Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
domenica 29 maggio 2011
Anna E Massimo
Ieri sera alla Messa Prefestiva, nel Duomo di San Giorgio di Nogaro, si è celebrato un...ottimo 25° di Matrimonio!
Vogliamo fare gli auguri ai due coniugi che ieri sera, presenti tanti fedeli, amici e il coro foraniale, hanno rinnovato il loro impegno familiare davanti a Gesù!
Il libretto stampato per l'occasione termina con questa preghiera:
Vogliamo fare gli auguri ai due coniugi che ieri sera, presenti tanti fedeli, amici e il coro foraniale, hanno rinnovato il loro impegno familiare davanti a Gesù!
Il libretto stampato per l'occasione termina con questa preghiera:
venerdì 27 maggio 2011
Solidarietà dai nostri armadi
Sabato 28 maggio ritorna la raccolta di indumenti usati promossa dalla Caritas
UDINE (25 maggio, ore 16) - Sabato 28 maggio ritorna la tradizionale raccolta di indumenti usati organizzata dalla Caritas diocesana. L'iniziativa, ormai giunta alla 15ª edizione, è occasione nello stesso tempo di riflessione e solidarietà nonché di incontro e aggregazione ed ha lo scopo di reperire fondi da utilizzare per finanziare interventi a favore dei più deboli e bisognosi;diffondere il valore della solidarietà e promuovere un migliore utilizzo delle risorse e il rispetto per l'ambiente.
Ogni anno il ricavato della raccolta viene finalizzato al sostegno di un progetto diverso, a testimonianza dell'attenzione che la Caritas vuole risvegliare rispetto alle diverse situazioni di disagio e delle molte risposte che il territorio si impegna a dare attraverso servizi e progetti "segno".
Ogni anno il ricavato della raccolta viene finalizzato al sostegno di un progetto diverso, a testimonianza dell'attenzione che la Caritas vuole risvegliare rispetto alle diverse situazioni di disagio e delle molte risposte che il territorio si impegna a dare attraverso servizi e progetti "segno".
Il ricavato della raccolta 2011 sarà destinato a sostenere la realizzazione del Progetto "Pan e Gaban", che prevede la riqualificazione e l’ampliamento dei locali dell’Istituto San Vincenzo De’ Paoli, in via Marangoni a Udine, che ospita un centro di ascolto e di distribuzione di beni di prima necessità. Più precisamente si intende dare spazi adeguati e dignitosi al servizio di ascolto e distribuzione di generi di prima necessità che da moltissimi anni è attivo presso questo Istituto l’ Istituto Udine dove molte persone, parrocchie ed associazioni fanno pervenire alimentari e indumenti da destinare a coloro che per qualsiasi ragione ne sono sprovvisti.
L’iniziativa fa leva sul fondamentale coinvolgimento della rete delle Caritas foraniali e di centinaia di volontari nelle parrocchie. Il meccanismo della raccolta è quello collaudatissimo da anni. Le parrocchie hanno già ricevuto i sacchi gialli della Caritas e stanno già dando ai parrocchiani le necessarie istruzioni.
Si raccolgono abiti, maglieria, biancheria, cappelli, coperte, scarpe, borse. giocattoli e pelouches. Non si raccolgono invece, carta, metalli, plastica, vetro, rifiuti, scarti tessili.
Nelle comunità più grandi spesso i sacchi vengono distribuiti porta a porta, e talvolta anche raccolti con questa modalità. In altri casi i sacchi vengono distribuiti in chiesa e a tutti viene dato il riferimento di un luogo dove consegnarli, riempiti, nella giornata di sabato 28 maggio.
Chi fosse interessato a questa operazione di solidarietà si può rivolgere, per le necessarie istruzioni, al proprio parroco oppure alla Caritas diocesana a Udine, in via Treppo 3 (referente Bruno), tel. 0432/414502. Il 28 maggio, in ciascuna forania sarà attivo pure un punto di raccolta centrale, aperto anche ai singoli che vogliano conferire i materiali oggetto della raccolta.
Centro di aiuto alla vita, si inaugura la nuova sede
Sabato 28 maggio in viale Ungheria a Udine. Con l'Arcivescovo e l'on. Carlo Casini
UDINE (27 maggio, ore 12.30) - Sabato 28 maggio, alle ore 16, in viale Ungheria 22 a Udine, si terrà l’inaugurazione delle nuove sedi del Centro di aiuto alla vita (Cav) e del Consultorio familiare Friuli. Il programma prevede la benedizione delle nuove strutture da parte dell’Arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzoccato e il successivo ritrovo nella vicina sala Scrosoppi per il saluto delle autorità, al quale seguirà l’intervento dell’onorevole Carlo Casini, presidente nazionale del Movimento per la vita, magistrato ed europarlamentare.
Prima del rinfresco finale, il dottor Piergiorgio Passone, presidente del Consultorio, e il dottor Daniele Domini, presidente del Centro di aiuto alla vita, porteranno i saluti delle due associazioni, raccontando delle rispettive attività. In particolar modo Domini presenterà la nuova «Carta servizi multilingue per le donne in gravidanza», che riassume tutte le possibilità di aiuto e sostegno messe a loro disposizione dalle associazioni e dalle istituzioni, tra le quali l’Azienda sanitaria e il Comune di Udine.
«Le due associazioni onlus – esordisce Daniele Domini – ormai dal 1995 avevano sede in via Roma 35, a cento metri dalla stazione ferroviaria, ma la nuova collocazione in viale Ungheria consente di rispondere alle sempre più numerose richieste, presentate sia da italiane che da immigrate. Infatti, nel 2010 come Cav abbiamo ben superato le 300 richieste di aiuto, con 130 donne in gravidanza. Ciò vuol dire che al nostro Centro si rivolgono anche donne che non sono in dolce attesa, ma con bambini molto piccoli che hanno bisogno di aiuti di diverso tipo; il sostegno delle nostre volontarie consente loro di non sentirsi sole nell’affrontare la vita anche in situazioni di notevole difficoltà».
E la possibilità di ampliare le attività, prosegue Domini, «la dobbiamo in particolare all’Arcivescovo Mazzoccato che, avendo colto i bisogni che si esprimono nella nostra società anche in relazione alla crisi economica, ha deciso di metterci a disposizione spazi operativi più grandi, proprio per rispondere ad un sempre maggior numero di richieste di aiuto. Del resto, nei 29 anni di attività del Centro, è costantemente cresciuta la capacità di far fronte ai problemi delle donne che incontriamo e, così, per ragioni di fabbisogni di spazi sempre maggiori, la nuova sede rappresenta la quarta dislocazione, dopo quelle ormai storiche di via della Vigna, di vicolo del Portello e di via Roma».
Ma l’attività è cresciuta soprattutto grazie alla disponibilità delle volontarie, costituite per lo più da madri di famiglia, che accompagnano le donne in difficoltà in ogni loro problema e che spesso sono affiancate da esperti, come avvocati e medici.
Una delle volontarie storiche del Centro udinese di aiuto alla vita è la signora Marisa Cavedon; mamma di 3 figli e nonna di 14 nipoti, da 18 anni dedica il tempo libero per ascoltare, accogliere e sostenere le donne che arrivano al Cav. «È un’attività che mi arrichisce umanamente – evidenzia la signora Cavedon – e ne sento la mancanza quando, per una ragione o per l’altra, sono tutta occupata dagli impegni familiari».
Un’esperienza molto simile viene espressa da un’altra volontaria del Cav, la signora Rosanna Basaldella, madre di tre figli in età di studi universitari. «Condivido con mio marito e con i figli la felicità che traggo nell’aiutare altre donne a portare a compimento la gravidanza e nel seguirle successivamente; tutti in famiglia si interessano di come vanno le cose al Centro di aiuto alla vita e partecipano della mia felicità».
