giovedì 6 settembre 2012

Terex, Cimolai ha fretta: «Operativi entro un mese»


Paola Cimolai (ad del Gruppo): «Dobbiamo rispondere a commesse urgenti» Tra queste le porte del Mose di Venezia. Ci sarà occupazione per 140 persone Clicca Qui
ASIA/CINA - Nella parrocchia di Jiang Yin, della diocesi di Nan Jing, 294 battezzati in otto mesi

Nan Jing (Agenzia Fides) - Nei primi otto mesi del 2012, la parrocchia di Jiang Yin della diocesi di Nan Jing, nella provincia di Jiang Su, ha accolto 294 nuovi membri dopo un lungo cammino di preparazione e di catechesi. Secondo quanto riferisce all'Agenzia Fides Faith dell'He Bei, oltre 400 catecumeni hanno seguito gli incontri di catechismo, e di loro 294 sono stati battezzati. Il responsabile della parrocchia ha sottolineato: "in attesa dell'Anno della Fede, continuiamo a promuovere l'evangelizzazione". Dal 2006 questa parrocchia ha cominciato ad organizzare un Corso per i laici sull'evangelizzazione, che oltre a sensibilizzare i fedeli sulla necessità di contribuire alla missione, intende anche formare i laici sui contenuti della fede e sul metodo più adeguato per rispondere alle esigenze missionarie. La parrocchia inoltre utilizza anche i mezzi più moderni per coinvolgere le persone nella vita parrocchiale e nell'impegno missionario, come contatti sms o via web, senza trascurare la visita alle famiglie. Oggi la diocesi di Nan Jing (Nanchino) conta oltre 100 mila fedeli, una ventina di sacerdoti, una quarantina di suore, 11 chiese e 80 stazioni missionarie. (NZ) (Agenzia Fides 2012/09/06)

Clicca Qui   Dopo le serie dedicate a "Fede e spettacolo" e "Suoni dalle missioni", presentiamo un gruppo di brevi clip prodotte da Nova-T che raccontano, con suoni e immagini, situazioni di vita quotidiana nei quattro angoli del mondo. Nel primo video, ci si immerge nell'atmosfera caotica e sovraffollata di una strada di Guinayangan, remota città delle Filippine: bambini guidano risciò gialli e grigi, in mezzo ai rumori dei motori e dei clacson.

La clip è tratta dal dvd "Il mondo di Barbara Micarelli". Nova-T realizza siti web, documentari per la televisione e web-documentari, fiction e cartoni animati. La serie di clip, che qui presentiamo su gentile concessione di Nova-T, fa parte della serie "Good Noise", rumori e suoni "buoni" dal mondo, che comprende vari dvd, tutti disponibili su richiesta a Nova-T (www.nova-t.it, oppure tel. 011.8991400), o nelle migliori librerie cattoliche. More

martedì 4 settembre 2012

ASIA/PAKISTAN - Dopo il caso di Rimsha, la sfida della legge sulla blasfemia

Islamabad (Agenzia Fides) - Il caso di Rimsha Masih, bambina cattolica accusata di blasfemia, sta avendo un'ampia copertura sui mass media, statali e privati, in Pakistan. E' molto presente anche sulla stampa in urdu, notoriamente più legata ad ambienti islamici conservatori. "Il caso di Rimsha ha dato a leader cristiani e musulmani, opinon makers, intellettuali, leader di Ong, l'occasione di spiegare le dinamiche malvage e l'abuso che viene perpetrato riguardo alla legge sulla blasfemia. Tutto ciò sta generando una nuova consapevolezza nell'opinione pubblica pakistana, che potrebbe portare a una revisione o modifica della legge" nota all'Agenzia Fides p. John Shakir Nadeem, Direttore di "Radio Veritas" in urdu e Segretario della Commissione per le Comunicazioni Sociali, della Conferenza Episcopale del Pakistan. Secondo p. Shakir Nadeem, "tutti si stanno convincendo che l'abuso della legge sulla blasfemia deve essere fermato. Questo è già un grande passo avanti. Si inizia a dire che il governo potrà istituire una Commissione speciale per riesaminare la legge e trovare soluzioni per fermarne gli abusi, soprattutto nel senso di punire quanti la utilizzano con false accuse, come nel caso di Rimsha". In questo dibattito ci sono però anche implicazioni politiche: "Certo, si tratta di un tasto molto delicato, e credo sarà un processo a lunga scadenza, che non penso possa avvenire prima delle elezioni generali del prossimo anno", aggiunge p. Nadeem. (PA) (Agenzia Fides 4/9/2012)

lunedì 3 settembre 2012

Martini, l'abbraccio di Milano al cardinale
Il Papa: pastore generoso

Folla in Duomo per l'ultimo saluto. Il cardinale Comastri: è figlio della Chiesa non sia usato contro

Rimsha:un guadagno non solo per la comunità cristiana, ma per tutto il Pakistan

ASIA/PAKISTAN - Rimsha, "agnello condotto al macello, salva per grazia di Dio"

