lunedì 20 giugno 2011

Da "Sete di Parola": il Congresso Eucaristico Nazionale

 La preghiera del prossimo Convegno eucaristico 2011  :

Signore Gesù,
di fronte a Te, Parola di verità
e Amore che si dona,
come Pietro ti diciamo:
Signore, da chi andremo?
Tu hai parole di vita eterna”.

Signore Gesù,
noi ti ringraziamo
perché la Parola del tuo Amore
si è fatta corpo donato sulla Croce,
ed è viva per noi nel sacramento
della Santa Eucaristia.

Fa’ che l’incontro con Te
nel Mistero silenzioso della Tua presenza,
entri nella profondità dei nostri cuori
e brilli nei nostri occhi
perché siano trasparenza della Tua carità.

Fa’, o Signore, che la forza dell’Eucaristia
continui ad ardere nella nostra vita
e diventi per noi santità, onestà, generosità,
attenzione premurosa ai più deboli.

Rendici amabili con tutti,
capaci di amicizia vera e sincera
perché molti siano attratti a camminare verso di Te.
Venga il Tuo Regno,
e il mondo si trasformi in una Eucaristia vivente.
Amen.

Presentazione del CEN 2011 




“Signore da chi andremo? L’Eucaristia per la vita quotidiana”. È questo il tema del XXV Congresso Eucaristico Nazionale, che si terrà ad Ancona e nelle diocesi della metropolia dal 3 all’11 settembre 2011. La settimana si articolerà in momenti spirituali e celebrativi, riflessioni e testimonianze e culminerà con una solenne Celebrazione eucaristica domenica 11 settembre 2011 ad Ancona.
I significati del Congresso Eucaristico sono molteplici. In primo luogo, si tratta di un atto di fede nell'Eucarestia e un evento di comunione per l’intera Chiesa italiana che in quei giorni vedrà convergere nel capoluogo marchigiano migliaia di fedeli da tutte le diocesi. L’evento riveste anche un significato sociale e culturale perché l'Eucarestia, sacramento dell'amore di Dio per gli uomini, è pane del cammino storico dei credenti e fermento di novità in tutti gli aspetti del vivere umano.
È per questo che ad Ancona verrà sottolineato il dono dell’Eucaristia per la vita quotidiana, attraverso la ripresa dei cinque ambiti dell’esistenza già al centro del Convegno ecclesiale di Verona nel 2006: la vita affettiva, il lavoro e la festa, la fragilità umana, la tradizione e la cittadinanza.
Sfondo biblico dell’intero appuntamento sarà il capitolo 6 del vangelo di Giovanni, da cui è tratto il versetto posto nel titolo. “Signore, da chi andremo?” è la domanda che l’apostolo Pietro rivolge a Gesù a conclusione del discorso sulla Parola e il Pane di vita. Ed è anche la domanda che dopo duemila anni ritorna come la questione centrale della vita dei cristiani oggi.
Per la preparazione spirituale al Congresso Eucaristico, il Comitato organizzatore ha predisposto un sussidio biblico, curato da don Ermenegildo Manicardi: “Signore da chi andremo? L'icona biblica del Congresso Eucaristico Nazionale. Ancona 2011” (Ed. San Paolo). Il volume, rivolto a tutti, offre spunti e riflessioni perché l'appuntamento di Ancona segni l'inizio di una nuova e più intensa stagione eucaristica.

Corso Navimeteo a San Giorgio di Nogaro


Corso Navimeteo a San Giorgio di Nogaro

     

Interessante l’iniziativa che si tiene a San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine, il prossimo 25 giugno: Navimeteo, il servizio privato di informazioni meteomarine, terrà un corso dedicato all’oceanografia, al posizionamento meteo sul web e alle varie simulazioni di rotta.
La lezione, che si terrà presso il Marina Sant’Andrea, approfondirà i temi legati alle esigenze pratiche di chi naviga. Insegna tra le altre cose ad affrontare il mare essendo in grado di avvertire la circolazione generale dell’atmosfera, interpretare la pressione e l’umidità e leggere nel dettaglio i bollettini e le osservazioni, utilizzando anche le tecnologie e i software più moderni.
L’oceanografia rappresenta senza dubbio uno degli argomenti più affascinanti del corso: grande spazio verrà dato allo studio delle condizioni e dei processi fisici che riguardano appunto l’oceano, con dei piccoli excursus in materie come la geologia, la geografia, l’ecologia e la climatologia. Il corso consentirà ai partecipanti di ottenere un attestato che certificherà le nozioni apprese.
Per informazioni e iscrizioni al corso Marina Sant’Andrea al tel. 0431 622162, oppure via e-mail all’indirizzo info@marinasantandrea.it

Pronto? E' pronto!

Vetro per edilizia. Inaugurato lo stabilimento della Sangalli Vetro Porto Nogaro

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sabato 18 giugno 2011

Domenica 19 Giugno 2011

    SANTISSIMA TRINITA' (ANNO A)



PRIMA LETTURA (Es 34,4-6.8-9)
Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.

Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà».

Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervìce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Dn 3,52-56)
Rit: A te la lode e la gloria nei secoli.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi
e siedi sui cherubini.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo.

SECONDA LETTURA (2Cor 13,11-13)
La grazia di Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi.
Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.

La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Ap 1,8)
Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
a Dio, che è, che era e che viene.

Alleluia.

VANGELO (Gv 3,16-18)
Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:

«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli

C - Fratelli carissimi, rivolgiamo la nostra unanime preghiera a Dio Padre, che ha rivelato al mondo il suo grande amore nel dono del Figlio unigenito e dello Spirito Santo.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, Dio nostro, ascoltaci.

1.      Per la santa Chiesa, perché attesti al mondo intero la sua realtà di popolo di Dio, convocato dall’amore del Padre, per mezzo di Cristo, nella comunione di un solo Spirito, preghiamo.

2.      Per tutti i popoli della terra, perché illuminati dalla sapienza dello Spirito riconoscano in Gesù Cristo l’inviato del Padre, e siano radunati nell’unica Chiesa, preghiamo.

3.      Per tutti coloro che sono nella sofferenza e nella prova, perché sperimentino l’amore del Padre e la presenza consolante dello Spirito di Cristo, preghiamo.

4.      Per tutti gli uomini lacerati e sconvolti dalle violenze e dai conflitti, perché mediante l’azione dello Spirito si sentano figli dell’unico Padre e fratelli in Cristo, che nel suo sangue ha fatto pace fra cielo e terra, preghiamo.

5.      Per i teologi e i catechisti, perché nell’adempimento del loro prezioso servizio ecclesiale siano pronti a illuminare con semplicità e chiarezza l’esaltante esperienza dell’incontro con Dio. Preghiamo.

6.      Per noi qui presenti, perché la grazia del Battesimo, conferitoci nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, cresca e fruttifichi con un’adesione sempre più convinta e operosa, preghiamo.

C – Guarda, o Padre, al volto del tuo Figlio, e accogli la preghiera di questa tua famiglia, perché fortificata dal dono dello Spirito, diventi segno e primizia dell’umanità partecipe del mistero uno e trino del tuo amore. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.

mercoledì 15 giugno 2011

Eccellenza, è a conoscenza del caso di Farah Hatim?

ASIA/PAKISTAN - L'Osservatore vaticano alle Nazioni Unite: sul caso di Farah giusto un intervento dell'Onu

Ginevra (Agenzia Fides) - Sul caso di Farah Hatim, la ragazza cristiana rapita e costretta al matrimonio e alla conversione all'islam "c'è un abuso della libertà di coscienza e di religione"; per questo è auspicabile "un intervento dell'Alto Commissario Onu per i diritti umani", in quanto "la libertà di religione è un test per il rispetto di tutti i diritti umani". E' quanto afferma Sua Ecc. Mons. Silvano Tomasi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio Onu di Ginevra in una intervista all'Agenzia Fides. Commentando il caso di Farah Hatim, Mons. Tomasi nota che in Pakistan occorre "una revisione del sistema giudiziario" perché si possano tutelare realmente i diritti delle minoranze.

Eccellenza, è a conoscenza del caso di Farah Hatim? Qual è la sua opinione?

