domenica 22 maggio 2011

Il Papa parla con gli astronauti: San Giorgio e la Terra visti dallo Spazio


◊   Una bellissima occasione d’incontro e di dialogo: così il Papa ha definito la straordinaria diretta audio-video con la Stazione spaziale internazionale (Iss), che si è svolta per 20 minuti a partire dalle 13.11. Nella Stazione si trovano 12 astronauti, di cui tre hanno dovuto curare la gestione della Stazione stessa, mentre gli altri hanno dialogato con Benedetto XVI. Nella missione in corso viene installato nella Stazione uno strumento che è stato sviluppato da 600 scienziati nel mondo, l’"Alpha Magnetic Spectrometer", per studiare la presenza di antimateria nell’Universo, la sua composizione e la sua origine. L’appuntamento straordinario è stato trasmesso dai media vaticani anche in streaming e sulla rete della Nasa, tramite la Nasa-tv. Il servizio di Fausta Speranza: 


Siamo al centro di un’operazione scientifico-tecnologica, ma a prevalere è l’emozione fin dai primi istanti. Parole dalla Stazione spaziale e parole dalla Sala Foconi, in Vaticano, dove il Papa è seduto davanti alla tv, stabiliscono lo straordinario contatto. Parlano il direttore dell’Agenzia Spaziale europea, il tedesco Thomas Reiter, e quello dell’Agenzia spaziale italiana, Enrico Saggese. Poi, il russo capo della Missione, Dimitri Kontradieff, che dice: “benvenuto a bordo Sua Santità”. Il Papa ascolta informazioni sulla posizione della Stazione in cui sono, su movimenti e finalità della missione. E quando prende la parola, subito parla di “occasione straordinaria” e va al cuore di tutti i possibili discorsi:

“Humanity is experiencing a period of extremely rapid progress in the fields of scientific knowledge and technical applications…”

L’umanità - dice - sta attraversando un periodo di progresso estremamente rapido nel campo delle conoscenze scientifiche e delle applicazioni tecniche. “In un certo senso voi astronauti - osserva - rappresentate la sperimentazione del futuro, l’andare oltre i limiti che viviamo ora nel quotidiano”. Parole di “apprezzamento e ammirazione” e poi di “sentito incoraggiamento”. E poi parole che indicano la finalità che ogni conoscenza e scienza deve proporsi: “Essere a disposizione di tutta l’umanità e del bene comune”.

Ma il Papa che parla nello Spazio e che ribadisce che l’uomo deve essere al centro di tutto, è anche il Papa che candidamente dice: “Vi chiamo perché sono curioso di sapere da voi esperienze e riflessioni”. E’ il Papa che sceglie di non fare solo un discorso, ma di fare domande:

“…how science can contribute to the cause of peace?”…
Come può la scienza contribuire alla causa della pace? Benedetto XVI fa la sua domanda riflettendo su quanto debba sembrare assurdo, vedendo la terra da così lontano, pensare che gli uomini si uccidano gli uni gli altri. E, a questo proposito, la prima notazione personale: ricorda che la moglie di uno degli astronauti, lo statunitense Mark Kelly, è stata vittima di un attacco e spera che le sue condizioni migliorino. L’astronauta stesso risponde:
“We fly over most of the world and you don’t see borders, but at the same time we realize that people fight with each other and there is a lot of violence in this world and it’s really an unfortunate thing.”

“Non vediamo confini da qui, ma sappiamo che ci sono le guerre in Medio Oriente e le difficoltà in Nord Africa. Molte delle guerre sono per l’energia e noi qui viviamo una situazione, invece, in cui l’energia non manca. Dobbiamo capire come evitare le guerre”.

Il Papa, oltre a sentire gli astronauti, li vede sullo schermo. Mentre gli astronauti lo sentono solo, non hanno video. Contribuisce a creare l’emozione di una situazione così particolare il ritardo di circa 5 secondi sul suono.

Benedetto XVI ricorda che ci sono seri rischi per l’ambiente e per la sopravvivenza del Pianeta e delle future generazioni e chiede se - vista dallo spazio - la nostra terra fa più pensare ai possibili danni.
“We can see how indescribably beautiful the planet that we have been given is; but on the other hand, we can really clearly see how fragile it is”.
Risponde Ron Garan che dice che si vede con evidenza, da laggiù, la bellezza della terra, ma anche la fragilità, per esempio in particolare nell’atmosfera. E dunque si capisce che tutti, ma proprio tutti, dobbiamo collaborare per il bene del Pianeta.

Poi una domanda precisa sulla responsabilità di chi, tornando da una missione spaziale, viene visto come eroe e parla a tutti e – sottolinea Benedetto XVI – in particolare ai giovani così influenzati da esperienze simili e scoperte:
“If we look up, we can see the rest of the universe, and the rest of the Universe is out there for us to go explore”.
Mike Finchke risponde che c’è un universo da esplorare e che da lì è ancora più evidente che si deve farlo insieme, perché insieme si vive il Pianeta che ospita l’umanità.

Benedetto XVI ricorda l’impegno attuale per “nuove istallazioni e lo studio delle radiazioni che giungono dagli spazi più lontani” e ricorda di aver consegnato all’astronauta Roberto Vittori la medaglia d’argento raffigurante la creazione dell’uomo di Michelangelo da portare in questa importante missione. E la medaglia viene mostrata con simpatia, viene fatta aleggiare nella Stazione in assenza di gravità, e c’è un entusiasmo quasi giovanile durante il collegamento!

Sappiamo che la medaglia sarà riportata a Benedetto XVI.
Poi c’è la domanda delicata su Dio, che Benedetto XVI pone in modo estremamente delicato. Nel mezzo del vostro lavoro nello spazio - dice - vi fermate a riflettere sul mistero e vi capita di dire una preghiera al Creatore? O è più facile riflettere su tutto ciò una volta tornati sulla terra?
“Our planet, the blue planet, is beautiful. Blue is the colour of our planet, blue is the colour of the sky, blue is also the colour of the Italian Air Force, the organization that gave me the opportunity to then join the Italian Space Agency and the European Space Agency”.
Risponde Roberto Vittori: parla della bellezza del cielo e dell’universo, ma anche del blu che è il colore del cielo e dell’Aeronautica Italiana.

Poi parla a titolo personale: “I do pray for me,…”“Io - dice - in questo contesto prego”.
Poi un pensiero alla personale esperienza di uno dei due astronauti italiani, Paolo Nespoli, che al suo ritorno non troverà più in vita sua madre:

“Caro Paolo, so che nei giorni scorsi la tua mamma ti ha lasciato e quando fra pochi giorni tornerai a casa non la troverai più ad aspettarti. Tutti ti siamo stati vicini, anche io ho pregato per lei… Come hai vissuto questo tempo di dolore? Nella vostra Stazione vi sentite lontani e isolati e soffrite un senso di separazione o vi sentite uniti fra voi, inseriti in una comunità che vi accompagna con attenzione e affetto?”.

Nespoli risponde al Papa che i compagni a bordo e le persone a casa hanno assicurato vicinanza:

“Santo Padre, ho sentito le sue preghiere, le vostre preghiere arrivare fin quassù. E’ vero, siamo fuori da questo mondo, orbitiamo attorno alla terra e abbiamo un punto di vantaggio per guardare la terra e per sentire tutto quello che ci sta attorno. Ringrazio anche l’Agenzia Spaziale Europea, l’Agenzia Spaziale Americana che hanno messo a disposizione le risorse affinché io abbia potuto parlare con lei negli ultimi momenti”.
In questo straordinario e finora unico collegamento del Papa con una Stazione spaziale in orbita, Benedetto XVI esprime con tutta l’altezza del suo magistero riflessioni fondamentali, ma si lascia anche percepire nella sua semplice dimensione di uomo, che incontra altri uomini nell’immensità dello Spazio e che fa domande a chi la scienza ha portato a 400 Km al di sopra della terra. Insieme con la medaglia, i capelli lunghi dell’unica donna a bordo e un oggetto di metallo che lasciano volteggiare in assenza di gravità, anche alcuni degli stessi astronauti si lasciano andare verso l’alto, in assenza di gravità. Sono il segno simpatico di una situazione eccezionale, che strappa al Papa un bel sorriso.

“You have helped me and many other people to reflect together on important issues that regard the future of humanity”.
Nel suo saluto finale dice con toccante semplicità: “Avete aiutato il Papa così come hanno aiutato tutti gli altri a riflettere su importanti questioni che riguardano il futuro dell’umanità”. E assicurando pensieri e preghiere a tutti i partecipanti alla missione, ci sentiamo di dire che Benedetto XVI benedice l’umanità e il suo futuro, con parole che oggi arrivano in modo particolarissimo dal cuore del Papa fino ai satelliti in orbita negli spazi infiniti.

(sonoro chiusura collegamento)

A conclusione del collegamento, padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha incontrato i giornalisti proprio in Sala Stampa insieme con il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese, il direttore dell’Agenzia Europea Spaziale, Thomas Reiter, il generale di Squadra Aerea dell’Aeronautica militare italiana, Giuseppe Bernardis, presenti nella Sala vaticana Foconi da dove il Papa ha vissuto il collegamento. Tutti hanno espresso emozione e hanno avuto parole di ringraziamento per Benedetto XVI spiegando di aver invitato il Papa al collegamento e di essere rimasti particolarmente colpiti, oltre che dalla sua disponibilità, dalla volontà di dialogare piuttosto che di leggere un discorso.

