luce di questi dati il presidente dell’Ordine dei medici di Udine, Luigi Conte, lancia un alert per il futuro, quando, fra 10-15 anni, in concomitanza con i pensionamenti potrebbe profilarsi una carenza di medici. «E’ evidente che dobbiamo preoccuparcene adesso, visto che per formare un medico specialista servono 6 anni di laurea più altrettanti per la specializzazione».
C’è poi il problema della carenza dei medici specialistici. «Attualmente nella nostra Regione – continua Conte - si registra un vuoto per alcune figure di specialisti: pediatri, nefrologi, anestesisti. Non perché manchino i medici, bensì perché a fronte di 7 mila/7 mila 500 laureati l’anno, sono disponibili solo 5 mila contratti di formazione specialistica, mentre le scuole di formazione regionale in medicina di famiglia coprono altri 750/1000 posti. Quindi 1250/1750 medici laureati ogni anno non possono accedere alle scuole di specializzazione. Una scuola di specializzazione per avere diritto ad esistere deve possedere precisi requisiti formativi per almeno tre specializzandi». Inoltre, «non tutti i posti in specializzazione vengono coperti  per scarsa appetibilità dell’esercizio di alcune specializzazioni in quanto ritenute non sufficientemente remunerative, per turni di lavoro non facilmente sopportabili, per il notevole contenzioso medico legale, per la scarsa attenzione alla sempre maggiore femminilizzazione della professione».
 

Il Papa in tv, prepariamo le domande


AD A SUA IMMAGINE BENEDETTO XVI RISPONDERA' ALLE VOSTRE DOMANDE
Per la prima volta nella storia del Papato e della televisione, un Pontefice risponde alle domande dei fedeli in un programma tv. Succedera' ad A Sua Immagine il giorno di Venerdi Santo, venerdi 22 aprile, alle 14.10 su Raiuno. A condurre il programma e a presentare le domande, l'autore- conduttore Rosario Carello. Da domenica A Sua Immagine raccogliera' le domande dei telespettatori. Nelle prossime settimane si procedera' alla scelta.

Parla il Vicario Apostolico di Tripoli

AFRICA/LIBIA - “Occorre evitare altro spargimento di sangue, ci sono metodi più efficaci della violenza” dice a Fides il Vicario Apostolico di Tripoli
Tripoli (Agenzia Fides) - “Prego perché non ci sia altro spargimento di sangue. Penso che non sia opportuno intervenire con la forza, perché vi sarebbe altro spargimento di sangue”. È la dichiarazione rilasciata all’Agenzia Fides da Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli, in Libia. “Penso che si possa trovare una formula negoziale per uscire da questa situazione – prosegue il Vescovo -. Non è nemmeno molto difficile trovarla, perché nella cultura beduina vi sono delle strutture sociali che aiutano la riconciliazione. Ci possono essere delle personalità che possono favorire una svolta negoziale. A mio umile parere, è l’unico modo per uscire dalla crisi ed evitare altro spargimento di sangue. Esistono metodi più efficaci della violenza”. (L.M.) (Agenzia Fides 8/3/2011)

Marittimo ucraino trovato morto a Porto Nogaro

 
Un decesso per cause naturali. La morte risale ad alcuni giorni fa

PORTO NOGARO (7 marzo, ore 18.20) - Un lavoratore marittimo ucraino di 60 anni, Viktor Polyvyanyy, è stato trovato morto, a San Giorgio di Nogaro, all'interno della motonave mercantile battente bandiera ucraina «Mikhail Isakovskiy» ormeggiata alla banchina di porto Margreth. Secondo i Carabinieri il decesso – risalente ad alcuni giorni fa – è da addebitarsi a cause naturali.   
 
L'Autorità giudiziaria è stata informata dai Carabinieri e dalla Capitaneria di porto di San Giorgio di Nogaro e ha autorizzato lo sbarco della salma e la sua traslazione alla camera mortuaria dell'ospedale di Palmanova. 
 
La nave sulla quale si trovava Polyvyanyy era già stata visitata, nei giorni scorsi, dai volontari del Centro Stella Maris, della Caritas, che si occupano di prestare accoglienza ai marittimi, troppo spetto abbandonati a loro stessi e segnati dall'isolamento cui li costringe la vita in mare.

Interrogativi universali?