Quello di Farah Hatim è uno dei tanti casi segnalati dai mass-media o da comunicazioni private di famiglie o Chiese locali del Pakistan: sono casi di ragazze cristiane rapite, costrette a sposarsi, a rinunciare alla loro fede e islamizzate a forza. Secondo la famiglia di Farah, il caso è su questa linea: la ragazza è stata presa contro la sua volontà. Il problema è che nessuno riesce a comunicare con lei ora. Dovrebbe esistere un meccanismo che, in queste situazioni, permetta un dialogo diretto con gli avvocati, con la famiglia, con i funzionari dello stato, per investigare e accertare la verità. Secondo l'esperienza, si tratta di una violazione dei diritti umani, della libertà di coscienza e di religione, e di un abuso sulla più ampia libertà personale, la libertà di poter scegliere come vivere la propria vita.

La Chiesa Pakistan si è attivata per liberarla, alcune Ong cattoliche se ne stanno interessando: pensa sia auspicabile un intervento del Consiglio Onu per i Diritti Umani?

Penso di sì: quando ci sono tali situazioni di persecuzioni contro minoranze religiose, cristiane o di altre fedi, è importante che una documentazione dettagliata sia messa a disposizione dell'Alto Commissario Onu per i Diritti Umani. Questi, secondo il mandato che ricopre, deve avviare una indagine ufficiale. Alcune Ong cattoliche accreditate all'Onu stanno ricevendo informazioni dirette dal Pakistan e stanno raccogliendo i dati per presentare un rapporto al Consiglio Onu, in modo che, secondo criteri di oggettività e trasparenza, si possano applicare anche a queste difficili situazioni i grandi principi dei diritti umani. E' doverosa la solidarietà con i cristiani che soffrono per la loro fede e, in casi come questo, credo si debbano utilizzare le strutture della comunità internazionale, create per la protezione delle persone perseguitate. Inoltre dovrebbe essere un po' scossa l'indifferenza dei media occidentali, che spesso non riportano la discriminazione che soffrono milioni di credenti.

Come valuta la situazione delle minoranze cristiane in Pakistan?

La missione permanente della Santa Sede a Ginevra è regolarmente intervenuta sul tema delle discriminazioni e delle violenze, soprattutto a sostegno della libertà di coscienza e di religione. Come hanno sottolineato i sommi pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, la libertà di religione è un test per il rispetto dei diritti umani. In Pakistan bisogna inscrivere la questione nel contesto generale del paese, in cui vi sono problemi nel sistema dell'istruzione, problemi di corruzione e di diffusione dell'estremismo. Il paese deve affrontare nodi difficili nel contesto sociale e politico. Un punto nodale è che le strutture giudiziarie diventino oggettivamente disponibili per tutte le minoranze: se il sistema giudiziario non funziona, oppure, per pressioni politiche o di grandi potentati economici, ignora di proposito le procedure corrette, le minoranze non troveranno una via giusta per la tutela dei loro diritti, che diventa condizionata dalle circostanze. Inoltre bisogna favorire un sistema educativo imperniato sul rispetto dell'altro, come pre-requisito per creare un società della convivenza e della pace.

Un punto molto discusso è la cosiddetta "legge sulla blasfemia"...

La "legge sulla blasfemia" (gli articoli 295b e 295c del Codice Penale) è un punto dolente per la questione della libertà religiosa in Pakistan. La legge è ritenuta ingiusta da tante persone, anche da musulmani nel Pakistan. E' indicativo che il Ministro federale per le minoranze religiose, Shabhaz Bhatti, sia stato ucciso per il suo desiderio di modificarla, per impedirne gli abusi e i danni che crea su vittime innocenti. Cercare di modificare questa legge è, per le comunità cristiane che spesso ne sono vittime, una esigenza prioritaria: tale meccanismo perverso giustifica attacchi a persone innocenti e produce costante incertezza e minaccia, in special modo per le famiglie cristiane e di altre minoranze religiose.

Qual è l'auspicio e l'opera della Santa Sede in tale situazione?

L'opera della Santa Sede, attraverso la diplomazia multilaterale presso il Consiglio Onu per i Diritti Umani, è quella di tenere in evidenza tali questioni e di allargare sempre più la prospettiva, per mostrare che la religione non è fonte di conflitto ma ha alla base dei principi universali che possono essere un aiuto per vivere nel pluralismo e per costruire la fratellanza e la pace. Con la realtà della globalizzazione oggi devono confrontarsi tutte le società. La coesione sociale non può essere imposta forzando le persone a stare dentro schemi oppressivi. La libertà di religione, il diritto a cambiare religione, il rispetto di gruppi minoritari, sono esigenze inderogabili. Speriamo che i cambiamenti in corso nel Nord Africa e nel Medio Oriente portino ad una maggiore apertura delle società coinvolte, che dia speranza alle loro popolazioni e garantisca un vita più dignitosa e libera per tutti, inclusi i cristiani del Pakistan. (PA) (Agenzia Fides 15/6/2011)

lunedì 13 giugno 2011

Referendum: risultati a livello regionale: FVG, naturalmente

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Grande vittoria...altro che mistificazione!

Referendum, quorum raggiunto   versione testuale
I primi commenti. Tondo: «Consultazione strumentalizzata».
Serracchiani: «Grande vittoria»

UDINE (13 giugno, ore 16.45) - «Il responso delle urne sui referendum è una grande vittoria del buonsenso degli italiani contro l'arroganza del Governo Berlusconi». Lo ha affermato l'europarlamentare del Pd Debora Serracchiani.
 
Secondo Serracchiani, «in linea generale, l'afflusso al voto è un segnale che il corpo vivo del Paese manda alla politica, la quale ora ha il compito di farne tesoro: quando sono in gioco temi sensibili i cittadini si muovono e nemmeno un'orchestrata campagna di disinformazione riesce a distoglierli dal far pesare la loro opinione». «E andando a votare – ha osservato Serracchiani – i cittadini hanno anche decretato una sonora bocciatura della politica del Governo Berlusconi, di cui la materia referendaria era ampiamente rappresentativa».    
Un altro elemento che Serracchiani invita a valutare è «il dato politico che Berlusconi e Bossi, con i loro inviti a non andare alle urne, hanno gettato loro stessi sul piatto della bilancia e hanno dimostrato di non pesare a sufficienza neanche per orientare il loro elettorato».
 
Tondo: «Una mistificazione»
«Questi referendum erano e sono una mistificazione colossale. L'unico motivo era il tentativo di dare una spallata al Governo su leggi che la stessa sinistra(ad esempio quello sull'acqua) aveva approvato», ha detto il presidente del Friuli-Venezia Giulia, Renzo Tondo (Pdl), che non ha votato, secondo il quale bisognerebbe modificare la norma che prevede 500 mila firme per indire un referendum.    
«La mistificazione – secondo Tondo – sta tutta nella non corretta informazione sui temi dell'acqua pubblica». «Quella sull'acqua pubblica è qualche cosa che grida vendetta – ha aggiunto il presidente del Friuli-Venezia Giulia – perché è stata comunicata dai promotori come la privatizzazione di un bene generale ma non era così».    
Tondo ha citato l'ex ministro Bassanini, il sindaco di Firenze e anche lo stesso Bersani. «La legge sulle privatizzazioni dei servizi era stata promossa addirittura da Napolitano quando era ministro dell'Interno. È la dimostrazione – ha concluso Tondo – di come la sinistra abbia voluto strumentalizzare, riuscendoci, questi referendum».

domenica 12 giugno 2011

Lettera Pastorale di S. E. Mons Andrea Bruno Mazzocato a conclusione della sua prima visita pastorale

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Foglio Parrocchiale domenica 11 Maggio 2011


Festa della Diocesi di Udine per due nuovi preti

   versione testuale
Ordinati presbiteri don Marcin Gazzetta e don Daniele Antonello

