martedì 24 gennaio 2012

Storia di Nadia

ASIA/PAKISTAN - Ragazza cristiana rapita e convertita all'islam torna a casa dopo 10 anni

Lahore (Agenzia Fides) - Nadia Bibi, ragazza cristiana che era stata rapita e costretta a sposare un uomo musulmano, è tornata dalla sua famiglia, di fede cattolica, dopo 10 anni. Nadia aveva solo 15 anni quando, nel 2001, è stata rapita a Mariamabad (in Punjab), città a maggioranza cattolica: il suo non è un caso isolato, dato che come confermano fonti cattoliche di Fides in Punjab, vi sono almeno 700 casi l'anno di ragazze cristiane rapite e costrette al matrimonio islamico. Se si aggiungono anche i casi di ragazze indù, il numero sale a 1.800 casi annui, afferma un recente Rapporto dell'Ong "Asian Human Rights Commission".
I genitori di Nadia si erano rivolti alla polizia ma, come spesso accade, erano stati intimiditi e minacciati dai rapitori, mentre la polizia si era rifiutata di registrare una denuncia. In seguito, quando hanno saputo che Nadia era stata costretta a sposare il musulmano Maqsood Ahmed, i suoi genitori sono andati di nuovo alla polizia e questa volta sono riusciti a registrare un FIR (First Information Report). La polizia però si è rifiutata di arrestarlo e la vicenda è finita dinanzi all'Alta Corte di Lahore. Qui Nadia, sotto minacce, ha rilasciato una dichiarazione in favore del marito, esprimendo la sua libera volontà di sposarlo, per paura di tragiche conseguenze per lei e per la sua famiglia. Così il caso fu chiuso.
Intanto la vita per Nadia era insopportabile: Maqsood la picchiava e la maltrattava chiedendole perfino di far convertire all'islam anche i suoi genitori. Dopo 10 anni, nel dicembre 2011, Nadia ha trovato la forza per fuggire, facendo ritorno a casa dei suoi genitori. Tuttavia Maqsood si è ripresentato con un gruppo di uomini armati, minacciando di compiere una strage e di rapire la sorella minore di Nadia. La famiglia allora è fuggita e si è rivolta all'Ong CLAAS (Center for Legal Aid Assistence and Settlement) che tutela i cristiani pakistani. CLAAS ha provveduto a ospitare Nadia e sua sorella in un luogo nascosto, avviando un nuova causa penale contro Maqsood.
Come riferito da CLAAS a Fides, Nadia ha dichiarato: "Maqsood ha reso la mia vita miserabile. Temevo di essere uccisa perché Maqsood sapeva che non ero felice con lui. Mi sentivo totalmente impotente ed ero molto confusa. Maqsood è disumano, ha rovinato tutta la mia vita. Ora ho riacquistato la speranza e anche la fede".
La storia di Nadia è esemplare e ricalca un clichet che si ripete in molti altri casi, come quello di Farah Hatim rapita e convertita all'islam nel 2011. Anche il suo caso si è concluso con un dichiarazione (forzata), resa in tribunale, in favore del suo aguzzino (vedi Fides 20/7/2011) ma alcune Ong internazionali hanno denunciato la vicenda alle Nazioni Unite (vedi Fides 22/8/2011). (PA) (Agenzia Fides 24/1/2012)

"Oggi siamo diventati più forti nella fede e nell'amore verso Dio".

ASIA/INDIA - "La sofferenza dei cristiani non è vana: ha aumentato la nostra fede" dice la suora violentata nei massacri dell'Orissa