Alle curiosità dei giornalisti sul piano scientifico della missione sono state date brevi risposte non essendo la sede e l’occasione più adatta. Il col. Thomas Reiter ha ricordato che in assenza di gravità si possono effettuare sperimentazioni importanti anche per l’ambito medico. L’ing. Enrico Saggese ha ricordato che lunedì prossimo ci sarà il collegamento con il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, e che altri due astronauti della Marina Militare (Roberto Vittori appartiene alla Marina militare) sono in attesa di andare presto nello spazio: Luca Parmitano è previsto nel 2013 e Samanta Cristoforetti è in lista di attesa. Il col. Reiter ha sottolineato l’eccezionalità dell’evento, spiegando che lo spazio ispira pensieri filosofici o teologici e si capisce quale gioia sia stata parlarne con il Papa. Da parte sua, padre Lombardi ha detto che a conclusione del collegamento il Papa ha espresso parole di particolare apprezzamento per il contenuto delle risposte date su temi così importanti. E padre Lombardi - ricordando che nell'apprendere la notizia della morte della mamma di Paolo Nespoli è stata inviata dal Vaticano una e-mail di condoglianze segnata da una pronta risposta - si è lasciato andare a una spontanea considerazione sulla sorpresa che si prova di fronte alla facilità di comunicazione oggi.

Foglio Parrocchiale domenica 22 Maggio 2011


Cividale, addio al giovane morto sul campo di calcio

Clicca per leggere l'articolo del Messaggero Veneto

Monsignor Carlino ai funerali a Rualis: non ci sono parole per lenire la sofferenza Il presidente della Valnatisone Nigro: non è stata una pallonata a uccidere Gerry

Meno male che ci sono i bimbi

Premessa all'articolo del Portale Della Diocesi: quanti problemi ha la Carnia...Trattiamo meglio chi vive in montagna!
 
 
Giro, festa a metà   versione testuale
La tappa va al basco Igor Anton

UDINE (21 maggio, ore 22) - La festa è stata rovinata. Sul più bello. Va bene che la salita dello Zoncolan ha sempre il suo fascino, ma la decisione della giuria di far saltare la salita (e soprattutto la discesa) del Crostis ha lasciato tutti senza parole. E il silenzio si è trasformato con il passare delle ore in rabbia. Rabbia di quelle centinaia di persone che da giorni, settimane stavano lavorando, e ci erano riusciti a detta dei tecnici, per mettere in sicurezza la strada.La beffa, poi, è arrivata a tappa già iniziata quando la direzione del giro ha comunicato che la carovana rosa non sarebbe passata più nemmeno per Tualis. La Regione dal canto suo promette un evento “riparatore”, ma intanto c'è e rimarrà a lungo l'amarezza. E' sfumato il sogno dei gemelli della Carnia, Crostis e Zoncolan. La tappa, ridotta di oltre 30 km è sembrata disegnata apposta per Contador che anche oggi ha fatto vedere tutta la sua forza, nonostante Nibali sia riuscito a tenergli testa. Il più veloce, però, è stato Igor Anton, basco, festeggiato da un gruppo di fedelissimi giunto fino in Carnia.
Sul ciglio delle strade si è consumata la festa anche se con molti fischi rivolti alle moto e alle automobili delle squadra, qualcuno anche a Contador e applausi per tutti gli altri. La maglia rosa è diventato, a ragione o torto, il capro espiatorio per quanto successo in Carnia. E mentre il patron, Enzo Cainero, aspetta la fine del Giro per parlare liberamente, senza nascondere la propria amarezza, rimane l'istantanea di due bambini, seduti sull'erba dello Zoncolan che sognano di diventare un giorno eroi della corsa rosa.

venerdì 20 maggio 2011

Dal Portale il calendario scolastico regionale

Scuola, sui banchi dal 12 settembre   versione testuale
Confermati i tre giorni di vacanze a febbraio per favorire le settimane bianche

UDINE (20 maggio, ore 15.20) - La Giunta regionale, su proposta dell'assessore all'Istruzione, Roberto Molinaro, ha approvato il calendario scolastico regionale per l'anno scolastico 2011/2012.  
 
Nelle scuole primarie e secondarie di primo grado e di secondo grado statali e paritarie del Friuli-Venezia Giulia, le lezioni avranno inizio il 12 settembre 2011 e termineranno il 9 giugno 2012, per un totale, tenuto conto dei giorni di festività e di sospensione obbligatoria delle attività didattiche, di 207 - o 206 in caso di sospensione per ricorrenza del Santo patrono - giorni utili di insegnamento.  
 
Nelle scuole dell'infanzia statali e paritarie, la data di inizio è sempre il 12 settembre 2011 ma la conclusione delle attività didattiche è prevista invece per il 30 giugno 2012, per un totale, tenuto conto dei giorni di festività e di sospensione obbligatoria delle attività didattiche stabilite a livello nazionale, di 225 (o 224 nel caso la ricorrenza del Santo patrono cada in un giorno lavorativo) giorni.  
 
La sospensione delle lezioni è stabilita nei seguenti periodi: dal 23 dicembre 2011 al 7 gennaio 2012 compreso per le vacanze natalizie; dal 20 al 22 febbraio 2012 compreso; dal 5 aprile al 10 aprile 2012 compreso per le vacanze pasquali.

ASIA/PAKISTAN - Aggrediti o scacciati dalle proprie case: i diritti dei cristiani calpestati in Punjab

 

Lahore (Agenzia Fides) - Due infermiere cristiane sono state sequestrate e malmenate per 9 ore da un funzionario musulmano del Fatima Hospital a Lahore (Punjab); un ricco proprietario terriero musulmano, con trascorsi nella politica, ha usurpato il terreno e le case di due famiglie cristiane nella città di Jalal Pur Jattan, sempre in Punjab: tali casi, segnalati all'Agenzia Fides da fonti locali della società civile, mostrano come in Pakistan continuano a verificarsi episodi di discriminazioni, abusi, violenze, flagranti violazioni dei diritti fondamentali delle minoranze cristiane. Il Punjab, nota a Fides la "Masihi Foundation", che si occupa della difesa dei diritti dei cristiani pakistani, è una delle province dove l'odio e la violenza si avvertono di più.
Nel primo caso, al Fatima Memorial Hospital, due infermiere cristiane, Nusrat Bibi e Muneeran Bibi, sono state aggredite e detenute illegalmente con la forza, in una stanza dell'ospedale, per 9 ore. Erano accusate di furto, ma secondo fonti locali, sono palesemente innocenti e l'accusa era solo un pretesto per poterle intimidire, malmenare e molestare sessualmente.
Dopo la traumatica esperienza del sequestro, le due donne hanno denunciato l'accaduto alla vicina stazione di polizia. "Condanniamo senza appello questa violenza fisica e psicologica che colpisce le ragazze cristiane indifese. Urge che il governo si impegni a costruire una società più tollerante e rispettosa dei diritti di tutti" ha detto a Fides Haroon Barkat Masih, Direttore della "Masihi Foundation", che si occupa anche della difesa di Asia Bibi, la prima donna pakistana condannata a morte, ingiustamente, per blasfemia.
In un altro caso di sopruso ai danni dei cristiani, due famiglie di Jalal Pur Jattan hanno perso case e terreni, occupati e strappati loro con la forza dagli uomini di un ricco proprietario terriero locale, ex membro del Parlamento provinciale del Punjab. "I cristiani sono stati prima minacciati e poi scacciati con la forza" racconta a Fides un sacerdote del luogo, p. Naveed Dominic. E la polizia, allertata della violenza, si è rifiutata di intervenire. "Anche alla Chiesa locale è stato intimato di non immischiarsi" nota il prete.
La vessazione delle minoranze cristiane è un problema che, notano fonti di Fides, va sollevato a livello nazionale, attraverso il Ministero federale per l'Armonia e le Minoranze religiose, e a livello internazionale, sensibilizzando la comunità internazionale. P. Khalid Rashid Asi, sacerdote della diocesi di Faisalabad, in Punjab, spiega a Fides: "Lo situazione dei diritti umani in Pakistan è molto difficile e preoccupante. In tale contesto generale, le minoranze cristiane soffrono particolarmente di abusi e della negazione dei loro diritti fondamentali, a livello sociale, economico e religioso".
In Punjab i cristiani sono il 13% della popolazione provinciale e gestiscono scuole, ospedali, istituti sociali. Spesso potenti musulmani tentano di appropriarsi di tali strutture lanciando false accuse contro i cristiani o abusando della nota legge sulla blasfemia. (PA) (Agenzia Fides 20/5/2011)

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ASIA/INDIA - Sulla difesa dei cristiani in Orissa "continua la farsa giudiziaria": troppi delitti ancora impuniti

New Delhi (Agenzia Fides) - La risposta del governo, dei tribunali e delle istituzioni, nei confronti della comunità cristiana dell'Orissa, colpita dai massacri del 2008, è ancora "troppo debole, simile a una farsa". È quanto dice a Fides Joseph Dias, responsabile del "Catholic Secular Forum" (CSF), organizzazione ecumenica di fedeli che difende i diritti delle comunità cristiane in India.
Due giorni fa un tribunale in Orissa ha condannato 13 persone a cinque anni di prigione per il loro coinvolgimento nelle violenze anti-cristiane del 2008. I 13 hanno partecipato ai disordini e appiccato incendi alle case del villaggio di Sartaguda, ma le persone da arrestare a da giudicare - nota a Fides il CSF - dovrebbero essere migliaia: "troppi colpevoli sono a piede libero, troppi delitti, come omicidi e stupri, restano ancora impuniti".
I dati giudiziari acquisiti dall'Agenzia Fides, sono impietosi: solo un ventesimo dei radicali indù responsabili degli attacchi sono stati individuati e interrogati; su 3.232 denunce presentate dai cristiani, solo 828 sono state prese in considerazione e tradotte in FIR (First Information Report), il rapporto che sancisce una indagine e un procedimento ufficiale della polizia. Di questi 828 casi, solo 327 sono finiti con un processo in tribunale: 167 le assoluzioni, 86 le condanne comminate (pene molto leggere), 90 i casi ancora pendenti. Ben 1.597 militanti sono stati identificati e poi scagionati, mentre altre migliaia di aggressori non sono stati nemmeno contattati dalla polizia e l'hanno fatta del tutto franca.
Inoltre oggi, denuncia il CSF, "i cristiani sono vittime di continue intimidazioni, da parte di gruppi estremisti indù, perché non testimonino in tribunale, ritirino le accuse, abbandonino i processi. Anche giudici e avvocati sono minacciati: tutto fa pensare a processi pieni di anomalie e irregolarità".
Ieri, in una intervista all'Agenzia Fides (vedi Fides 19/5/2011), Sua Ecc. Mons. John Barwa Arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar ha detto che "i cristiani dell'Orissa si sentono abbandonati dalle istituzioni" e che il caso dell'Orissa sarà esemplare "per testare il reale funzionamento della giustizia in India". (PA) (Agenzia Fides 20/5/2011)

giovedì 19 maggio 2011

Domenica 22 Maggio 2011

    V DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)



PRIMA LETTURA (At 6,1-7)
Scelsero sette uomini pieni di Spirito Santo.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell’assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.
Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».
Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.
E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 32)
Rit: Il tuo amore, Signore, sia su di noi: in te speriamo.

Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate. Rit.

Perché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra. Rit.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. Rit.

SECONDA LETTURA (1Pt 2,4-9)
Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».
Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d’angolo e sasso d’inciampo, pietra di scandalo.

Essi v’inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 14,6)
Alleluia, alleluia.

Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore;
nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Alleluia.

VANGELO (Gv 14,1-12)
Io sono la via, la verità e la vita.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
C – Fratelli e sorelle, preghiamo il Signore Gesù affinché apra i nostri cuori a riconoscerlo come Via, Verità e Vita. Egli ci renda disponibili all’ascolto e docili nella sequela, faccia crescere in noi la sua verità e la sua vita fino al giorno dell’incontro definitivo con lui.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Gesù, via, verità e vita, ascoltaci!

1.      Per la santa Chiesa, perché prima di annunciare la Parola si faccia, a tutti i livelli, attenta ascoltatrice di essa, così da essere credibile di fronte al mondo. Preghiamo.

2.      Per i diaconi permanenti perché, accolti nelle nostre Comunità come ministri ordinati, si pongano con passione e impegno al servizio delle necessità della Chiesa. Preghiamo.

3.      Per chi annuncia la Parola di Dio, affinché il ministero della Parola sia anzitutto azione di rivelazione e di testimonianza cristiana e non strumento di prestigio o di potere personale. Preghiamo.

4.      Per coloro che sono in ricerca della verità, perché tra le tante verità parziali riescano con il tuo aiuto a individuare il Sgnore Risorto come criterio di verità autentica, preghiamo.

5.      Per la nostra Comunità parrocchiale, perché faccia esperienza della vera Comunione, testimoniando la sollecitudine verso i vicini e i lontani. Preghiamo.

6.      Per ciascuno di noi, perché si senta pietra viva necessaria all’edificazione della Chiesa, realizzando la missione che Dio ci ha affidato. Preghiamo.

C – Signore Gesù, a noi che partecipiamo alla Mensa della Parola e del Pane eucaristico, concedi di essere strumenti della tua rivelazione e testimoni, con la nostra vita, del tuo amore per tutti gli uomini. Fa’ che ciò che con la bocca diciamo di credere diventi il cuore della nostra vita. Tu che vivi e regni nei secoli.   T - Amen.

Visita dell'Arcivescovo alla Zona Industriale(da Messaggero Veneto)

14 maggio 2011

L’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, visita la zona industriale dell’Aussa Corno a San Giorgio di Nogaro. Positiva la visita di monsignor Mazzocato, che era stato invitato dal presidente della Ziac, Cesare Strisino, che ha ritenuto doveroso far partecipe l’arcivescovo di questa realtà industriale sempre più in espansione, la cui presenza sul territorio non può che riportare ricadute benefiche in ambito socio-economico.

L’arcivescovo, è stato accolto con grande affetto dagli imprenditori, ha visitato in mattinata l’Aussafer Due, accolto da tutta la famiglia Citossi, dove hanno fermato le lavorazioni per la benedizione. Ha visitato poi l’Aussachem, azienda che verrà inaugurata il 10 giugno, dove è stato accolto da Paolo Semenzin e Davide Salvatori, i due giovani proprietari.

Nel pomeriggio è stata la volta dell’Oleificio San Giorgio, i cui imprenditori, Franco Rossetto e Augusto Parise, sono di Treviso, terra di origine di monsignor Mazzocato. L’Arcivescovo che era accompagnato da monsignor Igino Schiff e dal sindaco di San Giorgio Del Frate, si è interessato a ogni attività. (f.a.)

ASIA/CINA - Nuovi operai della vigna del Signore per le comunità cattoliche del continente

Pechino (Agenzia Fides) - Nella intensa celebrazione del mese mariano e della Giornata di preghiera per le Vocazioni, la IV domenica di Pasqua, diverse comunità cattoliche cinesi continentali hanno accolto "nuovi operai della vigna del Signore", secondo le informazioni pervenute all'Agenzia Fides. Tra queste ricordiamo l'ordinazione presieduta da Sua Ecc. Mons. Cai Bing Rui, Vescovo della diocesi di Xia Men nella provincia di Fu Jian, ordinato l'8 maggio 2010 con l'approvazione della Santa Sede. Il 14 maggio, vigilia della Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni, il Vescovo ha presieduto l'ordinazione presbiterale di un diacono della diocesi di Min Bei, Zhang Zuo Han. Oltre 2.000 fedeli hanno partecipato alla solenne liturgia concelebrata da 37 sacerdoti. Subito dopo l'ordinazione, il nuovo sacerdote ha confermato il suo massimo impegno per proseguire sulla strada della vocazione, chiedendo la preghiera di tutti in occasione della Giornata per le Vocazioni. Invece la diocesi di Ning Xia ha celebrato l'ordinazione diaconale di Giovanni Cao Wang nella nuova chiesa. Cao è originario di Jing Ning, nella Mongolia Interna. Dopo aver studiato nel Seminario di Pechino, ha cominciato a prestare servizio pastorale nella diocesi di Ning Xia dallo scorso mese di settembre. Con lui, ha detto il Vescovo di Ning Xia, "la nostra diocesi ha avuto il dono di un nuovo operaio della vigna del Signore". (NZ) (Agenzia Fides 19/05/2011)

ASIA/INDIA - L'Arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar, in Orissa: "La persecuzione c'è, ma la fede dei cristiani cresce"

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - "La persecuzione sui cristiani dell'Orissa c'è, ma la fede cresce e si rafforza, e anche il numero dei fedeli aumenta. Non abbiamo paura: saremo sempre pronti a dire la verità, a difendere la dignità della persona e la libertà di religione. Anche se oggi in Orissa, in quanto cristiani, ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni": è quanto dice in una intervista all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. John Barwa, Arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar, la principale diocesi dello stato di Orissa (India nord orientale), con oltre 62mila cattolici . L'arcidiocesi include il distretto di Kandhamal, teatro nel 2008 dei massacri anticristiani che hanno fatto oltre 100 morti e 56mila sfollati interni. L'Arcivescovo, in Vaticano per la visita ad limina apostolorum, spiega all'Agenzia Fides le ragioni e le radici della violenza anticristiana.

Eccellenza, come è oggi la situazione dei cristiani in Orissa?

Le persecuzione c'è, dobbiamo affrontare molte sfide, non senza preoccupazioni. Ma crediamo che la persecuzione sia parte della nostra vocazione cristiana e della vita cristiana. Non abbiamo paura, ma la viviamo come una benedizione di Dio. Sappiamo che dove c'è la persecuzione, la fede si rafforza, e oggi sono orgoglioso di dire che la fede nei miei fedeli si sta rafforzando. Il sangue versato per la fede in Cristo è sempre seme per nuovi cristiani: in Orissa il numero dei fedeli cristiani è in aumento.

Può descriverci gli episodi di violenza che accadono oggi?

Va detto che massacri come quelli del 2008 oggi non si verificano. Ma i cristiani sono ancora terrorizzati e non possono tornare nelle loro case. Vi è una forma sottile di oppressione e di intimidazione condotta piuttosto apertamente dai gruppi estremisti indù. Avviene spesso nei villaggi rurali, dove continuano minacce e violenze che spesso arrivano alle cronache nazionali, come l'ultimo caso di una ragazza cristiana violentata e uccisa (vedi Fides 16/5/2011). Alla base vi sono odio e ostilità contro i cristiani che si traducono in forme di discriminazione da parte di settori della società e anche da parte delle istituzioni.

Avete fiducia nella giustizia, nella polizia, e nelle autorità civili?

L'Orissa è un test per il rispetto e il funzionamento della giustizia in India. Abbiamo sotto gli occhi esempi dolorosi in cui i cristiani sono trattati come cittadini di seconda classe e faticano ad avere giustizia. Ad esempio, nel caso di suor Meena Barwa, la religiosa cattolica violentata nel 2008, i responsabili sono stati liberati su cauzione. La reazione e i risultati dei processi in corso, dopo i massacri del 2008, saranno una prova evidente per vedere se nella nazione i cittadini possono davvero confidare nella giustizia e se tutti sono uguali di fronte alla legge. E come potersi fidare della polizia, che ha assistito allo stupro di suor Meena e ad altri massacri senza fermare gli aggressori? La polizia non ci ha protetto e non ci tutela. Come cristiani, in questo momento, ci sentiamo abbandonanti dalle istituzioni.

Questo è molto grave in un democrazia...

Lo è, ma i fatti sono questi. Oggi non ci sentiamo sicuri e sufficientemente protetti. Inoltre, almeno finora, non abbiamo avuto giustizia per le violenze subite.

Quanti sono i gruppi estremisti indù e perchè sono così forti in Orissa?

Non sono in grado di dare cifre, ma i movimenti radicali indù presenti sul territorio sono ben noti, il Vishwa Hindu Parishad (VHP) ed altri, accecati dal fondamentalismo. Sono pochi, rispetto alla maggioranza dei fedeli indù che sono moderati e pacifici. Ma quei pochi continuano ad istigare alla violenza e all'odio contro i cristiani e a manipolare la gente.