AFRICA/SUDAFRICA - “Non continuiamo a votare per politici disonesti”: appello dei Vescovi
Johannesburg (Agenzia Fides) - I Vescovi sudafricani invitano i cittadini a votare, nelle elezioni comunali che si terranno a maggio, i candidati che danno concrete garanzie di voler difendere il bene comune e l’interesse di tutti. “Ogni cittadino ha il diritto di voto, di partecipare nello scegliere i rappresentanti pubblici, e di affidare il mandato a coloro che sono incaricati di governare. Ciascuno di noi deve usare il proprio voto in modo saggio e ponderato, per far sì che le nostre città, villaggi e distretti siano governati da persone oneste e competenti, per il bene di tutti, specialmente le persone più povere e vulnerabili” afferma un messaggio inviato all’Agenzia Fides, firmato da Sua Ecc. Mons. Buti Tlhagale, Arcivescovo di Johannesburg, Presidente della Southern African Catholic Bishops’ Conference.
Il messaggio offre alcune indicazioni concrete per orientarsi nel voto: “quando votiamo per le elezioni municipali stiamo dando un giudizio su come alcune necessità di base sono state soddisfatte. Siamo soddisfatti dell’erogazione di servizi come l’acqua e l’elettricità? Le nostre strade e i nostri edifici pubblici sono puliti e sicuri? Siamo trattati con rispetto e cortesia dagli impiegati municipali? La risposta a queste domande può aiutarci a decidere se votare per le stesse persone o i partiti di prima, oppure se sia il tempo di concedere una possibilità ad altri candidati”.
I Vescovi criticano lo spirito con il quale diversi politici locali intendono la politica: “sfortunatamente diversi rappresentanti pubblici in Sudafrica sono entrati nel mondo della politica perché vogliono potere, ricchezza ed uno status sociale, e non perché sono impegnati a servire il pubblico. Questa tendenza danneggia la democrazia e di conseguenza, come cittadini, non godiamo dei suoi benefici. Questa situazione porta la corruzione, il nepotismo e la cura dell’interesse personale, a spese della fornitura di servizi pubblici e del benessere delle nostre comunità. Queste persone non meritano il nostro supporto”.
“Se continuiamo a votare per loro, dobbiamo biasimare solo noi stessi se i servizi municipali vanno in pezzi e i nostri quartieri non sono tenuti nelle condizioni appropriate” conclude il messaggio. (L.M.) (Agenzia Fides 7/3/2011)

VATICANO - Sono 25 gli operatori pastorali uccisi nel mondo nell’anno 2010

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Come è consuetudine, l’Agenzia Fides pubblica alla fine dell’anno l’elenco degli operatori pastorali che hanno perso la vita in modo violento nel corso degli ultimi 12 mesi. Aggiornando l’elenco pubblicato il 30 dicembre 2010, secondo le informazioni in nostro possesso, nell’anno 2010 risultano essere stati uccisi altri 2 sacerdoti, entrambi in America Latina. Così nel 2010 sono stati uccisi 25 operatori pastorali: 1 Vescovo, 17 sacerdoti, 1 religioso, 1 religiosa, 2 seminaristi, 3 laici. Analizzando l’elenco per continente, anche quest’anno figura al primo posto, con un numero estremamente elevato, l’AMERICA, bagnata dal sangue di 17 operatori pastorali: 12 sacerdoti, 1 religioso, 1 seminarista, 3 laici. Segue l’ASIA, con 1 Vescovo, 4 sacerdoti e 1 religiosa uccisi. Infine l’AFRICA, dove hanno perso la vita in modo violento un sacerdote ed un seminarista. (SL) (Agenzia Fides 7/3/2011)
Links:
Lo Speciale Fides sugli operatori pastorali uccisi, aggiornato ad oggi
http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=35314&lan=ita

VATICANO - Il Papa all’Angelus ricorda “il commovente sacrificio della vita del Ministro pakistano Shahbaz Bhatti” insieme ai numerosi morti e alla “crescente crisi umanitaria” in Libia

