lunedì 18 luglio 2011

Corno d'Africa e Somalia: 2 articoli sulle difficoltà!

VATICANO - Il Papa auspica che "cresca la mobilitazione internazionale" per i soccorsi alle popolazioni del Corno d'Africa

Castel Gandolfo (Agenzia Fides) - Un accorato appello per la catastrofe umanitaria che sta colpendo la regione del Corno d'Africa, e in particolare la Somalia, è stato lanciato domenica 17 luglio dal Santo Padre Benedetto XVI subito dopo la preghiera dell'Angelus, che ha recitato con i fedeli riuniti nel cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo. Queste le parole del Pontefice: "Con profonda preoccupazione seguo le notizie provenienti dalla regione del Corno d'Africa e in particolare dalla Somalia, colpita da una gravissima siccità e in seguito, in alcune zone, anche da forti piogge, che stanno causando una catastrofe umanitaria. Innumerevoli persone stanno fuggendo da quella tremenda carestia in cerca di cibo e di aiuti. Auspico che cresca la mobilitazione internazionale per inviare tempestivamente soccorsi a questi nostri fratelli e sorelle già duramente provati, tra cui vi sono tanti bambini. Non manchi a queste popolazioni sofferenti la nostra solidarietà e il concreto sostegno di tutte le persone di buona volontà." (SL) (Agenzia Fides 18/07/2011)

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AFRICA/SOMALIA - Negli ospedali della capitale esauriti i farmaci, le epidemie dilagano in tutto il paese

Mogadiscio (Agenzia Fides) - Negli ultimi due mesi, in seguito all'arrivo di numerosi sfollati a causa della siccità, gli ospedali della capitale somala, Mogadiscio, sono rimasti a corto di farmaci. Gli operatori sanitari riferiscono che ogni giorno cinque pazienti muoiono per serie epidemie che si stanno propagando in tutto il paese. La grave siccità che ha colpito molte parti della Somalia ha fatto aumentare il numero dei morti causati da questo fenomeno anche nelle zone dove in passato si verificava raramente. Le persone affamate si muovono in cerca di aiuto verso le città e verso le aree urbane della parte centro meridionale del paese. In una dichiarazione del direttore del più grande ospedale di Mogadiscio, il Banadir Hospital, si legge che la struttura ha esaurito le sue scorte di farmaci in seguito all'aumento improvviso dei pazienti. L'ospedale non è supportato da nessuno direttamente, si serve delle medicine fornite dal DBG (Daryeel Bulsho Guud), una ong di base in Germania, e dall'Unicef e Oms per i farmaci contro diarrea e morbillo. La maggior parte dei bambini arrivano in ospedale in condizioni gravissime. Tre o quattro su 100 ricoverati quotidianamente muoiono perchè mancano i mezzi basilari per poterli assistere.
Nei primi 4 mesi del 2011, al Banadir sono stati ricoverati 160 bambini affetti da morbillo e altri 440 nel secondo quadrimestre; 1.228 affetti da diarrea nel primo quadrimestre e altri 2,003 nel secondo. Le epidemie si diffondono più rapidamente a causa delle mancate vaccinazioni nelle zone attualmente colpite dalla siccità. Nel vicino Kenya, dove molti somali cercano riparo, l'Oms e l'Unicef, insieme al Ministero della Sanità kenyota, stanno programmando campagne di vaccinazioni contro morbillo e polio per 215 mila bambini con meno di 5 anni di Mogadiscio e di quelli che vivono lungo il confine, compreso il campo profughi di Dadaab in Kenya, i distretti di Fafi e Lagdera e le fasce migratorie come quelle del municipio di Garissa. (AP) (18/7/2011 Agenzia Fides)

Il sito POLIMERICA ci informa su Torviscosa e la Caffaro

Caffaro: verso riavvio Torviscosa


Foglio Parrocchiale domenica 17 Luglio 2011


venerdì 15 luglio 2011

Sventola bandiera... bianca

Oriamo Ferini lascia

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Domenica 17 luglio 2011

XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

PRIMA LETTURA (Sap 12,13.16-19)
Dopo i peccati, tu concedi il pentimento.

Dal libro della Sapienza

Non c’è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose,
perché tu debba difenderti dall’accusa di giudice ingiusto.
La tua forza infatti è il principio della giustizia,
e il fatto che sei padrone di tutti, ti rende indulgente con tutti.
Mostri la tua forza
quando non si crede nella pienezza del tuo potere,
e rigetti l’insolenza di coloro che pur la conoscono.
Padrone della forza, tu giudichi con mitezza
e ci governi con molta indulgenza,
perché, quando vuoi, tu eserciti il potere.
Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo
che il giusto deve amare gli uomini,
e hai dato ai tuoi figli la buona speranza
che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento.
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 85)
Rit: Tu sei buono, Signore, e perdoni.

Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t’invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche. Rit.

Tutte le genti che hai creato verranno
e si prostreranno davanti a te, Signore,
per dare gloria al tuo nome.
Grande tu sei e compi meraviglie:
tu solo sei Dio. Rit.

Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso,
lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà,
volgiti a me e abbi pietà. Rit.

SECONDA LETTURA (Rm 8,26-27)
Lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 11,25)
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
Alleluia.

VANGELO (Mt 13,24-43 (forma breve: Mt 13,24-30))
Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».
Parola del Signore.

Preghiera dei fedeli
O Padre, tu sai che il peccato ha confuso la nostra anima a tal punto che non sappiamo neppure ciò che è giusto e bene chiedere. Ma tu ci hai donato lo Spirito, che intercede con insistenza per noi. Per questo osiamo pregarti, affidando le nostre invocazioni a te, che scruti i cuori.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa, nata come un piccolo granello di senapa, sappia accogliere sotto i suoi rami tutti gli uomini, annunciando ad essi il Vangelo, con mitezza e sincerità. Preghiamo.
2. Perché negli uomini lieviti il desiderio di giustizia e di pace, spingendoli ad operare per il bene comune. Preghiamo.
3. Perché ogni battezzato si apra al dono dello Spirito, impari ad ascoltarlo nel suo cuore e sia pronto a tradurre i suoi insegnamenti in comportamenti coerenti. Preghiamo.
4. Per i genitori e per tutti coloro che sono impegnati nell’educazione, perché abbiano la pazienza di rispettare i tempi e i ritmi di crescita di ogni persona, guidandola ad aprirsi all’amore di Dio. Preghiamo.
5. Perché i cristiani maturino la convinzione che nel mondo la zizzania non prevarrà sul buon seme e che il Regno si manifesterà in pienezza secondo la volontà di Dio. Preghiamo.

La tua forza, Signore è principio di giustizia, tu sei indulgente con tutti. Per questo ti supplichiamo di accogliere le nostre preghiere e di esaudirle, secondo i tuoi disegni provvidenziali. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.


mercoledì 13 luglio 2011

Santi Patroni 2011

«Stringiamo un'alleanza per l'educazione»   versione testuale
L'appello dell'Arcivescovo durante la Messa dei Santi Patroni
Nella foto: mons. Battisti, mons. Mazzocato e mons. Brollo <br>alle celebrazioni per i Santi Patroni Ermacora e Fortunato.
Nella foto: mons. Battisti, mons. Mazzocato e mons. Brollo
alle celebrazioni per i Santi Patroni Ermacora e Fortunato.
UDINE (12 luglio, ore 14) - Un’«alleanza educativa sul nostro territorio a sostegno, prima di tutto, dei genitori e delle famiglie».
È questo il forte appello lanciato dall’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nell’omelia pronunciata durante la S. Messa dei Santi patroni, Ermacora e Fortunato, oggi, nella Cattedrale di Udine.