Perché i cristiani sono il bersaglio preferito?

Per una serie di ragioni sociali, politiche e religiose. La comunità cristiana in Orissa è composta soprattutto da tribali e da dalit. Per l'evangelizzazione dei tribali non vi sono problemi. I dalit, invece, sono considerati parte della società induista: sono le caste più basse che devono servire quelle più alte. I cristiani operano per la promozione umana, economica e sociale dei dalit, ne difendono la dignità e costoro spesso chiedono di abbracciare la fede cristiana. Questo scatena la reazione dei radicali indù. Accade anche che i dalit, affrancati dal giogo e dall'ideologia castale, avviino attività economiche e commerciali, e questo crea concorrenza a livello economico: altro motivo di insoddisfazione. Questo è il terreno su cui fioriscono l'estremismo e la violenza. Esistono, poi, ragioni politiche: i cristiani non sostengono i partiti nazionalisti indù al potere (come il Baratiya Janata Party, il BJP), e dunque i leader politici non vogliono che la comunità si allarghi o conti di più.

Qual è il suo approccio pastorale, in tale difficile contesto?

E' quello di intessere relazioni di dialogo a tutti i livelli: con la gente comune, con le altre comunità cristiane, con i leader religiosi indù, con le autorità civili, con i vertici della polizia, per unire tutti gli uomini di buona volontà. Il motto che ho scelto per il ministero episcopale è "Venga il tuo regno": credo che questo stile pastorale possa servire a costruire il Regno di Dio in questa porzione dell'India.

Cosa ha significato per lei l'incontro con il Papa?

Il Papa ha incoraggiato noi Vescovi e ci ha ringraziato per il sostegno che diamo alla nostra gente. Ci ha ricordato la nostra responsabilità di Pastori, invitandoci a rafforzare la fede e difendere la dignità di ogni persona. Dopo questo incontro, il mio cuore è piano di gratitudine per Dio. E' stata una grazia venire qui, in Vaticano, per incontrare il Santo Padre, ricevere parole di incoraggiamento e consolazione e una benedizione da Lui.

Il Papa ha sottolineato la libertà di religione e la tutela dei diritti umani...

Quel passaggio del discorso del Papa l'ho sentito indirizzato direttamente e me e alla situazione che viviamo in Orissa. Mi sento chiamato a proclamare, senza paura, la verità sulla dignità della persona, sulla libertà di fede, sul rispetto dei diritti umani spesso calpestati in Orissa. (PA) (Agenzia Fides 19/5/2011)

VATICANO - Benedetto XVI all'udienza generale: "La Chiesa in Cina, soprattutto in questo momento, ha bisogno della preghiera della Chiesa universale

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Al termine dell'udienza generale di mercoledì 18 maggio, tenuta in piazza San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI ha invitato alla preghiera per la Chiesa che è in Cina, con queste parole: "Durante il tempo pasquale, la liturgia canta a Cristo risorto dai morti, vincitore della morte e del peccato, vivo e presente nella vita della Chiesa e nelle vicende del mondo. La Buona novella dell'Amore di Dio manifestatosi in Cristo, Agnello immolato, Buon Pastore che dà la vita per i suoi, si espande incessantemente fino agli estremi confini della terra e, al tempo stesso, incontra rifiuto ed ostacoli in tutte le parti del mondo. Come allora, ancora oggi, dalla Croce alla Risurrezione. Martedì, 24 maggio, è giorno dedicato alla memoria liturgica della Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani, venerata con grande devozione nel Santuario di Sheshan a Shanghai: tutta la Chiesa si unisce in preghiera con la Chiesa che è in Cina. Là, come altrove, Cristo vive la sua passione. Mentre aumenta il numero di quanti Lo accolgono come il loro Signore, da altri Cristo è rifiutato, ignorato o perseguitato: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?" (At 9, 4). La Chiesa in Cina, soprattutto in questo momento, ha bisogno della preghiera della Chiesa universale. Invito, in primo luogo, tutti i cattolici cinesi a continuare e a intensificare la propria preghiera, soprattutto a Maria, Vergine forte. Ma anche per tutti i cattolici del mondo pregare per la Chiesa che è in Cina deve essere un impegno: quei fedeli hanno diritto alla nostra preghiera, hanno bisogno della nostra preghiera.
Sappiamo dagli Atti degli Apostoli che, quando Pietro era in carcere, tutti hanno pregato con forza e hanno ottenuto che un angelo lo liberasse. Anche noi facciamo lo stesso: preghiamo intensamente, tutti assieme, per questa Chiesa, fiduciosi che, con la preghiera, possiamo fare qualcosa di molto reale per essa. I cattolici cinesi, come hanno detto molte volte, vogliono l'unità con la Chiesa universale, con il Pastore supremo, con il Successore di Pietro. Con la preghiera possiamo ottenere per la Chiesa in Cina di rimanere una, santa e cattolica, fedele e ferma nella dottrina e nella disciplina ecclesiale. Essa merita tutto il nostro affetto.
Sappiamo che, fra i nostri fratelli Vescovi, ci sono alcuni che soffrono e sono sotto pressione nell'esercizio del loro ministero episcopale. A loro, ai sacerdoti e a tutti i cattolici che incontrano difficoltà nella libera professione di fede esprimiamo la nostra vicinanza. Con la nostra preghiera possiamo aiutarli a trovare la strada per mantenere viva la fede, forte la speranza, ardente la carità verso tutti ed integra l'ecclesiologia che abbiamo ereditato dal Signore e dagli Apostoli e che ci è stata trasmessa con fedeltà fino ai nostri giorni. Con la preghiera possiamo ottenere che il loro desiderio di stare nella Chiesa una e universale superi la tentazione di un cammino indipendente da Pietro. La preghiera può ottenere, per loro e per noi, la gioia e la forza di annunciare e di testimoniare, con tutta franchezza e senza impedimento, Gesù Cristo crocifisso e risorto, l'Uomo nuovo, vincitore del peccato e della morte.
Con tutti voi chiedo a Maria di intercedere perché ognuno di loro si conformi sempre più strettamente a Cristo e si doni con generosità sempre nuova ai fratelli. A Maria chiedo di illuminare quelli che sono nel dubbio, di richiamare gli smarriti, di consolare gli afflitti, di rafforzare quanti sono irretiti dalle lusinghe dell'opportunismo. Vergine Maria, Aiuto dei cristiani, Nostra Signora di Sheshan, prega per noi!". (SL) (Agenzia Fides 19/05/2011)

mercoledì 18 maggio 2011

Il Villanova festeggia senza giocare

Vincere il campionato pur non giocando. É arrivata in un modo insolito domenica la promozione dela Villanova in Seconda categoria. A riposo, per il turno di stop previsto dal calendario, la squadra biancoverde in virtù del flop della Castionese, che sul più bello non ha trovato il guizzo che le avrebbe permesso sorpasso e promozione proprio all’ultima curva.

L’undici neroverde si è fatta infilzare in casa dalla Nuova Pocenia, perdendo definitivamente il contatto dalla capolista del presidente Furlano che in questo modo torna in Seconda categoria.

Alla Castionese resta ora la speranza di seguire i rivali di tutta una stagione nella categoria superiore attraverso i play-off ai quali parteciperà assieme al un Ronchis, che era già sicuro di parteciparvi, e alla vincente dello spareggio tra il già citato Pocenia e il Malisana che si è procurato il “pass” andando a vincere per 1-0 proprio in casa del Ronchis.

Per il Palazzolo una vittoria inutile contro il Cormor per 3-1, che lascia comunque fuori dai giochi entrambe le squadre, nonostante abbiano veleggiato per buona parte della stagione nei quartieri alti della classifica, senza riuscire a trovare lo scatto decisivo nel momento cruciale della stagione.

Tanti gol (sette) a Strassoldo per la vittoria dei gialloneri sui Rangers, nessuna rete tra Cussignacco e Medeuzza con il bomber Antonino Monorchio “in vacanza” già sicuro del trionfo nella classifica marcatori grazie alle ben 25 reti realizzate in 28 partite. (n.m.)

Fonte

Perchè Sanzorz 11?

  1. Questo blog è nato  nel 2011
  2. Esiste già l'associazione ad undecimum che ricorda l'antica stazione di posta romana  di San Giorgio di Nogaro http://www.fondazionepremioaltino.it/la%20via%20annia/pag.%202.htm 
  3. 11 sono gli apostoli rimasti dopo l'ultima cena, Uno Tradisce!

Allarme per Valle Grotari: aperta la chiavica,

versione testuale
Attacco al Comune: l’ingresso di acqua salmastra ha già provocato danni

MARANO LAGUNARE (18 maggio, ore 14.30) - Nella Valle Grotari, paradiso degli aironi situato presso l'abitato di Marano Lagunare, fino a ieri, tutto era tranquillo: i primi pulcini di airone cenerino si erano appena involati dai grossi nidi sugli arbusti, gli aironi rossi stavano covando nel fitto del canneto, così come i tarabusini. Falchi di palude, tuffetti, folaghe e germani reali avevano già i piccoli; anche i moriglioni e l’oca selvatica stavano nidificando: tutto sembrava perfetto ma “qualcuno” ha deciso di rompere l’incantesimo, ovvero di rendere molto difficile l’esistenza a questi animali.
 
