mercoledì 11 luglio 2012

AFRICA/NIGERIA - I militari complici nell'assalto al cimitero nello Stato di Plateau?

Abuja (Agenzia Fides) - Emergono nuovi particolari sul massacro commesso domenica 8 luglio nel cimitero di Matsi (comune di Barkin Ladi, nello Stato nigeriano di Plateau, vedi Fides 10/7/2012) durante i funerali delle vittime degli assalti del 7 luglio ad alcuni villaggi dell'area.
Il deputato Simon Mwadkon, che era presente ed è scampato al massacro, ha reso una testimonianza al quotidiano Nigerian Tribune, in base alla quale sembrano emergere possibili complicità tra gli assalitori e i militari della Joint Task Force (JTF) incaricati di garantire la sicurezza dei presenti. In particolare si afferma che un mezzo militare ha chiuso l'unica via di fuga dal cimitero prima dell'inizio dell'attacco.
Al momento dell'assalto, i soldati di guardia si sono dileguati, lasciando un solo poliziotto a guidare i civili nella fuga, che è stata ostacolata dalla presenza del mezzo militare. Dalla testimonianza raccolta dal quotidiano nigeriano emergono anche ritardi nei soccorsi ai due importanti esponenti politici, il senatore federale Gyang Dantong e il capo della maggioranza al Parlamento dello Stato di Plateau, Gyang Fulani, rimasti uccisi nell'assalto. Secondo le autorità locali, i due politici non sono stati colpiti dagli assalitori ma sono morti nella calca durante la fuga precipitosa causata dalla sparatoria.
Secondo l'On. Mwadkon i recenti massacri compiuti dai Fulani, pastori in maggioranza di fede islamica, rientrano "nell'agenda dei Fulani fin dalla jihad di Usman Dan Fodio, che l'ha dichiarata al fine di islamizzare l'intero nord. È in agenda fin dal 1804, quando i jihadisti non riuscirono ad impossessarsi della regione del Middle Belt (della quale fa parte lo Stato di Plateau), che intendono usare come trampolino di lancio per catturare il sud. Ritengono infatti che una volta assoggettate le minoranze del nord, queste diventeranno docili strumenti per la conquista del sud". (L.M.) (Agenzia Fides 11/7/2012)

Domenica 15 luglio 2012


    XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Am 7,12-15)
Va’, profetizza al mio popolo.


Dal libro del profeta Amos

In quei giorni, Amasìa, [sacerdote di Betel,] disse ad Amos: «Vattene, veggente, ritìrati nella terra di Giuda; là mangerai il tuo pane e là potrai profetizzare, ma a Betel non profetizzare più, perché questo è il santuario del re ed è il tempio del regno».
Amos rispose ad Amasìa e disse:
«Non ero profeta né figlio di profeta;
ero un mandriano e coltivavo piante di sicomòro.
Il Signore mi prese,
mi chiamò mentre seguivo il gregge.
Il Signore mi disse:
Va’, profetizza al mio popolo Israele».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 84)
Rit: Mostraci, Signore, la tua misericordia.


Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.

Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.

Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.


SECONDA LETTURA (Ef 1,3-14)
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo.


Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui, mediante il suo sangue,
abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,
secondo la ricchezza della sua grazia.

Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi
con ogni sapienza e intelligenza,
facendoci conoscere il mistero della sua volontà,
secondo la benevolenza che in lui si era proposto
per il governo della pienezza dei tempi:
ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra.

In lui siamo stati fatti anche eredi,
predestinati – secondo il progetto di colui
che tutto opera secondo la sua volontà –
a essere lode della sua gloria,
noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo.
In lui anche voi,
dopo avere ascoltato la parola della verità,
il Vangelo della vostra salvezza,
e avere in esso creduto,
avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso,
il quale è caparra della nostra eredità,
in attesa della completa redenzione
di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria.

Parola di Dio.

Canto al Vangelo (Ef 1,17-18)
Alleluia, alleluia.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.
Alleluia.

VANGELO (Mc 6,7-13)
Prese a mandarli.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.
E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».
Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli carissimi, donandoci il suo Spirito, che suscita in ognuno diversi carismi, il Padre chiama ciascuno di noi ad essere partecipe della missione di evangelizzazione della Chiesa. PreghiamoLo perché ci conceda ciò di cui abbiamo veramente bisogno.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Ascoltaci, o Signore.

1.      Per la Chiesa: perché ogni membro della Comunità cristiana si senta chiama­to a riscoprire la virtù della povertà, capace di rendere autentica e credibile la testimonianza del Vangelo di Gesù, preghiamo.

2.      Per gli uomini e le donne che si sono allontanati dal cammino della fede a motivo dell'eccessiva attenzione alla ricchezza da parte dei credenti: perché lo Spirito Santo, che guida i cuori, sappia suscitare nella loro vita il desiderio dell'amicizia con il Signore Gesù, preghiamo.

3.      Per tutti coloro che a causa della loro testimonianza soffrono la persecuzio­ne e il rifiuto: perché la nostra fraterna preghiera e la nostra concreta solidarietà so­stengano il loro servizio a Dio e alla Chiesa, preghiamo.

