Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
mercoledì 13 aprile 2011
martedì 12 aprile 2011
Mons. Mazzocato a Torviscosa
L'intervento dell'Arcivescovo, mons. Mazzocato, a Torviscosa
Nella foto: mons. Mazzocato insieme ai presidenti
di Confindustria, Calligaris e Luci.
UDINE (venerdì 8 aprile, ore 12). "Pur nei limiti di ogni opera umana e del momento che stiamo vivendo, mi pare di aver colto un sincero senso di responsabilità sociale nella coscienza di quanti si sono dedicati a quest'impresa con la preoccupazione di salvare il più possibile i posti di lavoro, di operare con un più serio rispetto dell'ambiente, di mantenere in questa comunità l'attività prouttiva che qui ha radici storiche". Lo ha detto l'arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, intervenendo venerdì 8 aprile a Torviscosa all'incontro di presentazione del piano di rilancio della Caffaro da parte del gruppo Bertolini che ha acquistato lo stabilimento chimico di Torvscosa, impegnandosi a realizzare nel prossimo biennio un nuovo impianto di cloro-soda con un investimento di circa 30 milioni di euro, e a riassumere 132 dipendenti (su 231 complessivi), destinati poi ad aumentare con l'avvio di ulteriori investimenti.
Già mesi fa, in occasione della visita pastorale alla forania di Porpetto, mons. Mazzocato si era recato alla Caffaro. "Ricordo - ha detto questa mattina - l'importanza di quell'incontro nel quale erano presenti tutti i protagonisti del coraggioso progetto di rilancio di questo sito industriale e, in particolare, della Caffaro. Pur senza nascondersi le difficoltà, si respirava aria di speranza unita ad una forte determinazione a lavorare in sinergia e ad esperire ogni possibilità. Oggi ho accettato con gioia di partecipare a questa inaugurazione che segna il rilancio dell’attività produttiva della Caffaro grazie all’opera portata a termine con successo dagli stessi protagonisti che avevo allora conosciuto". A questo proposito l'Arcivescovo ha citato le parole che Benedetto XVI, nell'enciclica "Caritas in veritate dedica alla responsabiltià sociale dell'impresa: “Si sta dilatando la consapevolezza circa la necessità di una più ampia responsabilità sociale dell’impresa. Si va diffondendo il convincimento in base al quale la gestione dell’impresa non può tenere conto degli interessi dei soli proprietari della stessa, ma deve anche farsi carico di tutte le categorie di soggetti che contribuiscono alla vita dell’impresa: i lavoratori, i clienti, i fornitori, la comunità di riferimento”.
Di qui il plauso al "senso di responsabilità sociale" di chi ha gestito la vicenda Caffaro. "Per questo - ha concluso mons. Mazzocato - con il saluto desidero esprimere anche la stima della Chiesa di Udine per quest’impresa ben riuscita sia sul piano produttivo che sociale.
Ad essa aggiungo il mio incoraggiamento perché tutti proseguano sulla stra-da di una fattiva corresponsabilità che permetta di trovare una prospettiva la-vorativa anche a quanti rimangono ancora nell’incertezza. Dio continui a proteggere il nostro lavoro, illumini le menti e i cuori e benedica gli sforzi di coloro che si dedicano alla promozione del bene comune in que-sta terra".
Ad essa aggiungo il mio incoraggiamento perché tutti proseguano sulla stra-da di una fattiva corresponsabilità che permetta di trovare una prospettiva la-vorativa anche a quanti rimangono ancora nell’incertezza. Dio continui a proteggere il nostro lavoro, illumini le menti e i cuori e benedica gli sforzi di coloro che si dedicano alla promozione del bene comune in que-sta terra".