L’allarme viene dal Wwf, che denuncia il grave fatto avvenuto nella giornata di ieri: l’apertura, ad opera di personale incaricato dall'amministrazione comunale, della chiavica (porte a saracinesca) che separa la valle dalla laguna, con il conseguente ingresso dell’acqua salmastra dalla laguna e l’alzarsi del livello dell’acqua di oltre un metro: «Qualcuno – attacca l’associazione –, su evidente disposizione programmata, ha operato in maniera irresponsabile nel momento più delicato per gli uccelli, ossia quello della riproduzione e cova. Con l’apertura della chiavica molti nidi sono già stati danneggiati o addirittura sommersi, a grave danno delle specie di falco di palude, tarabusino, airone rosso, basettino, germano reale, moriglione, folaga, oca selvatica ecc.. Ma non solo! L’acqua salmastra sta spazzando via la ricca fauna di anfibi (rane verdi, raganelle, ululoni, tritoni, elementi primari della catena alimentare di vari ardeidi».
«Inoltre – fa notare il Wwf – se la chiavica resterà aperta, a causa dell’alternarsi della marea, a poco a poco gli uccelli abbandoneranno valle Grotari». Secondo l'associazione ambientalista «forse questo è l’intento premeditato di chi vuole da tempo passare alla fase costruttiva di darsena e insediamenti turistici, nonostante il coro di dissenso sia crescente in paese, a livello regionale e, si può dire, in tutta Italia. Se le cose stessero in questo modo, il piano così architettato avrebbe veramente poco senso in quanto le varie autorità comunali e regionali dovrebbero comunque obbligatoriamente spiegare in sede europea come mai non si sia stati in grado di proteggere l’importante sito ornitologico, ampiamente riconosciuto dalla presenza della IBA062 (Important Bird Area) “Laguna di Marano e Grado”».
 
«La sistemazione della porta difettosa ad opera di personale incaricato dall'amministrazione comunale – continua l’associazione –, poteva essere fatta anche senza lasciare entrare permanentemente l'acqua salmastra, che oltretutto, senza controllo, può diventare un grave pericolo anche per le limitrofe abitazioni. Il grande valore naturalistico dell'area deve essere tenuto in considerazione, poiché essa non può più essere considerata una semplice ex valle da pesca ma un'area sulla quale effettuare una protezione attiva dei valori naturalistici, così come richiedono la direttiva europea “Uccelli” e le varie normative nazionali e regionali di recepimento».
 
«Come ricordato molto recentemente anche dalla Corte di Cassazione, l’uccisione di specie protette dalle direttive comunitarie e dalla Convenzione di Berna è da configurasi come reato, ai sensi della L. 157/92. Ci aspettiamo quindi – chiosa l’associazione – non solo che ci si attivi immediatamente per fermare l’entrata di acqua salmastra in Valle Grotari ma che, viste le diverse normative di protezione ambientale che richiedono molta attenzione nei confronti della biodiversità, le autorità e gli organi preposti facciano luce sulle responsabilità di questo atto». E un attacco va anche alla Regione: «Auspichiamo infine che finalmente, dopo mesi di letargo e indifferenza alle tante sollecitazioni e richieste il presidente della Regione, gli assessori regionali all'ambiente e alle risorse rurali, il Ministero dell'Ambiente intervengano senza ritardo a tutela della preziosa area naturale di interesse comunitario, riconsiderando le previsioni insediative inserite nel Piano dei porti, evitando l'avvio di una probabile procedura di infrazione che può portare la comunità regionale a dover pagare una salata sanzione».
E il Wwf ha già pronto il reclamo alla Comunità europea contro l’approvazione del Piano dei porti, per possibile infrazione delle norme comunitarie, che spedirà a Bruxelles nei prossimi giorni.
 


Marina di Sant'Andrea question time

Martedì 17 Maggio 2011 15:08
Un vero e proprio ‘question time’ aperto ai comandanti e gli equipaggi delle imbarcazioni da diporto e rivolto alle Autorità Marittime, per aggiornarsi sulle novità normative per il settore nautico tra Italia e Croazia. Ad organizzarlo è stato Fortunato Moratto, direttore del Marina Sant’Andrea di San Giorgio di Nogaro (Udine), che giovedì 12 maggio ha invitato presso la sua sede alcuni autorevoli esperti in materia a tenere un seminario di grande interesse non solo per gli addetti ai lavori. Al tavolo dei relatori c’erano il comandante Angelo Napolitano della Capitaneria di Porto di San Giorgio di Nogaro, il maresciallo Donato Bellofatto della Capitaneria di Porto di Monfalcone, il dr Vincenzo Todisco di B&S Italia, esperto di assicurazioni nautiche, e il dr Jack Surija, responsabile per la Croazia dell’Assicurazione Yacht-Pool.

Tra gli ospiti anche il comandante Walter Vlacic della Capitaneria di Porto di Cittanova (Croazia). Dopo una panoramica sulla normativa della nautica da diporto offerta dal comandante Napolitano, è stato dato ampio spazio alle domande da parte dei partecipanti (oltre una ventina), per saperne di più sui complessi meccanismi che regolano il riconoscimento delle patenti nautiche italiane all’estero e viceversa, ma anche sulla delicata questione del rifornimento di gasolio agevolato

Ancora un articolo di amministrative

Elezioni, Marchetti a Codroipo, Martines a Palmanova   versione testuale
22 sindaci in Friuli. Tante sorprese ma anche diverse riconferme

UDINE (17 maggio, ore 9) - Così come nel resto d’Italia anche in Friuli le urne hanno riservato parecchie sorprese, con bocciature illustri e vittorie inaspettate, ma anche tante riconferme. TUTTI I RISULTATI
Guardando i 22 comuni che in provincia sono stati chiamati a rinnovare il consiglio comunale, spicca al svolta a destra di Codroipo. Il nuovo sindaco è Fabio Marchetti, che prende il posto di Vittorino Boem. Marchetti, vicepresidente della Provincia e assessore alle opere pubbliche, dovrà quindi lasciare ora palazzo Belgrado. Lascerà l’esecutivo provinciale anche il nuovo sindaco di Paularo, Ottorino Faleschini, che ha ottenuto il 37 per cento dei voti.
A Palmanova la vittoria è andata al centro sinistra e il nuovo sindaco è Francesco Martines che ha ottenuto il 55 per cento dei voti e che ha superato il candidato del Pdl e sindaco uscente Federico Cressati. A sinistra va anche Tarcento dove non è stato riconfermato Roberto Pinosa. Il nuovo sindaco è Celio Cossa che ha superato lo sfidante per 8 punti.
A Latisana il nuovo sindaco è Salvatore Benigno, del Pdl, con il 36 per cento dei voti. Rimanendo nella bassa a Porpetto è stato eletto nuovamente Pietro Dri, che era stato messo in minoranza, causando il commissariamento del comune, durante lo scorso mandato a causa di una variante per eliminare il traffico pesante. E Dri intende riprendere in mano il progetto.
A Bertiolo Battistutta è stato confermato per la terza volta, e a Bagnaria Arsa il nuovo sindaco è Cristano Tiussi. A Nimis, dopo tre tentativi, ce l’ha fatta a diventare sindaco Walter Tosolini, mentre a Dogna è stato eletto l’unico candidato, Gianfranco Sonego.
A Drenchia non è stato riconfermato Tarcisio Donati, ma al suo posto guiderà il Comune per la quarta volta Mario Zufferli, che ha vinto con 8 voti di scarto. A Majano il primo cittadino è una donna, Raffaella Paladin, mentre a Moimacco è stato rieletto Manolo Sicco.
Conferma anche per Flavio De Antoni, a Comeglians, che si appresta a iniziare il terzo mandato. Il nuovo sindaco di Ajello è Roberto Festa, mentre a Palazzolo dello Stella è stato confermato Mauro Bordin. A Torviscosa le urne hanno scelto Roberto Fasan, che ha avuto la meglio su Roberto Duz.
Conferme a Ronchis per Vanni Biasutti, a Ruda per Palmina Mian e a Villa Vicentina per Mario Pischedda.
New entry invece a Resiutta, con il sindaco Federico Neisch, e Torreano con Roberto Sabbadini.
Guardando fuori provincia, per quanto riguarda le elezioni comunali, a Trieste si andrà al ballottaggio, alla luce del 40 per cento ottenuto da Roberto Cosolini, esponente del centro sinistra e del 27 per cento del candidato del centro destra, Roberto Antonione.
Sarà necessario il ballottaggio anche per l’elezione del presidente della provincia di Trieste, dove sono in corsa Maria Teresa Bassa Poropat, del centro sinistra, che ha ottenuto il 48, 48 per cento dei voti, e Giorgio Ret con il 29 per cento dei voti.

Riconfermato al primo turno, invece, il presidente della provincia di Gorizia, Enrico Gerghetta che ha ottenuto il 52, 81 dei consensi.
Ritornando alle elezioni comunali a Pordenone servirà il ballottaggio per eleggere il nuovo sindaco che sarà uno tra Claudio Pedrotti, del centro sinistra e Giuseppe Pedicini, sostenuto da Lega Nord e Popolo della libertà. L’esponente della coalizione guidata dal partito democratico, ha chiuso il primo turno in vantaggio con il 40,56 per cento dei voti.

lunedì 16 maggio 2011

Elezioni Amministrative: Buon Lavoro A Tutti!

Comuni al voto, tutti i nuovi sindaci   versione testuale

UDINE (16 maggio, ore 21.30) -  Spoglio dei voti terminato in tutti i Comuni del Friuli chiamati alle urne per le elezioni amministrative (TUTTI I DATI SULL'AFFLUENZA TUTTI I RISULTATI).
Ecco i nomi dei nuovi sindaci: Fabio Marchetti a Codroipo, Salvatore Benigno a Latisana, Roberto Fasan a Torviscosa, Cristiano Tiussi a Bagnaria Arsa, Mauro Bordin a Palazzolo dello Stella, Celio Cossa a Tarcento, Francesco Martines a Palmanova, Ottorino Faleschini a Paularo, Roberto Sabbadini a Torreano, Raffaella Paladin a Majano, Vanni Biasutti a Ronchis, Pietro Dri a Porpetto, Manolo Sicco a Moimacco, Mario Battistuta a Bertiolo, Walter Tosolini a Nimis, Mario Zufferli a Drenchia, Flavio De Antoni a Comeglians, Gianfranco Sonego a Dogna, Roberto Festa ad Aiello, Francesco Nesich a Resiutta, Mario Romolo Pischedda a Villa Vicentina, Palmina Mian a Ruda.
 