Mons. Mazzocato ha ribadito come l’educazione dei giovani sarà al centro del nuovo Anno pastorale della Chiesa udinese, ma ha anche aggiunto di essere «convinto che questo tema non interessi solo la Chiesa, ma tutta la società. Per questo siamo pronti ad un dialogo e ad una ricera comune con tutti coloro che in città e nel Friuli sentono forte il compito dell’educazione». «Penso ai genitori – ha aggiunto – agli insegnanti delle scuole, ai tanti responsabili delle società sportive, a quanti gestiscono iniziative di tempo libero, agli operatori dei mezzi di comunicazione sociale».
Conscio delle «ricorrenti lamentele sulle difficoltà ad educare oggi i piccoli e i giovani che crescono», l’Arcivescovo ha ricordato come essi non abbiano però bisogno di padri e madri rassegnati, ma capaci di «annunciare una parola sicura che orienta nella vita e che sanno convincerli con l’esempio della vita». La Chiesa, dunque, sull’esempio dell’annuncio della Parola di Dio, fatto con la voce e l’esempio della vita dai Santi patroni Ermacora e Fortunato, è pronta a impegnarsi su questo tema, assieme e in dialogo con tutta la società friulana.

Qualcuno pensa all'istruzione dei giovani in Afghanistan

ASIA/AFGHANISTAN - Istruzione e formazione professionale: l'impegno dei gesuiti per dare un futuro al paese   
Herat (Agenzia Fides) - In un paese dilaniato dalla guerra e dal terrorismo, i giovani afgani, che sono il 68% della popolazione, "vogliono pace e sicurezza e sognano di poter godere di un percorso di istruzione", come tutti gli altri giovani del mondo. "La Chiesa deve aiutare i giovani a realizzare questo sogno, ed è questa la missione dei gesuiti e dei volontari del Jesuit Refugees Service (JRS)": lo afferma in una nota inviata all'Agenzia Fides il gesuita indiano p. Stan Fernandes SJ, Direttore del JRS Afghanistan. Il Direttore nota che "bambini e giovani sono stanchi della guerra e ben pochi di loro hanno l'opportunità di andare a scuola". Su 33 milioni di afgani, "i ribelli sono circa 10mila ma catalizzano l'attenzione della comunità internazionale. La nostra missione è dare voce e speranza al 99,9% della popolazione afgana, che lotta ogni giorno, con tutto il cuore, per andare avanti e per costruire un domani migliore".
"Insieme con la popolazione afgana - prosegue - noi speriamo e preghiamo per la pace e continuiamo il nostro viaggio accanto alla gente, cercando di raggiungere soprattutto gli emarginati. I giovani, che hanno vissuto la guerra e l'esilio, domani guideranno la nazione. Questa generazione deve essere aiutata a concentrare tutte le sue energie, il suo entusiasmo e il suo potenziale, per promuovere pace e sviluppo nella nazione".
Il JRS opera in Afghanistan dal 2005, quando un team di gesuiti indiani ha avviato programmi nel campo dell'istruzione: oggi nella "Technical High School" di Herat vi sono 600 allievi che seguono corsi di elettricità, elettronica, costruzioni, commercio. Dal 2006 i religiosi insegnano anche inglese, informatica, biologia e fisica a oltre 3.000 studenti universitari di Herat, Bamiyan e Kabul.
In un altro programma i gesuiti assistono i profughi rientrati in Afghanistan nella città di Sohadat, e 35 km da Herat, assicurando loro assistenza alimentare, servizi sanitari e istruzione, in una scuola elementare frequentata da oltre 200 bambini e tramite una clinica che cura 250 pazienti a settimana. Sono attivi anche programmi di formazione e sviluppo dedicati specificamente alle donne (PA) (Agenzia Fides 13/7/2011)

VATICANO - Nasce il blog "Being catholics in China"

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - L'Agenzia Fides ha ritenuto necessario istituire il blog "Being catholics in China" come mezzo di informazione e di formazione per i cattolici cinesi di questo grande continente. E' un momento favorevole dello Spirito, che esige una lettura attenta della situazione, perché la Chiesa, che è di casa in ogni nazione e cultura, possa svolgere liberamente la missione affidatagli da Cristo. Per questo, attraverso il blog, si può interloquire ed interpellare coloro che sono preposti a coordinare l'attività di evangelizzazione, sulle questioni attinenti la Chiesa. Questo blog intende essere inoltre uno strumento di unità della Chiesa in Cina con tutte le Chiese del mondo e con la Chiesa Universale. (Agenzia Fides 13/7/2011)

martedì 12 luglio 2011

Farah

ASIA/PAKISTAN - Approda all'Alta Corte di Multan il caso di Farah Hatim, la cattolica islamizzata a forza

Multan (Agenzia Fides) - Sarà l'Alta Corte di Multan a giudicare e ad appurare la verità sul caso di Farah Hatim, la ragazza cattolica rapita, islamizzata e costretta a sposare un uomo musulmano nella città di Rahim Yar Khan, nel sud Punjab (vedi Fides 25/6/2011 e giorni precedenti). E' quanto l'Agenzia Fides apprende da Paul Bhatti, Consigliere Speciale del Primo Ministro per gli Affari della Minoranze religiose in Pakistan e leader dell'APMA (All Pakistan Minorities Alliance). L'APMA aveva tentato nei giorni scorsi una mediazione, chiedendo alla famiglia musulmana presso cui oggi Farah si trova, di incontrare la ragazza, ribadendo la richiesta ufficialmente a un giudice del tribunale di primo grado a Rahim Yar Khan. Il tentativo è fallito (vedi Fides 7/7/2011) perché la famiglia non si è presentata e il giudice stesso ha detto di "considerare il caso chiuso".
Per questo l'APMA ha deciso, in accordo con i familiari della ragazza, di ricorrere all'Alta Corte di Multan. Una denuncia è stata già presentata e si attende la data dell'udienza, in cui il giudice convocherà Farah, la famiglia di origine e la famiglia musulmana per ascoltare le differenti versioni sulla vicenda e appurare la volontà della giovane. "Non avevamo scelta. Dato l'atteggiamento di ostinata chiusura della famiglia musulmana, vogliamo che la giustizia vada avanti e che Farah possa esprimersi: per questo abbiamo dato mandato agli avvocati di presentare un ricorso all'Alta Corte", dice Bhatti a Fides.
Il giudice può ascoltare Farah pubblicamente ma anche in un colloquio privato. Se avesse l'impressione che la ragazza, terrorizzata o intimidita, non dica la verità (compiacendo i suoi aguzzini), potrebbe decidere di trasferirla per un periodo di tempo nella "Darul Aman" ("Casa della pace"), istituto governativo con sede nelle principali città del paese, che accoglie e tiene sotto protezione della polizia le donne maltrattate o rapite. L'istituto è un'opera voluta fortemente da Asma Jahangir, presidente del Consiglio degli avvocati della Corte Suprema e attiva nel difendere i diritti delle donne pakistane. Gli avvocati dell'APMA, che stanno curando il ricorso, hanno intenzione di chiedere che Farah sia trasferita lì per evitare che possa improvvisamente "sparire".
P. Yousaf Emmanuel, Direttore della "Commissione Giustizia e Pace" della Conferenza Episcopale del Pakistan, ha salutato con favore questo passo, ribadendo che "la Chiesa pakistana, che in passato ha salvato e si occupa di proteggere tante giovani cristiane, è vicina a Farah e alla sua famiglia, e intende dare tutto l'appoggio possibile per una felice conclusione di questa triste vicenda". (PA) (Agenzia Fides 12/7/2011)

Fiducia nel futuro

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ENERGIA: TONDO INAUGURA IN FRIULI NUOVO IMPIANTO FOTOVOLTAICO

lunedì 11 luglio 2011

VATICANO - "Domenica del Mare": il Papa prega per i marittimi sequestrati per atti di pirateria

