Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
venerdì 23 agosto 2013
Assaltato un monastero copto
AFRICA/EGITTO - Tensione per le manifestazioni di oggi. Assalito un monastero copto
Il Cairo (Agenzia Fides)- “La situazione è finora calma ma si vive in tensione per le manifestazione di protesta annunciate per oggi dai sostenitori del deposto Presidente Morsi. Spero che non accade nulla di grave” dice all’Agenzia Fides p. . Rafic Greiche, portavoce dei Vescovi cattolici dell’Egitto
“In gran parte dell’Egitto le condizioni di sicurezza stanno migliorando ma non a Giza e Al Minya” precisa il sacerdote.
A questo proposito p. Greiche riporta l’assalto ad un monastero copto ortodosso in un piccolo villaggio nei pressi di Al Minya. “Un gruppo di persone ha assalito il monastero ed ha picchiato i monaci. La polizia è intervenuta ma ormai era troppo tardi per i monaci che sono stati trasportati all’ospedale. Uno è ancora ricoverato, l’altro è stato dimesso”. “C’è da dire che non è sempre facile per le forze dell’ordine muoversi in zone come quella di Minya, dove i cristiani sono sempre sul chi vive per la presenza di diversi gruppi jihadisti” afferma p. Greiche
“Minya è uno dei governatorati dove nel passato (negli anni ’90) sono avvenuti un gran numero di attacchi terroristici. È uno di punti focali della presenza dei gruppi jihadisti” ricorda il sacerdote.
“Questo perché la geografia dell’area favorisce i movimenti di questi gruppi, formati spesso da famiglie beduine che si muovono agevolmente, che possono nascondersi nelle montagne vicine”.
Le autorità del Cairo hanno imposto severe misure di sicurezza in tutto il Paese in previsione delle proteste annunciate dopo la preghiera del venerdì. (L.M.) (Agenzia Fides 23/8/2013)
“In gran parte dell’Egitto le condizioni di sicurezza stanno migliorando ma non a Giza e Al Minya” precisa il sacerdote.
A questo proposito p. Greiche riporta l’assalto ad un monastero copto ortodosso in un piccolo villaggio nei pressi di Al Minya. “Un gruppo di persone ha assalito il monastero ed ha picchiato i monaci. La polizia è intervenuta ma ormai era troppo tardi per i monaci che sono stati trasportati all’ospedale. Uno è ancora ricoverato, l’altro è stato dimesso”. “C’è da dire che non è sempre facile per le forze dell’ordine muoversi in zone come quella di Minya, dove i cristiani sono sempre sul chi vive per la presenza di diversi gruppi jihadisti” afferma p. Greiche
“Minya è uno dei governatorati dove nel passato (negli anni ’90) sono avvenuti un gran numero di attacchi terroristici. È uno di punti focali della presenza dei gruppi jihadisti” ricorda il sacerdote.
“Questo perché la geografia dell’area favorisce i movimenti di questi gruppi, formati spesso da famiglie beduine che si muovono agevolmente, che possono nascondersi nelle montagne vicine”.
Le autorità del Cairo hanno imposto severe misure di sicurezza in tutto il Paese in previsione delle proteste annunciate dopo la preghiera del venerdì. (L.M.) (Agenzia Fides 23/8/2013)
giovedì 22 agosto 2013
Libertà, rapimenti,conversioni forzate, violenze
ASIA/INDIA - Rapimenti, conversioni forzate e violenze sui cristiani
New Delhi (Agenzia Fides) – Diversi episodi di violenza, lesivi della libertà religiosa, hanno turbato le comunità cristiane in India nei ultimi giorni. La polizia di Chennai, nello stato indiano del Tamil Nadu, sta cercando i genitori di una ragazza 23enne, che l'hanno sequestrata perché contrari alla sua conversione al cristianesimo e al suo desiderio di farsi suora. Secondo quanto l’Agenzia Fides ha appreso da fonti nella Chiesa locale, Lakshmi Priya, giovane donna laureata in ingegneria, di famiglia indù che risiede a Hyderabad (nello stato di Andra Pradesh), si era convertita al cristianesimo e si stava preparando a diventare suora, seguendo un cammino di formazione alla vita religiosa a Chennai, anche senza il consenso dei genitori. Questi hanno perciò fatto ricorso all’uso della forza per dissuaderla.
Un altro episodio di violenza si è verificato in Jharkhand, il 19 agosto. Un ragazzo di sette anni, che frequentava una scuola cattolica S. Francesco Saverio, gestita dai Gesuiti e da suore, è morto improvvisamente per arresto cardiaco. Dopo l’evento, una folla ha attaccato preti e suore di una missione gesuita in Jharkhand, chiedendo un risarcimento di un milione di rupie. Le Suore della Congregazione di Maria Immacolata (CIC), che operano nella scuola dal 2005, sono state attaccate da vandali che hanno devastato il loro convento. Uno dei sacerdoti intervenuti, p. Salomon, ha subito un trauma cranico ed è ricoverato in ospedale. Secondo un comunicato inviato a Fides, i Gesuiti sospettano che l’attacco sia stato istigato da gruppi di fanatici indù.
Alcuni giorni prima, nello stato di Rajastan, la madre di un Pastore cristiano è stata duramente picchiata da estremisti indù che avevano minacciato di ucciderla e tagliarla a pezzi se non si fosse convertita all'induismo. L’episodio è avvenuto a Jaipur, in Rajasthan, il 13 agosto. Quattro uomini armati hanno fatto irruzione in casa del Pastore Vishaal Behl e, accertando che non era in casa, hanno iniziato a devastare l’abitazione. Hanno poi minacciato sua madre, nel tentativo di convincerla a rivelare dove fosse suo figlio, malmenandola e causandole gravi lesioni alla testa e alle braccia. (PA) (Agenzia Fides 22/8/2013)
mercoledì 21 agosto 2013
40 milioni? Intervista del Messaggero Veneto: Palini e Bertoli
«Palini e Bertoli
non chiude e resta qui»
16 vittime al giorno
AMERICA/COLOMBIA - Abusi sessuali e maltrattamento minorile: 16 vittime al giorno
Medellin (Agenzia Fides) – Nel corso dei primi 5 mesi del 2013 sono stati registrati 2.456 casi di abusi sessuali su minori, 16 vittime al giorno. E’ quanto si legge in una denuncia dell’Istituto di Medicina Legale dove risulta anche che le aggressioni sono perpetrate dagli stessi genitori dei piccoli. Il 33% avvengono per mano di padre, il 28% dalle madri, e il 9% dai patrigni. Il fenomeno continua ad aumentare e il 70% dei casi rimangono impuniti perché non vengono denunciati. Secondo i responsabili della Fondazione locale a tutela dell’Infanzia Pandi, manca il sostegno da parte del Governo. In Colombia non esistono luoghi di assistenza per le mamme single lavoratrici che non sanno a chi lasciare i propri figli. Tuttavia, gli abusi sessuali non sono le uniche forme di violenza. Cifre allarmanti si registrano anche per casi di maltrattamento di ogni tipo, la ricerca ne ha denunciati 728 su bambini da zero a quattro anni di età. Per quanto riguarda la fascia di età che va dai 5 ai 9 anni sono stati registrati 1.115 casi di maltrattamento. Tra i minori da 10 a 14 anni 6.949, e tra gli adolescenti da 15 a 17 anni 15.523. (AP) (21/08/2013 Agenzia Fides)
Il papa da giovane!
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sabato 17 agosto 2013
Notizie dalla caffaro di torviscosa...a ferragosto
Caffaro, lavoratori disperati:
«Da mesi senza stipendio»
Torviscosa, da più di due mesi senza stipendio, dopo quasi cinque anni di cassa integrazione, i circa 70 lavoratori della Caffaro in cassa integrazione in deroga sono preda dello sconforto per un futuro che vedono molto buio
giovedì 15 agosto 2013
sabato 10 agosto 2013
500 donne
AMERICA/COLOMBIA - Più di 500 donne sono state uccise nel primo semestre 2013
Bogotà (Agenzia Fides) – Più di 500 donne sono state uccise in Colombia nel primo semestre 2013. La regione de Valle del Cauca è al primo posto con un totale di 144 casi di femminicidio , seguita da Antioquia con 68 e al terzo posto è Bogotà con 56 casi.