Islamabad (Agenzia Fides) - "Il caso di blasfemia, di cui è accusata la bambina cattolica Rimsha Masih, è stato manipolato dall'imam della moschea, Khalid Jadoon, che è stato arrestato. Tale atto inumano di accusa ora è stato spiegato. Sono sicuro che sarà fatta giustizia e Rimsha sarà rilasciata, per grazia di Dio. Rimsha è stata coinvolta come un piccolo agnello da macellare e sarà dimostrato che è una vittima del tutto innocente": è quanto dice all'Agenzia Fides p. James Channan OP, Direttore del "Peace Center" di Lahore, illustrando gli ultimi clamorosi sviluppi sul caso di Rimsha Masih. La polizia ha infatti arrestato l'imam Khalid Jadoon con l'accusa di aver fabbricato prove per accusare Rimsha Masih di aver commesso blasfemia. L'arresto è basato sulla deposizione di un testimone oculare musulmano, Hafiz Zubair, che coraggiosamente ha accusato l'imam.
"Il caso di Rimsha - spiega p. James - è davvero un banco di prova di come la minoranza cristiana sia falsamente accusata tramite questa controversa legge sulla blasfemia. Spero che sia fatta giustizia per tutte le vittime innocenti, e auspico che quanti formulano false accuse siano puniti".
Ieri, domenica 2 settembre, p. James Channan OP, p. Pascal Paulus OP, Provinciale dell'Ordine domenicano in Pakistan, P. Francis Nadeem OFM Cap, hanno celebrato una Santa Messa nella chiesa di San Giuseppe a Lahore con l'intenzione di preghiera per il rilascio di Rimsha. I circa mille fedeli intervenuti hanno anche osservato un giorno di digiuno. P. Pascal Paulus ha detto ai fedeli: "In queste circostanze dobbiamo essere saldi nella fede, pregare perché venga meno l'odio e si costruiscano amore e fratellanza nel nostro paese". P. Francis Nadeem, presidente del "Consiglio nazionale per il Dialgo interreligioso", ha ribadito "la fiducia in Dio Onnipotente che consola i cristiani durante persecuzioni e sofferenze". Dopo la celebrazione, molti fedeli musulmani hanno espresso solidarietà e sostegno alla comunità cristiana. (PA) (Agenzia Fides 3/9/2012)

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ASIA/PAKISTAN - I Vescovi: "Con la verità su Rimsha, tutto il Pakistan ne guadagna"

Islamabad (Agenzia Fides) - "Appurare la verità sul caso di Rimsha Masih, e sulle false accuse, è un guadagno non solo per la comunità cristiana, ma per tutto il Pakistan: sarà un beneficio per la democrazia, per la giustizia, per il rispetto della legalità e dei diritti di tutti i cittadini. False accuse di blasfemia, infatti, hanno colpito le minoranze religiose ma anche centinaia di cittadini musulmani": è quanto dichiara all'Agenzia Fides p. Emmanuel Yousaf, Direttore della Commissione "Giustizia e Pace" della Conferenza Episcopale del Pakistan, esprimendo, a nome di tutto l'Episcopato cattolico, "soddisfazione e speranza perché la verità e il bene vincano nella triste vicenda della piccola Rimsha".
P. Yousaf è stato presente questa mattina, 3 settembre, all'udienza nel Tribunale di Islamabad che tratta il caso e informa Fides che la Corte si è aggiornata a venerdì 7 settembre. "Siamo convinti - spiega - che venerdì Rimsha sarà libera. Il suo rilascio sarà una vittoria della verità ma sarà anche una vittoria per tutta la nazione. Il caso di Rimsha diverrà un caso esemplare: da tempo, infatti, i Vescovi e le minoranze religiose, i difensori dei diritti umani, segnalavano gli abusi di tale legge sulla blasfemia. Ora questa distorsione è sotto gli occhi di tutti".
Il Direttore della Commissione "Giustizia e Pace" nota che "non vi sono state manifestazioni di radicali islamici contro Rimsha o in difesa dell'imam arrestato. Anzi, importanti leader islamici come Tahir Ashrafi, del 'All Pakistan Ulema Council', hanno difeso Rimsha e denunciato gli abusi della legge sulla blasfemia, condannando pubblicamente l'imam e chiedendo che sia punito". Il mufti Naeem della moschea "Jamea Bin Nooria" di Karachi ha perfino espresso la disponibilità ad "accogliere ed accudire Rimsha e la sua famiglia", come gesto di solidarietà interreligiosa.
Come riferito a Fides, per dare un risalto nazionale, giuridico e culturale, alla vicenda di Rimsha e renderla un monito per tutti, l'avvocato cattolico Kahalil Tahir Sindhu ha chiesto che i 17 giudici della Corte Suprema del Pakistan emettano un pronunciamento "suo moto" (di propria iniziativa) ribadendo i punti nodali del caso. (PA) (Agenzia Fides 3/9/2012)