Flavio Zeni
Domenica 29 Maggio 2011
VI DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)
PRIMA LETTURA (At 8,5-8.14-17)
Imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città.
Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero chela Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 65)
Rit: Acclamate Dio, voi tutti della terra.
Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere! Rit.
A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini. Rit.
Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno. Rit.
Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. Rit.
SECONDA LETTURA (1Pt 3,15-18)
Messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.
Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo.
Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male, perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 14,23)
Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.
VANGELO (Gv 14,15-21)
Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
C -La Parola di Dio, che ci ha esortato alla fiducia ed alla testimonianza coraggiosa della nostra speranza, attende di radicarsi concretamente nella nostra vita. Preghiamo perché diventi in noi Parola che salva e che trasforma, stimolo perenne per una vera conversione del cuore.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Donaci il tuo Spirito, Signore!
C – O Signore, che illumini la nostra mente con la tua Parola di vita e che con il tuo esempio riscaldi il nostro cuore, donaci il tuo Spirito, rendici docili alla sua forza e capaci di ascolto interiore, perché possiamo essere testimoni viventi del tuo infinito amore. Tu che vivi e regni nei secoli. T - Amen.
PRIMA LETTURA (At 8,5-8.14-17)
Imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città.
Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 65)
Rit: Acclamate Dio, voi tutti della terra.
Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere! Rit.
A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini. Rit.
Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno. Rit.
Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. Rit.
SECONDA LETTURA (1Pt 3,15-18)
Messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.
Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo.
Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male, perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 14,23)
Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.
VANGELO (Gv 14,15-21)
Pregherò il Padre e vi darà un altro Paràclito.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
C -
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Donaci il tuo Spirito, Signore!
1. Per la Chiesa di Cristo, perché animata dallo Spirito del Signore risorto sappia annunciare al mondo con franchezza, la Parola di vita che il Signore le ha consegnato, preghiamo.
2. Per tutti i cristiani, perché illuminati dallo Spirito di sapienza e di rivelazione, sappiano accogliere il Risorto come Signore della storia e si impegnino a testimoniarlo nella vita, preghiamo.
3. Per coloro che hanno responsabilità educative, perché non seguano la facile mentalità del mondo, ma pongano al centro dei loro sforzi e della loro cura il valore della persona e della vita, preghiamo.
4. Per chi opera nel campo della ricerca e dell’economia, perché non assolutizzino sapere e potere, ma usino gli strumenti loro affidati al servizio della crescita di tutti, preghiamo.
5. Per la nostra Comunità parrocchiale, perché nella vita concreta d’ogni giorno sappia rendere ragione della sua speranza, preghiamo.
6. Per il nostro fratello ROSILDO SCHIFF che Dio ha reso partecipi del Mistero Pasquale di Cristo, perché viva in eterno la comunione dei santi in paradiso. Preghiamo.
C – O Signore, che illumini la nostra mente con la tua Parola di vita e che con il tuo esempio riscaldi il nostro cuore, donaci il tuo Spirito, rendici docili alla sua forza e capaci di ascolto interiore, perché possiamo essere testimoni viventi del tuo infinito amore. Tu che vivi e regni nei secoli. T - Amen.
I Diritti Umani Basilari!
ASIA/PAKISTAN - Due ragazze cristiane sequestrate e convertite all'islam in Punjab
Faisalabad (Agenzia Fides) - La violenza sulle ragazze cristiane nel Punjab centrale fa altre due vittime: come comunicato a Fides dalla Masihi Foundation - che si occupa della difesa dei cristiani in Pakistan - due ragazze cristiane sono state rapite da un gruppo di musulmani e costrette a convertirsi all'islam, per contrarre matrimonio forzato. Rebbecca Masih e Saima Masih sono state rapite nel distretto di Jhung, nell'area di Faisalabad.
Come ha spiegato il padre delle due sorelle, Rehmat Masih, nei giorni scorsi un ricco imprenditore locale, Muhammad Waseem, ha prima avvertito che avrebbe voluto sposare le due ragazze, poi ha minacciato di rapirle e convertirle con la forza. Rehmat ha denunciato il fatto alla polizia, senza ricevere alcuna assistenza. Martedì 24 maggio le due ragazze sono state fermate, mentre tornavano dal mercato, e alcuni uomini le hanno rapite su un'auto appartenente a Waseem.
Rehmat si è recato di nuovo alla polizia, ma gli è stato detto che le due ragazze probabilmente erano fuggite da casa spontaneamente. Gli ufficiali, dopo aver compiuto delle indagini, hanno affermato che "vi sono false accuse a carico di Waseem" e che Rehmat, spesso ubriaco, maltrattava le figlie che avrebbero così deciso di fuggire dalle sue sevizie. Altri testimoni e vicini di casa giurano invece che Rehmat è uomo rispettabile e non ha mai fatto del male alle figlie.
Il 25 maggio Muhammad Waseem ha contratto matrimonio islamico con Saima Masih, alla presenza del leader Muhammad Zubair Qasim, un mullah coinvolto nel gruppo fondamentalista "Sip-e-Sahaba", noto per organizzare spesso sequestri e conversioni forzate di ragazze cristiane e indù. Durante l'ultimo colloquio, la polizia ha detto a Rehmat di "dimenticarsi delle figlie".
Haroon Barkat Masih, Direttore della "Masihi Foundation", che si occupa di Asia Bibi, condanna l'incidente dicendo a Fides: "Il rapimento di ragazze cristiane, la conversione e i matrimoni forzati sono una pratica diffusa in Punjab. La polizia è pagata per coprire e non registrare alcuna denuncia. Questi pubblici ufficiali sono a libro paga dei gruppi estremisti. Il Punjab sta diventando un paradiso per tali gruppi: i leader musulmani invitano apertamente alla violenza nei loro sermoni, senza vergogna. Centinaia di casi con quello delle sorelle Masih non vengono alla luce. Abbiamo più volte fatto appello al governo del Punjab, senza ricevere risposta: sembra colluso con tali gruppi".
Un suora cattolica di Faisalabad - che chiede l'anonimato per motivi di sicurezza - si occupa di recuperare e nascondere le ragazze cristiane che riescono a fuggire dalle violenze. La religiosa spiega a Fides: "Vi sono centinaia di casi l'anno, che da tempo la Chiesa pakistana denuncia, invocando il rispetto dei diritti basilari. Quello delle sorelle Masih è un destino comune a molte bambine e ragazze cristiane, in una società che tollera discriminazioni sulle minoranze religiose, in special modo sulle donne". Nel suo lavoro pastorale la suora "cerca di promuovere la condizione sociale delle ragazze che, per motivi di casta o religione, vivono in particolari condizioni di subalternità e povertà, soprattutto attraverso l'istruzione e la formazione professionale". (PA) (Agenzia Fides 27/5/2011)
Natante recuperato sul fondale a Grado
Clikka sul link per leggere da ilfriuli.it la notizia sui clandestini di Grado...
http://www.ilfriuli.it/if/cronaca/58295/
http://www.ilfriuli.it/if/cronaca/58295/
giovedì 26 maggio 2011
AFRICA/TUNISIA - Sono iniziate le procedure di rimpatrio degli africani fuggiti dalla Libia che non hanno diritto di asilo
Tunisi (Agenzia Fides) - "Ieri sera sono stati rimpatriati 350 sudanesi e questa sera verranno rimpatriate altre 250 persone di nazionalità sudanese, ciadiana e ivoriana. In pratica tutti quelli che non hanno diritto di asilo politico verranno espulsi nel loro Paese di origine" dice all'Agenzia Fides la dottoressa Alganesc Fessaha, un medico eritreo che assiste i rifugiati nel campo di Choucha a circa 25 km dalla città di Ras Ajdir, in Tunisia nei pressi del confine con la Libia. Oggi, 26 maggio, si tengono i funerali dei 4 eritrei morti nell'incendio appiccato da un gruppo di rifugiati di origine sudanese e nigeriana" dice la dottoressa Fessaha, che ricostruisce come si sono svolti gli eventi.