Per le provinciali, a Gorizia riconfermato Gherghetta col 52,85% dei voti. A Trieste Maria Teresa Bassa Poropat ha sfiorato la rielezione con il 48,48% dei voti. Si andrà dunque al ballottaggio 
 
Focus su alcuni comuni:
 
BERTIOLO. Mario Battistuta. Il sindaco uscente è stato riconfermato per il terzo mandato consecutivo, con il 51,05% dei voti. 52 anni, insegnante, a capo della lista civica «Insieme per Bertiolo», Battistuta ha ottenuto 37 voti più dell'avversaria, Eleonora Viscardis.
 
COMEGLIANS. Flavio De Antoni. Si conferma primo cittadino con il 68,7% delle preferenze (266 voti, contro i 121 di Pietro Di Piazza) . Sostenuto dalla lista civica «Per Comeglians», De Antoni proseguirà così nel lavoro fatto nelle due precedenti legislature.

domenica 15 maggio 2011

Domenica festa diocesana dei ragazzi   versione testuale
Attesi oltre 800 partecipanti alla Fiera di Udine

UDINE (13 maggio, ore 12.30) - Sono ben oltre il migliaio i partecipanti che domenica 15 maggio, a partire dalle ore 14.30, si apprestano ad «invadere» il padiglione 6 del quartiere fieristico di Torreano di Martignacco, dove è in programma la Festa diocesana dei ragazzi. «Un evento - spiega don Maurizio Michelutti, direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale giovanile -  che rappresenta anche la conclusione del percorso ‘Magicavventura’, quest’anno intitolato “ Exodos: storie di cammini, incroci e persone”, che unisce catechesi, gioco, esperienza, condivisione e che ha impegnato dallo scorso autunno oltre  1000 ragazzi di 60 gruppi parrocchiali rientranti nella fascia d’età dalla quinta elementare alla terza media».
 
Per sintetizzare la ricchezza dell’itinerario di «Exodos» (che ha preso spunto dal brano biblico che narra la vocazione di Mosè), ciascun gruppo parrocchiale di ragazzi porterà alla Festa diocesana la mappa sintesi del cammino fatto durante gli incontri dell’anno.
Il programma della Festa diocesana sarà, come sempre, molto coinvolgente per tutti i ragazzi ed anche per le famiglie che li accompagneranno.
 
Si inizia, dunque, alle 14.30 con un’accoglienza musicale per continuare, dalle 15, con giochi e momenti di animazione.
Alle 18.30 ci sarà l’atteso incontro con  l’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, che presiederà il momento di preghiera. Seguirà la premiazione dei gruppi vincitori.
 
La giornata si concluderà con la cena e una serata musicale. Dettagli su www.pgudine.it.
 

Incontro Porto Nogaro Cittanova

L’avvio della stagione estiva 2011 e i collegamenti via mare tra i porti turistici del comprensorio portuale di Porto Nogaro e dell’interno friuli al centro del seminario svoltosi giovedì 13 maggio presso la marina di Sant’Andrea tenuto dal Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Nogaro, Tenente di Vascello Angelo Napolitano, alla presenza di diversi marittimi impiegati nel settore del diporto.

Nel corso dell’incontro congiuntamente a qualificati rappresentanti della amministrazione croata, ospite il Comandante del porto di Cittanova (Croazia) Valter Lacic, ed esponenti del settore assicurativo italiano e croato, sono state affrontate alcune problematiche ricorrenti tra gli operatori nautici in relazione alle diverse prassi e discipline esistenti nei porti stranieri frontisti con espliciti riferimenti a casi concreti.

Di sicuro interesse le problematiche insorte in relazione alle sanzioni amministrative inflitte ed ai disguidi in cui ricorrono i diportisti ignari della disciplina esistente presso i porti croati. Tra queste si ricordano, in particolare l’obbligo per il comandante dell’unità da diporto che entra nel mare territoriale della Repubblica Croata di raggiungere seguendo la rotta più breve i porto più vicino per adempiere al controllo di confine e procurare la vignetta presso la Capitaneria di porto. È stata evidenziata, al riguardo, un’assiduità nei controlli esperiti dalla Guardia Costiera croata e nelle conseguenti sanzioni applicate ai trasgressori.

È stata ribadita inoltre la necessità di ottenere dalla Capitaneria di porto croata la vidimazione del prescritto “Giornale partenze ed arrivo” per l’imbarco delle provviste di bordo in franchigia doganale rilasciato dall’Autorità Marittima.
La Guardia Costiera di Porto Nogaro, nel richiamare gli utenti del mare ad un adeguato mantenimento in efficienza del mezzo nautico e delle dotazioni di sicurezza prescritte prima di intraprendere navigazioni lunghe ed una particolare attenzione alle Ordinanze di sicurezza balneare emanate dal Capo del Circondario Marittimo competente per il territorio, ribadisce l’obbligo del possesso della patente nautica per la conduzione delle unità da diporto nei seguenti casi:
- navigazione oltre le 6 miglia dalla costa;
- conduzione di unità aventi motore con potenza superiore ai 40,8 CV o 30KW ed in relazione a particolari valori di cilindrata del motore;
- conduzione di acqua scooter;
- conduzione di navi da diporto.

sabato 14 maggio 2011

Foglio Parrocchiale domenica 15 Maggio 2011


Minuto de Dios

AMERICA/COLOMBIA - Il Cappellano dell'Università "Minuto de Dios" ucciso in strada per rubargli il cellulare

Bogotà (Agenzia Fides) - Il sacerdote Eudista padre Gustavo Garcia, 34 anni, Cappellano dell'Università "Minuto de Dios", è stato assassinato a Bogotà da un individuo che lo ha aggredito per rubare il suo cellulare, come ha confermato la Conferenza Episcopale della Colombia. In un comunicato della Congregazione di Gesù e Maria - Eudisti, della provincia "Minuto de Dios", firmato dal Superiore Provinciale P. Guillermo Acero, si informa che padre Gustavo García Bohórquez è morto giovedì 12 maggio alle ore 18.30. "Padre Gustavo - si legge nel comunicato pervenuto all'Agenzia Fides - stava aspettando l'autobus nella strada 68, per andare ad accudire pastoralmente un malato; stava parlando al cellulare quando un delinquente lo ha sorpreso e, per derubarlo, lo ha ferito gravemente con un coltello. Trasportato alla Clinica Colombia, di Colsánitas, sfortunatamente era già molto grave e poco dopo è morto".
Padre Gustavo Garcia era nato il 21 settembre 1976 a Bogotá. Dopo aver partecipato a gruppi di preghiera, era entrato nella Congregazione di Gesù e Maria il 16 aprile 2005. Aveva studiato filosofia presso l' Università "Minuto de Dios" e teologia presso la Pontificia Universidad Javeriana. Era stato ordinato sacerdote il 31 marzo 2007. Tra il 2007 e il 2010 era stato vicario della parrocchia di san Giovanni Eudes, a Quito, in Ecuador. Da luglio 2010 era impegnato con l'Associazione "El Minuto de Dios": esercitava il ministero della predicazione con i gruppi della stessa associazione, nelle comunità parrocchiali e attraverso i media. Era cappellano della Università Minuto de Dios di Bogotà e assistente delle comunità dei giovani del Rinnovamento Carismatico Cattolico.
Anche il Presidente della Repubblica della Colombia, Juan Manuel Santos, durante la cerimonia di inaugurazione di una parte del porto di Buenaventura, ha ricordato questo tragico evento: "E' avvenuto un omicidio che ha colpito profondamente tutti noi colombiani: l'uccisione del Cappellano dell'Università Minuto de Dios (padre Gustavo Garcia Bohorquez), che si è verificata a Bogotà. A quanto pare è stato ucciso per un telefono cellulare. Io naturalmente condanno questo omicidio in ogni modo possibile. Il padre (Diego) Jaramillo, che è il direttore di El Minuto de Dios, questa mattina, in un atto di nobiltà spirituale, ha detto che ha perdonato gli assassini. Ammiro lo spirito nobile e so che appartiene alla legge divina, ma sono soggetto al diritto colombiano e alla legge della terra. Quindi voglio annunciare che su questi assassini faremo cadere tutto il peso della legge. Ho già dato istruzioni alla polizia di offrire una ricompensa e di avviare tutte le ricerche per portare a processo l'assassino o gli assassini del cappellano".
Dopo i funerali, nella parrocchia di San Juan Eudes a Bogotà, il corpo del sacerdote verrà tumulato al cimitero eudista di Valmaria. (CE) (Agenzia Fides, 14/05/2011)

giovedì 12 maggio 2011

Domenica 15 Maggio 2011

    IV DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)

PRIMA LETTURA (At 2,14.36-41)
Dio lo ha costituito Signore e Cristo.

Dagli Atti degli Apostoli

[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Sappia con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».
All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?».
E Pietro disse loro: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro».
Con molte altre parole rendeva testimonianza e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa!». Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno furono aggiunte circa tremila persone.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 22)
Rit: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Rinfranca l’anima mia. Rit.

Mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza. Rit.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca. Rit.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni. Rit.

SECONDA LETTURA (1Pt 2,20b-25)
Siete tornati al pastore delle vostre anime.

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati, perché
anche Cristo patì per voi,
lasciandovi un esempio,
perché ne seguiate le orme:
egli non commise peccato
e non si trovò inganno sulla sua bocca;
insultato, non rispondeva con insulti,
maltrattato, non minacciava vendetta,
ma si affidava a colui che giudica con giustizia.
Egli portò i nostri peccati nel suo corpo
sul legno della croce, perché,
non vivendo più per il peccato,
vivessimo per la giustizia;
dalle sue piaghe siete stati guariti.
Eravate erranti come pecore,
ma ora siete stati ricondotti al pastore
e custode delle vostre anime.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 10,14)
Alleluia, alleluia.

Io sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.

Alleluia.

VANGELO (Gv 10,1-10)
Io sono la porta delle pecore.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse:
«In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore.
Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo.
Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C – Il Signore è il Pastore che ci conosce pienamente. Preghiamolo perché il suo Amore, che si estende a tutte le pecore al di là dei confini della Chiesa, esaudisca i nostri cuori e renda la nostra preghiera veramente universale ed ecumenica.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Ascolta, Padre, la preghiera del tuo gregge.