Bhubaneswar (Agenzia Fides) - "Sono certa che i cristiani dell'Orissa non hanno sofferto invano. La nostra sofferenza ha portato frutti: siamo cresciuti nella fede e nell'amore verso Dio" dice all'Agenzia Fides suor Meena Barwa, la religiosa violentata durante i massacri anticristiani verificatisi nel distretto di Kandhamal, in Orissa, nell'agosto 2008.
Mentre vi sono ancora casi di omicidi di leader cristiani e mentre molti fedeli attendono giustizia, la suora dichiara a Fides: "Sacerdoti, religiosi e laici, hanno sofferto e lottato insieme. Il Signore conosce il nostro calvario, ma non vi è odio nei nostri cuori. Siamo convinti che le indicibili pene inflitteci non sono state inutili". Infatti, continua suor Meena, "sappiamo che nella sofferenza si sperimenta la benedizione di Dio e il dolore ha dato dei frutti: oggi siamo diventati più forti nella fede e nell'amore verso Dio".
Sulla sua esperienza in Orissa, la religiosa dice: "Mi sento parte della comunità di Kandhamal e non ho mai pensato di lasciare questo luogo. Abbiamo percorso molta strada e abbiamo ancora molta strada da fare insieme. In questo cammino, Dio è nostra forza e nostro baluardo".
"Oggi - prosegue la suora nella sua testimonianza - sopravviviamo grazie alla fede. Dio è la nostra protezione e Lui è con noi in ogni momento. Non possiamo fermarci a guardare indietro perché ci sono sfide importanti davanti a noi: il Signore ci ha mantenuto in vita e oggi siamo chiamati ad affrontare queste sfide con speranza, fiducia e convinzione". La suora conclude con un ringraziamento: "Sono profondamente grata a tutti coloro che non ci hanno fatto mancare, in passato e tuttora, sostegno, incoraggiamento e preghiere". (SD-PA) (Agenzia Fides 24/1/2012)

ilnautilus.it: i pescatori fermi

Unione Europea: lo stop dei pescatori contro le nuove norme


Approfondimento QUI, ne parla ilnautilus.it

Sciopero il primo febbraio

ANCHE IN FRIULI BATTAGLIA APERTA ALLE LIBERALIZZAZIONI



Secondo Federfarma Fvg sono «molti i punti del decreto sulle liberalizzazioni che devono essere rivisti se non si vuole nuocere prima ancora che al farmacista, al cittadino che rischia di non vedere più garantita la qualità e la sicurezza del servizio». Da qui le motivazioni della chiusura delle farmacie anche in regione, il 1° febbraio, aderendo allo sciopero nazionale.

San Francesco di Sales: Creare parole che restano

Riscoprire il silenzio per comunicare parole «dense»   versione testuale
L'Arcivescovo ha incontrato gli operatori della comunicazione e consegnato
loro il Messaggio del Papa per la Giornata delle comunicazioni sociali

UDINE (24 gennaio, ore 12.40) - “Usate il silenzio e la meditazione per creare parole che restano”. Questo l’invito fatto dall’arcivescovo di Udine a tutti i giornalisti e gli operatori della comunicazione del territorio udinese presenti alla Santa Messa celebrata in occasione del patrono della categoria, san Francesco di Sales.
Nell'Oratorio della Purità, a Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato ha consegnato a ciascun giornalista il Messaggio del Papa per la 46ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che quest’anno s’incentra sul tema “Silenzio e parola”.
“Silenzio e parola non sono in contrasto tra loro – ha precisato il presule nell’omelia – anche se qualcuno vive il silenzio come un vuoto inquietante che cerca di riempire con la parola”. AUDIO
 
Rifacendosi al Messaggio del Papa, mons. Mazzocato ha detto fra l’altro che «ha ragione il Papa quando fa presente che le parole senza spazi di silenzio impoveriscono la qualità della comunicazione rendendola superficiale, ripetitiva, piena di luoghi comuni. Le parole sono suoni che si spengono presto quando sono senz’anima; senza l’anima del silenzio”.
L’Arcivescovo ha sottolineato quindi “il valore del testo del Papa  per il nostro tempo nel quale siamo come travolti da un’alluvione di parole che, però, frequentemente creano una comunicazione fragile e di breve durata”. E ha concluso dicendo “Credo che, a volte, anche i professionisti della comunicazione avvertano la nostalgia di parole dense di senso e di profondità. La medicina per guarire e rigenerare la parole umana è il silenzio”.
 

lunedì 23 gennaio 2012

Il nuovo Patriarca di Venezia?

Moraglia in pole position per la nomina a Patriarca


Il nome del vescovo di La Spezia sembra il prescelto per la Curia di San Marco In città parte il conto alla rovescia per l’annuncio del sostituto di Scola

Leggi QUI l'articolo

Assalitori addestrati?