Motonave Argo
A maggio rientro a San Giorgio Nogaro tre salme ‘Argo’
(ANSA) – SAN GIORGIO DI NOGARO (UDINE), 11 APR – Tre salme di marittimi sangiorgini deceduti il 26 novembre 1949 nell’ affondamento della motonave ‘Argo’ al largo delle coste croate faranno rientro in paese nel prossimo mese di maggio. E’ uno dei risultati raggiunti dal Comitato per il welfare della gente di mare di Porto Nogaro, presieduto da Angelo Napolitano, riunitosi nella sede portuale friulana. Tra le altre decisioni anche l’istituzione di un servizio navetta da e per porto ‘Margreth’ con l’utilizzo di mezzi e volontari della confraternita ‘La Misericordia’ e l’individuazione di una sistemazione logistica piu’ adeguata e confacente per il Centro assistenziale ‘Stella maris’. (ANSA). GRT
(ANSA) – SAN GIORGIO DI NOGARO (UDINE), 11 APR – Tre salme di marittimi sangiorgini deceduti il 26 novembre 1949 nell’ affondamento della motonave ‘Argo’ al largo delle coste croate faranno rientro in paese nel prossimo mese di maggio. E’ uno dei risultati raggiunti dal Comitato per il welfare della gente di mare di Porto Nogaro, presieduto da Angelo Napolitano, riunitosi nella sede portuale friulana. Tra le altre decisioni anche l’istituzione di un servizio navetta da e per porto ‘Margreth’ con l’utilizzo di mezzi e volontari della confraternita ‘La Misericordia’ e l’individuazione di una sistemazione logistica piu’ adeguata e confacente per il Centro assistenziale ‘Stella maris’. (ANSA). GRT
Informazionimarittime.it riferisce:
Spedizioni da e per l'India, nasce I-2-I
L’India è uno dei mercati del futuro per le aziende italiane e per rispondere a questa sfida Mms e Rushabh, importante spedizioniere indiano, hanno dato vita a I-2-I Logistics (acronimo di Italy to India e India to Italy) con uffici a Genova e a Mumbay per tutti coloro che devono spedire merci da/per l’India. I-2-I Logistics è nata per soddisfare le esigenze del mercato siderurgico dei coils, ma è attrezzata per qualsiasi tipo di segmento merceologico. I contatti per I-2-I Logistics in Italia sono: Fulvio Carlini (fulvio@i2ilogistics.in) e Massimo Corte (massimo@i2ilogistics.in)
Chi è Multi Marine Services. Multi Marine Services è nata nel 1994 come agenzia marittima si è rapidamente evoluta fino a diventare oggi un operatore globale ed integrato del trasporto marittimo presente su tutti i mercati internazionali. L’azienda ha 4 sedi (Genova, Savona, Porto Nogaro e Livorno) e si avvale di 20 collaboratori. I principali segmenti merceologici di cui si occupa Mms sono: forestali, siderurgici, impiantistica e rotabili Nel corso degli ultimi anni Mms ha seguito una media di 180 navi l’anno tra General Cargo, rinfuse solide e liquide, ro/ro.
domenica 10 aprile 2011
Agenzia ASCA: Torviscosa, si torna a faticare!
(ASCA) - Torviscosa, 8 apr - Una dimostrazione di coesione e responsabilita' di tutto il ''sistema Friuli Venezia Giulia'', pubblico e privato, che ha permesso di salvare e rilanciare il polo chimico di Torviscosa: un'operazione che rappresenta un esempio per l'Italia e permette di consolidare un settore cruciale per l'economia di tutto il Paese e le sue esportazioni. Questo il significato della cessione della Caffaro (ex Snia) agli imprenditori Francesco Bertolini e Donato Alfredo Todisco, come e' stato sottolineato nel corso della manifestazione pubblica organizzata oggi al Museo CID di Torviscosa dal commissario straordinario Marco Cappelletto, per condividere con la comunita' locale e regionale il successo della procedura commissariale.
Assieme al sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia, hanno partecipato all'incontro il presidente della Regione Renzo Tondo con la Giunta quasi al completo, che ha tenuto simbolicamente anche una breve riunione negli storici uffici dell'azienda, e moltissimi consiglieri e parlamentari regionali, a testimonianza della collaborazione fra tutte le istituzioni che si e' registrata attorno alla crisi della Caffaro e ai suoi lavoratori.
Tanti i partecipanti alla manifestazioni, tra i quali vanno ricordati il vescovo di Udine Andrea Bruno Mazzocato, il presidente di Confindustria regionale Alessandro Calligaris, il commissario del Comune di Torviscosa Armando Di Nardo, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, e Diana Bracco, del Gruppo chimico Bracco, presente a Torviscosa con una propria unita' produttiva.
Il commissario Marco Cappelletto ha sottolineato i risultati della gestione commissariale, ottenuti grazie alla collaborazione di tutti e in particolare proprio della Regione: dopo 22 mesi il complesso industriale e' stato restituito al mercato, mantenendo sempre gli impianti in attivita', assicurando quindi il reddito ai lavoratori e alle loro famiglie, i rapporti con i fornitori e con i clienti.
Gli imprenditori hanno garantito lavoro da subito per 136 addetti e investimenti per oltre 30 milioni, con l'obiettivo di realizzare fra l'altro, con il sostegno decisivo della finanziaria regionale Friulia e del sistema bancario, un nuovo impianto per la produzione di soda cloro. Restano aperti ancora alcuni problemi, come il risanamento ambientale dell'area (con la relativa quantificazione dei costi) e il futuro di una parte dei lavoratori, che non potranno essere assorbiti nella nuova Caffaro.
