lunedì 13 giugno 2011

Referendum: risultati a livello regionale: FVG, naturalmente

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Grande vittoria...altro che mistificazione!

Referendum, quorum raggiunto   versione testuale
I primi commenti. Tondo: «Consultazione strumentalizzata».
Serracchiani: «Grande vittoria»

UDINE (13 giugno, ore 16.45) - «Il responso delle urne sui referendum è una grande vittoria del buonsenso degli italiani contro l'arroganza del Governo Berlusconi». Lo ha affermato l'europarlamentare del Pd Debora Serracchiani.
 
Secondo Serracchiani, «in linea generale, l'afflusso al voto è un segnale che il corpo vivo del Paese manda alla politica, la quale ora ha il compito di farne tesoro: quando sono in gioco temi sensibili i cittadini si muovono e nemmeno un'orchestrata campagna di disinformazione riesce a distoglierli dal far pesare la loro opinione». «E andando a votare – ha osservato Serracchiani – i cittadini hanno anche decretato una sonora bocciatura della politica del Governo Berlusconi, di cui la materia referendaria era ampiamente rappresentativa».    
Un altro elemento che Serracchiani invita a valutare è «il dato politico che Berlusconi e Bossi, con i loro inviti a non andare alle urne, hanno gettato loro stessi sul piatto della bilancia e hanno dimostrato di non pesare a sufficienza neanche per orientare il loro elettorato».
 
Tondo: «Una mistificazione»
«Questi referendum erano e sono una mistificazione colossale. L'unico motivo era il tentativo di dare una spallata al Governo su leggi che la stessa sinistra(ad esempio quello sull'acqua) aveva approvato», ha detto il presidente del Friuli-Venezia Giulia, Renzo Tondo (Pdl), che non ha votato, secondo il quale bisognerebbe modificare la norma che prevede 500 mila firme per indire un referendum.    
«La mistificazione – secondo Tondo – sta tutta nella non corretta informazione sui temi dell'acqua pubblica». «Quella sull'acqua pubblica è qualche cosa che grida vendetta – ha aggiunto il presidente del Friuli-Venezia Giulia – perché è stata comunicata dai promotori come la privatizzazione di un bene generale ma non era così».    
Tondo ha citato l'ex ministro Bassanini, il sindaco di Firenze e anche lo stesso Bersani. «La legge sulle privatizzazioni dei servizi era stata promossa addirittura da Napolitano quando era ministro dell'Interno. È la dimostrazione – ha concluso Tondo – di come la sinistra abbia voluto strumentalizzare, riuscendoci, questi referendum».

domenica 12 giugno 2011

Lettera Pastorale di S. E. Mons Andrea Bruno Mazzocato a conclusione della sua prima visita pastorale

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Foglio Parrocchiale domenica 11 Maggio 2011


Festa della Diocesi di Udine per due nuovi preti

   versione testuale
Ordinati presbiteri don Marcin Gazzetta e don Daniele Antonello

UDINE (11 giugno ore 18) - La Cattedrale di Udine era piena di fedeli per la celebrazione eucaristica in cui sono stati ordinati presbiteri don Daniele Antonello 31 anni della parrocchia di Latisana e don Marcin Gazzetta 24 anni della parrocchia di Torsa. Ad accompagnare i due giovani oltre ai familiari, gli amici, ai padri spirituali e ai sacerdoti che li hanno accompagnati nel loro cammino anche membri delle comunità di provenienza e di Marano e Martignacco dove i due novelli sacerdoti hanno prestato servizio come diaconi.
La celebrazione è stata presieduta dall’Arcivescovo che nella sua omelia ha sottilineato il ruolo dello Spirito Santo nelle scelte vocazionali e dunque la necessità di ascoltare lo Spirito come hanno fatto don Marcin e don Daniele. "Lo Spirito Santo li sta guidando e ispirando già da tanto tempo, prima che loro stessi se ne rendessero con-to. Mi sono venuti in mente d. Daniele e d. Marcin  ascoltando le parole della lettera ai Romani: “Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; è colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito” ha detto mons. Mazzocato.
"Se in questo momento si chiedono come sia venuta loro in mente l’idea di farsi preti, si rendono conto che è venuta dallo Spirito Santo. E’ nata in loro in maniera confusa e, forse, in qualche momento si sono anche spaventati riconoscendo che stava crescendo nella loro mente questa idea. Non se la sono inventata loro e non gliel’ha inculcata dentro qualche altra persona. E’ stata come una voce che si è resa sempre più chiara e più convincente" ha precisato ancora l'Arcivescovo nell'omelia. Al termine della celebrazione a nome di entrambi don Daniele Antonello ha voluto ringraziare chi è stato loro vicino: da mons. Mazzocato a tutti i docenti e ai responsabili del Seminario fino a  tutti i presenti alla celebrazione

Domenica 12 Giugno 2011

    DOMENICA DI PENTECOSTE - MESSA DEL GIORNO (ANNO A)



PRIMA LETTURA (At 2,1-11)
Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.

Dagli Atti degli Apostoli

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 103)
Rit: Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature. Rit.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra. Rit.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore. Rit.

SECONDA LETTURA (1Cor 12,3b-7.12-13)
Noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, nessuno può dire: «Gesù è Signore!», se non sotto l’azione dello Spirito Santo.

Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune.

Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.

Parola di Dio

SEQUENZA
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sórdido,
bagna ciò che è árido,
sana ciò che sánguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.

Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.

Vieni, Santo Spirito,
riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.

Alleluia.