sabato 1 settembre 2012

ASIA/INDIA - Oltre 5.000 cristiani dell'Orissa in strada per chiedere giustizia

Bhubaneswar (Agenzia Fides) - Circa 5.000 cristiani sono scesi in strada in Orissa inscenando una manifestazione pacifica per chiedere giustizia, nell'anniversario dei massacri che colpirono la comunità cristiana nel distretto di Kandhamal nel 2008. Come informano fonti locali di Fides, la manifestazione è stata scandita da slogan e striscioni che chiedevano "giustizia, pace e armonia", mentre molti dei partecipanti si erano coperti la bocca con nastro adesivo nero, a significare il silenzio e l'emarginazione in cui sono stati relegati. Il corteo è stato autorizzato solo il giorno prima dalle autorità, che temevano la reazione di gruppi estremisti indù.
Al corteo ha partecipato S. Ecc. Mons. Sarat Nayak, Vescovo di Berhampur, che ha dichiarato pubblicamente: "La pace può venire solo quando è ristabilita la verità e la giustizia". P. Ajay Singh, attivista per i diritti umani dell'Orissa, ha spiegato:"Questo corteo intende rendere omaggio ai morti, chiedere giustizia, sicurezza e mezzi di sussistenza per le vittime. Serve ad attirare l'attenzione del governo e per incoraggiare le vittime a costruire solidarietà fra loro".
In un comunicato inviato all'Agenzia Fides, l'Ong "Christian Solidarity Worldwide", che monitora la condizione dei cristiani, commenta: "E 'importante ricordare che nel 2008 i massacri in Orissa si sono verificati otto mesi dopo una prima ondata di violenza, che era rimasta impunita. L'unico modo per fermare gli estremisti è garantire legalità e giustizia".
In un messaggio inviato a Fides, Mons. John Barwa, SVD, Arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar, in Orissa, definisce gli attacchi del 2008 in Kandhamal "crimini contro l'umanità", poichè "molto diffusi ed eseguiti con un'attenta pianificazione". In Orissa 100 cristiani furono uccisi e i profughi furono 56mila. (PA) (Agenzia Fides 1/9/2012)

Anche avvocati musulmani in sua difesa /"Liberate Rimsha": lettera dei Senatori USA al presidente Zardari

ASIA/PAKISTAN - "Rimsha è innocente e presto sarà libera": anche avvocati musulmani in sua difesa

Islamabad (Agenzia Fides) - "Rimsha è innocente, non ci sono prove contro di lei. Presto sarà libera". È fiducioso Paul Bhatti, Consigliere del Primo Ministro per l'Armonia nazionale e presidente della "All Pakistan Minorities Alliance" (APMA), sul caso della bambina cristiana accusata di blasfemia. Il procedimento a carico davanti a un tribunale di primo grado di Islamabad è stato per l'ennesima volta aggiornato al lunedì 3 settembre, anche perché il giudice è cambiato, mentre la custodia cautelare per la piccola era stata prolungata di 14 giorni. Ma l'andamento del procedimento - nonostante i discorsi infiammatori dell'avvocato di controparte - sembra in discesa: infatti, come riferito a Fides da Bhatti, la perizia operata dalla Commissione medica, che aveva definito Rimsha "minorenne e disabile mentale", è stata confermata dagli esperti. E a seguire il caso di Rimsha l'APMA ha nominato un team di cinque avvocati musulmani, tutti di grande levatura professionale, che operano insieme all'avvocato Tahir Naveed Chaudry. Vista la palese ingiustizia, visto il procedimento legale, visto il sostegno nell'opinione pubblica, nelle istituzioni e anche dei leader musulmani, il collegio difensivo esprime "massima fiducia in un esito positivo della vicenda".
Intanto la bambina resta in carcere: è affidata alle cure di una guardia carceraria donna, che la cura a la accudisce con amorevolezza, ma che non può fare a meno di notarne la sofferenza: la bimba è traumatizzata, piange spesso e cerca i genitori. (PA) (Agenzia Fides 1/9/2012)

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ASIA/PAKISTAN - "Liberate Rimsha": lettera dei Senatori USA al presidente Zardari

Islamabad (Agenzia Fides) - Un gruppo bipartisan di sei senatori americani ha scritto una lettera al presidente pakistano Asif Ali Zardari, chiedendo la liberazione di Rimsha Masih, la minorenne cristiano arrestato con l'accusa di blasfemia, e maggiore impegno per contrastare l'intolleranza religiosa in Pakistan. Nel testo della missiva, pervenuta a Fides, I senatori notano che occorre "garantire sicurezza e un trattamento equo, secondo la legge, a tutti i cittadini pakistani, indipendentemente dalla loro religione", ricordando che i recenti casi di discriminazione religiosa, compreso quello di Rimsha Masih, denotano "un peggioramento della situazione delle minoranze religiose nel paese. Il testo ricorda che, come nel caso di Rimsha, la legge sulla blasfemia "continua a perseguitare persone innocenti". "Sollecitiamo il vostro governo - si legge - a fare di più per prevenire gli abusi e le violenze commesse contro i cristiani, ahmadi, indù e altri minoranze religiose, così come verso membri della comunità musulmana".
I politici USA auspicano, dunque, che Zardari intraprenda "un serio sforzo per porre fine alla ingiusta detenzione di Rimsha. La missiva è stata firmata dai senatori Robert Menendez, Roy Blunt, Ben Cardin, Mark Kirk, Bob Casey, e Mike Johanns. (PA) (Agenzia Fides 1/9/2012)

La Vita Cattolica propone, ma le province unite formano una regione?