 
Castel Gandolfo (Agenzia Fides) - Domenica 10 luglio, in occasione della celebrazione della cosiddetta "Domenica del Mare", cioè la Giornata per l'apostolato nell'ambiente marittimo, il Santo Padre ha lanciato all'Angelus un appello per i marittimi sequestati: "Rivolgo un particolare pensiero ai Cappellani e ai volontari che si prodigano per la cura pastorale dei marittimi, dei pescatori e delle loro famiglie. Assicuro la mia preghiera anche per i marittimi che purtroppo si trovano sequestrati per atti di pirateria. Auspico che vengano trattati con rispetto e umanità, e prego per i loro familiari, affinché siano forti nella fede e non perdano la speranza di riunirsi presto ai loro cari."
Prima della preghiera mariana, recitata del cortile interno del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo dove si trova per un periodo di riposo, il Papa si è soffermato sul Vangelo della domenica, la parabola del seminatore. "E' una pagina in qualche modo 'autobiografica' - ha sottolineato il Papa -, perché riflette l'esperienza stessa di Gesù, della sua predicazione: Egli si identifica con il seminatore, che sparge il buon seme della Parola di Dio, e si accorge dei diversi effetti che ottiene, a seconda del tipo di accoglienza riservata all'annuncio... Ma questo Vangelo insiste anche sul 'metodo' della predicazione di Gesù, cioè, appunto, sull'uso delle parabole... ai discepoli, cioè a coloro che si sono già decisi per Lui, Egli può parlare del Regno di Dio apertamente, invece agli altri deve annunciarlo in parabole, per stimolare appunto la decisione, la conversione del cuore; le parabole, infatti, per loro natura richiedono uno sforzo di interpretazione, interpellano l'intelligenza ma anche la libertà." (SL) (Agenzia Fides 11/07/2011)

venerdì 8 luglio 2011

Un'oasi spirituale per la gente di Hong Kong

ASIA/HONG KONG - I trappisti cistercensi dell'abbazia di Nostra Signora della Gioia da 60 anni a Hong Kong

Hong Kong (Agenzia Fides) - I trappisti (Cistercensi della Stretta Osservanza, O.C.S.O) dell'abbazia trappista di Nostra Signora della Gioia hanno festeggiato i loro 60 anni di servizio a Hong Kong il 2 luglio, con una solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dall'Amministratore dell'Abbazia, p. Raphael Kang, e dal Vicario generale della diocesi di Hong Kong, p. Pierre Lam Ming MEP. Secondo quanto riferisce Kong Ko Bao (il bollettino diocesano in versione cinese), i fedeli di Hong Kong e quelli di Macao hanno assistito numerosi alla celebrazione, durante la quale è stato anche ricordato il 50° anniversario di vita monastica di due trappisti.
Il 2 luglio 1951 i monaci superstiti del Monastero Nostra Signora Consolatrice di Yang Jia Ping, nella provincia dell'He Bei, e del Monastero Nostra Signora della Gioia di Zheng Ding, sempre nell'He Bei, che riuscirono a fuggire dalla sanguinosa persecuzione comunista, raggiunsero Hong Kong dopo tante sofferenze, la perdita di tanti confratelli e senza più niente. Il loro leggendario Abate, Li Bo Lan, riuscì ad ottenere dalle autorità di Hong Kong l'isola sperduta e disabitata di Landau dove i monaci rimasti costruirono, a mani nude, il loro convento. Negli anni successivi hanno costruito una fattoria, hanno iniziato ad allevare le mucche e a produrre latte e biscotti, apprezzatissimi dagli hongkonghesi. Questo luogo comunque rappresenta soprattutto un'oasi spirituale per la gente di Hong Kong, spesso schiava di uno sviluppo economico frenetico. Oggi l'Abbazia conta 9 trappisti sacerdoti, 7 fratelli e un novizio. (NZ) (Agenzia Fides 08/07/2011)

giovedì 7 luglio 2011

Inaugurata la piazza di Zellina di San Giorgio di Nogaro

http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2011/07/05/news/inaugurata-la-nuova-piazza-di-zellina-1.716158

Utilizza il link  per leggere l'articolo del Messaggero Veneto

ASIA/INDIA - Radicali indù vogliono iscrivere (con la forza) i figli alle scuole cattoliche

Belgaum (Agenzia Fides) - Un gruppo di 50 militanti di gruppi indù radicali ha fatto irruzione nella scuola San Giuseppe, delle suore Canossiane a Belgaum, per imporre alle religiose di iscrivere nella loro scuola due ragazzi, figli di un leader radicale indù. E' accaduto in Karnataka (India sudoccidentale), dove la Chiesa locale riferisce all'Agenzia Fides il verificarsi di un paradosso: gli indù radicali vogliono costringere le scuole cattoliche ad istruire i loro figli. "E' assurdo, in quanto i gruppi estremisti indù criticano e combattono con ogni mezzo possibile l'impegno della Chiesa nel campo dell'istruzione e del servizio sociale" commenta una fonte di Fides nella Chiesa locale. "E segno della schizofrenia di questi militanti radicali, spesso responsabili di attacchi contro i cristiani. Ma, d'altra parte, è anche un implicito riconoscimento all'eccellente istruzione fornita dalle nostre scuole" rimarca la fonte.
Nella scuola San Giuseppe i radicali indù hanno minacciato e maltrattato le religiose e alcuni docenti, per imporre con la forza l'ammissione di due studenti indù. Il tempestivo intervento della polizia e di alcuni genitori ha impedito che la situazione potesse degenerare. A guidare il gruppo dei radicali era Basangouda Sidramani, uno dei leader del partito nazionalista indù Bharatiya Janata Party (BJP), che ha sbandierato la sua appartenenza al "partito al potere" (il BJP è al governo in Karnataka) per imporre la sua volontà a suor Thankam, preside della scuola. Le suore e i fedeli della parrocchia in cui si trova la scuola hanno chiesto l'intervento della polizia per garantire la scurezza dell'istituto e il regolare svolgimento delle lezioni e delle attività scolastiche nelle prossime settimane. (PA) (Agenzia Fides 7/7/2011)

Quando una famiglia cristiana viene a piangere da noi...

ASIA/PAKISTAN - Una suora del Punjab: "Cristiani disumanizzati, in un sistema che tutela solo i diritti dei potenti"

Lahore (Agenzia Fides) - "Noi cristiani siamo realmente disumanizzati, siamo trattati come oggetti e come merce da vendere. Viviamo in un sistema in cui solo i potenti hanno diritti. Ai cristiani non viene garantita la giustizia dai tribunali: è una gravissima lacuna nello stato di diritto, e questa è una delle principali cause di sofferenza e di persecuzione dei cristiani in Pakistan". E' la denuncia, consegnata in un colloquio con Fides, di un suora che vive in Punjab. La religiosa, che chiede l'anonimato per motivi di sicurezza, si occupa di accogliere, nascondere, recuperare le ragazze cristiane maltrattate, rapite, stuprate o costrette a matrimoni islamici. E' dunque la persona che meglio conosce il fenomeno, in quanto ascolta quotidianamente le storie delle giovani. Sul caso di Farah Hatim, dice a Fides: "Quella di Farah è una storia molto triste. E purtroppo non è unica né rara. Ne registriamo almeno 700 ogni anno e riusciamo a salvare solo poche decine di ragazze".
"Quando una famiglia cristiana viene a piangere da noi, segnalandoci un caso - racconta a Fides la suora - andiamo dai capi del villaggio per avere il loro appoggio, fondamentale per la cosiddetta 'legge della jirga' (assemblea), consuetudinaria nei villaggi. A volte ci ascoltano e ci aiutano. Ma quando sono in gioco potenti clan musulmani, dicono di non poter far nulla. Allora si dovrebbe applicare il diritto penale nazionale, ma il punto è che i tribunali di primo grado sono corrotti e del tutto manovrati da uomini politici, da leader islamici fondamentalisti o da grandi feudatari. E' un circolo vizioso, per cui alle minoranze cristiane non viene garantita la giustizia: è una grave lacuna nello stato di diritto e una delle principali cause di sofferenza e di persecuzione dei cristiani in Pakistan".
La sofferenza delle cristiane, spiega la suora, si inserisce nel quadro generale della condizione della donna in Pakistan: "Le donne non valgono nulla. Solo l'8% delle donne riceve un'istruzione in Pakistan. Le bambine vengono spesso abortite. C'è un problema di fondo di cultura e di mentalità tribale".
Inoltre "le donne cristiane portano in più lo stigma di appartenere a una minoranza religiosa: sono le più deboli e vulnerabili, non hanno voce. I potenti musulmani ne approfittano. Le ragazze subisco abusi, maltrattamenti, stupri e debbono restare in silenzio, pena altre violenze contro la loro famiglia. C'è una discriminazione di fatto: i cristiani non sono veri cittadini, in quanto non possono avere giustizia rispetto a tali patenti violazioni dei loro diritti individuali e di comunità", conclude la suora. (PA) (Agenzia Fides 7/7/2011)