4.      Perché il Signore ci conceda di non aver paura della sua parola, capace di fare luce nella nostra vita, di farci scoprire le ingiustizie che tante volte pratichia­mo, e possiamo cosi adempiere ad una degna riparazione, vivendo la vera ca­rità, preghiamo.

5.      Perché le vacanze estive siano per i cristiani occasione per gustare maggiormente la Parola di Dio e per testimoniare il suo Amore presente e operante in ogni creatura; preghiamo.

6.      Per tutti coloro che, per diversi motivi, vivono nell'inquietudine: perché possa­no riscoprire la loro dignità di figli di Dio e, nell'amicizia con il Signore Gesù real­mente presente nel sacramento dell'Eucaristia, trovino la vera pace, preghiamo.

7.      Per tutti i cristiani: scelti per essere santi e immacolati al cospetto di Dio nella carità, ravvivino la fede nel Signore risorto che hanno accolto e professato nel Battesimo e nella Confermazione e si sforzino ogni giorno di vivere con coerenza il Vangelo, per crescere nella fede, nella speranza e nella carità; preghiamo.

C – Ti benediciamo, o Padre, per tutto ciò che tu operi nella Chiesa, perché in essa hai suscitato la santità di uomini e donne che eroicamente han­no vissuto il servizio dell'annuncio del Regno. Alla loro fraterna intercessione af­fidiamo le preghiere che ti abbiamo espresso, e quelle che ognuno di noi porta nel cuore, sicuri di essere esauditi. Per Cristo nostro Signore.  T - Amen.






martedì 10 luglio 2012

VATICANO - Dichiarazione della Santa Sede sulle Ordinazioni episcopali ad Harbin e a Shanghai (Cina Continentale)

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Riguardo all'ordinazione episcopale del Rev. Giuseppe Yue Fusheng, avvenuta ad Harbin (provincia di Heilongjiang) venerdì 6 luglio corrente, si precisa quanto segue:
l) Il Rev. Giuseppe Yue Fusheng, ordinato senza mandato pontificio e quindi illegittimamente, è incorso automaticamente nelle sanzioni previste dal canone 1382 del Codice di Diritto Canonico. Di conseguenza, la Santa Sede non lo riconosce come Vescovo dell'amministrazione apostolica di Harbin, ed egli è privo dell'autorità di governare i sacerdoti e la comunità cattolica nella provincia di Heilongjiang.
Il Rev. Yue Fusheng era stato informato da tempo che non poteva essere approvato dalla Santa Sede come candidato episcopale, e più volte gli era stato richiesto di non accettare l'ordinazione episcopale senza il mandato pontificio.
2) I Vescovi, che hanno preso parte all'ordinazione episcopale illegittima e si sono esposti alle sanzioni, previste dalla legge della Chiesa, devono riferire alla Santa Sede circa la loro partecipazione alla cerimonia religiosa.
3) Un apprezzamento va a quei sacerdoti, a quelle persone consacrate e a quei fedeli laici che hanno pregato e digiunato per il ravvedimento del Rev. Yue Fusheng, per la santità dei Vescovi e per l'unità della Chiesa in Cina, in particolare nell'amministrazione apostolica di Harbin.
4) Tutti i cattolici in Cina, Pastori, sacerdoti, persone consacrate e fedeli laici, sono chiamati a difendere e a salvaguardare ciò che appartiene alla dottrina e alla tradizione della Chiesa. Anche nelle presenti difficoltà essi guardano con fiducia al futuro, confortati dalla certezza che la Chiesa è fondata sulla roccia di Pietro e dei suoi Successori.
5) Confidando nell'effettivo desiderio delle Autorità governative cinesi di dialogare con la Santa Sede, la medesima Sede Apostolica auspica che dette Autorità non favoriscano gesti contrari a tale dialogo. Anche i Cattolici cinesi attendono passi concreti nello stesso senso, primo fra tutti quello di evitare le celebrazioni illegittime e le ordinazioni episcopali senza mandato pontificio, che creano divisione e recano sofferenza alle comunità cattoliche in Cina e alla Chiesa universale.

È motivo di apprezzamento e di incoraggiamento l'ordinazione del Rev. Taddeo Ma Daqin a Vescovo Ausiliare della diocesi di Shanghai, avvenuta sabato 7 luglio corrente. La presenza da parte di un Vescovo, che non è in comunione con il Santo Padre, era inopportuna e mostra mancanza di sensibilità verso un'ordinazione episcopale legittima.
Dal Vaticano, 10 luglio 2012
(Agenzia Fides 10/07/2012)
SAn giorgio

Nave a fuoco in banchina ma era solo un’esercitazione


SAN GIORGIO DI NOGARO. Incendio a bordo della motonave Sider Marleen, ormeggiata alla banchina Margreth, con conseguente ferimento di un membro dell’equipaggio e sversamento di idrocarburi nel fiume...
L'arcivescovo presenta l'anno pastorale   versione testuale
Mercoledì in cattedrale i vespri alla vigilia dei Santi Patroni

UDINE (10 luglio, ore 9) - Appuntamento per tutti gli operatori pastorali mercoledì 11 luglio, alle ore 20.30 in Cattedrale a Udine, per celebrare con l’Arcivescovo, mons. Andrea Bruno Mazzocato, i Vespri solenni nella vigilia della festa dei santi patroni Ermacora e Fortunato ed accogliere da lui le linee del nuovo anno pastorale alle porte.
 