UDINE (11 giugno ore 18) - La Cattedrale di Udine era piena di fedeli per la celebrazione eucaristica in cui sono stati ordinati presbiteri don Daniele Antonello 31 anni della parrocchia di Latisana e don Marcin Gazzetta 24 anni della parrocchia di Torsa. Ad accompagnare i due giovani oltre ai familiari, gli amici, ai padri spirituali e ai sacerdoti che li hanno accompagnati nel loro cammino anche membri delle comunità di provenienza e di Marano e Martignacco dove i due novelli sacerdoti hanno prestato servizio come diaconi.
La celebrazione è stata presieduta dall’Arcivescovo che nella sua omelia ha sottilineato il ruolo dello Spirito Santo nelle scelte vocazionali e dunque la necessità di ascoltare lo Spirito come hanno fatto don Marcin e don Daniele. "Lo Spirito Santo li sta guidando e ispirando già da tanto tempo, prima che loro stessi se ne rendessero con-to. Mi sono venuti in mente d. Daniele e d. Marcin  ascoltando le parole della lettera ai Romani: “Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; è colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito” ha detto mons. Mazzocato.
"Se in questo momento si chiedono come sia venuta loro in mente l’idea di farsi preti, si rendono conto che è venuta dallo Spirito Santo. E’ nata in loro in maniera confusa e, forse, in qualche momento si sono anche spaventati riconoscendo che stava crescendo nella loro mente questa idea. Non se la sono inventata loro e non gliel’ha inculcata dentro qualche altra persona. E’ stata come una voce che si è resa sempre più chiara e più convincente" ha precisato ancora l'Arcivescovo nell'omelia. Al termine della celebrazione a nome di entrambi don Daniele Antonello ha voluto ringraziare chi è stato loro vicino: da mons. Mazzocato a tutti i docenti e ai responsabili del Seminario fino a  tutti i presenti alla celebrazione

Domenica 12 Giugno 2011

    DOMENICA DI PENTECOSTE - MESSA DEL GIORNO (ANNO A)



PRIMA LETTURA (At 2,1-11)
Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare.

Dagli Atti degli Apostoli

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 103)
Rit: Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature. Rit.

Togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra. Rit.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto,
io gioirò nel Signore. Rit.

SECONDA LETTURA (1Cor 12,3b-7.12-13)
Noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, nessuno può dire: «Gesù è Signore!», se non sotto l’azione dello Spirito Santo.

Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune.

Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito.

Parola di Dio

SEQUENZA
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sórdido,
bagna ciò che è árido,
sana ciò che sánguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli,
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa,
dona gioia eterna.

Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.

Vieni, Santo Spirito,
riempi i cuori dei tuoi fedeli
e accendi in essi il fuoco del tuo amore.

Alleluia.

VANGELO (Gv 20,19-23)
Come il Padre ha mandato me anch’io mando voi.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
C - Nella gioia e nella freschezza della fede, che deriva in noi dall’unzione dello Spirito Santo, presentiamo a Dio Padre le nostre suppliche, chiedendo l’unità dell’amore in forza del medesimo Spirito che ci ha rigenerato.

L - Preghiamo insieme e diciamo:

Rinnovaci, o Padre, nel tuo Santo Spirito.

1.      Per la Chiesa di Cristo: diffusa nel mondo per celebrare l’amore di Dio si senta impegnata nell’annunzio del Vangelo, testimoniandolo di fronte al mondo con coraggio e coerenza; preghiamo.

2.      Per le guide dei popoli: non perseguano potere e dominio, non sfruttino ed opprimano i deboli e i poveri, ma cerchino nella giustizia e nel dialogo le soluzioni ai problemi, lavorando all’edificazione di un mondo segnato dalla pace, preghiamo.

3.      Per tutti i cristiani: consapevoli di essere, in forza del Battesimo e della Confermazione, profeti, sacerdoti e re del creato per la grazia dello Spirito del Signore, annuncino in ogni linguaggio la Parola che converte e salva; preghiamo.

4.      Per ogni uomo che ama la verità, soffre per la giustizia, lotta per la libertà e per la pace: lo Spirito Santo rinnovi i suoi prodigi e rianimi i cuori alla speranza e alla fiducia; preghiamo.

5.      Per questa nostra Comunità parrocchiale: la conclusione del tempo pasquale ci porti a vivere, ogni giorno, gli impegni del nostro Battesimo per contribuire a rendere nuova la pasta invecchiata del mondo mediante i doni e i frutti dello Spirito; preghiamo.

6.      Per don Marcin e don Daniele nuovi sacerdoti della Diocesi di Udine: perché ripieni dello Spirito che Gesù ha domato loro possano essere sempre fedeli al loro vescovo e vicini alle persone che incontreranno sul cammino cristiano: preghiamo.

C – Dio di amore e di pace, tu raccogli le attese di tutti gli uomini: manda su di noi il soffio del tuo Spirito perché rinnovi la Chiesa e rianimi il mondo. Allora noi potremo proclamare, in mezzo alle nazioni, le meraviglie che tu compi per gli uomini, cosi che una speranza nuova abiti nei loro cuori. Per Cristo nostro Signore.   T - Amen.







sabato 11 giugno 2011

Da Trieste a San Giorgio di Nogaro

Una mamma da medaglia d'oro


"Golden Mama" è un premio istituito dall'Associazione Waterpolo Development, quest'anno è stato assegnato a Giuseppina Granbassi.

Notizia del 10 giugno 2011 - 20:12
Centoventi chilometri al giorno, più o meno, per 5 giorni alla settimana, ogni settimana del mese, per almeno 7 anni buoni. Moltiplicate e scoprirete quanti sono i chilometri che la signora Giuseppina Granbassi, Finy per la famiglia e per gli amici, ha percorso in automobile per permettere a sua figlia Margherita di diventare pluricampionessa del mondo di fioretto individuale e a squadre, di vincere medaglie olimpiche, una Coppa del Mondo, due titoli europei oltre a tante altre medaglie nelle grandi competizioni internazionali.

Cinque giorni alla settimana, dal lunedì al venerdi, prima da Trieste a San Giorgio di Nogaro per fare allenare la piccola Margherita con il suoi primo maestro di scherma Dario Codarin e poi, dopo qualche anno, da Trieste a Udine per affinare la tecnica e far sbocciare la campionessa da Andrea Magro, il suo secondo maestro che poi sarebbe stato il suo commissario tecnico in nazionale.

E dopo queste settimane così serrate, come ci si rilassava nei weekend? Ma andando in trasferta per le gare, naturalmente. Trieste-Salerno e ritorno, Trieste-Foggia e ritorno, Trieste-Roma e ritorno e tante altre “scampagnate fuori porta” di questo genere. Tutte in automobile, tutte con mamma Finy al volante o a supporto morale. Che per questa sua presenza assidua si è presa anche della rompiscatole, da qualcuno. L’automobile come una seconda casa, dagli 8 anni di Margherita in poi.

La signora Finy aspettava la figlia fuori dalla scuola a tempo pieno che frequentava, la caricava in auto e via. Durante il tragitto Margherita faceva i compiti, mamma Finy la interrogava. Quello del resto era l’unico momento per studiare, giacchè a casa si tornava per ora di cena, non prima. Con Margherita è stato così finché lei non ha spiccato il volo e, all’età di 15 anni quando colse l’argento nei mondiali Cadetti, ha iniziato a viaggiare con la nazionale azzurra.

Ma prima qualcosa di simile a mamma Finy era toccato con gli altri figli. Eh sì, perché Margherita è l’ultima dei suoi 4 figli e tutti hanno praticato la scherma. Giovanna, la primogenita che ha fatto da apripista, poi Manlio e Francesco. Non hanno vinto quanto la cucciola della nidiata, ma anche loro qualcosa hanno portato a casa. Francesco, ad esempio, un titolo mondiale militare a squadre, Manlio alcune vittorie nelle gare del Grand Prix italiano e alcuni titoli regionali.

