martedì 11 settembre 2012

ASIA/LIBANO - Il mosaico religioso libanese

Roma (Agenzia Fides) - Il Libano rappresenta la società religiosamente più composita e diversificata del Medio Oriente, con 18 gruppi confessionali riconosciuti ufficialmente. Tra i cristiani, la Chiesa cattolica maronita - che fa risalire le sue origine alla congregazione monastica autoctona fondata dall'asceta siriaco San Marone all'inizio del V secolo - rappresenta la comunità preponderante. Oltre ai maroniti, la cattolicità libanese comprende anche melkiti, siro-cattolici, caldei, cattolici latini, armeno-cattolici. Le altre denominazioni cristiane comprendono i greco- ortodossi, i protestanti e gli appartenenti alle Chiese orientali ortodosse precalcedonesi (che a suo tempo avevano rifiutato alcune definizioni del Concilio di Calcedonia): Chiesa apostolica armena, Chiesa siro-ortodossa, Chiesa assira, Chiesa copta.
Anche in Libano l'Islam conosce la divisione tra sciiti e sunniti, a cui vanno aggiunti i gruppi - di ascendenza sciita, ma eterodossi - degli alawiti e degli ismailiti e i seguaci della religione drusa, setta di derivazione musulmana che ha assorbito elementi gnostico-esoterici. Permane anche una piccola comunità ebraica, con alcune migliaia di membri concentrati nell'area di Beirut.
I rapporti numerici tra le diverse comunità religiose non possono essere definiti con precisione. I libanesi residenti in patria sono circa 4 milioni e 200mila. Ma dal 1932 nessun censimento ufficiale ha tracciato una mappa dettagliata del Libano dal punto di vista religioso, anche per non alimentare tensioni e mettere a rischio l'equilibrio politico fondato sulla distribuzione delle cariche istituzionali su base confessionale. Le stime ufficiose vanno valutate prendendo atto del fatto che molte comunità tendono a sopravvalutare il numero dei propri membri, e che le statistiche demografiche ufficiali non tengono in conto le centinaia di migliaia di rifugiati palestinesi.
Secondo proiezioni ricorrenti, che fanno riferimento anche alle statistiche fornite dall' Intelligence Usa, attualmente i musulmani insieme ai drusi - valutati da soli intorno al 5 per cento - rappresentano circa il sessanta per cento della popolazione libanese, con una prevalenza degli sciiti sui sunniti e i gruppi minori (alawiti, ismailiti) stimati intorno all'1 per cento. I cristiani nel loro insieme raggiungerebbero la percentuale del 40 per cento della popolazione, con i maroniti valutati intorno al 23 per cento del totale.
Secondo le cifre dell'Annuario Statistico della Chiesa, al 31 dicembre 2011 i cattolici in Libano erano 2.148.000, le circoscrizioni ecclesiastiche 24, i Vescovi 53 (al 31/7/2012), i sacerdoti diocesani 840, i sacerdoti religiosi 703, i diaconi permanenti 33, i religiosi non sacerdoti 147, le religiose 2.650, i catechisti 483, i seminaristi minori 62, i seminaristi maggiori 390. La Chiesa gestisce 647 scuole materne e primarie, 229 scuole medie, 31 scuole superiori e università, 358 centri sanitari, di assistenza e beneficenza. (GV) (Agenzia Fides 11/9/2012)

lunedì 10 settembre 2012

"Il cuore di Maria aiuti il nostro a liberarsi dall'indifferenza"   versione testuale
Durante il pellegrinaggio a Madone di Mont anche un ricordo particolare per mons. Battisti

UDINE (8 settembre, oer 17.30) - “Il cuore di Maria sia vicino al nostro e lo aiuti a liberarsi dalle incrostazioni dell’indifferenza e dalle tante forme di idolatria”. È la richiesta che l’arcivescovo di Udine,mons. Andrea Bruno Mazzocato, ha elavato alla Madone di Mont, a Castelmone, durante il pellegrinaggio diocesano di sabato 8 settembre. Un appuntamento tradizionale e sentito dalle centinaia di pellegrini che si sono ritrovati per la salita a piedi verso il santuario. Un ricordo particolare, quest’anno, è andato a mons. Alfredo Battisti, scomparso il 1 gennaio 2012: “L’anno scorso era qui con noi a concelebrare la Santa Messa – ha spiegato mons. Mazzocato – sappiamo che il pellegrinaggio a Castelmonte è frutto di una sua felice intuizione sbocciata dalla sua profonda fede e dal suo cuore di pastore. In questo momento Mons. Battisti partecipa alla comunione che stiamo vivendo attorno all’altare”.

Rivolgendosi alla Madonna, madre di Gesù, l’arcivescovo ha chiesto una grazia per tutta la Chiesa di Udine: “Maria ci aiuti a rendere più gioiosa e convinta la nostra fede”. “In particolare – ha continuato – preghiamo perché sia più viva e convinta la fede nel cuore di tutti coloro che, in questo tempo, sono educatori dei più piccoli: i genitori, i sacerdoti, i catechisti e animatori, gli insegnanti e i responsabili delle associazioni sportive”. Secondo mons. Mazzocato, “la prima condizione per essere genitori ed educatori cristiani è parlare di ciò a cui profondamente si crede. I figli crederanno a noi se noi crediamo al Signore Gesù non solo a parole e ogni tanto, ma con la vita e con costanza e fedeltà”. Di fatto il pellegrinaggio, quest’anno, è stato anche un momento di preparazione all’imminente inizio dell’Anno della fede che a Udine sarà celebrato, come in tutta la Chiesa, giovedì 11 ottobre in cattedrale. Si tratta di un’iniziativa voluta da Papa Benedetto XVI a ricordo dei cinquant’anni dall’inizio del Concilio Vaticano II e dei vent’anni dalla promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica.
 
Al termine della Santa Messa, celebrata alle 17 sul piazzale del santuario e concelebrata da tutti i sacerdoti presenti, c’è stato l’atto di affidamento a Maria con il canto del «Magnificat» e la solenne benedizione conclusiva.
 


sabato 8 settembre 2012

ASIA/CINA - Una piccola sala di preghiera in una casa privata diventa il centro della comunità in una zona sperduta della Mongolia

Nan Jing (Agenzia Fides) - E' stata inaugurata e benedetta di recente una piccola sala di preghiera di 51 mq, costruita nel cortile di una casa privata di una zelante cattolica, che si trova in una zona sperduta della città di Wu Hai, nella Mongolia Interna. Secondo quanto riferito all'Agenzia Fides da Faith dell'He Bei, i fedeli della zona hanno così potuto partecipare per la prima volta alla Messa celebrata in questa nuova sede senza essere costretti a percorrere decine di chilometri, come uno di loro ha confermato con emozione, sostenendo che "questa sala diventerà anche un centro di evangelizzazione". La comunità cattolica, che appartiene alla parrocchia di Hai Bo Wan, è composta ormai da circa cento fedeli, la maggior parte minatori, operai della fabbrica di mattoni, geologi, contadini. Da anni dovevano percorrere decine di chilometri per partecipare alla Messa domenicale, cambiando anche corriere o autobus.
Una di loro, una devota e zelante cattolica, che insieme ad altri fedeli aveva preparato al battesimo 16 catecumeni, fatto ritornare decine di fedeli che si erano allontanati dalla Chiesa, svolgendo anche una intensa attività caritativa e visitando le famiglie, era molto angosciata, in quanto avvertiva sempre di più l'esigenza di avere un luogo fisso di incontro e di preghiera. Dopo un periodo di preghiera e di ricerca di una soluzione, le è venuta l'idea di costruire una sala nel cortile della propria abitazione. Con il consenso del marito, in due mesi e con una spesa di circa 4 mila euro, finalmente è stata ultimata questa sala, benedetta dal parroco che vi ha presieduto per la prima volta la celebrazione eucaristica cui hanno partecipato le suore della parrocchia e un centinaio di fedeli. (NZ) (Agenzia Fides 2012/09/08)

venerdì 7 settembre 2012

Dalla Cimolai di Porto Nogaro
è partito il ponte di Bordeaux


La Travèe Levante: 2.400 tonnellate di acciaio lunghe 120 metri e larghe 45
Ci vorranno 20 di mare (circa 2.700 miglia) perClicca qui arrivare a destinazione
ASIA/PAKISTAN - Rimsha è libera; il suo caso sostiene il riesame della legge sulla blasfemia