La nota inviata a Fides da Radio Caracol, cita un rapporto dell'Istituto di Medicina Legale della capitale colombiana, che riporta un totale di 514 donne uccise nel Paese nei primi sei mesi del 2013. I dati, raccolti da esperti dell'Istituto, verificati e analizzati dal Gruppo Centro Nazionale di Riferimento per la violenza, rivelano che la maggior parte delle vittime sono nella fascia di età tra i 30 ai 34 anni.
(CE) (Agenzia Fides, 10/08/2013)
venerdì 9 agosto 2013
Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni. 3 files
AMERICA - Si celebra oggi la Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni
Washington (Agenzia Fides) – Il 9 agosto di ogni anno si celebra la Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni, istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1994, con la risoluzione A/RES/49/214. Il tema della Giornata internazionale dei Popoli Indigeni delle Nazioni Unite di questo anno è "Popoli indigeni nella costruzione di alleanze: In onore dei trattati, accordi ed altre intese costruttive".Secondo dati raccolti da Fides, le Nazioni Unite con questa celebrazione vuole mettere in evidenza l'importanza dei trattati tra gli Stati, i loro cittadini, e le popolazioni indigene, che mirano a riconoscere e difendere i loro diritti e le loro terre, e di istituire un quadro per la coesistenza e le relazioni economiche. Gli accordi definiscono anche un quadro politico per la coabitazione dei diversi popoli sovrani che vivono in uno stesso territorio, secondo i principi di amicizia, di cooperazione e di pace.
(CE) (Agenzia Fides, 09/08/2013)
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AMERICA/ECUADOR - Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni: le rivendicazioni degli indigeni dell’Ecuador
Quito (Agenzia Fides) – In preparazione della Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni (che si celebra oggi, 9 agosto), la Confederazione delle Nazionalità Indigene dell'Ecuador (CONAIE), ha convocato un Consiglio allargato a tutte le autorità dei popoli indigeni e delle nazionalità del paese.Nell'incontro, che ha avuto luogo il 2 agosto, sono stati analizzati i progetti di leggi che incidono sulle nazionalità indigene, tra cui la legge su acqua, terre e territori; la gestione indigena della giustizia, la criminalizzazione delle proteste e le politiche riguardanti l'attività mineraria e il petrolio; le condizioni per un possibile dialogo con il presidente Rafael Correa.
La nota pervenuta a Fides, riferisce che al termine del Consiglio, i leader dell'organizzazione hanno ribadito di continuare la lotta per il possesso delle proprie terre e la conservazione delle proprie tradizioni, ed hanno dettato le condizioni per il dialogo con il governo e stilato il programma per nuove manifestazioni a settembre.
Nel documento finale del Consiglio allargato si afferma infine che verrà avviato un processo di consultazione delle comunità per costruire l'agenda dei principali punti di conflitto tra il governo e le organizzazioni che propongono la formazione di uno Stato Plurinazionale.
(CE) (Agenzia Fides, 09/08/2013)
Links:
Il Documento completo della Conaie (spagnolo):
http://www.conaie.org/
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AMERICA/BRASILE - I diritti dei Guaranì al centro della Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni
Dourados (Agenzia Fides) – Una delegazione di Amnesty International ha visitato il 7 agosto, le comunità indigene Guaranì Kaiowá della regione di Dourados (MS). Durante l'incontro, i leader Guarani Kaiowá hanno incontrato il segretario generale dell'organizzazione, l'indiano Salil Shetty, per denunciare il ritardo nella demarcazione delle terre e la violenze subite dai membri della loro comunità quando si trovano al fuori dei loro territori tradizionali o confinati in piccole riserve.
La nota inviata a Fides dal Consiglio Missionario Indigeno (CIMI), riferisce la visita del segretario generale alle sedici famiglie Kaiowá che vivono da più di dieci anni in baracche lungo la strada nazionale BR-163, dove transitano camion che trasportano soia e canna da zucchero. Proprio in quel luogo cinque indigeni sono stati uccisi investiti dai camion, ed uno è stato avvelenato dai pesticidi utilizzati nelle piantagioni della zona.
"Siamo a metà del 2013 e non si può semplicemente fare quello che si vuole con le terre indigene, come se non ci fossero i diritti che devono essere rispettati", ha detto Salil ai leader indigeni. "Qui, ho incontrato le madri che hanno perso i loro bambini piccoli, gli anziani che hanno perso i loro figli. Queste cose succedono alla luce del giorno, e non vi è nessuna indagine. Le persone che commettono questi crimini semplicemente restano liberi. E' una grande vergogna per il Brasile", ha concluso.
(CE) (Agenzia Fides, 09/08/2013)
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giovedì 8 agosto 2013
Zilda Arns
AMERICA/BRASILE - Missionaria morta in Haiti, esempio da proporre anche per la santificazione
Brasilia (Agenzia Fides) – L'episcopato brasiliano inizierà nel 2015 la pratica per chiedere al Vaticano la beatificazione della missionaria e pediatra Zilda Arns, fondatrice e coordinatrice della Pastorale del Bambino, morta nel terremoto che ha devastato Haiti nel 2010.
La nota inviata a Fides dalla Conferenza episcopale del Brasile ricorda che l'inizio del processo partirà tra due anni, perché la domanda di beatificazione e santificazione può essere presentata solo dopo il quinto anniversario della morte del candidato.
La beatificazione di Zilda Arns è stata proposta dall’Arcivescovo dell’arcidiocesi di Paraíba, Mons. Aldo Di Cillo Pagotto, che presiede il Consiglio della Pastorale per i Bambini, una Commissione della Conferenza Episcopale dedicato alla cura e all’assistenza dei bambini, fondata proprio dalla stessa missionaria medico nel 1983 e che oggi opera in oltre venti Paesi in America Latina, Africa e Asia. La testimonianza di vita della missionaria aveva provocato una catena di solidarietà subito dopo il terremoto di Haiti (vedi Fides "La solidarietà della Chiesa in America per Haiti", 14/01/2010).
La “Pastoral da Criança”, come è chiamata in Brasile, lo scorso 28 luglio ha celebrato il 30.mo Congresso Nazionale, al quale hanno chiesto di partecipare anche rappresentanti provenienti da Filippine, Angola, Guatemala, Panama, Repubblica Dominicana, Perù, Argentina, Colombia e Paraguay.
(CE) (Agenzia Fides, 08/08/2013)
domenica 4 agosto 2013
Morto l’autista mancano pure
i fondi 30 bimbi senza bus
San Giorgio di Nogaro, soppresso il trasporto alle primarie. Avviata una raccolta di firme: servizio utile per le frazioniCosa successe nel 2011
mercoledì 31 luglio 2013
martedì 30 luglio 2013
Una Santa Messa alla Chiesa del Gesù
Papa Francesco e il papa nero dei gesuiti celebrano la festa di sant'Ignazio di Loyola
lunedì 29 luglio 2013
Famiglia Cristiana: la conferenza stampa del Papa dopo Rio
Il Papa: «Vatileaks grosso guaio ma non mi spaventa»
Dallo Ior allo Curia romana fino al rapporto con Benedetto XVI, i sacramenti ai divorziati risposati, le nozze gay e i prossimi viaggi del pontificato, Francesco risponde a tutto campo alle domande dei giornalisti presenti a bordo del volo papale. E rivela: «Vorrei passeggiare per le strade di Roma!»
sabato 27 luglio 2013
GMG: in Cile nel frattempo...
AMERICA/CILE - Irruzione nella cattedrale, intervento del presidente del Cile
Santiago (Agenzia Fides) – Il presidente del Cile, Sebastián Piñera, ha condannato l'attacco alla Cattedrale di Santiago che ha avuto luogo Giovedì sera durante la celebrazione della festa della città, la commemorazione di San Giacomo. "Desidero esprimere la nostra condanna assoluta ed il rifiuto di questi atti, perché significa non rispettare i diritti degli altri", ha detto Piñera.
Giovedì sera, circa 5.000 persone hanno marciato attraverso il centro di Santiago per chiedere "l'aborto libero". Un gruppo di manifestanti è entrato nella Cattedrale Metropolitana, ha interrotto la Messa, provocando il caos, distruggendo una parte della chiesa, imbrattando qualche altare laterale e tentando di incendiare le panche della chiesa.
