sabato 7 gennaio 2012

Domenica 8 Gennaio 2012


Natura in prossimità del Giordano
BATTESIMO DEL SIGNORE (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Is 55,1-11)
Venite all’acqua: ascoltate e vivrete.

Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l’orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide.
Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli,
principe e sovrano sulle nazioni.
Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi;
accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano
a causa del Signore, tuo Dio,
del Santo d’Israele, che ti onora.
Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocatelo, mentre è vicino.
L’empio abbandoni la sua via
e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Da Is 12)
Rit: Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.


Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.

Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.

SECONDA LETTURA (1Gv 5,1-9)
Lo Spirito, l’acqua e il sangue.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato. In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità. Poiché tre sono quelli che danno testimonianza: lo Spirito, l’acqua e il sangue, e questi tre sono concordi. Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è superiore: e questa è la testimonianza di Dio, che egli ha dato riguardo al proprio Figlio.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 1,29)
Alleluia, alleluia
.
Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse:
«Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!».
Alleluia.

VANGELO (Mc 1,7-11)
Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
C - Fratelli e sorelle, nell’Epifania, giorno della manifestazione del Signore, la Chiesa ricorda un triplice mistero: la rivelazione delle tre divine persone sulle acque del Giordano, la missione di Gesù come servo obbediente del Padre e salvatore di tutti gli uomini, le nozze fra Dio e il suo popolo a Cana di Galilea.

L - Raccolti nella comune preghiera, diciamo con fede:   Confermaci nel tuo Spirito, Signore.

1.      Per i pastori del popolo di Dio, per tutti i ministri della carità e del Vangelo, per le vergini consacrate, per i catechisti, per i poveri e i sofferenti, perché nell’adesione fiduciosa alla volontà del Padre, costruiscano la Chiesa pellegrina nel mondo, preghiamo.

2.      Per tutti i battezzati, per i genitori e i padrini, perché professino gioiosamente la fede in Dio Padre che ci ha creati, in Dio Figlio che ci ha redenti, in Dio Spirito Santo che ci ha santificati, preghiamo.

3.      Per tutti i confermati nella santa Cresima con il dono dello Spirito, perché diventino visibilmente somiglianti a Cristo, testimone fedele del Padre, e siano associati alla missione apostolica della Chiesa, preghiamo.

4.      Per la famiglia, Chiesa domestica, consacrata dal sacramento del Matrimonio, perché nella fedeltà al patto nuziale e nella partecipazione alla mensa eucaristica manifesti il quotidiano prodigio dell’amore che sempre si rinnova in Cristo sposo e Signore, preghiamo.

5.      Per questa nostra Comunità parrocchiale: ognuno di noi facendo memoria del proprio Battesimo professi gioiosamente la fede in Dio Padre che ci ha creati, in Dio Figlio che ci ha redenti, in Dio Spirito Santo che ci ha santificati; preghiamo.

C – O Padre, che nell’acqua del Battesimo, nell’unzione dello Spirito, nella benedizione nuziale, fai risuonare la tua voce che invita a seguire Cristo tuo Figlio, trasformaci in testimoni luminosi della tua gloria. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.






venerdì 6 gennaio 2012

Per l'Epifania arriva il custode



Si e' conclusa anche quest'anno l'epifania a Betlemme. Il Custode di Terra Santa ha varcato il 5 gennaio l'enclave che racchiude la tomba di Rachele per arrivare nella basilica della Nativita' e dare inizio alle celebrazioni che si sono prolungate per tutto il giorno successivo More

L'angelus di Benedetto XVI



Con grande gioia, annuncio che il prossimo 18 febbraio terrò un Concistoro nel quale nominerò 22 nuovi Membri del Collegio Cardinalizio.
Come è noto, i Cardinali hanno il compito di aiutare il Successore dell'Apostolo Pietro nello svolgimento del suo Ministero di confermare i fratelli nella fede e di essere principio e fondamento dell'unità e della comunione nella Chiesa.
Ecco i nomi dei nuovi Porporati:
1. Mons. FERNANDO FILONI, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli;