Islamabad (Agenzia Fides) - Questa mattina il giudice pakistano Muhammad Azam Khan ha disposto la libertà su cauzione di Rimsha Masih, l'adolescente cristiana arrestata in Pakistan con l'accusa di blasfemia per aver bruciato alcune pagine del Corano. La quota per la liberazione è stata fissata a 500mila rupie, pari a circa 4500 euro. La richiesta di libertà su cauzione è stata accettata perché le prove sono state giudicate insufficienti a proseguire lo stato di detenzione della minorenne, affetta da disabilità mentale. Il pronunciamento del giudice, dapprima annunciato per le ore 15 locali - quindi dopo la preghiera del Venerdì - è stata poi anticipato a sorpresa.
"La decisione a favore della bimba è positiva per molte ragioni" dichiara all'Agenzia Fides il professor Mobeen Shahid, docente di pensiero e religione islamica presso la Pontificia Università Lateranense. Secondo il professore, "per la prima volta si è riusciti a mostrare con evidenza come la legge sulla blasfemia possa essere manipolata a partire da accuse false. Ciò aiuta la riflessione già in atto su possibili modifiche nelle procedure di applicazione di questa legge". Shadid indica alcuni punti che possono essere oggetto di rettifica: "Prima di accogliere ogni denuncia di blasfemia occorre che i fatti vengano vagliati con rigore attraverso adeguate investigazioni. E anche gli accusatori devono essere tenuti in isolamento, per evitare di istigare reazioni di odio nelle masse, fino a quando l'accusa non è stata provata. Se poi le accuse si rivelano false - e questo viene suggerito anche dagli Ulema - gli accusatori devono essere puniti".
"Il caso di Rimsha - aggiunge a Fides padre Inayat Bernard, condirettore del magazine "The Christian View" di Lahore -, è un'opportunità per riesaminare nel suo insieme l'applicazione della legge sulla blasfemia che tante vittime ha fatto in passato tra le minoranze religiose ma soprattutto fra i musulmani, a causa dei numerosi abusi. La nuova consapevolezza che il caso di Rimsha ha generato nell'opinione pubblica pachistana è un passo avanti e un'opportunità da non perdere per affermare nella società pakistana il rispetto della dignità umana e dei suoi diritti. Come comunità cristiana speriamo che le istituzioni, le forze politiche e le comunità religiose, alla luce di questi ultimi sviluppi, possano convergere nel comune intento di evitare in Pakistan l'uso strumentale della religione". (GV). (Agenzia Fides 7/9/2012).

giovedì 6 settembre 2012

Terex, Cimolai ha fretta: «Operativi entro un mese»


Paola Cimolai (ad del Gruppo): «Dobbiamo rispondere a commesse urgenti» Tra queste le porte del Mose di Venezia. Ci sarà occupazione per 140 persone Clicca Qui
ASIA/CINA - Nella parrocchia di Jiang Yin, della diocesi di Nan Jing, 294 battezzati in otto mesi

Nan Jing (Agenzia Fides) - Nei primi otto mesi del 2012, la parrocchia di Jiang Yin della diocesi di Nan Jing, nella provincia di Jiang Su, ha accolto 294 nuovi membri dopo un lungo cammino di preparazione e di catechesi. Secondo quanto riferisce all'Agenzia Fides Faith dell'He Bei, oltre 400 catecumeni hanno seguito gli incontri di catechismo, e di loro 294 sono stati battezzati. Il responsabile della parrocchia ha sottolineato: "in attesa dell'Anno della Fede, continuiamo a promuovere l'evangelizzazione". Dal 2006 questa parrocchia ha cominciato ad organizzare un Corso per i laici sull'evangelizzazione, che oltre a sensibilizzare i fedeli sulla necessità di contribuire alla missione, intende anche formare i laici sui contenuti della fede e sul metodo più adeguato per rispondere alle esigenze missionarie. La parrocchia inoltre utilizza anche i mezzi più moderni per coinvolgere le persone nella vita parrocchiale e nell'impegno missionario, come contatti sms o via web, senza trascurare la visita alle famiglie. Oggi la diocesi di Nan Jing (Nanchino) conta oltre 100 mila fedeli, una ventina di sacerdoti, una quarantina di suore, 11 chiese e 80 stazioni missionarie. (NZ) (Agenzia Fides 2012/09/06)

Clicca Qui   Dopo le serie dedicate a "Fede e spettacolo" e "Suoni dalle missioni", presentiamo un gruppo di brevi clip prodotte da Nova-T che raccontano, con suoni e immagini, situazioni di vita quotidiana nei quattro angoli del mondo. Nel primo video, ci si immerge nell'atmosfera caotica e sovraffollata di una strada di Guinayangan, remota città delle Filippine: bambini guidano risciò gialli e grigi, in mezzo ai rumori dei motori e dei clacson.

La clip è tratta dal dvd "Il mondo di Barbara Micarelli". Nova-T realizza siti web, documentari per la televisione e web-documentari, fiction e cartoni animati. La serie di clip, che qui presentiamo su gentile concessione di Nova-T, fa parte della serie "Good Noise", rumori e suoni "buoni" dal mondo, che comprende vari dvd, tutti disponibili su richiesta a Nova-T (www.nova-t.it, oppure tel. 011.8991400), o nelle migliori librerie cattoliche. More

martedì 4 settembre 2012

ASIA/PAKISTAN - Dopo il caso di Rimsha, la sfida della legge sulla blasfemia

Islamabad (Agenzia Fides) - Il caso di Rimsha Masih, bambina cattolica accusata di blasfemia, sta avendo un'ampia copertura sui mass media, statali e privati, in Pakistan. E' molto presente anche sulla stampa in urdu, notoriamente più legata ad ambienti islamici conservatori. "Il caso di Rimsha ha dato a leader cristiani e musulmani, opinon makers, intellettuali, leader di Ong, l'occasione di spiegare le dinamiche malvage e l'abuso che viene perpetrato riguardo alla legge sulla blasfemia. Tutto ciò sta generando una nuova consapevolezza nell'opinione pubblica pakistana, che potrebbe portare a una revisione o modifica della legge" nota all'Agenzia Fides p. John Shakir Nadeem, Direttore di "Radio Veritas" in urdu e Segretario della Commissione per le Comunicazioni Sociali, della Conferenza Episcopale del Pakistan. Secondo p. Shakir Nadeem, "tutti si stanno convincendo che l'abuso della legge sulla blasfemia deve essere fermato. Questo è già un grande passo avanti. Si inizia a dire che il governo potrà istituire una Commissione speciale per riesaminare la legge e trovare soluzioni per fermarne gli abusi, soprattutto nel senso di punire quanti la utilizzano con false accuse, come nel caso di Rimsha". In questo dibattito ci sono però anche implicazioni politiche: "Certo, si tratta di un tasto molto delicato, e credo sarà un processo a lunga scadenza, che non penso possa avvenire prima delle elezioni generali del prossimo anno", aggiunge p. Nadeem. (PA) (Agenzia Fides 4/9/2012)

lunedì 3 settembre 2012

Martini, l'abbraccio di Milano al cardinale
Il Papa: pastore generoso

Folla in Duomo per l'ultimo saluto. Il cardinale Comastri: è figlio della Chiesa non sia usato contro

Rimsha:un guadagno non solo per la comunità cristiana, ma per tutto il Pakistan

ASIA/PAKISTAN - Rimsha, "agnello condotto al macello, salva per grazia di Dio"

Islamabad (Agenzia Fides) - "Il caso di blasfemia, di cui è accusata la bambina cattolica Rimsha Masih, è stato manipolato dall'imam della moschea, Khalid Jadoon, che è stato arrestato. Tale atto inumano di accusa ora è stato spiegato. Sono sicuro che sarà fatta giustizia e Rimsha sarà rilasciata, per grazia di Dio. Rimsha è stata coinvolta come un piccolo agnello da macellare e sarà dimostrato che è una vittima del tutto innocente": è quanto dice all'Agenzia Fides p. James Channan OP, Direttore del "Peace Center" di Lahore, illustrando gli ultimi clamorosi sviluppi sul caso di Rimsha Masih. La polizia ha infatti arrestato l'imam Khalid Jadoon con l'accusa di aver fabbricato prove per accusare Rimsha Masih di aver commesso blasfemia. L'arresto è basato sulla deposizione di un testimone oculare musulmano, Hafiz Zubair, che coraggiosamente ha accusato l'imam.
"Il caso di Rimsha - spiega p. James - è davvero un banco di prova di come la minoranza cristiana sia falsamente accusata tramite questa controversa legge sulla blasfemia. Spero che sia fatta giustizia per tutte le vittime innocenti, e auspico che quanti formulano false accuse siano puniti".
Ieri, domenica 2 settembre, p. James Channan OP, p. Pascal Paulus OP, Provinciale dell'Ordine domenicano in Pakistan, P. Francis Nadeem OFM Cap, hanno celebrato una Santa Messa nella chiesa di San Giuseppe a Lahore con l'intenzione di preghiera per il rilascio di Rimsha. I circa mille fedeli intervenuti hanno anche osservato un giorno di digiuno. P. Pascal Paulus ha detto ai fedeli: "In queste circostanze dobbiamo essere saldi nella fede, pregare perché venga meno l'odio e si costruiscano amore e fratellanza nel nostro paese". P. Francis Nadeem, presidente del "Consiglio nazionale per il Dialgo interreligioso", ha ribadito "la fiducia in Dio Onnipotente che consola i cristiani durante persecuzioni e sofferenze". Dopo la celebrazione, molti fedeli musulmani hanno espresso solidarietà e sostegno alla comunità cristiana. (PA) (Agenzia Fides 3/9/2012)