"Ho parlato con l'arcivescovo di Santiago per esprimere la nostra piena solidarietà e ratificare l'impegno di questo governo a favore della libertà religiosa, della libertà di culto e della tutela della vita del nascituro", ha aggiunto presidente cileno.
Il sindaco di Santiago, Carolina Toha, ha riferito ai giornalisti che lei "non è credente", ma ha ritenuto che "le persone che erano nella cattedrale a quel momento sono state aggredite in forma gratuita e questo non è accettabile". La Toha era tra coloro che partecipavano alla Messa che celebrava l'arcivescovo metropolita di Santiago, Mons. Ricardo Ezzati, in occasione della festa di San Giacomo, patrono della città.
(CE) (Agenzia Fides, 27/07/2013)
venerdì 26 luglio 2013
giovedì 25 luglio 2013
GMG : gadget
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mercoledì 24 luglio 2013
Cimigotto e vengo da Marano
C’è Sanremo nel futuro del pescatore barricadero
Marano, la storia di Alessandro Cimigotto che ora
punta dritto al Festival. Si incatenò in difesa della pesca al rampone:
ora la sua canzone spopola sul web
martedì 23 luglio 2013
“Blasfemia tecnologica”: coppia di cristiani arrestati per insulti a Maometto via SMS
ASIA/PAKISTAN - “Blasfemia tecnologica”: coppia di cristiani arrestati per insulti a Maometto via SMS
Islamabad (Agenzia Fides) – Un nuovo “fronte” della blasfemia sembra aprirsi in Pakistan: dopo la condanna all’ergastolo di un uomo per avere inviato SMS blasfemi (vedi Fides 15/7/2013), aumentano i casi e le denunce di blasfemia via SMS. Come appreso da Fides, un altro caso di blasfemia è stato registrato contro una coppia cristiana nella città di Gojra, in Punjab. Shafaqat Masih 35 anni, e sua moglie Shagufta Bibi sono stati arrestati dalla polizia locale perchè accusati dal musulmano Rana Mohammad Fiaz di avergli inviato SMS blasfemi sul Profeta Maometto. La polizia ha rintracciato la scheda SIM e arrestato la coppia. Un tribunale di primo grado ha convalidato l’arresto, disponendo ulteriori indagini. Shafaqat Masih è disabile e sua moglie è cameriera in una scuola locale. I loro due figli adolescenti sono stati ora a presi in cura dalla Ong “World Vision in Progress”, che intende fornire anche assistenza legale. Gojra è un località “religiosamente sensibile” fin da l 2009, quando, per un caso di presunta profanazione del Corano, il quartiere cristiano della città fu dato alle fiamme, con 8 morti, 40 case e una chiesa distrutte.
Attualmente in Pakistan è vivo il dibattito sulla blasfemia tramite le nuove tecnologie, i cellulari, i mezzi informatici. L’Autorità per le Telecomunicazioni e il governo stanno discutendo di soluzioni tecniche al problema della presenza di materiale blasfemo su Internet, su YouTube, sui social network. Molti chiedono una legge che limiti e censuri i siti Internet blasfemi.
Un’altra questione sentita è l’abuso della legge di blasfemia, a volte usata strumentalmente per colpire avversari. Come riferito a Fides, di recente una delegazione di 15 ulema di Karachi, della corrente di pensiero islamica “Deobandi”, ha assicurato alla comunità cristiana il proprio sostegno per proporre un emendamento alla legge sulla blasfemia: il fine è fermarne l’uso improprio contro i membri delle minoranze religiose.
Fra i casi segnalati da Fides, quello del 15enne cristiano di Karachi, Ryan Brian Patras, accusato di aver inviato SMS blasfemi ad alcuni coetanei (vedi Fides 12/10/2012) e vittima di una macchinazione. Il ragazzo e la sua famiglia sono fuggiti per miracolo alla furia omicida di alcuni estremisti. (PA) (Agenzia Fides 23/7/2013)
Ragazze cristiane rapite e islamizzate, scuole nel mirino di Boko Haram
AFRICA/NIGERIA - Ragazze cristiane rapite e islamizzate, scuole nel mirino di Boko Haram
Maiduguri (Agenzia Fides) – La comunità cristiana nella Nigeria settentrionale è allarmata per un fenomeno che va diffondendosi: ragazze cristiane minori di 18 anni sono rapite e costrette a convertirsi all’islam. Le ragazze sono sequestrate e tenute nelle case di emiri o leader religiosi radicali, a volte legati al gruppo “Boko haram”. E’ la denuncia che giunge a Fides dalla “Northern Christian Association of Nigeria” (CAN), preoccupata per la rapida crescita del fenomeno. L’Associazione riferisce che sta seguendo cinque casi, su incarico delle famiglie delle ragazze sequestrate. Ma “quando si segnala un caso del genere alla polizia, gli agenti rispondono che non possono fare nulla. A volte crediamo essi siano complici”, spiega il Daniel Babayi, segretario della CAN.
I cristiani in Nigeria settentrionale sono vittime del gruppo militante islamico “Boko Haram” che mira a instaurare uno stato islamico. In un campagna terroristica che dura da mesi, molte chiese sono state attaccate e fedeli cristiani uccisi. Secondo alcune dichiarazioni pubbliche, Boko Haram ha detto che “rapire donne cristiane fa parte dei nuovi sforzi per colpire i cristiani e costringerli a lasciare il Nord”.
Uno degli obiettivi primari del gruppo sono le scuole. Agli inizi di luglio oltre 40 persone, per lo più studenti, sono state uccise in un attacco a un collegio nello stato di Yobe. In un altro recente attacco, il dormitorio di un istituto è stato incendiato mentre i bambini dormivano, e quanti cercavano di sfuggire al fuoco sono stati freddati. Boko Haram significa “l'educazione occidentale è peccato”, e il suo leader Abubakar Shekau ha chiesto pubblicamente di moltiplicare gli attacchi contro le scuole “che insegnano l'educazione occidentale”. Per reagire alla guerra lanciata da Boko Haram contro la nazione, da due mesi negli stati nigeriani di Borno, Yobe e Adamawa, dove i militanti rappresentano la minaccia più forte, è in vigore lo stato di emergenza. (PA) (Agenzia Fides 23/7/2013)
lunedì 22 luglio 2013
Prima della GMG
AMERICA/BRASILE - GMG: successo della Settimana Missionaria e in particolare degli incontri sulla pace
Petropolis (Agenzia Fides) – Sono stati circa 1.800 i giovani provenienti da El Salvador, Guatemala, Filippine, Venezuela e Colombia che hanno raggiunto la parrocchia di Guapimirim, nella diocesi di Petrópolis, nello stato di Rio de Janeiro, e hanno partecipato attivamente alla Settimana Missionaria, che ha mobilitato tutta la Chiesa brasiliana. La Settimana Missionaria (vedi Fides 19/07/2013) è stata l'evento di preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù, che inizia ufficialmente martedì 23 luglio con la presenza di Papa Francesco.
Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, solo dal Guatemala sono arrivati più di 400 giovani per partecipare alla Settimana Missionaria: giovani che si sono preparati per un anno con ritiri, pellegrinaggi locali, corsi di formazione e altre attività. Dalla Colombia sono arrivati 900 giovani, ma la delegazione completa ne conta più di 2.500. Coloro che sono arrivati prima, hanno partecipato alla Settimana Missionaria per scambiare esperienze con le altre Chiese locali.
I resoconti di queste delegazioni, inviati alle loro comunità di provenienza, sottolineano la grande accoglienza delle famiglie brasiliane. La Settimana Missionaria ha riscosso grande successo sia per il numero dei partecipanti che per la qualità degli eventi organizzati nelle diverse diocesi coinvolte.
Secondo le testimonianze pervenute a Fides, i giovani hanno sottolineato in particolare l'importanza di uno degli eventi: Il "Mini corso per gli Operatori di Pace". Si è trattato di un ciclo di conferenze tenutesi nella sede del comune di Porto di Pedras, al fine di promuovere una profonda riflessione sulla cultura della violenza, presentare i motivi all'origine della violenza e sottolineare l'urgenza di mettere fine a questa situazione, ricercando nuovi comportamenti di gruppo per agire pacificamente ogni giorno e diventare così propagatori di una cultura di pace.