VANGELO (Gv 20,19-23)
Come il Padre ha mandato me anch’io mando voi.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
C - Nella gioia e nella freschezza della fede, che deriva in noi dall’unzione dello Spirito Santo, presentiamo a Dio Padre le nostre suppliche, chiedendo l’unità dell’amore in forza del medesimo Spirito che ci ha rigenerato.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Rinnovaci, o Padre, nel tuo Santo Spirito.

1.      Per la Chiesa di Cristo: diffusa nel mondo per celebrare l’amore di Dio si senta impegnata nell’annunzio del Vangelo, testimoniandolo di fronte al mondo con coraggio e coerenza; preghiamo.

2.      Per le guide dei popoli: non perseguano potere e dominio, non sfruttino ed opprimano i deboli e i poveri, ma cerchino nella giustizia e nel dialogo le soluzioni ai problemi, lavorando all’edificazione di un mondo segnato dalla pace, preghiamo.

3.      Per tutti i cristiani: consapevoli di essere, in forza del Battesimo e della Confermazione, profeti, sacerdoti e re del creato per la grazia dello Spirito del Signore, annuncino in ogni linguaggio la Parola che converte e salva; preghiamo.

4.      Per ogni uomo che ama la verità, soffre per la giustizia, lotta per la libertà e per la pace: lo Spirito Santo rinnovi i suoi prodigi e rianimi i cuori alla speranza e alla fiducia; preghiamo.

5.      Per questa nostra Comunità parrocchiale: la conclusione del tempo pasquale ci porti a vivere, ogni giorno, gli impegni del nostro Battesimo per contribuire a rendere nuova la pasta invecchiata del mondo mediante i doni e i frutti dello Spirito; preghiamo.

6.      Per don Marcin e don Daniele nuovi sacerdoti della Diocesi di Udine: perché ripieni dello Spirito che Gesù ha domato loro possano essere sempre fedeli al loro vescovo e vicini alle persone che incontreranno sul cammino cristiano: preghiamo.

C – Dio di amore e di pace, tu raccogli le attese di tutti gli uomini: manda su di noi il soffio del tuo Spirito perché rinnovi la Chiesa e rianimi il mondo. Allora noi potremo proclamare, in mezzo alle nazioni, le meraviglie che tu compi per gli uomini, cosi che una speranza nuova abiti nei loro cuori. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.







sabato 11 giugno 2011

Da Trieste a San Giorgio di Nogaro

Una mamma da medaglia d'oro


"Golden Mama" è un premio istituito dall'Associazione Waterpolo Development, quest'anno è stato assegnato a Giuseppina Granbassi.

Notizia del 10 giugno 2011 - 20:12
Centoventi chilometri al giorno, più o meno, per 5 giorni alla settimana, ogni settimana del mese, per almeno 7 anni buoni. Moltiplicate e scoprirete quanti sono i chilometri che la signora Giuseppina Granbassi, Finy per la famiglia e per gli amici, ha percorso in automobile per permettere a sua figlia Margherita di diventare pluricampionessa del mondo di fioretto individuale e a squadre, di vincere medaglie olimpiche, una Coppa del Mondo, due titoli europei oltre a tante altre medaglie nelle grandi competizioni internazionali.

Cinque giorni alla settimana, dal lunedì al venerdi, prima da Trieste a San Giorgio di Nogaro per fare allenare la piccola Margherita con il suoi primo maestro di scherma Dario Codarin e poi, dopo qualche anno, da Trieste a Udine per affinare la tecnica e far sbocciare la campionessa da Andrea Magro, il suo secondo maestro che poi sarebbe stato il suo commissario tecnico in nazionale.

E dopo queste settimane così serrate, come ci si rilassava nei weekend? Ma andando in trasferta per le gare, naturalmente. Trieste-Salerno e ritorno, Trieste-Foggia e ritorno, Trieste-Roma e ritorno e tante altre “scampagnate fuori porta” di questo genere. Tutte in automobile, tutte con mamma Finy al volante o a supporto morale. Che per questa sua presenza assidua si è presa anche della rompiscatole, da qualcuno. L’automobile come una seconda casa, dagli 8 anni di Margherita in poi.

La signora Finy aspettava la figlia fuori dalla scuola a tempo pieno che frequentava, la caricava in auto e via. Durante il tragitto Margherita faceva i compiti, mamma Finy la interrogava. Quello del resto era l’unico momento per studiare, giacchè a casa si tornava per ora di cena, non prima. Con Margherita è stato così finché lei non ha spiccato il volo e, all’età di 15 anni quando colse l’argento nei mondiali Cadetti, ha iniziato a viaggiare con la nazionale azzurra.

Ma prima qualcosa di simile a mamma Finy era toccato con gli altri figli. Eh sì, perché Margherita è l’ultima dei suoi 4 figli e tutti hanno praticato la scherma. Giovanna, la primogenita che ha fatto da apripista, poi Manlio e Francesco. Non hanno vinto quanto la cucciola della nidiata, ma anche loro qualcosa hanno portato a casa. Francesco, ad esempio, un titolo mondiale militare a squadre, Manlio alcune vittorie nelle gare del Grand Prix italiano e alcuni titoli regionali.