Un avvenimento ecclesiale, che si ripropone ormai da alcuni anni, a cui mons. Mazzocato dà molta importanza perché il ritrovarsi insieme in questo giorno sottolinea la tensione comune a chiedere l’intercessione dei santi Ermacora e Fortunato affinché ogni comunità diventi sempre più testimone di Cristo e annunciatrice del suo Vangelo nel mondo di oggi.
 
"Il prossimo anno pastorale – anticipa l’Arcivescovo nella sua lettera di invito alla celebrazione rivolto a presbiteri e diaconi, alle Congregazioni religiose maschili e femminili, ai Direttori dei Consigli pastorali foraniali e parrocchiali, ai referenti foraniali d’ambito pastorali e alla Consulta diocesana dei laici – si svilupperà attorno a tre temi profondamente collegati tra di loro: il tema dell’ascolto della Parola di Dio e dell’educazione, in continuità con lo scorso anno, e quello della fede tenendo conto che nel 2012/2013 si vivrà nella Chiesa Cattolica l’Anno della fede, indetto da Benedetto XVI».
 
Nella stessa lettera mons. Mazzocato chiede agli operatori pastorali di «estendere questo invito alle loro comunità e mi auguro di vedervi numerosi in Cattedrale l’11 luglio per condividere un momento speciale di fede, di preghiera e di riflessione».
 
L’Arcivescovo ricorda, inoltre, che l’indomani, giovedì 12 luglio, solennità dei santi Ermacora e Fortunato, patroni oltre che dell’arcidiocesi anche della città di Udine, alle ore 10.30 in Cattedrale, presiederà l’Eucaristia ed invita tutti i presbiteri, in particolare quelli della città, a concelebrare con lui e i fedeli laici a condividere questa solenne celebrazione.

lunedì 9 luglio 2012

Guerra Etnica in Nigeria

AFRICA/NIGERIA - "Il problema è lo scontro tra i Fulani e i Birom" dice l'Arcivescovo di Jos dopo gli ultimi massacri

Abuja (Agenzia Fides) - "Il massacro è originato dallo scontro tra agricoltori e pastori. È un vecchio problema che non è stato ancora risolto" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama, Arcivescovo di Jos e Presidente della Conferenza Episcopale della Nigeria, che si trova a Roma dove ha ritirato il premio "Archivio Disarmo - Colombe d'Oro per la Pace", commentando la serie di attacchi contro villaggi cristiani nello Stato di Plateau, del quale Jos è la capitale. Gli attacchi hanno provocato la morte di almeno 63 persone. In un ulteriore assalto durante i funerali delle vittime, domenica 8 luglio, sono stati uccisi un senatore e un deputato locale.
"A mio avviso il problema è economico" afferma l'Arcivescovo. "I pastori Fulani si sentono vittime di un'ingiustizia perché il loro bestiame è ucciso o rubato e non vengono risarciti delle perdite subite. Penso che la rabbia originata da questa situazione li spinga ad attaccare in questo modo terribile".
Mons. Kaigama non nega che esiste pure una dimensione etnica dello scontro: "Il problema è tra i Fulani e i Birom. Questi due gruppi etnici hanno dispute che durano da molto tempo. Tutti gli attacchi nei villaggi dell'area sono stati sempre concentrati su questi due gruppi. Non ci sono stati attacchi che hanno coinvolto altre tribù". Circa l'eventuale aspetto religioso dello scontro, l'Arcivescovo risponde: "I Fulani sono in maggioranza musulmani, mentre i Birom sono in gran parte cristiani. Per questo motivo è facile dare la lettura 'musulmani attaccano cristiani' oppure 'cristiani attaccano musulmani', ma, come ho detto, il problema è essenzialmente economico ed etnico".
Mons Kaigama pur essendo a Roma si tiene in costante contatto con Jos e rivela a Fides alcuni particolari inediti sugli ultimi massacri: "Ho parlato con il Governatore dello Stato di Plateau che era veramente rattristato e sconvolto per le morti e il livello di distruzione causato dagli attacchi. Egli è convinto che gli autori dei massacri non siano originari del posto ma vengano da fuori. Secondo il Governatore, i Fulani dispongono di un network che va oltre la Nigeria ed è esteso ai Paesi vicini, inoltre gli aggressori sono dei mercenari provenienti da altrove, non sono Fulani residenti nello Stato. Diversi di loro poi indossavano uniformi militari. Non sappiamo quindi se fossero persone travestite da militari oppure se gli assalitori siano stati aiutati da veri soldati. Alla luce di queste rivelazioni non si possono escludere fattori politici, ma a mio avviso il problema principale rimane quello economico per spiegare queste violenze" conclude Mons. Kaigama. (L.M.) (Agenzia Fides 9/7/2012)

domenica 8 luglio 2012



"I miracoli di Cristo non sono una esibizione di potenza, ma segni dell'amore di Dio, che si attua là dove incontra la fede dell'uomo". Con queste parole il Papa ha salutato i fedeli radunatisi nel cortile della residenza estiva di Castel Gandolfo per la recita dell'angelus. Prima della preghiera mariana, commentando il Vangelo odierno, Benedetto XVI ha ricordato che "l'uomo Gesù di Nazareth è la trasparenza di Dio, in Lui Dio abita pienamente". L'incredulità e la chiusura spirituale manifestata dalla gente di Nazareth dinanzi al "figlio di Maria" non solo richiama il celebre detto "nessun profeta è bene accetto tra la sua gente", ma trova anche un suo contrappunto nel nostro tempo. Anche noi, ha prec ... More

Foglietto parrocchiale della domenica 8 luglio 2012


venerdì 6 luglio 2012

Domenica 8 luglio 2012


    XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Ez 2,2-5)
Sono una genìa di ribelli, sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro.