"C'era stato un primo tentativo di violenza nei confronti di una minorenne eritrea da parte di un sudanese. Gli eritrei sono intervenuti in sua difesa e poi l'UNHCR ha provveduto a inviare la ragazza in Romania. In seguito un altro sudanese ha cercato di abusare di una donna eritrea, maggiorenne, ed anche in questo caso sono intervenuti i suoi connazionali per difenderla. La stessa persona ha poi cercato di abusare di una terza donna. Alla fine è stato arrestato dopo che aveva minacciato di bruciare le tende degli eritrei. Qualche suo amico deve aver messo in atto le minacce, perché alle tre del mattino di domenica 22 maggio sono state bruciate 21 tende, compresa quella dove hanno trovato la morte i 4 eritrei". (L.M.) (Agenzia Fides 26/5/2011)
martedì 24 maggio 2011
Dal Congo al Sudan in Africa ....
AFRICA/SUDAN - "La popolazione è in fuga sotto la pioggia, senza alcuna assistenza" dice a Fides il parroco di Abyei
Khartoum (Agenzia Fides) - "Sono riuscito a raggiungere telefonicamente alcuni parrocchiani, i quali mi hanno riferito che gli sfollati da Abyei si stanno dirigendo, sotto una pioggia molto forte, da Agok a Turalei" dice all'Agenzia Fides il parroco di Abyei, la località contesa tra nord e sud Sudan, occupata dalle truppe di Khartoum lo scorso 21 maggio. In un primo momento gli abitanti in fuga da Abyei avevano trovato riparo ad Agok che si trova a circa 40 km. "Queste persone sono abbandonate a sé stesse, nessuno le sta aiutando, anche perché il personale delle Organizzazioni Non Governative (ONG) presenti nella zona è bloccato nella città di Abyei, dalle forze UNMIS (la missione dell'ONU in Sudan) che impediscono loro i movimenti probabilmente per questioni di sicurezza" dice il sacerdote.
Come già riportato ieri (vedi Fides 23/5/2011), fonti dell'ONU confermano che Abyei è ormai "una città fantasma" perché la maggior parte degli abitanti sono fuggiti di fronte all'avanzata delle truppe del nord. Secondo fonti dell'UMMIS, ad Abyei diversi edifici sono stati saccheggiati e dati alle fiamme. L'ONU ha chiesto all'esercito di Khartoum, in quanto forza occupante, di garantire l'ordine nell'area.
Barnaba Marial Benjamin, Ministro dell'Informazione e portavoce del governo del sud Sudan, ha chiesto alla comunità internazionale di intervenire per imporre il ritiro immediato delle truppe del nord dalla regione. Il Presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir si è detto disponibile a trovare una soluzione pacifica alla crisi scoppiata dopo l'assalto ad un convoglio militare nordista che stava lasciando Abyei sotto scorta dei Caschi Blu dell'UNMIS. Nord e sud Sudan si accusano reciprocamente di aver aperto per primi il fuoco (vedi Fides 21/5/2011). (L.M.) (Agenzia Fides 24/5/2011)
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AFRICA/CONGO RD - Nuovi attacchi dell'LRA nel nord-est del Congo; il Vescovo di Bondo ringrazia "coloro che continuano a parlare di questo dramma"
Kinshasa (Agenzia Fides) - Nella notte tra il 18 e il 19 maggio un gruppo di guerriglieri dell'Esercito di Resistenza del Signore (LRA) ha rapito dalle 15 alle 18 persone in un villaggio a 7 km da Ango, nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo (RDC). Lo afferma Sua Ecc. Mons. Etienne Ung'Eyowun, Vescovo di Bondo, in un breve dispaccio pubblicato sul sito internet della Conferenza Episcopale Congolese. "Il giorno successivo gli uomini dell'LRA hanno attaccato un villaggio a 30 km da quello precedente" spiega all'Agenzia Fides Mons. Ung'Eyowun.
L'LRA è un gruppo di guerriglia nato nella seconda metà degli anni '80 del secolo scorso nel nord Uganda, che da alcuni anni ha spostato le sue attività nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo, nel sud-est della Repubblica Centrafricana e nel sud Sudan. Secondo l'Ufficio ONU per il Coordinamento degli Affari Umanitari, nella sola parte nord-orientale della RDC vi sono circa 300.000 sfollati interni causati dalle violenze dell'LRA.
"Le condizioni di insicurezza derivano dal fatto che vi sono pochi soldati dell'esercito regolare, mal armati e mal equipaggiati, mentre non sono presenti le forze dell'ONU che sono dispiegate in altre regioni della RDC. La popolazione ha dunque paura e si raggruppa nei centri abitati più grandi, abbandonando i villaggi più esposti alle incursioni dell'LRA" spiega a Fides Mons. Ung'Eyowun.
"Gli sfollati interni sono assistiti dalla Chiesa e da una decina di organizzazioni umanitarie, che sono presenti ad Ango e in altre due località, e distribuiscono viveri alla popolazione" dice il Vescovo di Bondo.
Un anno fa, il 24 maggio 2010, il Presidente statunitense Barak Obama promulgava l'LRA Disarmament and Northern Uganda Recovery Act, che impegna gli Stati Uniti ad aiutare le popolazioni dell'Africa centrale colpite dalle violenze dell'LRA.
"Ringrazio coloro che continuano a parlare del dramma provocato dall'LRA. Occorre che la questa legge venga applicata nella sua interezza per mettere fine alle sofferenze della popolazione" conclude Mons. Ung'Eyowun. (L.M.) (Agenzia Fides 24/5/2011)
Un sipontino vincitore del concorso fotografico 'Viva l'Italia'
Si tratta del 28enne Alfredo Di Palma, socio del circolo videofotoclub "Il Golfo" di Manfredonia
Un sipontino vincitore del concorso fotografico 'Viva l'Italia'


foto vincitrice
Il giovane sipontino Alfredo Di Palma, socio del circolo videofotoclub "Il Golfo" di Manfredonia, si è aggiudicato il primo posto, nella sezione immagini digitali, al 9° concorso fotografico magico 2011'Viva l'Italia', organizzato da Photoclub Eyes B.F.I. San Felice sul Panaro, in provincia di Modena.
Di Palma si è imposto su 149 autori partecipanti al concorso per 585 immagini esaminate attentamente e scrupolosamente dai componenti di giuria. A lui andrà un premio del valore pari a 300 euro di materiale fotografico Canon.
Alfredo Di Palma, 28 anni, ha iniziato a coltivare la passione per la fotografia "quando ero già grande - come lui stesso ci racconta - la fotografia era per me molto interessante: come espressione figurativa, intendo; soprattutto per me che ho forti limiti nel disegno. Ho partecipato al concorso quasi per caso, trascinato da un amico, ma mai mi sarei aspettato di vincere".
Da due mesi circa, Alfredo Di Palma si è trasferito presso il comune di San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine, per motivi di lavoro.
La cerimonia di premiazione si svolgerà domenica 26 giugno 2011, alle ore 18, presso la Rocca Estense di San Felice sul Panaro. La mostra fotografica rimarrà aperta in occasione della manifestazione "SuoniVisioni" dal 17 giugno al 3 luglio 2011.
Fonte
Un sipontino vincitore del concorso fotografico 'Viva l'Italia'
Si tratta del 28enne Alfredo Di Palma, socio del circolo videofotoclub "Il Golfo" di Manfredonia
Pubblicato il 23 maggio 2011 alle 11:05
foto vincitrice
Il giovane sipontino Alfredo Di Palma, socio del circolo videofotoclub "Il Golfo" di Manfredonia, si è aggiudicato il primo posto, nella sezione immagini digitali, al 9° concorso fotografico magico 2011'Viva l'Italia', organizzato da Photoclub Eyes B.F.I. San Felice sul Panaro, in provincia di Modena.