2. Mons. MANUEL MONTEIRO DE CASTRO, Penitenziere Maggiore;

3. Mons. SANTOS ABRIL Y CASTELLÓ, Arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore;

4. Mons. ANTONIO MARIA VEGLIÒ, Presidente de ...

La Chiesa si unisce al lutto dell'Arcidiocesi

http://www.asca.it/newsregioni-Chiesa__Papa__tenace_l_impegno_di_mons__Battisti_per_crescita_Friuli-1111017-.html
Questo link ti collegherà al testo di un'agenzia asca.it

mercoledì 4 gennaio 2012

Servizio televisivo di t-vision.it: ultimo saluto a mons. Alfredo Battisti

http://www.t-vision.it/dettaglio-a3-news.138/items/lultimo-mandi-a-monsignor-battisti-67-8873.html

Una messa a Notre Dame des Champs

Quando sei all'estero senti l'esigenza di andare a Messa? In altre parole nel viaggio programmi la messa domenicale?
E' successo: sono stato a Parigi e siccome sono cattolico osservante, da buon scriba, domenica 1 gennaio, non potendo andare in duomo a San Giorgio per il Te Deum dell'ultimo dell'anno o per il Veni Creator del primo dell'anno, mi sono recato alla chiesa di Notre dame des Champs in boulevard Montparnasse.
Ho salutato il parroco che stava salutando a sua volta i fedeli della Messa precedente sulla porta della Chiesa.
Insomma era quasi tutto come a San Giorgio: la Messa dei Giovani alle 19.30, un organista bravissimo(organo a canne), l'assemblea di giovani che cantano Natale(in francese  ma Adeste fideles era in latino) e il foglietto che pubblico come fosse il nostro.
Mi raccomando un po di francese e traduzione a senso..oppure anche vocabolario!))


Statistiche di inizio anno

Passato il primo dell'anno pubblico la statistica dei post più cliccati da marzo 2011 a oggi.
E' sorprendente come sia la prima una notizia che viene dall'India e la seguono due o anche 3 notizie sui lutti che hanno colpito il Friuli...la notizia sul Mondo del Lavoro locale è ultima....vabbeh i nostri interessi miglioreranno con il 2012???
30/mag/2011
1.751 Visualizzazioni di pagine
16/apr/2011
183 Visualizzazioni di pagine
20/apr/2011
167 Visualizzazioni di pagine
27/giu/2011
81 Visualizzazioni di pagine
29/giu/2011
68 Visualizzazioni di pagine
IB
28/apr/2011
53 Visualizzazioni di pagine
17/ago/2011
49 Visualizzazioni di pagine
23/giu/2011
47 Visualizzazioni di pagine
14/mag/2011
39 Visualizzazioni di pagine
04/mag/2011
31 Visualizzazioni di pagine

Seva Kendra Calcutta

ASIA/INDIA - Una task-force della Chiesa per lottare contro la tratta di ragazze e bambine

Calcutta (Agenzia Fides) - Il traffico e lo sfruttamento di esseri umani, soprattutto donne e ragazze, è una piaga sociale che in India, a seconda delle stime, tocca dai 20 ai 60 milioni di vittime, e su cui prospera la criminalità. Si tratta di una vera e propria emergenza che la Chiesa indiana sta contribuendo a combattere, come riferisce all'Agenzia Fides la Chiesa locale nell'Arcidiocesi di Calcutta.
L'Arcidiocesi ha attivato una autentica "task-force" per fermare il traffico di esser umani e, in particolare, la tratta di "piccole schiave": "Seva Kendra Calcutta", Centro di servizio sociale diocesano, ha formato 50 comitati di vigilanza nelle diverse comunità. I Comitati, a loro volta, formano gruppi di 30 giovani in ogni villaggio del Bengala occidentale, per monitorare e contrastare il fenomeno. Vi sono, inoltre, 50 gruppi di ragazze adolescenti, che agiscono da "antenne" nei loro villaggi.
Il Centro comunica a Fides una storia esemplare: Sheila (nome di fantasia) è una ragazza di una piccola cittadina dello stato del Bengala Occidentale. Le è stato offerto un lavoro come cameriera in un'altra città. Sheila ha accettato ma, invece di un posto di lavoro, l'agente che l'aveva contattata l'ha venduta a Mumbai, dove è stata costretta alla prostituzione. Sheila aveva rapporti sessuali con 25 clienti al giorno. Ogni volta che rifiutava, era violentemente percossa, di fronte ad altre ragazze. Una assistente sociale, con l'aiuto della polizia di Mumbai, ha tratto in salvo Sheila e altre ragazze. Ora Sheila si trova in una casa di cura, dove segue un programma di "riabilitazione" per affrontare le sfide di una nuova vita.
Il Centro "Seva Kendra Calcutta" sfrutta anche i moderni mezzi tecnologici: è collegato in rete con il dipartimento governativo, con altre associazioni e con i capi dei villaggi: questo facilita e semplifica gli interventi, che sono soprattutto preventivi.
Il traffico di esseri umani è una forma moderna di schiavitù che include sfruttamento sessuale, lavoro forzato, la frode e la violenza. Ne sono vittime soprattutto bambini e donne a causa di ignoranza e disperata situazione nelle famiglie. Falsi "mediatori", infatti, li attirano con illusorie promesse, per farli cadere in trappole da cui è difficile uscire. (SD-PA) (Agenzia Fides 4/01/2012)