ASIA/PAKISTAN - Fallisce la mediazione dell'APMA nel caso di Farah, la cattolica islamizzata con la forza

Lahore (Agenzia Fides) - E' fallito, per ora, il primo tentativo di mediazione della "All Pakistan Minorities Alliance" (APMA) nel caso di Farah Hatima, la ragazza cattolica rapita, sposata e convertita all'islam dal musulmano Zeehan Iliyas nella città di Rahim Yar Khan, nel sud della provincia del Punjab (vedi Fides 25/6/2011 e giorni precedenti). L'APMA, fondata da Shabhaz Bhatti, è l'organizzazione della società civile in difesa delle minoranze religiose più diffusa e meglio organizzata nel paese. Il caso di Farah, spiegano fonti di Fides, è emblematico dei circa 700 casi che ogni anno si registrano in Pakistan di ragazze cristiane rapite e convertite all'islam. Per questo sul caso di Farah si è impegnato Paul Bhatti, leader dell'APMA e Consigliere Speciale del Primo Ministro per le minoranze religiose.
Un team di avvocati e di responsabili dell'APMA in Punjab si è interessato del caso nei giorni scorsi, cercando di organizzare un incontro fra la ragazza e la sua famiglia di origine, per accertare le condizioni di salute, fisiche e psicologiche di Farah e, soprattutto, per ottenere la certezza assoluta - ribadita senza condizionamenti, minacce o costrizioni di sorta - della sua volontà di tornare a casa e di abbandonare la famiglia musulmana dove si trova. Un membro dell'equipe dell'APMA spiega a Fides: "Abbiamo chiesto, tramite le autorità locali, un incontro privato con Farah. La famiglia del musulmano che l'ha fatta sua sposa sostiene che la ragazza è consenziente. Se ne sono certi, e se questo è vero, perché impedire ai familiari di vederla e agli avvocati di ascoltare direttamente la sua versione? Questo impedimento per noi è davvero sospetto",
Viste le resistenze incontrate, gli avvocati dell'APMA si sono rivolti nuovamente al tribunale di primo grado a Rahim Yar Khan, chiedendo al giudice di presiedere un'udienza in cui ascoltare Farah, la sua famiglia di origine e la famiglia musulmana coinvolta. L'incontro fissato dal giudice avrebbe dovuto tenersi il 4 luglio, ma la controparte non si è presentata, tantomeno c'era Farah. I familiari della ragazza, delusi e in pena, dicono a Fides di temere che Farah sia stata portata via dalla città e nascosta in un luogo segreto o addirittura venduta all'estero. Inoltre il giudice - raccontano a Fides - li ha nuovamente invitati a "ritirare la denuncia e considerare chiuso il caso", segno dei pesanti condizionamenti che il sistema giudiziario subisce in casi che oppongono le famiglie cristiane a potenti clan musulmani.
L'APMA comunica a Fides che intende percorrere tutte le strade legali possibili per incontrare Farah: l'incontro è propedeutico a un possibile ricorso all'Alta Corte per poterla liberare e salvare. Una autorevole fonte di Fides nella Chiesa pakistana afferma: "Il caso è molto delicato, per tutte le implicazioni che porta con sé. Bisogna continuare ad agire con prudenza ma con perseveranza, chiedendo giustizia, come la vedova importuna del Vangelo". (PA) (Agenzia Fides 7/7/2011)

ASIA/AFGHANISTAN - Solo il 48% della popolazione ha accesso all'acqua potabile

Kabul (Agenzia Fides) - Solo il 48% della popolazione afghana ha accesso all'acqua potabile e solo il 37% usa servizi sanitari bonificati. Questa situazione di emergenza si riflette con gravi implicazioni sulla salute, in particolare dei bambini. Mentre alcune zone del paese sono materiamente sprovviste di acqua, la maggior parte delle persone non ha accesso all'acqua potabile a causa delle infrastrutture inadeguate e della loro scorretta gestione, si legge in un rapporto del Centre for Policy and Human Development dell'Università di Kabul, pervenuto all'Agenzia Fides. "Nei tre decenni di sommosse che hanno sconvolto il paese, le infrastrutture per l'approvvigionamento dell'acqua sono state abbandonate o distrutte, mentre le istituzioni responsabili della distribuzione e gestione del servizio sono crollate" si legge nel rapporto dal titolo 'Afghanistan Human Development Report 2011'. "Circa il 73% della popolazione fa affidamento su strutture improvvisate e inadeguate per l'approvvigionamento dell'acqua, mentre le fonti d'acqua stanno diventando sempre più inquinate e sfruttate in luoghi come Kabul". Circa il 70% della popolazione urbana vive in aree non pianificate o insediamenti illegali, mentre il 95% non ha accesso a servizi igienici bonificati. A Kabul l'80% della popolazione vive in insediamenti non pianificati dove sono comuni la scarsa igiene e la mancanza di accesso all'acqua potabile. (AP) (7/7/2011 Agenzia Fides)

Domenica 10 LUglio 2011

    XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

PRIMA LETTURA (Is 55,10-11)
La pioggia fa germogliare la terra.
Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 64)
Rit: Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.
Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
Il fiume di Dio è gonfio di acque;
tu prepari il frumento per gli uomini. Rit.

Così prepari la terra:
ne irrìghi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli. Rit.

Coroni l’anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza. Rit.

I prati si coprono di greggi,
le valli si ammantano di messi:
gridano e cantano di gioia! Rit.
SECONDA LETTURA (Rm 8,18-23)
L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.
La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Mt 13,19.23)
Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio,
il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.
Alleluia.
VANGELO (Mt 13,1-23 (forma breve Mt 13,1-9))
Il seminatore uscì a seminare.
+ Dal Vangelo secondo Matteo

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».
Parola del Signore.




Preghiera dei fedeli



Dio Padre ci ha inviato il suo Figlio, il buon seminatore, che diffonde anche oggi la sua Parola. Chiediamogli che ci renda capaci di accoglierla con animo lieto e di viverla ogni giorno.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Per la Chiesa, perché non si stanchi di annunciare al mondo la Parola del Signore, nella convinzione che essa farà germogliare nei cuori il desiderio della salvezza. Preghiamo.
2. Perché i cristiani non si lascino catturare dalla logica del mondo, ma promuovano la pace e la concordia tra le nazioni, favorendo la comunione fraterna. Preghiamo.
3. Per i missionari, perché l’annuncio del Vangelo sia testimoniato da una vita coerente con gli ideali del Vangelo e dall’amore sincero a Cristo. Preghiamo.
4. Perché i giovani sappiano trovare momenti di silenzio e di ascolto della Parola, purificando il cuore e ispirando al Vangelo le loro scelte di vita. Preghiamo

5. Per i bambini, i ragazzi i giovani dell’oratorio perché possano passare questo periodo in serenità nei momenti di preghiera, laboratorio e gioco. Preghiamo.

6. Per la nostra comunità, perché la pratica religiosa non si riduca a stanca abitudine, ma sia occasione per l’accoglienza della Parola che si traduce nella comunione fraterna. Preghiamo.

Fa’, o Padre, che i semi del Vangelo ricevuti in questa liturgia mettano radici profonde nei nostri cuori, perché solo così possiamo essere testimoni della verità che ora accogliamo nella fede. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.


UNA DONNA… MARSHA…COMANDANTE DI UNA NAVE..

fonte:http://www.collegionazionalecapitani.it/view_news.php?id_news=302 


IN ITALIA NON SI TROVANO COMANDANTI E UFFICIALI UOMINI PER LA MARINA MERCANTILE ……….UNA DONNA… MARSHA…COMANDANTE DI UNA NAVE..