Dal libro del profeta Ezechièle

In quei giorni, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava.
Mi disse: «Figlio dell’uomo, io ti mando ai figli d’Israele, a una razza di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri si sono sollevati contro di me fino ad oggi. Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: “Dice il Signore Dio”. Ascoltino o non ascoltino – dal momento che sono una genìa di ribelli –, sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 122)
Rit: I nostri occhi sono rivolti al Signore.


A te alzo i miei occhi,
a te che siedi nei cieli.
Ecco, come gli occhi dei servi
alla mano dei loro padroni.

Come gli occhi di una schiava
alla mano della sua padrona,
così i nostri occhi al Signore nostro Dio,
finché abbia pietà di noi.

Pietà di noi, Signore, pietà di noi,
siamo già troppo sazi di disprezzo,
troppo sazi noi siamo dello scherno dei gaudenti,
del disprezzo dei superbi.

SECONDA LETTURA (2Cor 12,7-10)
Mi vanterò delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo.


Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, affinché io non monti in superbia, è stata data alla mia carne una spina, un inviato di Satana per percuotermi, perché io non monti in superbia.
A causa di questo per tre volte ho pregato il Signore che l’allontanasse da me. Ed egli mi ha detto: «Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza».
Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Cf Lc 4,18)
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito del Signore è sopra di me:
mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.
Alleluia.

VANGELO (Mc 6,1-6)
Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria.


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle, il Signore si pone accanto a noi e ci chiede di riconoscerlo come Messia e Salvatore. Esprimiamo la nostra fede in lui attraverso una umile e intensa preghiera, con la quale fidarci di Lui e affidarci a Lui.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Apri il nostro cuore alla tua Parola, Signore!

1.      Per il Papa, i Vescovi, i Presbiteri, i Diaconi, i catechisti e per tutti i testimoni della Parola: inviati dal Signore in mezzo agli uomini, vivano la loro dimensione profetica annunciando con franchezza apostolica e con coraggio il Vangelo dell’amore, incarnandolo nelle loro scelte e nei loro comportamenti; preghiamo.

2.      Per tutti i cristiani: vivano le sofferenze e le prove della vita come momento indispensabile per la propria crescita interiore e per sentirsi così associati al Cristo che salva l’uomo nella sofferenza e nella croce; preghiamo.

3.      Per tutti i popoli colpiti da lotte interne: la tensione violenta per la ricerca di una propria identità, sappia armonizzarsi con il rispetto della dignità di ogni persona e dei diritti di ogni popolo; preghiamo.

4.      Per tutti i profeti del nostro tempo, incompresi e rifiutati da noi come dalla gente di Nazareth: non si stanchino di andare controcorrente, additando la Via,  annunziando la Verità e difendo la Vita dal suo nascere al suo naturale tramonto; preghiamo.

5.      Per quanti vivono o si preparano a vivere le vacanze: non diano spazio al lassismo, al materialismo ed al relativismo, ma sappiano cogliere questo come “tempo di grazia”, riscoprendo la bellezza e la gioia che viene dalla Parola di Dio; preghiamo.

6.      Per questa nostra Comunità parrocchiale: non soffochi mai con il pretesto della tradizione o del conformismo ogni germe profetico che in lei si manifesta come esigenza di profonda conversione e di autenticità di vita evangelica; preghiamo.

7.      Per tutti noi, qui riuniti nella Pasqua settimanale: sappiamo attingere da questo incontro la forza per accogliere il Signore che parla al nostro cuore, che si dona nell’Eucaristia e che viene a noi nei fratelli; preghiamo.

C – Benedetto sei tu, o Padre, perché non ti stanchi di donare al mondo il tuo Figlio Gesù Cristo. Nel suo amore egli ha accettato il rifiuto e l’umiliazione, sino alla croce, per aprirci la strada della risurrezione e della vita nuova. Aiutaci a camminare da discepoli, trovando anche nelle spine della nostra carne la forza che viene dal cielo. Per lo stesso Cristo, tuo Figlio e nostro Salvatore, che vive e regna nei secoli dei secoli.   T - Amen.