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ASIA/PAKISTAN - I Vescovi: "Con la verità su Rimsha, tutto il Pakistan ne guadagna"

Islamabad (Agenzia Fides) - "Appurare la verità sul caso di Rimsha Masih, e sulle false accuse, è un guadagno non solo per la comunità cristiana, ma per tutto il Pakistan: sarà un beneficio per la democrazia, per la giustizia, per il rispetto della legalità e dei diritti di tutti i cittadini. False accuse di blasfemia, infatti, hanno colpito le minoranze religiose ma anche centinaia di cittadini musulmani": è quanto dichiara all'Agenzia Fides p. Emmanuel Yousaf, Direttore della Commissione "Giustizia e Pace" della Conferenza Episcopale del Pakistan, esprimendo, a nome di tutto l'Episcopato cattolico, "soddisfazione e speranza perché la verità e il bene vincano nella triste vicenda della piccola Rimsha".
P. Yousaf è stato presente questa mattina, 3 settembre, all'udienza nel Tribunale di Islamabad che tratta il caso e informa Fides che la Corte si è aggiornata a venerdì 7 settembre. "Siamo convinti - spiega - che venerdì Rimsha sarà libera. Il suo rilascio sarà una vittoria della verità ma sarà anche una vittoria per tutta la nazione. Il caso di Rimsha diverrà un caso esemplare: da tempo, infatti, i Vescovi e le minoranze religiose, i difensori dei diritti umani, segnalavano gli abusi di tale legge sulla blasfemia. Ora questa distorsione è sotto gli occhi di tutti".
Il Direttore della Commissione "Giustizia e Pace" nota che "non vi sono state manifestazioni di radicali islamici contro Rimsha o in difesa dell'imam arrestato. Anzi, importanti leader islamici come Tahir Ashrafi, del 'All Pakistan Ulema Council', hanno difeso Rimsha e denunciato gli abusi della legge sulla blasfemia, condannando pubblicamente l'imam e chiedendo che sia punito". Il mufti Naeem della moschea "Jamea Bin Nooria" di Karachi ha perfino espresso la disponibilità ad "accogliere ed accudire Rimsha e la sua famiglia", come gesto di solidarietà interreligiosa.
Come riferito a Fides, per dare un risalto nazionale, giuridico e culturale, alla vicenda di Rimsha e renderla un monito per tutti, l'avvocato cattolico Kahalil Tahir Sindhu ha chiesto che i 17 giudici della Corte Suprema del Pakistan emettano un pronunciamento "suo moto" (di propria iniziativa) ribadendo i punti nodali del caso. (PA) (Agenzia Fides 3/9/2012)

sabato 1 settembre 2012

ASIA/INDIA - Oltre 5.000 cristiani dell'Orissa in strada per chiedere giustizia

Bhubaneswar (Agenzia Fides) - Circa 5.000 cristiani sono scesi in strada in Orissa inscenando una manifestazione pacifica per chiedere giustizia, nell'anniversario dei massacri che colpirono la comunità cristiana nel distretto di Kandhamal nel 2008. Come informano fonti locali di Fides, la manifestazione è stata scandita da slogan e striscioni che chiedevano "giustizia, pace e armonia", mentre molti dei partecipanti si erano coperti la bocca con nastro adesivo nero, a significare il silenzio e l'emarginazione in cui sono stati relegati. Il corteo è stato autorizzato solo il giorno prima dalle autorità, che temevano la reazione di gruppi estremisti indù.
Al corteo ha partecipato S. Ecc. Mons. Sarat Nayak, Vescovo di Berhampur, che ha dichiarato pubblicamente: "La pace può venire solo quando è ristabilita la verità e la giustizia". P. Ajay Singh, attivista per i diritti umani dell'Orissa, ha spiegato:"Questo corteo intende rendere omaggio ai morti, chiedere giustizia, sicurezza e mezzi di sussistenza per le vittime. Serve ad attirare l'attenzione del governo e per incoraggiare le vittime a costruire solidarietà fra loro".
In un comunicato inviato all'Agenzia Fides, l'Ong "Christian Solidarity Worldwide", che monitora la condizione dei cristiani, commenta: "E 'importante ricordare che nel 2008 i massacri in Orissa si sono verificati otto mesi dopo una prima ondata di violenza, che era rimasta impunita. L'unico modo per fermare gli estremisti è garantire legalità e giustizia".
In un messaggio inviato a Fides, Mons. John Barwa, SVD, Arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar, in Orissa, definisce gli attacchi del 2008 in Kandhamal "crimini contro l'umanità", poichè "molto diffusi ed eseguiti con un'attenta pianificazione". In Orissa 100 cristiani furono uccisi e i profughi furono 56mila. (PA) (Agenzia Fides 1/9/2012)

Anche avvocati musulmani in sua difesa /"Liberate Rimsha": lettera dei Senatori USA al presidente Zardari

ASIA/PAKISTAN - "Rimsha è innocente e presto sarà libera": anche avvocati musulmani in sua difesa

Islamabad (Agenzia Fides) - "Rimsha è innocente, non ci sono prove contro di lei. Presto sarà libera". È fiducioso Paul Bhatti, Consigliere del Primo Ministro per l'Armonia nazionale e presidente della "All Pakistan Minorities Alliance" (APMA), sul caso della bambina cristiana accusata di blasfemia. Il procedimento a carico davanti a un tribunale di primo grado di Islamabad è stato per l'ennesima volta aggiornato al lunedì 3 settembre, anche perché il giudice è cambiato, mentre la custodia cautelare per la piccola era stata prolungata di 14 giorni. Ma l'andamento del procedimento - nonostante i discorsi infiammatori dell'avvocato di controparte - sembra in discesa: infatti, come riferito a Fides da Bhatti, la perizia operata dalla Commissione medica, che aveva definito Rimsha "minorenne e disabile mentale", è stata confermata dagli esperti. E a seguire il caso di Rimsha l'APMA ha nominato un team di cinque avvocati musulmani, tutti di grande levatura professionale, che operano insieme all'avvocato Tahir Naveed Chaudry. Vista la palese ingiustizia, visto il procedimento legale, visto il sostegno nell'opinione pubblica, nelle istituzioni e anche dei leader musulmani, il collegio difensivo esprime "massima fiducia in un esito positivo della vicenda".
Intanto la bambina resta in carcere: è affidata alle cure di una guardia carceraria donna, che la cura a la accudisce con amorevolezza, ma che non può fare a meno di notarne la sofferenza: la bimba è traumatizzata, piange spesso e cerca i genitori. (PA) (Agenzia Fides 1/9/2012)

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ASIA/PAKISTAN - "Liberate Rimsha": lettera dei Senatori USA al presidente Zardari

Islamabad (Agenzia Fides) - Un gruppo bipartisan di sei senatori americani ha scritto una lettera al presidente pakistano Asif Ali Zardari, chiedendo la liberazione di Rimsha Masih, la minorenne cristiano arrestato con l'accusa di blasfemia, e maggiore impegno per contrastare l'intolleranza religiosa in Pakistan. Nel testo della missiva, pervenuta a Fides, I senatori notano che occorre "garantire sicurezza e un trattamento equo, secondo la legge, a tutti i cittadini pakistani, indipendentemente dalla loro religione", ricordando che i recenti casi di discriminazione religiosa, compreso quello di Rimsha Masih, denotano "un peggioramento della situazione delle minoranze religiose nel paese. Il testo ricorda che, come nel caso di Rimsha, la legge sulla blasfemia "continua a perseguitare persone innocenti". "Sollecitiamo il vostro governo - si legge - a fare di più per prevenire gli abusi e le violenze commesse contro i cristiani, ahmadi, indù e altri minoranze religiose, così come verso membri della comunità musulmana".
I politici USA auspicano, dunque, che Zardari intraprenda "un serio sforzo per porre fine alla ingiusta detenzione di Rimsha. La missiva è stata firmata dai senatori Robert Menendez, Roy Blunt, Ben Cardin, Mark Kirk, Bob Casey, e Mike Johanns. (PA) (Agenzia Fides 1/9/2012)

La Vita Cattolica propone, ma le province unite formano una regione?