Oggi dunque a Torviscosa e' stata celebrata una tappa importante nel percorso di rilancio del polo chimico ma non ancora la conclusione del percorso, che richiedera' - come e' stato da piu' parti rilevato - un ulteriore notevole sforzo di coesione tra il ''sistema Friuli Venezia Giulia'' e i ministeri coinvolti. Torviscosa e' l'esempio di una politica regionale virtuosa, che vuol dire meno spesa corrente e piu' risorse per gli investimenti, una politica il cui compito e' di litigare un po' di meno e di sostenere piu' le imprese e il lavoro, nella prospettiva dello sviluppo e della piena occupazione.
sabato 9 aprile 2011
DAL PORTALE DELLA DIOCESI PROBLEMA CASSA INTEGRAZIONE
Pupulin (Pd): «Occorre aprire con urgenza un tavolo di discussione»
UDINE (8 aprile, ore 16.40) - L'economia del Friuli-Venezia Giulia rimane ancora dentro una stagione molto critica. Si tornano ad affacciare, dopo un breve periodo di rallentamento, situazioni di aziende ed imprese, in quasi tutti i principali settori economici, in notevoli difficoltà. Lo dimostra l’andamento del ricorso alla cassa integrazione guadagni (Cig) nel mese di marzo, appena trascorso, che vede un aumento significativo che riguarda tutti i tipi di cassa integrazione.
I dati. Secondo le rilevazioni dell'Inps riferite da Paolo Pupulin, consigliere regionale del Partito democratico, nell’ultimo mese di marzo, le aziende regionali hanno chiesto 2 milioni 166.466 di ore di cassa con un aumento di oltre il 100% rispetto a febbraio 2011 (erano state chieste 979.858 ore) e quasi allo stesso livello rispetto a marzo 2010 (2 milioni 226.075 le ore chieste). 2010 considerato il peggior anno della storia recente.
«Il rimbalzo straordinario delle richieste – sottolinea Pupulin – è dovuto, da una parte, alla congiuntura che vede un progressivo calo degli ordini, sia a livello del mercato interno che delle esportazioni. Segnala, ugualmente, un andamento discontinuo dell'economia regionale, che fa venire al pettine tutte le difficoltà produttive ed occupazionali che non sono, negli anni passati, state affrontate: dalla frammentazione eccessiva del tessuto imprenditoriale alla semplificazione burocratica, dall’efficienza delle spesa regionale al sostegno all’innovazione ed alla ricerca, soprattutto di prodotto, ad un programma serio di qualificazione e formazione del personale, che contrasti l’imperante precariato».
L'aumento delle richieste di cassa integrazione riguarda tutti e tre gli istituti della cig: le richieste ordinarie (cigo) sono passate da 356.712 ore a febbraio a 607.038 a marzo (un incremento di circa il 70%), mentre le domande di cassa integrazione straordinaria (cigs) sono passate da 549.815 ore in febbraio a 1 milione 366.515 in marzo (+ 110 %). Pesantissima la crescita di Cigd, cassa integrazione in deroga per le piccolissime imprese, passata da 72.743 ore a febbraio a 192.913 a marzo, per uno scarto percentuale di oltre il 150%.
Una severa analisi dimostra, segnala ancora il consigliere del Partito democratico, le crescenti difficoltà delle aziende minori a resistere ad una congiuntura di ridotte ordinazioni, per la decisione delle imprese maggiori di ridurre le attività decentrate all’esterno e per le crescenti difficoltà ad esportare. Il rimbalzo prevedibile della cassa straordinaria manifesta, invece, una prolungata fase di ristrutturazioni aziendali, in corso prevalentemente nelle imprese industriali, processo che probabilmente riguarderà l’intero anno 2011. I casi già conosciuti sono quelli dell’Electrolux, della Fadalti, d’una situazione ad alto rischio per alcune importanti aziende del legno ed arredo della regione ed in particolare della provincia di Pordenone.
Da qui la sollecitazione di Pupulin a Tondo: «A fronte di una situazione regionale di ricorso alla Cig, che si manifesta più pesante della media nazionale (aumento del 45%) non si comprende perché, davanti al rischio di pericoloso declassamento di alcuni comparti produttivi, l’amministrazione Tondo continui a tergiversare». «Occorre aprire con urgenza un tavolo di discussione e di proposta – suggerisce il consigliere – ed un confronto nel consigli regionale per rinnovare i contenuti d’una politica industriale che finalmente affronti questo vero e proprio difficile “passaggio di fase”, che nell’inerzia politica e sociale, potrebbe condurre ad un ridimensionamento industriale ed economico della nostra regione».
DAL PORTALE DELLA DIOCESI TANTI CHIERICHETTI!