Marsha ha una passione per le piante grasse e per i peluche : ce ne sono davvero tanti da adornare il suo ufficio e la messroom,la sala da pranzo.Marsha fa parte di quel 2% circa di donne marittime su un totale di oltre 1 milione e duecentomila lavoratori. Ma l’aspetto forse più inconsueto è il ruolo di Marsha a bordo della nave general cargo Ivan Sergiyenko: altre volte era capitato infatti, di incontrare donne, radiotelegrafiste ,cuoche a bordo delle navi con equipaggi ucraini o russi, ma mai mi ero imbattuto in una donna….comandante!.
Marsha è ucraina , ma – oltre all’inglese e polacco – parla anche un po’ d’italiano, dice di averlo imparato nel corso delle numerose volte in cui la sua nave è approdata in porti italiani; durante l’incontro a bordo mi mostra alcune foto che ha appeso in una bacheca: il lungomare di Odessa e le vedute di kherson si mescolano a scorci di La Spezia.
Mi racconta di essere venuta per la prima volta a Porto Nogaro nella seconda metà degli anni ’80, quando ancora non rivestiva il ruolo di Comandante,
Marsha ha l’aria di chi è abituata allo stupore delle persone che ha di fronte, e con pazienza racconta di sé, di suo figlio a cui trasmesso l’amore per il mare e la navigazione, che ha voluto seguire le orme della madre ed è attualmente secondo ufficiale, della durezza della vita che ha scelto, ma anche delle soddisfazioni ottenute in tanti anni sulle navi.
Mi chiede se vogliamo fare un giro a bordo della sua nave: mi conduce alla plancia di comando, mi mostra le carte, sulle quali le sue dita scorrono sicure, mentre illustra le rotte che la nave deve seguire per risalire l’Aussa-Corno; passiamo nella messroom, e qui Marsha racconta un episodio accaduto diversi anni fa, di cui conserva ancora in una cornice un articolo di giornale, ormai quasi ingiallito.
La nave stava navigando da Istanbul verso Odessa, quando venne sorpresa da una forte tempesta.
Marsha si appella a Dio, e giura che – se tutti arriveranno sani e salvi – farà subito celebrare a bordo una Santa Messa. La foto sul giornale del Pope insieme all’equipaggio testimonia che la celebrazione ha rappresentato il momento di ringraziamento a Dio per il dono ricevuto.
Questo modo mi fa pensare a quei Comandanti che a bordo si adegiano a Dio e non capiscono che sono grandi uomini di mare che devono dare conto a un loro Supremo che non à di questa terra e/o mare.
Marsha mi saluta chiedendo di fare una foto insieme : si scioglie i capelli, li sistema e sorride. Mi manderà la foto via mail..

Arrivederci Marsha, pakà.

Storaci Cap.Angelo

martedì 5 luglio 2011

ilfriuli.it ci informa su Palma

Rievocazione a Palmanova


Sabato 9 e domenica 10 luglio appuntamento nella città stellata per ricordare 22 luglio 1602, quando l’allora Provveditore Generale Gerolamo Cappello fece innalzare per la prima volta al centro della piazzaforte, il vessillo della Serenissima Repubblica di Venezia

ASIA/IRAQ - Per i bambini il paese è uno dei più insicuri al mondo

Baghdad (Agenzia Fides) - Decenni di guerra e sanzioni internazionali hanno trasformato l'Iraq in uno dei luoghi più insicuri per i bambini nel Medio Oriente e nel nord Africa. Nel paese, infatti, ci sono circa 3 milioni e mezzo di bambini poveri, 1 milione e mezzo con meno di 5 anni sono denutriti, ogni giorno ne muoiono 100. Secondo le stime dell'UNICEF, il governo dovrebbe fare di più per i minori. Per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del millennio (MDGs) indicati dall'Onu, oltre 400 mila bambini iracheni denutriti dovrebbero ricevere un'alimentazione adeguata, e circa 700 mila dovrebbero essere iscritti a scuola. Il tasso di mortalità infantile dovrebbe essere ridotto di 100 mila unità, e circa 3 milioni di bambini necessiterebbero di una adeguata assistenza sanitaria.
Inoltre questi piccoli sono spesso sfruttati come bambini soldato e kamikaze, perchè suscitano meno sospetto e si possono muovere più facilmente ai posti di blocco, vengono anche utilizzati per attirare le forze di sicurezza in imboscate. La (Shia) Mahdi Army avrebbe reclutato e usato i bambini soldato sin dall'inizio dei conflitti. Nel 2008 ne sono stati uccisi circa 376 e feriti 1.594, nel 2009 ne sono stati uccisi 362 e feriti 1.044. Nel 2010 le vittime sono state almeno 194 e i feriti 232, principalmente a Baghdad e nei governatorati di Diyala e Ninewa. Un'altra minaccia per i bambini è costituita dai residui bellici inesplosi, che mietono vittime e causano danni a lungo termine. Sul territorio iracheno ci sono circa 2,66 milioni di bombe a grappolo e 20 milioni di mine, distribuite su un territorio di oltre 1.700 km quadrati. (AP) (5/7/2011 Agenzia Fides)

lunedì 4 luglio 2011

EMG: Anche San Giorgio

Master Games made in Fvg


La presidente del Comitato esecutivo, l’assessore Seganti, conferma il grande fermento per dare vita a un’edizione memorabile dell’Olimpiade degli Over 35, in programma a Lignano dal 10 al 20 settembre

Unesco e campane a Cividale(Messaggero veneto 28 Giugno)

Unesco, per Cividale
un ruolo guida in Friuli


L'ex sindaco Vuga: la decisione a tempo di record. Balloch: gli occhi del mondo su di noi. E un suono di campane a distesa saluta l’ingresso nella World Heritage List.

Il Piccolo del 21 Giugno

Rubato il Cristo dalla cappelletta


Foglio Parrocchiale domenica 3 Luglio 2011


venerdì 1 luglio 2011

    XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)







PRIMA LETTURA (Zc 9,9-10)
Ecco, a te viene il tuo re umile.

Dal libro del profeta Zaccarìa

Così dice il Signore:
«Esulta grandemente, figlia di Sion,
giubila, figlia di Gerusalemme!
Ecco, a te viene il tuo re.
Egli è giusto e vittorioso,
umile, cavalca un asino,
un puledro figlio d’asina.
Farà sparire il carro da guerra da Èfraim
e il cavallo da Gerusalemme,
l’arco di guerra sarà spezzato,
annuncerà la pace alle nazioni,
il suo dominio sarà da mare a mare
e dal Fiume fino ai confini della terra».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 144)
Rit: Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre. Rit.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. Rit.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. Rit.

Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto. Rit.

SECONDA LETTURA (Rm 8,9.11-13)
Se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Cf Mt 11, 25)
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
Alleluia.

VANGELO (Mt 11,25-30)
Io sono mite e umile di cuore.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli

C – Fratelli e sorelle, benediciamo Dio, Signore del cielo e della terra, per tutti i suoi benefici e invochiamo dalla sua tenerezza di Padre sostegno e coraggio per la nostra vita.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Guida e sostieni il tuo popolo, Signore.

1.      Per la Chiesa, perché sia sempre animata da umiltà e  coraggio nell’annunciare il Vangelo di Gesù a tutti gli uomini, preghiamo.

2.      Per coloro che sono stanchi e oppressi, per tutti coloro che sono sfiduciati e soffrono, perché anche attraverso la preghiera e la testimonianza dei credenti scoprano come Dio è sempre fedele alle sue promesse, preghiamo.

3.      Per tutti gli uomini e le donne del nostro tempo, perché, accogliendo il messaggio del Vangelo e la testimonianza di molti cristiani, si allontanino dalle strade di iniquità percorrendo le vie della pace e della riconciliazione, preghiamo.

4.      Per la nostra Comunità parrocchiale, perché sappia rinnovare ogni giorno il suo impegno nel segno della carità, riconoscendo in ogni uomo il Cristo che chiede di essere accolto e servito, preghiamo.

5.      Per ciascuno di noi, perché dalla partecipazione all’Eucaristia riceva la forza per vivere nella speranza e nell’amore, offrendo le gioie e le fatiche di ogni giorno come canto di benedizione e sacrificio spirituale gradito a Dio, preghiamo.