Provincia del Friuli con capoluogo Aquileia   versione testuale
La proposta del settimanale diocesano «la Vita Cattolica» in Consiglio regionale


UDINE (30 agosto, ore 15.30) - Due enti di area vasta, uno per la Venezia Giulia e uno per il Friuli, al posto delle attuali 4 Province: un’area metropolitana per Trieste e il suo hinterland, quindi, e una innovativa Provincia di Aquileia, che nasca da un patto di sviluppo territoriale tra Gorizia, Udine e Pordenone. Questa la proposta che oggi, giovedì 30 agosto, ha portato in Consiglio regionale il direttore de «la Vita Cattolica», Roberto Pensa. Una posizione «storica» del settimanale diocesano, da più di due decenni, che nasce anche dall’applicazione di alcuni dei principali cardini della dottrina sociale della Chiesa.

Sussidiarietà: Regione «snella»Il primo obiettivo di una buona riforma istituzionale – dirà ai commissari il direttore Pensa – deve essere il decentramento di competenze e funzioni verso «il basso» da parte della Regione, agli enti pubblici in grado di esercitarle che siano più vicine al cittadino, quindi Comuni e Province. La Regione va, invece, focalizzata sulle funzioni (di assoluta preminenza e rilevanza) legislative, di alto indirizzo e di controllo delle autonomie locali, mantenendo naturalmente la gestione diretta dei servizi che per loro natura risultano indivisibili su scala regionale («in primis» la sanità).

No a enti di «nominati»La dottrina sociale evidenzia come essenziale la partecipazione del cittadino, come singolo o in associazione con altri, direttamente o a mezzo di propri rappresentanti, alla vita culturale, economica, sociale e politica della comunità civile cui appartiene. Questa non verrebbe senz’altro promossa trasformando le Province in enti di secondo grado, cioè non governati da rappresentanti eletti dai cittadini, ma «nominati» dai Comuni. Grande attenzione va posta poi al tema della fusione dei piccoli Comuni. È indiscutibile la necessità di associarsi per lo svolgimento dei servizi. Ma i piccoli Comuni, specie nelle aree montane, ma anche in pianura, sono un elemento fondamentale di aggregazione e di identità delle comunità locali. Vanno comunque mantenuti i municipi e le rappresentanze politiche, il cui costo, comunque, è irrisorio.

La Provincia di AquileiaPer bene comune la dottrina sociale della Chiesa intende «l’insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono sia alle collettività sia ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più celermente». Essendo la nostra Regione composta da due realtà culturali, sociali, economiche, sociologiche e linguistiche molto differenti, ne discende che ciascuna ha diritto di trovare un proprio assetto istituzionale peculiare. Trieste, incentrata sull’attività del porto e delle sue importanti istituzioni culturali e scientifiche, potrebbero trovare risposta nella forma dell’area metropolitana che unisce i livelli amministrativi comunale e provinciale. Per l’area friulana, invece, appare logica l’ipotesi di creare una unica Provincia del Friuli o comunque di avviare un processo federativo tra le Province di Gorizia, Pordenone e Udine, che mantenga l’identità dei singoli enti, ma che imponga la messa in comune di strategie e servizi. Non un «Grande Friuli», cioé la mera «annessione» a Udine delle altre Province, ma una realtà istituzionale nuova e policentrica che nasca da un patto territoriale. L’elemento storico unificante è quello delle comuni radici della Chiesa e del Patriarcato di Aquileia, nel cui ambito hanno trovato storicamente pari dignità tutti i territori che compongono il Friuli e le loro componenti culturali e linguistiche (i friulani, gli sloveni, i germanofoni, le comunità venetofone dell’Isontino, di Grado, Marano e della Destra Tagliamento). Il Friuli trarrebbe una grande utilità dall’affrontare unito le sfide della globalizzazione. Per cogliere queste opportunità, va pensato un ente di area vasta nuovo, che non concentra uffici, personale e competenze al centro, ma che, grazie alle tecnologie dell’informazione e ad assetti organizzativi decentrati (con assessorati distribuiti nelle tre Province), è in grado di lavorare a rete sul territorio, vicino ai cittadini, al tessuto sociale e imprenditoriale, là dove certe tematiche ed esigenze sono particolarmente sentite e sviluppate. Lo stesso capoluogo provinciale potrebbe essere posto non a Udine, ma in un altro luogo che identitariamente possa rappresentare il Friuli intero. Aquileia in primis.

Regione unita contro le disparitàInfine il principio della solidarietà: impegno primario della Regione (la cui unità non può essere messa in discussione) deve rimanere l’impegno forte per superare le diseguaglianze territoriali, economiche e sociali, che colpiscono le aree montane e quelle più acutamente soggette a processi di deindustrializzazione.

La proposta completa del settimanale è consultabile sul sito www.lavitacattolica.it alla sezione «Documenti».

A Molmenti il «Carati d'autore» lignanese

PREMIO AL CAMPIONE OLIMPICO

 


Daniele Molmenti, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Londra 2012 nella specialità canoa- kayak, ha ricevuto mercoledì 29 agosto a Lignano Sabbiadoro, alla Terrazza a Mare, il VII Premio Carati d'autore. A Molmenti, il Premio è andato per «la caparbietà e la tenacia, prettamente friulane, con le quali il campione di Cordenons ha saputo condurre la propria preparazione dalle Olimpiadi di Pechino a quelle di Londra». Alla domanda «Quando hai sentito che avresti vinto la medaglia?», Daniele ha risposto: «A Pechino, quando, nell'altra Olimpiade, l'avevo persa».

Prego per il figlio e tutti i familiari

A Lignano celebrati i funerali dei coniugi uccisi   versione testuale
Durante la Messa il parroco don Fabris ha letto il messaggio dell'Arcivescovo di Udine


UDINE (30 agosto, ore 16.30) - Sono stati celebrati a Lignano i funerali di Paolo Brugato e Rosetta Sostero. Durante la Messa, che si è svolta senza la presenza di telecamere e fotografi, su espressa richiesta dei familiari delle vittime, il parroco della cittadina balneare, don Angelo Fabris, ha letto anche il messaggio inviato dall'Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato.
 
IL MESSAGGIO DELL'ARCIVESCOVO.
 
Dopo aver celebrato domenica scorsa la Santa Messa in suffragio dei coniugi Rosetta Sostero e Paolo Burgano, partecipo, ora, spiritualmente alla celebrazione del loro funerale cristiano.
 
Li affido a Dio Padre e alla sua Misericordia che accoglie tutti i suoi figli che confidano in Lui, purifica i loro peccati e asciuga le loro lacrime.
 
Prego per il figlio e tutti i familiari perché il Signore doni loro forza interiore per  superare questo tremendo momento e continuare, con rinnovata speranza, il cammino della vita.
 
La preghiera unisca, poi, i nostri cuori creando legami di benevolenza e solidarietà reciproca che ci renda più forti contro ogni forma di male.
 
Scenda su tutti benefica la benedizione di Dio Padre per intercessione Maria, Madre della consolazione.
 + Andrea Bruno Mazzocato
 
Udine, 30 agosto 2012

La città testimonierà la propria riconoscenza ai frati cappuccini

Udine saluta e ringrazia i Cappuccini   versione testuale
Messa domenica 2 settembre. Lunedì riapre la mensa. Chiesa affidata a don Driussi

Udine (31 agosto, ore 13) - L’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, lo aveva promesso. La città testimonierà la propria riconoscenza ai frati cappuccini accompagnando con una celebrazione la loro partenza da Udine. E soprattutto che la loro preziosissima opera avrebbe avuto continuità.
 
Promesse mantenute. Domenica 2 settembre, infatti, alle ore 18.30 avrà luogo – nella suggestiva chiesetta di via Ronchi – la Santa Messa presieduta dall’Arcivescovo, quale segno di gratitudine per la significativa presenza dei Cappuccini nella Chiesa e nella società udinese. Ciò che più conta però è il fatto che il loro prezioso testimone è stato raccolto dalla diocesi. Come già anticipato, infatti, continuerà il servizio della «mensa dei poveri», a gestirlo sarà la Caritas. Ma c’è di più. È notizia degli ultimi giorni che anche le attività spirituali curate dai Cappuccini non verrano meno. L’Arcivescovo ha infatti affidato la chiesa di via Ronchi a don Giovanni Driussi - attualmente parroco di San Paolino e della Beata Vergine del Rosario (Laipacco) -, saranno quindi così garanti sia la celebrazione della Santa Messa che il Sacramento della riconciliazione. A coadiuvare don Driussi sarà l’Ordine secolare dei francescani. Una presenza, quella francescana, che - annuncia Sergio Ceccotti - membro del Consiglio di fraternità - «in città aumenterà significativamente perché qui si sposterà il Centro regionale che ora ha sede a Gorizia».
 