Di Palma si è imposto su 149 autori partecipanti al concorso per 585 immagini esaminate attentamente e scrupolosamente dai componenti di giuria. A lui andrà un premio del valore pari a 300 euro di materiale fotografico Canon.
Da due mesi circa, Alfredo Di Palma si è trasferito presso il comune di San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine, per motivi di lavoro.
La cerimonia di premiazione si svolgerà domenica 26 giugno 2011, alle ore 18, presso la Rocca Estense di San Felice sul Panaro. La mostra fotografica rimarrà aperta in occasione della manifestazione "SuoniVisioni" dal 17 giugno al 3 luglio 2011.
Fonte
domenica 22 maggio 2011
Il Papa parla con gli astronauti: San Giorgio e la Terra visti dallo Spazio
◊ Una bellissima occasione d’incontro e di dialogo: così il Papa ha definito la straordinaria diretta audio-video con la Stazione spaziale internazionale (Iss), che si è svolta per 20 minuti a partire dalle 13.11. Nella Stazione si trovano 12 astronauti, di cui tre hanno dovuto curare la gestione della Stazione stessa, mentre gli altri hanno dialogato con Benedetto XVI. Nella missione in corso viene installato nella Stazione uno strumento che è stato sviluppato da 600 scienziati nel mondo, l’"Alpha Magnetic Spectrometer", per studiare la presenza di antimateria nell’Universo, la sua composizione e la sua origine. L’appuntamento straordinario è stato trasmesso dai media vaticani anche in streaming e sulla rete della Nasa, tramite la Nasa-tv. Il servizio di Fausta Speranza:
Siamo al centro di un’operazione scientifico-tecnologica, ma a prevalere è l’emozione fin dai primi istanti. Parole dalla Stazione spaziale e parole dalla Sala Foconi, in Vaticano, dove il Papa è seduto davanti alla tv, stabiliscono lo straordinario contatto. Parlano il direttore dell’Agenzia Spaziale europea, il tedesco Thomas Reiter, e quello dell’Agenzia spaziale italiana, Enrico Saggese. Poi, il russo capo della Missione, Dimitri Kontradieff, che dice: “benvenuto a bordo Sua Santità”. Il Papa ascolta informazioni sulla posizione della Stazione in cui sono, su movimenti e finalità della missione. E quando prende la parola, subito parla di “occasione straordinaria” e va al cuore di tutti i possibili discorsi:
“Humanity is experiencing a period of extremely rapid progress in the fields of scientific knowledge and technical applications…”
L’umanità - dice - sta attraversando un periodo di progresso estremamente rapido nel campo delle conoscenze scientifiche e delle applicazioni tecniche. “In un certo senso voi astronauti - osserva - rappresentate la sperimentazione del futuro, l’andare oltre i limiti che viviamo ora nel quotidiano”. Parole di “apprezzamento e ammirazione” e poi di “sentito incoraggiamento”. E poi parole che indicano la finalità che ogni conoscenza e scienza deve proporsi: “Essere a disposizione di tutta l’umanità e del bene comune”.
Ma il Papa che parla nello Spazio e che ribadisce che l’uomo deve essere al centro di tutto, è anche il Papa che candidamente dice: “Vi chiamo perché sono curioso di sapere da voi esperienze e riflessioni”. E’ il Papa che sceglie di non fare solo un discorso, ma di fare domande:
“…how science can contribute to the cause of peace?”…
Come può la scienza contribuire alla causa della pace? Benedetto XVI fa la sua domanda riflettendo su quanto debba sembrare assurdo, vedendo la terra da così lontano, pensare che gli uomini si uccidano gli uni gli altri. E, a questo proposito, la prima notazione personale: ricorda che la moglie di uno degli astronauti, lo statunitense Mark Kelly, è stata vittima di un attacco e spera che le sue condizioni migliorino. L’astronauta stesso risponde:
“We fly over most of the world and you don’t see borders, but at the same time we realize that people fight with each other and there is a lot of violence in this world and it’s really an unfortunate thing.”
“Non vediamo confini da qui, ma sappiamo che ci sono le guerre in Medio Oriente e le difficoltà in Nord Africa. Molte delle guerre sono per l’energia e noi qui viviamo una situazione, invece, in cui l’energia non manca. Dobbiamo capire come evitare le guerre”.
Il Papa, oltre a sentire gli astronauti, li vede sullo schermo. Mentre gli astronauti lo sentono solo, non hanno video. Contribuisce a creare l’emozione di una situazione così particolare il ritardo di circa 5 secondi sul suono.
Benedetto XVI ricorda che ci sono seri rischi per l’ambiente e per la sopravvivenza del Pianeta e delle future generazioni e chiede se - vista dallo spazio - la nostra terra fa più pensare ai possibili danni.
“We can see how indescribably beautiful the planet that we have been given is; but on the other hand, we can really clearly see how fragile it is”.
Risponde Ron Garan che dice che si vede con evidenza, da laggiù, la bellezza della terra, ma anche la fragilità, per esempio in particolare nell’atmosfera. E dunque si capisce che tutti, ma proprio tutti, dobbiamo collaborare per il bene del Pianeta.
Poi una domanda precisa sulla responsabilità di chi, tornando da una missione spaziale, viene visto come eroe e parla a tutti e – sottolinea Benedetto XVI – in particolare ai giovani così influenzati da esperienze simili e scoperte:
“If we look up, we can see the rest of the universe, and the rest of the Universe is out there for us to go explore”.
Mike Finchke risponde che c’è un universo da esplorare e che da lì è ancora più evidente che si deve farlo insieme, perché insieme si vive il Pianeta che ospita l’umanità.
Benedetto XVI ricorda l’impegno attuale per “nuove istallazioni e lo studio delle radiazioni che giungono dagli spazi più lontani” e ricorda di aver consegnato all’astronauta Roberto Vittori la medaglia d’argento raffigurante la creazione dell’uomo di Michelangelo da portare in questa importante missione. E la medaglia viene mostrata con simpatia, viene fatta aleggiare nella Stazione in assenza di gravità, e c’è un entusiasmo quasi giovanile durante il collegamento!
Sappiamo che la medaglia sarà riportata a Benedetto XVI.
Poi c’è la domanda delicata su Dio, che Benedetto XVI pone in modo estremamente delicato. Nel mezzo del vostro lavoro nello spazio - dice - vi fermate a riflettere sul mistero e vi capita di dire una preghiera al Creatore? O è più facile riflettere su tutto ciò una volta tornati sulla terra?
“Our planet, the blue planet, is beautiful. Blue is the colour of our planet, blue is the colour of the sky, blue is also the colour of the Italian Air Force, the organization that gave me the opportunity to then join the Italian Space Agency and the European Space Agency”.
Risponde Roberto Vittori: parla della bellezza del cielo e dell’universo, ma anche del blu che è il colore del cielo e dell’Aeronautica Italiana.
Poi parla a titolo personale: “I do pray for me,…”“Io - dice - in questo contesto prego”.
Poi un pensiero alla personale esperienza di uno dei due astronauti italiani, Paolo Nespoli, che al suo ritorno non troverà più in vita sua madre:
“Caro Paolo, so che nei giorni scorsi la tua mamma ti ha lasciato e quando fra pochi giorni tornerai a casa non la troverai più ad aspettarti. Tutti ti siamo stati vicini, anche io ho pregato per lei… Come hai vissuto questo tempo di dolore? Nella vostra Stazione vi sentite lontani e isolati e soffrite un senso di separazione o vi sentite uniti fra voi, inseriti in una comunità che vi accompagna con attenzione e affetto?”.