La Sangiorgina a Mantova si conferma tra le grandi

Canottaggio: ben 12 medaglie per i friulani nelle selezioni giovanili di categoria. Ora c’è attesa per le convocazioni azzurre in vista degli Europei in Portogallo Clicca per leggere la pagina del Messaggero

giovedì 5 luglio 2012

ASIA/SIRIA - Convivialità e solidarietà: la Siria che rifiuta la guerra

Damasco (Agenzia Fides) - Una larga parte della società siriana rifiuta la guerra civile che sta devastando e paralizzando il paese. Uomini e donne di buona volontà, di ogni etnia e religione, rifiutano il settarismo e la logica perversa di un conflitto che ha costretto oltre due milioni di siriani ad abbandonare le loro città e villaggi e a cercare rifugio in zone più tranquille.
Fonti locali di Fides rimarcano, in questa fase di violenza, lo straordinario spirito di aiuto reciproco tra le differenti comunità che compongono il mosaico della società siriana. Famiglie cristiane, sfrattate dalle loro case a causa della violenza, sono accolte da famiglie musulmane; famiglie musulmane sannite sono rifugiate in casa di alawiti; famiglie alawite e musulmane sono ospitate da cristiani. Valori come solidarietà e ospitalità prendono il sopravvento su violenza e odio. All'interno della società siriana sono nate iniziative spontanee di solidarietà verso le vittime del conflitto. Nella provincia di Damasco abitazioni private appartenenti a famiglie benestanti sono state immediatamente rese disponibili per gli sfollati. Moschee, chiese, sale di comunità, hanno aperto le loro porte. Comitati popolari composti da volontari stanno lavorando duramente al servizio degli sfollati. Le barriere, anche quelle fra "governo e opposizione", spesso enfatizzate dai mass media stranieri, sono saltate. In alcune aree i comitati popolari della Mezzaluna Rossa siriana, fedeli allo stato, lavorano con i volontari dei comitati di coordinamento della rivoluzione, senza alcuna distinzione di religione, comunità o appartenenza politica. Gli aiuti raccolti da associazioni musulmane sono distribuiti ai cristiani e gli aiuti raccolti da associazioni cristiane sono distribuiti ai musulmani. Il dolore e la sofferenza unisce la Siria e la riporta alla sua struttura sociale originaria: quella basata su un patto sociale che trascende la configurazione politica.
Vi sono, naturalmente, alcune eccezioni: ad esempio nella città di Nebek, dove imperversano bande armate fuori controllo, gli sfollati di Homs sono stati dichiarati "sgraditi" ed allontanati. Come notano fonti di Fides, alcune fazioni armate e organizzazioni criminali stanno approfittando per trarre vantaggio dal caos: beni e proprietà private vengono così saccheggiate. Tutte le comunità, cristiani, musulmani, drusi, alawiti, lamentano violenza, distruzione, insicurezza e instabilità, e chiedono uno sforzo comune per la pace. (PA) (Agenzia Fides 5/7/2012)

E invita Giairo a non aver paura per la morte della figlia: “soltanto abbi fede”.

"Chi dà per scontata la fede, non la conosce più"   versione testuale
L'Arcivescovo a Gemona per il Capitolo generale delle Suore missionarie del Sacro Cuore
UDINE (1 luglio, ore 20) - La fede in Gesù non è scontata. Chi lo dice, non la conosce più. Così l'Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nell'omelia pronunciata nel tardo pomeriggio a Gemona dalle Suore francescane missionarie del Sacro Cuore, in occasione del loro Capitolo generale, e che pubblichiamo nella sua versione integrale.
 