Anche queste, però, la signora Finy le considera grandi soddisfazioni e mai ha vissuto come sacrificio il servizio di mamma taxi svolto per anni. “Ho potuto farlo grazie anche a mio marito Gianfranco che mi ha dato modo di non lavorare e mi ha permesso così di seguire con questa costanza i nostri figli, assecondandomi in pieno. E’ per questo motivo che questo premio lo condivido con lui”.
 Fonte:Libero.it

venerdì 10 giugno 2011

EUROPA/ITALIA - A Pentecoste "mandato" ai giovani che partecipano alla GMG di Madrid


Roma (Agenzia Fides) - Sabato 11 e domenica 12 giugno, in occasione della solennità di Pentecoste, in molte diocesi italiane i Vescovi daranno il "mandato" ai giovani italiani che parteciperanno alla Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) di Madrid: sono circa 80.000 quelli finora iscritti. Come ricorda un comunicato della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), il gesto intende ricordare che "la GMG è prima di tutto un pellegrinaggio, un evento di fede e di fraternità", che ha anche un suo valore missionario. Durante le giornate spagnole, in particolare durante le celebrazioni eucaristiche e la Via Crucis, saranno numerose le occasioni in cui si pregherà per il mondo intero, per la pace, per le grandi questioni dell'umanità. La preghiera e l'incontro fra giovani di diverse nazioni e continenti, genererà azioni concrete di solidarietà e di testimonianza. (SL) (Agenzia Fides 10/06/2011)

Osservatore Romano: Si chiama donna il futuro dell'India

Fa tappa a Milano una mostra fotografica in tour internazionale
di GAETANO VALLINI
"I pensieri sono perle false finché non si trasformano in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo". Non sappiamo se dietro a quanto sta accadendo negli ultimi anni in India grazie alle donne abbia tratto ispirazione da questo aforisma del mahatma Gandhi. Certo è che sia pure lentamente, ma inesorabilmente, proprio le donne hanno avviato un movimento di cambiamento sociale che sta sconvolgendo la tradizione maschilista indiana alimentatasi per secoli di atavici pregiudizi e di impedimenti culturali, religiosi ed economici. Un cerchio opprimente che ha intrappolato le donne rendendole di fatto esseri inferiori, ma che si sta rompendo poco a poco, in un processo - purtroppo ancora poco conosciuto perché poco presente sui media - che non si limita alle fasce più ricche ed occidentalizzate, ma che coinvolge tutte le donne del subcontinente indiano.
Lo testimoniano le foto della mostra "Women changing India" ("Donne che cambiano l'India") che fa tappa a Milano fino al 19 giugno presso la Fondazione Forma per la Fotografia, dopo aver toccato lo scorso anno cinque città indiane (Mumbai, Delhi, Kochi, Chennai e Calcutta) e che nel 2011 raggiungerà anche Londra, Bruxelles e Parigi. L'esposizione, che prende il titolo dall'omonimo progetto del gruppo bancario Bnp Paribas per celebrare il 150° anniversario di presenza nel Paese, presenta oltre 130 immagini scattate da sei fotografi dell'agenzia Magnum che hanno ricevuto il compito rappresentare, nelle sue diverse forme, la forza delle donne indiane capaci di rivoluzionare il Paese.
Olivia Arthur, Martine Franck, Raghu Rai, Alessandra Sanguinetti, Alex Webb e Patrick Zachmann hanno così fotografato donne impegnate e determinate a realizzarsi nella pienezza della loro femminilità, offrendoci un'immagine ancora inedita della società indiana. Ritratti di donne consapevoli, orgogliose e non scoraggiate o rassegnate di fronte alle evidenti difficoltà, e non di rado ai pericoli, che incontrano lungo il cammino verso il completo riconoscimento della propria identità.
Ognuno dei fotografi ha focalizzato l'attenzione su un aspetto sociale particolare. E un punto di avvio di questo suggestivo viaggio può essere individuato nell'educazione. Nelle immagini delle nuove generazioni ("Imaging a Different Future", immaginando un futuro diverso) scattate da Olivia Arthur a Bangalore e a Misore viene mostrato come oggi le donne possano accedere a strutture di eccellenza per la ricerca un tempo riservate solo agli uomini e, al contempo, possano realizzarsi anche nella creatività, diventando artiste, musiciste e persino disk jockey. Come Safia Ally, voce di Radio Mirchi Fm a Delhi.
Una conquista che ha origine sicuramente dalla possibilità di studiare e di ottenere titoli accademici grazie ai quali alcune donne hanno potuto raggiungere posizioni di prestigio come imprenditrici, dirigenti d'azienda, scrittrici e attiviste. Alcune di queste, diventate per la società indiana delle vere e proprie icone del movimento riformatore al femminile, le ha incontrate Raghu Rai e le sue foto sono raccolte nella sezione "The Heart of India" (Il cuore dell'India). Non è stato semplice per un reporter abituato alla street photography ("fotografia di strada"), rapportarsi con soggetti così diversi da quelli abituali. Ma il risultato sono scatti pieni di ammirazione per queste donne dallo sguardo fiero ed energico, soprattutto consapevoli delle responsabilità non solo personali che sono chiamate a portare. Come Indira Jaising, giudice della Corte Suprema, o Chandra Kochhar, alto dirigente di una grande banca, o Mahasweta Devi, scrittrice e attivista. Responsabilità che in forma e peso diverso devono esercitare anche le donne fotografate da Patrick Zachmann ("Empowerment at the Grassroots", "autonomia di base"). Dal 1992, grazie a una modifica della costituzione, un terzo delle panchayats, le assemblee locali che amministrano i villaggi, deve essere composto da donne. Le immagini di Zachmann ne mostrano alcune impegnate in questo ruolo all'interno della propria comunità e, al contempo, mentre si dedicano alle incombenze familiari e lavorative.
Non tutto è semplice. Tutt'altro. Le donne devono essere consapevoli dei propri diritti per salvaguardare la propria indipendenza come individui, sia nel privato che nel sociale. Ma l'affermazione di questi diritti si scontra, soprattutto nelle zone più povere del Paese, con i pregiudizi e con una tradizione ostile al cambiamento.
Martine Franck ("Banking on Ourselves", "contando su noi stesse") ha documentato l'impegnativo lavoro compiuto da alcune associazioni, come Kmvs (Kutch manila vikas sangahtan) e Sewa (Self employed women association), che sono state in grado di formare una vasta rete di informazione e di sostegno alle lavoratrici. In particolare, grazie a progetti sempre più diffusi di microcredito, hanno fatto sì che nascessero nuove occasioni di lavoro, offrendo a molte donne l'opportunità di gestire direttamente i bilanci familiari.
E proprio il lavoro, oltre al diritto all'istruzione, sta giocando un ruolo fondamentale in questo processo di emancipazione. Nel mondo occidentale oggi una donna al volante di un bus, di un tram o di un taxi non stupisce nessuno, così come non meraviglia vederla indossare una divisa militare, ma in passato l'occupazione femminile di posizioni per tradizione riservate agli uomini provocava reazioni imbarazzate se non di rifiuto. A Mumbai e a Delhi Alex Webb ("Women driving Change", "donne alla guida del cambiamento") ha incontrato donne che sono riuscite a riscattarsi grazie al lavoro di tassiste o di agenti di sicurezza.
Non poteva mancare una sezione dedicata al cinema di Bollywood, conosciuto ormai in tutto il mondo. Ma lo sguardo di Alessandra Sanguinetti ("Behind the Scene", "dietro le quinte") su questa importante realtà offre una prospettiva diversa. Le donne raccontate non sono solo le protagoniste dei lungometraggi, alcune delle quali star acclamate anche all'estero, ma anche quelle che operano nell'industria cinematografica. È una donna uno dei registi più apprezzati del Paese, sono donne tecnici del suono, responsabili di casting, cineoperatori. Il reportage lascia trapelare il rispetto per queste figure e la professionalità con la quale affrontano il loro lavoro.
La mostra è accompagnata da alcuni video che, grazie alle voci delle protagoniste e dei fotografi, arricchiscono i contenuti di un progetto il cui obiettivo è di contribuire a sfatare tanti luoghi comuni e di far conoscere il nuovo volto dell'India, Paese pieno di contraddizioni ma in continua evoluzione. Un volto più moderno, grazie anche alla sensibilità e al genio femminile. Perché, come sottolinea Martine Franck, "il futuro dell'India sta crescendo nelle mani delle donne".