C – O Dio, che ti riveli ai piccoli e doni ai miti l’eredità del tuo regno, rendici poveri, liberi ed esultanti, a imitazione del Cristo tuo Figlio, per portare con lui il giogo soave della croce e annunziare agli uomini la gioia che viene da te. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.







mercoledì 29 giugno 2011

Si è spento mons. Domenico Pecile

versione testuale
Già vescovo di Latina, da tre anni risiedeva alla Fraternità sacerdotale

UDINE (29 giugno, ore 18.20) - Lutto nella Chiesa friulana per la morte di mons. Domenico Pecile, già vescovo di Terracina – Latina Priverno e Sezze.
 
Nato a San Vito di Fagagna, il 9 ottobre 1922; fu ordinato presbitero nel 1948. Segretario di un altro vescovo friulano a Latina, mons. Emilio Pizzoni, fu poi cancelliere della curia e arciprete della Cattedrale di Udine. Fu vescovo a Latina del 1984 al 1998, poi vicario capitolare di San Giovanni in Laterano.
Da tre anni per il peggiorare delle sue condizioni di salute era ospitato alla fraternità sacerdotale.
I funerali di mons. Domenico Pecile si svolgeranno probabilmente sabato prossimo in cattedrale a Udine e saranno presieduti dall’Arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato.

martedì 28 giugno 2011

Il Patriarca di Venezia successore del card. Tettamanzi

Scola Arcivescovo a Milano: «Vengo con animo aperto»   versione testuale
 

VENEZIA (28 giugno, ore 18.30) - Oggi Benedetto XVI ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi di Milano presentata dal card. Dionigi Tettamanzi, in conformità al can. 401 § 1 del codice di Diritto canonico, e ha nominato arcivescovo metropolita di Milano il card. Angelo Scola, finora patriarca di Venezia. "Nel solco ideale del magistero dei suoi predecessori, e in particolare della straordinaria figura di sant'Ambrogio, sono certo che l'operato di Sua Eminenza sarà fonte d’ispirazione per la ricerca del bene comune, in spirito di concordia e di solidarietà, da parte di tutte le forze civili e sociali", ha scritto nel suo messaggio augurale al neoarcivescovo di Milano il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, auspicando il proseguimento, “anche a Milano”, del “proficuo lavoro avviato a Venezia in favore della reciproca comprensione tra le religioni, basata sui valori dell'accoglienza e del mutuo rispetto".
 
La “Chiesa madre”. “Lasciare Venezia dopo quasi dieci anni domanda sacrificio. D’altro canto la Chiesa di Milano è la mia Chiesa madre. In essa sono nato e sono stato simultaneamente svezzato alla vita e alla fede”. È quanto scrive il neoeletto arcivescovo di Milano, card. Angelo Scola, nel suo primo messaggio di saluto alla diocesi ambrosiana chiedendo a tutti, vescovi, presbiteri e laici, “l’accoglienza della fede e la carità della preghiera. Lo chiedo in particolare alle famiglie, anche in vista del VII Incontro mondiale”. “Vi assicuro che il mio cuore ha già fatto spazio a tutti e a ciascuno – prosegue l’arcivescovo eletto –. Sono preso a servizio di una Chiesa che lo Spirito ha arricchito di preziosi e variegati tesori di vita cristiana dall’origine fino ai nostri giorni. Lo abbiamo visto, pieni di gratitudine, anche nelle beatificazioni di domenica scorsa. Mi impegno a svolgere questo servizio favorendo la pluriformità nell’unità. Sono consapevole dell’importanza della Chiesa ambrosiana per gli sviluppi dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso”.
 
Con umile e realistica fiducia. Rivolgendosi alle autorità civili, il card. Scola dichiara: “Vengo a voi con animo aperto e sentimenti di simpatia e oso sperare da parte vostra atteggiamenti analoghi verso di me. Chiedo al Signore di potermi inserire, con umile e realistica fiducia, nella lunga catena degli arcivescovi che si sono spesi per la nostra Chiesa”. “Ho bisogno di voi, di tutti voi, del vostro aiuto, ma soprattutto, in questo momento, del vostro affetto”, prosegue il porporato chiedendo in particolare la preghiera dei bambini, degli anziani, degli ammalati, dei più poveri ed emarginati. “Lo scambio d’amore con loro, ne sono certo, è ancor oggi prezioso alimento per l’operosità dei mondi che hanno fatto e fanno grande Milano: dalla scuola all’università, dal lavoro all’economia, alla politica, al mondo della comunicazione e dell’editoria, alla cultura, all’arte, alla magnanima condivisione sociale...”. Un augurio “particolare” alle migliaia di persone impegnate negli oratori, nei campi scuola, nelle vacanze guidate e “in special modo ai giovani” che si preparano alla Gmg di Madrid. Infine la manifestazione dell’“intenso affetto collegiale” ai cardinali Carlo Maria Martini e Dionigi Tettamanzi.
 
Uno scambio d’amore. Alla comunità veneziana convocata alle 12 di oggi nel Palazzo patriarcale il card. Scola ha dichiarato: “Potete ben capire come non sia facile per me darvi questa notizia... Vi dico semplicemente che ho accolto in obbedienza la decisione del Papa perché è il Papa”. “Debbo riconoscere – ha proseguito – che in questo momento il mio cuore è un po’ travagliato”; tuttavia molto più che gli “argomenti di carattere personale, conta la disposizione ad accogliere il disegno di Dio nella mia vita” che “passa dall’azione dello Spirito Santo nella Chiesa e in essa, in modo speciale, dal ministero del Santo Padre”. “Dio è sempre più grande e il Suo disegno su di noi, quando è accolto con animo aperto, è sempre il più conveniente, non solo per la propria persona ma anche per quanti ci sono stati affidati”. Di qui l’esortazione: “Siamo chiamati a guardare il disegno del Padre, voi e io insieme, con gli occhi e il cuore di chi ama la Chiesa nella sua splendente universalità che poggia su un’incessante comunione tra le Chiese particolari”. “Voglio vivere questa nomina come uno scambio di amore”, ha assicurato il card. Scola. “Con questo spirito accolgo la decisione del Santo Padre e chiedo a voi di fare parimenti”.

Scola a Milano Totoprevisioni in moto!

Venezia, 28 giu. (TMNews) - Il patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola, sempre più vicino all'Arcidiocesi di Milano. Il Cardinale ha convocato un incontro straordinario alle 12 con stampa e vertici della Chiesa veneziana per il probabile annuncio delle sue dimissioni a causa del trasferimento alla guida della curia milanese. Nella giornata di oggi, infatti, è atteso l'annuncio ufficiale del Vaticano sulle scelte di Papa Benedetto XVI per la successione di Dionigi Tettamamnzi a Milano e, di conseguenza, di Scola a Venezia. In pole position per la successione di Scola a Patriarca di Venezia viene dato monsignor Pietro Parolin, della Diocesi di Vicenza, ma sono in salita le quotazioni anche di Giampaolo Crepaldi, vescovo di Trieste e dell' Arcivescovo di Udine Andrea Bruno Mazzocato, trevigiano

Da Sete Di Parola: i Santi del 29 giugno

Mercoledì 29 giugno 2011

pubblicata da Sete di Parola il giorno martedì 28 giugno 2011 alle ore 19.39
 Dal Vangelo secondo Matteo           16,13-19
Tu sei Pietro, a te darò le chiavi del regno dei cieli.