AFRICA/NIGERIA - "Gli assalitori indossavano uniformi della polizia" dice a Fides il Vescovo di Kano, danneggiate anche alcune strutture della Chiesa

Abuja (Agenzia Fides) - "Kano è ancora sotto choc. La serie di assalti coordinati in diversi punti della città è durato circa 3 ore" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. John Namaza Niyiring, Vescovo di Kano, la più importante città del nord della Nigeria, dove nella sera del 20 gennaio, bande armate appartenenti alla setta Boko Haram hanno assalito diversi obbiettivi provando almeno 178 morti e centinaia di feriti.
Mons. Niyiring descrive così quelle drammatiche ore: "Gli assalitori sembravano ben addestrati ed indossavano uniformi mimetiche come quelle usata dalla Mobile Police Force. Questo ha tratto in inganno alcuni civili che si sono diretti verso i terroristi, credendoli poliziotti, i quali li hanno uccisi senza pietà. Tra gli obiettivi colpiti con ordigni esplosivi ci sono il quartier generale della Polizia regionale, quello del Servizio di Sicurezza, della Dogana e del Dipartimento dell'Immigrazione, oltre alla caserma della polizia . Dopo aver fatto esplodere le bombe, i membri del commando hanno sparato a tutti quelli che si trovavano nelle vicinanze di questi obiettivi, in particolare a coloro che indossavano un'uniforme. Un buon numero di terroristi era formato da stranieri, in particolare del Niger e del Ciad. Alcuni di questi sono probabilmente stranieri in attesa di regolamentazione che sono stati reclutati dalla Boko Haram. Anche alcune strutture della Chiesa cattolica sono state danneggiate, ma sacerdoti e religiosi non sono stati colpiti. Abbiamo notizia però di alcuni nostri parrocchiani tra le vittime" conclude il Vescovo di Kano. (L.M.) (Agenzia Fides 23/1/2011)

Numeri e Persone

EUROPA/SPAGNA - "Si parla molto di numeri e poco di persone", il Cardinale Carlos Amigo sulla crisi economica

Sevilla (Agenzia Fides) - In una lunga intervista concessa al "Diario de Sevilla", il Cardinale Carlos Amigo Vallejo, Arcivescovo emerito di Sevilla, ha manifestato la preoccupazione della Chiesa per questo momento di grave crisi. Il Cardinale sarà premiato il 26 gennaio con il Premio Manuel Clavero per i suoi 27 anni di servizio pastorale alla città di Sevilla. Nell'intervista il Cardinale dice di essere molto impegnato a scrivere per diverse testate e periodici, a tenere conferenze e a partecipare a programmi di formazione permanente.
Alla domanda che riguarda l'informazione sulla attuale crisi economica, che in Spagna si vive molto profondamente, il Cardinale ha risposto: "E' logico trovare lo stesso tema all'aprire qualsiasi giornale di qualsiasi tendenza. Stiamo imparando perfino un linguaggio ed un vocabolario con i termini economici con cui abbiamo a che fare ogni giorno. Penso sia importante non abbassare la guardia dinanzi ad un problema che è grave, ma soprattutto pensando a coloro che soffrono di più, che sono senza lavoro, ed hanno una famiglia da assistere. Abbiamo la sensazione che si parli molto di numeri e poco di persone.... E' una crisi in cui si mette la persona in secondo piano ed appare molto di più l'interesse per l'economia, la tecnologia o semplicemente lo stato di benessere; ma non è così, perché il benessere senza che le persone stiano bene è qualcosa di completamente assurdo".
"La crisi riesce a cambiare le priorità della Chiesa ?" domanda il giornalista, e il Cardinale risponde: "Ciò di cui la società ha bisogno è conoscere Gesù Cristo come modo di vivere. E' la cosa più importante, ed è anche ciò che vuole il Santo Padre in questo anno dedicato alla fede e alla Nuova Evangelizzazione. La Chiesa deve dare ciò che ha. Ed è Gesù Cristo. L'opera sociale e caritativa della Chiesa è straordinaria, e stiamo vedendo l'efficacia di alcune azioni in questa crisi. La crisi continuerà, ma noi non dobbiamo lasciarci ingannare dai numeri. Gesù Cristo manda la gente, le persone... Se ci sono i poveri, bisogna mettersi al loro servizio e ringraziare Dio di poterlo fare" conclude il Cardinale. (CE) (Agenzia Fides 23/01/2012)

In via Tomadini a Udine

VEGLIA DI PREGHIERA ECUMENICA
«Tra i cristiani serve una visione comune»   versione testuale
L'Arcivescovo esorta all'unità anche sulle questioni etiche

UDINE (23 gennaio, ore 12.30) - «A causa della perdita della fede, si è diffusa una mentalità che porta a farsi padroni della propria vita come se di essa non si dovesse rendere conto a nessuno. Di conseguenza, poi, si è portati anche a  non rispettare la vita degli altri, specialmente quando è in condizioni di debolezza che fanno sembrare quell’esistenza ormai quasi inutile».
Questo il tema che l'arcivescovo di Udine mons. Andrea Bruno Mazzocato ha voluto mettere al centro della sua riflessione per la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, che ha avuto il suo momento più intenso ieri sera nella parrocchia ortodossa romena di san Basilio, in via Tomadini a Udine.
 