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – “Seguo continuamente e con grande apprensione le tensioni che, in questi giorni, si registrano in diversi Paesi dell’Africa e dell’Asia” ha detto il Santo Padre Benedetto XVI dopo aver recitato l’Angelus con i fedeli riuniti in piazza San Pietro, domenica 6 marzo. “Chiedo al Signore Gesù – ha proseguito il Papa - che il commovente sacrificio della vita del Ministro pakistano Shahbaz Bhatti svegli nelle coscienze il coraggio e l’impegno a tutelare la libertà religiosa di tutti gli uomini e, in tal modo, a promuovere la loro uguale dignità. Il mio accorato pensiero si dirige poi alla Libia, dove i recenti scontri hanno provocato numerose morti e una crescente crisi umanitaria. A tutte le vittime e a coloro che si trovano in situazioni angosciose assicuro la mia preghiera e la mia vicinanza, mentre invoco assistenza e soccorso per le popolazioni colpite.”
Nell’introdurre la preghiera mariana, il Santo Padre si è soffermato a commentare il Vangelo della domenica, la conclusione del ‘Discorso della montagna’, “dove il Signore Gesù, attraverso la parabola delle due case costruite una sulla roccia e l’altra sulla sabbia, invita i discepoli ad ascoltare le sue parole e a metterle in pratica”. Il Papa ha esortato i fedeli “a fare spazio, ogni giorno, alla Parola di Dio, a nutrirvi di essa, a meditarla continuamente. È un prezioso aiuto anche per mettersi al riparo da un attivismo superficiale, che può soddisfare per un momento l’orgoglio, ma che, alla fine, lascia vuoti e insoddisfatti.” (SL) (Agenzia Fides 07/03/2011)
Links:
Il testo integrale del discorso del Santo Padre, plurilingue
http://www.fides.org/ita/documents/Angelus06032011.doc

sabato 5 marzo 2011

EUROPA/SVIZZERA - Con la Quaresima parte la campagna "Acqua e pace"

Ginevra (Agenzia Fides) – In occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua, che si celebrerà il 22 marzo prossimo, la Rete Ecumenica dell'Acqua ha lanciato la campagna “Acqua e Pace Giusta” nel corso della quale, per sette settimane, a partire da lunedì 7 marzo, si susseguiranno riflessioni quaresimali settimanali sulla connessione tra l'accesso all'acqua, i conflitti per questa grande risorsa e la costruzione di una pace giusta. Di settimana in settimana, nella pagina web saranno proposte riflessioni bibliche insieme ad altre iniziative individuali e di congregazioni religiose. Recentemente il Comitato Centrale del Consiglio Mondiale delle Chiese ha evidenziato l'importanza dell'accesso a questo bene primario, diritto di ogni essere umano. La Rete Ecumenica dell'Acqua è una iniziativa di Chiese, organizzazioni e movimenti cristiani che promuovono l'acqua come diritto umano e lavorano a favore dell'accesso di tutti attraverso iniziative a base comunitaria realizzate in tutto il mondo. (AP) (5/3/2011 Agenzia Fides)
Links:
Il sito della rete ecumenica
http://www.oikoumene.org/activities/ewn-home/resources-and-links/seven-weeks-for-water.html

venerdì 4 marzo 2011

Domenica 6 marzo 2011

 IX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)


PRIMA LETTURA (Dt 11,18.26-28.32)
Io pongo davanti a voi benedizione e maledizione.
Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Porrete nel cuore e nell’anima queste mie parole; ve le legherete alla mano come un segno e le terrete come un pendaglio tra gli occhi.
Vedete, io pongo oggi davanti a voi benedizione e maledizione: la benedizione, se obbedirete ai comandi del Signore, vostro Dio, che oggi vi do; la maledizione, se non obbedirete ai comandi del Signore, vostro Dio, e se vi allontanerete dalla via che oggi vi prescrivo, per seguire dèi stranieri, che voi non avete conosciuto.
Avrete cura di mettere in pratica tutte le leggi e le norme che oggi io pongo dinanzi a voi».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 30)
Rit: Sei tu, Signore, per me una roccia di rifugio.
In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso;
difendimi per la tua giustizia.
Tendi a me il tuo orecchio,
vieni presto a liberarmi.

Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi.

Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.
Siate forti, rendete saldo il vostro cuore,
voi tutti che sperate nel Signore.
SECONDA LETTURA (Rm 3,21-25a.28)
L’uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della Legge.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, ora, indipendentemente dalla Legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla Legge e dai Profeti: giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono.
Infatti non c’è differenza, perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, per mezzo della redenzione che è in Cristo Gesù. È lui che Dio ha stabilito apertamente come strumento di espiazione, per mezzo della fede, nel suo sangue.
Noi riteniamo infatti che l’uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della Legge.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 15, 5)
Alleluia, alleluia.
Io sono la vite, voi i tralci,
dice il Signore;
chi rimane in me, e io in lui,
porta molto frutto.
Alleluia.
VANGELO (Mt 7,21-27)
La casa costruita sulla roccia e la casa costruita sulla sabbia.
+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
In quel giorno molti mi diranno: Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi? Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
C – Fratelli e sorelle, la Parola ascoltata ha dilatato il nostro cuore e orientato i nostri pensieri a mete nuove e coraggiose. Non è possibile rimanere arroccati sulle nostre posizioni. Chiediamo a Dio un cuore grande per vivere il suo messaggio di salvezza.
L - Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, Signore.
1.      La Chiesa, costruita sulla roccia che è Cristo, educhi i suoi figli all’ascolto della Parola, li responsabilizzi per vivere in pienezza il messaggio proclamato e per condividere con i fratelli i beni spirituali e materiali. Preghiamo.
2.      I nostri Pastori coltivino la fedeltà alla Parola con coraggio ed entusiasmo; rendano limpida la loro testimonianza santificando il gregge di Cristo affidato alle loro cure pastorali. Preghiamo.
3.      Quanti amministrano la cosa pubblica si adoperino prontamente per il bene dei più poveri, dei giovani, di chi è senza lavoro e senza futuro; esercitino il potere avendo rispetto di tutti, delle idee diverse e dei principi universali, senza offendere e soffocare nessuno. Preghiamo.
4.      Gli uomini di buona volontà impegnati nel sociale adempiano il loro servizio convinti che stanno operando in nome di Dio e con lui; non tralascino di verificare il loro lavoro alla luce della fede e dell’amore. Preghiamo.
5.      La Parola di Dio posta nel cuore e nell’anima sia fondamento della convivenza umana; aiuti ciascuno di noi a farsi carico del bene comune e della fedeltà al dono ricevuto. Preghiamo.
6.      I nostri cari defunti possano godere della gioia senza fine nella comunione con Dio, con Maria santissima e tutti i santi, preghiamo.

C – Signore, Dio nostro, tu sei rupe che accoglie, roccia che salva nei pericoli: dirigi i nostri passi nell’amore. La fede che tu ci doni, orienti la nostra esistenza a vivere ogni momento nell’abbandono fiducioso del tuo aiuto. Per Cristo nostro Signore.  T - Amen.


giovedì 3 marzo 2011

I settimanali escono in edizione comune

Speciale «Il Papa abbraccia il Nordest»   versione testuale
Per la prima volta un numero comune dei settimanali diocesani.
In edicola domani con «la Vita Cattolica»

UDINE (3 marzo, ore 15.50) - Si intitola «Il Papa abbraccia il Nordest» il supplemento speciale – dedicato allavisita di Benedetto XVI il 7 e l’8 maggio prossimi ad Aquileia e Venezia – che esce in questi giorni, in 180.000 copie, con i settimanali diocesani delle quindici Chiese del Nordest (domani in edicola allegato a «la Vita Cattolica») da Bolzano a Rovigo, da Trieste a Verona.
 
I contenuti sono comuni, frutto della sinergia delle redazioni giornalistiche, e stampati in un fascicolo speciale abbinato a ciascun settimanale diocesano, con tanto di singola testata. L’obiettivo è quello di fornire a tutti informazioni utili e preziosi approfondimenti sull’evento in fase di preparazione. Un altro supplemento speciale sarà realizzato nei giorni immediatamente precedenti la visita del Papa.
 