Nespoli risponde al Papa che i compagni a bordo e le persone a casa hanno assicurato vicinanza:
“Santo Padre, ho sentito le sue preghiere, le vostre preghiere arrivare fin quassù. E’ vero, siamo fuori da questo mondo, orbitiamo attorno alla terra e abbiamo un punto di vantaggio per guardare la terra e per sentire tutto quello che ci sta attorno. Ringrazio anche l’Agenzia Spaziale Europea, l’Agenzia Spaziale Americana che hanno messo a disposizione le risorse affinché io abbia potuto parlare con lei negli ultimi momenti”.
In questo straordinario e finora unico collegamento del Papa con una Stazione spaziale in orbita, Benedetto XVI esprime con tutta l’altezza del suo magistero riflessioni fondamentali, ma si lascia anche percepire nella sua semplice dimensione di uomo, che incontra altri uomini nell’immensità dello Spazio e che fa domande a chi la scienza ha portato a 400 Km al di sopra della terra. Insieme con la medaglia, i capelli lunghi dell’unica donna a bordo e un oggetto di metallo che lasciano volteggiare in assenza di gravità, anche alcuni degli stessi astronauti si lasciano andare verso l’alto, in assenza di gravità. Sono il segno simpatico di una situazione eccezionale, che strappa al Papa un bel sorriso.
“You have helped me and many other people to reflect together on important issues that regard the future of humanity”.
Nel suo saluto finale dice con toccante semplicità: “Avete aiutato il Papa così come hanno aiutato tutti gli altri a riflettere su importanti questioni che riguardano il futuro dell’umanità”. E assicurando pensieri e preghiere a tutti i partecipanti alla missione, ci sentiamo di dire che Benedetto XVI benedice l’umanità e il suo futuro, con parole che oggi arrivano in modo particolarissimo dal cuore del Papa fino ai satelliti in orbita negli spazi infiniti.
(sonoro chiusura collegamento)
A conclusione del collegamento, padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha incontrato i giornalisti proprio in Sala Stampa insieme con il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese, il direttore dell’Agenzia Europea Spaziale, Thomas Reiter, il generale di Squadra Aerea dell’Aeronautica militare italiana, Giuseppe Bernardis, presenti nella Sala vaticana Foconi da dove il Papa ha vissuto il collegamento. Tutti hanno espresso emozione e hanno avuto parole di ringraziamento per Benedetto XVI spiegando di aver invitato il Papa al collegamento e di essere rimasti particolarmente colpiti, oltre che dalla sua disponibilità, dalla volontà di dialogare piuttosto che di leggere un discorso.
Alle curiosità dei giornalisti sul piano scientifico della missione sono state date brevi risposte non essendo la sede e l’occasione più adatta. Il col. Thomas Reiter ha ricordato che in assenza di gravità si possono effettuare sperimentazioni importanti anche per l’ambito medico. L’ing. Enrico Saggese ha ricordato che lunedì prossimo ci sarà il collegamento con il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, e che altri due astronauti della Marina Militare (Roberto Vittori appartiene alla Marina militare) sono in attesa di andare presto nello spazio: Luca Parmitano è previsto nel 2013 e Samanta Cristoforetti è in lista di attesa. Il col. Reiter ha sottolineato l’eccezionalità dell’evento, spiegando che lo spazio ispira pensieri filosofici o teologici e si capisce quale gioia sia stata parlarne con il Papa. Da parte sua, padre Lombardi ha detto che a conclusione del collegamento il Papa ha espresso parole di particolare apprezzamento per il contenuto delle risposte date su temi così importanti. E padre Lombardi - ricordando che nell'apprendere la notizia della morte della mamma di Paolo Nespoli è stata inviata dal Vaticano una e-mail di condoglianze segnata da una pronta risposta - si è lasciato andare a una spontanea considerazione sulla sorpresa che si prova di fronte alla facilità di comunicazione oggi.
Siamo al centro di un’operazione scientifico-tecnologica, ma a prevalere è l’emozione fin dai primi istanti. Parole dalla Stazione spaziale e parole dalla Sala Foconi, in Vaticano, dove il Papa è seduto davanti alla tv, stabiliscono lo straordinario contatto. Parlano il direttore dell’Agenzia Spaziale europea, il tedesco Thomas Reiter, e quello dell’Agenzia spaziale italiana, Enrico Saggese. Poi, il russo capo della Missione, Dimitri Kontradieff, che dice: “benvenuto a bordo Sua Santità”. Il Papa ascolta informazioni sulla posizione della Stazione in cui sono, su movimenti e finalità della missione. E quando prende la parola, subito parla di “occasione straordinaria” e va al cuore di tutti i possibili discorsi:
“Humanity is experiencing a period of extremely rapid progress in the fields of scientific knowledge and technical applications…”
L’umanità - dice - sta attraversando un periodo di progresso estremamente rapido nel campo delle conoscenze scientifiche e delle applicazioni tecniche. “In un certo senso voi astronauti - osserva - rappresentate la sperimentazione del futuro, l’andare oltre i limiti che viviamo ora nel quotidiano”. Parole di “apprezzamento e ammirazione” e poi di “sentito incoraggiamento”. E poi parole che indicano la finalità che ogni conoscenza e scienza deve proporsi: “Essere a disposizione di tutta l’umanità e del bene comune”.
Ma il Papa che parla nello Spazio e che ribadisce che l’uomo deve essere al centro di tutto, è anche il Papa che candidamente dice: “Vi chiamo perché sono curioso di sapere da voi esperienze e riflessioni”. E’ il Papa che sceglie di non fare solo un discorso, ma di fare domande:
“…how science can contribute to the cause of peace?”…
Come può la scienza contribuire alla causa della pace? Benedetto XVI fa la sua domanda riflettendo su quanto debba sembrare assurdo, vedendo la terra da così lontano, pensare che gli uomini si uccidano gli uni gli altri. E, a questo proposito, la prima notazione personale: ricorda che la moglie di uno degli astronauti, lo statunitense Mark Kelly, è stata vittima di un attacco e spera che le sue condizioni migliorino. L’astronauta stesso risponde:
“We fly over most of the world and you don’t see borders, but at the same time we realize that people fight with each other and there is a lot of violence in this world and it’s really an unfortunate thing.”
“Non vediamo confini da qui, ma sappiamo che ci sono le guerre in Medio Oriente e le difficoltà in Nord Africa. Molte delle guerre sono per l’energia e noi qui viviamo una situazione, invece, in cui l’energia non manca. Dobbiamo capire come evitare le guerre”.
Il Papa, oltre a sentire gli astronauti, li vede sullo schermo. Mentre gli astronauti lo sentono solo, non hanno video. Contribuisce a creare l’emozione di una situazione così particolare il ritardo di circa 5 secondi sul suono.
Benedetto XVI ricorda che ci sono seri rischi per l’ambiente e per la sopravvivenza del Pianeta e delle future generazioni e chiede se - vista dallo spazio - la nostra terra fa più pensare ai possibili danni.
“We can see how indescribably beautiful the planet that we have been given is; but on the other hand, we can really clearly see how fragile it is”.
Risponde Ron Garan che dice che si vede con evidenza, da laggiù, la bellezza della terra, ma anche la fragilità, per esempio in particolare nell’atmosfera. E dunque si capisce che tutti, ma proprio tutti, dobbiamo collaborare per il bene del Pianeta.
Poi una domanda precisa sulla responsabilità di chi, tornando da una missione spaziale, viene visto come eroe e parla a tutti e – sottolinea Benedetto XVI – in particolare ai giovani così influenzati da esperienze simili e scoperte:
“If we look up, we can see the rest of the universe, and the rest of the Universe is out there for us to go explore”.
Mike Finchke risponde che c’è un universo da esplorare e che da lì è ancora più evidente che si deve farlo insieme, perché insieme si vive il Pianeta che ospita l’umanità.