Provincia del Friuli con capoluogo Aquileia   versione testuale
La proposta del settimanale diocesano «la Vita Cattolica» in Consiglio regionale


UDINE (30 agosto, ore 15.30) - Due enti di area vasta, uno per la Venezia Giulia e uno per il Friuli, al posto delle attuali 4 Province: un’area metropolitana per Trieste e il suo hinterland, quindi, e una innovativa Provincia di Aquileia, che nasca da un patto di sviluppo territoriale tra Gorizia, Udine e Pordenone. Questa la proposta che oggi, giovedì 30 agosto, ha portato in Consiglio regionale il direttore de «la Vita Cattolica», Roberto Pensa. Una posizione «storica» del settimanale diocesano, da più di due decenni, che nasce anche dall’applicazione di alcuni dei principali cardini della dottrina sociale della Chiesa.

Sussidiarietà: Regione «snella»Il primo obiettivo di una buona riforma istituzionale – dirà ai commissari il direttore Pensa – deve essere il decentramento di competenze e funzioni verso «il basso» da parte della Regione, agli enti pubblici in grado di esercitarle che siano più vicine al cittadino, quindi Comuni e Province. La Regione va, invece, focalizzata sulle funzioni (di assoluta preminenza e rilevanza) legislative, di alto indirizzo e di controllo delle autonomie locali, mantenendo naturalmente la gestione diretta dei servizi che per loro natura risultano indivisibili su scala regionale («in primis» la sanità).

No a enti di «nominati»La dottrina sociale evidenzia come essenziale la partecipazione del cittadino, come singolo o in associazione con altri, direttamente o a mezzo di propri rappresentanti, alla vita culturale, economica, sociale e politica della comunità civile cui appartiene. Questa non verrebbe senz’altro promossa trasformando le Province in enti di secondo grado, cioè non governati da rappresentanti eletti dai cittadini, ma «nominati» dai Comuni. Grande attenzione va posta poi al tema della fusione dei piccoli Comuni. È indiscutibile la necessità di associarsi per lo svolgimento dei servizi. Ma i piccoli Comuni, specie nelle aree montane, ma anche in pianura, sono un elemento fondamentale di aggregazione e di identità delle comunità locali. Vanno comunque mantenuti i municipi e le rappresentanze politiche, il cui costo, comunque, è irrisorio.

La Provincia di AquileiaPer bene comune la dottrina sociale della Chiesa intende «l’insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono sia alle collettività sia ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più celermente». Essendo la nostra Regione composta da due realtà culturali, sociali, economiche, sociologiche e linguistiche molto differenti, ne discende che ciascuna ha diritto di trovare un proprio assetto istituzionale peculiare. Trieste, incentrata sull’attività del porto e delle sue importanti istituzioni culturali e scientifiche, potrebbero trovare risposta nella forma dell’area metropolitana che unisce i livelli amministrativi comunale e provinciale. Per l’area friulana, invece, appare logica l’ipotesi di creare una unica Provincia del Friuli o comunque di avviare un processo federativo tra le Province di Gorizia, Pordenone e Udine, che mantenga l’identità dei singoli enti, ma che imponga la messa in comune di strategie e servizi. Non un «Grande Friuli», cioé la mera «annessione» a Udine delle altre Province, ma una realtà istituzionale nuova e policentrica che nasca da un patto territoriale. L’elemento storico unificante è quello delle comuni radici della Chiesa e del Patriarcato di Aquileia, nel cui ambito hanno trovato storicamente pari dignità tutti i territori che compongono il Friuli e le loro componenti culturali e linguistiche (i friulani, gli sloveni, i germanofoni, le comunità venetofone dell’Isontino, di Grado, Marano e della Destra Tagliamento). Il Friuli trarrebbe una grande utilità dall’affrontare unito le sfide della globalizzazione. Per cogliere queste opportunità, va pensato un ente di area vasta nuovo, che non concentra uffici, personale e competenze al centro, ma che, grazie alle tecnologie dell’informazione e ad assetti organizzativi decentrati (con assessorati distribuiti nelle tre Province), è in grado di lavorare a rete sul territorio, vicino ai cittadini, al tessuto sociale e imprenditoriale, là dove certe tematiche ed esigenze sono particolarmente sentite e sviluppate. Lo stesso capoluogo provinciale potrebbe essere posto non a Udine, ma in un altro luogo che identitariamente possa rappresentare il Friuli intero. Aquileia in primis.

Regione unita contro le disparitàInfine il principio della solidarietà: impegno primario della Regione (la cui unità non può essere messa in discussione) deve rimanere l’impegno forte per superare le diseguaglianze territoriali, economiche e sociali, che colpiscono le aree montane e quelle più acutamente soggette a processi di deindustrializzazione.

La proposta completa del settimanale è consultabile sul sito www.lavitacattolica.it alla sezione «Documenti».