Oltre alle delegazioni provenienti dagli altri paesi, la Settimana Missionaria ha coinvolto migliaia di giovani brasiliani delle diverse diocesi. (CE) (Agenzia Fides, 22/07/2013)
Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, solo dal Guatemala sono arrivati più di 400 giovani per partecipare alla Settimana Missionaria: giovani che si sono preparati per un anno con ritiri, pellegrinaggi locali, corsi di formazione e altre attività. Dalla Colombia sono arrivati 900 giovani, ma la delegazione completa ne conta più di 2.500. Coloro che sono arrivati prima, hanno partecipato alla Settimana Missionaria per scambiare esperienze con le altre Chiese locali.
I resoconti di queste delegazioni, inviati alle loro comunità di provenienza, sottolineano la grande accoglienza delle famiglie brasiliane. La Settimana Missionaria ha riscosso grande successo sia per il numero dei partecipanti che per la qualità degli eventi organizzati nelle diverse diocesi coinvolte.
Secondo le testimonianze pervenute a Fides, i giovani hanno sottolineato in particolare l'importanza di uno degli eventi: Il "Mini corso per gli Operatori di Pace". Si è trattato di un ciclo di conferenze tenutesi nella sede del comune di Porto di Pedras, al fine di promuovere una profonda riflessione sulla cultura della violenza, presentare i motivi all'origine della violenza e sottolineare l'urgenza di mettere fine a questa situazione, ricercando nuovi comportamenti di gruppo per agire pacificamente ogni giorno e diventare così propagatori di una cultura di pace.
Oltre alle delegazioni provenienti dagli altri paesi, la Settimana Missionaria ha coinvolto migliaia di giovani brasiliani delle diverse diocesi. (CE) (Agenzia Fides, 22/07/2013)
venerdì 19 luglio 2013
Filmato dal Brasile
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mercoledì 17 luglio 2013
martedì 16 luglio 2013
Betania
ASIA/TERRASANTA - Monastero greco-ortodosso sotto attacco. Le suore si appellano al Presidente Abbas
Betania (Agenzia Fides) – Le suore del monastero greco ortodosso a Betania hanno indirizzato una lettera al Presidente palestinese Mahmud Abbas per sollecitare i vertici dell'Autorità palestinese a farsi carico con provvedimenti adeguati dell'escalation di aggressioni subite dalla casa religiosa negli ultimi tempi: lanci di pietre, vetri infranti, furti e saccheggi delle proprietà del monastero che configurano una vera e propria strategia intimidatoria. “Non escludiamo” ha scritto la madre superiora suor Ibraxia nella sua lettera al Presidente Abbas “che dietro questi attacchi ci sia chi desidera fomentare discordia tra i figli della stessa nazione palestinese”. Fonti locali riferiscono all'Agenzia Fides che negli ultimi giorni famiglie della zona, sia cristiane che musulmane, hanno fatto visita al monastero in segno di solidarietà, per ribadire che la popolazione di Betania è estranea all'aggressione. “Qualcuno vuole mandarci via” ha scritto suor Ibraxia nella sua let tera “ma noi non fuggiremo”.
In passato il monastero greco-ortodosso rappresentava un'oasi di spiritualità nella città dove Gesù resuscitò Lazzaro, oggi nota col nome arabo di al-Azariyeh e ormai diventata un sobborgo di Gerusalemme Est. In tempi recenti, tutta l'area ha subito un processo di decadimento fatto di urbanizzazione sregolata, inquinamento ambientale, aumento della delinquenza. L'erezione del muro di separazione tra Israele e Territori Palestinesi ha deteriorato ulteriormente la situazione. Il monastero ora si trova in un'area dove l'Autorità palestinese non riesce a esercitare un controllo stabile, una “terra di nessuno” dove dilagano il crimine, il sopruso e la corruzione. Negli ultimi mesi, mentre si continua a registrare un aumento vertiginoso dei prezzo dei terreni dell'area, quelli appartenenti al monastero erano stati in parte sottratti al controllo delle suore ad opera di un clan familiare musulmano locale che ne reclama arbitrariamente il diritto di proprietà. (GV) (Agenzia Fides 1 6/7/2013).
288 ragazzi in Brasile
Papa Francesco e la Giornata mondiale della gioventù: 288 ragazzi umbri pronti a volare in Brasile
domenica 14 luglio 2013
Il Papa a Castelgandolfo
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mercoledì 10 luglio 2013
“Cercano la stabilità e la sicurezza che tutti i bambini meritano”
OCEANIA/AUSTRALIA - Compassione verso i migranti: i giovani australiani accolgono l’appello di Papa Francesco
Sydney (Agenzia Fides) – Un grido di “compassione” verso i migranti e i richiedenti asilo, soprattutto verso i bambini: lo lancia, accogliendo l’appello di papa Francesco a Lampedusa, l’associazione “Australian Young Christian Students” (AYCS), chiedendo alla politica di dare particolare attenzione ai bambini attualmente “confinati” in campi di accoglienza e detenzione, in accordo al sistema di immigrazione vigente in Australia.
Come riferisce un comunicato inviato a Fides, la AYCS ha alzato la voce dopo la visita di Papa Francesco a Lampedusa, che ha riportato l’attenzione internazionale sul fenomeno della migrazione e sulle sofferenze immani dei migranti. In Australia la questione è molto sentita ed è al centro di un vivace dibattito pubblico.
“I bambini sono particolarmente vulnerabili e sono giunti in Australia in cerca di aiuto”, afferma la nota di AYCS inviata a Fides. “Resta di vitale importanza per la loro salute e benessere che i bambini e le loro famiglie non siano sottoposti a lunghi periodi di detenzione”. Un recente rapporto di “Human Rights Watch rivela che, nei flussi migratori che interessano il sudest asiatico e l’area del Pacifico, di frequente i minori e i loro genitori vengono arbitrariamente arrestati, in paesi come Indonesia e Malaysia, e sono vittime di gravi abusi. I bambini che approdano in Australia, dunque, “cercano la stabilità e la sicurezza che tutti i bambini meritano”, rileva l’Associazione dei giovani cristiani, invitando al “pieno rispetto del diritto internazionale”.
Di recente oltre 8.000 studenti delle scuole superiori in tutta l'Australia hanno fatto esperienza di volontario in campi di detenzione per immigrati, riattivati in Australi a partire dal 1992 per tutti gli immigrati che arrivano nel paese senza un visto. (PA) (Agenzia Fides 10/7/2013)
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martedì 9 luglio 2013
ASIA/ISRAELE - La Commissione Giustizia e Pace interviene sull'arruolamento degli arabi cristiani nell'esercito
Gerusalemme (Agenzia Fides) - Un documento appena pubblicato dalla Commissione Giustizia e Pace – organismo collegato all'Assemblea dei vescovi ordinari cattolici di Terra Santa e presieduto dal Patriarca emerito di Gerusalemme dei Latini Michel Sabbah - offre criteri di discernimento sulla questione dell'arruolamento degli arabi cristiani nell'esercito israeliano, tornata al centro del dibattito pubblico negli ultimi mesi. Secondo gli estensori del documento, pervenuto all'Agenzia Fides, l'esercito è utilizzato come “un'istituzione che promuove coesione sociale” e un “luogo chiave” per coinvolgere i cittadini nel progetto nazionale “così come è concepito dalle autorità, cioè promuovendo Israele come uno Stato nazionale ebraico”. In questa prospettiva, secondo la commissione Giustizia e Pace operante in Terra Santa, “parlare dell'arruolamento dei cristiani arabi piuttosto che degli arabi in generale – musulmani e cristiani – è chiaramente un tentativo di infilare un cuneo tra cristiani e musulmani in Israele”. Nell'affronto di questa delicata problematica, la Chiesa dovrebbe tener presente che “l'esercito è usato come un mezzo per imporre e mantenere l'occupazione dei territori palestinesi e quindi impedire ai palestinesi dal raggiungere dignità e indipendenza”. Esso si configura come “un esercito di aggressione e non di difesa”. Quindi “l'uso del servizio militare per dividere in se stessa la popolazione araba danneggia gli interessi degli arabi come comunità”. Nel documento si prende atto che “molti giovani arabi in Israele stanno perdendo la propria identità nazionale, culturale e religiosa e non si identificano più come arabi”. Soprattutto nelle città miste “cercano in ogni modo di assimilarsi nella maggioranza ebraica e identificarsi con essa”. A questo proposito, i membri della Commissione Giustizia e Pace ripetono che “il compito della Chiesa consiste nell'educare i giovani a accettarsi per quello che sono, offrendo loro un'educa zione umana, nazionale e cristiana equilibrata” che aiuti a integrare i vari elementi della loro identità (arabo palestinese, cristiano, cittadino di Israele) senza sacrificarne alcuno.