Anche queste, però, la signora Finy le considera grandi soddisfazioni e mai ha vissuto come sacrificio il servizio di mamma taxi svolto per anni. “Ho potuto farlo grazie anche a mio marito Gianfranco che mi ha dato modo di non lavorare e mi ha permesso così di seguire con questa costanza i nostri figli, assecondandomi in pieno. E’ per questo motivo che questo premio lo condivido con lui”.
 Fonte:Libero.it

venerdì 10 giugno 2011

EUROPA/ITALIA - A Pentecoste "mandato" ai giovani che partecipano alla GMG di Madrid


Roma (Agenzia Fides) - Sabato 11 e domenica 12 giugno, in occasione della solennità di Pentecoste, in molte diocesi italiane i Vescovi daranno il "mandato" ai giovani italiani che parteciperanno alla Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) di Madrid: sono circa 80.000 quelli finora iscritti. Come ricorda un comunicato della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), il gesto intende ricordare che "la GMG è prima di tutto un pellegrinaggio, un evento di fede e di fraternità", che ha anche un suo valore missionario. Durante le giornate spagnole, in particolare durante le celebrazioni eucaristiche e la Via Crucis, saranno numerose le occasioni in cui si pregherà per il mondo intero, per la pace, per le grandi questioni dell'umanità. La preghiera e l'incontro fra giovani di diverse nazioni e continenti, genererà azioni concrete di solidarietà e di testimonianza. (SL) (Agenzia Fides 10/06/2011)

Osservatore Romano: Si chiama donna il futuro dell'India

Fa tappa a Milano una mostra fotografica in tour internazionale
di GAETANO VALLINI
"I pensieri sono perle false finché non si trasformano in azioni. Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo". Non sappiamo se dietro a quanto sta accadendo negli ultimi anni in India grazie alle donne abbia tratto ispirazione da questo aforisma del mahatma Gandhi. Certo è che sia pure lentamente, ma inesorabilmente, proprio le donne hanno avviato un movimento di cambiamento sociale che sta sconvolgendo la tradizione maschilista indiana alimentatasi per secoli di atavici pregiudizi e di impedimenti culturali, religiosi ed economici. Un cerchio opprimente che ha intrappolato le donne rendendole di fatto esseri inferiori, ma che si sta rompendo poco a poco, in un processo - purtroppo ancora poco conosciuto perché poco presente sui media - che non si limita alle fasce più ricche ed occidentalizzate, ma che coinvolge tutte le donne del subcontinente indiano.
Lo testimoniano le foto della mostra "Women changing India" ("Donne che cambiano l'India") che fa tappa a Milano fino al 19 giugno presso la Fondazione Forma per la Fotografia, dopo aver toccato lo scorso anno cinque città indiane (Mumbai, Delhi, Kochi, Chennai e Calcutta) e che nel 2011 raggiungerà anche Londra, Bruxelles e Parigi. L'esposizione, che prende il titolo dall'omonimo progetto del gruppo bancario Bnp Paribas per celebrare il 150° anniversario di presenza nel Paese, presenta oltre 130 immagini scattate da sei fotografi dell'agenzia Magnum che hanno ricevuto il compito rappresentare, nelle sue diverse forme, la forza delle donne indiane capaci di rivoluzionare il Paese.
Olivia Arthur, Martine Franck, Raghu Rai, Alessandra Sanguinetti, Alex Webb e Patrick Zachmann hanno così fotografato donne impegnate e determinate a realizzarsi nella pienezza della loro femminilità, offrendoci un'immagine ancora inedita della società indiana. Ritratti di donne consapevoli, orgogliose e non scoraggiate o rassegnate di fronte alle evidenti difficoltà, e non di rado ai pericoli, che incontrano lungo il cammino verso il completo riconoscimento della propria identità.
Ognuno dei fotografi ha focalizzato l'attenzione su un aspetto sociale particolare. E un punto di avvio di questo suggestivo viaggio può essere individuato nell'educazione. Nelle immagini delle nuove generazioni ("Imaging a Different Future", immaginando un futuro diverso) scattate da Olivia Arthur a Bangalore e a Misore viene mostrato come oggi le donne possano accedere a strutture di eccellenza per la ricerca un tempo riservate solo agli uomini e, al contempo, possano realizzarsi anche nella creatività, diventando artiste, musiciste e persino disk jockey. Come Safia Ally, voce di Radio Mirchi Fm a Delhi.
Una conquista che ha origine sicuramente dalla possibilità di studiare e di ottenere titoli accademici grazie ai quali alcune donne hanno potuto raggiungere posizioni di prestigio come imprenditrici, dirigenti d'azienda, scrittrici e attiviste. Alcune di queste, diventate per la società indiana delle vere e proprie icone del movimento riformatore al femminile, le ha incontrate Raghu Rai e le sue foto sono raccolte nella sezione "The Heart of India" (Il cuore dell'India). Non è stato semplice per un reporter abituato alla street photography ("fotografia di strada"), rapportarsi con soggetti così diversi da quelli abituali. Ma il risultato sono scatti pieni di ammirazione per queste donne dallo sguardo fiero ed energico, soprattutto consapevoli delle responsabilità non solo personali che sono chiamate a portare. Come Indira Jaising, giudice della Corte Suprema, o Chandra Kochhar, alto dirigente di una grande banca, o Mahasweta Devi, scrittrice e attivista. Responsabilità che in forma e peso diverso devono esercitare anche le donne fotografate da Patrick Zachmann ("Empowerment at the Grassroots", "autonomia di base"). Dal 1992, grazie a una modifica della costituzione, un terzo delle panchayats, le assemblee locali che amministrano i villaggi, deve essere composto da donne. Le immagini di Zachmann ne mostrano alcune impegnate in questo ruolo all'interno della propria comunità e, al contempo, mentre si dedicano alle incombenze familiari e lavorative.
Non tutto è semplice. Tutt'altro. Le donne devono essere consapevoli dei propri diritti per salvaguardare la propria indipendenza come individui, sia nel privato che nel sociale. Ma l'affermazione di questi diritti si scontra, soprattutto nelle zone più povere del Paese, con i pregiudizi e con una tradizione ostile al cambiamento.
Martine Franck ("Banking on Ourselves", "contando su noi stesse") ha documentato l'impegnativo lavoro compiuto da alcune associazioni, come Kmvs (Kutch manila vikas sangahtan) e Sewa (Self employed women association), che sono state in grado di formare una vasta rete di informazione e di sostegno alle lavoratrici. In particolare, grazie a progetti sempre più diffusi di microcredito, hanno fatto sì che nascessero nuove occasioni di lavoro, offrendo a molte donne l'opportunità di gestire direttamente i bilanci familiari.
E proprio il lavoro, oltre al diritto all'istruzione, sta giocando un ruolo fondamentale in questo processo di emancipazione. Nel mondo occidentale oggi una donna al volante di un bus, di un tram o di un taxi non stupisce nessuno, così come non meraviglia vederla indossare una divisa militare, ma in passato l'occupazione femminile di posizioni per tradizione riservate agli uomini provocava reazioni imbarazzate se non di rifiuto. A Mumbai e a Delhi Alex Webb ("Women driving Change", "donne alla guida del cambiamento") ha incontrato donne che sono riuscite a riscattarsi grazie al lavoro di tassiste o di agenti di sicurezza.
Non poteva mancare una sezione dedicata al cinema di Bollywood, conosciuto ormai in tutto il mondo. Ma lo sguardo di Alessandra Sanguinetti ("Behind the Scene", "dietro le quinte") su questa importante realtà offre una prospettiva diversa. Le donne raccontate non sono solo le protagoniste dei lungometraggi, alcune delle quali star acclamate anche all'estero, ma anche quelle che operano nell'industria cinematografica. È una donna uno dei registi più apprezzati del Paese, sono donne tecnici del suono, responsabili di casting, cineoperatori. Il reportage lascia trapelare il rispetto per queste figure e la professionalità con la quale affrontano il loro lavoro.
La mostra è accompagnata da alcuni video che, grazie alle voci delle protagoniste e dei fotografi, arricchiscono i contenuti di un progetto il cui obiettivo è di contribuire a sfatare tanti luoghi comuni e di far conoscere il nuovo volto dell'India, Paese pieno di contraddizioni ma in continua evoluzione. Un volto più moderno, grazie anche alla sensibilità e al genio femminile. Perché, come sottolinea Martine Franck, "il futuro dell'India sta crescendo nelle mani delle donne".

Il Signore li benedica!

DIRETTA DELLA CELEBRAZIONE SU RADIO SPAZIO 103
Chiesa udinese in festa per due nuovi sacerdoti   versione testuale
L’Arcivescovo Mazzocato ordinerà presbiteri don Daniele Antonello e don Marcin Gazzetta

UDINE (10 giugno, ore 10) - Cresce l’attesa nella Chiesa udinese per il grande evento ecclesiale che si vivrà sabato 11 giugno, alle ore 16 in Cattedrale, quando  l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, presiederà il solenne rito di ordinazione sacerdotale per don Daniele Antonello e don Marcin Gazzetta.
Ma cerchiamo di conoscere più da vicino i due nuovi giovani sacerdoti.