A Molmenti il «Carati d'autore» lignanese

PREMIO AL CAMPIONE OLIMPICO

 


Daniele Molmenti, medaglia d'oro alle Olimpiadi di Londra 2012 nella specialità canoa- kayak, ha ricevuto mercoledì 29 agosto a Lignano Sabbiadoro, alla Terrazza a Mare, il VII Premio Carati d'autore. A Molmenti, il Premio è andato per «la caparbietà e la tenacia, prettamente friulane, con le quali il campione di Cordenons ha saputo condurre la propria preparazione dalle Olimpiadi di Pechino a quelle di Londra». Alla domanda «Quando hai sentito che avresti vinto la medaglia?», Daniele ha risposto: «A Pechino, quando, nell'altra Olimpiade, l'avevo persa».

Prego per il figlio e tutti i familiari

A Lignano celebrati i funerali dei coniugi uccisi   versione testuale
Durante la Messa il parroco don Fabris ha letto il messaggio dell'Arcivescovo di Udine


UDINE (30 agosto, ore 16.30) - Sono stati celebrati a Lignano i funerali di Paolo Brugato e Rosetta Sostero. Durante la Messa, che si è svolta senza la presenza di telecamere e fotografi, su espressa richiesta dei familiari delle vittime, il parroco della cittadina balneare, don Angelo Fabris, ha letto anche il messaggio inviato dall'Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato.
 
IL MESSAGGIO DELL'ARCIVESCOVO.
 
Dopo aver celebrato domenica scorsa la Santa Messa in suffragio dei coniugi Rosetta Sostero e Paolo Burgano, partecipo, ora, spiritualmente alla celebrazione del loro funerale cristiano.
 
Li affido a Dio Padre e alla sua Misericordia che accoglie tutti i suoi figli che confidano in Lui, purifica i loro peccati e asciuga le loro lacrime.
 
Prego per il figlio e tutti i familiari perché il Signore doni loro forza interiore per  superare questo tremendo momento e continuare, con rinnovata speranza, il cammino della vita.
 
La preghiera unisca, poi, i nostri cuori creando legami di benevolenza e solidarietà reciproca che ci renda più forti contro ogni forma di male.
 
Scenda su tutti benefica la benedizione di Dio Padre per intercessione Maria, Madre della consolazione.
 + Andrea Bruno Mazzocato
 
Udine, 30 agosto 2012

La città testimonierà la propria riconoscenza ai frati cappuccini

Udine saluta e ringrazia i Cappuccini   versione testuale
Messa domenica 2 settembre. Lunedì riapre la mensa. Chiesa affidata a don Driussi

Udine (31 agosto, ore 13) - L’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, lo aveva promesso. La città testimonierà la propria riconoscenza ai frati cappuccini accompagnando con una celebrazione la loro partenza da Udine. E soprattutto che la loro preziosissima opera avrebbe avuto continuità.
 
Promesse mantenute. Domenica 2 settembre, infatti, alle ore 18.30 avrà luogo – nella suggestiva chiesetta di via Ronchi – la Santa Messa presieduta dall’Arcivescovo, quale segno di gratitudine per la significativa presenza dei Cappuccini nella Chiesa e nella società udinese. Ciò che più conta però è il fatto che il loro prezioso testimone è stato raccolto dalla diocesi. Come già anticipato, infatti, continuerà il servizio della «mensa dei poveri», a gestirlo sarà la Caritas. Ma c’è di più. È notizia degli ultimi giorni che anche le attività spirituali curate dai Cappuccini non verrano meno. L’Arcivescovo ha infatti affidato la chiesa di via Ronchi a don Giovanni Driussi - attualmente parroco di San Paolino e della Beata Vergine del Rosario (Laipacco) -, saranno quindi così garanti sia la celebrazione della Santa Messa che il Sacramento della riconciliazione. A coadiuvare don Driussi sarà l’Ordine secolare dei francescani. Una presenza, quella francescana, che - annuncia Sergio Ceccotti - membro del Consiglio di fraternità - «in città aumenterà significativamente perché qui si sposterà il Centro regionale che ora ha sede a Gorizia».
 
Il 3 settembre riaprirà anche la «mensa dei poveri», rimasta chiusa per tre settimane. A parlare del futuro di questa importante realtà caritativa è don Luigi Gloazzo, direttore della Caritas diocesana. «Innanzitutto va detto che c’è una riconoscenza straordinaria, da parte della Chiesa e della società, per tutto quello che i Cappuccini hanno fatto in questi anni per Udine. Riapriremo la mensa con l’esperienza fatta finora, consolidando ad esempio quelli che sono gli offerenti dei generi alimentari, sia istituzionali, sia privati. Abbiamo inoltre messo la mensa in collegamento con il nostro "Asilo notturno". In particolare due persone dell’equipé seguiranno, in forma alternata, la sua organizzazione. Abbiamo ritenuto che fosse positivo e opportuno legare queste due realtà». L’obiettivo è non solo mettere in rete realtà che per molti versi sono complementari, ma soprattutto mettere a frutto le risorse «di chi – sottolinea Gloazzo – ha esperienza con le persone che vivono una situazione di difficoltà. La mensa non è un luogo di distribuzione dei pasti, ma di incontro tra le persone. Questa è la qualità che la Chiesa deve dare».
 