Benedetto XVI ricorda l’impegno attuale per “nuove istallazioni e lo studio delle radiazioni che giungono dagli spazi più lontani” e ricorda di aver consegnato all’astronauta Roberto Vittori la medaglia d’argento raffigurante la creazione dell’uomo di Michelangelo da portare in questa importante missione. E la medaglia viene mostrata con simpatia, viene fatta aleggiare nella Stazione in assenza di gravità, e c’è un entusiasmo quasi giovanile durante il collegamento!
Sappiamo che la medaglia sarà riportata a Benedetto XVI.
Poi c’è la domanda delicata su Dio, che Benedetto XVI pone in modo estremamente delicato. Nel mezzo del vostro lavoro nello spazio - dice - vi fermate a riflettere sul mistero e vi capita di dire una preghiera al Creatore? O è più facile riflettere su tutto ciò una volta tornati sulla terra?
“Our planet, the blue planet, is beautiful. Blue is the colour of our planet, blue is the colour of the sky, blue is also the colour of the Italian Air Force, the organization that gave me the opportunity to then join the Italian Space Agency and the European Space Agency”.
Risponde Roberto Vittori: parla della bellezza del cielo e dell’universo, ma anche del blu che è il colore del cielo e dell’Aeronautica Italiana.
Poi parla a titolo personale: “I do pray for me,…”“Io - dice - in questo contesto prego”.
Poi un pensiero alla personale esperienza di uno dei due astronauti italiani, Paolo Nespoli, che al suo ritorno non troverà più in vita sua madre:
“Caro Paolo, so che nei giorni scorsi la tua mamma ti ha lasciato e quando fra pochi giorni tornerai a casa non la troverai più ad aspettarti. Tutti ti siamo stati vicini, anche io ho pregato per lei… Come hai vissuto questo tempo di dolore? Nella vostra Stazione vi sentite lontani e isolati e soffrite un senso di separazione o vi sentite uniti fra voi, inseriti in una comunità che vi accompagna con attenzione e affetto?”.
Nespoli risponde al Papa che i compagni a bordo e le persone a casa hanno assicurato vicinanza:
“Santo Padre, ho sentito le sue preghiere, le vostre preghiere arrivare fin quassù. E’ vero, siamo fuori da questo mondo, orbitiamo attorno alla terra e abbiamo un punto di vantaggio per guardare la terra e per sentire tutto quello che ci sta attorno. Ringrazio anche l’Agenzia Spaziale Europea, l’Agenzia Spaziale Americana che hanno messo a disposizione le risorse affinché io abbia potuto parlare con lei negli ultimi momenti”.
In questo straordinario e finora unico collegamento del Papa con una Stazione spaziale in orbita, Benedetto XVI esprime con tutta l’altezza del suo magistero riflessioni fondamentali, ma si lascia anche percepire nella sua semplice dimensione di uomo, che incontra altri uomini nell’immensità dello Spazio e che fa domande a chi la scienza ha portato a 400 Km al di sopra della terra. Insieme con la medaglia, i capelli lunghi dell’unica donna a bordo e un oggetto di metallo che lasciano volteggiare in assenza di gravità, anche alcuni degli stessi astronauti si lasciano andare verso l’alto, in assenza di gravità. Sono il segno simpatico di una situazione eccezionale, che strappa al Papa un bel sorriso.
“You have helped me and many other people to reflect together on important issues that regard the future of humanity”.
Nel suo saluto finale dice con toccante semplicità: “Avete aiutato il Papa così come hanno aiutato tutti gli altri a riflettere su importanti questioni che riguardano il futuro dell’umanità”. E assicurando pensieri e preghiere a tutti i partecipanti alla missione, ci sentiamo di dire che Benedetto XVI benedice l’umanità e il suo futuro, con parole che oggi arrivano in modo particolarissimo dal cuore del Papa fino ai satelliti in orbita negli spazi infiniti.
(sonoro chiusura collegamento)
A conclusione del collegamento, padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha incontrato i giornalisti proprio in Sala Stampa insieme con il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese, il direttore dell’Agenzia Europea Spaziale, Thomas Reiter, il generale di Squadra Aerea dell’Aeronautica militare italiana, Giuseppe Bernardis, presenti nella Sala vaticana Foconi da dove il Papa ha vissuto il collegamento. Tutti hanno espresso emozione e hanno avuto parole di ringraziamento per Benedetto XVI spiegando di aver invitato il Papa al collegamento e di essere rimasti particolarmente colpiti, oltre che dalla sua disponibilità, dalla volontà di dialogare piuttosto che di leggere un discorso.
Alle curiosità dei giornalisti sul piano scientifico della missione sono state date brevi risposte non essendo la sede e l’occasione più adatta. Il col. Thomas Reiter ha ricordato che in assenza di gravità si possono effettuare sperimentazioni importanti anche per l’ambito medico. L’ing. Enrico Saggese ha ricordato che lunedì prossimo ci sarà il collegamento con il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, e che altri due astronauti della Marina Militare (Roberto Vittori appartiene alla Marina militare) sono in attesa di andare presto nello spazio: Luca Parmitano è previsto nel 2013 e Samanta Cristoforetti è in lista di attesa. Il col. Reiter ha sottolineato l’eccezionalità dell’evento, spiegando che lo spazio ispira pensieri filosofici o teologici e si capisce quale gioia sia stata parlarne con il Papa. Da parte sua, padre Lombardi ha detto che a conclusione del collegamento il Papa ha espresso parole di particolare apprezzamento per il contenuto delle risposte date su temi così importanti. E padre Lombardi - ricordando che nell'apprendere la notizia della morte della mamma di Paolo Nespoli è stata inviata dal Vaticano una e-mail di condoglianze segnata da una pronta risposta - si è lasciato andare a una spontanea considerazione sulla sorpresa che si prova di fronte alla facilità di comunicazione oggi.
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Meno male che ci sono i bimbi
Premessa all'articolo del Portale Della Diocesi: quanti problemi ha la Carnia...Trattiamo meglio chi vive in montagna!
La tappa va al basco Igor Anton
UDINE (21 maggio, ore 22) - La festa è stata rovinata. Sul più bello. Va bene che la salita dello Zoncolan ha sempre il suo fascino, ma la decisione della giuria di far saltare la salita (e soprattutto la discesa) del Crostis ha lasciato tutti senza parole. E il silenzio si è trasformato con il passare delle ore in rabbia. Rabbia di quelle centinaia di persone che da giorni, settimane stavano lavorando, e ci erano riusciti a detta dei tecnici, per mettere in sicurezza la strada.La beffa, poi, è arrivata a tappa già iniziata quando la direzione del giro ha comunicato che la carovana rosa non sarebbe passata più nemmeno per Tualis. La Regione dal canto suo promette un evento “riparatore”, ma intanto c'è e rimarrà a lungo l'amarezza. E' sfumato il sogno dei gemelli della Carnia, Crostis e Zoncolan. La tappa, ridotta di oltre 30 km è sembrata disegnata apposta per Contador che anche oggi ha fatto vedere tutta la sua forza, nonostante Nibali sia riuscito a tenergli testa. Il più veloce, però, è stato Igor Anton, basco, festeggiato da un gruppo di fedelissimi giunto fino in Carnia.
Sul ciglio delle strade si è consumata la festa anche se con molti fischi rivolti alle moto e alle automobili delle squadra, qualcuno anche a Contador e applausi per tutti gli altri. La maglia rosa è diventato, a ragione o torto, il capro espiatorio per quanto successo in Carnia. E mentre il patron, Enzo Cainero, aspetta la fine del Giro per parlare liberamente, senza nascondere la propria amarezza, rimane l'istantanea di due bambini, seduti sull'erba dello Zoncolan che sognano di diventare un giorno eroi della corsa rosa.
