Solo 250 fedeli su una popolazione musulmana di 250 mila persone. E' la
comunita' cattolica latina di Nablus, cui ha fatto visita Mons. Patrick
Kelly, arcivescovo di Inghilterra e Galles.
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Fatti, scritti, immagini, video riguardanti i paesi della Bassa vicini a San Giorgio di Nogaro
lunedì 16 gennaio 2012
mercoledì 11 gennaio 2012
Domenica 15 Gennaio 2011
| Statua di Pietro, scavi di Cafarnao |
PRIMA LETTURA (1Sam 3,3-10.19)
Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta.
Dal primo libro di Samuèle
In quei giorni, Samuèle dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca di Dio.
Allora il Signore chiamò: «Samuèle!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!». Tornò e si mise a dormire.
Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuèle!»; Samuèle si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuèle fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore.
Il Signore tornò a chiamare: «Samuèle!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane. Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”». Samuèle andò a dormire al suo posto.
Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuéle, Samuéle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».
Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole.
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 39)
Rit: Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.
Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.
Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo».
«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».
Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.
SECONDA LETTURA (1Cor 6,13-15.17-20)
I vostri corpi sono membra di Cristo.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, il corpo non è per l’impurità, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza.
Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. State lontani dall’impurità! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all’impurità, pecca contro il proprio corpo.
Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi. Infatti siete stati comprati a caro prezzo: glorificate dunque Dio nel vostro corpo!
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 1,41.17b)
Alleluia, alleluia.
«Abbiamo trovato il Messia»:
la grazia e la verità vennero per mezzo di lui.
Alleluia.
VANGELO (Gv 1,35-42)
Videro dove dimorava e rimasero con lui.
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.
Parola del Signore
PREGHIERA DEI FEDELI
C – Fratelli e sorelle, siamo veramente grati a Dio per la fiducia che ci accorda ogniqualvolta ci rivolge la sua Parola, chiamandoci a partecipare al suo disegno di amore; ma vogliamo anche chiedere la luce e la forza dello Spirito, per poter discernere la sua voce e per poterla assecondare con tutte le nostre forze.
L - Preghiamo insieme e diciamo:
Si compia in noi la tua Parola, Signore.
1. Per
i pastori e quanti svolgono un servizio di guida nella Chiesa: illuminati dallo
Spirito, sappiano discernere il bene delle persone e delle comunità loro
affidate. Preghiamo.
2. Per
i responsabili delle Nazioni: si impegnino a ricercare il bene comune nel
rispetto dei diritti di ogni uomo e collaborino all’edificazione di un mondo
più giusto e fraterno. Preghiamo.
3. Per
tutti i battezzati: nella docilità allo Spirito d’Amore, vivano con generosità
di cuore la propria vocazione ricercando ciò che unisce e facendo esperienza
della Comunione che viene da Dio, preghiamo.
4. Per
i giovani che il Signore chiama alla sua sequela: ascoltino la Parola che libera e dà la
vita, e accolgano con gioia e generosità il suo invito. Preghiamo.
5. Per
quanti vivono nel disordine morale: ritrovino l’equilibrio, l’armonia e la
dignità della persona, e il rispetto della santità del corpo umano, tempio
dello Spirito Santo. Preghiamo.
6. Per
noi qui riuniti: l’amore del Signore ci faccia crescere nella disponibilità, nello
spirito di ricerca e nel senso di responsabilità per collaborare alla
costruzione del Regno. Preghiamo.
C – Padre, che ci chiami alla comunione con te, ascolta la nostra preghiera nel nome di Gesù e fa’ che nell’armonia interiore creata dallo Spirito, diveniamo operatori di pace e testimoni del tuo amore per realizzare la missione che ci hai affidato. Per Cristo nostro Signore. T - Amen.
martedì 10 gennaio 2012
Festa del battesimo nei luoghi del Battesimo
Nel luogo dove venne battezzato Cristo: si e' svolta domenica 8 gennaio
sulle sponde del fiume Giordano la festa che ricorda il battesimo di
Gesu'. Il sito, finalmente riaperto, ha permesso alla custodia di
tornare a officiare la celebrazione nel luogo della festa liturgica.
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Il primo dei diritti umani
VATICANO - Il Papa al Corpo diplomatico: "in non pochi Paesi i cristiani sono privati dei diritti fondamentali e messi ai margini della vita pubblica"
Città del Vaticano (Agenzia Fides) - La libertà religiosa è "il primo dei diritti umani, perché essa esprime la realtà più fondamentale della persona. Troppo spesso, per diversi motivi, tale diritto è ancora limitato o schernito". Lo ha ribadito il Santo Padre Benedetto XVI durante l'udienza del 9 gennaio ai membri del Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, per la presentazione degli auguri per il nuovo anno. Citando il ministro pachistano Shahbaz Bhatti, "la cui infaticabile lotta per i diritti delle minoranze si è conclusa con una morte tragica", il Papa ha sottolineato che "in non pochi Paesi i cristiani sono privati dei diritti fondamentali e messi ai margini della vita pubblica; in altri subiscono attacchi violenti contro le loro chiese e le loro abitazioni. Talvolta, sono costretti ad abbandonare Paesi che essi hanno contribuito a edificare, a causa delle continue tensioni e di politiche che non di rado li relegano a spettatori secondari della vita nazionale. In altre parti del mondo, si riscontrano politiche volte ad emarginare il ruolo della religione nella vita sociale, come se essa fosse causa di intolleranza, piuttosto che contributo apprezzabile nell'educazione al rispetto della dignità umana, alla giustizia e alla pace".
Il Papa ha rivolto "un particolare pensiero ai Paesi dell'America Latina e dei Caraibi che, nel 2011, hanno festeggiato il bicentenario della loro indipendenza" e si è rallegrato con il Sud Sudan, che si è costituito Stato sovrano in modo pacifico, auspicando che "tutti uniscano i loro sforzi affinché, per le popolazioni del Sudan e del Sud Sudan, si apra un periodo di pace, di libertà e di sviluppo".
Nel suo ampio discorso, Benedetto XVI ha messo in evidenza che "il momento attuale è segnato purtroppo da un profondo malessere". In particolare "gli sviluppi gravi e preoccupanti della crisi economica e finanziaria mondiale" hanno "inciso profondamente anche sulla vita dei Paesi in via di sviluppo". Tuttavia "la crisi può e deve essere uno sprone a riflettere sull'esistenza umana e sull'importanza della sua dimensione etica, prima ancora che sui meccanismi che governano la vita economica".
Il Santo Padre si è soffermato sugli effetti dell'attuale momento che colpiscono particolarmente i giovani. In particolare ha citato Nord Africa e Medio Oriente, dove i giovani "hanno lanciato quello che è diventato un vasto movimento di rivendicazione di riforme e di partecipazione più attiva alla vita politica e sociale" che per proseguire necessita ora del "riconoscimento della dignità inalienabile di ogni persona umana e dei suoi diritti fondamentali. Il rispetto della persona dev'essere al centro delle istituzioni e delle leggi, deve condurre alla fine di ogni violenza". Benedetto XVI ha poi espresso "grande preoccupazione" per la Siria, auspicando "una rapida fine degli spargimenti di sangue e l'inizio di un dialogo fruttuoso tra gli attori politici, favorito dalla presenza di osservatori indipendenti", e per la Terra Santa, "dove le tensioni tra Palestinesi e Israeliani hanno ripercussioni sugli equilibri di tutto il Medio Oriente".