Il Signore li benedica!

DIRETTA DELLA CELEBRAZIONE SU RADIO SPAZIO 103
Chiesa udinese in festa per due nuovi sacerdoti   versione testuale
L’Arcivescovo Mazzocato ordinerà presbiteri don Daniele Antonello e don Marcin Gazzetta

UDINE (10 giugno, ore 10) - Cresce l’attesa nella Chiesa udinese per il grande evento ecclesiale che si vivrà sabato 11 giugno, alle ore 16 in Cattedrale, quando  l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, presiederà il solenne rito di ordinazione sacerdotale per don Daniele Antonello e don Marcin Gazzetta.
Ma cerchiamo di conoscere più da vicino i due nuovi giovani sacerdoti.

Daniele Antonello,31 anni è entrato in seminario nel 2005 dopo aver conseguito la laurea quinquennale in Scienze della comunicazione all’Università di Trieste. Ha passato la prima infanzia a Rivignano e poi si è trasferito con la famiglia a Latisana.  Fondamentali nella vocazione sono state le persone che attraverso il loro esempio e il loro modo di vivere e di stargli vicino gli hanno parlato di Cristo. In primis la sua famiglia: «La mamma, casalinga, mi ha insegnato la fedeltà nelle piccole cose di tutti i giorni: la concretezza nel lavoro, la presenza in casa, l’umiltà. Il papà invece l’autorevolezza, faceva il maresciallo dei carabinieri, e l’ascolto degli altri. Lui è un maestro nel saper ascoltare le persone». Oltre che nella famiglia la sua vocazione è cresciuta nelle parrocchie che ha frequentato, giorno dopo giorno. Don Daniele Antonello ha svolto negli ultimi anni di seminario il servizio pastorale nella parrocchia di Marano.

Marcin Gazzetta, classe 1986, dopo la maturità al Liceo scientifico di Latisana è entrato, anche lui nel 2005, in Seminario a Castellerio. «Ho vissuto un’esperienza di fede molto bella in famiglia e fin da piccolo ho manifestato la volontà di diventare prete», racconta. Oltre ai sacerdoti che si sono susseguiti in parrocchia, don Marcin ha un’altra figura importante che lo ha indirizzato e aiutato durante il suo percorso. Si chiama don Romano Smokowski ed è il parroco della diocesi polacca da dove arriva sua madre. Ultimamente don Marcin prestava servizio  nelle parrocchie di San Paolo a Udine e di Martignacco.
 
Quella di sabato 11 giugno è una festa per tutte le comunità cristiane del Friuli, ma in particolare per quelle che hanno visto crescere al loro interno questi due «sì» a Dio per tutta la vita, comunità che saranno presenti «in forze» in Cattedrale.
 
Don Daniele Antonello celebrerà la sua prima S. Messa domenica 12 giugno, alle ore 16.30, nella Pieve parrocchiale di Latisana. Sabato 25 giugno celebrerà la S. Messa nel duomo di S. Lorenzo Martire a Rivignano. Invece la sua prima S. Messa nella parrocchia dove presta servizio, verrà celebrata domenica 26 giugno, alle ore 18.00, nella Pieve di S. Martino Vescovo a Marano Lagunare.