Alle 12 l’incontro con l’Arcivescovo in Cattedrale per la S. Messa
UDINE (8 aprile, ore 17) - Domenica 10 aprile ritorna la tradizionale Festa diocesana dei ministranti, più conosciuti come chierichetti. Giunta alla 27ª edizione, si rivolge ai circa 3000 giovanissimi/e che in diocesi offrono il loro servizio liturgico all’interno delle parrocchie, un vero e proprio dono per la comunità cristiana. Questa giornata di riflessione, gioco e preghiera come di consueto si svolge a Udine, presso il Seminario arcivescovile di viale Ungheria n° 22.
Il tema scelto per questa straordinaria festa, spiega don Maurizio Michelutti, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale vocazionale, « è ‘Chiamati a servirLo, guidati dallo Spirito’; uno slogan che sottolinea sia l’aspetto vocazionale che quello spirituale di colui che è ministrante. Il brano di Vangelo che farà da riferimento alla giornata è Giovanni 20,19-22 in cui si parla dell’incontro di Gesù con i suoi discepoli dopo la Risurrezione”.
Il programma della giornata prevede alle ore 8.30 l’apertura dei cancelli del Seminario ai gruppi. Fino alle 9.30 i ragazzi saranno accolti con danze, giochi e musica; seguirà alle 9.30 la presentazione del tema a cui seguiranno gli incontri dei ministranti con i seminaristi e le giovani consacrate. Alle 11.30 si avvierà la lunga processione dei ragazzi verso la Cattedrale dove alle ore 12 l’arcivescovo mons. Mazzocato presiederà la S. Messa e lancerà il suo messaggio ai ministranti.
Dopo il pranzo al sacco, ancora un paio d’ore di grandi giochi fino alle ore 16.30, quando è previsto il gran finale della festa. In caso di pioggia, la giornata si concluderà dopo l’incontro con l’Arcivescovo.
Per informazioni: http://www.seminarioudine.it/; tel. 0432 650265.
venerdì 8 aprile 2011
“Finita l’emergenza sarà difficile riconciliare gli animi” dice il Vicario Generale di Abidjan
AFRICA/COSTA D’AVORIO - La resa di Gbagbo non sembra immediata; Abidjan (Agenzia Fides) - “A parte qualche colpo sporadico, la situazione è calma. In tutte le parrocchie di Abidjan vi sono degli sfollati. Nella sola Cattedrale abbiamo accolto duemila sfollati. Mancano però cibo e medicine” dice all’Agenzia Fides Mons.Yessoh Pierre Claver N’Guessan; Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Abidjan, la capitale amministrativa della Costa d’Avorio, dove sono finora falliti i tentativi di allontanare con la forza l’ex Presidente Laurent Gbagbo dalla sua residenza. Ieri sera, 7 aprile, il Presidente eletto, Alassane Ouattara, in un discorso alla nazione, ha lanciato un appello alla riconciliazione nazionale. Egli ha inoltre dichiarato che le sue forze non tenteranno nuovi assalti alla residenza di Gbagbo, limitandosi a circondarla, e attendendo che l’ex Presidente ed i suoi uomini si arrendano dopo aver finito i viveri e l’acqua.
“Non penso che i combattimenti riprenderanno, penso che prevarrà una soluzione negoziata, ma ci vorrà tempo” afferma Mons. N’Guessan. “Il vero problema sarà riconciliare gli ivoriani. Sarà molto difficile riavvicinare i sostenitori degli uni e degli altri. L’implicazione della Francia, degli Stati Uniti e dell’Unione Africana ha diviso enormemente gli ivoriani” conclude il Vicario.
Le forze di Ouattara, appoggiate dall’ONUCI (la missione delle Nazioni Unite in Costa d’Avorio) e dai militari francesi della “Force Licorne”, controllano ormai la maggior parte del Paese. Gbagbo si è asserragliato nella residenza presidenziale, trasformata in un bunker, assieme a circa 200 fedelissimi. (L.M.) (Agenzia Fides 8/4/2011)
top ^AFRICA/COSTA D’AVORIO - Il Nunzio a Fides: “danni alla Nunziatura” che si trova a 200 metri dal palazzo presidenziale
Abidjan (Agenzia Fides) - “La Nunziatura ha subito alcuni danni. Tutti i vetri sono andati in frantumi per le esplosioni. Stiamo comunque tutti bene e non ci siamo mai mossi dalla nostra sede” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Ambrose Madtha, Nunzio Apostolico ad Abidjan, dove ieri, 7 aprile, le Forze Repubblicane, gli ex ribelli che appoggiano il Presidente eletto Alassane Ouattara, hanno dato l’assalto alla residenza dell’ex Presidente, Laurent Gbagbo, che rifiuta di riconoscere la sconfitta elettorale del 28 novembre. L’assalto è stato però respinto dopo violenti combattimenti. Dopo il discorso del Presidente Ouattara di ieri sera (che ha annunciato un assedio alla residenza di Gbagbo, rinunciando ad un assalto diretto) si odono solo dei colpi sporadici. “La Nunziatura si trova a circa 200-300 metri dalla residenza di Gbagbo. Non possiamo muoverci facilmente, perché tutto intorno vi sono uomini armati. Abbiamo acqua ed elettricità ma le linee telefoniche sono saltate” dice Mons. Madtha, raggiunto attraverso il cellulare da Fides. (L.M.) (Agenzia Fides 8/4/2011)Vai Caterina!