Richiamando il suo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2012, "Educare i giovani alla giustizia e alla pace", il Pontefice ha ricordato che "l'educazione è un tema cruciale per ogni generazione" ed essa ha bisogno di luoghi, "tra questi figura anzitutto la famiglia, fondata sul matrimonio di un uomo con una donna". All'educazione dei giovani, e di conseguenza al futuro dell'umanità, si oppongono "le misure legislative che non solo permettono, ma talvolta addirittura favoriscono l'aborto, per motivi di convenienza o per ragioni mediche discutibili".
Il Santo Padre ha poi ricordato che "il terrorismo motivato religiosamente ha mietuto anche l'anno scorso numerose vittime, soprattutto in Asia e in Africa", per questo è necessario che i leaders religiosi ribadiscano che "questa non è la vera natura della religione. È invece il suo travisamento e contribuisce alla sua distruzione". Nel continente africano desta preoccupazione "la recrudescenza delle violenze che interessa la Nigeria", gli strascichi della guerra civile in Costa d'Avorio, la persistente instabilità nella Regione dei Grandi Laghi, l'urgenza umanitaria nei Paesi del Corno d'Africa e la crisi che dura da anni in Somalia. (SL) (Agenzia Fides 10/01/2012)
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Sangiorgini pronti a tutto
A San Giorgio di Nogaro 2mila tonnellate di rifiuti solidi urbani
Grazie al Giornale del Friuli leggi l'articolo clikkando QUI
lunedì 9 gennaio 2012
Biafra e benzina: 2 articoli di fides news sulla Nigeria
AFRICA/NIGERIA - "La situazione attuale della Nigeria è più pericolosa di quella durante la guerra civile, perché si coinvolge la dimensione religiosa" dice Mons. Kaigama
Abuja (Agenzia Fides) - "La guerra del Biafra aveva radici etniche e politiche, gli attentati della Boko Haram implicano dimensioni etniche, sociali, politiche, religiose e pure criminali. Per questo la situazione attuale è più pericolosa di quella al tempo della guerra del Biafra. La dimensione religiosa attiene infatti all'intimità più profonda delle persone. Si rischia di fare appello agli istinti più irrazionali dell'uomo" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Mons. Ignatius Ayau Kaigama, Arcivescovo di Jos, commentando le dichiarazioni rese ieri, 8 gennaio del Presidente Goodluck Jonathan.
"La situazione odierna è persino peggiore della guerra civile" ha affermato il Capo dello Stato nigeriano, facendo riferimento alla guerra per la secessione del Biafra (1967-70) che provocò un milione di morti."Durante la guerra civile, conoscevamo e potevano persino conoscere da quale parte proveniva il nemico...ma la sfida che dobbiamo affrontare oggi è più complicata" ha detto Jonathan, che ha denunciato complicità con i membri della setta Boko Haram nelle forze di sicurezza e nell'esercito.
I recenti attentati in diverse zone nel nord della Nigeria, hanno colpito le locali comunità cristiane, provocando la fuga dei cristiani. "Al momento non mi sembra che vi sia un massiccio movimento di cristiani dal nord, a parte nelle aree dove diverse persone sono state uccise, nelle quali la cadenza delle violenze è stata molta intensa" dice Mons. Kaigama. "In queste aree i cristiani, specialmente quelli originari del sud, come le popolazioni Ibo, sono profondamente in ansia e si stanno organizzando per ritornare nelle zone di origine".
Mons. Kaigama si dice preoccupato perché anche i musulmani che vivono al sud risentono del clima di violenza. "Sono appena tornato da una visita nel sud della Nigeria. Anche lì i musulmani, che sono originari del nord, sono profondamente preoccupati e si stanno preparando a tornare nel settentrione". "Si tratta, a mio avviso, di uno sviluppo molto pericoloso. Il governo deve agire con decisione per fermare le violenze e ricostruire un clima di sicurezza e fiducia reciproca per ogni nigeriano che vive in ogni parte del Paese" conclude l'Arcivescovo di Jos. (L.M.) (Agenzia Fides 9/1/2012)
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AFRICA/NIGERIA - Abolizione del sussidio sulla benzina: "una decisione che colpisce i poveri" affermano i Vescovi, che denunciano la "tempistica insensibile" di fronte agli attentati
Abuja (Agenzia Fides) - I Vescovi della Provincia Ecclesiastica di Ibadan (sud della Nigeria) si dicono "rammaricati" per "la decisione impopolare" di abolire i sussidi sulla benzina, che ha provato un drastico e improvviso aumento dei prezzi del carburante. Il 1° gennaio il governo federale ha abolito la sovvenzione che manteneva il prezzo al dettaglio della benzina intorno alle 65 naira per litro (0.30 euro). Il prezzo del carburante è immediatamente salito fino addirittura a 140 naira al litro (0.66 euro), una cifra proibitiva per molti, in un Paese dove la maggioranza della popolazione vive con meno di due dollari al giorno (1,5 euro). Il provvedimento ha provocato forti proteste da parte dei nigeriani, accrescendo la tensione provocata dagli attentati della setta Boko Haram. "Molti nigeriani che si erano recati nelle loro città e villaggi di origine per celebrare il Natale e il Capodanno non possono nemmeno permettersi di tornare nei loro luoghi di lavoro a causa del rialzo dei prezzi della benzina" denuncia un comunicato inviato all'Agenzia Fides.
Il governo ha motivato il provvedimento come una misura per impedire frodi sulla vendita di carburanti. "Prendiamo atto con profondo rammarico che questo Paese ha ormai una tradizione di far soffrire i poveri a causa degli interessi egoistici di pochi che si sono arricchiti fraudolentemente in collusione con coloro che si trovano al potere. Il povero deve soffrire per far sorridere il ricco?" replicano i Vescovi
I Vescovi concludono mettendo in relazione la rimozione del sussidio con le forti tensioni provocate dall'ondata di attentati scatenati dalla setta Boko Haram, che ha particolarmente colpito le comunità cristiane. "Anche se non è giusto incolpare il governo del Presidente Jonathan di tutti i mali della Nigeria, questo governo deve assumersi la piena responsabilità per la tempistica insensibile della sua politica sul sussidio di carburante. Il governo sembra aver già deciso l'eliminazione del sussidio molto prima dell'avvio delle cosiddette consultazioni o non sembra importagli affatto che decine di nigeriani sono stati orribilmente uccisi pochi giorni prima nelle vicinanze della nostra Capitale Federale?". (L.M.) (Agenzia Fides 9/1/2012)
L'angelus di domenica 8 gennaio 2012
Nella relazione con Dio l'uomo rinasce, accogliendo la vita come un
dono venuto dal Padre che è nei cieli. E la fede in Dio si basa su
Gesù che ci ha rivelato il Padre e la nostra figliolanza divina. Lo ha
sottolineato il Papa parlando ai fedeli prima della preghiera
dell'Angelus. In mattinata il Papa aveva conferito il battesimo a 16
bambini e nella riflessione con i fedeli Benedetto XVI ha notato come
Dio si è fatto figlio dell'uomo perché l'uomo diventi figlio di Dio.