Don Marcin Gazzetta celebrerà la sua prima S. Messa nella chiesa parrocchiale di Torsa, domenica 12 giugno, alle ore 10.30. La sua prima messa nella parrocchia dove presta servizio verrà celebrata domenica 19 giugno, alle ore 10.30, nella chiesa di S. Maria Assunta a Martignacco.
 
La solenne celebrazione delle ordinazioni verrà trasmessa in diretta dall’emittente diocesana Radio Spazio 103 già dalle 15.30 quando verranno intervistati i due nuovi preti.

giovedì 9 giugno 2011

Comunità povere, indifese, emarginate in Pakistan...

ASIA/PAKISTAN - Paura per Farah, ragazza cattolica drogata e costretta a firmare la conversione all'islam

Lahore (Agenzia Fides) - Si teme per la vita di Farah Hatim, la ragazza cattolica rapita e costretta al matrimonio e alla conversione all'islam nella città di Rahim Yar Khan, nel sud del Punjab (vedi Fides 7 e 8/6/2011). Come riferiscono a Fides i familiari della ragazza, Farah viene costantemente drogata e la sua stessa vita sarebbe in pericolo. Sono tuttora in corso, intanto, i tentativi di scoraggiare la famiglia a proseguire nella sua richiesta di "lasciare libera Farah". Ieri Qasim e Huma Hatim, fratello e sorella della vittima, sono stati convocati dalla polizia locale che ha mostrato loro il certificato di matrimonio, una dichiarazione di conversione all'islam e una foto di Farah, in vesti tradizionali musulmane. La polizia ha concluso che "tutto è regolare", ribadendo l'invito ai familiari di abbandonare ogni rivendicazione. Secondo Huma and Qasim, quei documenti sono palesemente artefatti. Le supposte firme di Farah sono in urdu - notano - mentre la ragazza usava firmare in inglese. Nella foto, inoltre, la ragazza è totalmente velata, "per coprire le percosse ricevute", affermano. "La polizia ci vuole convincere a dimenticare Farah, ma noi andremo avanti" dicono i familiari.
"Sarà molto difficile vincere questa battaglia e riavere la ragazza", commenta a Fides Sua Ecc. Mons Lawrence Saldanha, Arcivescovo emerito di Lahore e per diversi anni Presidente della Conferenza Episcopale. "La legge non è a nostro favore, e poi vi sono molte pressioni sui cristiani e sui funzionari pubblici" rimarca. "Va detto che la nostra Commissione Giustizia e Pace documenta numerosi casi come questo. E molti non vengono alla luce, perché i cristiani sono minacciati e hanno paura di esporsi. Si tratta di palesi violazioni dei diritti umani, della libertà di coscienza e di religione".
Come già segnalato nei mesi scorsi all'Agenzia Fides (vedi Fides 13/4/2011) da fonti locali, in Pakistan sono in aumento le conversioni forzate all'islam, gli stupri e i matrimoni forzati. Le vittime sono soprattutto ragazze cristiane e indù, le più vulnerabili, perché di comunità povere, indifese, emarginate, dunque facilmente esposte a soprusi, minacce e violenze. Spesso non hanno nemmeno il coraggio di denunciare le aggressioni. (PA) (Agenzia Fides 9/6/2011)

mercoledì 8 giugno 2011

AFRICA/LIBIA - Mons. Martinelli teme "una spaccatura all'interno del popolo libico" e ribadisce: "credo ancora nel dialogo"

Tripoli (Agenzia Fides) - "Ieri è stata una giornata terribile a causa dei bombardamenti. Oggi, grazie a Dio, la situazione è molto più tranquilla" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli. "Il quadro politico non è chiaro. Siamo in attesa di sviluppi e di progressi nel dialogo e nella pace. Io ancora credo nel dialogo. L'unica cosa che mi fa paura è la lotta tra fazioni all'interno del popolo libico, se cominciano a battersi l'uno contro l'altro sarà terribile".
Ieri Gheddafi ha di nuovo invitato la popolazione alla resistenza. "Mi viene in mente che qualche alto esponente politico occidentale, un mese fa, aveva detto che la caduta di Gheddafi è una questione di ore. Non so quanto siano lunghe queste ore." commenta Mons. Martinelli, che ribadisce: "sbaglia chi pensa di risolvere tutto con le bombe". Mons. Martinelli ridimensiona inoltre la notizia sui danni subiti dal cimitero italiano di Tripoli: "Ho visitato il cimitero. Le tombe non sono state profanate. L'ossario è in ordine. Hanno solo tracciato delle scritte sui muri della casa del custode. Che quei morti ci proteggano, perché sono tutte persone che hanno dato il loro sangue per la Libia" conclude Mons. Martinelli. (L.M.) (Agenzia Fides 8/6/2011)

martedì 7 giugno 2011

AFRICA/LIBIA - "I bombardamenti sono sempre più aggressivi" dice Mons. Martinelli

Tripoli (Agenzia Fides) - "Questa mattina, intorno alle 11, ero nel bel mezzo di un incontro con una decina di giornalisti quando sono scoppiate 4-5 bombe a distanza ravvicinata" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli. "L'albergo, nel centro di Tripoli, dove ci trovavamo, è vicino all'obiettivo del bombardamento. Tutti ci siamo precipitati a vedere cosa era successo. Non conosco i dettagli, ma è probabile che abbiano colpito il complesso di Bab-Al Ziziya (la residenza di Gheddafi), dove sembrano concentrarsi i raid aerei" dice Mons. Martinelli. "Già stamattina alla 5 c'era stato un forte bombardamento. I bombardamenti diventano sempre più aggressivi e intensi".
Il Vicario Apostolico di Tripoli aggiunge che "l'incontro con la stampa internazionale è stato positivo per cercare di capire quali sono le prospettive. Qualcuno non ha nascosto la preoccupazione che qualcosa possa succedere a Tripoli nei prossimi giorni". "Non so cosa potrà accadere, anche se tutto è possibile. La situazione comunque non è calma. Spero solo che qualcosa accada sul fronte diplomatico per bilanciare almeno quello che sta accedendo su quello militare" conclude Mons. Martinelli. (L.M.) (Agenzia Fides 7/6/2011)