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

SPUNTI DI RIFLESSIONE                                    (mons. Roberto Brunelli)

E' tale l'importanza dei santi Pietro e Paolo che quando, come quest'anno, la loro festa cade in domenica la liturgia sospende il normale corso delle celebrazioni. I due santi, in quanto apostoli, sono importanti per tutta la Chiesa, la quale proclama sé stessa "una, santa, cattolica e apostolica"; lo sono poi a maggior ragione per quei cristiani che, come i mantovani, seguono il rito romano, vale a dire quello adottato a Roma, la città dove i due apostoli hanno coronato col martirio la loro vita terrena e hanno tuttora, entro splendide basiliche, il loro venerato sepolcro, da sempre frequentatissima meta di pellegrinaggi. Quest'anno l'attenzione si appunta in particolare su Paolo. Di lui si sa molto, ma non la data di nascita; poiché si ritiene sia avvenuta tra l'anno 5 e il 10 dopo Cristo, per non lasciar cadere il bimillenario, il papa ha deciso di celebrarlo a cominciare da oggi con un "Anno Paolino", denso di iniziative volte a cogliere meglio i doni che tramite lui il Signore ha fatto alla Chiesa e al mondo intero. Tramite lui: la sua vita, quale è narrata negli Atti degli apostoli , e il suo insegnamento, quale emerge in particolare dalle sue tredici intense Lettere, di cui ogni domenica si legge un brano. Per verità, in Paolo vita e dottrina non si possono scindere; egli ha insegnato, instancabile pur tra mille pericoli e ostilità, quello che ha compreso a partire dalla sua stessa esperienza. Cinque o sei anni dopo la conclusione della vita terrena di Gesù, il giovane Saulo, come allora si chiamava, pieno di zelo per il Dio dei suoi padri, riteneva suo dovere combattere i traditori, divenuti seguaci di quel rabbi di Nazaret che si ostinavano a dichiarare risorto dai morti. Allo scopo aveva partecipato alla lapidazione del primo martire, Stefano, e riuscì a ottenere dai capi del popolo ebraico l'autorizzazione di andare ad arrestare gli ebrei cristiani dimoranti a Damasco. Alla testa di un drappello di soldati era ormai prossimo alla città, quando una luce accecante lo gettò a terra, e una voce gli chiese: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?" La risposta fu un'altra domanda: "Chi sei, tu?" E la voce: "Io sono quel Gesù che tu perseguiti". Sconvolgente. Egli non aveva conosciuto Gesù, non l'aveva ascoltato parlare né visto guarire; avrà saputo che era morto in croce, e con ciò riteneva conclusa la vicenda. Ecco ora che il Crocifisso si manifestava vivo, e dunque risorto come sostenevano i suoi seguaci; non solo, egli riteneva fatto a sé quello che facevano ai suoi amici: "perché mi perseguiti?" A partire da questi elementi, egli si mise a riflettere, si informò adeguatamente su Gesù e giunse alla conversione, di cui in certo modo è segno il cambio del nome: dall'ebraico Saulo al romano Paolo. Alla conversione seguì dapprima un silenzioso ritiro nella sua città natale, Tarso; poi però, sollecitato dai compagni di fede, egli cominciò un'intensa attività apostolica, rivolta ai componenti del suo stesso popolo, ma anche e soprattutto ai pagani. Senza
nascondere di essere stato un persecutore di quella fede che ora poteva annunciare, per averne sperimentato di persona i fondamenti; una fede basata sull'amore di Gesù per gli uomini, da ricambiare amando coloro in cui Gesù si identifica. 

 PER LA PREGHIERA              (Cardinal Carlo Maria Martini) 



Padre dell'umanità, Signore della storia,
guarda questo continente europeo
al quale tu hai inviato tanti filosofi, legislatori e saggi,
precursori della fede nel tuo Figlio morto e risorto.

Guarda questi popoli evangelizzati da Pietro e Paolo,
dai profeti, dai monaci, dai santi;
guarda queste regioni bagnate dal sangue dei martiri
e toccate dalla voce dei Riformatori.

Guarda i popoli uniti da tanti legami
ma anche divisi, nel tempo, dall'odio e dalla guerra.
Donaci di lavorare per una Europa dello Spirito
fondata non soltanto sugli accordi economici,
ma anche sui valori umani ed eterni.

Una Europa capace di riconciliazioni etniche ed ecumeniche,
pronta ad accogliere lo straniero, rispettosa di ogni dignità.
Donaci di assumere con fiducia il nostro dovere
di suscitare e promuovere un' intesa tra i popoli
che assicuri per tutti i continenti,
la giustizia e il pane, la libertà e la pace.


INTENZIONE MISSIONARIA MESE DI LUGLIO

"Per le religiose che operano nei territori di missione, affinché siano testimoni della gioia del Vangelo e segno vivente dell'amore di Cristo" - Commento all'Intenzione Missionaria di luglio 2011

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Il beato Papa Giovanni Paolo II affermava che le parole di S. Paolo, "l'amore del Cristo ci possiede" (2 Cor 5, 14), dovrebbero essere uno stimolo per i religiosi ad evangelizzare in terra di missione, dal momento che è compito delle persone consacrate lavorare in tutto il mondo per consolidare ed espandere il Regno di Cristo, portando l'annuncio del Vangelo ovunque, anche nelle regioni più lontane (cfr. VC 78).
Non bisogna dimenticare che la vita consacrata è parte essenziale della Chiesa, appartiene indiscutibilmente al mistero della sua vita e della sua santità (cfr. LG 44). Nelle Chiese di nuova fondazione la presenza della vita consacrata è necessaria, in quanto rivela la realtà di tutta la Chiesa, mostrandone così l'intera sua ricchezza.
I religiosi e le religiose hanno lasciato tutto per seguire Cristo, facendone la loro unica ricchezza e il loro unico tesoro. Per amore di Lui, per imitarlo più da vicino e seguendo il suo invito, hanno abbracciato il suo stile di vita in povertà, castità e obbedienza al Padre, dimostrando così che Dio merita di essere amato sopra ogni cosa. Coloro che amano Dio in questo modo, devono necessariamente amare i loro fratelli, e non possono restare indifferenti di fronte al fatto che molti di loro non conoscono ancora la piena manifestazione dell'amore di Dio in Cristo.
Certamente di fronte alla scarsità di vocazioni di cui soffrono alcuni istituti, si può essere tentati di pensare che non è possibile destinare alcuni membri al servizio delle missioni. Invece è solo donandola che la fede si rafforza, e Dio continua a benedire la generosità di chi, come la vedova del Vangelo, offre tutto quello che ha.
Dalla generosità scaturisce la gioia. Il cristianesimo è caratterizzato dalla gioia, come ha promesso il Signore: "nessuno potrà togliervi la vostra gioia" (Gv 16, 22). E' questa gioia della vittoria di Cristo che i missionari annunciano con la propria vita, sapendo che il Signore ci ha guadagnato la gioia con il dono totale di sé stesso, e quelli che vogliono essere messaggeri di gioia devono anche vivere così. Persone vicine alla beata Teresa di Calcutta hanno affermato, parlando della sua gioia, che questa era il frutto della beatitudine della sottomissione. Cercò di non rifiutare nulla a Dio nella sua vita, e dalla consegna alla sua volontà, scaturì una gioia incrollabile che la missionaria portò dappertutto.
Gesù Cristo è l'amore di Dio fatto carne per noi. Annunciarlo significa essere testimoni del suo amore per ogni uomo, attraverso un amore che si manifesta in azioni concrete. Ma il missionario deve sapere andare sempre alla fonte dell'amore. "È pertanto Dio, che è Amore, a condurre la Chiesa verso le frontiere dell'umanità e a chiamare gli evangelizzatori ad abbeverarsi 'a quella prima originaria sorgente che è Gesù Cristo, dal cui cuore trafitto scaturisce l'amore di Dio'. Solo da questa fonte si possono attingere l'attenzione, la tenerezza, la compassione, l'accoglienza, la disponibilità, l'interessamento ai problemi della gente, e quelle altre virtù necessarie ai messaggeri del Vangelo per lasciare tutto e dedicarsi completamente e incondizionatamente a spargere nel mondo il profumo della carità di Cristo". (Benedetto XVI, Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2008, n.2).
La Vergine Maria, che si fece missionaria portando ad Elisabetta la gioia della salvezza che si era fatta carne nel suo grembo, sostenga e rafforzi tutti i religiosi e le religiose che operano nelle missioni per far conoscere agli uomini l'amore di Dio. (Agenzia Fides 28/06/2011)

lunedì 27 giugno 2011

Natura e spiritualità

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ASIA/CINA - Mandato missionario a 305 laici della parrocchia di Fu Shun, un segno della vitalità della diocesi di Liao Ning