Dunque dobbiamo rinnovare la gioia di essere figli, come uomini e come
cristiani, rinati dall'amore di Dio mediante il Battesimo ed
attraverso l'opera di Maria. More
dono venuto dal Padre che è nei cieli. E la fede in Dio si basa su
Gesù che ci ha rivelato il Padre e la nostra figliolanza divina. Lo ha
sottolineato il Papa parlando ai fedeli prima della preghiera
dell'Angelus. In mattinata il Papa aveva conferito il battesimo a 16
bambini e nella riflessione con i fedeli Benedetto XVI ha notato come
Dio si è fatto figlio dell'uomo perché l'uomo diventi figlio di Dio.
Dunque dobbiamo rinnovare la gioia di essere figli, come uomini e come
cristiani, rinati dall'amore di Dio mediante il Battesimo ed
attraverso l'opera di Maria. More
domenica 8 gennaio 2012
sabato 7 gennaio 2012
Domenica 8 Gennaio 2012
| Natura in prossimità del Giordano |
PRIMA LETTURA (Is 55,1-11)
Venite all’acqua: ascoltate e vivrete.
Dal libro del profeta Isaìa
Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l’orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide.
Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli,
principe e sovrano sulle nazioni.
Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi;
accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano
a causa del Signore, tuo Dio,
del Santo d’Israele, che ti onora.
Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocatelo, mentre è vicino.
L’empio abbandoni la sua via
e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Da Is 12)
Rit: Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.
Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.
Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.
SECONDA LETTURA (1Gv 5,1-9)
Lo Spirito, l’acqua e il sangue.
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo
Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato. In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità. Poiché tre sono quelli che danno testimonianza: lo Spirito, l’acqua e il sangue, e questi tre sono concordi. Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è superiore: e questa è la testimonianza di Dio, che egli ha dato riguardo al proprio Figlio.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Gv 1,29)
Alleluia, alleluia.
Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse:
«Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!».
Alleluia.
VANGELO (Mc 1,7-11)
Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
C - Fratelli e sorelle, nell’Epifania, giorno della manifestazione del Signore, la Chiesa ricorda un triplice mistero: la rivelazione delle tre divine persone sulle acque del Giordano, la missione di Gesù come servo obbediente del Padre e salvatore di tutti gli uomini, le nozze fra Dio e il suo popolo a Cana di Galilea.
L - Raccolti nella comune preghiera, diciamo con fede: Confermaci nel tuo Spirito, Signore.
1. Per
i pastori del popolo di Dio, per tutti i ministri della carità e del Vangelo,
per le vergini consacrate, per i catechisti, per i poveri e i sofferenti,
perché nell’adesione fiduciosa alla volontà del Padre, costruiscano la Chiesa
pellegrina nel mondo, preghiamo.
2. Per
tutti i battezzati, per i genitori e i padrini, perché professino gioiosamente
la fede in Dio Padre che ci ha creati, in Dio Figlio che ci ha redenti, in Dio
Spirito Santo che ci ha santificati, preghiamo.
3. Per
tutti i confermati nella santa Cresima con il dono dello Spirito, perché
diventino visibilmente somiglianti a Cristo, testimone fedele del Padre, e
siano associati alla missione apostolica della Chiesa, preghiamo.
4. Per
la famiglia, Chiesa domestica, consacrata dal sacramento del Matrimonio, perché
nella fedeltà al patto nuziale e nella partecipazione alla mensa eucaristica
manifesti il quotidiano prodigio dell’amore che sempre si rinnova in Cristo
sposo e Signore, preghiamo.
5. Per
questa nostra Comunità parrocchiale: ognuno di noi facendo memoria del proprio
Battesimo professi gioiosamente la fede in Dio Padre che ci ha creati, in Dio
Figlio che ci ha redenti, in Dio Spirito Santo che ci ha santificati;
preghiamo.
C – O Padre, che nell’acqua del Battesimo, nell’unzione dello Spirito, nella benedizione nuziale, fai risuonare la tua voce che invita a seguire Cristo tuo Figlio, trasformaci in testimoni luminosi della tua gloria. Per Cristo nostro Signore. T - Amen.
venerdì 6 gennaio 2012
Per l'Epifania arriva il custode
Si e' conclusa anche quest'anno l'epifania a Betlemme. Il Custode di
Terra Santa ha varcato il 5 gennaio l'enclave che racchiude la tomba di
Rachele per arrivare nella basilica della Nativita' e dare inizio alle
celebrazioni che si sono prolungate per tutto il giorno successivo
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L'angelus di Benedetto XVI
Con grande gioia, annuncio che il prossimo 18 febbraio terrò un
Concistoro nel quale nominerò 22 nuovi Membri del Collegio Cardinalizio.
Come è noto, i Cardinali hanno il compito di aiutare il Successore dell'Apostolo Pietro nello svolgimento del suo Ministero di confermare i fratelli nella fede e di essere principio e fondamento dell'unità e della comunione nella Chiesa.
Ecco i nomi dei nuovi Porporati:
1. Mons. FERNANDO FILONI, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli;
2. Mons. MANUEL MONTEIRO DE CASTRO, Penitenziere Maggiore;
3. Mons. SANTOS ABRIL Y CASTELLÓ, Arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore;
4. Mons. ANTONIO MARIA VEGLIÒ, Presidente de ...
Come è noto, i Cardinali hanno il compito di aiutare il Successore dell'Apostolo Pietro nello svolgimento del suo Ministero di confermare i fratelli nella fede e di essere principio e fondamento dell'unità e della comunione nella Chiesa.
Ecco i nomi dei nuovi Porporati:
1. Mons. FERNANDO FILONI, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli;
2. Mons. MANUEL MONTEIRO DE CASTRO, Penitenziere Maggiore;
3. Mons. SANTOS ABRIL Y CASTELLÓ, Arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore;
4. Mons. ANTONIO MARIA VEGLIÒ, Presidente de ...
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La Chiesa si unisce al lutto dell'Arcidiocesi
http://www.asca.it/newsregioni-Chiesa__Papa__tenace_l_impegno_di_mons__Battisti_per_crescita_Friuli-1111017-.html
Questo link ti collegherà al testo di un'agenzia asca.it
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mercoledì 4 gennaio 2012
Una messa a Notre Dame des Champs
Quando sei all'estero senti l'esigenza di andare a Messa? In altre parole nel viaggio programmi la messa domenicale?
E' successo: sono stato a Parigi e siccome sono cattolico osservante, da buon scriba, domenica 1 gennaio, non potendo andare in duomo a San Giorgio per il Te Deum dell'ultimo dell'anno o per il Veni Creator del primo dell'anno, mi sono recato alla chiesa di Notre dame des Champs in boulevard Montparnasse.