Scampanotadors da Guinnes: su ilfriuli.it

Il 51° raduno nazionale dei suonatori di campane in programma a Cividale del Friuli l’11 e il 12 giugno potrebbe centrare il record
campane conf stampa -

Entrerà probabilmente nel Guinnes dei primati il 51° raduno nazionale dei suonatori di campane in programma a Cividale del Friuli l’11 e il 12 giugno.

Le piazze cittadine saranno occupate da 12 ‘castelli’ su cui sono collocate le campane che alle 16.30 di sabato verranno suonate insieme alle altre di tutti i campanili cividalesi in un concerto di ben 88 campane. Se questo è il primo evento del genere ospitato in Friuli VG, lo spiegamento contemporaneo di campane è senz’altro unico al mondo e non è escluso che entri nel guinnes.

Quella cividalese sarà dunque un'edizione storica di questo tipo di raduni, non solo perchè sono attesi oltre 800 tra campanari e appassionati provenienti da ogni parte d'Italia, ma anche dalle vicine Slovenja e Austria e persino dall'Inghilterra, ma perché proprio nella città ducale verranno poste le basi per l’istituzione di una federazione nazionale delle associazioni dei campanari. Il compito di redigere lo statuto federale è stato affidato al sodalizio organizzatore, ovvero l'Associazione «Scampanotadôrs furlans-Gino Ermacora» presieduta da Renato Miotti che conta oltre 200 soci e che quest'anno festeggia anche il decennale della sua fondazione. La presentazione ufficiale dell’iniziativa è avvenuta presso la sede della Banca Popolare di Cividale, sponsor dell’evento, nel corso della quale è stato illustrato il programma.


La grande festa dei campanari si apre sabato 11 giugno, alle 16, alla Chiesa di San Francesco, con il saluto da parte delle autorità locali e regionali ai partecipanti. Alle 16.30 il via alla musica, principale protagonista della due giorni friulana,con il grande concerto di benvenuto suonato con le campane del Duomo e degli altri campanili di Cividale. Si potrà inoltre assistere a numerosi concerti, eseguiti dalle rappresentative degli ospiti che daranno prova dei diversi sistemi (7 o 8) che caratterizzano questa antica tradizione non solo italiana.

Grazie a strutture che sorreggono le campane (‘castelli’), allestite in diverse piazze della cittadina ducale, si potranno vedere all'opera campanari che interpretano il sistema veronese (simile a quello inglese), quello ambrosiano (tipico di Milano e del bergamasco), ligure, bolognese, emiliano, oltre a quello tipico di Gubbio e della provincia di Lucca e, non poteva certo mancare, quello dei padroni di casa. Dal cosiddetto «dopli» (tecnica di suono a slancio) alla «scampanotade», singolare suonata che consiste nel muovere la campana maggiore e contemporaneamente suonare manualmente le altre due campane tenute ferme, inserendo tre o più colpi tra le battute di quella in movimento.


Tanti sono gli appuntamenti che animeranno la festa cividalese, tra i quali spicca il grande concerto di domenica 12 giugno, alle ore 9, con «scampanotadis» da tutti i campanili della città.

A margine dell'evento sono visitabili anche due mostre. Al Centro San Francesco è allestita la rassegna fotografica «Scampanotadôrs furlans doppio lustro», mentre un'esposizione di campane dal titolo «L'antica arte campanaria nella terra friulana» è visitabile nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti. Curata da Mariarosa Scoziero e Massimo De Paoli, resta aperta fino al 26 giugno (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.30.

Il grande raduno è organizzato con il sostegno della Banca Popolare di Cividale e il patronicio della Regione, della Provincia di Udine, del Comune di Cividale e della Parrocchia di Santa Maria Assunta. Alla conferenza stampa sono intervenuti gli organizzatori insieme al sindaco di Cividale Stefano Balloch, l’arciprete del duomo Mons. Livio Carlino e il presidente della Popolare Lorenzo Pelizzo.
Per informazioni si può consultare il sito dei campanari www.scampanotadors.org

7 giugno 201

A Marano...un campione!

Del Pin tris iridato

Sul circuito di Barcis, il friulano ha conquistato il titolo di nuovo Campione mondiale della F1000. Massimiliano Cremona e Michele Gardini si impongono nell’Italiano delle classi 250 e Osy400

Clicca QUI per saperne di più

lastampa.it . 9000 addetti sono troppi (quante famiglie?)