Arriva da Amman la foto di Caterina Navarria vincente!!! Una medaglia d'oro buona per il 2012? Buona per l'Olimpiade? ...Intanto leggiamo l'articolo qui offerto da ilfriuli.it che ringraziamo.
giovedì 7 aprile 2011
Domenica 10 Aprile 2011
V DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)
PRIMA LETTURA (Ez 37,12-14)
Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete.
Dal libro del profeta EzechièleFarò entrare in voi il mio spirito e rivivrete.
Così dice il Signore Dio: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele.
Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio.
Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò». Oracolo del Signore Dio.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 129)
Rit: Il Signore è bontà e misericordia.
Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica. Rit.
Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore. Rit.
Io spero, Signore.
Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora. Rit.
Più che le sentinelle l’aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Egli redimerà Israele
da tutte le sue colpe. Rit.
SECONDA LETTURA (Rm 8,8-11)
Lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio.
Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 11,25.26)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore,
chi crede in me non morirà in eterno.
Lode e onore a te, Signore Gesù!
VANGELO (Gv 11,1-45)
Io sono la risurrezione e la vita
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio d! i Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.
Parola del Signore.
Preghiera dei fedeli
C – Supplichiamo Dio, Padre misericordioso, che in Cristo apre a tutti gli uomini le porte della speranza e della vita.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Signore che ami la vita, ascoltaci!
1. Perché la Chiesa, di cui siamo membra vive, ponga sempre più al centro del suo interesse e della sua azione i poveri e gli oppressi, preghiamo.
2. Perché i potenti della terra sappiano mettere a frutto le energie loro affidate per estinguere la povertà, la guerra, le lotte tra i popoli, e si adoperino perché germoglino in ogni angolo del mondo i doni della pace e della vita, preghiamo.
3. Perché individui e popoli non si lascino travolgere dalla malvagità, dalla menzogna e dall’egoismo, ma affermino sempre e dappertutto la dignità dell’uomo, e la verità che ci fa liberi, preghiamo.
4. Per i ministranti che oggi celebrano la Festa Diocesana e per i loro genitori, perché possano servire meglio il Signore seguendo il suo vangelo anche fuori dall’ambito parrocchiale, preghiamo.
5. Perché la nostra Comunità parrocchiale non ignori le situazioni di bisogno presenti nel suo territorio e sappia dare una risposta adeguata e generosa, preghiamo.
6. Perché noi qui presenti, animati dalla fede in Dio, sostenuti dalla Beata Vergine Addolorata, sua Madre, , possiamo entrare più profondamente nei Giorni santi dell’Ottavario che ci preparano alla Pasqua di Gesù, preghiamo.
7. Perché tutti i nostri fratelli, che ci hanno preceduto nella fede e dormono il sonno della pace, vivano in Cristo in eterno, e perché noi viviamo nella speranza certa di raggiungerli nella comunione dei santi, preghiamo.
C - O Dio, Padre di misericordia, ravviva la nostra fede e donaci il tuo Spirito di vita, perché spezzi le chiusure del nostro egoismo e ci faccia creature nuove nella Pasqua del tuo Figlio, nostro Salvatore e Redentore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. T - Amen.