Ho salutato il parroco che stava salutando a sua volta i fedeli della Messa precedente sulla porta della Chiesa.
Insomma era quasi tutto come a San Giorgio: la Messa dei Giovani alle 19.30, un organista bravissimo(organo a canne), l'assemblea di giovani che cantano Natale(in francese ma Adeste fideles era in latino) e il foglietto che pubblico come fosse il nostro.
Mi raccomando un po di francese e traduzione a senso..oppure anche vocabolario!))
E' successo: sono stato a Parigi e siccome sono cattolico osservante, da buon scriba, domenica 1 gennaio, non potendo andare in duomo a San Giorgio per il Te Deum dell'ultimo dell'anno o per il Veni Creator del primo dell'anno, mi sono recato alla chiesa di Notre dame des Champs in boulevard Montparnasse.
Ho salutato il parroco che stava salutando a sua volta i fedeli della Messa precedente sulla porta della Chiesa.
Insomma era quasi tutto come a San Giorgio: la Messa dei Giovani alle 19.30, un organista bravissimo(organo a canne), l'assemblea di giovani che cantano Natale(in francese ma Adeste fideles era in latino) e il foglietto che pubblico come fosse il nostro.
Mi raccomando un po di francese e traduzione a senso..oppure anche vocabolario!))
Statistiche di inizio anno
Passato il primo dell'anno pubblico la statistica dei post più cliccati da marzo 2011 a oggi.
E' sorprendente come sia la prima una notizia che viene dall'India e la seguono due o anche 3 notizie sui lutti che hanno colpito il Friuli...la notizia sul Mondo del Lavoro locale è ultima....vabbeh i nostri interessi miglioreranno con il 2012???
E' sorprendente come sia la prima una notizia che viene dall'India e la seguono due o anche 3 notizie sui lutti che hanno colpito il Friuli...la notizia sul Mondo del Lavoro locale è ultima....vabbeh i nostri interessi miglioreranno con il 2012???
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Seva Kendra Calcutta
ASIA/INDIA - Una task-force della Chiesa per lottare contro la tratta di ragazze e bambine
Calcutta (Agenzia Fides) - Il traffico e lo sfruttamento di esseri umani, soprattutto donne e ragazze, è una piaga sociale che in India, a seconda delle stime, tocca dai 20 ai 60 milioni di vittime, e su cui prospera la criminalità. Si tratta di una vera e propria emergenza che la Chiesa indiana sta contribuendo a combattere, come riferisce all'Agenzia Fides la Chiesa locale nell'Arcidiocesi di Calcutta.
L'Arcidiocesi ha attivato una autentica "task-force" per fermare il traffico di esser umani e, in particolare, la tratta di "piccole schiave": "Seva Kendra Calcutta", Centro di servizio sociale diocesano, ha formato 50 comitati di vigilanza nelle diverse comunità. I Comitati, a loro volta, formano gruppi di 30 giovani in ogni villaggio del Bengala occidentale, per monitorare e contrastare il fenomeno. Vi sono, inoltre, 50 gruppi di ragazze adolescenti, che agiscono da "antenne" nei loro villaggi.
Il Centro comunica a Fides una storia esemplare: Sheila (nome di fantasia) è una ragazza di una piccola cittadina dello stato del Bengala Occidentale. Le è stato offerto un lavoro come cameriera in un'altra città. Sheila ha accettato ma, invece di un posto di lavoro, l'agente che l'aveva contattata l'ha venduta a Mumbai, dove è stata costretta alla prostituzione. Sheila aveva rapporti sessuali con 25 clienti al giorno. Ogni volta che rifiutava, era violentemente percossa, di fronte ad altre ragazze. Una assistente sociale, con l'aiuto della polizia di Mumbai, ha tratto in salvo Sheila e altre ragazze. Ora Sheila si trova in una casa di cura, dove segue un programma di "riabilitazione" per affrontare le sfide di una nuova vita.
Il Centro "Seva Kendra Calcutta" sfrutta anche i moderni mezzi tecnologici: è collegato in rete con il dipartimento governativo, con altre associazioni e con i capi dei villaggi: questo facilita e semplifica gli interventi, che sono soprattutto preventivi.
Il traffico di esseri umani è una forma moderna di schiavitù che include sfruttamento sessuale, lavoro forzato, la frode e la violenza. Ne sono vittime soprattutto bambini e donne a causa di ignoranza e disperata situazione nelle famiglie. Falsi "mediatori", infatti, li attirano con illusorie promesse, per farli cadere in trappole da cui è difficile uscire. (SD-PA) (Agenzia Fides 4/01/2012)
Il colera in Somalia
AFRICA/SOMALIA - Il colera continua a mietere vittime tra i minori e 750 mila persone rischiano di morire di fame
Mogadiscio (Agenzia Fides) - Dopo 20 anni di guerra, attualmente in Somalia è in corso una carestia molto seria e finora 55 bambini sono morti a causa di colera e malnutrizione grave. Nella regione meridionale di Bay, circa 250 chilometri a nordovest di Mogadiscio, sono stati riscontrati altri 35 casi di colera tra minori. Almeno 425 persone colpite da diverse malattie sono state ricoverate negli ospedali locali per le cure mediche. Oltre 20 bambini sono morti di fame e altre migliaia sono sul punto di morire per la stessa causa. La Somalia registra il tasso di mortalità infantile più elevato del mondo, con almeno un bambino su cinque che muore prima di aver compiuto 5 anni di età. Secondo gli ultimi dati dell' Inter-agency Group for Child Mortality Estimation delle Nazioni Unite, il tasso di mortalità nel 2010 era di 180 morti ogni 1000 nati vivi. La maggior parte della Somalia meridionale soffre la carestia e, secondo le Nazioni Unite, 750 mila persone a rischiano di morire. Secondo l'organizzazione nel paese sono stati vaccinati meno di un terzo dei bambini con una età inferiore ad un anno, oltre il 70% della popolazione non ha accesso all'acqua potabile, e solo 3 bambini su 10 sono iscritti alla scuola elementare. La Somalia non ha un governo funzionante dal 1991, quando i signori della guerra rovesciarono l'ex dittatore Mohamed Siad Barre. Strategicamente situata nel Corno d'Africa, è uno dei paesi da dove provengono il maggior numero di rifugiati e sfollati nel mondo. (AP) (4/1/2012 Agenzia Fides)
martedì 3 gennaio 2012
Ansa.it su Mons. Battisti
Battisti: Udine, migliaia fedeli per suffragio salma
Domani funerali celebrati da mons. Dino De Antoni
Il pellegrinaggio come possibilita' di confronto e di conoscenza
reciproca tra le le religioni che guardano a Gerusalemme come meta della
propria devozione. E' stato il tema di una conferenza interreligiosa
che ha riunito proprio nella Citta' Santa rappresentanti di Islam,
Ebraismo e Cristianesimo.