"L'Italia dei cantieri navali è poco competitiva"

Parla il presidente dei "T. Mariotti", Marco Bisagno DI FABIO POZZO
 "Nove mila addetti sono troppi: Fincantieri deve comunque tagliare. Hanno tagliato in Germania, Francia, Svezia... L’Italia è sovradimensionata rispetto al mercato». Parla senza scorciatoie, Marco Bisagno, ex numero uno di Confindustria Genova, presidente di T. Mariotti, cantiere tra i primi al mondo nella costruzione di navi da crociera ultra lusso (l’ultima commessa, da 550 milioni di dollari, tre unità per la Seabourn),che fa riferimento alla holding Genova Industrie Navali (Bisagno, famiglia Garrè, Paolo Zanetti), attiva anche nella realizzazione di megayacht e nelle riparazioni navali con San Giorgio del Porto, con scali a Genova, San Giorgio di Nogaro e - acquisto recente - Marsiglia.
Partiamo dal mercato?
"La battaglia per la costruzione di navi commerciali di serie l’abbiamo persa: i cantieri asiatici offrono prezzi per noi impossibili. L’Europa è ancora in gioco per le costruzioni più sofisticate, come le navi da crociera. Ma l’Italia è in sofferenza".
Perché?
"Le commesse di nuove navi da crociera si sono ridotte di un quinto, da 20 a 5 l’anno, e la guerra per aggiudicarsele si è inasprita. A spartirsi la torta sono Italia, Germania, Francia, Finlandia. Noi siamo i più deboli perché gli altri Paesi offrono agli armatori sistemi di finanziamento e benefici più convenienti. Parlo di credito all’export e di agevolazioni fiscali. La Francia copre al 100% il progetto, la Finlandia al 95%, in Italia è già difficile raggiungere l’80%. Io mi ci confronto ogni giorno: devo tagliare i costi per poter competere, ma non sempre mi riesce. E finché l’Italia non potrà competere alla pari con gli altri Paesi sarà sempre perdente".
Fincantieri e gli altri cantieri italiani lamentano l’assenza di politiche di sostegno.
"Io non sono per l’assistenza protetta, per le commesse di Stato. Dico però allo Stato di metterci nelle condizioni di competere alla pari con gli altri: e poi vincerà il migliore".
Fincantieri ha ritirato il piano, ma i problemi restano. Il calo di commesse è reale. Anche nel settore crociere.
"Gli armatori ordinano meno navi perché la crisi globale ha contratto i consumi. Ma anche perché molte compagnie hanno raggiunto un equilibrio di flotta. E poi devono far fronte all’aumento di carburante, al cambio sfavorevole dollaro-euro, ai conflitti in Nord Africa".
Può esserci una ripresa?
"I margini di sviluppo ci sono. Ci sarà sempre più bisogno di svago, e le crociere offrono una buona formula. Cresce inoltre l’esigenza di navi più caratterizzate. E poi, ci sono i nuovi turisti, come quelli del mercato emergente  cinese".
Privati per Fincantieri. Onorato della Moby ha parlato di nuovi traghetti per Tirrenia ed ex controllate.
"Lo conosco bene, è un manager attento ai conti. Se costruirà in Italia è perché gli converrà. Gli ultimi traghetti li ha fatti in Corea...".
Si è parlato anche di un suo possibile interesse per il cantiere genovese di Sestri Ponente, che il piano Fincantieri voleva chiudere. Come scalo per le riparazioni navali.
"Non ho nessuna pregiudiziale contro le società miste. Posso diventare socio di Fincantieri. Ma con una società che inglobi tutta la divisione delle riparazioni navali del gruppo: non posso essere socio a Genova e concorrente con Fincantieri Palermo".
Si parla del ribaltamento di Sestri Ponente, cioè dello scavalcamento della linea ferroviaria, che oggi divide in due il cantiere. Che ne pensa?
"E' un'opera che va fatta, per rendere più competitivo lo scalo".
Anche per le riparazioni navali?
"Guardi, Sestri Ponente per le riparazioni navali ha due negatività: c'è il vicino porticciolo turistico, che limita dgli spazi e il pescaggio non è sufficiente, perchè le riparazioni hanno bisogno di fondali maggiori rispetto alle costruzioni ex novo".
A proposito di spazi. Perché siete andati a comprare i cantieri di Marsiglia?
"L’Italia, rispetto ai Paesi concorrenti, è indietro anche nelle infrastrutture. Genova, città leader nel mondo per le riparazioni navali, non ha bacini adeguati per accogliere almeno il 70% delle navi da crociera attuali. Che vanno a rifarsi il make up altrove. Noi, per sopravvivere, siamo andati in Francia. E ci lavoriamo benissimo".
T. Mariotti ha costruito le tre unità gemelle per Seabourn: e adesso?
"Ad agosto variamo un megayacht di 53 metri. Il piccolo della casa: le nostre metrature superano anche i 70 metri, che sono le dimensioni dove siamo più competitivi. Quanto alle navi da crociera, c'è un progetto per ripetere la serie delle gemelle Seabourn e altri due o tre progetti...".
             

lunedì 6 giugno 2011

AFRICA/LIBIA - Il Vicario apostolico di Tripoli: "il cimitero italiano va rispettato in quanto luogo sacro"

Tripoli (Agenzia Fides) - "Questa mattina ho chiamato l'Islamic Call Society per segnalare la profanazione del cimitero italiano" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli. Il 3 giugno ignoti hanno assalito il cimitero italiano di Tripoli, causando ingenti danni pur senza essere riusciti a penetrare nei locali dove si trovano gli ossari. Sui muri sono state tracciate scritte contro la NATO e i bombardamenti alleati in corso sulla Libia, oltre a insulti e messaggi minatori.
"Ancora non mi sono recato al cimitero, ma spero di farlo quanto prima - dice Mons. Martinelli -. Sono in costante contatto con il guardiano e ho interpellato alcune persone che in qualche modo possono fare qualcosa. Bisogna far capire che il cimitero va rispettato in quanto luogo sacro. Staremo a vedere quale piega prenderà questa situazione". Secondo il Vicario Apostolico di Tripoli l'episodio "è stato un atto di rabbia evidente. La tensione è molto forte e la gente è arrabbiata. La città è triste, tutto è bloccato. Si è in fervida attesa di un qualsiasi evento".
Mons. Martinelli continua comunque a credere nel dialogo: "ieri diverse persone sono venute da me per cercare di capire se ci sono possibilità di mediazione o comunque di sospensione dei bombardamenti. Esiste la volontà di trovare una soluzione pacifica e di una riconciliazione". Il Vicario Apostolico però si dice avvilito "perché i bombardamenti sono aumentati di intensità. Non sembra proprio che si abbia voglia di sospenderli". (L.M.) (Agenzia Fides 6/6/2011)

sabato 4 giugno 2011

Da ilgiornaledelfriuli.net un invito a suonare....