mercoledì 6 aprile 2011
Agenzia Fides 3 articoli sulla Costa D'Avorio
AFRICA/COSTA D’AVORIO - “Ci sono violente esplosioni nel centro di Abidjan” dice a Fides l’Arcivescovo Kutwa prima che si interrompa la comunicazione
Abidjan (Agenzia Fides) - “Mi trovo in un luogo nascosto. Sono in corso violenti combattimenti. Si sentono dei colpi molto forti” dice, prima che si interrompa la comunicazione, Sua Ecc. Mons. Jean-Pierre Kutwa, Arcivescovo di Abidjan, raggiunto dall’Agenzia Fides nel centro della capitale amministrativa della Costa d’Avorio, dove il Presidente uscente Laurent Gbagbo è ancora asserragliato nella residenza presidenziale, presa d’assalto dalle Forze Repubblicane, vicine al Presidente eletto Alassane Oattara. Secondo notizie di agenzia, forti esplosioni provengono sia dal Palazzo Presidenziale che dalla residenza del Capo dello Stato.La battaglia finale degli uomini di Ouattara, che è riconosciuto dalla comunità internazionale come legittimo Presidente della Costa d’Avorio, è iniziata ieri, 5 aprile. L’ONUCI (la missione delle Nazioni Unite in Costa d’Avorio) e le forze francesi hanno attaccato le armi pesanti delle forze di Gbagbo, sulla base della Risoluzione 1975 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che prevede la protezione dei civili. Durante la notte tra il 5 e il 6 aprile, Gbagbo, che non ha riconosciuto la vittoria di Ouattara nel ballottaggio del novembre 2010, avrebbe cercato una via negoziale, senza esito. (L.M.) (Agenzia Fides 6/4/2011)
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AFRICA/COSTA D’AVORIO - Un “appello alla tolleranza per evitare nuove violenze” lanciato attraverso internet dal parroco del porto di Abidjan
Abidjan (Agenzia Fides) - “Dobbiamo continuare a lanciare appelli alla pace attraverso la rete delle parrocchie, anche grazie a Internet almeno nelle zone dove ancora funziona, perché i responsabili religiosi devono fare appello allo spirito delle persone, invitandole alla tolleranza” dice all’Agenzia Fides, p. Celestine Ikomba, scalibriniano, parroco e cappellano del porto di Abidjan, dove in queste ore infuria la battaglia condotta dalle Forze Repubblicane, vicine al Presidente eletto Alassane Ouattara, per conquistare il Palazzo presidenziale e la residenza del Capo dello Stato, dove è asserragliato il Presidente uscente Laurent Gbagbo. Ogni tentativo negoziale per convincere Gbagbo alla resa sembra essere fallito.“Chi ha ancora Internet funzionante, legga questi messaggi di tolleranza, e chi non lo ha può passare la voce di parrocchia in parrocchia, per diffondere l’appello alla tolleranza. Deve essere fatto ogni sforzo in questo senso” afferma p. Celestine. A seguito di settimane di combattimenti, la situazione umanitaria nel Paese si è aggravata. Secondo l’ONU gli sfollati ivoriani sono più di un milione. Anche ad Abidjan, la capitale economica ed amministrativa del Paese, le condizioni umanitarie sono molto gravi. Le strutture della Chiesa sono state messe a disposizione degli sfollati, come testimonia p. Celestine: “nella parrocchia del porto, dedicata a Sant’Antonio, abbiamo accolto solo ieri 80 sfollati in fuga dai combattimenti, stiamo cercando di trovare il modo di nutrirli e sostenerli”. (L.M.) (Agenzia Fides 6/4/2011)
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AFRICA/COSTA D’AVORIO - Il Nunzio ad Abidjan denuncia gravi violazioni dei diritti umani e testimonia l’aiuto alle vittime da parte della Chiesa
Abidjan (Agenzia Fides) - “Le popolazioni civili sono le prime vittime: subiscono violenze gravi” ha affermato Sua Ecc. Mons. Ambrose Madtha, Nunzio Apostolico in Costa d’Avorio, alla sezione francese di Aiuto alla Chiesa che soffre (Aide à l’Église en Détresse, AED), la quale ha inviato all’Agenzia Fides un comunicato al riguardo. “Vi sono molteplici uccisioni (persone sono state assassinate dai colpi delle armi pesanti, sgozzate, bruciate vive), vi sono rapimenti, saccheggi, ecc…” denuncia il Nunzio. “Le famiglie scappano dalle violenze e si rifugiano in gran parte nelle chiese”. La diocesi di Man (in particolare le città di Agboville e di Duékoué, dove sono state scoperte fosse comuni con centinaia di cadaveri) e le arcidiocesi di Abidjan e di Gagnoa sono le più colpite.“Gli sfollati sono veramente privi di tutto, perché sono stati costretti ad abbandonare ogni cosa per fuggire” spiega Mons. Madtha. “Mancano cibo, acqua potabile, medicine, vestiti. Assistiamo queste persone condividendo con loro il poco che abbiamo. Ma di fronte alla gravità della situazione ed ai bisogni immensi, vi chiediamo di aiutarci” conclude il Nunzio.
L’AED ha inviato aiuti per 25mila euro come prima forma di soccorso. “Non siamo specialisti degli aiuti d’emergenza” dichiara Marc Fromager, Direttore dell’AED, “ma non possiamo rimanere insensibili a questo dramma che si svolge sotto i nostri occhi”.