Ci sarà poi grande impegno per valorizzare il preziosissimo lavoro dei volontari che qui prestano già servizio, in particolare per dar vita ad un gruppo affiatato, con una precisa identità e una specifica modalità di rapporto e relazione. Ma don Gloazzo guarda lontano e il suo desiderio è che la mensa diventi patrimonio di tutta la città. «Assieme al Vescovo e alla diocesi, facciamo appello affinchè ogni parrocchia costituisca un gruppetto, anche di 2 o 3 persone, che prestino servizio in via Ronchi, come espressione delle diverse comunità parrocchiali. Queste persone avranno poi modo di raccontare, nelle parrocchie, giorno per giorno la loro esperienza e la realtà che hanno incontrato». A tal proposito mons. Mazzocato ha già avuto nelle scorse settimane un incontro con tutti i parroci della città per dar concretezza a questo significativo progetto. E le istituzioni? L’Arcivescovo – durante la conferenza stampa dello scorso 28 giugno – aveva auspicato l’interessamento da parte delle istituzioni cittadine. Messaggio recepito. «Nei prossimi giorni – spiega il direttore della Caritas – avremo un incontro con il Comune di Udine per definire i dettagli di una convenzione». I passi perché via Ronchi diventi cuore della solidarietà udinese vanno ormai nella giusta direzione.
 

venerdì 31 agosto 2012

Pregate per il Cardinale Martini


La legge anticonversione approvata nello stato del Hhimachal Pradesh

ASIA/INDIA - "La legge anti-conversione viola la Costituzione": sentenza storica per i cristiani

New Delhi (Agenzia Fides) - La legge anticonversione approvata nello stato del Hhimachal Pradesh (nel Nord dell'India) è, in alcune parti, "anticostituzionale". Infatti "una persona non solo ha il diritto alla libertà di coscienza, il diritto a professare una fede, il diritto di modificare la sua fede, ma ha anche il diritto di tenere le sue convinzioni segrete". E' una sentenza storica quella dell'Alta Corte dell'Himachal Pradesh, emessa dai giudici Deepak Gupta e Rajiv Sharma. Il ricorso era stato presentato nel 2011 da un gruppo di organizzazioni cristiane che avevano impugnato la "Legge sulla Religione", emanata nel 2006 ed entrata in vigore nel 2007 (vedi Fides 25/2/2011).
La Corte ha dichiarato che "la Sezione 4 del provvedimento e gli artt. 3 e 5 del documento applicativo violano disposizioni costituzionali". Tali norme dichiaravano illegittima la libera conversione da una religione all'altra, consentendola solo dopo una lunga procedura, indagini e autorizzazioni di un magistrato, e comminando, in caso contrario, multe e sanzioni.
In un comunicato inviato a Fides, il "Consiglio Globale dei Cristiani Indiani" (Gcic), accogliendo con favore la sentenza, ringrazia gli avvocati di diverse religioni che si sono impegnati nel ricorso, sostenendo che la legge viola alcuni diritti fondamentali dei credenti. Il Consiglio, ricordando che "tutte le conversioni, avvenute per libero arbitrio, sono legali, sollecita i governi centrali e statali alla protezione di tutti i credenti che esercitino tale diritto".
P. Dominc D'Abrio, portavoce della Conferenza Episcopale dell'India, nota a Fides: "E' un passo molto positivo, i cristiani ne avranno grande beneficio. La sentenza potrebbe costituire un precedente e avere un effetto domino, incoraggiando ricorsi contro altre leggi anticonversione, dello stesso genere, in vigore in altri stati della Federazione indiana".
Il primo stato ad approvare una legge che vieta le conversioni è stato l'Orissa nel 1967, seguito dal Madhya Pradesh nel 1968 e dall'Arunachal Pradesh nel 1978. Il governo del partito nazionalista indù "Bharatiya Janata Party" (BJP) l'ha introdotta in Gujarat nel 2003 e in Chhattisgarh nel 2006, l'anno dopo è entrata in vigore anche in Himachal Pradesh. Secondo i cristiani, tali leggi, limitando il diritto fondamentali alla libertà religiosa, sono strumenti nelle mani di gruppi estremisti indù, che accusano i cristiani di "proselitismo e conversioni forzate". Sono utilizzate per colpire le minoranze religiose, avvelenando il tessuto sociale e seminando odio all'interno della società indiana. (PA) (Agenzia Fides 31/8/2012)
ASIA/PAKISTAN - Il Direttore delle POM: "Se Rimsha diventa un simbolo, tutto sarà più difficile"