Il colera in Somalia

AFRICA/SOMALIA - Il colera continua a mietere vittime tra i minori e 750 mila persone rischiano di morire di fame

Mogadiscio (Agenzia Fides) - Dopo 20 anni di guerra, attualmente in Somalia è in corso una carestia molto seria e finora 55 bambini sono morti a causa di colera e malnutrizione grave. Nella regione meridionale di Bay, circa 250 chilometri a nordovest di Mogadiscio, sono stati riscontrati altri 35 casi di colera tra minori. Almeno 425 persone colpite da diverse malattie sono state ricoverate negli ospedali locali per le cure mediche. Oltre 20 bambini sono morti di fame e altre migliaia sono sul punto di morire per la stessa causa. La Somalia registra il tasso di mortalità infantile più elevato del mondo, con almeno un bambino su cinque che muore prima di aver compiuto 5 anni di età. Secondo gli ultimi dati dell' Inter-agency Group for Child Mortality Estimation delle Nazioni Unite, il tasso di mortalità nel 2010 era di 180 morti ogni 1000 nati vivi. La maggior parte della Somalia meridionale soffre la carestia e, secondo le Nazioni Unite, 750 mila persone a rischiano di morire. Secondo l'organizzazione nel paese sono stati vaccinati meno di un terzo dei bambini con una età inferiore ad un anno, oltre il 70% della popolazione non ha accesso all'acqua potabile, e solo 3 bambini su 10 sono iscritti alla scuola elementare. La Somalia non ha un governo funzionante dal 1991, quando i signori della guerra rovesciarono l'ex dittatore Mohamed Siad Barre. Strategicamente situata nel Corno d'Africa, è uno dei paesi da dove provengono il maggior numero di rifugiati e sfollati nel mondo. (AP) (4/1/2012 Agenzia Fides)

martedì 3 gennaio 2012

Ansa.it su Mons. Battisti

Battisti: Udine, migliaia fedeli per suffragio salma


Domani funerali celebrati da mons. Dino De Antoni



Il pellegrinaggio come possibilita' di confronto e di conoscenza reciproca tra le le religioni che guardano a Gerusalemme come meta della propria devozione. E' stato il tema di una conferenza interreligiosa che ha riunito proprio nella Citta' Santa rappresentanti di Islam, Ebraismo e Cristianesimo. More

La nostra preghiera di suffragio sia il nostro dono che restituisce a mons. Battisti tutto il bene che ci ha voluto.