In apertura di questo numero i lettori delle diocesi del Nordest trovano un saluto del card. Angelo Scola, Patriarca di Venezia e presidente della Conferenza Episcopale Triveneto, tradotto per l'occasione in alcune lingue parlate nelle diocesi originate dalla Chiesa di Aquileia: accanto all'italiano, infatti, il testo è stato tradotto in tedesco, ladino, friulano, sloveno e croato.
Il Patriarca Scola preannuncia così l’ “incontro vivo”, da preparare con gioia e trepidazione, con Benedetto XVI: «Il Papa viene da noi. Sarà tra noi fisicamente, in carne ed ossa, non solo virtualmente come i mass media ci hanno abituato a vederlo, ogni settimana, dalla finestra di Piazza S. Pietro o nei viaggi apostolici in tutti i continenti. E parlerà rivolgendosi in modo diretto e speciale a noi».
E riferendosi alla tappa di Aquileia e al nutrito elenco di comunità cristiane nate da quella «Chiesa madre» parla del sorgere di un nuovo Nordest: «Il dono della visita del Papa ci richiama a recuperare con determinazione la nostra storia, per conoscerla ma soprattutto per rilanciarla nel presente e nel futuro. Intorno all’asse Aquileia-Venezia e al suo glorioso passato può nascere un nuovo Nordest, che sembra avere oggi un decisivo compito: favorire l’incontro tra l’Est/Ovest in continuo fermento e i Paesi inquieti del Sud che si affacciano al Mediterraneo. Un nuovo Nordest che, rinascendo dal basso, sappia porsi come un crocevia per la rigenerazione di popoli amanti di un giusto ordine mondiale».
 
All’interno è possibile trovare tra l’altro:
• il significato della visita del Papa a Nordest e la descrizione delle tappe che scandiranno i due giorni del Santo Padre ad Aquileia e Venezia (il 7 maggio), Mestre e Venezia (l'8 maggio), con le informazioni utili per aderire alla messa di S. Giuliano e la presentazione del sito http://www.ilpapaanordest.it/ come punto di riferimento per ogni aggiornamento;
• un’indagine sulle specificità e sulle prospettive del Nordest, anche alla luce delle profonde trasformazioni geopolitiche che stanno interessando il Mediterraneo;
• un'inchiesta sulla fede nel Nordest e sulle trasformazioni radicali che hanno modificato il modo di credere dei cristiani attraverso le indagini del sociologo Alessandro Castegnaro, presidente dell'Osservatorio socio-religioso del Triveneto;
• un focus sul Nordest "oggi e domani", con le voci di alcuni “opinion leaders”;
• uno specifico capitolo su Aquileia, Chiesa madre del Nordest, e sul secondo Convegno ecclesiale (che si terrà in questa località nel 2012, dopo il primo svoltosi nel 1990) che vedrà riunite le Chiese nordestine per riflettere sulle trasformazioni in atto;
• un richiamo alle precedenti visite di questo Papa a Nordest, dalla sua presenza a Verona per il IV Convegno della Chiesa italiana nel 2006 alle vacanze trascorse a Lorenzago nel 2007 e a Bressanone nel 2008, un’opportunità per conoscere più da vicino la figura di Papa Benedetto.

 

Partenza in Missione

AFRICA/TUNISIA - Tre suore cattoliche alla frontiera, per aiutare le madri in fuga dalla Libia
Tunisi (Agenzia Fides) - Sono partite questa mattina per la frontiera tra Tunisia e Libia tre suore cattoliche che lavorano in collaborazione con un’associazione di laici protestanti per assistere i lavoratori stranieri in fuga dalla Libia. Lo riferisce all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Maroun Elias Lahham, Arcivescovo di Tunisi. “Le religiose sono partite questa mattina e torneranno martedì prossimo, 8 marzo, poi si vedrà se dovranno continuare il loro lavoro. Le tre religiose appartengono alla congregazione delle Piccole Sorelle di Gesù, delle suore di Nostra Signora di Sion e delle suore di San Giuseppe. Sono di nazionalità francese, spagnola e latinoamericana. Le religiose si prenderanno cura di donne e bambini – spiega a Fides Mons. Lahham -, integrando il lavoro del gruppo protestante che è composto soprattutto da uomini. Le suore portano anche una mia offerta in denaro per comprare latte per i bambini ed altri generi di prima necessità”.
Su come la Tunisia stia vivendo l’esodo in massa dei lavoratori stranieri (in gran parte egiziani) in fuga dalla Libia, Mons. Lahham risponde: “Sul piano dell’impatto sociale in Tunisia, il problema riguarda l’area della frontiera e l’isola di Djeraba, da dove partono i voli per riportare in patria le migliaia di lavoratori egiziani. Certamente è un peso economico per la Tunisia l’accoglienza di 100mila persone che si sono riversate all’improvviso alla frontiera. Come Chiesa cerchiamo di dare il nostro contributo, che è comunque una piccola goccia in un mare di necessità” conclude Mons. Lahham. (L.M.) (Agenzia Fides 3/3/2011)