Care sorelle,
medito con voi la pagina del Vangelo di Marco che la liturgia ci offre in questa domenica. E’ il racconto di due grandi miracoli di Gesù: la guarigione dell’emoroissa e la risurrezione della figlia di Giairo.
L’evangelista ci presenta Gesù che, sceso dalla barca, entra in mezzo alla gente che gli si accalca attorno. Incontra subito persone che sono rovinate dal male e dal male non riescono a difendersi né con le loro forze, né con altri aiuti umani.
E’ rovinata dal male la vita della donna emoroissa che per dodici anni aveva provato tutte le cure, anche dolorose e costose, ma senza risultato.
E’ completamente rovinata la figlia di Giairo e tutta la sua famiglia perché quando si perde una figlia a dodici anni anche la famiglia è segnata per sempre.
Gesù si ferma accanto a queste persone per guarirle e salvarle; per lottare a loro favore contro il male cattivo che era più forte di tutto. Il Vangelo ci assicura che Lui ha in sé la potenza per guarire malattie incurabili e, addirittura, richiamare alla vita una bambina morta. Quella  bambina non rispondeva più neppure alla mamma che chissà quanto la chiamava; risponde a Gesù che le ordina: Io ti dico: alzati!”.
Gesù, però può guarire e salvare se trova la fede nell’uomo che incontra. La fede è così necessaria che all’emoroissa arriva dire: “Figlia, la tua fede ti ha salvata”. E invita Giairo a non aver paura per la morte della figlia: “soltanto abbi fede”.
In questi giorni dedicati al Capitolo provinciale vi state domandando che cosa il Signore chieda alla vostra famiglia religiosa in questo tempo dell’umanità e della Chiesa.
Il brano evangelico ci offre una risposta essenziale. Come cristiane e come consacrate Gesù vi ha chiamate a collaborare con la sua azione di salvezza e di liberazione dal male a favore degli uomini che ne sono schiavi.
E quanto bisogno c’è! Quanto sono vere le parole del libro della Sapienza ascoltate nella prima lettura: “Per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo e ne fanno esperienza coloro che le appartengono”. Quante persone anche oggi hanno la vita rovinata dal male!
La malattia fisica non è neppure il male peggiore; anzi in questo campo la scienza ha fatto grandi progressi. Satana, per invidia e cattiveria, sta rovinando i cuori e, di conseguenze, le famiglie, i rapporti tra persone, l’educazione dei figli, la purezza degli adolescenti e dei giovani, la sensibilità verso i più deboli. Contro questa azione di Satana – che spesso non si chiama neppure per nome – siamo veramente impotenti. Da tante parti ci si lamenta, si fanno dichiarazioni che così non si può andare avanti, si fa qualche piccolo tentativo di sensibilizzare. Ma tocchiamo con mano che con le sole sue forze l’uomo non libera il suo cuore dalla tentazione al male.
A noi cosa chiede Gesù salvatore?
Di passare, come faceva lui, in mezzo agli uomini e collaborare oggi con lui per salvare chi si lascia rovinare dal male o già si è rovinato.
Ma sappiamo come si collabora con Gesù?
Su questo punto abbiamo bisogno di un onesto esame di coscienza perché noi vescovi, sacerdoti, consacrate abbiamo ceduto alla tentazione di lottare con le nostre forze contro il male che prende famiglie e persone. Abbiamo fatto progetti e programmi, incontri e conferenze, strutture e iniziative nuove.
Sono tutte cose utili se, però, sono costruite attorno alla cosa essenziale che Gesù chiede a Giairo: “Soltanto abbi fede!”.
Ci siamo trovati in mezzo a giovani, genitori, famiglie che avevano sempre meno fede; anzi, che davano l’impressione che non erano interessati alla fede. E anche noi abbiamo cercato di aiutarli con le nostre forze, strutture e mezzi umani perché queste cose cercavano e sembrano cercare da noi e non la fede nella potenza di salvezza di Gesù.
Ma i mezzi umani da soli hanno l’efficacia che avevano avuto i medici con la donna emoroissa; magari aveva avuto qualche istante di sollievo ma il sangue non si fermava e la vita se ne andava.
L’unico modo per amare veramente i nostri fratelli e sorelle, spesso rovinati dal male, è collaborare con Gesù e con la sua potenza di salvezza.
E la strada è una sola: “La tua fede ti ha salvata”. Questa è la strada che Gesù ci chiede di indicare agli uomini e su questa strada ci chiede di guidarli.
Ma non si può guidare gli altri su questa strada solo se noi per primi non l’abbiamo percorsa e continuamente ci sforziamo di percorrerla.
Con umiltà e sincerità, allora, dobbiamo continuare a chiederci se abbiamo capito per esperienza che cosa intende Gesù quando dice: “Soltanto abbi fede” e “La tua fede ti ha salvata”.
Una delle tentazioni più sottili del diavolo contro i vescovi, i preti, le consacrate è quella di farci dare per scontata la fede. Quante volte sento dire tra preti o religiosi: la fede in Gesù è scontata e guardiamo, invece, a cosa possiamo fare di concreto nella pastorale e per gli altri. Scusate la durezza ma questa è un’affermazione diabolica perché chi dà per scontata oggi la sua fede temo che proprio non la conosca più.
Non posso soffermarmi più a lungo nel riflettere su cosa significhi “credere in Gesù salvatore”, su quali siano i passi da fare sulla strada della fede, su come si alimenti la fede visto che è dono dello Spirito Santo, su come si verifichi lo stato della nostra fede.
L’Anno della fede, indetto da Benedetto XVI, sarà occasione provvidenziale per approfondire proprio questi aspetti della fede che ho elencato.
Concludo sottolineando ancora il messaggio del brano evangelico che ci è stato proclamato. La nostra vita di consacrate/i ha senso solo se collaboriamo con Gesù e con la sua opera di guarigione dal male che continua anche oggi tra gli uomini. E collaboriamo bene solo se sappiamo guidare i fratelli sulla strada della fede che li porta ad incontrare il Salvatore; la strada percorsa dall’emoroissa e da Giairo. 

martedì 3 luglio 2012



Ridimensionate le accuse a Papa Pacelli mentre si riconoscono le ragioni della neutralità e l'impegno per salvare gli ebrei

lunedì 2 luglio 2012

AFRICA/KENYA - "Si colpiscono le chiese perché sono bersagli facili, ma la motivazione è politica" dice a Fides il Vescovo di Garissa