Alla celebrazione ecumenica hanno partecipato, con mons. Mazzocato, il parroco romeno-ortodosso padre Iustinian Deac e la pastora valdese-metodista Mirella Manocchio. «Serve unità anche sulle questioni etiche su alcune questioni chiave per l’occidente», ha sottolineato mons. Mazzocato nella sua omelia.
 

venerdì 20 gennaio 2012

sabato 28 gennaio alle 17



Appuntamento il 28 gennaio, alle 17, per la Settima Preghiera straordinaria di tutte le Chiese. A Gerusalemme, a casa dei Copto-Ortodossi l'incontro di tutti i capi chiese della Citta' Santa per chiedere allo Spirito Santo il prezioso dono dell'unita' di tutti i cristiani. Diretta televisiva di molte emittenti. More

giovedì 19 gennaio 2012

Sacerdoti rapiti in Sudan

AFRICA/SUDAN - I due sacerdoti rapiti stanno bene, si tenta un negoziato per il loro rilascio

Khartoum (Agenzia Fides) - "Sappiamo che i due sacerdoti sono in buone condizioni e che probabilmente sono detenuti in un luogo nei pressi della frontiera tra Nord e Sud Sudan" dicono all'Agenzia Fides fonti dell'Arcivescovado di Khartoum
I due sacerdoti, padre Joseph Makwey, quarant'anni, e padre Sylvester Mogga, trentacinque, sono stati rapiti la sera di domenica 15 gennaio dalla parrocchia di Santa Josephine Bakhita, a Rabak, una località a 260 kilometri a sud di Khartoum (vedi Fides 18/1/2012)
"Questo pomeriggio si terrà una riunione per decidere l'invio di una delegazione per negoziare con i rapitori il rilascio dei due sacerdoti" affermano le fonti di Fides, che confermano che i rapitori apparterrebbero ad una milizia sudista anti-governativa (che agisce contro il governo di Juba). Il Sud Sudan accusa Khartoum di appoggiare alcune milizie sudiste, mentre il nord Sudan accusa a sua volta Juba di fornire aiuto ad alcuni gruppi armati che operano negli Stati del nord alla frontiera con il Sud. (L.M.) (Agenzia Fides 19/1/2012)

La Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

Post tratto dal Blog: Cantuale Antonianum

 

Quali sono le preghiere da recitare durante l'ottavario per l'Unità dei Cristiani?



Risponde alla domanda del titolo il Breve di Papa Benedetto XV (quindicesimo, non sedicesimo!), predecessore del nostro amato B16, che proprio oggi ha citato questo documento nella sua catechesi all'Udienza generale, tutta dedicata alla settimana annuale di preghiera per l'unità dei cristiani, che si apre oggi. Vi riporto integralmente il testo. Alla fine metto in evidenza le orazioni che papa Benedetto volle fossero dette "e non cambiate":

BREVE
ROMANORUM PONTIFICUM

IL VESCOVO BENEDETTO, SERVO DEI SERVI DI DIO.
A PERPETUA MEMORIA

In ogni tempo i Romani Pontefici Nostri Predecessori ebbero a cuore — e anche a Noi preme moltissimo — che i Cristiani che si sono dolorosamente allontanati dalla Chiesa Cattolica siano invitati a tornare ad essa, come ad una madre da loro abbandonata. Splende infatti nella fondamentale unità della fede il principio della verità della Chiesa, e non diversamente l’Apostolo Paolo esorta gli Efesini all’unità dello spirito, da conservarsi nel vincolo della pace, la quale prevede un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo (Ef. IV, 5).

Con grande gioia abbiamo appreso che la Società chiamata « della Espiazione », fondata a New York, ha proposto preghiere da recitarsi dal giorno della festa della Cattedra Romana di San Pietro [=18 gennaio, oggi, NdR] fino alla festa della Conversione di San Paolo affinché si ottenga questo grande obiettivo dell’unità, e Ci siamo pure rallegrati per il fatto che queste preghiere, benedette dal Santo Padre Pio X di recente memoria e approvate dai Sacri Vescovi dell’America, si sono diffuse in lungo e in largo negli Stati Uniti.