Sul ciglio delle strade si è consumata la festa anche se con molti fischi rivolti alle moto e alle automobili delle squadra, qualcuno anche a Contador e applausi per tutti gli altri. La maglia rosa è diventato, a ragione o torto, il capro espiatorio per quanto successo in Carnia. E mentre il patron, Enzo Cainero, aspetta la fine del Giro per parlare liberamente, senza nascondere la propria amarezza, rimane l'istantanea di due bambini, seduti sull'erba dello Zoncolan che sognano di diventare un giorno eroi della corsa rosa.
venerdì 20 maggio 2011
Dal Portale il calendario scolastico regionale
Confermati i tre giorni di vacanze a febbraio per favorire le settimane bianche
UDINE (20 maggio, ore 15.20) - La Giunta regionale, su proposta dell'assessore all'Istruzione, Roberto Molinaro, ha approvato il calendario scolastico regionale per l'anno scolastico 2011/2012.
Nelle scuole primarie e secondarie di primo grado e di secondo grado statali e paritarie del Friuli-Venezia Giulia, le lezioni avranno inizio il 12 settembre 2011 e termineranno il 9 giugno 2012, per un totale, tenuto conto dei giorni di festività e di sospensione obbligatoria delle attività didattiche, di 207 - o 206 in caso di sospensione per ricorrenza del Santo patrono - giorni utili di insegnamento.
Nelle scuole dell'infanzia statali e paritarie, la data di inizio è sempre il 12 settembre 2011 ma la conclusione delle attività didattiche è prevista invece per il 30 giugno 2012, per un totale, tenuto conto dei giorni di festività e di sospensione obbligatoria delle attività didattiche stabilite a livello nazionale, di 225 (o 224 nel caso la ricorrenza del Santo patrono cada in un giorno lavorativo) giorni.
La sospensione delle lezioni è stabilita nei seguenti periodi: dal 23 dicembre 2011 al 7 gennaio 2012 compreso per le vacanze natalizie; dal 20 al 22 febbraio 2012 compreso; dal 5 aprile al 10 aprile 2012 compreso per le vacanze pasquali.
ASIA/PAKISTAN - Aggrediti o scacciati dalle proprie case: i diritti dei cristiani calpestati in Punjab
Lahore (Agenzia Fides) - Due infermiere cristiane sono state sequestrate e malmenate per 9 ore da un funzionario musulmano del Fatima Hospital a Lahore (Punjab); un ricco proprietario terriero musulmano, con trascorsi nella politica, ha usurpato il terreno e le case di due famiglie cristiane nella città di Jalal Pur Jattan, sempre in Punjab: tali casi, segnalati all'Agenzia Fides da fonti locali della società civile, mostrano come in Pakistan continuano a verificarsi episodi di discriminazioni, abusi, violenze, flagranti violazioni dei diritti fondamentali delle minoranze cristiane. Il Punjab, nota a Fides la "Masihi Foundation", che si occupa della difesa dei diritti dei cristiani pakistani, è una delle province dove l'odio e la violenza si avvertono di più.
Nel primo caso, al Fatima Memorial Hospital, due infermiere cristiane, Nusrat Bibi e Muneeran Bibi, sono state aggredite e detenute illegalmente con la forza, in una stanza dell'ospedale, per 9 ore. Erano accusate di furto, ma secondo fonti locali, sono palesemente innocenti e l'accusa era solo un pretesto per poterle intimidire, malmenare e molestare sessualmente.
Dopo la traumatica esperienza del sequestro, le due donne hanno denunciato l'accaduto alla vicina stazione di polizia. "Condanniamo senza appello questa violenza fisica e psicologica che colpisce le ragazze cristiane indifese. Urge che il governo si impegni a costruire una società più tollerante e rispettosa dei diritti di tutti" ha detto a Fides Haroon Barkat Masih, Direttore della "Masihi Foundation", che si occupa anche della difesa di Asia Bibi, la prima donna pakistana condannata a morte, ingiustamente, per blasfemia.
In un altro caso di sopruso ai danni dei cristiani, due famiglie di Jalal Pur Jattan hanno perso case e terreni, occupati e strappati loro con la forza dagli uomini di un ricco proprietario terriero locale, ex membro del Parlamento provinciale del Punjab. "I cristiani sono stati prima minacciati e poi scacciati con la forza" racconta a Fides un sacerdote del luogo, p. Naveed Dominic. E la polizia, allertata della violenza, si è rifiutata di intervenire. "Anche alla Chiesa locale è stato intimato di non immischiarsi" nota il prete.
La vessazione delle minoranze cristiane è un problema che, notano fonti di Fides, va sollevato a livello nazionale, attraverso il Ministero federale per l'Armonia e le Minoranze religiose, e a livello internazionale, sensibilizzando la comunità internazionale. P. Khalid Rashid Asi, sacerdote della diocesi di Faisalabad, in Punjab, spiega a Fides: "Lo situazione dei diritti umani in Pakistan è molto difficile e preoccupante. In tale contesto generale, le minoranze cristiane soffrono particolarmente di abusi e della negazione dei loro diritti fondamentali, a livello sociale, economico e religioso".
In Punjab i cristiani sono il 13% della popolazione provinciale e gestiscono scuole, ospedali, istituti sociali. Spesso potenti musulmani tentano di appropriarsi di tali strutture lanciando false accuse contro i cristiani o abusando della nota legge sulla blasfemia. (PA) (Agenzia Fides 20/5/2011)
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ASIA/INDIA - Sulla difesa dei cristiani in Orissa "continua la farsa giudiziaria": troppi delitti ancora impuniti
New Delhi (Agenzia Fides) - La risposta del governo, dei tribunali e delle istituzioni, nei confronti della comunità cristiana dell'Orissa, colpita dai massacri del 2008, è ancora "troppo debole, simile a una farsa". È quanto dice a Fides Joseph Dias, responsabile del "Catholic Secular Forum" (CSF), organizzazione ecumenica di fedeli che difende i diritti delle comunità cristiane in India.
Due giorni fa un tribunale in Orissa ha condannato 13 persone a cinque anni di prigione per il loro coinvolgimento nelle violenze anti-cristiane del 2008. I 13 hanno partecipato ai disordini e appiccato incendi alle case del villaggio di Sartaguda, ma le persone da arrestare a da giudicare - nota a Fides il CSF - dovrebbero essere migliaia: "troppi colpevoli sono a piede libero, troppi delitti, come omicidi e stupri, restano ancora impuniti".
I dati giudiziari acquisiti dall'Agenzia Fides, sono impietosi: solo un ventesimo dei radicali indù responsabili degli attacchi sono stati individuati e interrogati; su 3.232 denunce presentate dai cristiani, solo 828 sono state prese in considerazione e tradotte in FIR (First Information Report), il rapporto che sancisce una indagine e un procedimento ufficiale della polizia. Di questi 828 casi, solo 327 sono finiti con un processo in tribunale: 167 le assoluzioni, 86 le condanne comminate (pene molto leggere), 90 i casi ancora pendenti. Ben 1.597 militanti sono stati identificati e poi scagionati, mentre altre migliaia di aggressori non sono stati nemmeno contattati dalla polizia e l'hanno fatta del tutto franca.
Inoltre oggi, denuncia il CSF, "i cristiani sono vittime di continue intimidazioni, da parte di gruppi estremisti indù, perché non testimonino in tribunale, ritirino le accuse, abbandonino i processi. Anche giudici e avvocati sono minacciati: tutto fa pensare a processi pieni di anomalie e irregolarità".