L'auspicio finale espresso dal documento è che “vescovi e preti aiutino i loro fedeli nel mezzo di questa crisi di identità e si facciano carico dei problemi che essi si trovano a affrontare nella vita quotidiana”. (GV) (Agenzia Fides 9/7/2013).
lunedì 8 luglio 2013
.....euro
Stipendi dei sindaci fino a 6 mila euro
Le indennità e i gettoni di presenza che percepiscono
gli amministratori degli enti locali da poco rinnovati in Friuli
Venezia Giulia
E' tempo di penitenza e conversione
ASIA/SIRIA - Appello alla pace di p. Dall’Oglio per il Ramadan
Roma (Agenzia Fides) – “Il mese sacro del Ramadan è tempo di penitenza e conversione a Dio ed è tempo di richiesta di perdono ai nostri fratelli e sorelle. Chiediamo per tutti la grazia del pentimento. La chiediamo pur rivendicando il rispetto del diritto e della giustizia”: è quanto afferma l’appello alla pace diffuso dal gesuita p. Paolo Dall’Oglio per la fine del conflitto in Siria e in altri paesi del Medio Oriente: sono quei conflitti che esistono dal Pakistan fino al Libano, “come pure quelli a carattere ideologico confessionale che si svolgono dall'Egitto al Marocco, che costano enormi perdite e sfigurano il volto dell'Islam”. Il messaggio, inviato all’Agenzia Fides, spiega: “I credenti in Dio rifiutano il conflitto cruento e il combattimento feroce in corso tra i musulmani sunniti e i musulmani sciiti, che formano assieme l'unica umma dell'Islam”.
“In questo contesto – afferma il Gesuita – la Siria è diventata uno dei campi di battaglia principali del conflitto, deviando così il corso della rivoluzione iniziata dal popolo più di due anni fa per ottenere libertà, dignità e democrazia per i siriani, contro un regime che ha assoggettato l'insieme della popolazione al potere della tortura, dell'intimidazione”.
“In questo contesto – afferma il Gesuita – la Siria è diventata uno dei campi di battaglia principali del conflitto, deviando così il corso della rivoluzione iniziata dal popolo più di due anni fa per ottenere libertà, dignità e democrazia per i siriani, contro un regime che ha assoggettato l'insieme della popolazione al potere della tortura, dell'intimidazione”.
domenica 7 luglio 2013
Castello sempre più in alto
Fatturato +20% per Birra Castello
L’azienda chiude il 2012 confermando il trend positivo. Nuove linee e attenzione ai mercati esteri
giovedì 4 luglio 2013
Riapre LA LANTERNA
Ha riaperto lunedì 1 luglio a San Giorgio di Nogaro la nota pizzeria LA LANTERNA della famiglia Sarnataro – Brollo.
mercoledì 3 luglio 2013
bresciaoggi .it su Caffaro
Caffaro, ambiente e Occupazione:
l'allarme è doppio
L'EMERGENZA. Dopo l'annuncio di uno
spostamento della produzione. Il sindacato: «Via perchè l'energia è
troppo cara? La Loggia aiuti ad abbattere i costi». In gioco A2A?
martedì 2 luglio 2013
Il califfato della Siria
ASIA/SIRIA - Il “califfato” di Saraqib, dove è stato ucciso p. Murad
Idlib (Agenzia Fides) – Il governatorato di Idlib è diventato “il califfato di Saraqib”. La regione di Idlib, nel Nordovest della Siria, fra Aleppo e Hama, controllata da fazioni islamiste dei ribelli siriani, è il territorio dove si trova la Chiesa latina Sant’Antonio da Padova di Ghassanieh, nel villaggio di Jisr el –Choughour, dove è stato ucciso il sacerdote siriano p. Francois Murad. Attualmente, la città di Idlib, capitale dell’omonimo governatorato, è nelle mani dell’esercito regolare siriano, ma il territorio circostante è controllato da bande di ribelli, con forti infiltrazioni del gruppo jihadista “Jabhat al-Nusra”, che fonti qualificate dell’Agenzia Fides definiscono “fra le più esageratamente fondamentaliste”. Sono quelle fazioni che hanno un unico obiettivo dichiarato: instaurare un “califfato” islamico in cui vige una legge restrittiva che non ammette nemmeno la presenza degli “infedeli” (“kafir”). “Hanno trasformato l’islam in una ideologia da pulizia e tnica”, spiega a Fides l’attivista sociale Farid, un siriano musulmano sunnita di Idlib, che si dice “scioccato e preoccupato per la situazione: tutti abbiamo paura”.
“Si tratta di un nuova edizione del fondamentalismo islamico, il più restrittivo della storia”, spiega Farid. I gruppi islamisti hanno eretto “capitale del califfato” la cittadina di Saraqib, dove è stato proclamato un Emiro ed è stato anche istituito un tribunale islamico, l’unico tribunale competente per ogni tipo controversia, che applica in modo pedissequo la sharia come unica fonte del diritto. “Il fatto è che il giudice supremo è un uomo rozzo e per nulla erudito, era un operaio, ed è affiancato da un altro giudice che viene dall’Arabia Saudita”, spiega Farid.
“In tale situazione, inconcepibile per la storia e per la tradizione della Siria, tutto diventa possibile. Viviamo in una atmosfera di terrore in insicurezza. E’ possibile che avvengano decapitazioni – spiega – perchè per questa ideologia l’infedele dev’essere decapitato. Per altri reati minori, gli uomini vengono mutilati degli arti, percossi o flagellati. E’ sufficiente una fatwa e ogni abuso dei diritti umani diventa legale, soprattutto sulle minoranze come cristiani, alawiti, ismaeliti, sciiti, drusi, ma anche sugli stessi musulmani sunniti. Gli islamisti dispongono liberamente della stessa vita delle minoranze religiose. Le minoranze vengono risparmiate per ‘clemenza’ solo se pagano la jizya, la tassa imposta dalla maggioranza islamica”. Una situazione insostenibile: “La popolazione civile siriana – conclude Farid – non può sopportare questa atmosfera di fondamentalismo, estranea alle nostra cultura e alla nostra società”, conclude Farid, lanciando un monito. “Dove fini remo?” (PA) (Agenzia Fides 2/7/2013)
domenica 30 giugno 2013
Un grande programma di vita
29.06.2013
Quello di Daniele Morettin è un grande programma di vita. Così si è espresso l’Arcivescovo di Udine mons. Andrea Bruno Mazzocato nell’ordinazione a diacono, in vista del presbiterato del 27enne di Beivars avvenuta sabato 29 giugno, nella solennità dei Santi apostoli Pietro e Paolo, in Cattedrale (nella foto). Daniele si impegna, infatti, in un grande ministero, quello di essere una immagine di Gesù Cristo. Come diacono, don Daniele, che attualmente presta servizio nella comunità di Marano Lagunare, avrà un ministero particolare nei confronti dei poveri, materialmente e spiritualmente e per questo gli è stato consegnato dal Vescovo un Vangelo; un altro ministero sarà quello della preghiera quotidiana per rinnovare la Chiesa attraverso il dono dello Spirito di Dio. «Questi sono impegni di tutti i cristiani, ma il diaconato ha una dimensione pubblica di questo impegno», ha ricordato mons. Mazzocato.