Pertanto, affinché più facilmente si consegua l’obiettivo desiderato, e le suddette preghiere si recitino ovunque con grande vantaggio delle anime, Noi, udito anche il parere dei Nostri Venerabili Fratelli Cardinali di Santa Romana Chiesa Inquisitori Generali, a tutti i fedeli dell’uno e dell’altro sesso che in qualunque parte della terra — dal giorno 18 del mese di gennaio, festa della Cattedra Romana di San Pietro, fino al giorno 25 dello stesso mese, nel quale si onora la Conversione di San Paolo — reciteranno ogni anno tali preghiere una volta al giorno, e poi nell’ottavo giorno, veramente pentiti, confessati e nutriti della Santa Comunione, dopo aver visitato qualsiasi Chiesa o pubblico Oratorio abbiano innalzato a Dio pie preghiere per la concordia dei Governanti Cristiani, per l’estirpazione delle eresie, per la conversione dei peccatori e per l’esaltazione di Santa Madre Chiesa, Noi concediamo ed elargiamo misericordiosamente nel Signore l’indulgenza plenaria di tutti i loro peccati. Concediamo inoltre la possibilità di lucrare la predetta indulgenza plenaria a coloro che, confessati debitamente i peccati e ricevuta la Santa Comunione, compiuta pure la visita nel giorno della festa della Cattedra di San Pietro in Roma, chiedano perdóno. Inoltre, agli stessi fedeli che con il cuore contrito, in qualunque degli otto giorni menzionati, abbiano recitato le stesse preghiere, concediamo duecento giorni di indulgenza nella forma consueta della Chiesa. Concediamo che tutte e singole queste indulgenze, remissioni dei peccati e attenuazioni delle penitenze possano essere applicate, a modo di suffragio, anche alle anime dei fedeli trattenute in Purgatorio.

Le presenti concessioni saranno valide anche in futuro, nonostante il parere contrario di chicchessia. Le preghiere che dovranno essere recitate, negli otto giorni sopra stabiliti per l’unità della Chiesa, sono le seguenti, e affinché su di esse non venga operata alcuna variazione, abbiamo ordinato che una copia delle stesse alla custodita nell’Archivio dei Brevi Apostolici.

Antifona (Gv 17, 21): Perché tutti siano una cosa sola, come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.

V. Io dico a te che tu sei Pietro.
R. E su questa pietra io edificherò la mia Chiesa.

Preghiera: «Signore Gesù Cristo che hai detto ai tuoi Apostoli: Vi lascio la pace, vi dò la mia pace, non guardare ai miei peccati, ma alla fede della tua Chiesa; dégnati di pacificarla e riunirla secondo la tua volontà, tu che vivi e Regni, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Amen ».

Dato a Roma, presso San Pietro, sotto l’anello del Pescatore, il 25 febbraio 1916, nell’anno secondo del Nostro Pontificato. BENEDICTUS PP. XV

La preghiera nell'originale latino (Tratta dagli Acta Apostolicae Sedis 1917, p. 62):

Ant. (Ioannis, XVII, 21): Ut omnes unum sint, sicut tu, Pater, in me, et ego in te,
ut et ipsi in nobis unum sint; ut credat mundus, quia tu me misisti.

V/. Ego dico tibi quia tu es Petrus.
R./. Et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam.

ORATIO.
Domine Iesu Christe, qui dixisti Apostolis tuis: Pacem relinquo
vobis, pacem meam do vobis: ne réspicias peccata mea, sed fidem
Ecclesiae tuae : eandem secundum voluntatem tuam pacificare et coadunare
digneris: qui vivis et regnas Deus per omnia saecula saeculorum. Amen.