«Si è fatto modello del suo gregge».
L'Arcivescovo Mazzocato ricorda mons. Battisti   versione testuale
Udine (Cattedrale), 3 gennaio 2012
Veglia di preghiera per mons. Battisti
Cari sacerdoti e fedeli,
S. Pietro si rivolge ai pastori, responsabili delle comunità cristiane, con queste espressioni: «Esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro, testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non perché costretti ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso interesse, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge.
E quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce». (1 Pietro 5,1-4)
Le parole dell’apostolo sembrano il ritratto di S. E. mons. Alfredo Battisti. Sul volto paterno e nel cuore del nostro amatissimo Vescovo ritroviamo tutte le virtù che S. Pietro elenca.
Quando aveva appena 48 anni, Dio gli ha affidato il gregge di Cristo che è in Friuli, generato dalla Chiesa madre di Aquileia. Mons. Battisti lo ha accolto subito «volentieri», come si accoglie la propria famiglia, senza resistenze e condizioni. Per 38 anni si è fatto friulano con i friulani.
Ha guidato la Chiesa di Udine con «animo generoso», libero di ogni interesse, con una sobrietà di vita personale a cui è rimasto fedele fino alla morte. La sua generosità di pastore lo ha portato a stare sempre in mezzo e alla testa del popolo a lui affidato. Ha camminato tra i suoi sacerdoti e la sua gente attraverso le macerie del terremoto e gli anni febbrili della ricostruzione, lungo un tempo di grandi e faticosi cambiamenti della Chiesa e della società. Non si è chiuso e irrigidito, come un pastore impaurito, ma è rimasto sempre aperto al dialogo, al confronto, alla ricerca di nuove prospettive. Le inevitabili sofferenze e amarezze non lo hanno intristito perché il suo animo generoso lo spingeva a non lasciare il gregge in mezzo alle difficoltà ma a cercare nuovi pascoli nutrienti.
Ma possiamo dire di più. In mons. Battisti ritroviamo la più grande delle virtù che S. Pietro chiede ai responsabili delle comunità: «farsi modelli del gregge». Prima che con la parola – pur sempre illuminata e sapiente – mons. Battisti ha guidato la Chiesa friulana facendosi modello del gregge. Nel suo sorriso paterno e paziente, nel suo modo delicato di trattare i suoi sacerdoti e ogni persona, nella sua attenzione immediata verso i più poveri e sofferenti ha mostrato dal vivo il volto di Gesù Buon Pastore.
È questa sua testimonianza di coerenza tra ciò che insegnava e ciò che viveva che maggiormente si è incisa nell’animo del popolo friulano. Sacerdoti e laici hanno percepito in lui un modello degno di essere creduto e seguito perché si coglieva che Cristo viveva in lui; era il centro della sua persona e dei suoi interessi.
Confesso che questa è stata anche la mia impressione nei due anni di frequenti incontri e colloqui che ho avuto con mons. Battisti. Ogni volta si rivolgeva a me con un sorriso e dicendo: «Ecco il mio Arcivescovo». In questa espressione sentivo il grande affetto con cui mi aveva accolto come suo successore, la nobiltà d’animo spoglia di ogni ombra di gelosia, la disponibilità ad aiutarmi e a collaborare per il bene della nostra Chiesa di Udine.
Più a fondo, coglievo una fede matura nel Mistero di Cristo e nel Mistero della Chiesa che ha nel Vescovo un segno visibile da accogliere e da seguire.
Oltre che per tutti i sacerdoti e i cristiani dell’Arcidiocesi di Udine, mons. Battisti è stato e resterà un modello per me e per il mio ministero di Vescovo; come certamente lo è stato per S. E. mons. Brollo che gli è stato vicino ben più a lungo di me.
Chiedo allo Spirito Santo la grazia di seguire non solo le prospettive pastorali ma la testimonianza che mons. Battisti mi ha lasciato in eredità; la sua testimonianza di come si ama e – mi verrebbe da dire – di come ci si fa santi consacrandosi come Vescovi alla Chiesa.
S. Pietro conclude la sua esortazione rivolta ai responsabili delle comunità cristiane facendo loro una promessa: «E quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce».
Questa è la grazia che con tutta la nostra fede e il nostro affetto imploriamo per mons. Battisti, nostro Padre e Pastore. Gesù Signore, Pastore supremo, lo accolga nella comunione dei santi dove incontrerà tutti i Vescovi e Patriarchi che l’hanno preceduto alla guida della Santa Chiesa di Aquileia e di Udine. Gli doni la corona di gloria riservata ai servi fedeli. La nostra preghiera di suffragio sia il nostro dono che restituisce a mons. Battisti tutto il bene che ci ha voluto.
Andrea Bruno Mazzocato
Arcivescovo di Udine