27 anni, di Beivars, Morettin ha maturato la sua scelta di disponibilità totale al Signore nel ministero presbiterale non solo all'interno della sua famiglia e della sua comunità di origine, ma anche nel servizio che ha svolto come catechista ed animatore dei gruppi giovanili nelle parrocchie udinesi di San Gottardo e Gesù Buon Pastore. Prima di entrare in Seminario nell'agosto del 2008, a conclusione degli studi all'Istituto professionale «Ceconi» ha fatto diverse esperienze lavorative: elettricista, panettiere e, per un breve periodo, portantino in ospedale a Udine. Da seminarista è stato impegnato per due anni a livello diocesano nella pastorale vocazionale e attualmente è in servizio nella parrocchia di San Martino vescovo a Marano Lagunare.
Nell'invito alla partecipazione alla sua ordinazione diaconale, Morettin ha riportato un versetto tratto dal Vangelo di Giovanni che dice «Io sono la vite, voi i tralci... Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena». È una frase evangelica che è stata illuminante per la sua vita, spiega lo stesso Morettin a «la Vita Cattolica»: «Senza la vite il tralcio non può fare niente, come noi senza il Signore. Solo se rimango in Cristo riuscirò ad avere la sua gioia e a trasmetterla agli altri». Sì, perché il suo «pallino» è proprio quello di trasmettere la gioia di Dio e far capire alle persone che Dio ci vuole per essere felici e gioiosi.
Quello di Daniele Morettin è un grande programma di vita. Così si è espresso l’Arcivescovo di Udine mons. Andrea Bruno Mazzocato nell’ordinazione a diacono, in vista del presbiterato del 27enne di Beivars avvenuta sabato 29 giugno, nella solennità dei Santi apostoli Pietro e Paolo, in Cattedrale (nella foto). Daniele si impegna, infatti, in un grande ministero, quello di essere una immagine di Gesù Cristo. Come diacono, don Daniele, che attualmente presta servizio nella comunità di Marano Lagunare, avrà un ministero particolare nei confronti dei poveri, materialmente e spiritualmente e per questo gli è stato consegnato dal Vescovo un Vangelo; un altro ministero sarà quello della preghiera quotidiana per rinnovare la Chiesa attraverso il dono dello Spirito di Dio. «Questi sono impegni di tutti i cristiani, ma il diaconato ha una dimensione pubblica di questo impegno», ha ricordato mons. Mazzocato.
27 anni, di Beivars, Morettin ha maturato la sua scelta di disponibilità totale al Signore nel ministero presbiterale non solo all'interno della sua famiglia e della sua comunità di origine, ma anche nel servizio che ha svolto come catechista ed animatore dei gruppi giovanili nelle parrocchie udinesi di San Gottardo e Gesù Buon Pastore. Prima di entrare in Seminario nell'agosto del 2008, a conclusione degli studi all'Istituto professionale «Ceconi» ha fatto diverse esperienze lavorative: elettricista, panettiere e, per un breve periodo, portantino in ospedale a Udine. Da seminarista è stato impegnato per due anni a livello diocesano nella pastorale vocazionale e attualmente è in servizio nella parrocchia di San Martino vescovo a Marano Lagunare.
Nell'invito alla partecipazione alla sua ordinazione diaconale, Morettin ha riportato un versetto tratto dal Vangelo di Giovanni che dice «Io sono la vite, voi i tralci... Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena». È una frase evangelica che è stata illuminante per la sua vita, spiega lo stesso Morettin a «la Vita Cattolica»: «Senza la vite il tralcio non può fare niente, come noi senza il Signore. Solo se rimango in Cristo riuscirò ad avere la sua gioia e a trasmetterla agli altri». Sì, perché il suo «pallino» è proprio quello di trasmettere la gioia di Dio e far capire alle persone che Dio ci vuole per essere felici e gioiosi.
mmmm si sposta a Torviscosa?
LA FEDELI DI PISA, CHE LAVORA NELLO STABILIMENTO INTENZIONATA AD ANDARSENE IN FRIULI
Caffaro, rischio chiusura finale
con disastro ambientale
Far funzionare i pozzi costa 1,4 milioni l'anno: troppo per l'azienda che ha «in gestione» il capannone
Giochi del Mediterraneo
argento alla Campana
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sabato 29 giugno 2013
venerdì 28 giugno 2013
Ultime di ieri dal delfino
giovedì 27 giugno 2013
3 fonti per raccontare un delfino
Un delfino risale il Corno e non se ne vuole andare FOTO
Il Messaggero Veneto
San Giorgio di Nogaro: gira da ieri nelle acque del fiume nei pressi del
Porto Vecchio. Capitaneria e Centro di biologia marina di Trieste tentano
di ...
<http://messaggeroveneto.geloc al.it/cronaca/2013/06/26/news/ un-delfino-risale-il-corno-e- non-se-ne-vuole-andare-1. 7324347>
Delfino risale il fiume Corno, task force per aiutarlo: rischia di ...
Il Gazzettino
... del Porto Vecchio di San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine. Il
cetaceo ha risalito il fiume Corno fino all'altezza dell'abitato di
Villanova, ...
<http://www.gazzettino.it/nord est/udine/delfino_risale_il_ fiume_corno_task_force_per_aiu tarlo_rischia_di_morire_spiagg iato/notizie/297129.shtml>
Delfino a San Giorgio di Nogaro nel fiume Corno - UdineToday
Un delfino è arrivato a San Giorgio di Nogaro risalendo il fiume Corno. Al
lavoro per farlo ... E' arrivato fino al ponte della frazione di Villanova.
Al lavoro una ...
<http://www.udinetoday.it/cron aca/delfino-san-giorgio-di- nogaro-fiume-corno.html>
Il Messaggero Veneto
San Giorgio di Nogaro: gira da ieri nelle acque del fiume nei pressi del
Porto Vecchio. Capitaneria e Centro di biologia marina di Trieste tentano
di ...
<http://messaggeroveneto.geloc
Delfino risale il fiume Corno, task force per aiutarlo: rischia di ...
Il Gazzettino
... del Porto Vecchio di San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine. Il
cetaceo ha risalito il fiume Corno fino all'altezza dell'abitato di
Villanova, ...
<http://www.gazzettino.it/nord
Delfino a San Giorgio di Nogaro nel fiume Corno - UdineToday
Un delfino è arrivato a San Giorgio di Nogaro risalendo il fiume Corno. Al
lavoro per farlo ... E' arrivato fino al ponte della frazione di Villanova.
Al lavoro una ...
<http://www.udinetoday.it/cron
lunedì 24 giugno 2013
Sangue dei martiri di tante persecuzioni.
ASIA/SIRIA - Ucciso sacerdote cattolico. Il vescovo Hindo: ha offerto il suo martirio per la pace
Gassanieh (Agenzia Fides) - Domenica 23 giugno il sacerdote siriano François Murad è stato ucciso a Gassanieh, nel nord della Siria, nel convento della Custodia di Terra Santa dove aveva trovato rifugio. Ne dà conferma un comunicato della Custodia di Terra Santa inviato all'Agenzia Fides. Le circostanze della morte non sono del tutto chiarite. Secondo fonti locali, il convento in cui si trovava p. Murad sarebbe stato assaltato da miliziani legati al gruppo jihadista Jabhat al-Nusra.
Padre François, 49 anni, aveva fatto i primi passi nella vita religiosa con i frati francescani della Custodia di Terra Santa, e con essi continuava a condividere stretti vincoli di amicizia spirituale. Dopo essere stato ordinato sacerdote aveva iniziato nel villaggio di Gassanieh la costruzione di un monastero cenobitico dedicato a San Simone lo Stilita, nell'alveo della Chiesa siro-cattolica.
Dopo l'inizio della guerra civile, il monastero di San Simone era stato bombardato e p. Murad si era trasferito presso il convento della Custodia per motivi di sicurezza e per sostenere i pochi rimasti, insieme a un altro religioso e alle suore del Rosario.
“Preghiamo” scrive nel comunicato il Custode di Terra Santa Pierbattista Pizzaballa OFM “perché questa guerra assurda e vergognosa finisca presto e che la gente di Siria possa tornare presto alla normalità”. Riferisce a Fides l'Arcivescovo Jacques Behnan Hindo, titolare della arcieparchia siro-cattolica di Hassaké-Nisibi: “Tutta la vicenda dei cristiani del Medio Oriente è segnata e resa feconda dal sangue dei martiri di tante persecuzioni. Negli ultimi tempi, padre Murad mi aveva fatto arrivare alcuni messaggi in cui si mostrava consapevole di vivere in una situazione pericolosa, e offriva la sua vita per la pace in Siria e in tutto il mondo”. (GV) (Agenzia Fides 24/6/2013).