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La nostra preghiera di suffragio sia il nostro dono che restituisce a mons. Battisti tutto il bene che ci ha voluto.
Udine (Cattedrale), 3 gennaio 2012
Veglia di preghiera per mons. Battisti
Cari sacerdoti e fedeli,
S. Pietro si rivolge ai pastori, responsabili delle comunità cristiane, con queste espressioni: «Esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro, testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non perché costretti ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso interesse, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge.
E quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce». (1 Pietro 5,1-4)
Le parole dell’apostolo sembrano il ritratto di S. E. mons. Alfredo Battisti. Sul volto paterno e nel cuore del nostro amatissimo Vescovo ritroviamo tutte le virtù che S. Pietro elenca.
Quando aveva appena 48 anni, Dio gli ha affidato il gregge di Cristo che è in Friuli, generato dalla Chiesa madre di Aquileia. Mons. Battisti lo ha accolto subito «volentieri», come si accoglie la propria famiglia, senza resistenze e condizioni. Per 38 anni si è fatto friulano con i friulani.
Ha guidato la Chiesa di Udine con «animo generoso», libero di ogni interesse, con una sobrietà di vita personale a cui è rimasto fedele fino alla morte. La sua generosità di pastore lo ha portato a stare sempre in mezzo e alla testa del popolo a lui affidato. Ha camminato tra i suoi sacerdoti e la sua gente attraverso le macerie del terremoto e gli anni febbrili della ricostruzione, lungo un tempo di grandi e faticosi cambiamenti della Chiesa e della società. Non si è chiuso e irrigidito, come un pastore impaurito, ma è rimasto sempre aperto al dialogo, al confronto, alla ricerca di nuove prospettive. Le inevitabili sofferenze e amarezze non lo hanno intristito perché il suo animo generoso lo spingeva a non lasciare il gregge in mezzo alle difficoltà ma a cercare nuovi pascoli nutrienti.
Ma possiamo dire di più. In mons. Battisti ritroviamo la più grande delle virtù che S. Pietro chiede ai responsabili delle comunità: «farsi modelli del gregge». Prima che con la parola – pur sempre illuminata e sapiente – mons. Battisti ha guidato la Chiesa friulana facendosi modello del gregge. Nel suo sorriso paterno e paziente, nel suo modo delicato di trattare i suoi sacerdoti e ogni persona, nella sua attenzione immediata verso i più poveri e sofferenti ha mostrato dal vivo il volto di Gesù Buon Pastore.
È questa sua testimonianza di coerenza tra ciò che insegnava e ciò che viveva che maggiormente si è incisa nell’animo del popolo friulano. Sacerdoti e laici hanno percepito in lui un modello degno di essere creduto e seguito perché si coglieva che Cristo viveva in lui; era il centro della sua persona e dei suoi interessi.
Confesso che questa è stata anche la mia impressione nei due anni di frequenti incontri e colloqui che ho avuto con mons. Battisti. Ogni volta si rivolgeva a me con un sorriso e dicendo: «Ecco il mio Arcivescovo». In questa espressione sentivo il grande affetto con cui mi aveva accolto come suo successore, la nobiltà d’animo spoglia di ogni ombra di gelosia, la disponibilità ad aiutarmi e a collaborare per il bene della nostra Chiesa di Udine.
Più a fondo, coglievo una fede matura nel Mistero di Cristo e nel Mistero della Chiesa che ha nel Vescovo un segno visibile da accogliere e da seguire.
Oltre che per tutti i sacerdoti e i cristiani dell’Arcidiocesi di Udine, mons. Battisti è stato e resterà un modello per me e per il mio ministero di Vescovo; come certamente lo è stato per S. E. mons. Brollo che gli è stato vicino ben più a lungo di me.
Chiedo allo Spirito Santo la grazia di seguire non solo le prospettive pastorali ma la testimonianza che mons. Battisti mi ha lasciato in eredità; la sua testimonianza di come si ama e – mi verrebbe da dire – di come ci si fa santi consacrandosi come Vescovi alla Chiesa.
S. Pietro conclude la sua esortazione rivolta ai responsabili delle comunità cristiane facendo loro una promessa: «E quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce».
Questa è la grazia che con tutta la nostra fede e il nostro affetto imploriamo per mons. Battisti, nostro Padre e Pastore. Gesù Signore, Pastore supremo, lo accolga nella comunione dei santi dove incontrerà tutti i Vescovi e Patriarchi che l’hanno preceduto alla guida della Santa Chiesa di Aquileia e di Udine. Gli doni la corona di gloria riservata ai servi fedeli. La nostra preghiera di suffragio sia il nostro dono che restituisce a mons. Battisti tutto il bene che ci ha voluto.
S. Pietro si rivolge ai pastori, responsabili delle comunità cristiane, con queste espressioni: «Esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro, testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non perché costretti ma volentieri, come piace a Dio, non per vergognoso interesse, ma con animo generoso, non come padroni delle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge.
E quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce». (1 Pietro 5,1-4)
Le parole dell’apostolo sembrano il ritratto di S. E. mons. Alfredo Battisti. Sul volto paterno e nel cuore del nostro amatissimo Vescovo ritroviamo tutte le virtù che S. Pietro elenca.
Quando aveva appena 48 anni, Dio gli ha affidato il gregge di Cristo che è in Friuli, generato dalla Chiesa madre di Aquileia. Mons. Battisti lo ha accolto subito «volentieri», come si accoglie la propria famiglia, senza resistenze e condizioni. Per 38 anni si è fatto friulano con i friulani.
Ha guidato la Chiesa di Udine con «animo generoso», libero di ogni interesse, con una sobrietà di vita personale a cui è rimasto fedele fino alla morte. La sua generosità di pastore lo ha portato a stare sempre in mezzo e alla testa del popolo a lui affidato. Ha camminato tra i suoi sacerdoti e la sua gente attraverso le macerie del terremoto e gli anni febbrili della ricostruzione, lungo un tempo di grandi e faticosi cambiamenti della Chiesa e della società. Non si è chiuso e irrigidito, come un pastore impaurito, ma è rimasto sempre aperto al dialogo, al confronto, alla ricerca di nuove prospettive. Le inevitabili sofferenze e amarezze non lo hanno intristito perché il suo animo generoso lo spingeva a non lasciare il gregge in mezzo alle difficoltà ma a cercare nuovi pascoli nutrienti.
Ma possiamo dire di più. In mons. Battisti ritroviamo la più grande delle virtù che S. Pietro chiede ai responsabili delle comunità: «farsi modelli del gregge». Prima che con la parola – pur sempre illuminata e sapiente – mons. Battisti ha guidato la Chiesa friulana facendosi modello del gregge. Nel suo sorriso paterno e paziente, nel suo modo delicato di trattare i suoi sacerdoti e ogni persona, nella sua attenzione immediata verso i più poveri e sofferenti ha mostrato dal vivo il volto di Gesù Buon Pastore.