La morte di Mons. Alfredo Battisti Arcivescovo emerito di Udine

QUESTA SERA VEGLIA DI PREGHIERA. MERCOLEDì IL FUNERALE



La salma di mons. Battisti, spentosi domenica pomeriggio per l'aggravarsi di un malore, è stata accolta oggi in Cattedrale a Udine. Già numerosi i fedeli che si sono accostati all'amato vescovo per una preghiera. I funerali saranno celebrati mercoledì alle 15.30 e verranno trasmessi in DIRETTA da Radio Spazio 103. Questa sera, alle 19 in Cattedrale si svolgerà una veglia di preghiera con la recita del Santo Rosario (DIRETTA).
MONS. BATTISTI, LA VITA E IL MINISTERO PASTORALE
TESTIMONIANZA: Il coraggio evangelico di Battisti (mons. Zanello)

lunedì 2 gennaio 2012



Anche Gerusalemme ha celebrato il 1 gennaio la Giornata Mondiale per la Pace. Nella solennita' della Santa Madre di Dio, la messa presieduta dal Patriarca.. che ha ricordato il messaggio del Papa: "Lavoriamo con i giovani per una cultura di apertura e riconciliazione" More

giovedì 29 dicembre 2011

Boko Haram

AFRICA/NIGERIA - Le radici profonde della setta Boko Haram

Abuja (Agenzia Fides) - La setta Boko Haram, autrice di numerosi attentati che di recente hanno causato morti e feriti in Nigeria, trae le sue origini dalla storia coloniale e post-coloniale del nord della nazione africana.
"Boko Haram" viene tradotto come "l'educazione occidentale è proibita". È però interessante notare che anche all'interno della stessa comunità musulmana vi siano nozioni contrastanti su ciò che il termine "Boko" significhi. Boko infatti è stato spesso utilizzato in relazione a un altro sostantivo, Ilimin, che significa educazione. Così la piena espressione, Ilimin Boko, è stata usata per riferirsi in senso dispregiativo all'istruzione occidentale, distinguendola dall'unica forma di educazione possibile in una società musulmana, ovvero la Ilimin Islamiyya, cioè l'educazione islamica. Ilimin Islamiyya è una forma di catechesi incentrata sugli insegnamenti del Sacro Corano, recitati a memoria, ed è la via per introdurre i bambini nella fede dell'Islam. L'insegnamento è impartito in arabo.
Con l'arrivo della colonizzazione britannica e con l'introduzione di un sistema educativo occidentale, si venne a creare una contrapposizione tra Ilimin Islamiyya e Ilimin Boko. Quest'ultima venne considerata inferiore e sospetta, perché non insegnava il Corano o l'Islam. La lingua utilizzata inoltre era l'inglese. Per l'élite islamica locale quindi l'uomo bianco e i suoi insegnamenti incomprensibili erano spesso associati alla stregoneria, Boka.
Quando i missionari e lo Stato coloniale avviarono programmi di istruzione nel nord della Nigeria, le classi dirigenti musulmane rimasero diffidenti. Per questo decisero di inviare nelle "scuole dei bianchi", a livello sperimentale, i figli degli schiavi e quelli delle classi inferiori delle loro comunità. C'è voluto del tempo prima che le classi dirigenti del nord iniziassero ad apprezzare i valori dell'educazione come strumento di modernizzazione e cominciassero a mandare i propri figli a scuola. Ma i bambini della prima generazione delle élite musulmane che frequentarono la scuola occidentale, furono spesso oggetto di derisione da parte dei loro compagni e amici.
Questo pregiudizio persiste tuttora e per questo l'educazione occidentale è classificata come Haram (proibita). La diffidenza nei confronti dell'educazione occidentale è dimostrata dal basso tasso di scolarizzazione di tutti gli Stati del Nord. Oggi ben oltre l'80% dei genitori musulmani nelle aree rurali ma anche urbane del Nord, continua a rifiutarsi di mandare i figli a scuola per acquisire l'educazione occidentale. La situazione delle ragazze poi è ancora peggiore, perché meno del 10% delle bambine va a scuola. Schiere di bambini musulmani che oggi vagano per le strade della Nigeria sono diplomati nelle scuole islamiche, sotto la guida di un insegnante itinerante, Mallam.
Questi ragazzi, senza lavoro, sono la linfa che alimenta sette come la Boko Haram ed altri movimenti millenaristici simili, che spuntano di tanto in tanto nel nord nigeriano.
Oggi i musulmani ordinari si sentono sopraffatti dalla girandola di cambiamenti accaduti nella loro società. Impossibilitati ad accedere agli strumenti di modernizzazione, sono rimasti in gran parte al di fuori del circuito del potere. Nelle città più importanti dei loro Stati, quasi tutte le forme di attività sono gestite da persone che considerano straniere: quasi tutti i commercianti sono del sud e sono quasi tutti i cristiani. Questi ultimi hanno introdotto abitudini, come consumo di alcol, feste cristiane ed uno stile di vita differente, che alimenta il timore dei musulmani ordinari per il futuro delle loro famiglie e della loro fede. La leadership della Boko Haram ha approfittato di questa situazione sostenendo che occorre difendersi dalle "contaminazioni" esterne, e che occorre ritornare ad una società pienamente islamica, anche per far fronte alle carenze dello Stato nigeriano. (L.M.) (Agenzia Fides 29/12/2011)