Testimone della Siria
Siria, padre François Mourad ucciso in un convento francescano
di Giuseppe Caffulli | 24 giugno 2013
domenica 23 giugno 2013
Processione del Corpus Domini A Betlemme
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giovedì 20 giugno 2013
Scuse ufficiali dell'attrice
ASIA/INDIA - Pose blasfeme: la modella indiana si scusa con i cristiani
Mumbai (Agenzia Fides) – Sono arrivate le scuse ufficiali della attrice e modella indiana Kavitta Verma che in un film e in un video era stata ritratta in pose seduttive con una corona del Rosario al collo, generando la protesta dei cristiani indiani (vedi Fides 15/6/2013). Come appreso da Fides, i produttori del film incriminato “Policegiri”, T.P. Aggarwal e suo figlio Rahul Aggarwal, hanno espresso dispiacere per aver ferito i sentimenti della comunità cristiana assicurando ai responsabili dell’associazione “Catholic Secular Forum” (CSF) che il fotogramma sarà cancellato dal film. I produttori hanno detto di aver massimo rispetto per ogni fede religiosa, impegnandosi a non ripetere tali errori. Anche Kavitta Verma ha inviato un lettera di “scuse incondizionate”, affermando di non voler offendere nessuno e impegnandosi a ritirare anche dal web tutte le immagini che la ritraggono col Rosario. “Ho commesso un errore e mi impegno a usare la massima riverenza verso ogget ti religiosi in futuro”, scrive l’attrice, rimarcando di comprendere e rispettare le preoccupazioni espresse dalla comunità cristiana.
In una nota inviata a Fides, Joseph Dias, leader del CSF, ha risposto che “i cristiani, per la loro fede, perdonano ma questo non significa che possono accettare atti blasfemi o bestemmie verso la propria fede”, invitando i registi e i produttori di Bollywood a rispettare i simboli di tutte le religioni. (PA) (Agenzia Fides 20/6/2013)
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mercoledì 19 giugno 2013
martedì 18 giugno 2013
Incontro nazionale dei comunicatori
AMERICA/BOLIVIA - Comunicatore, testimone di fede, per diventare voce dei senza voce
Cochabamba (Agenzia Fides) – La costruzione di reti a livello dipartimentale, regionale e nazionale è la sfida lanciata all'XI Incontro Nazionale di Comunicatori e dei Media Sociali della Chiesa cattolica, che si è tenuto dal 13 al 14 giugno a Cochabamba, Bolivia, sul tema "Comunicatore, testimone di fede".
Mons. Percy Galvan, Vescovo della Prelatura di Coro Coro, ha sottolineato in una nota inviata a Fides che il comunicatore "deve essere una persona che si identifica con la realtà delle persone che non hanno accesso alla comunicazione. Molte volte abbiamo sentito lo slogan dei “media che sono la voce dei senza voce”, ma purtroppo quello che trasmettono sono solo opinioni dei leader o di persone che vogliono solo essere attori, o addirittura persone che dichiarano determinati contenuti ideologici e quindi, sono voci interessate”. (CE) (Agenzia Fides, 18/06/2013)
lunedì 17 giugno 2013
Fare la fila alla mensa di Santa Marta
Papa Francesco fa la fila in mensa e non vuole tornare nell'Appartamento papale
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Papa Francesco fa la fila in mensa e non vuole tornare nell'Appartamento papale
“Boko Haram 4 chiese bruciate
AFRICA/NIGERIA - Quattro chiese bruciate da Boko Haram; Mons. Kaigama: “approccio regionale per sconfiggerli”
Abuja (Agenzia Fides)- Quattro chiese sono state bruciate in un attacco commesso probabilmente da appartenenti al gruppo jihadista Boko Haram nello Stato di Borno, uno dei tre Stati del nord della Nigeria dove è stato imposto lo stato di emergenza (vedi Fides 21/5/2013). Un gruppo di uomini armati di ordigni esplosivi artigianali e di bombe molotov ha assalito le comunità Hwa’a, Kunde, Gathahure e Gjigga sulle Gwoza Hills, mettendo a fuoco le 4 chiese, razziando e saccheggiando il bestiame e le riserve di cereali della popolazione.
“Purtroppo non ho informazioni precise e non so a quali comunità cristiane le chiese distrutte appartengono” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama Arcivescovo di Jos e Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria. “Tutte le comunicazioni sono state tagliate con le zone interessate dalle operazioni militari e non è possibile mettersi in contatto con il Vescovo di Maiduguri” spiega Mons. Kaigama.
Nonostante questo episodio l’Arcivescovo afferma che “l’operazione dell’esercito nigeriano e l’imposizione dello Stato d’emergenza ha sollevato il morale della popolazione. La gente si sente più sicura”.
Di fronte ai recenti attacchi in Niger (vedi Fides 4/6/2013) c’è ormai la certezza che Boko Haram si stia coordinando con i gruppi jihadisti cacciati dal Mali. “Boko Haram è un problema regionale e deve essere risolto con un approccio regionale” commenta Mons. Kaigama. “Scontiamo una terribile negligenza da parte della nostra intelligence e delle nostre forze di polizia che non hanno affrontato per tempo il fenomeno. Si deve ora mettere insieme le risorse di Nigeria, Niger e Mali per affrontare la minaccia dei gruppi jihadisti. Penso che comunque alla fine saranno sconfitti” conclude Mons. Kaigama. (L.M.) (Agenzia Fides 17/6/2013)
Dal Messaggero Dragaggiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
Dragaggi, a Marano e a Porto Nogaro
si allungano i tempi
domenica 16 giugno 2013
sabato 15 giugno 2013
Chiesa di Sant’Antonio da Padova a Ras Al Khaimah, periferica di Dubai
ASIA/EMIRATI ARABI - Oltre 10mila fedeli alla Messa del Card. Filoni; a breve la nuova chiesa di San Paolo
Dubai (Agenzia Fides) – “La visita del Card. Filoni è stata un incoraggiamento molto forte per tutta la nostra Chiesa locale e una fonte di grande conforto per me, Vescovo, e per i fedeli”: è quanto dichiara all’Agenzia Fides S. Ecc. Mons. Paul Hinder OFM Cap, Vicario Apostolico dell’Arabia del Sud, tracciando un bilancio della visita del Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, appena ripartito alla volta di Roma, dopo un soggiorno negli Emirati Arabi Uniti, dall’11 al 15 giugno.Il Vicario Apostolico riferisce a Fides che l’evento centrale della visita, cioè la consacrazione della nuova Chiesa di Sant’Antonio da Padova a Ras Al Khaimah, periferica di Dubai, avvenuta ieri, 14 giugno, è stata un momento di grande impatto spirituale: “Vi hanno partecipato circa 10mila fedeli, non ce lo aspettavamo. La chiesa era gremita, l’auditorium sottostante era stracolmo e migliaia di fedeli hanno solo ascoltato la celebrazione, all’esterno della Chiesa. Tutta la comunità cattolica, fatta di gente povera, di umili lavoratori immigrati, che vivono precarietà e insicurezza, ha ricevuto un grande incoraggiamento nel suo cammino di fede. Abbiamo ricevuto la benedizione e avvertito la presenza amorevole di Papa Francesco”. In un contesto sociale non facile, spiga il Vescovo, “la visita del Card. Filoni è stata un segno di attenzione della Chiesa in Roma che avrà frutti positivi in seno alla comunità locale”. Il Cardinale ha incontrato anche l’Emiro Saud Bin Saqr al Qasi mi che ha donato il terreno di Ras Al Khaimah per la Chiesa di Sant’Antonio, intrattenendo con lui un colloquio molto cordiale.
Mons. Hinder informa che la chiesa di Sant’Antonio è l’ottavo luogo di culto cattolico negli Emirati e che il 29 giugno prossimo presiederà la posa della prima pietra per un’altra nuova chiesa, che sarà intitolata a San Paolo e sorgerà ad Abu Dhabi: “Sarà la seconda chiesa ad Abu Dhabi, e sorgerà sulla terraferma, dato che il territorio dell’Emirato è in parte un’isola. Contiamo di edificarla in due anni. E’ segno che la nostra missione prosegue, ringraziamo il Signore”. (PA) (Agenzia Fides 15/6/2013)
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venerdì 14 giugno 2013
“Crimini nazionalistici” ideologicamente motivati.