È questa sua testimonianza di coerenza tra ciò che insegnava e ciò che viveva che maggiormente si è incisa nell’animo del popolo friulano. Sacerdoti e laici hanno percepito in lui un modello degno di essere creduto e seguito perché si coglieva che Cristo viveva in lui; era il centro della sua persona e dei suoi interessi.
Confesso che questa è stata anche la mia impressione nei due anni di frequenti incontri e colloqui che ho avuto con mons. Battisti. Ogni volta si rivolgeva a me con un sorriso e dicendo: «Ecco il mio Arcivescovo». In questa espressione sentivo il grande affetto con cui mi aveva accolto come suo successore, la nobiltà d’animo spoglia di ogni ombra di gelosia, la disponibilità ad aiutarmi e a collaborare per il bene della nostra Chiesa di Udine.
Più a fondo, coglievo una fede matura nel Mistero di Cristo e nel Mistero della Chiesa che ha nel Vescovo un segno visibile da accogliere e da seguire.
Oltre che per tutti i sacerdoti e i cristiani dell’Arcidiocesi di Udine, mons. Battisti è stato e resterà un modello per me e per il mio ministero di Vescovo; come certamente lo è stato per S. E. mons. Brollo che gli è stato vicino ben più a lungo di me.
Chiedo allo Spirito Santo la grazia di seguire non solo le prospettive pastorali ma la testimonianza che mons. Battisti mi ha lasciato in eredità; la sua testimonianza di come si ama e – mi verrebbe da dire – di come ci si fa santi consacrandosi come Vescovi alla Chiesa.
S. Pietro conclude la sua esortazione rivolta ai responsabili delle comunità cristiane facendo loro una promessa: «E quando apparirà il Pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce».
Questa è la grazia che con tutta la nostra fede e il nostro affetto imploriamo per mons. Battisti, nostro Padre e Pastore. Gesù Signore, Pastore supremo, lo accolga nella comunione dei santi dove incontrerà tutti i Vescovi e Patriarchi che l’hanno preceduto alla guida della Santa Chiesa di Aquileia e di Udine. Gli doni la corona di gloria riservata ai servi fedeli. La nostra preghiera di suffragio sia il nostro dono che restituisce a mons. Battisti tutto il bene che ci ha voluto.
Andrea Bruno Mazzocato
Arcivescovo di Udine
Arcivescovo di Udine
La morte di Mons. Alfredo Battisti Arcivescovo emerito di Udine
QUESTA SERA VEGLIA DI PREGHIERA. MERCOLEDì IL FUNERALE
La salma di mons. Battisti, spentosi domenica pomeriggio per l'aggravarsi di un malore,
è stata accolta oggi in Cattedrale a Udine. Già numerosi i fedeli che
si sono accostati all'amato vescovo per una preghiera. I funerali
saranno celebrati mercoledì alle 15.30 e verranno trasmessi in DIRETTA da Radio Spazio 103. Questa sera, alle 19 in Cattedrale si svolgerà una veglia di preghiera con la recita del Santo Rosario (DIRETTA).
MONS. BATTISTI, LA VITA E IL MINISTERO PASTORALE TESTIMONIANZA: Il coraggio evangelico di Battisti (mons. Zanello) |
lunedì 2 gennaio 2012
Anche Gerusalemme ha celebrato il 1 gennaio la Giornata Mondiale per la
Pace. Nella solennita' della Santa Madre di Dio, la messa presieduta dal
Patriarca.. che ha ricordato il messaggio del Papa: "Lavoriamo con i
giovani per una cultura di apertura e riconciliazione"
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giovedì 29 dicembre 2011
Boko Haram
AFRICA/NIGERIA - Le radici profonde della setta Boko Haram
Abuja (Agenzia Fides) - La setta Boko Haram, autrice di numerosi attentati che di recente hanno causato morti e feriti in Nigeria, trae le sue origini dalla storia coloniale e post-coloniale del nord della nazione africana.
"Boko Haram" viene tradotto come "l'educazione occidentale è proibita". È però interessante notare che anche all'interno della stessa comunità musulmana vi siano nozioni contrastanti su ciò che il termine "Boko" significhi. Boko infatti è stato spesso utilizzato in relazione a un altro sostantivo, Ilimin, che significa educazione. Così la piena espressione, Ilimin Boko, è stata usata per riferirsi in senso dispregiativo all'istruzione occidentale, distinguendola dall'unica forma di educazione possibile in una società musulmana, ovvero la Ilimin Islamiyya, cioè l'educazione islamica. Ilimin Islamiyya è una forma di catechesi incentrata sugli insegnamenti del Sacro Corano, recitati a memoria, ed è la via per introdurre i bambini nella fede dell'Islam. L'insegnamento è impartito in arabo.
Con l'arrivo della colonizzazione britannica e con l'introduzione di un sistema educativo occidentale, si venne a creare una contrapposizione tra Ilimin Islamiyya e Ilimin Boko. Quest'ultima venne considerata inferiore e sospetta, perché non insegnava il Corano o l'Islam. La lingua utilizzata inoltre era l'inglese. Per l'élite islamica locale quindi l'uomo bianco e i suoi insegnamenti incomprensibili erano spesso associati alla stregoneria, Boka.
Quando i missionari e lo Stato coloniale avviarono programmi di istruzione nel nord della Nigeria, le classi dirigenti musulmane rimasero diffidenti. Per questo decisero di inviare nelle "scuole dei bianchi", a livello sperimentale, i figli degli schiavi e quelli delle classi inferiori delle loro comunità. C'è voluto del tempo prima che le classi dirigenti del nord iniziassero ad apprezzare i valori dell'educazione come strumento di modernizzazione e cominciassero a mandare i propri figli a scuola. Ma i bambini della prima generazione delle élite musulmane che frequentarono la scuola occidentale, furono spesso oggetto di derisione da parte dei loro compagni e amici.
Questo pregiudizio persiste tuttora e per questo l'educazione occidentale è classificata come Haram (proibita). La diffidenza nei confronti dell'educazione occidentale è dimostrata dal basso tasso di scolarizzazione di tutti gli Stati del Nord. Oggi ben oltre l'80% dei genitori musulmani nelle aree rurali ma anche urbane del Nord, continua a rifiutarsi di mandare i figli a scuola per acquisire l'educazione occidentale. La situazione delle ragazze poi è ancora peggiore, perché meno del 10% delle bambine va a scuola. Schiere di bambini musulmani che oggi vagano per le strade della Nigeria sono diplomati nelle scuole islamiche, sotto la guida di un insegnante itinerante, Mallam.
Questi ragazzi, senza lavoro, sono la linfa che alimenta sette come la Boko Haram ed altri movimenti millenaristici simili, che spuntano di tanto in tanto nel nord nigeriano.