Daniele Antonello,31 anni è entrato in seminario nel 2005 dopo aver conseguito la laurea quinquennale in Scienze della comunicazione all’Università di Trieste. Ha passato la prima infanzia a Rivignano e poi si è trasferito con la famiglia a Latisana.  Fondamentali nella vocazione sono state le persone che attraverso il loro esempio e il loro modo di vivere e di stargli vicino gli hanno parlato di Cristo. In primis la sua famiglia: «La mamma, casalinga, mi ha insegnato la fedeltà nelle piccole cose di tutti i giorni: la concretezza nel lavoro, la presenza in casa, l’umiltà. Il papà invece l’autorevolezza, faceva il maresciallo dei carabinieri, e l’ascolto degli altri. Lui è un maestro nel saper ascoltare le persone». Oltre che nella famiglia la sua vocazione è cresciuta nelle parrocchie che ha frequentato, giorno dopo giorno. Don Daniele Antonello ha svolto negli ultimi anni di seminario il servizio pastorale nella parrocchia di Marano.

Marcin Gazzetta, classe 1986, dopo la maturità al Liceo scientifico di Latisana è entrato, anche lui nel 2005, in Seminario a Castellerio. «Ho vissuto un’esperienza di fede molto bella in famiglia e fin da piccolo ho manifestato la volontà di diventare prete», racconta. Oltre ai sacerdoti che si sono susseguiti in parrocchia, don Marcin ha un’altra figura importante che lo ha indirizzato e aiutato durante il suo percorso. Si chiama don Romano Smokowski ed è il parroco della diocesi polacca da dove arriva sua madre. Ultimamente don Marcin prestava servizio  nelle parrocchie di San Paolo a Udine e di Martignacco.
 
Quella di sabato 11 giugno è una festa per tutte le comunità cristiane del Friuli, ma in particolare per quelle che hanno visto crescere al loro interno questi due «sì» a Dio per tutta la vita, comunità che saranno presenti «in forze» in Cattedrale.
 
Don Daniele Antonello celebrerà la sua prima S. Messa domenica 12 giugno, alle ore 16.30, nella Pieve parrocchiale di Latisana. Sabato 25 giugno celebrerà la S. Messa nel duomo di S. Lorenzo Martire a Rivignano. Invece la sua prima S. Messa nella parrocchia dove presta servizio, verrà celebrata domenica 26 giugno, alle ore 18.00, nella Pieve di S. Martino Vescovo a Marano Lagunare.

Don Marcin Gazzetta celebrerà la sua prima S. Messa nella chiesa parrocchiale di Torsa, domenica 12 giugno, alle ore 10.30. La sua prima messa nella parrocchia dove presta servizio verrà celebrata domenica 19 giugno, alle ore 10.30, nella chiesa di S. Maria Assunta a Martignacco.
 
La solenne celebrazione delle ordinazioni verrà trasmessa in diretta dall’emittente diocesana Radio Spazio 103 già dalle 15.30 quando verranno intervistati i due nuovi preti.

giovedì 9 giugno 2011

Comunità povere, indifese, emarginate in Pakistan...

ASIA/PAKISTAN - Paura per Farah, ragazza cattolica drogata e costretta a firmare la conversione all'islam

Lahore (Agenzia Fides) - Si teme per la vita di Farah Hatim, la ragazza cattolica rapita e costretta al matrimonio e alla conversione all'islam nella città di Rahim Yar Khan, nel sud del Punjab (vedi Fides 7 e 8/6/2011). Come riferiscono a Fides i familiari della ragazza, Farah viene costantemente drogata e la sua stessa vita sarebbe in pericolo. Sono tuttora in corso, intanto, i tentativi di scoraggiare la famiglia a proseguire nella sua richiesta di "lasciare libera Farah". Ieri Qasim e Huma Hatim, fratello e sorella della vittima, sono stati convocati dalla polizia locale che ha mostrato loro il certificato di matrimonio, una dichiarazione di conversione all'islam e una foto di Farah, in vesti tradizionali musulmane. La polizia ha concluso che "tutto è regolare", ribadendo l'invito ai familiari di abbandonare ogni rivendicazione. Secondo Huma and Qasim, quei documenti sono palesemente artefatti. Le supposte firme di Farah sono in urdu - notano - mentre la ragazza usava firmare in inglese. Nella foto, inoltre, la ragazza è totalmente velata, "per coprire le percosse ricevute", affermano. "La polizia ci vuole convincere a dimenticare Farah, ma noi andremo avanti" dicono i familiari.
"Sarà molto difficile vincere questa battaglia e riavere la ragazza", commenta a Fides Sua Ecc. Mons Lawrence Saldanha, Arcivescovo emerito di Lahore e per diversi anni Presidente della Conferenza Episcopale. "La legge non è a nostro favore, e poi vi sono molte pressioni sui cristiani e sui funzionari pubblici" rimarca. "Va detto che la nostra Commissione Giustizia e Pace documenta numerosi casi come questo. E molti non vengono alla luce, perché i cristiani sono minacciati e hanno paura di esporsi. Si tratta di palesi violazioni dei diritti umani, della libertà di coscienza e di religione".
Come già segnalato nei mesi scorsi all'Agenzia Fides (vedi Fides 13/4/2011) da fonti locali, in Pakistan sono in aumento le conversioni forzate all'islam, gli stupri e i matrimoni forzati. Le vittime sono soprattutto ragazze cristiane e indù, le più vulnerabili, perché di comunità povere, indifese, emarginate, dunque facilmente esposte a soprusi, minacce e violenze. Spesso non hanno nemmeno il coraggio di denunciare le aggressioni. (PA) (Agenzia Fides 9/6/2011)

mercoledì 8 giugno 2011

AFRICA/LIBIA - Mons. Martinelli teme "una spaccatura all'interno del popolo libico" e ribadisce: "credo ancora nel dialogo"

Tripoli (Agenzia Fides) - "Ieri è stata una giornata terribile a causa dei bombardamenti. Oggi, grazie a Dio, la situazione è molto più tranquilla" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli. "Il quadro politico non è chiaro. Siamo in attesa di sviluppi e di progressi nel dialogo e nella pace. Io ancora credo nel dialogo. L'unica cosa che mi fa paura è la lotta tra fazioni all'interno del popolo libico, se cominciano a battersi l'uno contro l'altro sarà terribile".
Ieri Gheddafi ha di nuovo invitato la popolazione alla resistenza. "Mi viene in mente che qualche alto esponente politico occidentale, un mese fa, aveva detto che la caduta di Gheddafi è una questione di ore. Non so quanto siano lunghe queste ore." commenta Mons. Martinelli, che ribadisce: "sbaglia chi pensa di risolvere tutto con le bombe". Mons. Martinelli ridimensiona inoltre la notizia sui danni subiti dal cimitero italiano di Tripoli: "Ho visitato il cimitero. Le tombe non sono state profanate. L'ossario è in ordine. Hanno solo tracciato delle scritte sui muri della casa del custode. Che quei morti ci proteggano, perché sono tutte persone che hanno dato il loro sangue per la Libia" conclude Mons. Martinelli. (L.M.) (Agenzia Fides 8/6/2011)

martedì 7 giugno 2011

AFRICA/LIBIA - "I bombardamenti sono sempre più aggressivi" dice Mons. Martinelli

Tripoli (Agenzia Fides) - "Questa mattina, intorno alle 11, ero nel bel mezzo di un incontro con una decina di giornalisti quando sono scoppiate 4-5 bombe a distanza ravvicinata" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli. "L'albergo, nel centro di Tripoli, dove ci trovavamo, è vicino all'obiettivo del bombardamento. Tutti ci siamo precipitati a vedere cosa era successo. Non conosco i dettagli, ma è probabile che abbiano colpito il complesso di Bab-Al Ziziya (la residenza di Gheddafi), dove sembrano concentrarsi i raid aerei" dice Mons. Martinelli. "Già stamattina alla 5 c'era stato un forte bombardamento. I bombardamenti diventano sempre più aggressivi e intensi".
Il Vicario Apostolico di Tripoli aggiunge che "l'incontro con la stampa internazionale è stato positivo per cercare di capire quali sono le prospettive. Qualcuno non ha nascosto la preoccupazione che qualcosa possa succedere a Tripoli nei prossimi giorni". "Non so cosa potrà accadere, anche se tutto è possibile. La situazione comunque non è calma. Spero solo che qualcosa accada sul fronte diplomatico per bilanciare almeno quello che sta accedendo su quello militare" conclude Mons. Martinelli. (L.M.) (Agenzia Fides 7/6/2011)

Scampanotadors da Guinnes: su ilfriuli.it

Il 51° raduno nazionale dei suonatori di campane in programma a Cividale del Friuli l’11 e il 12 giugno potrebbe centrare il record
campane conf stampa -

Entrerà probabilmente nel Guinnes dei primati il 51° raduno nazionale dei suonatori di campane in programma a Cividale del Friuli l’11 e il 12 giugno.