Il 3 settembre riaprirà anche la «mensa dei poveri», rimasta chiusa per tre settimane. A parlare del futuro di questa importante realtà caritativa è don Luigi Gloazzo, direttore della Caritas diocesana. «Innanzitutto va detto che c’è una riconoscenza straordinaria, da parte della Chiesa e della società, per tutto quello che i Cappuccini hanno fatto in questi anni per Udine. Riapriremo la mensa con l’esperienza fatta finora, consolidando ad esempio quelli che sono gli offerenti dei generi alimentari, sia istituzionali, sia privati. Abbiamo inoltre messo la mensa in collegamento con il nostro "Asilo notturno". In particolare due persone dell’equipé seguiranno, in forma alternata, la sua organizzazione. Abbiamo ritenuto che fosse positivo e opportuno legare queste due realtà». L’obiettivo è non solo mettere in rete realtà che per molti versi sono complementari, ma soprattutto mettere a frutto le risorse «di chi – sottolinea Gloazzo – ha esperienza con le persone che vivono una situazione di difficoltà. La mensa non è un luogo di distribuzione dei pasti, ma di incontro tra le persone. Questa è la qualità che la Chiesa deve dare».
 
Ci sarà poi grande impegno per valorizzare il preziosissimo lavoro dei volontari che qui prestano già servizio, in particolare per dar vita ad un gruppo affiatato, con una precisa identità e una specifica modalità di rapporto e relazione. Ma don Gloazzo guarda lontano e il suo desiderio è che la mensa diventi patrimonio di tutta la città. «Assieme al Vescovo e alla diocesi, facciamo appello affinchè ogni parrocchia costituisca un gruppetto, anche di 2 o 3 persone, che prestino servizio in via Ronchi, come espressione delle diverse comunità parrocchiali. Queste persone avranno poi modo di raccontare, nelle parrocchie, giorno per giorno la loro esperienza e la realtà che hanno incontrato». A tal proposito mons. Mazzocato ha già avuto nelle scorse settimane un incontro con tutti i parroci della città per dar concretezza a questo significativo progetto. E le istituzioni? L’Arcivescovo – durante la conferenza stampa dello scorso 28 giugno – aveva auspicato l’interessamento da parte delle istituzioni cittadine. Messaggio recepito. «Nei prossimi giorni – spiega il direttore della Caritas – avremo un incontro con il Comune di Udine per definire i dettagli di una convenzione». I passi perché via Ronchi diventi cuore della solidarietà udinese vanno ormai nella giusta direzione.
 

venerdì 31 agosto 2012

Pregate per il Cardinale Martini


La legge anticonversione approvata nello stato del Hhimachal Pradesh

ASIA/INDIA - "La legge anti-conversione viola la Costituzione": sentenza storica per i cristiani

New Delhi (Agenzia Fides) - La legge anticonversione approvata nello stato del Hhimachal Pradesh (nel Nord dell'India) è, in alcune parti, "anticostituzionale". Infatti "una persona non solo ha il diritto alla libertà di coscienza, il diritto a professare una fede, il diritto di modificare la sua fede, ma ha anche il diritto di tenere le sue convinzioni segrete". E' una sentenza storica quella dell'Alta Corte dell'Himachal Pradesh, emessa dai giudici Deepak Gupta e Rajiv Sharma. Il ricorso era stato presentato nel 2011 da un gruppo di organizzazioni cristiane che avevano impugnato la "Legge sulla Religione", emanata nel 2006 ed entrata in vigore nel 2007 (vedi Fides 25/2/2011).
La Corte ha dichiarato che "la Sezione 4 del provvedimento e gli artt. 3 e 5 del documento applicativo violano disposizioni costituzionali". Tali norme dichiaravano illegittima la libera conversione da una religione all'altra, consentendola solo dopo una lunga procedura, indagini e autorizzazioni di un magistrato, e comminando, in caso contrario, multe e sanzioni.
In un comunicato inviato a Fides, il "Consiglio Globale dei Cristiani Indiani" (Gcic), accogliendo con favore la sentenza, ringrazia gli avvocati di diverse religioni che si sono impegnati nel ricorso, sostenendo che la legge viola alcuni diritti fondamentali dei credenti. Il Consiglio, ricordando che "tutte le conversioni, avvenute per libero arbitrio, sono legali, sollecita i governi centrali e statali alla protezione di tutti i credenti che esercitino tale diritto".
P. Dominc D'Abrio, portavoce della Conferenza Episcopale dell'India, nota a Fides: "E' un passo molto positivo, i cristiani ne avranno grande beneficio. La sentenza potrebbe costituire un precedente e avere un effetto domino, incoraggiando ricorsi contro altre leggi anticonversione, dello stesso genere, in vigore in altri stati della Federazione indiana".
Il primo stato ad approvare una legge che vieta le conversioni è stato l'Orissa nel 1967, seguito dal Madhya Pradesh nel 1968 e dall'Arunachal Pradesh nel 1978. Il governo del partito nazionalista indù "Bharatiya Janata Party" (BJP) l'ha introdotta in Gujarat nel 2003 e in Chhattisgarh nel 2006, l'anno dopo è entrata in vigore anche in Himachal Pradesh. Secondo i cristiani, tali leggi, limitando il diritto fondamentali alla libertà religiosa, sono strumenti nelle mani di gruppi estremisti indù, che accusano i cristiani di "proselitismo e conversioni forzate". Sono utilizzate per colpire le minoranze religiose, avvelenando il tessuto sociale e seminando odio all'interno della società indiana. (PA) (Agenzia Fides 31/8/2012)
ASIA/PAKISTAN - Il Direttore delle POM: "Se Rimsha diventa un simbolo, tutto sarà più difficile"

Karachi (Agenzia Fides) - "Se Rimsha diventa un simbolo, per la sua liberazione tutto sarà più difficile. Oggi e domani pregheremo in tutte le chiese per lei e per la sua famiglia": è quanto dice all'Agenzia Fides P. Mario Rodrigues, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) in Pakistan, alla vigilia dell'udienza del 1° settembre, quando il Tribunale di primo grado di Islamabad dovrebbe pronunciarsi sul caso di Rimsha. La difesa aveva presentato una perizia medica che la definiva "minorenne e disabile mentale"; ieri la controparte ha contestato tali risultati.
P. Rodrigues dice a Fides: "Restiamo fiduciosi sulla sua liberazione, perché sia fatta giustizia. Siamo felici per l'appoggio ricevuto da leader musulmani che si sono espressi pubblicamente in favore di Rimsha. Credo che nell'opinione pubblica qualcosa stia cambiando, anche a proposito della legge sulla blasfemia, che da anni noi critichiamo".
Come riferito a Fides, in un incontro del "Gruppo speciale" istituito per monitorare il caso di Rimsha, formato dalla "Pakistan Interreligious League" (PIL) e dal "All Pakistan Ulema Council" (APUC), coalizione di leader religiosi islamici, il presidente della PIL, Sajid Ishaq, ha invitato tutti a "evitare distorsioni e strumentalizzazioni, e a osservare il caso con trasparenza e obiettività".
In un comunicato inviato a Fides, l'Ong "Christian Solidarity Worldwide" nota: "I rinvii del tribunale sono estremamente frustranti e prolungano la sofferenza di Rimsha. La decisione crudele di opporsi perfino alla cauzione è un riflesso della mentalità di coloro che sostengono l'accusa. Speriamo che il giudice possa decidere sul caso senza indebite pressioni o intimidazioni".
La Conferenza Cristiana dell'Asia (CCA), organismo ecumenico formato da numerose Chiese protestanti in Asia, esprimendo "shock e incredulità", scrive in una lettera aperta, inviata a Fides: "Preghiamo ed esprimiamo sentimenti di solidarietà a tutti i cristiani in Pakistan", invitando le istituzioni a "prendere in considerazione la vulnerabilità e l'innocenza di una ragazza indifesa che ora è in stato di shock, separata dai suoi genitori". La Conferenza stigmatizza la "draconiana legge sulla blasfemia" e sostiene la Chiesa e la società civile pakistana "nel chiedere una revisione non solo della legge sulla blasfemia, ma di tutte le leggi che discriminano e puniscono le persone sulla base della religione o del genere". (PA) (Agenzia Fides 31/8/2012)

giovedì 30 agosto 2012

Due articoli di Fides News sul caso Rimsha Masih

ASIA/PAKISTAN - Rimsha, nuovo rinvio: la controparte non riconosce la perizia medica