Oggi i musulmani ordinari si sentono sopraffatti dalla girandola di cambiamenti accaduti nella loro società. Impossibilitati ad accedere agli strumenti di modernizzazione, sono rimasti in gran parte al di fuori del circuito del potere. Nelle città più importanti dei loro Stati, quasi tutte le forme di attività sono gestite da persone che considerano straniere: quasi tutti i commercianti sono del sud e sono quasi tutti i cristiani. Questi ultimi hanno introdotto abitudini, come consumo di alcol, feste cristiane ed uno stile di vita differente, che alimenta il timore dei musulmani ordinari per il futuro delle loro famiglie e della loro fede. La leadership della Boko Haram ha approfittato di questa situazione sostenendo che occorre difendersi dalle "contaminazioni" esterne, e che occorre ritornare ad una società pienamente islamica, anche per far fronte alle carenze dello Stato nigeriano. (L.M.) (Agenzia Fides 29/12/2011)
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San Giorgio di Nogaro
Sinfonia composta da Kiko
Un grido di sofferenza espresso in musica... Per la prima volta in
Palestina, a Betlemme, e' stata eseguita la sinfonia dedicata alla
Sofferenza degli Innocenti e composta da Kiko Arguello, fondatore del
Cammino Neocatecumenale
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mercoledì 28 dicembre 2011
L'udienza del mercoledì dell'Ottava di Natale
La casa di Nazaret è una scuola di preghiera, dove si impara ad
ascoltare, a meditare, a penetrare il significato profondo della
manifestazione del Figlio di Dio, traendo esempio da Maria, Giuseppe e
Gesù. E' stata dunque dedicata alla Santa Famiglia di Nazaret la
catechesi del Papa all'udienza generale di oggi, sempre nell'ambito
delle riflessioni sul tema generale della preghiera. Dagli episodi
raccontati dai Vangeli, soprattutto quello relativo a Gesù nel tempio di
gerusalemme, quando aveva 12 anni, comprendiamo che la Famiglia di
Nazaret è il primo modello della Chiesa in cui, intorno alla presenza di
Gesù e grazie alla sua mediazione, si vive tutti la relazione filiale
con Dio, che trasforma anc ...
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Solo insieme, cristiani e musulmani, possiamo andare lontano" conclude Mons. Onaiyekan.
AFRICA/NIGERIA - "Il terrorismo minaccia tutti, musulmani e cristiani, ma insieme possiamo vincerlo" dice a Fides l'Arcivescovo di Abuja
Abuja (Agenzia Fides) - "Spero che queste persone non siano morte invano, i nigeriani si stanno rendendo conto che il terrorismo ci minaccia tutti, cristiani e musulmani" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. John Olorunfemi Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja, capitale federale della Nigeria, dove a Natale almeno 35 persone sono morte in un attentato che ha colpito la chiesa di Santa Teresa, nel quartiere di periferico di Madalla. Sempre a Natale altre bombe sono esplose presso alcune chiese in altre zone della Nigeria, tra cui una chiesa Pentecostale a Jos, capitale dello Stato di Plateau. Gli attentati sono stati attribuiti alla setta islamica Boko Haram.
"Il giorno di Santo Stefano, quando mi sono recato sul luogo dell'attentato insieme al Nunzio, alla presenza del Ministro dell'Interno, ho approfittato dell'occasione per lanciare un forte appello tramite la stampa locale alla leadership islamica della Nigeria per fare qualcosa" racconta a Fides Mons. Onaiyekan. "Anche se i capi religiosi musulmani continuano ad affermare che i membri della Boko Haram non appartengono al vero islam, devono però riconoscere che questi sono musulmani, buoni o cattivi non importa, e che loro hanno la maggiore possibilità di individuarli e devono dimostrare che lo stanno facendo".
"A questa mia dichiarazione - prosegue Mons. Onaiyekan - è stato dato ampio risalto, ed ha suscitato diversi commenti sui media nigeriani. Diverse importanti organizzazioni e gruppi islamici stanno ora condannando gli attentati. Ho appena ricevuta la telefonata di un gruppo musulmano che ha visitato i feriti all'ospedale e che mi ha chiesto di visitare la chiesa di Santa Teresa.
"Non è il tempo di dire se siamo musulmani o cristiani, dobbiamo affrontare il problema come nigeriani che vivono tutti sotto la minaccia di questa gente. Fra i morti vi erano pure musulmani. La bomba è esplosa in strada, di fronte alla chiesa, ed ha colpito non solo i fedeli che uscivano dalla Messa ma anche passanti comuni. Ho personalmente pregato e benedetto un uomo che è stato gravemente ferito, mentre si trovava in automobile al momento dell'esplosione. E questa persona era musulmana" dice l'Arcivescovo di Abuja.
Mons. Onaiyekan rivela che la Chiesa locale aveva organizzato un servizio di vigilanza per proteggere i luoghi di culto. "Questi coraggiosi giovani hanno creato dei posti di controllo alle due entrate della strada che conduce alla chiesa di Santa Teresa, controllando ogni automobile che passava. L'auto dell'attentatore ha rifiutato di fermarsi. I ragazzi l'hanno seguita fino di fronte alla facciata della chiesa, riuscendo a bloccarla. Mentre stavano discutendo con il guidatore, questi ha fatto esplodere la bomba. Si è quindi trattato di un attentato suicida. Tra le vittime vi è uno dei nostri giovani della sorveglianza, e almeno 3 membri delle forze dell'ordine, tra cui un musulmano" ricorda Mons. Onaiyekan.
"Si tratta di terrorismo che non risparmia nessuno" incalza l'Arcivescovo. "Quando questa gente afferma di volere uno Stato islamico, non si tratta di uno Stato che dà maggiore libertà ai musulmani. Sappiamo cosa intendono per Stato islamico, abbiamo l'esempio della Somalia degli Shabab. Credo che finalmente siamo riusciti a far capire alla stragrande maggioranza dei nostri connazionali musulmani che il terrorismo dei Boko Haram non è solo contro i cristiani. Solo insieme, cristiani e musulmani, possiamo andare lontano" conclude Mons. Onaiyekan. (L.M.) (Agenzia Fides 28/12/2011)
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Concerto 3 Colori
Domani sera All'Auditorium San Zorz:
29 dicembre 2011 ore 20.30 - Concerto 3 Colori
Clicca per conoscere il programma
29 dicembre 2011 ore 20.30 - Concerto 3 Colori
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Domenica 1 Gennaio 2012
| La porta della Basilica Di nazaret per entrare nel nuovo anno |
PRIMA LETTURA (Nm 6, 22-27)
Porranno il mio nome sugli Israeliti, e io li benedirò.
Dal libro dei Numeri
Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro:
Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace”.
Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 66)
Rit: Dio abbia pietà di noi e ci benedica.
Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.
Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.
Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.
SECONDA LETTURA (Gal 4,4-7)
Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto
E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio.
Parola di Dio
Canto al Vangelo (Ebr 1,1.2)
Alleluia, alleluia.
Molte volte e in diversi modi nei tempi antichi
Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti;
ultimamente, in questi giorni,
ha parlato a noi per mezzo del Figlio.
Alleluia.
VANGELO (Lc 2,16-21)
I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli
In questo giorno in cui tutti si augurano ogni bene, la nostra preghiera per tutti gli uomini possa essere in sintonia con la volontà di Dio.
Preghiamo insieme dicendo: Dio della pace, venga il tuo regno!