Sinfonia composta da Kiko



Un grido di sofferenza espresso in musica... Per la prima volta in Palestina, a Betlemme, e' stata eseguita la sinfonia dedicata alla Sofferenza degli Innocenti e composta da Kiko Arguello, fondatore del Cammino Neocatecumenale More

mercoledì 28 dicembre 2011

L'udienza del mercoledì dell'Ottava di Natale



La casa di Nazaret è una scuola di preghiera, dove si impara ad ascoltare, a meditare, a penetrare il significato profondo della manifestazione del Figlio di Dio, traendo esempio da Maria, Giuseppe e Gesù. E' stata dunque dedicata alla Santa Famiglia di Nazaret la catechesi del Papa all'udienza generale di oggi, sempre nell'ambito delle riflessioni sul tema generale della preghiera. Dagli episodi raccontati dai Vangeli, soprattutto quello relativo a Gesù nel tempio di gerusalemme, quando aveva 12 anni, comprendiamo che la Famiglia di Nazaret è il primo modello della Chiesa in cui, intorno alla presenza di Gesù e grazie alla sua mediazione, si vive tutti la relazione filiale con Dio, che trasforma anc ... More

Solo insieme, cristiani e musulmani, possiamo andare lontano" conclude Mons. Onaiyekan.

AFRICA/NIGERIA - "Il terrorismo minaccia tutti, musulmani e cristiani, ma insieme possiamo vincerlo" dice a Fides l'Arcivescovo di Abuja

Abuja (Agenzia Fides) - "Spero che queste persone non siano morte invano, i nigeriani si stanno rendendo conto che il terrorismo ci minaccia tutti, cristiani e musulmani" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. John Olorunfemi Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja, capitale federale della Nigeria, dove a Natale almeno 35 persone sono morte in un attentato che ha colpito la chiesa di Santa Teresa, nel quartiere di periferico di Madalla. Sempre a Natale altre bombe sono esplose presso alcune chiese in altre zone della Nigeria, tra cui una chiesa Pentecostale a Jos, capitale dello Stato di Plateau. Gli attentati sono stati attribuiti alla setta islamica Boko Haram.
"Il giorno di Santo Stefano, quando mi sono recato sul luogo dell'attentato insieme al Nunzio, alla presenza del Ministro dell'Interno, ho approfittato dell'occasione per lanciare un forte appello tramite la stampa locale alla leadership islamica della Nigeria per fare qualcosa" racconta a Fides Mons. Onaiyekan. "Anche se i capi religiosi musulmani continuano ad affermare che i membri della Boko Haram non appartengono al vero islam, devono però riconoscere che questi sono musulmani, buoni o cattivi non importa, e che loro hanno la maggiore possibilità di individuarli e devono dimostrare che lo stanno facendo".
"A questa mia dichiarazione - prosegue Mons. Onaiyekan - è stato dato ampio risalto, ed ha suscitato diversi commenti sui media nigeriani. Diverse importanti organizzazioni e gruppi islamici stanno ora condannando gli attentati. Ho appena ricevuta la telefonata di un gruppo musulmano che ha visitato i feriti all'ospedale e che mi ha chiesto di visitare la chiesa di Santa Teresa.
"Non è il tempo di dire se siamo musulmani o cristiani, dobbiamo affrontare il problema come nigeriani che vivono tutti sotto la minaccia di questa gente. Fra i morti vi erano pure musulmani. La bomba è esplosa in strada, di fronte alla chiesa, ed ha colpito non solo i fedeli che uscivano dalla Messa ma anche passanti comuni. Ho personalmente pregato e benedetto un uomo che è stato gravemente ferito, mentre si trovava in automobile al momento dell'esplosione. E questa persona era musulmana" dice l'Arcivescovo di Abuja.
Mons. Onaiyekan rivela che la Chiesa locale aveva organizzato un servizio di vigilanza per proteggere i luoghi di culto. "Questi coraggiosi giovani hanno creato dei posti di controllo alle due entrate della strada che conduce alla chiesa di Santa Teresa, controllando ogni automobile che passava. L'auto dell'attentatore ha rifiutato di fermarsi. I ragazzi l'hanno seguita fino di fronte alla facciata della chiesa, riuscendo a bloccarla. Mentre stavano discutendo con il guidatore, questi ha fatto esplodere la bomba. Si è quindi trattato di un attentato suicida. Tra le vittime vi è uno dei nostri giovani della sorveglianza, e almeno 3 membri delle forze dell'ordine, tra cui un musulmano" ricorda Mons. Onaiyekan.
"Si tratta di terrorismo che non risparmia nessuno" incalza l'Arcivescovo. "Quando questa gente afferma di volere uno Stato islamico, non si tratta di uno Stato che dà maggiore libertà ai musulmani. Sappiamo cosa intendono per Stato islamico, abbiamo l'esempio della Somalia degli Shabab. Credo che finalmente siamo riusciti a far capire alla stragrande maggioranza dei nostri connazionali musulmani che il terrorismo dei Boko Haram non è solo contro i cristiani. Solo insieme, cristiani e musulmani, possiamo andare lontano" conclude Mons. Onaiyekan. (L.M.) (Agenzia Fides 28/12/2011)