Papa Benedetto XVI ha lanciato oggi, 6 aprile, un appello per la fine delle violenze in Costa d’Avorio. “Continuo a seguire con grande apprensione – ha detto il Santo Padre - le drammatiche vicende che le care popolazioni della Costa d'Avorio e della Libia stanno vivendo in questi giorni. Mi auguro inoltre - ha aggiunto - che il Cardinale Turkson, che avevo incaricato di recarsi in Costa d'Avorio per manifestare la mia solidarietà possa presto entrare nel Paese. Prego per le vittime - ha proseguito il Papa - e sono vicino a tutti coloro che stanno soffrendo. La violenza e l'odio sono sempre una sconfitta”. (L.M.) (Agenzia Fides 6/4/2011)
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martedì 5 aprile 2011
Nuovi sacerdoti in Cina
ASIA/CINA - La diocesi di Han Dan in festa per sei nuovi sacerdoti
Han Dan (Agenzia Fides) – Oltre 1.800 fedeli sono stati testimoni del grande momento dell’ordinazione di sei sacerdoti della diocesi di Han Dan, celebrata nella solennità dell’Annunciazione del Signore, il 25 marzo. Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, ben 99 sacerdoti hanno concelebrato la solenne Eucaristia seguita dalla processione, presieduta da Sua Ecc. Mons. Yang Xiang Tai, Vescovo diocesano. Nell’omelia il celebrante ha sottolineato che la grande scelta del sacerdozio è molto bella, auspicando il sostegno delle famiglie cristiane alle vocazioni. I nuovi sacerdoti hanno reso grazie al Signore perché li ha scelti, ai genitori che sono stati disponibili ad offrire i propri figli alla Chiesa, alla diocesi che ha dato loro la formazione e l’accompagnamento spirituale, e a tutte le persone che hanno pregato durante il cammino vocazionale.La diocesi di Han Dan, che include 19 distretti civili, si trova nel sud della provincia dell’Hebei. E’ una delle diocesi più grandi della provincia ed anche una della diocesi con maggiore sviluppo e crescita del continente. Vi risiedono oltre 130.000 cattolici su una popolazione di 8.3 milioni di persone. L’evangelizzazione della diocesi risale al grande missionario gesuita P. Matteo Ricci, giuntovi nel ‘500. La diocesi è stata eretta nel 1946. Attualmente possiede più di 100 fra chiese e cappelle, 75 sacerdoti, 137 religiose della Congregazione diocesana dello Spirito Santo Consolatore, 110 religiose della Congregazione diocesana della Madre di Dio, una quarantine di seminaristi. Inoltre la diocesi gestisce diversi dispensari, ambulatori e strutture di assistenza sociale. (NZ) (Agenzia Fides 05/04/2011)
Mi sento come il Boss: intervista a Elisa, la cantante si à già esibita a Udine con Artemia di Torviscosa
Mi sento come il Boss
Intervista a Elisa, che arriva a Udine per due serate e anticipa i contenuti del suo nuovo show ‘doppio’, con un concerto acustico e uno elettrico.
(i concerti si sono già svolti...clicca qui per leggere l'intervista)lunedì 4 aprile 2011
AFRICA/LIBIA - “Si rafforza la volontà di pace” per il Vicario Apostolico di Tripoli, che aggiunge: “ci sono appelli alla Chiesa per la mediazione”
Tripoli (Agenzia Fides) - “Da due giorni su Tripoli non cadono bombe. La situazione è triste per la penuria di cibo e carburante ma almeno è un po’ più tranquilla. Forse ci si è resi conto che per quanto si cerchi di colpire con precisione obiettivi militari, non è sempre possibile non colpire i civili. Capisco le intenzioni di chi bombarda, ma non è così che si risolvono la crisi” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli.
“Mi sembra che si stia rafforzando la volontà di trattare, anche se gli ostacoli da superare sono ancora diversi. Rinnovo l’appello all’Unione Africana ed anche all’Europa perché intensifichino gli sforzi di pace. La popolazione è stanca della guerra e delle bombe” afferma Mons. Martinelli. Alcuni emissari del regime libico si sono recati in alcune capitali europee negli ultimi giorni per cercare una soluzione politica alla crisi.
Mons. Martinelli riporta due episodi che, a suo giudizio, dimostrano la volontà dei libici di trovare una soluzione pacifica: “Due signore, che parlavano un eccellente italiano perché avevano studiato in una scuola cattolica, si sono presentate da me affermando che la Chiesa deve aiutarci a riconciliare il popolo libico”. Il Vicario Apostolico di Tripoli dice inoltre di aver saputo “da una religiosa che opera a Yafran, che le forze ribelli si sarebbero ritirate dopo aver raggiunto un accordo di riconciliazione locale”.