Karachi (Agenzia Fides) - "Se Rimsha diventa un simbolo, per la sua liberazione tutto sarà più difficile. Oggi e domani pregheremo in tutte le chiese per lei e per la sua famiglia": è quanto dice all'Agenzia Fides P. Mario Rodrigues, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) in Pakistan, alla vigilia dell'udienza del 1° settembre, quando il Tribunale di primo grado di Islamabad dovrebbe pronunciarsi sul caso di Rimsha. La difesa aveva presentato una perizia medica che la definiva "minorenne e disabile mentale"; ieri la controparte ha contestato tali risultati.
P. Rodrigues dice a Fides: "Restiamo fiduciosi sulla sua liberazione, perché sia fatta giustizia. Siamo felici per l'appoggio ricevuto da leader musulmani che si sono espressi pubblicamente in favore di Rimsha. Credo che nell'opinione pubblica qualcosa stia cambiando, anche a proposito della legge sulla blasfemia, che da anni noi critichiamo".
Come riferito a Fides, in un incontro del "Gruppo speciale" istituito per monitorare il caso di Rimsha, formato dalla "Pakistan Interreligious League" (PIL) e dal "All Pakistan Ulema Council" (APUC), coalizione di leader religiosi islamici, il presidente della PIL, Sajid Ishaq, ha invitato tutti a "evitare distorsioni e strumentalizzazioni, e a osservare il caso con trasparenza e obiettività".
In un comunicato inviato a Fides, l'Ong "Christian Solidarity Worldwide" nota: "I rinvii del tribunale sono estremamente frustranti e prolungano la sofferenza di Rimsha. La decisione crudele di opporsi perfino alla cauzione è un riflesso della mentalità di coloro che sostengono l'accusa. Speriamo che il giudice possa decidere sul caso senza indebite pressioni o intimidazioni".
La Conferenza Cristiana dell'Asia (CCA), organismo ecumenico formato da numerose Chiese protestanti in Asia, esprimendo "shock e incredulità", scrive in una lettera aperta, inviata a Fides: "Preghiamo ed esprimiamo sentimenti di solidarietà a tutti i cristiani in Pakistan", invitando le istituzioni a "prendere in considerazione la vulnerabilità e l'innocenza di una ragazza indifesa che ora è in stato di shock, separata dai suoi genitori". La Conferenza stigmatizza la "draconiana legge sulla blasfemia" e sostiene la Chiesa e la società civile pakistana "nel chiedere una revisione non solo della legge sulla blasfemia, ma di tutte le leggi che discriminano e puniscono le persone sulla base della religione o del genere". (PA) (Agenzia Fides 31/8/2012)

giovedì 30 agosto 2012

Due articoli di Fides News sul caso Rimsha Masih

ASIA/PAKISTAN - Rimsha, nuovo rinvio: la controparte non riconosce la perizia medica

Islamabad (Agenzia Fides) - Si complica il caso di Rimsha Masih, la bambina 11enne cristiana incriminata per blasfemia in Pakistan. Questa mattina, all'udienza davanti al giudice Javad Abbas, di un Tribunale di primo grado di Islamabad, l'Avvocato difensore della bambina, Tahir Naveed Chaudry, ha trovato una novità: si sono presentati gli avvocati della controparte (in questo caso il ragazzo che aveva presentato la denuncia contro Rimsha, firmando il First Information Report, come testimone oculare dell'atto blasfemo). Finora, nelle udienze precedenti, la controparte era assente. Gli avvocati hanno sollevato un'eccezione, contestando i risultati della perizia svolta su Rimsha dalla Commissione medica e non riconoscendone il rapporto finale. Il giudice ha dunque ordinato che tale relazione sia sottoposta ad una verifica da parte di esperti (medici legali e alti funzionari) dello stato. La Corte ha poi fissato una nuova udienza per dopodomani, 1° settembre.
L'avvocato Tahir Naveed Chaudry, palesando una certa delusione sua e della famiglia di Rimsha, spiega a Fides: "Abbiamo dovuto per la prima volta confrontarci con altri avvocati di parte, hanno fatto il loro lavoro. Ora dovremo aspettare i risultati di questa verifica del Rapporto della Commissione medica, poi tutto sarà nelle mani della Corte. Credo che quella del 1° settembre possa essere comunque l'udienza finale sul caso. Restiamo fiduciosi sull'esito".
Fonti di Fides notano che gli avvocati della "controparte" sono stati probabilmente finanziati da gruppi radicali che si oppongono al rilascio di Rimsha, alcuni dei quali erano in aula. Inoltre hanno pesato le dichiarazioni del Maulana Tahir Ashrafi, leader dell' "All Pakistan Ulema Council": nei giorni scorsi questi ha detto che i latori di false accuse a Rimsha Masih (fra i quali l'imam della moschea del quartiere) dovrebbero essere puniti dalla legge. Ecco dunque avviata una battaglia legale, di cui Rimsha è vittima: come conferma a Fides l'avvocato Chaudry, "la bambina è in carcere e sta male, soffre molto per l'assenza dei genitori".
Peter Jacob, Segretario Esecutivo della Commissione "Giustizia e Pace" della Conferenza Episcopale, commenta a Fides: "E' triste che, come per Rimsha, casi di false accuse di blasfemia continuino a verificarsi: è un trend che si riconosce in Pakistan e che andrebbe fermato. Tuttavia va notata una grande simpatia verso Rimsha e la vasta copertura dei media pakistani: ciò conferma la sensibilità crescente nella società civile, nei media e anche nella comunità musulmana. In Pakistan c'è una introspezione sui significati e sulle conseguenze di questa legge. Auspichiamo che siano introdotte alcune salvaguardie per fermare gli abusi e tutelare le vittime innocenti. Credo che il dibattito sui mass media possa creare le condizioni e un terreno culturale utile per intervenire e modificare la legge". (PA) (Agenzia Fides 30/8/2012)

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ASIA/PAKISTAN - Leader musulmani: "Rimsha va rilasciata, lo dice la sharia"