Ieri, in una intervista all'Agenzia Fides (vedi Fides 19/5/2011), Sua Ecc. Mons. John Barwa Arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar ha detto che "i cristiani dell'Orissa si sentono abbandonati dalle istituzioni" e che il caso dell'Orissa sarà esemplare "per testare il reale funzionamento della giustizia in India". (PA) (Agenzia Fides 20/5/2011)
Due giorni fa un tribunale in Orissa ha condannato 13 persone a cinque anni di prigione per il loro coinvolgimento nelle violenze anti-cristiane del 2008. I 13 hanno partecipato ai disordini e appiccato incendi alle case del villaggio di Sartaguda, ma le persone da arrestare a da giudicare - nota a Fides il CSF - dovrebbero essere migliaia: "troppi colpevoli sono a piede libero, troppi delitti, come omicidi e stupri, restano ancora impuniti".
I dati giudiziari acquisiti dall'Agenzia Fides, sono impietosi: solo un ventesimo dei radicali indù responsabili degli attacchi sono stati individuati e interrogati; su 3.232 denunce presentate dai cristiani, solo 828 sono state prese in considerazione e tradotte in FIR (First Information Report), il rapporto che sancisce una indagine e un procedimento ufficiale della polizia. Di questi 828 casi, solo 327 sono finiti con un processo in tribunale: 167 le assoluzioni, 86 le condanne comminate (pene molto leggere), 90 i casi ancora pendenti. Ben 1.597 militanti sono stati identificati e poi scagionati, mentre altre migliaia di aggressori non sono stati nemmeno contattati dalla polizia e l'hanno fatta del tutto franca.
Inoltre oggi, denuncia il CSF, "i cristiani sono vittime di continue intimidazioni, da parte di gruppi estremisti indù, perché non testimonino in tribunale, ritirino le accuse, abbandonino i processi. Anche giudici e avvocati sono minacciati: tutto fa pensare a processi pieni di anomalie e irregolarità".
Ieri, in una intervista all'Agenzia Fides (vedi Fides 19/5/2011), Sua Ecc. Mons. John Barwa Arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar ha detto che "i cristiani dell'Orissa si sentono abbandonati dalle istituzioni" e che il caso dell'Orissa sarà esemplare "per testare il reale funzionamento della giustizia in India". (PA) (Agenzia Fides 20/5/2011)
giovedì 19 maggio 2011
Domenica 22 Maggio 2011
V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)
PRIMA LETTURA (At 6,1-7)
Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 32)
Rit: Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.
Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate. Rit.
Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra. Rit.
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. Rit.
SECONDA LETTURA (1Pt 2,4-9)
Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo.
Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 14,6)
Alleluia, alleluia.
Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore;
nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Alleluia.
VANGELO (Gv 14,1-12)
Io sono la via, la verità e la vita.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
C – Fratelli e sorelle, preghiamo il Signore Gesù affinché apra i nostri cuori a riconoscerlo come Via, Verità e Vita. Egli ci renda disponibili all’ascolto e docili nella sequela, faccia crescere in noi la sua verità e la sua vita fino al giorno dell’incontro definitivo con lui.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Gesù, via, verità e vita, ascoltaci!
C – Signore Gesù, a noi che partecipiamo alla Mensa della Parola e del Pane eucaristico, concedi di essere strumenti della tua rivelazione e testimoni, con la nostra vita, del tuo amore per tutti gli uomini. Fa’ che ciò che con la bocca diciamo di credere diventi il cuore della nostra vita. Tu che vivi e regni nei secoli. T - Amen.
PRIMA LETTURA (At 6,1-7)
Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.
Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 32)
Rit: Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.
Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate. Rit.
Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra. Rit.
Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. Rit.
SECONDA LETTURA (1Pt 2,4-9)
Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo.
Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 14,6)
Alleluia, alleluia.
Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore;
nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Alleluia.
VANGELO (Gv 14,1-12)
Io sono la via, la verità e la vita.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
C – Fratelli e sorelle, preghiamo il Signore Gesù affinché apra i nostri cuori a riconoscerlo come Via, Verità e Vita. Egli ci renda disponibili all’ascolto e docili nella sequela, faccia crescere in noi la sua verità e la sua vita fino al giorno dell’incontro definitivo con lui.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Gesù, via, verità e vita, ascoltaci!
1. Per la santa Chiesa, perché prima di annunciare la Parola si faccia, a tutti i livelli, attenta ascoltatrice di essa, così da essere credibile di fronte al mondo. Preghiamo.
2. Per i diaconi permanenti perché, accolti nelle nostre Comunità come ministri ordinati, si pongano con passione e impegno al servizio delle necessità della Chiesa. Preghiamo.
3. Per chi annuncia la Parola di Dio, affinché il ministero della Parola sia anzitutto azione di rivelazione e di testimonianza cristiana e non strumento di prestigio o di potere personale. Preghiamo.
4. Per coloro che sono in ricerca della verità, perché tra le tante verità parziali riescano con il tuo aiuto a individuare il Sgnore Risorto come criterio di verità autentica, preghiamo.
5. Per la nostra Comunità parrocchiale, perché faccia esperienza della vera Comunione, testimoniando la sollecitudine verso i vicini e i lontani. Preghiamo.
6. Per ciascuno di noi, perché si senta pietra viva necessaria all’edificazione della Chiesa, realizzando la missione che Dio ci ha affidato. Preghiamo.
C – Signore Gesù, a noi che partecipiamo alla Mensa della Parola e del Pane eucaristico, concedi di essere strumenti della tua rivelazione e testimoni, con la nostra vita, del tuo amore per tutti gli uomini. Fa’ che ciò che con la bocca diciamo di credere diventi il cuore della nostra vita. Tu che vivi e regni nei secoli. T - Amen.
Visita dell'Arcivescovo alla Zona Industriale(da Messaggero Veneto)
14 maggio 2011
L’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, visita la zona industriale dell’Aussa Corno a San Giorgio di Nogaro. Positiva la visita di monsignor Mazzocato, che era stato invitato dal presidente della Ziac, Cesare Strisino, che ha ritenuto doveroso far partecipe l’arcivescovo di questa realtà industriale sempre più in espansione, la cui presenza sul territorio non può che riportare ricadute benefiche in ambito socio-economico.
L’arcivescovo, è stato accolto con grande affetto dagli imprenditori, ha visitato in mattinata l’Aussafer Due, accolto da tutta la famiglia Citossi, dove hanno fermato le lavorazioni per la benedizione. Ha visitato poi l’Aussachem, azienda che verrà inaugurata il 10 giugno, dove è stato accolto da Paolo Semenzin e Davide Salvatori, i due giovani proprietari.
Nel pomeriggio è stata la volta dell’Oleificio San Giorgio, i cui imprenditori, Franco Rossetto e Augusto Parise, sono di Treviso, terra di origine di monsignor Mazzocato. L’Arcivescovo che era accompagnato da monsignor Igino Schiff e dal sindaco di San Giorgio Del Frate, si è interessato a ogni attività. (f.a.)
L’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, visita la zona industriale dell’Aussa Corno a San Giorgio di Nogaro. Positiva la visita di monsignor Mazzocato, che era stato invitato dal presidente della Ziac, Cesare Strisino, che ha ritenuto doveroso far partecipe l’arcivescovo di questa realtà industriale sempre più in espansione, la cui presenza sul territorio non può che riportare ricadute benefiche in ambito socio-economico.
L’arcivescovo, è stato accolto con grande affetto dagli imprenditori, ha visitato in mattinata l’Aussafer Due, accolto da tutta la famiglia Citossi, dove hanno fermato le lavorazioni per la benedizione. Ha visitato poi l’Aussachem, azienda che verrà inaugurata il 10 giugno, dove è stato accolto da Paolo Semenzin e Davide Salvatori, i due giovani proprietari.
Nel pomeriggio è stata la volta dell’Oleificio San Giorgio, i cui imprenditori, Franco Rossetto e Augusto Parise, sono di Treviso, terra di origine di monsignor Mazzocato. L’Arcivescovo che era accompagnato da monsignor Igino Schiff e dal sindaco di San Giorgio Del Frate, si è interessato a ogni attività. (f.a.)
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