Nairobi (Agenzia Fides) - "Non penso che si tratti di un problema religioso, ma di una reazione per mettere in imbarazzo il governo di Nairobi per quello che l'esercito keniano sta facendo in Somalia contro gli Shabaab" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Paul Darmanin, Vescovo di Garissa, la località del Kenya dove ieri, domenica 1° luglio, uomini armati, probabilmente integralisti islamici somali Shabaab, hanno attaccato due chiese, tra cui la Cattedrale cattolica.
Mons. Darmanin descrive a Fides gli attacchi: "Il 1° luglio, intorno alle 10,30 del mattino ora locale, sono state lanciate contro la chiesa di Nostra Signora della Consolata due bombe a mano, delle quali solo una è esplosa di fronte all'edificio, non al suo interno, provocando alcuni feriti leggeri. Alla African Inland Church l'attacco è stato più letale. Gli assalitori, dopo aver ucciso due soldati che montavano la guardia al luogo di culto, hanno gettato alcune bombe a mano all'interno dell'edificio dove i fedeli erano riuniti per la funzione religiosa. Lo scopo era farli fuggire fuori, dove sono stati colpiti con gli AK 47 presi ai soldati. Si è trattato di un attacco ben organizzato nel quale almeno 16 persone sono morte e diverse sono ferite gravemente".
Il Vescovo ritiene che la pista più probabile sia quella politica: "Gli Shabaab avevano minacciato rappresaglie per le operazioni condotte dall'ottobre 2011 dall'esercito del Kenya in Somalia. Ora che l'esercito di Nairobi ha accresciuto la pressione su Chisimaio, la loro ultima roccaforte nel sud della Somalia, gli Shabaab hanno aumentato le minacce di colpire in territorio keniano".
"Garissa non è lontana dal confine con la Somalia" continua Mons. Darmanin. "Il confine è facilmente attraversabile nonostante il governo stia facendo del suo meglio per controllarlo".
Chiediamo al Vescovo di Garissa perché se il movente di questi assalti è politico si colpiscono le chiese. "Le chiese sono attaccate perché sono bersagli facili da colpire ("soft target"). Inoltre la popolazione locale è quasi totalmente musulmana, i cristiani sono keniani provenienti da altre zone del Paese, che sono considerati come stranieri almeno da una parte della popolazione autoctona" risponde Mons. Darmanin, che conclude chiedendo a tutti di pregare per la pace nel Paese. (L.M.) (Agenzia Fides 2/7/2012)

domenica 1 luglio 2012

Angelus di domenica 1 luglio



Dobbiamo chiedere con insistenza a Dio che rinnovi la nostra vita. Lo ha ripetuto il Papa, parlando ai fedeli prima della preghiera dell'Angelus, commentando il Vangelo di Marco dell'odierna domenica, che presenta due casi di guarigioni operate da Gesù. Gesù è attento alla sofferenza umana ma oltre a chiedere a Dio la guarigione dai mali dobbiamo riporre in Lui una fede salda, una fede nella Provvidenza che non ci abbandona. A questo proposito Benedetto XVI ha notato che tutti coloro che si prendono cura degli altri devono unire competenza professionale e attenzione umana. E le persone assistite vanno condotte anche all'incontro con Dio in Cristo per aprire i loro cuori a Dio e agli altri. More

Foglio Parrocchiale della Domenica 1 Luglio 2012


sabato 30 giugno 2012

Giairo e Gesù


Con il Vangelo sul lago di Tiberiade - condotto da padre Giuseppe De Nardi More
VATICANO - Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo: la comunità cristiana incoraggiata "a proseguire forte e serena sulla strada della fedeltà a Cristo e dell'annuncio del suo Vangelo"

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - I Santi Apostoli Pietro e Paolo, "colonne della Chiesa nascente", "testimoni insigni della fede, hanno dilatato il Regno di Dio con i loro diversi doni e, sull'esempio del divino Maestro, hanno sigillato col sangue la loro predicazione evangelica. Il loro martirio è segno di unità della Chiesa". Lo ha ricordato il Santo Padre Benedetto XVI all'Angelus di venerdì 29 giugno, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. "Facendo memoria della loro luminosa testimonianza, noi ricordiamo gli inizi venerandi della Chiesa che in Roma crede, prega ed annuncia Cristo Redentore - ha detto il Pontefice -. Ma i Santi Pietro e Paolo brillano non solo nel cielo di Roma, ma nel cuore di tutti i credenti che, illuminati dal loro insegnamento e dal loro esempio, in ogni parte del mondo camminano sulla via della fede, della speranza e della carità. In questo cammino di salvezza, la comunità cristiana, sostenuta dalla presenza dello Spirito del Dio vivo, si sente incoraggiata a proseguire forte e serena sulla strada della fedeltà a Cristo e dell'annuncio del suo Vangelo agli uomini di ogni tempo".
Quindi il Santo Padre ha proseguito: "In questo fecondo itinerario spirituale e missionario si colloca anche la consegna del Pallio agli Arcivescovi Metropoliti, che ho compiuto stamani in Basilica. Un rito sempre eloquente, che pone in risalto l'intima comunione dei Pastori con il Successore di Pietro e il profondo vincolo che ci lega alla tradizione apostolica. Si tratta di un duplice tesoro di santità, in cui si fondono insieme l'unità e la cattolicità della Chiesa: un tesoro prezioso da riscoprire e da vivere con rinnovato entusiasmo e costante impegno."
Il Santo Padre ha celebrato la Messa nella Basilica Vaticana con gli Arcivescovi Metropoliti che hanno ricevuto il Pallio, alla quale ha partecipato una Delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, e "The Choir of Westminster Abbey" ha animato la Liturgia assieme alla Cappella Sistina. Nell'omelia il Pontefice ha sottolineato che "Pietro e Paolo, benché assai differenti umanamente l'uno dall'altro e malgrado nel loro rapporto non siano mancati conflitti, hanno realizzato un modo nuovo di essere fratelli, vissuto secondo il Vangelo, un modo autentico reso possibile proprio dalla grazia del Vangelo di Cristo operante in loro. Solo la sequela di Gesù conduce alla nuova fraternità: ecco il primo fondamentale messaggio che la solennità odierna consegna a ciascuno di noi". Quindi, soffermandosi tra l'altro sul significato della spada con cui la tradizione iconografica raffigura san Paolo, ha spiegato: "noi sappiamo che questa rappresenta lo strumento con cui egli fu ucciso. Leggendo, però, gli scritti dell'Apostolo delle genti, scopriamo che l'immagine della spada si riferisce a tutta la sua missione di evangelizzatore. Egli, ad esempio, sentendo avvicinarsi la morte, scrive a Timoteo: 'Ho combattuto la buona battaglia' (2 Tm 4,7). Non certo la battaglia di un condottiero, ma quella di un annunciatore della Parola di Dio, fedele a Cristo e alla sua Chiesa, a cui ha dato tutto se stesso. E proprio per questo il Signore gli ha donato la corona di gloria e lo ha posto, insieme con Pietro, quale colonna nell'edificio spirituale della Chiesa." (SL) (Agenzia Fides 30/06/2012)