Le piazze cittadine saranno occupate da 12 ‘castelli’ su cui sono collocate le campane che alle 16.30 di sabato verranno suonate insieme alle altre di tutti i campanili cividalesi in un concerto di ben 88 campane. Se questo è il primo evento del genere ospitato in Friuli VG, lo spiegamento contemporaneo di campane è senz’altro unico al mondo e non è escluso che entri nel guinnes.

Quella cividalese sarà dunque un'edizione storica di questo tipo di raduni, non solo perchè sono attesi oltre 800 tra campanari e appassionati provenienti da ogni parte d'Italia, ma anche dalle vicine Slovenja e Austria e persino dall'Inghilterra, ma perché proprio nella città ducale verranno poste le basi per l’istituzione di una federazione nazionale delle associazioni dei campanari. Il compito di redigere lo statuto federale è stato affidato al sodalizio organizzatore, ovvero l'Associazione «Scampanotadôrs furlans-Gino Ermacora» presieduta da Renato Miotti che conta oltre 200 soci e che quest'anno festeggia anche il decennale della sua fondazione. La presentazione ufficiale dell’iniziativa è avvenuta presso la sede della Banca Popolare di Cividale, sponsor dell’evento, nel corso della quale è stato illustrato il programma.


La grande festa dei campanari si apre sabato 11 giugno, alle 16, alla Chiesa di San Francesco, con il saluto da parte delle autorità locali e regionali ai partecipanti. Alle 16.30 il via alla musica, principale protagonista della due giorni friulana,con il grande concerto di benvenuto suonato con le campane del Duomo e degli altri campanili di Cividale. Si potrà inoltre assistere a numerosi concerti, eseguiti dalle rappresentative degli ospiti che daranno prova dei diversi sistemi (7 o 8) che caratterizzano questa antica tradizione non solo italiana.

Grazie a strutture che sorreggono le campane (‘castelli’), allestite in diverse piazze della cittadina ducale, si potranno vedere all'opera campanari che interpretano il sistema veronese (simile a quello inglese), quello ambrosiano (tipico di Milano e del bergamasco), ligure, bolognese, emiliano, oltre a quello tipico di Gubbio e della provincia di Lucca e, non poteva certo mancare, quello dei padroni di casa. Dal cosiddetto «dopli» (tecnica di suono a slancio) alla «scampanotade», singolare suonata che consiste nel muovere la campana maggiore e contemporaneamente suonare manualmente le altre due campane tenute ferme, inserendo tre o più colpi tra le battute di quella in movimento.


Tanti sono gli appuntamenti che animeranno la festa cividalese, tra i quali spicca il grande concerto di domenica 12 giugno, alle ore 9, con «scampanotadis» da tutti i campanili della città.

A margine dell'evento sono visitabili anche due mostre. Al Centro San Francesco è allestita la rassegna fotografica «Scampanotadôrs furlans doppio lustro», mentre un'esposizione di campane dal titolo «L'antica arte campanaria nella terra friulana» è visitabile nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti. Curata da Mariarosa Scoziero e Massimo De Paoli, resta aperta fino al 26 giugno (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.30.

Il grande raduno è organizzato con il sostegno della Banca Popolare di Cividale e il patronicio della Regione, della Provincia di Udine, del Comune di Cividale e della Parrocchia di Santa Maria Assunta. Alla conferenza stampa sono intervenuti gli organizzatori insieme al sindaco di Cividale Stefano Balloch, l’arciprete del duomo Mons. Livio Carlino e il presidente della Popolare Lorenzo Pelizzo.
Per informazioni si può consultare il sito dei campanari www.scampanotadors.org

7 giugno 201

A Marano...un campione!

Del Pin tris iridato

Sul circuito di Barcis, il friulano ha conquistato il titolo di nuovo Campione mondiale della F1000. Massimiliano Cremona e Michele Gardini si impongono nell’Italiano delle classi 250 e Osy400

Clicca QUI per saperne di più

lastampa.it . 9000 addetti sono troppi (quante famiglie?)

"L'Italia dei cantieri navali è poco competitiva"

Parla il presidente dei "T. Mariotti", Marco Bisagno DI FABIO POZZO
 "Nove mila addetti sono troppi: Fincantieri deve comunque tagliare. Hanno tagliato in Germania, Francia, Svezia... L’Italia è sovradimensionata rispetto al mercato». Parla senza scorciatoie, Marco Bisagno, ex numero uno di Confindustria Genova, presidente di T. Mariotti, cantiere tra i primi al mondo nella costruzione di navi da crociera ultra lusso (l’ultima commessa, da 550 milioni di dollari, tre unità per la Seabourn),che fa riferimento alla holding Genova Industrie Navali (Bisagno, famiglia Garrè, Paolo Zanetti), attiva anche nella realizzazione di megayacht e nelle riparazioni navali con San Giorgio del Porto, con scali a Genova, San Giorgio di Nogaro e - acquisto recente - Marsiglia.
Partiamo dal mercato?
"La battaglia per la costruzione di navi commerciali di serie l’abbiamo persa: i cantieri asiatici offrono prezzi per noi impossibili. L’Europa è ancora in gioco per le costruzioni più sofisticate, come le navi da crociera. Ma l’Italia è in sofferenza".
Perché?
"Le commesse di nuove navi da crociera si sono ridotte di un quinto, da 20 a 5 l’anno, e la guerra per aggiudicarsele si è inasprita. A spartirsi la torta sono Italia, Germania, Francia, Finlandia. Noi siamo i più deboli perché gli altri Paesi offrono agli armatori sistemi di finanziamento e benefici più convenienti. Parlo di credito all’export e di agevolazioni fiscali. La Francia copre al 100% il progetto, la Finlandia al 95%, in Italia è già difficile raggiungere l’80%. Io mi ci confronto ogni giorno: devo tagliare i costi per poter competere, ma non sempre mi riesce. E finché l’Italia non potrà competere alla pari con gli altri Paesi sarà sempre perdente".
Fincantieri e gli altri cantieri italiani lamentano l’assenza di politiche di sostegno.
"Io non sono per l’assistenza protetta, per le commesse di Stato. Dico però allo Stato di metterci nelle condizioni di competere alla pari con gli altri: e poi vincerà il migliore".
Fincantieri ha ritirato il piano, ma i problemi restano. Il calo di commesse è reale. Anche nel settore crociere.
"Gli armatori ordinano meno navi perché la crisi globale ha contratto i consumi. Ma anche perché molte compagnie hanno raggiunto un equilibrio di flotta. E poi devono far fronte all’aumento di carburante, al cambio sfavorevole dollaro-euro, ai conflitti in Nord Africa".
Può esserci una ripresa?
"I margini di sviluppo ci sono. Ci sarà sempre più bisogno di svago, e le crociere offrono una buona formula. Cresce inoltre l’esigenza di navi più caratterizzate. E poi, ci sono i nuovi turisti, come quelli del mercato emergente  cinese".
Privati per Fincantieri. Onorato della Moby ha parlato di nuovi traghetti per Tirrenia ed ex controllate.
"Lo conosco bene, è un manager attento ai conti. Se costruirà in Italia è perché gli converrà. Gli ultimi traghetti li ha fatti in Corea...".
Si è parlato anche di un suo possibile interesse per il cantiere genovese di Sestri Ponente, che il piano Fincantieri voleva chiudere. Come scalo per le riparazioni navali.
"Non ho nessuna pregiudiziale contro le società miste. Posso diventare socio di Fincantieri. Ma con una società che inglobi tutta la divisione delle riparazioni navali del gruppo: non posso essere socio a Genova e concorrente con Fincantieri Palermo".
Si parla del ribaltamento di Sestri Ponente, cioè dello scavalcamento della linea ferroviaria, che oggi divide in due il cantiere. Che ne pensa?
"E' un'opera che va fatta, per rendere più competitivo lo scalo".
Anche per le riparazioni navali?
"Guardi, Sestri Ponente per le riparazioni navali ha due negatività: c'è il vicino porticciolo turistico, che limita dgli spazi e il pescaggio non è sufficiente, perchè le riparazioni hanno bisogno di fondali maggiori rispetto alle costruzioni ex novo".
A proposito di spazi. Perché siete andati a comprare i cantieri di Marsiglia?
"L’Italia, rispetto ai Paesi concorrenti, è indietro anche nelle infrastrutture. Genova, città leader nel mondo per le riparazioni navali, non ha bacini adeguati per accogliere almeno il 70% delle navi da crociera attuali. Che vanno a rifarsi il make up altrove. Noi, per sopravvivere, siamo andati in Francia. E ci lavoriamo benissimo".
T. Mariotti ha costruito le tre unità gemelle per Seabourn: e adesso?
"Ad agosto variamo un megayacht di 53 metri. Il piccolo della casa: le nostre metrature superano anche i 70 metri, che sono le dimensioni dove siamo più competitivi. Quanto alle navi da crociera, c'è un progetto per ripetere la serie delle gemelle Seabourn e altri due o tre progetti...".
             