A Cividale del Friuli l’11 e 12 giugno 51° raduno nazionale dei suonatori di campane


CIVIDALE – Lunedì 6 giugno, alle ore 11.30 presso la sala del consiglio di amministrazione della sede centrale della Banca Popolare di Cividale si terrà la conferenza stampa di presentazione del 51° Raduno nazionale dei suonatori di campane in programma nella città ducale l’11 e il 12 giugno prossimi.
Si tratta di un’edizione storica perché è la prima volta che l’evento viene ospitato in Friuli-Venezia Giulia, dove sono attesi oltre 800 tra campanari e appassionati provenienti da ogni parte d’Italia, ma anche dalle vicine Slovenja e Austria e persino dall’Inghilterra.
L’appuntamento è organizzato dall’Associazione «Scampanotadôrs furlans-Gino Ermacora», sodalizio presieduto da Renato Miotti che conta oltre 200 soci e che quest’anno festeggia anche il decennale della sua fondazione.
La grande festa dei campanari si apre sabato 11 giugno, alle 16, alla Chiesa di San Francesco, con il saluto da parte delle autorità locali e regionali ai partecipanti. Alle 16.30 il via alla musica, principale protagonista della due giorni friulana,con il Concerto di benvenuto suonato con le campane del Duomo e degli altri campanili di Cividale. Si potrà assistere a numerosi concerti, eseguiti dalle rappresentative degli ospiti che daranno prova dei diversi sistemi che caratterizzano questa antica tradizione non solo italiana. Grazie a strutture che sorreggono le campane, allestite in diverse piazze della cittadina ducale, si potranno vedere all’opera campanari che interpretano il sistema veronese (simile a quello inglese), quello ambrosiano (tipico di Milano e del bergamasco), ligure, bolognese, emiliano, oltre a quello tipico di Gubbio e della provincia di Lucca e, non poteva certo mancare, quello dei padroni di casa. Dal cosiddetto «dopli» (tecnica di suono a slancio) alla «scampanotade», singolare suonata che consiste nel muovere la campana maggiore e contemporaneamente suonare manualmente le altre due campane tenute ferme, inserendo tre o più colpi tra le battute di quella in movimento.
Tanti sono gli appuntamenti che animeranno la festa cividalese, tra i quali spicca il grande concerto di domenica 12 giugno, alle ore 9, con «scampanotadis» da tutti i campanili della città.
A margine dell’evento sono visitabili anche due mostre. Al Centro San Francesco è allestita la rassegna fotografica «Scampanotadôrs furlans doppio lustro», mentre un’esposizione di campane dal titolo «L’antica arte campanaria nella terra friulana» è visitabile nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti. Curata da Mariarosa Scoziero e  Massimo De Paoli, resta aperta fino al 26 giugno (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.30.
Il grande raduno è organizzato con il sostegno della Banca Popolare di Cividale e il patronicio della Regione, della Provincia di Udine, del Comune di Cividale e della Parrocchia di Santa Maria Assunta. Alla conferenza stampa interverranno gli organizzatori oltre al sindaco di Cividale Stefano Balloch, l’arciprete del duomo Mons. Livio Carlino e il presidente della Popolare Lorenzo Pelizzo.
Per informazioni si può consultare il sito dei campanari www.scampanotadors.org (telefono segreteria 0432 907008).

EUROPA/ITALIA - Un bambino terremotato su sei ha ancora il sisma dentro di sé, prova paura intensa, senso di impotenza e orrore

L'Aquila (Agenzia Fides) - Dopo un lavoro durato due anni, tra raccolta di dati, screening e approfondimenti clinici anche mediante visite specialistiche neuropsichiatriche a cui sono stati sottoposti i bambini e i ragazzi abruzzesi che hanno vissuto l'esperienza del sisma del 6 aprile 2009 che ha colpito L'Aquila, la prima ricerca sul campo mai realizzata al mondo, dà evidenza scientifica di quali cicatrici portino dentro di sé i piccoli esposti a catastrofi naturali. L'indagine promossa dall'Ordine dei Ministri degli Infermi, Camilliani, con il coordinamento scientifico dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il sostegno della Caritas Italiana e la collaborazione dei pediatri abruzzesi che hanno aderito volontariamente alla ricerca, ha coinvolto circa 1.800 bambini (sia aquilani che provenienti dal resto della regione): 550 di età compresa tra i 3 e i 5 anni e oltre 1.200 i tra i 6 e i 14 anni. Gli ultimi risultati dello studio condotto dagli esperti dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù con Caritas Italiana e Camilliani, sono stati presentati nella due giorni di convegno dal titolo "Bambini e catastrofi naturali: quale salute mentale?" che ha riunito a Roma e a L'Aquila esperti provenienti da tutto il mondo, i quali hanno portato le proprie esperienze e discusso le possibilità di applicare il modello scientifico di analisi e di intervento realizzato in Italia, in altre aree del mondo colpite da terremoti, come ad esempio Haiti, Giappone o il sud della Spagna. (AP) (4/6/2011 Agenzia Fides)
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