Concerto 3 Colori

Domani sera  All'Auditorium San Zorz:

 29 dicembre 2011 ore 20.30 - Concerto 3 Colori

Clicca per conoscere il programma

Domenica 1 Gennaio 2012


La porta della Basilica
Di nazaret per entrare nel
nuovo anno
    MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO



PRIMA LETTURA (Nm 6, 22-27)
Porranno il mio nome sugli Israeliti, e io li benedirò.

Dal libro dei Numeri

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro:
Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace”.
Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 66)
Rit: Dio abbia pietà di noi e ci benedica.


Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.

SECONDA LETTURA (Gal 4,4-7)
Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli.
E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Ebr 1,1.2)
Alleluia, alleluia.

Molte volte e in diversi modi nei tempi antichi
Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti;
ultimamente, in questi giorni,
ha parlato a noi per mezzo del Figlio.
Alleluia.

VANGELO (Lc 2,16-21)
I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
In questo giorno in cui tutti si augurano ogni bene, la nostra preghiera per tutti gli uomini possa essere in sintonia con la volontà di Dio.
Preghiamo insieme dicendo: Dio della pace, venga il tuo regno!

1. Venga la pace, Signore, nelle Chiese: la fede dei piccoli sia rispettata, i doni dello Spirito siano accolti, il servizio di preti e vescovi sia pieno di cordialità, preghiamo.
2. Venga la pace, Signore, nella nostra società: tutti abbiano il necessario per vivere, i deboli e gli emarginati siano accolti, a tutti i malati e anziani sia data un'umana assistenza, preghiamo.
3. Venga la pace, Signore, nelle nostre famiglie: i giovani e gli adulti non si sottraggano al dialogo, e trovino le parole giuste per comprendersi e rispettarsi nella diversità, preghiamo.
4. Venga la pace, Signore, dove sembra così lontana: nei paesi martoriati dalla guerra, là dove la legge è quella della violenza e del terrore, preghiamo.
5. Venga la pace, Signore, nei luoghi di lavoro e di studio: gli uomini si offrano aiuto reciproco, nel rispetto dei diritti e della diversità dei ruoli, preghiamo.

O Signore, che in Maria hai mostrato che il tuo amore supera ogni nostro sogno e speranza, donaci la forza di non arrenderci mai di fronte alle ingiustizie e ai dolori del mondo, per impegnarci giorno per giorno a costruire nel mondo la tua pace. Per Cristo nostro S