lunedì 6 giugno 2011

AFRICA/LIBIA - Il Vicario apostolico di Tripoli: "il cimitero italiano va rispettato in quanto luogo sacro"

Tripoli (Agenzia Fides) - "Questa mattina ho chiamato l'Islamic Call Society per segnalare la profanazione del cimitero italiano" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli. Il 3 giugno ignoti hanno assalito il cimitero italiano di Tripoli, causando ingenti danni pur senza essere riusciti a penetrare nei locali dove si trovano gli ossari. Sui muri sono state tracciate scritte contro la NATO e i bombardamenti alleati in corso sulla Libia, oltre a insulti e messaggi minatori.
"Ancora non mi sono recato al cimitero, ma spero di farlo quanto prima - dice Mons. Martinelli -. Sono in costante contatto con il guardiano e ho interpellato alcune persone che in qualche modo possono fare qualcosa. Bisogna far capire che il cimitero va rispettato in quanto luogo sacro. Staremo a vedere quale piega prenderà questa situazione". Secondo il Vicario Apostolico di Tripoli l'episodio "è stato un atto di rabbia evidente. La tensione è molto forte e la gente è arrabbiata. La città è triste, tutto è bloccato. Si è in fervida attesa di un qualsiasi evento".
Mons. Martinelli continua comunque a credere nel dialogo: "ieri diverse persone sono venute da me per cercare di capire se ci sono possibilità di mediazione o comunque di sospensione dei bombardamenti. Esiste la volontà di trovare una soluzione pacifica e di una riconciliazione". Il Vicario Apostolico però si dice avvilito "perché i bombardamenti sono aumentati di intensità. Non sembra proprio che si abbia voglia di sospenderli". (L.M.) (Agenzia Fides 6/6/2011)

sabato 4 giugno 2011

Da ilgiornaledelfriuli.net un invito a suonare....

A Cividale del Friuli l’11 e 12 giugno 51° raduno nazionale dei suonatori di campane


CIVIDALE – Lunedì 6 giugno, alle ore 11.30 presso la sala del consiglio di amministrazione della sede centrale della Banca Popolare di Cividale si terrà la conferenza stampa di presentazione del 51° Raduno nazionale dei suonatori di campane in programma nella città ducale l’11 e il 12 giugno prossimi.
Si tratta di un’edizione storica perché è la prima volta che l’evento viene ospitato in Friuli-Venezia Giulia, dove sono attesi oltre 800 tra campanari e appassionati provenienti da ogni parte d’Italia, ma anche dalle vicine Slovenja e Austria e persino dall’Inghilterra.
L’appuntamento è organizzato dall’Associazione «Scampanotadôrs furlans-Gino Ermacora», sodalizio presieduto da Renato Miotti che conta oltre 200 soci e che quest’anno festeggia anche il decennale della sua fondazione.
La grande festa dei campanari si apre sabato 11 giugno, alle 16, alla Chiesa di San Francesco, con il saluto da parte delle autorità locali e regionali ai partecipanti. Alle 16.30 il via alla musica, principale protagonista della due giorni friulana,con il Concerto di benvenuto suonato con le campane del Duomo e degli altri campanili di Cividale. Si potrà assistere a numerosi concerti, eseguiti dalle rappresentative degli ospiti che daranno prova dei diversi sistemi che caratterizzano questa antica tradizione non solo italiana. Grazie a strutture che sorreggono le campane, allestite in diverse piazze della cittadina ducale, si potranno vedere all’opera campanari che interpretano il sistema veronese (simile a quello inglese), quello ambrosiano (tipico di Milano e del bergamasco), ligure, bolognese, emiliano, oltre a quello tipico di Gubbio e della provincia di Lucca e, non poteva certo mancare, quello dei padroni di casa. Dal cosiddetto «dopli» (tecnica di suono a slancio) alla «scampanotade», singolare suonata che consiste nel muovere la campana maggiore e contemporaneamente suonare manualmente le altre due campane tenute ferme, inserendo tre o più colpi tra le battute di quella in movimento.
Tanti sono gli appuntamenti che animeranno la festa cividalese, tra i quali spicca il grande concerto di domenica 12 giugno, alle ore 9, con «scampanotadis» da tutti i campanili della città.
A margine dell’evento sono visitabili anche due mostre. Al Centro San Francesco è allestita la rassegna fotografica «Scampanotadôrs furlans doppio lustro», mentre un’esposizione di campane dal titolo «L’antica arte campanaria nella terra friulana» è visitabile nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti. Curata da Mariarosa Scoziero e  Massimo De Paoli, resta aperta fino al 26 giugno (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.30.
Il grande raduno è organizzato con il sostegno della Banca Popolare di Cividale e il patronicio della Regione, della Provincia di Udine, del Comune di Cividale e della Parrocchia di Santa Maria Assunta. Alla conferenza stampa interverranno gli organizzatori oltre al sindaco di Cividale Stefano Balloch, l’arciprete del duomo Mons. Livio Carlino e il presidente della Popolare Lorenzo Pelizzo.
Per informazioni si può consultare il sito dei campanari www.scampanotadors.org (telefono segreteria 0432 907008).

EUROPA/ITALIA - Un bambino terremotato su sei ha ancora il sisma dentro di sé, prova paura intensa, senso di impotenza e orrore

L'Aquila (Agenzia Fides) - Dopo un lavoro durato due anni, tra raccolta di dati, screening e approfondimenti clinici anche mediante visite specialistiche neuropsichiatriche a cui sono stati sottoposti i bambini e i ragazzi abruzzesi che hanno vissuto l'esperienza del sisma del 6 aprile 2009 che ha colpito L'Aquila, la prima ricerca sul campo mai realizzata al mondo, dà evidenza scientifica di quali cicatrici portino dentro di sé i piccoli esposti a catastrofi naturali. L'indagine promossa dall'Ordine dei Ministri degli Infermi, Camilliani, con il coordinamento scientifico dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il sostegno della Caritas Italiana e la collaborazione dei pediatri abruzzesi che hanno aderito volontariamente alla ricerca, ha coinvolto circa 1.800 bambini (sia aquilani che provenienti dal resto della regione): 550 di età compresa tra i 3 e i 5 anni e oltre 1.200 i tra i 6 e i 14 anni. Gli ultimi risultati dello studio condotto dagli esperti dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù con Caritas Italiana e Camilliani, sono stati presentati nella due giorni di convegno dal titolo "Bambini e catastrofi naturali: quale salute mentale?" che ha riunito a Roma e a L'Aquila esperti provenienti da tutto il mondo, i quali hanno portato le proprie esperienze e discusso le possibilità di applicare il modello scientifico di analisi e di intervento realizzato in Italia, in altre aree del mondo colpite da terremoti, come ad esempio Haiti, Giappone o il sud della Spagna. (AP) (4/6/2011 Agenzia Fides)
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AFRICA/LIBIA - "Non dividete la Libia, si rischia di creare terreno fertile per il terrorismo" mette in guardia il Vicario Apostolico di Tripoli