Il diacono Alberto

Chiesa udinese in festa per il nuovo diacono Alberto   versione testuale
Mons. Mazzocato: Non stanchiamoci di chiedere al Signore nuove vocazioni

UDINE (30 giugno, ore 8) - «È una grazia particolare per Alberto ricevere l’ordinazione diaconale sotto l’intercessione dei santi Pietro e Paolo che invocheremo anche nelle litanie dei santi. In essi egli ha anche il più alto esempio di cosa significhi diventare ministri di Cristo e della Chiesa mediante il sacramento dell’ordine sacro». Queste le parole con cui venerdì sera nella Cattedrale di Udine l'arcivescovo mons. Andrea Bruno Mazzocato si è rivolto ai fedeli nell'omelia (TESTO) della celebrazione di ordinazione del nuovo diacono, Alberto Zanier.
 
«Ricevendo questo sacramento – ha detto mons. Mazzocato –, nel suo primo grado, Alberto consacra per sempre tutta la sua persona e la sua giovane vita a Gesù, alla Chiesa e alla sua missione».
 
23 anni, di Piano d'Arta, Alberto è cresciuto in un ambiente familiare nutrito, con i genitori e due sorelle che sono già sposate e hanno dei bambini. Entrato in seminario a 18 anni, da due anni presta servizio a Gemona del Friuli, poi ha svolto servizio di pastorale vocazionale in tutta la diocesi. Da quest'anno, inoltre, è animatore della comunità di Sant'Andrea, dove segue e accompagna chi desidera entrare in Seminario.
 
«Alberto – ha ricordato l'Arcivescovo – fin da piccolo, ha imparato a rispondere alla domanda di Gesù: “Tu chi dici che io sia? Chi sono per te?”. Ha imparato la risposta in famiglia, dall’insegnamento e dall’esempio di bravi sacerdoti che lo hanno guidato e, negli anni più recenti, nella formazione in Seminario. Ha imparato a fare, come Pietro, la sua professione di fede: “Tu sei il Cristo, il Figlio del io vivente? Tu Gesù, sei il centro e il Signore della mia vita”. Con l’ordinazione diaconale, Gesù gli risponde: “Consegna a me definitivamente la tua vita perché ne ho bisogno per la mia Chiesa, per la mia Chiesa che ho in Udine. Ho bisogno di chi annunci il Vangelo, di chi offra ai fratelli la mia grazia mediante i sacramenti, che porti la mia compassione ai più poveri».
 
Al termine dell'omelia mons. Mazzocato non ha dimenticato di invocare il Signore per il dono di nuove vocazioni. «Non stanchiamoci – ha concluso – di chiedere al Padrone della messe che giungano altri giovani chiamati come Alberto al ministero consacrato diaconale e sacerdotale perché la Chiesa di Udine ne ha bisogno».

venerdì 29 giugno 2012

Nuovo diacono a Udine



E’ il carnico Alberto Zanier, che sarà ordinato venerdì in Cattedrale dall’arcivescovo Mazzocato


Chiesa udinese in festa per l’ordinazione di un nuovo diacono in vista del presbiterato. E’ il carnico Alberto Zanier che riceverà il primo grado dell’ordine sacro venerdì 29 giugno, solennità dei Santi apostoli Pietro e Paolo, alle 19 nella Cattedrale di Udine dall’Arcivescovo Andrea Bruno Mazzoccato. Il sentimento che segna l’attesa di questo importante momento è “di grande gioia – sottolinea don Dino Bressan, rettore del Seminario interdiocesano di Castellerio – perché anche quest’anno uno dei figli di questa Chiesa diventa diacono e, quindi, si colloca sulla scia di una continuità di ministri che il Signore ha donato al popolo di Dio”.

Alberto Zanier, 24 anni, è della parrocchia di Santo Stefano protomartire in Piano d’Arta; in questa comunità, dove vive assieme ai genitori e a due sorelle, è cresciuto come persona, come cristiano e ha maturato la sua scelta di disponibilità totale al Signore nel ministero presbiterale. Dopo aver raggiunto la tappa dell’ordinazione diaconale svolgerà il suo servizio pastorale nella Parrocchia di santa Maria Assunta in Gemona del Friuli dove attualmente è impegnato.