1.      Per il Papa Benedetto XVI, il nostro Vescovo Andrea Bruno, il nostro Parroco Igino e tutti i pastori del popolo di Dio: annunciando al mondo Gesù come Signore e Messia, come il Crocifisso  per la salvezza degli uomini, vivano con fedeltà di vita l’adesione al Salvatore; preghiamo.

2.      Per coloro che guidano le nazioni: non si lascino sedurre dal potere nell’uso delle armi, ma si adoperino prontamente per la pace in ogni terra e tra tutti i popoli; preghiamo.

3.      Per tutti i cristiani: ricchi di sapienza dello Spirito, sappiano riconoscere nelle vicende del mondo la voce di Cristo Buon Pastore che li chiama alla santità di vita e alla conversione del cuore; preghiamo.

4.      Per i ragazzi, gli adolescenti, i giovani: riescano ancora ad esprimere dai loro gruppi persone capaci di rispondere alla vocazione sacerdotale e religiosa per rendere presente nel mondo la persona di Cristo, pastore e maestro del gregge; preghiamo.

5.      Per questa nostra Comunità parrocchiale: riconosca in Gesù Buon Pastore la fonte della pace, il segno universale di riconciliazione e il punto di convergenza dove i popoli possono sentirsi capaci di accoglienza, di perdono e di amore; preghiamo.

C – O Padre, ascolta le nostre preghiere e rendici attenti alla chiamata del tuo Figlio, perché seguendo la sua voce possiamo trovare la comunione con te. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.   T - Amen.

mercoledì 11 maggio 2011

Piccolo Coro Artemìa di Torviscosa a Verona!

VERONA PROVINCIA, SESTA EDIZIONE DEL CONCORSO PER VOCI BIANCHE AGENPARL) - Roma, 10 mag - Oggi, nella Sala Rossa del Palazzo Scaligero, l’assessore al Turismo Ruggero Pozzani ha presentato il 6° concorso nazionale corale per voci bianche, “Il Garda in Coro”. Erano presenti: Renata Peroni, presidente dell’associazione Il Garda in Coro; Enrico Miaroma, direttore artistico dell’associazione; Penelope Perbellini, referente dell’associazione. La 6^ edizione del concorso nazionale corale per voci bianche si terrà a Malcesine da giovedì 19 a domenica 22 maggio. La competizione, patrocinata dalla Provincia di Verona, è appoggiata per la sua validità anche dalla Fe.N.I.A.R.Co (Federazione Nazionale delle Associazioni Regionali Corali), dall’associazione per lo sviluppo delle Attività Corali del Veneto e dalla Federazione dei Cori del Trentino. Al concorso parteciperanno 19 cori di bambini, provenienti da varie regioni italiane: Calabria, Puglia, Campania, Abruzzo, Umbria, Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Trentino, Alto Adige, Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. L’evento, che si terrà presso la chiesa parrocchiale Santo Stefano, si aprirà con il concerto inaugurale proposto dal “Piccolo Coro Artemìa di Torviscosa”, diretto dal maestro Denis Monte, e attualmente impegnato nel tour della cantante Elisa. Le competizioni vere e proprie si svolgeranno nelle due giornate successive, dedicate alle categorie di repertorio sacro e di quello profano. Per la finale di domenica mattina, la grande voce corale dei bambini, si alzerà dal lago alla montagna con il concerto “Dal lago al cielo”, premio speciale per il miglior repertorio , che si svolgerà nel nuovo Auditorium della stazione a monte della Funivia Malcesine Monte Baldo. Anche quest’anno, infine, come per le scorse edizioni, saranno proposti speciali concerti fuori concorso, dedicati ad accompagnatori e appassionati. Assessore Pozzani: “La presentazione del concorso nazionale corale per voci bianche, giunto quest'anno alla 6^ edizione, è la testimonianza di un grande successo che si rinnova nel tempo. Questa manifestazione è apprezzabile non solo per l'attenzione che dedica ai bambini e alla promozione culturale della musica sacra, ma anche per il forte contributo che offre allo sviluppo del turismo, in una stagione così importante per la nostra provincia. È proprio la composizione dei cori, che vede partecipare musicisti e cantanti provenienti da quasi tutta l'Italia, a dare di Verona un'immagine nel mondo positiva e di rilievo, motivo di orgoglio per tutti noi. La speranza è che l'iniziativa possa continuare a ripetersi negli anni, riscuotendo un successo sempre maggiore e meritato come quello di questa edizione. Non posso che rinnovare a tutti l'invito di partecipare numerosi, e cogliere l'occasione per ammirare le bellezze che il nostro territorio, e il lago in particolare, possono offrire”. Renata Peroni: “La nazionalità dell'evento e la sua unicità sono motivo di orgoglio per la nostra associazione. Le numerose adesioni che abbiamo ricevuto anche per questa 6^ edizione sono una concreta dimostrazione del successo che abbiamo raggiunto e del forte interesse dei bambini nei confronti della musica”. Enrico Miaroma: “Mi sento profondamente legato a questa iniziativa che vede i bambini come protagonisti. Lavorare a stretto contatto con loro è un dono e una grande responsabilità per me, nonché fonte continua di soddisfazione e di orgoglio. La giusta importanza dell'evento è sottolineata infine dalla generosa collaborazione con compositori italiani di grande successo”.

Fonte

Sete di Parola ci invia messaggio

Un pensiero del Beato Giovanni Paolo II tratto dalla sua enciclica Laborem exercens, di cui ricorrono i quaranta anni di pubblicazione:
“L'uomo, mediante il lavoro, deve procurarsi il pane quotidiano e contribuire al continuo progresso delle scienze e della tecnica, e soprattutto all'incessante elevazione culturale e morale della società, in cui vive in comunità con i propri fratelli. E con la parola «lavoro» viene indicata ogni opera compiuta dall'uomo, indipendentemente dalle sue caratteristiche e dalle circostanze, cioè ogni attività umana che si può e si deve riconoscere come lavoro in mezzo a tutta la ricchezza delle azioni, delle quali l'uomo è capace ed alle quali è predisposto dalla stessa sua natura, in forza della sua umanità. Fatto a immagine e somiglianza di Dio stesso nell'universo visibile, e in esso costituito perché dominasse la terra, l'uomo è perciò sin dall'inizio chiamato al lavoro. Il lavoro è una delle caratteristiche che distinguono l'uomo dal resto delle creature, la cui attività, connessa col mantenimento della vita, non si può chiamare lavoro; solo l'uomo ne è capace e solo l'uomo lo compie, riempiendo al tempo stesso con il lavoro la sua esistenza sulla terra. Così il lavoro porta su di sé un particolare segno dell'uomo e dell'umanità, il segno di una persona operante in una comunità di persone; e questo segno determina la sua qualifica interiore e costituisce, in un certo senso, la stessa sua natura.”
Un caro saluto a tutti
Paola Be

martedì 10 maggio 2011

ASIA/CINA - Professioni religiose e celebrazioni degli anniversari segnano la vitalità della vita consacrata femminile

Pechino (Agenzia Fides) - Il mese di maggio, dedicato dalla devozione popolare alla Vergine Maria, è stato scelto da diverse congregazioni religiose femminili per promuovere le vocazioni e confermare il proprio "sì" al Signore, come fece Maria, attraverso la professione dei voti e la celebrazione degli anniversari della vita consacrata, a conferma della vitalità delle vocazioni femminili nel continente. Secondo le informazioni pervenute all'Agenzia Fides, domenica 8 maggio una suora della Congregazione delle Piccole Figlie dello Spirito Santo della diocesi di Lan Zhou ha emesso i voti perpetui e altre 7 religiose hanno rinnovato i voti temporanei. Oltre 500 fedeli hanno partecipato a "questo momento di speranza e di vitalità della Chiesa". Anche il Vescovo diocesano, che ha presieduto la celebrazione, ha esortato le religiose a "portare la Croce, dando un segno coraggioso di fede al mondo".
La diocesi di An Yang della provincia di He Nan ha festeggiato 25 anni di vita consacrata di 11 suore della Congregazione di S. Giuseppe, esprimendo la gratitudine per il loro servizio e la loro dedizione, per la loro testimonianza dell'Amore di Cristo e la risposta alla vocazione. Venti sacerdoti hanno concelebrato con il Vescovo diocesano la Messa di ringraziamento, cui hanno preso parte una sessantina di suore e oltre 600 fedeli. Attualmente la Congregazione, che è stata fondata da un missionario italiano del Pime nel 1920, conta 116 religiose: 98 di voti perpetui e 18 di voti temporanei. La maggiore parte delle suore sono impegnate nell'evangelizzazione e nel servizio sociale, attraverso un asilo, una clinica oculistica, ecc. (NZ) (Agenzia Fides 10/05/2011)

AFRICA/LIBIA - Mancano medicinali, cibo e forniture essenziali per i profughi della regione delle Western Mountains