Testo preso da: Quali sono le preghiere da recitare durante l'ottavario per l'Unità dei Cristiani? http://www.cantualeantonianum.com/2012/01/quali-sono-le-preghiere-da-recitare-per.html#ixzz1jv0k60qs
http://www.cantualeantonianum.com

Nabulsi di Nablus



A Nablus, nei Territori Palestinesi, le piante di ulivo non danno soltanto olio di gran qualita', ma costituiscono il segreto di uno dei dei saponi piu' antichi del mondo...Vi raccontiamo come nasce il Nabulsi, ma anche il coraggio e la tenacia imprenditoriale di una famiglia palestinese ... More

mercoledì 18 gennaio 2012

Capodanno cinese cristiano

ASIA/CINA - Famiglie disagiate e anziani soli: i cattolici vivono il Capodanno cinese nel segno dell'amore

Pechino (Agenzia Fides) - Come tutti gli anni, i cattolici cinesi del continente stanno vivendo la vigilia del Capodanno cinese, che quest'anno cade il 23 gennaio, soprattuto attraverso gesti di carità cristiana perché tutti possano sentire l'Amore di Dio, soprattutto i più deboli ed emarginati, e quanti hanno donato i propri figli al Signore. Secondo quanto riferisce all'Agenzia Fides Faith dell'He Bei, tutte le parrocchie e i gruppi di laici sono mobilitati per portare l'Amore di Dio ai fratelli più piccoli. Le parrocchie inoltre hanno già pubblicato gli orari della Messa di Capodanno.
Ad esempio la parrocchia di Xi Feng della diocesi di Tai Yuan, ha portato il suo ringraziamento alle famiglie dei sacerdoti e dei religiosi per la loro dedizione alla vocazione. Secondo il parroco, "è anche un modo per incoraggiare le vocazioni. Far capire ai giovani e alle rispettive famiglie che la loro scelta non comporterà difficoltà per la vita quotidiana della famiglia, possono stare tranquilli e seguire la via del Signore". Trenta fedeli della parrocchia di Xian Wen della diocesi di Ji Nan, divisi in diversi gruppi, hanno portato viveri alle famiglie disagiate, di anziani soli e malati.
La parrocchia di Hai Bo Wan di Wu Hai, nella Mongolia Interna, ha fatto visita a 80 famiglie di minatori, disabili, nuovi battezzati, fedeli che si sono allontanati dalla Chiesa... Inoltre i sacerdoti hanno portato i sacramenti agli anziani e ai malati infermi.
Il Gruppo della Carità della parrocchia di Quan Zhou della diocesi di Xia Men hanno già visitato 30 famiglie di cattolici per incoraggiarli a vivere la festa tradizionale cinese con fede cristiana e con spirito missionario.
Nella città di Nan Ning, nella provincia di Guang Xin, è stata messa la prima pietra per la nuova struttura cattolica di 4.000 mq alta 9 piani. Secondo il Vescovo che ha presieduto la benedizione della prima pietra, "questo edificio segna il nuovo slancio missionario e pastorale del nuovo anno".
Il Capodanno cinese è un momento che unisce tutta la famiglia. Secondo la tradizione, i figli lontani da casa devono cercare in tutti i modi di tornare a casa per il Capodanno, per unirsi a tutti gli altri membri della famiglia. Molte parrocchie hanno quindi provveduto anche alle necessità dei lavoratori emigrati in maniera molto concreta, provvedento il biglietto del treno, del pullman... Per chi non può tornare a casa, le parrocchie del luogo dove si trovano saranno la loro famiglia e la loro casa, dove saranno accolti con calore cristiano per vivere insieme la festa. (NZ) (Agenzia Fides 2012/01/18)