Islamabad (Agenzia Fides) - Si complica il caso di Rimsha Masih, la bambina 11enne cristiana incriminata per blasfemia in Pakistan. Questa mattina, all'udienza davanti al giudice Javad Abbas, di un Tribunale di primo grado di Islamabad, l'Avvocato difensore della bambina, Tahir Naveed Chaudry, ha trovato una novità: si sono presentati gli avvocati della controparte (in questo caso il ragazzo che aveva presentato la denuncia contro Rimsha, firmando il First Information Report, come testimone oculare dell'atto blasfemo). Finora, nelle udienze precedenti, la controparte era assente. Gli avvocati hanno sollevato un'eccezione, contestando i risultati della perizia svolta su Rimsha dalla Commissione medica e non riconoscendone il rapporto finale. Il giudice ha dunque ordinato che tale relazione sia sottoposta ad una verifica da parte di esperti (medici legali e alti funzionari) dello stato. La Corte ha poi fissato una nuova udienza per dopodomani, 1° settembre.
L'avvocato Tahir Naveed Chaudry, palesando una certa delusione sua e della famiglia di Rimsha, spiega a Fides: "Abbiamo dovuto per la prima volta confrontarci con altri avvocati di parte, hanno fatto il loro lavoro. Ora dovremo aspettare i risultati di questa verifica del Rapporto della Commissione medica, poi tutto sarà nelle mani della Corte. Credo che quella del 1° settembre possa essere comunque l'udienza finale sul caso. Restiamo fiduciosi sull'esito".
Fonti di Fides notano che gli avvocati della "controparte" sono stati probabilmente finanziati da gruppi radicali che si oppongono al rilascio di Rimsha, alcuni dei quali erano in aula. Inoltre hanno pesato le dichiarazioni del Maulana Tahir Ashrafi, leader dell' "All Pakistan Ulema Council": nei giorni scorsi questi ha detto che i latori di false accuse a Rimsha Masih (fra i quali l'imam della moschea del quartiere) dovrebbero essere puniti dalla legge. Ecco dunque avviata una battaglia legale, di cui Rimsha è vittima: come conferma a Fides l'avvocato Chaudry, "la bambina è in carcere e sta male, soffre molto per l'assenza dei genitori".
Peter Jacob, Segretario Esecutivo della Commissione "Giustizia e Pace" della Conferenza Episcopale, commenta a Fides: "E' triste che, come per Rimsha, casi di false accuse di blasfemia continuino a verificarsi: è un trend che si riconosce in Pakistan e che andrebbe fermato. Tuttavia va notata una grande simpatia verso Rimsha e la vasta copertura dei media pakistani: ciò conferma la sensibilità crescente nella società civile, nei media e anche nella comunità musulmana. In Pakistan c'è una introspezione sui significati e sulle conseguenze di questa legge. Auspichiamo che siano introdotte alcune salvaguardie per fermare gli abusi e tutelare le vittime innocenti. Credo che il dibattito sui mass media possa creare le condizioni e un terreno culturale utile per intervenire e modificare la legge". (PA) (Agenzia Fides 30/8/2012)

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ASIA/PAKISTAN - Leader musulmani: "Rimsha va rilasciata, lo dice la sharia"

Islamabad (Agenzia Fides) - Ibtisam Elahi Zaheer è un leader musulmano salafita. Attuale segretario generale della "Jamiat Ahle Hadith" ("Assemblea dei seguaci dei detti del Profeta"), partito politico-religioso, parte della rete fondamentalista islamica "Muttahida Majlis-e-Amal", presente in Parlamento. E' direttore della rivista mensile "Al-Ikhwah", pubblicata in urdu, che ha ampio seguito nei settori fondamentalisti e fra i giovani salafiti. Negli anni scorsi è stato in prima linea a tutte le manifestazioni di fondamentalisti per definire "intoccabile" la legge sulla blasfemia. Secondo le informazioni pervenute a Fides, ora Ibtisam Elahi Zaheer ha parlato in favore di Rimsha Masih, la bambina cristiana accusata di blasfemia: "Se si appura che è minorenne, va rilasciata, e se le accuse sono false, i colpevoli vanno puniti. Nessuno ha il diritto di farsi giustizia da solo. La legge sulla blasfemia ha bisogno di emendamenti procedurali per evitare gli abusi".
Dopo le parole del mullah Tahir Ashrafi, leader dell' "All Pakistan Ulema Council", che ha difeso Rimsha nei giorni scorsi, chiedendo "una indagine imparziale e protezione per la comunità cristiana", si amplia in Pakistan il fronte di leader musulmani studiosi e intellettuali, che si sono espressi in favore di Rimsha. Fides ha raccolto le opinioni di alcuni leader di varie organizzazioni e istituti islamici.
Secondo Muhammad Hussain Akbar, capo della "Idara Minhaj-ul-Hussain", "la ragazza, minorenne, non ha colpe e deve essere liberata immediatamente". Pir Shafaat Rasool, Amministratore della madrasa "Bilal Markaz" di Lahore, rimarca che anche secondo la sharia la bambina è senza colpe: "L'islam protegge tutti i non musulmani. Per comprovare l'accusa nei confronti di un minorenne l'islam prescrive una procedura diversa rispetto a quella prevista per una persona matura. Invece di infliggere una punizione, l'islam consiglia di insegnare e guidare un bambino con amore e simpatia, se commette un errore. Pertanto, a mio parere, Rimsha deve essere rilasciata immediatamente".
Concorda Allama Mushtaq Hussain Jafri, Presidente dell'organizzazione "Tahafuz-e-Pakistan Jafria": "L'islam rispetta e protegge i diritti di tutti e prevede procedure diverse, quando si ha a che fare con i bambini. Inoltre non si può attribuire a un altro una frase finchè l'accusa non è provata".
Allama Javed Akbar Saqi, capo della "Wahdat-e-Islami" e Segretario Generale del "Comitato interreligioso per la Pace" del Punjab afferma: "La ragazza è minorenne e disabile mentale. Urge una indagine imparziale. La vicenda sembra viziata e artefatta. In passato episodi come questi si sono rivelati falsi e senza fondamento". Anche secondo Hafiz Muhammad Mudassar, leader della "Khateeb Jamia Masjid Anwaar-e-Madina", "la ragazza non è adulta ed mentalmente inferma. Non è opportuno imputarle accuse. Deve essere liberata immediatamente".
Liaqat Baloch, Segretario generale della "Jamat-e-Islami", annuncia il suo impegno: "Stiamo cercando di trovare una soluzione per risolvere la situazione. Si deve tener conto che la ragazza è minorenne e ha problemi mentali. Mi sembra che ci sia troppa illegalità in Pakistan e che nessuno sia al sicuro".
Secondo alcuni studiosi interpellati da Fides, la scelta dei leader musulmani sunniti in favore di Rimsha ha una duplice motivazione: religiosa (secondo la legge islamica) e anche politica. Dopo un recente massacro di musulmani sciiti compiuto dai talebani, in Pakistan, infatti, si è acuita la frattura fra musulmani sunniti (la maggioranza) e gli sciiti (il 25%), che in passato erano uniti su questioni inerenti l'islam. Gli sciiti, ritenuti dai talebani "non musulmani", si sono definiti "minoranza" e hanno rotto l'alleanza con i leader di organizzazioni sunnite. Questi ora intendono operare per una riunificazione, cercando una posizione comune su un caso di grande risonanza mediatica come quello di Rimsha. (PA) (Agenzia Fides 30/8/2012)

Video - Sabine, l'olimpionica di Betlemme

(clicca QUI per guardare il video)

 

mercoledì 29 agosto 2012


"La preghiera non è tempo perso, non è rubare spazio alle attività, anche a quelle apostoliche, ma è esattamente il contrario: solo se se siamo capaci di avere una vita di preghiera fedele, costante, fiduciosa, sarà Dio stesso a darci capacità e forza per vivere in modo felice e sereno, superare le difficoltà e testimoniarlo con coraggio".
Parole del Papa nella catechesi dell'udienza generale di questa mattina, tenuta a Castel Gandolfo, in Piazza della Libertà, davanti all'ingresso del Palazzo apostolico, residenza di Benedetto XVI dall'inizio di luglio.
Nel giorno della memoria liturgica del martirio di San Giovanni Battista, il Papa ha ricordato che non è solo uomo di preghiera, ma anche una guida ... More

Domenica 2 sttembre 2012

 XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)


PRIMA LETTURA (Dt 4,1-2.6-8)
Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando … osserverete i comandi del Signore.


Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi.
Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore, vostro Dio, che io vi prescrivo.
Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: “Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”.
Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do?».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 14)
Rit: Chi teme il Signore abiterà nella sua tenda.


Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua.

Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.

Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.

SECONDA LETTURA (Giac 1,17-18.21-22.27)
Siate di quelli che mettono in pratica la Parola.


Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Fratelli miei carissimi, ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre, creatore della luce: presso di lui non c’è variazione né ombra di cambiamento. Per sua volontà egli ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creature.
Accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza. Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi.
Religione pura e senza macchia davanti a Dio Padre è questa: visitare gli orfani e le vedove nelle sofferenze e non lasciarsi contaminare da questo mondo.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gc 1,18)
Alleluia, alleluia.
Per sua volontà il Padre ci ha generati
per mezzo della parola di verità,
per essere una primizia delle sue creature.
Alleluia.

VANGELO (Mc 7,1-8.14-15.21-23)
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini
.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». E diceva : «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

Parola del Signore


PREGHIERA DEI FEDELI

C – Fratelli e sorelle, dopo aver accolto con docilità la Parola che il Signore ha seminato in noi, invochiamo la sua grazia, perché ciò che abbiamo ascoltato porti frutti di vita eterna.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Rinnovaci, Signore, con la forza del tuo Spirito.

1.     Per la Chiesa, perché ogni suo membro, nella fedeltà all’ascolto della Parola di Dio, possa fare l’esperienza di essere amato dal Signore, preghiamo.

2.     Per ogni cristiano, perché viva con purezza di cuore la propria pratica religiosa, amando e sostenendo nella carità fraterna il proprio prossimo, preghiamo.

3.     Per le nostre famiglie, perché diventino sempre più luogo di educazione alla fede, dove i più piccoli e i giovani possano incontrare persone capaci di condurli a Gesù, preghiamo.

4.     Per gli operatori pastorali, perché diffondano sempre più attività di studio della Bibbia e di conoscenza della parola di Dio, preghiamo.

5.     Per la nostra Comunità parrocchiale, perché viva le usanze e le tradizioni popolari come un’occasione per ascoltare la Parola di Dio e crescere nella fede, preghiamo.

6.     Per ciascuno di noi, perché nella partecipazione all’Eucaristia riceva la forza per crescere nella speranza e nell’amore e sappia mettere in pratica i comandamenti di Dio, preghiamo.

C – O Dio, che ci hai convocati per celebrare nella fede il mistero del tuo Figlio, rendici attenti alla voce del tuo Spirito, perché la Parola di salvezza che abbiamo ascoltato diventi nutrimento di vita, luce e viatico per noi e per tutta la Chiesa in cammino verso il Regno. Per Cristo nostro Signore.  

T - Amen.


 

lunedì 27 agosto 2012

ASIA/SIRIA - Violato l'Arcivescovado greco cattolico di Aleppo

Aleppo (Agenzia Fides) - L'episcopio dell'Arcivescovo Metropolita greco-cattolico di Aleppo, Sua Ecc. Mons. Jean-Clément Jeanbart, è stato violato e saccheggiato durante scontri fra miliziani e truppe lealiste. L'Arcivescovo, il suo Vicario e alcuni preti sono fuggiti poche ore prima dell'episodio, avvenuto giovedì scorso, e si sono rifugiati nella casa dei Francescani ad Aleppo. Secondo fonti di Fides nella comunità cattolica locale, i responsabili "sono gruppi non identificati, che intendono alimentare una guerra confessionale e coinvolgere la popolazione siriana in conflitti settari". Come conferma a Fides il francescano p. George Abu Khazen, OFM, Pro-vicario Apostolico della comunità cattolica latina, che ha ospitato i confratelli greco-cattolici, "l'Arcivescovo Jeanbart ha espresso grande preoccupazione e costernazione per l'episodio, e ha ripetuto, scosso, un'unica parola: Perchè?". Poi è partito per il Libano, dove si trova tuttora. Nei giorni successivi, quando i militari hanno ripreso il controllo della situazione, il Vicario di Mons. Jeanbat è potuto tornare in sede, constatando che le porte erano state forzate e che dall'episcopio mancavano diversi oggetti (tra cui computer e proiettore).
P. George spiega che nei giorni scorsi c'è stata battaglia nella città vecchia di Aleppo, e che i combattimenti sono giunti fino alla Fahrat Square, dove vi sono tutti gli arcivescovadi. Oltre a quello greco cattolico (melkita), anche quello cattolico maronita è stato danneggiato. Alcuni miliziani hanno fatto irruzione anche nel museo cristiano bizantino "Maarrat Nahman", danneggiando reperti e alcune icone. Secondo p. George, una soluzione al conflitto "ancora non si vede, perché nessuno degli attori in campo, nazionali e internazionali, fa pressioni per avviare un reale dialogo".
Parlando a Fides, un altro esponente della gerarchia locale, che chiede l'anonimato per motivi di sicurezza, lancia l'allarme: "Con l'intervento, ormai assodato, di gruppi di jihadisti, c'è il tentativo di fomentare odio e conflitti settari. Si registra un crescente numero di milizie islamiste wahabite e salafite, provenienti da Cecenia, Pakistan, Libano, Afghanistan, Tunisia, Arabia, Libia: tali gruppi hanno l'unico scopo di portare caos, distruzione, atrocità, e di paralizzare la vita sociale. La popolazione civile siriana ne è vittima. Ma non cadrà in questa trappola". (PA) (Agenzia Fides 27/8/2012)

Non stanchiamoci di pregare nel segreto del nostro cuore, dentro le nostre famiglie, riunendoci in chiesa

L’appello del vescovo a Lignano:
«Resistiamo uniti a Satana»


Delitto, l’omelia di monsignor Mazzocato:
«Lo spirito del male ha trovato alleati» Clicca qui

domenica 26 agosto 2012

Don Maurizio Zenarola è il nuovo rettore   versione testuale
Succede a don Dino Bressan alla guida del Seminario interdiocesano


UDINE (19 agosto, ore 12) - Don Maurizio Zenarola del clero udinese è il nuovo rettore del Seminario interdiocesano di Udine, Gorizia e Trieste, che ha sede a Castellerio di Pagnacco. Succede a don Dino Bressan, che conclude il suo servizio di rettore iniziato nel 2004. Lo comunica l'arcicescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, anche a nome dell'arcivescovo di Gorizia, mons. Dino De Antoni, e del vescovo di Trieste, mons. Giampaolo Crepaldi.
 
Un avvicendamento naturale, questo deciso dai tre Vescovi, che avviene anche su richiesta dello stesso don Bressan, dichiara mons. Mazzocato: "A nome delle nostre rispettive diocesi, ringraziamo sentitamente don Dino per la testimonianza sacerdotale, la passione per la formazione dei futuri presbiteri e il grande senso di responsabilità profusi nel compito di rettore, affrontando anche impegnative sfide. Contemporaneamente ringraziamo don Maurizio Zenarola per la disponibilità, non facile, ad accettare la proposta di succedergli".
 
Don Maurio Zenarola è nato a Rizzolo di Reana del Rojale l'8 ottobre 1946 ed è stato ordinato sacerdote il 24 ottobre del 1970. Attualmente è parroco di Basiiano, Basagliapenta, Blessano, Orgnano, Variano, Villaorba e Vissandone e vicario foraneo della forania di Variano. Oblato diocesano, è stato impegnato dal 1981 al 1992 nell'Azione cattolica diocesana prima come assistente dei ragazzi, poi dei giovani. Dal 1992 fino al 2010 ha ricoperto l'incarico di direttore della Casa esercizi di Tricesimo.
 
Don Dino Bressan, nato a Charleroi (Belgio) il 5 giugno del 1957 e ordinato sacerdote il 26 settembre 1981, è stato cooperatore parrocchiale di San Giorgio di Nogaro, quindi moderatore del Seminario di Udine dal 1982 al 1992. Nominato parroco di Pradamano nel 1993, ha guidato questa comunità fino al 1997 quando viene chiamato a ricoprire l'incarico di cappellano all'Ospedale civile di Udine. Nel 2004 è stato scelto come rettore del Seminario interdiocesano di Udine, Gorizia e Trieste e direttore dell'Ufficio diocesano di pastorale vocazionale. Ora continuerà nel compito di delegato episcopale per il diaconato permanente e subentrerà a don Zenarola come parroco, appunto, di Basiliano, Basagliapenta, Blessano, Orgnano, Variano, Villaorba e Vissandone e come vicario foraneo della forania di Variano.

sabato 25 agosto 2012

Due Suore

Dopo vari anni di Scuola dell'Infanzia, assistenza agli anziani, catechismo ai più giovani, se ne vanno, cariche di Grazie, la superiora delle Suore di Maria Bambina di San Giorgio di nogaro, suor Marina e Suor Enrica.
Si parla di nove anni di attività per la superiora e quasi trent'anni per Suor Enrica. grazie per essere state qui, a vivere a San Giorgio e a faticare per il vangelo. L'abbiamo fatto anche noi o hanno lavorato al posto nostro?
Di sicuro se sei stato lontano dalla tua Parrocchia è valida la seconda parte della domanda. Le suore sono persone consacrate, tu come laico , a volte hai paura e non offri il tuo tempo, loro sono .... a tempo pieno e per questo ...Grazie!
Pregheremo il Signore per loro  non solo domani alla Messa delle 11.00, ma anche in seguito!