Mons. Martinelli esprime la sua preoccupazione per le aree della Libia dove sono segnalati combattimenti. In particolare Misurata “dove si combatte e non sappiamo la sorte della piccola comunità cattolica, composta da filippini. Anche con Bengasi i collegamenti sono molto difficili”. “A Tripoli la vita della Chiesa prosegue sia pure tra mille difficoltà. Ieri, domenica 3 aprile, abbiamo celebrato due Messe alle quali hanno partecipato numerosi fedeli. È un segno di fede e di comunione profonda”.
Secondo Mons. Martinelli i circa 70 naufraghi eritrei trovati morti sulla spiaggia di Tripoli “dopo essere stati portati all’obitorio della città, sono stati seppelliti nel cimitero cristiano. L’obitorio infatti è pieno di corpi, di persone uccise per i combattimenti ed i bombardamenti. Si è quindi deciso di seppellire quei poveri corpi il più rapidamente possibile”. (L.M.) (Agenzia Fides 4/4/2011)
“Mi sembra che si stia rafforzando la volontà di trattare, anche se gli ostacoli da superare sono ancora diversi. Rinnovo l’appello all’Unione Africana ed anche all’Europa perché intensifichino gli sforzi di pace. La popolazione è stanca della guerra e delle bombe” afferma Mons. Martinelli. Alcuni emissari del regime libico si sono recati in alcune capitali europee negli ultimi giorni per cercare una soluzione politica alla crisi.
Mons. Martinelli riporta due episodi che, a suo giudizio, dimostrano la volontà dei libici di trovare una soluzione pacifica: “Due signore, che parlavano un eccellente italiano perché avevano studiato in una scuola cattolica, si sono presentate da me affermando che la Chiesa deve aiutarci a riconciliare il popolo libico”. Il Vicario Apostolico di Tripoli dice inoltre di aver saputo “da una religiosa che opera a Yafran, che le forze ribelli si sarebbero ritirate dopo aver raggiunto un accordo di riconciliazione locale”.
Mons. Martinelli esprime la sua preoccupazione per le aree della Libia dove sono segnalati combattimenti. In particolare Misurata “dove si combatte e non sappiamo la sorte della piccola comunità cattolica, composta da filippini. Anche con Bengasi i collegamenti sono molto difficili”. “A Tripoli la vita della Chiesa prosegue sia pure tra mille difficoltà. Ieri, domenica 3 aprile, abbiamo celebrato due Messe alle quali hanno partecipato numerosi fedeli. È un segno di fede e di comunione profonda”.
Secondo Mons. Martinelli i circa 70 naufraghi eritrei trovati morti sulla spiaggia di Tripoli “dopo essere stati portati all’obitorio della città, sono stati seppelliti nel cimitero cristiano. L’obitorio infatti è pieno di corpi, di persone uccise per i combattimenti ed i bombardamenti. Si è quindi deciso di seppellire quei poveri corpi il più rapidamente possibile”. (L.M.) (Agenzia Fides 4/4/2011)
Una Calma Inquietante
AFRICA/COSTA D’AVORIO - “Regna una calma inquietante, come prima della tempesta” dice a Fides l’Arcivescovo di Abidjan
Abidjan (Agenzia Fides) - “La situazione è calma, nel senso che le sparatorie sono ridotte, ma è una calma inquietante, per niente rassicurante. La tensione è fortissima. La popolazione è barricata in casa. In alcuni quartieri manca l’acqua e l’elettricità, non si trovano i viveri. Siamo in attesa della battaglia finale. È una tragedia indescrivibile” dice all’Agenzia Fides Mons. Jean-Pierre Kutwa, Arcivescovo di Abidjan, la capitale economica della Costa d’Avorio, sconvolta dall’assalto delle Forze Repubblicane, vicine al Presidente eletto Alassane Ouattara, volto a conquistare i tre luoghi simbolo del potere ivoriano (il Palazzo Presidenziale, la residenza del Presidente e la sede della radio-televisione nazionale), ancora in mano a Laurent Gbagbo, il Presidente uscente che non riconosce la sua sconfitta nel ballottaggio presidenziale del novembre 2010. “Senza il controllo di queste tre strutture Ouattara non può imporsi agli occhi degli ivoriani come il legittimo Presidente del Paese” spiegano all’Agenzia Fides fonti della Chiesa da Abidjan, che per motivi di sicurezza desiderano non essere citate. (L.M.) (Agenzia Fides 4/4/2011)In Furlan!
1127 furlans a proclamin la peraule di Diu, gnot e dì, dai 3 ai 9 di Avrîl
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Trasmissione realizzata dal Servizio Informatico Diocesano
domenica 3 aprile 2011
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