Immersione nella povertà

ASIA - Quattro giorni di "immersione fra i poveri" per i Vescovi asiatici

Bangkok (Agenzia Fides) - Un gruppo di Vescovi asiatici - insieme con alcuni sacerdoti, religiosi e laici - vivranno per quattro giorni una reale "immersione" nella povertà, restando dal 18 al 21 gennaio fra i più poveri e gli emarginati nelle baraccopoli alla periferia di Bangkok. I Vescovi saranno ospitati in capanne, mangeranno con i poveri, lavoreranno con loro e ne condivideranno tutti gli aspetti della faticosa vita quotidiana. La straordinaria esperienza evangelica di condivisione è parte di una iniziativa lanciata dall'Ufficio per lo Sviluppo Umano della Federazione delle Conferenze Episcopali Asiatiche (FABC), che riunisce 25 Conferenze episcopali dell'Asia.
I moderni "poveri" fra i quali i Vescovi si immergeranno - riferisce all'Agenzia Fides Fr. Nithiya Sagayam OFM Cap, segretario dell'Ufficio FABC - sono indigeni, migranti, malati di Aids, vittime della tratta di esseri umani. Scopo dell'iniziativa è "stare con i poveri e gli emarginati, per comprendere a fondo la loro condizione, imparare dalla loro sofferenza e dalle vittime dell'ingiustizia", secondo il detto di San Vincenzo De' Paoli "i poveri sono i nostri maestri".
L'esperienza di "immersione" sarà seguita da tre giorni di riflessione sulle risposte della Chiesa alle lotte dei poveri in Asia, alla luce della dottrina sociale della Chiesa, che vedranno riuniti a Bangkok, dal 21 al 24 gennaio, circa 40 delegati, fra Vescovi, sacerdoti, religiosi e laici asiatici. I delegati si confronteranno per elaborare piani d'azione specifici, da sottoporre alle Conferenze episcopali nei rispettivi paesi. Il workshop di tre giorni e tali piani d'azione saranno incentrati sulla costruzione di una società giusta e sulle possibili iniziative di pace. Il Presidente dell'Ufficio per lo Sviluppo nella FABC, Sua Ecc. Mons. Charles Bo, Arcivescovo di Yangon (Myanmar), ha auspicato che, con tale iniziativa, "i leader della Chiesa possano essere più vicini al grido dei poveri" . (PA) (Agenzia Fides 18/1/2012)

L'udienza pubblica di Benedetto XVI



La strada di Cristo non passa attraverso l'esercizio del potere in termini mondani; dobbiamo invece lasciarci trasformare da Dio e convertirci nella nostra vita. Lo ha ricordato Benedetto XVI nella catechesi dell'udienza generale di oggi, dedicata ad illustrare il significato della Settimana di preghiera per l'Unità dei Cristiani che si celebra dal 18 al 25 gennaio. Il tema di quest'anno è: Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo, nostro Signore, tratto dalla Prima lettera ai Corinti. Il Papa ha ricordato che il sussidio di preghiera e riflessione questa volta è stato preparato da un gruppo misto composto da rappresentanti della Chiesa cattolica e del Consiglio Ecumenico Polacco. Propri ... More

Domenica 22 Gennaio 2012


    III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Gn 3,1-5.10)
I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia.

Dal libro del profeta Giona

Fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.
Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».
I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli.
Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 24)
Rit: Fammi conoscere, Signore, le tue vie
.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

SECONDA LETTURA (1Cor 7,29-31)
Passa la figura di questo mondo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Questo vi dico, fratelli: il tempo si è fatto breve; d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo!

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mc 1, 15)
Alleluia, alleluia.
Il regno di Dio è vicino;
convertitevi e credete nel Vangelo.
Alleluia.

VANGELO (Mc 1,14-20)
Convertitevi e credete al Vangelo.

+ Dal Vangelo secondo Marco

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Parola del Signore



PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle carissimi, Gesù, Verbo del Padre, ci ha annunciato il Regno di Dio presente in mezzo a noi; preghiamo perché incontri cuori aperti ad accoglierlo.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Convertici a te, Signore.

1.      Perché la Chiesa risponda alla sua vocazione universale annunciando il Vangelo ai lontani e ai dubbiosi, e dia testimonianza di continua conversione al Regno di Dio, già presente nella storia dell’umanità. Preghiamo.

2.      Perché i cristiani impegnati nella politica e nel sociale sappiano utilizzare gli strumenti a loro disposizione per contribuire alla progressiva edificazione del Regno di Dio. Preghiamo.

3.      Perché ogni uomo viva il tempo e il proprio lavoro come occasione per incontrare il Signore che invita tutti alla sua sequela e ad un rapporto di profonda intimità con lui. Preghiamo.

4.      Perché i giovani che vivono in modo superficiale, attratti da ciò che appare e dal sensazionale, scoprano nel Vangelo il valore assoluto che dà senso e pienezza alla loro esistenza. Preghiamo.

5.      Perché la celebrazione della settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani sia per la Chiesa universale autentica primavera di comunione e di dialogo fraterno. Preghiamo.

6.      Per noi che partecipiamo a questa Mensa eucaristica, perché sappiamo riconoscere, nella Parola e nel Pane di vita, il dono del Padre da testimoniare e da condividere con tutti i fratelli. Preghiamo.