ASIA/ISRAELE - Dissacrato il cimitero cristiano di Jaffa
Jaffa (Agenzia Fides) – Alcune tombe del cimitero cristiano ortodosso di Jaffa sono state danneggiate con scritte intimidatorie tracciate in ebraico, probabilmente nella notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 giugno. Anche cinque automobili parcheggiate nei paraggi del cimitero hanno subito danneggiamenti. I vandali hanno tracciato sulle lapidi funerarie di diverse tombe le scritte “vendetta” e “il prezzo da pagare”, formula con cui dai primi mesi del 2012 vengono “firmate” le azioni vandaliche ai danni di luoghi di culto cristiani e musulmani perpetrate da gruppi di coloni estremisti come ritorsione davanti allo smantellamento di insediamenti ebraici illegali.
In un comunicato, il Consiglio delle Istituzioni religiose della Terra Santa – che comprende il Gran Rabbinato d'Israele e il Ministero dell'Autorità palestinese per gli Affari religiosi, oltre a rapppresentanti e leader delle diverse comunità religiose – ha espresso indignazione per l'attacco al cimitero. Proprio mercoledì scorso il funzionario di polizia Galit Ziv aveva riferito davanti a una commissione parlamentare che nel 2012 sono state arrestate 200 persone a partire dalle inchieste aperte sugli atti vandalici firmati “il prezzo da pagare”. La polizia – ha detto la Ziv - tratta le azioni intimidatorie attribuite a gruppi estremisti di coloni come “crimini nazionalistici” ideologicamente motivati. (GV) (Agenzia Fides 14/6/2013).
martedì 11 giugno 2013
Dai tempi di Roncalli
ASIA/TURCHIA - La Festa di Sant’Antonio Istanbul, fra le agitazioni di piazza Taksim
Istanbul (Agenzia Fides) – “Molti giovani che vanno a piazza Taksim passano per la nostra chiesa, accendono un cero a Sant’Antonio, poi vanno a manifestare. Sono persone di ogni classe sociale e religione. Come frati francescani, in questo momento delicato per il paese preghiamo, per intercessione di Sant’Antonio, per il bene e pace nella nazione”: è quanto racconta all’Agenzia Fides p. Anton Bulai, OFM Conv, parroco della Chiesa di Sant’Antonio a Istanbul, che si trova nel bel mezzo della città, non lontano da piazza Taksim. La comunità locale dei sei frati francescani conventuali sta preparando la festa di Sant’Antonio, il 13 giugno, una celebrazione dalle radici antiche, e una festa che accoglierà fedeli cristiani di tutte le confessioni e anche molti no cristiani, devoti al Santo.
“E’ una festa che coinvolge tutta la Chiesa locale: ci stringeremo al nostro Vescovo, Mons. Louis Pelatre che celebrerà la Santa Messa. Ma è anche una festa ecumenica, aperta a tutti: vengono leader religiosi e fedeli di tutte le altre comunità”, spiega fra Anton. Non mancheranno un rappresentante del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli e fedeli non cristiani. Antonio è un santo conosciuto e amato in Turchia soprattutto per l’iniziativa del “Pane di poveri” che da oltre 60 anni beneficia persone indigenti, senza distinzione di religione o etnia. P. Bulai spiega: “Ogni martedì, fin dai tempi del Delegato Apostolico Angelo Roncalli, che frequentava la nostra chiesa, al nostro convento si prega e si distribuisce pane per le persone affamate o bisognose”. Negli ultimi anni “una speciale benedizione e doni per i bambini” hanno poi segnato la festa del 13 giugno.
La festa oggi si trova nel bel mezzo di un’ondata di protesta che, nota il parroco, “in qualche modo potrebbe scoraggiare la partecipazione della gente”, dato il timore di disordini o di violenza. Dalla Chiesa di Sant’Antonio “giungerà sempre un parola di pace, di bene e di riconciliazione”. “La nostra Chiesa e la nostra testimonianza francescana in Turchia va avanti: siamo una convento con le porte sempre aperte all’accoglienza, siamo frati sempre pronti e pregare, benedire, accogliere chiunque si avvicini ed entri per accendere un cero al Santo: e le persone che ogni giorno lo fanno sono davvero moltissime, di ogni classe sociale e religione ”, nota p. Bulai (PA) (Agenzia Fides 11/6/2013)
lunedì 10 giugno 2013
Problemi pesanti
Trasporti siderurgici, un vertice
San Giorgio, le richieste di Confindustria Gorizia alla Regione per la tratta Monfalcone-Porto Nogaro
domenica 9 giugno 2013
mercoledì 5 giugno 2013
Pace per la Siria, pace per tutto il Medio Oriente.
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martedì 4 giugno 2013
Le ragazze cristiane sono le più vulnerabili e indifese
ASIA/PAKISTAN - Pressioni della polizia per salvare gli stupratori di una giovane cristiana
Lahore (Agenzia Fides) – Si sono mossi settori dell’apparato di polizia per salvare i violentatori di una ragazza cristiana, Fouzia Bibi, 15enne del distretto di Kasur, in Punjab, stuprata brutalmente dai due uomini musulmani Shabir Ali e Sher Mohammed, lavoratori nella stessa azienda agricola dove è impiegata la famiglia di Fouzia (vedi Fides 7/2 e 12/2/2013). Fouzia Bibi è stata sequestrata e stuprata ripetutamente. Dopo la denuncia della famiglia, Shabir Ali era stato arrestato per la violenza (Sher Mohammed resta a piede libero), ma la polizia aveva cercato di chiudere il caso, dichiarandolo innocente per mancanza di prove. I legali dell’uomo, ancora in carcere, hanno ora depositato una richiesta di cauzione all’Alta Corte di Lahore per chiedere la libertà provvisoria. Intanto il cugino di Fouzia Bibi, Ashiq Alam, che sta aiutando la famiglia di Fouzia nel caso legale, è stato a sua volta accusato falsamente di stupro, con l'aiuto di alcuni funzionari di Polizia de lla città di Muridkey. Come riferito a Fides dall’avvocato cristiano Mushtaq Gill, che sta seguendo il caso, si tratta di un atto intimidatorio trasversale, per spingere il padre di Fouzia a ritirare la denuncia.
La violenza sessuale ai danni di ragazze cristiane è una pratica che colpisce in Pakistan centinaia di ragazze ogni anno: nella generale condizione di subalternità della donna nel paese, le ragazze cristiane sono le più vulnerabili e indifese, in quanto appartenenti alle minoranze religiose. Come dicono fonti di Fides, “spesso sono considerate ‘merce’ dai potenti musulmani” che ne dispongono a loro piacimento, spesso godendo di impunità. (PA) (Agenzia Fides 4/6/2013)
Tav: indispensabile per il Fvg
La presidente della Regione, Serracchiani, ha ribadito la necessità di 'avere collegamenti ferroviari veloci ed efficienti' e che la tratta Venezia-Trieste rientra tra le priorità su cui intervenire subito. Il commento di Matteo Piasente, segretario nazionale della Lega Nord
domenica 2 giugno 2013
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vaticanit has uploaded Papa Francesco: la guerra è una pazzia
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Papa Francesco: la guerra è una pazzia
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Domenica 2 giugno, festa della Repubblica in Italia, Papa Francesco ha
celebrato la messa del mattino per un gruppo di 80 persone, guidate dAll'Ordinario Militare italiano. Hanno partecipato i parenti dei militari italiani caduti nelle missioni di pace e alcuni militari feriti. Papa Francesco ha commentato il Vangelo della domenica, con l'episodio del centurione che chiede la guarigione del suo servo e si è riferito al tema dei conflitti, della guerra e della pace. INSERTO PAPA Quando diciamo "Il Signore ama tutti" è perché ama ognuno, ha un rapporto con ognuno e sente, ascolta la preghiera di ognuno. Noi oggi siamo venuti a pregare per i nostri morti, per i nostri feriti, per quelle vittim ... |
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