1. Venga la pace, Signore, nelle Chiese: la fede dei piccoli sia rispettata, i doni dello Spirito siano accolti, il servizio di preti e vescovi sia pieno di cordialità, preghiamo.
2. Venga la pace, Signore, nella nostra società: tutti abbiano il necessario per vivere, i deboli e gli emarginati siano accolti, a tutti i malati e anziani sia data un'umana assistenza, preghiamo.
3. Venga la pace, Signore, nelle nostre famiglie: i giovani e gli adulti non si sottraggano al dialogo, e trovino le parole giuste per comprendersi e rispettarsi nella diversità, preghiamo.
4. Venga la pace, Signore, dove sembra così lontana: nei paesi martoriati dalla guerra, là dove la legge è quella della violenza e del terrore, preghiamo.
5. Venga la pace, Signore, nei luoghi di lavoro e di studio: gli uomini si offrano aiuto reciproco, nel rispetto dei diritti e della diversità dei ruoli, preghiamo.
O Signore, che in Maria hai mostrato che il tuo amore supera ogni nostro sogno e speranza, donaci la forza di non arrenderci mai di fronte alle ingiustizie e ai dolori del mondo, per impegnarci giorno per giorno a costruire nel mondo la tua pace. Per Cristo nostro S
lunedì 26 dicembre 2011
Angelus di Santo Stefano: i fatti della Nigeria
(INSERTO PAPA)
Cari fratelli e sorelle. Il Santo Natale suscita in noi, in modo ancora più forte, la preghiera a Dio affinché si fermino le mani dei violenti, che seminano morte e nel mondo possano regnare la giustizia e la pace. Ma la nostra terra continua ad essere intrisa di sangue innocente. Ho appreso con profonda tristezza la notizia degli attentati che, anche quest'anno nel Giorno della Nascita di Gesù, hanno portato lutto e dolore in alcune chiese della Nigeria. Desidero manifestare la mia sincera e affettuosa vicinanza alla comunità cristiana e a tutti coloro che sono stati colpiti da questo assurdo gesto e invito a pregare il Signore per le numerose vittime. Faccio appello affinché con il ... More
Cari fratelli e sorelle. Il Santo Natale suscita in noi, in modo ancora più forte, la preghiera a Dio affinché si fermino le mani dei violenti, che seminano morte e nel mondo possano regnare la giustizia e la pace. Ma la nostra terra continua ad essere intrisa di sangue innocente. Ho appreso con profonda tristezza la notizia degli attentati che, anche quest'anno nel Giorno della Nascita di Gesù, hanno portato lutto e dolore in alcune chiese della Nigeria. Desidero manifestare la mia sincera e affettuosa vicinanza alla comunità cristiana e a tutti coloro che sono stati colpiti da questo assurdo gesto e invito a pregare il Signore per le numerose vittime. Faccio appello affinché con il ... More
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domenica 25 dicembre 2011
Dobbiamo scendere dal cavallo della nostra ragione "illuminata".
"In questa Notte santa, se vogliamo trovare il Dio apparso quale
bambino, allora dobbiamo scendere dal cavallo della nostra ragione
"illuminata". Dobbiamo deporre le nostre false certezze, la nostra
superbia intellettuale, che ci impedisce di percepire la vicinanza di
Dio". Così Benedetto XVI nell'omelia della Messa della Notte di Natale,
celebrata nella Basilica di San Pietro, nella quale ha invitato a
seguire il cammino interiore di san Francesco, "verso quell'estrema
semplicità esteriore ed interiore che rende il cuore capace di vedere".
Come chi vuol entrare nella Basilica della Natività di Gesù a Betlemme,
nell'apertura di un metro e mezzo, deve chinarsi, così noi dobbiamo
farlo "per poter entrar ...
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Auguri da Betlemme nella notte di Natale
La notte di Betlemme: ...il raccoglimento, l'entusiasmo e l'emozione di
chi ha fatto migliaia di chilometri per vivere il Natale nella grotta
dove nacque Gesu'. "La nascita di Cristo non sia un pio ricordo -- ha
detto il Patriarca di Gerusalemme mons. Twal nell'omelia della Messa di
Mezzanotte -- ma un evento che accade ora".
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Atmosfera Natalizia per tutti a Betlemme
Tantissimi pellegrini e cristiani locali per la festa di Betlemme, che
inizia il 24 dicembre con la musica degli scout, la folla in piazza e
l'ingresso solenne del Patriarca di Gerusalemme
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Foglietto di Natale; Domenica 25 dicembre 2011
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San Giorgio di Nogaro,
Villanova,
Zellina
sabato 24 dicembre 2011
Stella Maris: il direttore nazionale dell'opera dell'Apostolato del mare scrive
Niente Auguri a Natale
Il messaggio del Direttore Nazionale dell'Opera dell' Apostolato del Mare
L'arrivo del Natale e la liberazione delle navi Rosalia D'Amato e Savina Caylyn
22/12/11
Mi sono profondamente commosso. La profezia natalizia del profeta Isaia che annuncia la Buona Novella ai poveri, la liberazione ai prigionieri, la vista ai ciechi e la restituzione della la libertà agli oppressi, si è ancora una volta avverata. Tutte le altre cose non sembrano più importanti.
Nonostante le nostre lamentele e la cattiva abitudine di vedere il “bicchiere mezzo vuoto” dobbiamo scoprire il bene nella nostra vita. Dobbiamo solo accorgerci di quei doni che diamo spesso per scontati come la salute, l’amicizia, la nostra famiglia o semplicemente il sorriso del passante che ci saluta. Se riscopriamo questi gesti e questi privilegi sappiamo celebrare il Natale, sappiamo “accogliere la luce venuta nel mondo che le tenebre non hanno accolta”.
Abbiamo atteso 6 mesi per il rilascio dell’equipaggio della Rosalia d’Amato e quasi 10 mesi quello della Savina Caylin ma ora, di fronte a queste notizie, ogni dolore e fatica sembrano dimenticati.
Il cuore che riconosce tutto il Bene che lo circonda è anche un cuore che sa dire grazie, che sa abbassare il capo e riconoscere in un bimbo nato in una stalla il Figlio di Dio. I pastori, gente semplice, se n’erano accorti ma quanti altri, sapienti secondo la sapienza del mondo, sono passati davanti al Mistero del bimbo fatto uomo senza neppure degnarlo di uno sguardo?
Ora tocca a noi. Non ci facciamo gli auguri perché tutto quello di bello che potremmo augurarci ci è già stato dato; ogni cosa. Non abbiamo più nulla da chiedere. Dobbiamo solo accorgercene e dire “Grazie”.
Hai ragione tu Annarita: “Adesso è davvero Natale !!!”. Ti chiediamo di abbracciare tutti, di portare le nostre lacrime di gioia insieme alle vostre perché oggi come non mai ci sentiamo tutti fratelli e sorelle, perché oggi abbiamo visto “una luce” e dobbiamo e vogliamo fare festa …… con voi !!!"
Don Giacomo Martino
Messaggio dell'Arcivescovo di Udine in video: Natale
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