C – O Padre, che in Gesù hai reso presente il tuo Regno in mezzo a noi, fa’ che la nostra voce giunga al tuo cuore misericordioso e ci ottenga la conversione sincera a te, sorgente della pace e della gioia. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.


martedì 17 gennaio 2012

Dino Boffo al Seminario di Castellerio

Educazione e media, se ne parla con Dino Boffo   versione testuale
Giovedì 19 gennaio il via al secondo ciclo di formazione del clero a Castellerio

UDINE (16 gennaio, ore 10.50) - La «Chiesa di fronte alla sfida educativa». Questo il tema del secondo ciclo di incontri di formazione del clero diocesano, in programma a gennaio e febbraio al Seminario di Castellerio (dalle ore 9.15 alle 12.30).

Ad aprire questo ciclo sul tema «Educazione e mass media» sarà, giovedì 19 gennaio, il giornalista Dino Boffo (nella foto), direttore di «Tv2000» (già direttore del quotidiano «Avvenire»). Secondo appuntamento giovedì 26 gennaio, dedicato al tema «La sfida educativa nell’attuale contesto culturale», con il filosofo don Roberto Tommasi, docente alla Facoltà Teologica del Triveneto a Padova. Il ciclo si chiude giovedì 2 febbraio, parlando de «La Chiesa di fronte alla sfida educativa» con don Alberto Cozzi, teologo e docente della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale a Milano.

Questa iniziativa formativa, riservata ai sacerdoti, si collega al tema dell’«emergenza educativa» scelto dalla Chiesa Udinese per questo e per i prossimi anni pastorali. «La nostra Diocesi ha inaugurato il cammino pastorale imperniato sull’educazione, che ci vede coinvolti con i nostri operatori pastorali e nelle nostre congreghe – sottolinea l’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nell’invito ai sacerdoti –. In effetti, oltre a sentire preoccupazioni sull’educazione delle giovani generazioni da parte di genitori e insegnanti responsabili, noi stessi, con i nostri catechisti, avvertiamo le sfide che accompagnano oggi il processo di educazione alla fede. Se esse possono avere alcune ragioni specifiche, per alcuni versi possono però venir ricondotte ad alcune delle problematiche generali che investono la globalità dell’opera educativa oggi. Il ciclo tematico vuole offrire, al riguardo, alcuni spunti di riflessione che contestualizzino la questione educativa».


Diffida alla Rai

Marilenghe, dal Friuli parte la diffida alla Rai   versione testuale
Sottoscritta da mons. Genero, Fontanini, Honsell, Compagno e Pelizzo

UDINE (17 gennaio, ore 15.30) - Ci sono il vicario generale dell'Arcidiocesi di Udine mons. Guido Genero, il presidente della Provincia Pietro Fontanini, il sindaco di Udine Furio Honsell, il rettore dell’Università di Udine Cristiana Compagno e il presidente della Società filologica friulana Lorenzo Pelizzo tra i firmatari della diffida inviata ai ministeri competenti, ad Agcom e alla Rai in merito all’inadempienza della sede regionale di quest’ultima relativa alla tutela della lingua friulana. Il documento invita ad adottare tutte le misure necessarie in materia di tutela della lingua friulana e, in particolare, a prevedere e garantire la programmazione di trasmissioni televisive in lingua friulana nell’ambito territoriale del Friuli.
 
La diffida, indirizzata ai Ministeri dell’economia e delle Finanze e dell’interno, alla Rai (sede di Roma e di Trieste) nonché all’Agcom, è stata redatta dal Comitato per l’autonomia ed il rilancio del Friuli in collaborazione con il Codacons regionale.
 
«Il perpetrarsi della mancata attuazione da parte del servizio radiotelevisivo pubblico delle trasmissioni in marilenghe è oltraggioso per la nostra dignità di popolo – tuona Fontanini - . I diritti di una minoranza linguistica, sanciti a ogni livello normativo, da quello europeo a quello nazionale, continuano ad essere violati. Non vedo perché a fronte di una così puntuale tutela legislativa si voglia continuare con questo atteggiamento offensivo. Certo – prosegue Fontanini – si può buttare tutto nel calderone della crisi, che ci sono cose più importanti. Ma non bisogna dimenticare che il diritto di un popolo a vedere rappresentata la propria identità non è questione marginale».

Domenica 15 gennaio, Cana



Un nuovo centro parrocchiale per la comunita' cristiana di Cana, in Galilea. A posare la prima pietra e' stato il custode di Terra Santa fra Pizzaballa domenica 15 gennaio, dopo la messa che ricorda il miracolo delle nozze avvenuto proprio in questo luogo. More