Sughead (Agenzia Fides) - Gli scontri tra le forze del governo e quelle dell'opposizione nella regione libica delle Western Mountains, conosciuta anche come Nefusa Mountains, hanno bloccato l'accesso di migliaia di civili in fuga, aggravandone l'emergenza umanitaria. Dal mese di aprile infatti sono fuggite almeno 40 mila persone. Secondo fonti dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), oltre 8 mila, prevalentemente donne e bambini berberi, sono arrivati completamente sprovvisti di tutto a Dehiba, località di frontiera in Tunisia. Gli scontri hanno impedito la distribuzione delle forniture essenziali a Yafran, Qalaa e altre città, sollevando preoccupazione sulle condizioni della popolazione. Scarseggiano anche medicine, personale sanitario e cibo.
In una nota diffusa dasll'agenzia Irin, un cooperante della associazione umanitaria libica el-Hurra, una delle principali distributrici di cibo, vestiario, giocattoli e cure mediche nei campi profughi, definisce catastrofica la situazione nel paese. Circa 1.500 persone hanno trovato accoglienza nel campo profughi di Ramada, in Tunisia, 25 chilometri dal confine con la Libia. Secondo l' International Medical Corps (IMC), le forze del governo potrebbero avere inquinato i pozzi che forniscono acqua a Nalut. Le famiglie sono molto preoccupate per la loro permanenza nei campi profughi. Secondo l'IMC negli ultimi giorni le forze del governo hanno lanciato oltre 50 missili Grad a Zintan, e altri attacchi sono stati perpetrati alle periferie di Nalut. Secondo Human Rights Watch (HRW), vista la portata degli attacchi che hanno danneggiato moschee, abitazioni, e sfiorato gli ospedali, il governo si è concentrato poco sugli obiettivi militari da colpire. Il direttore del pronto soccorso dell'ospedale di Tataouine in Tunisia, 100 chilometri da Dehiba, ha dichiarato che ogni giorno in ospedale vengono assistiti almeno 5 profughi libici. Prima dell'inizio degli scontri a febbraio, Zintan, città prevalentemente abitata da arabi, aveva 40 mila residenti. Nalut e Takut, prevalentemente berbere, ne aveva rispettivamente 93 mila e 10 mila. (AP) (10/5/2011 Agenzia Fides

lunedì 9 maggio 2011

AFRICA/EGITTO - Attaccata anche una chiesa cattolica, ucciso il padre di un postulante; "i musulmani devono respingere le violenze fondate sulla religione" dice un missionario dal Cairo

 

Il Cairo (Agenzia Fides) - Dodici morti e un centinaio di feriti sono il bilancio dell'assalto condotto da gruppi di salafiti contro alcune chiese nel quartiere di Imbaba, nella parte nord-ovest del Cairo, capitale dell'Egitto. "È stata attaccata anche una chiesa cattolica, oltre ad alcune copte
ortodosse" dice all'Agenzia Fides p. Luciano Verdoscia, missionario comboniano che opera al Cairo da diversi anni. "Un gruppo di salafiti è entrato sparando nella chiesa ed ha ucciso il padre di un nostro postulante, che si trova in Uganda. L'uomo è stato raggiunto da alcuni colpi al petto" racconta a Fides p. Luciano.
"Il pretesto utilizzato dai salafiti per commettere questi crimini è la vicenda di Kamilia, la moglie di un prete ortodosso che voleva il divorzio dal marito. Essendo la Chiesa ortodossa molto rigida al riguardo, la donna si sarebbe convertita all'islam per sfuggire al marito. I salafiti affermano che la donna è tenuta prigioniera ed è stata ricondotta alla fede copta contro la sua volontà" spiega il missionario. L'assalto alla chiesa di Imbaba, dove sarebbe tenuta la donna, ha dato origine alle violenze di sabato 7 maggio.
"Al di là della vicenda di questa donna, occorre fare alcune considerazioni per comprendere quello che sta succedendo in Egitto" evidenzia p. Luciano. "Il quartiere di Imbaba è un'area povera e il fanatismo prospera dove regnano l'ignoranza e la povertà. I salafiti sono un gruppo che non è maggioritario, ma che si fa sentire, anche con azioni violente. Secondo alcuni commentatori questi gruppi sarebbero manovrati dal vecchio regime, che intende far credere: 'ecco, guardate cosa succede senza di noi. Occorre un governo forte che mantenga gli equilibri con il pugno di ferro'.
A mio avviso - continua il missionario - è l'Islam che deve evolversi. Spero che i musulmani moderati possano distanziarsi da determinate letture dell'Islam. Questi omicidi avvengono perché nell'Islam quando una categoria di persone sono dichiarate "kuffar" (infedeli), queste possono essere uccise e private di tutte le loro proprietà. Le interpretazioni di questo tipo devono essere riviste dagli stessi islamici" conclude p. Luciano. (L.M.) (Agenzia Fides 9/5/2011)

Il Papa ad Aquileia e a Venezia: 2 articoli di Fides News

VATICANO - Benedetto XVI ad Aquileia: di fronte alle nuove sfide occorre "promuovere il senso cristiano della vita, mediante l'annuncio esplicito del Vangelo"   
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - La visita del Santo Padre Benedetto XVI ad Aquileia e a Venezia è iniziata nel pomeriggio di sabato 7 maggio. Nella Basilica di Aquileia il Papa ha incontrato i rappresentanti delle diocesi del Triveneto che si stanno preparando al secondo Convegno ecclesiale del 2012. Dalla Chiesa madre di Aquileia, ha ricordato il Pontefice, sono germinate le Chiese del Nord-est dell'Italia, ma anche le Chiese della Slovenia e dell'Austria e alcune Chiese della Croazia e della Baviera e persino dell'Ungheria. "Riunirsi ad Aquileia costituisce perciò un significativo ritorno alle 'radici' per riscoprirsi 'pietre' vive dell'edificio spirituale che ha le sue fondamenta in Cristo" ha sottolineato il Papa, che ha proseguito: "Ritornare ad Aquileia significa soprattutto imparare dalla gloriosa Chiesa che vi ha generato come impegnarsi oggi, in un mondo radicalmente cambiato, per una nuova evangelizzazione del vostro territorio e per consegnare alle generazioni future l'eredità preziosa della fede cristiana". Nel suo discorso il Papa ha esortato a "testimoniare l'amore di Dio per l'uomo prima di tutto con le opere dell'amore e le scelte di vita in favore delle persone concrete, a partire da quelle più deboli, fragili, indifese, non autosufficienti". Di fronte alle nuove sfide che oggi la fede cristiana deve affrontare, occorre "promuovere il senso cristiano della vita, mediante l'annuncio esplicito del Vangelo, portato con delicata fierezza e con profonda gioia nei vari ambiti dell'esistenza quotidiana".
Benedetto XVI ha rilevato come di fronte al massiccio fenomeno del turismo e dell'immigrazione, alla mobilità territoriale, al processo di omologazione provocato dall'azione pervasiva dei mass-media, all'accentuazione del pluralismo culturale e religioso, "è necessario che i cristiani, sostenuti da una 'speranza affidabile', propongano la bellezza dell'avvenimento di Gesù Cristo, Via, Verità e Vita, ad ogni uomo e ad ogni donna, in un rapporto franco e sincero con i non praticanti, con i non credenti e con i credenti di altre religioni... Continuate con energia a testimoniare l'amore di Dio anche con la promozione del 'bene comune': il bene di tutti e di ciascuno". (SL) (Agenzia Fides 09/05/2011)

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VATICANO - Il Papa a Venezia: "Il Vangelo è la più grande forza di trasformazione del mondo, non è un'utopia, né un'ideologia"

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Con l'invito ai rappresentanti del mondo della cultura, dell'arte e dell'economia a non avere paura del Vangelo, contenuto emblematicamente nello stemma di San Marco, patrono di Venezia, perché "il Vangelo è la più grande forza di trasformazione del mondo, ma non è un'utopia, né un'ideologia" e "le prime generazioni cristiane lo chiamavano piuttosto la 'via', cioè il modo di vivere che Cristo ha praticato per primo e che ci invita a seguire" si è conclusa la visita di Benedetto XVI ad Aquileia e a Venezia.
Durante la Messa presieduta domenica 8 maggio al Parco San Giuliano di Mestre, il Pontefice ha ricordato: "Sono venuto per condividere con i Vescovi e i Presbiteri l'ansia dell'annuncio missionario, che tutti ci deve coinvolgere in un serio e ben coordinato servizio alla causa del Regno di Dio... anche oggi occorre promuovere e difendere con coraggio la verità e l'unità della fede. Occorre rendere conto della speranza cristiana all'uomo moderno, sopraffatto non di rado da vaste ed inquietanti problematiche che pongono in crisi i fondamenti stessi del suo essere e del suo agire".
Riferendosi ai viandanti di Emmaus, che dopo aver riconosciuto Gesù sentirono il bisogno di ritornare a Gerusalemme e di raccontare la straordinaria esperienza vissuta, il Papa ha detto: "C'è un grande sforzo da compiere perché ogni cristiano, qui nel Nord-est come in ogni altra parte del mondo, si trasformi in testimone, pronto ad annunciare con vigore e con gioia l'evento della morte e della risurrezione di Cristo... Attorno ad Aquileia si ritrovarono uniti popoli di lingue e culture diverse, fatti convergere non solo da esigenze politiche ma, soprattutto, dalla fede in Cristo e dalla civiltà ispirata dall'insegnamento evangelico, la Civiltà dell'Amore. Le Chiese generate da Aquileia sono chiamate oggi a rinsaldare quell'antica unità spirituale, in particolare alla luce del fenomeno dell'immigrazione e delle nuove circostanze geopolitiche in atto. La fede cristiana può sicuramente contribuire alla concretezza di un tale programma, che interessa l'armonico ed integrale sviluppo dell'uomo e della società in cui egli vive."
All'Assemblea riunita nella Basilica di San Marco, nel pomeriggio di domenica 8, per la chiusura della visita pastorale diocesana, Benedetto XVI ha raccomandato: "Amata Chiesa che sei in Venezia! Supera e aiuta l'uomo di oggi a superare gli ostacoli dell'individualismo, del relativismo; non lasciarti mai trarre verso il basso dalle mancanze che possono segnare le comunità cristiane... Come successore dell'Apostolo Pietro, visitando in questi giorni la vostra terra, ripeto a ciascuno di voi: non abbiate paura di andare controcorrente per incontrare Gesù, di puntare verso l'alto per incrociare il suo sguardo... Avanzate fiduciosi nel sentiero della nuova evangelizzazione, nel servizio amorevole dei poveri e nella testimonianza coraggiosa all'interno delle varie realtà sociali. Siate consapevoli d'essere portatori di un messaggio che è per ogni uomo e per tutto l'uomo; un messaggio di fede, di speranza e di carità." (SL) (Agenzia Fides 09/05/2011)