Islamabad (Agenzia Fides) - Ibtisam Elahi Zaheer è un leader musulmano salafita. Attuale segretario generale della "Jamiat Ahle Hadith" ("Assemblea dei seguaci dei detti del Profeta"), partito politico-religioso, parte della rete fondamentalista islamica "Muttahida Majlis-e-Amal", presente in Parlamento. E' direttore della rivista mensile "Al-Ikhwah", pubblicata in urdu, che ha ampio seguito nei settori fondamentalisti e fra i giovani salafiti. Negli anni scorsi è stato in prima linea a tutte le manifestazioni di fondamentalisti per definire "intoccabile" la legge sulla blasfemia. Secondo le informazioni pervenute a Fides, ora Ibtisam Elahi Zaheer ha parlato in favore di Rimsha Masih, la bambina cristiana accusata di blasfemia: "Se si appura che è minorenne, va rilasciata, e se le accuse sono false, i colpevoli vanno puniti. Nessuno ha il diritto di farsi giustizia da solo. La legge sulla blasfemia ha bisogno di emendamenti procedurali per evitare gli abusi".
Dopo le parole del mullah Tahir Ashrafi, leader dell' "All Pakistan Ulema Council", che ha difeso Rimsha nei giorni scorsi, chiedendo "una indagine imparziale e protezione per la comunità cristiana", si amplia in Pakistan il fronte di leader musulmani studiosi e intellettuali, che si sono espressi in favore di Rimsha. Fides ha raccolto le opinioni di alcuni leader di varie organizzazioni e istituti islamici.
Secondo Muhammad Hussain Akbar, capo della "Idara Minhaj-ul-Hussain", "la ragazza, minorenne, non ha colpe e deve essere liberata immediatamente". Pir Shafaat Rasool, Amministratore della madrasa "Bilal Markaz" di Lahore, rimarca che anche secondo la sharia la bambina è senza colpe: "L'islam protegge tutti i non musulmani. Per comprovare l'accusa nei confronti di un minorenne l'islam prescrive una procedura diversa rispetto a quella prevista per una persona matura. Invece di infliggere una punizione, l'islam consiglia di insegnare e guidare un bambino con amore e simpatia, se commette un errore. Pertanto, a mio parere, Rimsha deve essere rilasciata immediatamente".
Concorda Allama Mushtaq Hussain Jafri, Presidente dell'organizzazione "Tahafuz-e-Pakistan Jafria": "L'islam rispetta e protegge i diritti di tutti e prevede procedure diverse, quando si ha a che fare con i bambini. Inoltre non si può attribuire a un altro una frase finchè l'accusa non è provata".
Allama Javed Akbar Saqi, capo della "Wahdat-e-Islami" e Segretario Generale del "Comitato interreligioso per la Pace" del Punjab afferma: "La ragazza è minorenne e disabile mentale. Urge una indagine imparziale. La vicenda sembra viziata e artefatta. In passato episodi come questi si sono rivelati falsi e senza fondamento". Anche secondo Hafiz Muhammad Mudassar, leader della "Khateeb Jamia Masjid Anwaar-e-Madina", "la ragazza non è adulta ed mentalmente inferma. Non è opportuno imputarle accuse. Deve essere liberata immediatamente".
Liaqat Baloch, Segretario generale della "Jamat-e-Islami", annuncia il suo impegno: "Stiamo cercando di trovare una soluzione per risolvere la situazione. Si deve tener conto che la ragazza è minorenne e ha problemi mentali. Mi sembra che ci sia troppa illegalità in Pakistan e che nessuno sia al sicuro".
Secondo alcuni studiosi interpellati da Fides, la scelta dei leader musulmani sunniti in favore di Rimsha ha una duplice motivazione: religiosa (secondo la legge islamica) e anche politica. Dopo un recente massacro di musulmani sciiti compiuto dai talebani, in Pakistan, infatti, si è acuita la frattura fra musulmani sunniti (la maggioranza) e gli sciiti (il 25%), che in passato erano uniti su questioni inerenti l'islam. Gli sciiti, ritenuti dai talebani "non musulmani", si sono definiti "minoranza" e hanno rotto l'alleanza con i leader di organizzazioni sunnite. Questi ora intendono operare per una riunificazione, cercando una posizione comune su un caso di grande risonanza mediatica come quello di Rimsha. (PA) (Agenzia Fides 30/8/2012)

Video - Sabine, l'olimpionica di Betlemme

(clicca QUI per guardare il video)

 

mercoledì 29 agosto 2012


"La preghiera non è tempo perso, non è rubare spazio alle attività, anche a quelle apostoliche, ma è esattamente il contrario: solo se se siamo capaci di avere una vita di preghiera fedele, costante, fiduciosa, sarà Dio stesso a darci capacità e forza per vivere in modo felice e sereno, superare le difficoltà e testimoniarlo con coraggio".
Parole del Papa nella catechesi dell'udienza generale di questa mattina, tenuta a Castel Gandolfo, in Piazza della Libertà, davanti all'ingresso del Palazzo apostolico, residenza di Benedetto XVI dall'inizio di luglio.
Nel giorno della memoria liturgica del martirio di San Giovanni Battista, il Papa ha ricordato che non è solo uomo di preghiera, ma anche una guida ... More