Preghiera per i due coniugi uccisi

Anche l'Arcivescovo in preghiera per i due coniugi uccisi   versione testuale
Domenica, alle 19, una Santa Messa nel duomo di Lignano Sabbiadoro. Lunedì una veglia

UDINE (sabato 25 agosto, ore 16) - Come da tradizione nell’ultima domenica del mese di agosto, l’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, presiederà una Santa Messa nel duomo di Lignano Sabbiadoro, alle 19. Un momento nato come occasione per ringraziare il Signore della stagione turistica che si avvia a conclusione.
 
Quest’anno la celebrazione avrà un sapore diverso: l’Arcivescovo, durante la sua omelia, ricorderà i due coniugi Paolo Burgato e Rosetta Sostero uccisi brutalmente nella loro villetta di Lignano. “Mons. Mazzocato arriva in un momento delicato per la comunità, qui la ferita per quanto è accaduto è non solo aperta ma spalancata”, spiega il parroco di Lignano, don Angelo Fabris. “La gente ha bisogno di parole di speranza e coraggio perché è disorientata”. Mons. Mazzocato pregherà anche per la giovane madre di quattro figli che nei giorni scorsi ha perso la vita in un incidente stradale mentre era in bicicletta sul ponte dello stradone che porta a Lignano. La donna, di nazionalità portoghese e residente ad Aprilia Marittima, stava andando a lavorare in un hotel della località balneare quando è stata investita da un furgone.

Anche lunedì sera i fedeli di Lignano si riuniranno in preghiera nella Chiesa del parco di San Giovanni Bosco per la consueta veglia di preghiera della sera, alle 21.30. “Sarà un momento di riflessione e ricordo sempre dedicato ai due coniugi”.

Domenica 26 agosto, dopo la celebrazione verrà inaugurato il nuovo organo del duomo di Lignano donato in memoria di mons. Mario Lucis. “Celebriamo i 10 anni dalla sua scomparsa – racconta don Fabris – e quest’anno avrebbe compiuto 100 anni”. Come da tradizione, inoltre, l’Arcivescovo benedirà una corona di fiori che i vigili del fuoco deporranno ai piedi della statua della madonna Madre e Regina delle genti dell’Adriatico, che si trova sulla facciata della Chiesa di Sabbiadoro.
 

giovedì 23 agosto 2012

ASIA/PAKISTAN - Due omicidi di cristiani: "Episodi isolati, ma la pressione sui credenti è forte"

Lahore (Agenzia Fides) - Un bambino cattolico assassinato a Faisalabad; un agricoltore cristiano ucciso a Kasur: il Punjab, la provincia che è il cuore pulsante economico, sociale e culturale del Pakistan, si conferma "terra proibitiva" per la comunità cristiana. Nella cittadina di Faisalabad il cadavere di un bambino cattolico, il 14enne Sunil Masih, orfano, è stato ritrovato il 21 agosto dalla polizia con il corpo orrendamente mutilato e con alcuni organi asportati. Il bambino era scomparso due giorni prima dall'orfanotrofio, quando era uscito per recarsi al mercato. Lo conferma a Fides p. Khalid Rashid Asi, Vicario generale della diocesi di Faisalabad e Presidente della Commissione diocesana per i giovani. P. Asi esprime "sdegno, tristezza e dolore di tutta la comunità locale", invocando giustizia. Secondo gli inquirenti, il caso potrebbe essere legato al traffico di organi.
In un altro incidente, il 22 agosto un agricoltore cristiano è stato ucciso nell'area di Kasur, sempre in Punjab, altri sei cristiani sono stati gravemente feriti e si trovano in ospedale, in seguito un attacco di un gruppo di musulmani. L'assalto è motivato dal "land grabbing" (appropriazione delle terre), il tentativo di strappare 40 atteri di terreno coltivabile ai contadini cristiani, vulnerabili e indifesi. I cristiani locali hanno denunciato il fatto alla polizia e chiedono l'arresto dei colpevoli. Come riferisce a Fides il Pastore Mustaq Gill, responsabile dell'Ong LEAD ("Legal Evangelical Association Development"), "casi del genere sono frequenti, soprattutto ai danni di fedeli che dispongono di terre fertili nelle pianure del Punjab. Spesso i cristiani vengono scacciati e i colpevoli restano impuniti". LEAD cerca di difendere i loro diritti.
Khalid Rashid Asi nota che "episodi di violenza come questi sono casi isolati, ma la pressione sui cristiani in Pakistan resta forte e i fedeli debbono lottare per vedere garantiti i loro diritti". (PA) (Agenzia Fides 23/8/2012)

mercoledì 22 agosto 2012

Domenica 26 agosto 2012


  XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)



PRIMA LETTURA (Gs 24,1-2.15-17.18)
Serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio.


Dal libro di Giosuè

In quei giorni, Giosuè radunò tutte le tribù d’Israele a Sichem e convocò gli anziani d’Israele, i capi, i giudici e gli scribi, ed essi si presentarono davanti a Dio.
Giosuè disse a tutto il popolo: «Se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire: se gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume oppure gli dèi degli Amorrèi, nel cui territorio abitate. Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore».
Il popolo rispose: «Lontano da noi abbandonare il Signore per servire altri dèi! Poiché è il Signore, nostro Dio, che ha fatto salire noi e i padri nostri dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; egli ha compiuto quei grandi segni dinanzi ai nostri occhi e ci ha custodito per tutto il cammino che abbiamo percorso e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati. Perciò anche noi serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 33)
Rit: Gustate e vedete com’è buono il Signore.


Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.

Gridano e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.

Molti sono i mali del giusto,
ma da tutti lo libera il Signore.
Custodisce tutte le sue ossa:
neppure uno sarà spezzato.

Il male fa morire il malvagio
e chi odia il giusto sarà condannato.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia.

SECONDA LETTURA (Ef 5,21-32)
Questo mistero è grande: lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa.


Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri: le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, così come Cristo è capo della Chiesa, lui che è salvatore del corpo. E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in tutto.
E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell’acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo: chi ama la propria moglie, ama se stesso. Nessuno infatti ha mai odiato la propria carne, anzi la nutre e la cura, come anche Cristo fa con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo.
Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne.
Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 6,63.68)
Alleluia, alleluia.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita;
tu hai parole di vita eterna.
Alleluia.

VANGELO (Gv 6,60-69)
Da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna
.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

Parola del Signore


PREGHIERA DEI FEDELI

C – Rivolgiamo la comune preghiera a Dio, nostro Padre, perché ci renda veri discepoli e testimoni di Cristo, portatori di speranza e di pace per il mondo intero. Preghiamo insieme e diciamo:

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Accresci, Signore, la nostra fede!

1.     Per la Chiesa, perché nella Celebrazione Eucaristica nel Giorno del Signore, rinnovi la propria professione di fede e testimoni la freschezza della propria speranza che la conduce a servire il Signore con gioia e amore, preghiamo.

2.     Per la Pace nel mondo, perché il Signore tocchi i cuori più induriti con la dolcezza della sua Parola di Vita e il rumore delle armi, dell’odio e della vendetta ceda il posto al dono sublime della Pace che viene dall’Alto, preghiamo.

3.     Per i giovani sposi e per tutte le nostre famiglie, perché crescano nell’amore e sappiano affidarsi al Signore nei momenti di difficoltà e di reciproca incomprensione, preghiamo.

4.     Per tutti coloro che soffrono, piagati nel corpo e nello spirito, perché sia loro evitata l’umiliazione dell’emarginazione e dell’abbandono e possano incontrare la genuina compassione, che ridona speranza e gioia di vivere, preghiamo.

5.     Per coloro che faticano a credere, perché possano scorgere un segno dell’Amore di Dio e assaporare la gioia della sua presenza, preghiamo.

6.     Per ogni cristiano, perché come l’apostolo Pietro sia efficace testimone della propria fede incondizionata che nell’amore di Dio e del prossimo trova il luogo del suo autentico manifestarsi, preghiamo.

7.     Per noi qui riuniti, perché partecipando alla Mensa della Parola del Signore e a quella del suo Corpo e del suo Sangue, impariamo a edificarci giorno per giorno come corpo di Cristo e famiglia di Dio, preghiamo.

C – O Dio, nostra salvezza, che in Cristo tua parola eterna ci dai la rivelazione piena del tuo Amore, guida con la luce dello Spirito questa santa assemblea del tuo popolo, perché nessuna parola umana ci allontani da te, unica fonte di verità e di vita. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.