Tripoli (Agenzia Fides) - "Verso mezzanotte, l'una, abbiamo sentito l'esplosione di alcune bombe in lontananza. Avranno colpito la caserma di Bab-Al Ziziya (la residenza di Gheddafi). Colpiscono sempre lì, ma non so dove vogliano arrivare, perché, come ho sempre detto, con i bombardamenti non si risolve niente" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giovanni Innocenzo Martinelli, Vicario Apostolico di Tripoli.
Nei giorni scorsi la chiesa copto ortodossa, che si trova nei pressi di una caserma colpita da un bombardamento, aveva subito diversi danni: porte sventrate, vetri rotti... (vedi Fides 1/6/2011). "Abbiamo avuto un incontro cui erano presenti tutti i capi delle diverse denominazioni cristiane presenti a Tripoli, per esprimere solidarietà al nostro confratello copto ortodosso per i danni subiti dalla sua chiesa" racconta Mons. Martinelli. "Ci siamo uniti per deplorare l'accaduto ma soprattutto per pregare, perché la violenza si plachi. In tutti noi resta però la domanda: perché sta accadendo tutto questo? Siamo rimasti esterrefatti dall'incapacità della diplomazia internazionale e, forse, dal suo pregiudizio che rende impossibile il dialogo con la dirigenza di Tripoli".
La mediazione dell'Unione Africana condotta dal Presidente sudafricano Zuma non ha finora prodotto risultati. Secondo Mons. Martinelli "il Sudafrica aveva comunque dato un segno di buona volontà. che qui è stato ricevuto e, pare, qualcosa si è mosso. Il problema però è che nessuna altra diplomazia ha sostenuto questo cammino. Mi sembra che vi sia un pregiudizio di fondo che mina i tentativi di mediazione e di arrivare ad una tregua. Mi colpisce che la NATO abbia rinnovato di altri 3 mesi l'operazione militare in Libia senza tenere conto di alcuna possibilità di dialogo, come chiesto dall'Onu e dal Santo Padre" dice il Vicario Apostolici di Tripoli
Mons. Martinelli si dice infine preoccupato perché riesce con molta fatica a comunicare con la comunità cattolica in Cirenaica, dove sono stati segnalati alcuni attentati: "Siamo isolati da Bengasi e non riusciamo a metterci in contatto con le diverse comunità della Cirenaica. Voler dividere la Libia significa creare anche il terreno fertile per atti terroristici". (L.M.) (Agenzia Fides 4/6/2011)

venerdì 3 giugno 2011

Si rinnova il Bacio delle croci

   versione testuale
Domenica a Zuglio celebrerà la messa l'Arcivescovo

UDINE (3 giugno, ore 8) - Domenica 5 giugno rivive nela Pieve Matrice di San Pietro di Zuglio, in Carnia, il “Bacio delle Croci”, uno dei riti religiosi più suggestivi del panorama regionale. La cerimonia legata alla diffusione del Cristianesimo nell’Alto Friuli, richiama alla memoria un tempo lontano che vide Zuglio importante città romana nonché successiva sede vescovile tra il IV e il V secolo d.C. per volontà del vescovo aquileiese Cromazio.
Durante il rito, ogni chiesa, rappresentata dalla sua croce astile decorata con nastri multicolori, donati come vuole la tradizione dalle spose dell’anno, si raduna nel “Plan da Vincule” , pianoro sottostante alla Pieve e alla chiamata del Parroco rende omaggio alla croce rappresentante la chiesa matrice sfiorandola in un bacio simbolico. La giornata inizierà alle ore 10,30 con il raduno delle croci astili presso la “Chiesetta della Beata Vergine delle Grazie”, sottostante San Pietro e la seguente processione dei fedeli verso il "Plan da Vincule", ai piedi della Pieve, ove alle 11.00 si terrà l’antico rito del "Bacio delle Croci". Seguirà, alle ore 11,30, la Santa Messa solenne celebrata dall’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, Mons.Giordano Cracinae dai Canonici di San Pietro.
Alle ore 15.00 alla Pieve i cantori delle cantorie parrocchiali della Carnia che animeranno la Messa saranno presenti per cantare i vespri in latino.
Per l’occasione il Civico Museo Archeologico Iulium Carnicum rimarrà aperto con orario continuato dalle ore 9 alle 18; visita guidata alle sale espositive e al Foro romano alle ore 15.
Anche il Centro de la “Polse di Cougnes”, situato nei pressi della Pieve rimarrà aperto con orario continuato per visite.
Per quanto riguarda il traffico veicolare la strada Zuglio-San Pietro-Fielis sarà chiusa. Sarà possibile raggiungere San Pietro e Fielis a piedi o con i bus navetta che saranno disponibili dalle ore 8.00 alle 16.00 (sosta dalle ore 12.30 alle 14.00).
Considerato il grande afflusso di partecipanti, è consigliabile giungere a Zuglio nella prima mattinata per raggiungere in tempo utile la Pieve.
Sarà possibile degustare i famosi Cjarsons ed altri piatti tipici locali negli stand della Pro Loco.
Per informazioni rivolgersi al Museo tel. 0433/92562, e- mail: museo.zuglio@libero.it., sito web: www.comune.zuglio.ud.it


giovedì 2 giugno 2011

ASCENSIONE DEL SIGNORE (ANNO A)


PRIMA LETTURA (At 1,1-11)
Fu elevato in alto sotto i loro occhi.

Dagli Atti degli Apostoli

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».
Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 46)
Rit: Ascende il Signore tra canti di gioia.

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra. Rit.

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Cantate inni a Dio, cantate inni,
cantate inni al nostro re, cantate inni. Rit.

Perché Dio è re di tutta la terra,
cantate inni con arte.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo. Rit.

SECONDA LETTURA (Ef 1,17-23)
Lo fece sedere alla sua destra nei cieli.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l’efficacia della sua forza e del suo vigore.
Egli la manifestò in Cristo,
quando lo risuscitò dai morti
e lo fece sedere alla sua destra nei cieli,
al di sopra di ogni Principato e Potenza,
al di sopra di ogni Forza e Dominazione
e di ogni nome che viene nominato
non solo nel tempo presente ma anche in quello futuro.
Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi
e lo ha dato alla Chiesa come capo su tutte le cose:
essa è il corpo di lui,
la pienezza di colui che è il perfetto compimento di tutte le cose.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 28,19.20)
Alleluia, alleluia.

Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.
Ecco, io sono con voi tutti i giorni,
fino alla fine del mondo.

Alleluia.

VANGELO (Mt 28,16-20)
A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
Parola del Signore

PREGHIERA DEI FEDELI

C – Animati dalla certezza che il Signore è presente in mezzo a noi, anche se il suo volto non può essere concretamente contemplato dai nostri occhi, presentiamo al Padre le nostre domande, nella certezza che il Risorto intercede per noi e per l’umanità intera.

L - Preghiamo insieme cantando [e diciamo]:

Ascoltaci, Signore: abbi pietà!

  1. Per la Chiesa di Cristo: animata dalla forza dello Spirito, promesso dal Signore, si renda testimone credibile del Vangelo fino agli ultimi confini della terra; preghiamo.
  2. Per tutti i cristiani: vivendo nella profonda comunione con il Risorto, sappiano rendere la loro vita una testimonianza viva al Vangelo del Signore, nel cammino della storia; preghiamo.
  3. Per tutti coloro che con spirito missionario annunciano e testimoniano nel mondo il Vangelo: sperimentino, anche oggi, i prodigi che accompagnavano la prima semina del Vangelo all’interno della storia degli uomini; preghiamo.
  4. Per quanti sono impegnati come educatori: l’odierna giornata mondiale delle Comunicazioni sociali li sproni a servirsi delle nuove tecnologie per comunicare la fede ai giovani e agli adulti; preghiamo.
  5. Per questa nostra Comunità parrocchiale: in questa settimana di cammino orante verso la Pentecoste, invochi con fede i doni dello Spirito Santo per celebrare nella grazia e nella gioia il compimento del tempo pasquale; preghiamo.
  6.  

C – Padre onnipotente, i nostri occhi non ti hanno mai visto, ma tu hai inviato il tuo Figlio come immagine perfetta della tua santità: manifesta il tuo amore per la Chiesa e per l’umanità intera così che, in comunione con Cristo Gesù, possiamo contemplarti faccia a faccia e nell’eternità beata. Te lo chiediamo per lo stesso Cristo nostro Signore che, con te e lo Spirito, vive e regna per tutti i secoli dei secoli.   T - Amen.


Itinerannia secondo ilfriuli.it

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mercoledì 1 giugno 2011

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