Fu Shun (Agenzia Fides) - Ben 305 missionari laici, divisi in 11 gruppi, della parrocchia di Fu Shun della diocesi di Liao Ning, hanno ricevuto il mandato missionario dal parroco nella solennità di Pentecoste, confermando così la loro disponibilità ad essere fedeli al servizio della pastorale e dell'evangelizzazione per i prossimi due anni. Secondo le informazioni raccolte dall'Agenzia Fides, il parroco ha consegnato l'attestato del mandato e la croce a tutti i 305 laici, perché svolgano la loro missione nelle comunità ecclesiali di base. È un segno della vitalità della diocesi di Liao Ning, guidata dal giovane Vescovo Paolo Pei Jun Min, 43 anni, approvato dalla Santa Sede e consacrato nel 2006. L'evangelizzazione, la pastorale e la formazione sono le priorità assolute della diocesi. Dal 5 al 6 luglio la diocesi ha organizzato un seminario di studio sul tema "Attualità e sviluppo nel futuro della Chiesa in Cina secondo l'ecclesiologia del Concilio Vaticano II" per aiutare i sacerdoti a conoscere la realtà della Chiesa ed il magistero conciliare.
La parrocchia di Fu Shun, che oggi appartiene alla diocesi di Shen Yang ma in origine era parte della diocesi di Fu Shen, affidata ai missionari di Maryknoll, conta attualmente più di 7.000 fedeli. E'una comunità molto attiva, e tutti i suoi parroci hanno sempre dato la massima importanza alla formazione ed all'evangelizzazione. Secondo le informazioni fornite dalla diocesi di Laio Ning, l'attuale diocesi è stata formata nel 1983 raggruppando le 4 diocesi di Shen Yang, Ying Kou. Fu Shun e Re He. Oggi la diocesi si divide in 5 decanati, conta più di centomila fedeli, un Vescovo, una novantina di sacerdoti, due congregazioni religiose diocesane (le suore del Sacro Cuore di Maria, con più di cento religiose, e le suore del Sacro Cuore di Gesù, con una settantine di suore), il seminario maggiore di Shen Yang, 5 case per gli anziani, tre cliniche gestite dalle suore diocesane e tre centri di servizi sociali. (NZ) (Agenzia Fides 27/06/2011)

Tara Gandhi ha anche espresso soddisfazione, sostegno e auspici positivi sulla candidatura dell'Arcivescovo al Nobel per la pace

ASIA/INDIA - Un Arcivescovo e la nipote di Gandhi: insieme per la pace e la riconciliazione

Guwahati (Agenzia Fides) - Un Arcivescovo lavorerà per la pace e la riconciliazione accanto a Tara Gandhi Bhattacharjee, la nipote del Mahatma Gandhi e vicepresidente della "Gandhi Smriti and Darshan Samiti", importante organizzazione istituzionale, impegnata a tutto campo in India per promuovere i valori della non violenza e la difesa dei diritti civili. Sua Ecc. Thomas Menamparampil, Arcivescovo di Guwahati, noto per il suo impegno nel campo della pace, ha ricevuto nei giorni scorsi la visita della Gandhi e la proposta, accolta con favore, di lavorare insieme. Proprio per le sue qualità di abile pacificatore di conflitti e per i risultati ottenuti nel complesso contesto dell'India Nordest - area travagliata da tensioni etniche, tribali, territoriali, religiose, politiche - l'Arcivescovo è stato proposto di recente per una candidatura al Premio Nobel per la Pace (vedi Fides 6/6/2011). L'iniziativa sta trovando sostenitori in Oriente e Occidente, anche al di fuori del mondo cattolico, come Tara Gandhi.
Come ha raccontato all'Agenzia Fides, l'Arcivescovo ha detto a Tara Gandhi: "Ho sempre lavorato sulle piccole cose. Ma so quanto contano le piccole cose. Piccoli gesti fatti nel modo giusto e al momento giusto ci fanno ottenere grandi risultati nel campo della pace. E' importante trovare il modo giusto di trattare con le persone: è in questo che spesso si fallisce".
Tara Gandhi ha compiuto nei giorni scorsi un viaggio in India nordorientale, per promuovere un approccio non violento alla soluzione dei problemi. La leader ha dichiarato: "Viviamo in tempi in cui gli esempi di odio e di violenza crescono: abbiamo maggiore bisogno di pacificatori, rispetto al passato". L'Arcivescovo le ha illustrato il suo approccio ai conflitti, che è sempre dialogico e che cerca di superare pregiudizi e contrasti: "La violenza genera altra violenza; l'aggressività scatena aggressività e non emerge alcuna soluzione. Quando vi sono divergenze di idee e di interessi, occorre usare l'approccio dialogico e la pedagogia della persuasione". Tara Gandhi ha anche espresso soddisfazione, sostegno e auspici positivi sulla candidatura dell'Arcivescovo al Nobel per la pace. (PA) (Agenzia Fides 27/6/2011)

Unesco, per Cividale

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sabato 25 giugno 2011

60 e,,,oltre!

DIOCESI IN PREGHIERA PER IL 60° ANNIVERSARIO DI SACERDOZIO DEL PAPA



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Il prossimo 29 giugno ricorre il 60° anniversario di sacerdozio di Benedetto XVI, avvenuta nella solennità di Santi Pietro e Paolo del 1951. E la nostra diocesi, insieme a quelle di tutto il mondo, è invitata dall’Arcivescovo ad unirsi al Papa nella preghiera. L’occasione, sottolinea mons. Mazzocato, è particolarmente propizia per stringerci intorno al Sommo pontefice per testimoniargli tutta la nostra gratitudine, il nostro affetto, la nostra comunione per il servizio che sta offrendo a Dio e alla sua Chiesa e, soprattutto, per quel “risplendere della Verità sul mondo” a cui il suo alto magistero continuamente richiama. Come abbiamo sperimentato nell’incontro diretto con il Santo Padre il 7 maggio scorso ad Aquileia.

In vista di questo anniversario la Congregazione vaticana per il Clero ha diffuso un appello ai cattolici di tutto il mondo: di omaggiare il Papa di una straordinaria corona di preghiera e di soprannaturale unità, in modo particolare attraverso l’adorazione eucaristica, e invocando in modo speciale la santificazione del clero e il dono di nuove e sante vocazioni al presbiterato. “Possiamo farlo in tanti modi - spiega il Vicario generale, mons. Guido Genero -. Intanto con la preghiera personale stando in adorazione davanti alla Santissima Eucaristia che ci aiuta fra l’altro a comprendere l’interiore legame che c’è fra questo Sacramento e il sacerdozio. Questa stessa preghiera di adorazione eucaristica potrà essere organizzata in forma comunitaria in ogni comunità parrocchiale e religiosa. Inoltre per la Santa Messa del 29 giugno, solennità dei Ss. Pietro e Paolo, si aggiunga per il Papa una apposita intenzione di preghiera che faccia memoria dell’anniversario della sua ordinazione sacerdotale”. Il culmine del percorso di preghiera, indica sempre la Congregazione vaticana per il clero, coinciderà con la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, Giornata di santificazione sacerdotale, il prossimo venerdì 1° luglio.

In tali espressioni di amore al Papa e di fedeltà al sua Magistero, mons Genero, ricorda anche la colletta per la carità del Papa (il cosiddetto ‘Obolo di San Pietro’), stabilita per l’ultima domenica del mese, ossia il 26 giugno, che coincide in questo anno con la solennità del Ss. Corpo e Sangue di Cristo: una forma davvero concreta per sostenere l’attività del Santo Padre e per ringraziarlo ancora una volta del dono che ci ha fatto venendoci ad incontrare ad Aquileia.

Intenzione di preghiera

Per il Santo Padre, il Papa Benedetto XVI di cui ricorre il 60° anniversario di ordinazione sacerdotale, perché, con il sostegno orante di tutta la Chiesa, possa continuare ad offrire il suo servizio a conferma della fede comune, preghiamo.